martedì, dicembre 20, 2011

Il deputato che ci "svela" che accade....

BARBATO, LA JENA “INFAME” DI MONTECITORIO
ARMATO DI TELEFONINO, FILMA E REGISTRA
DI NASCOSTO I SUOI COLLEGHI

In questi giorni, Francesco Barbato è il deputato più detestato, disprezzato, odiato dai suoi colleghi di Montecitorio. Da destra, da sinistra, da centro, e persino dal suo partito, l’Italia dei Valori, partono insulti a raffica: “Delinquente”, “Infame”, “Sbirro”. Nessuno vuole ammazzarlo, però parafrasando Churchill qualcuno leggerebbe con piacere il suo necrologio, talmente è grande l’alone di astio che lo circonda. Al limite gli romperebbero la testa, come ha minacciato un esponente del Pd (Massimo Vannucci).

Tutta colpa dell’ultima trovata di Barbato, che già ha dato tanto alla cronaca tumultuosa di questa legislatura: trasformarsi in uno 007 anti-casta per la trasmissione Gli intoccabili di La7, condotta da Gianluigi Nuzzi. Barbato, armato di telefonino, filma e registra di nascosto i suoi colleghi.

Le prime due vittime: i trasformisti ex Responsabili Maurizio Grassano e Antonio Razzi. Obiettivo: documentare privilegi, furberie, finanche illegalità della casta. Un deputato del Pd incrocia il cronista del Fatto in procinto di intervistare “l’untore” dell’Idv e gli fa una sentita supplica: “Fallo nero quello spione, mi raccomando, non trattarlo bene nell’intervista” . Barbato si accomoda su una poltrona.

Onorevole, sarà “processato” dalla Camera. È vietato filmare e registrare nell’aula. La Mussolini l’ha chiesto a Fini con veemenza.
Ma se è stata proprio a lei a fotografare di nascosto Bocchino e la Carfagna. Lasciamo perdere la Mussolini, è fascista come il nonno.

Lei è un kamikaze. Che armi usa?
Adesso glielo faccio vedere.

L’intervista si interrompe. Barbato estrae il computer dallo zaino, lo apre e lo accende. Appare una cartella.

Che cosa sono?
Tutti i miei filmati, ne ho tanti. Guardi questo. Riguarda il re della casta.

Chi è?
Pier Ferdinando Casini. Io lo chiamo l’onorevole Altana. L’ho scoperto da poco.

Il video dura circa quattro minuti. Barbato entra nel bagno della Camera e si sistema il telefonino di ultima generazione sotto la camicia. Si rimette la giacca, esce e va all’ascensore. Direzione quarto piano. Una donna gli dice che lì ci sono gli uffici di Casini. Barbato avanza, implacabile. Un autentico 007 col gessato blu.

Casini sta all’ultimo piano di Montecitorio.
Perciò è l’onorevole Altana. Una pacchia. Un intero piano utilizzato da lui in quanto ex presidente della Camera. Pare che una stanza sia anche per il Ppe. Quando sono salito ho incontrato il suo portavoce, quello con il pizzetto, come si chiama?

Roberto Rao.
Esatto.

Di questo passo la cacceranno, altro che sospensione.
Ma io non mi faccio processare dalla casta. Ricuserò i miei giudici dell’ufficio di presidenza. A partire dai deputati-questori. Ho beccato anche loro con le mani nella marmellata dei privilegi e degli sprechi.

Lo scandalo di Milano 90 di Scarpellini e gli appartamenti di Palazzo Marini.
Io ho l’ufficio lì. Un giorno mi sono arrampicato su una scala e ho violato i santuari inviolabili dell’ultimo piano.

Altre riprese.
Sì. I tre questori, Albonetti del Pd, Colucci e Mazzocchi del Pdl continuano a spassarsela a spese dello Stato.

Cioè?
Sono entrato nell’appartamento di Mazzocchi, ho trovato la porta aperta: terrazzi panoramici nel cuore di Roma, giardini pensili con sdraio, ombrelloni e solarium, fiori freschi ogni giorno, candelabri d’argento, servizio di lavanderia, tintoria, pulizia e catering.

L‘inventario della casta.
Il catering parte a bordo di un furgone bianco di solito parcheggiato nel garage di Montecitorio. Mangiano pure tre volte a giorno. Altro che deputati-questori. Sono deputati-scrocconi.

L’ex pm Di Pietro sarà fiero di lei.
E lo è. Mi ha incoraggiato ad andare avanti.

Non si fermerà, quindi. L’odio dei colleghi aumenterà.
Mi sospenderanno, è già accaduto tre volte. Ma io sono un pubblico ufficiale, ho il dovere di tirare fuori queste cose. Rappresento la coscienza e gli occhi degli italiani alla Camera.

A proposito di occhi. Passa Amedeo Laboccetta del Pdl e guarda con insistenza Barbato, in segno di sfida. Barbato reagisce. “Che vuoi?”. Laboccetta: “Ma vaffanculo”.


BARBATO FILMA IN AULA E TRA I SUOI È «UN INFAME»

L. Fu. per il “Corriere della Sera” – Assieme alle intemperanze leghiste scoppia il caso di Francesco Barbato. Il deputato dell’Idv, benché sia vietato fare foto o filmati nell’Aula di Montecitorio, è andato ospite su La7 portando in dote una sequenza di immagini, poi mandate in onda. Ieri Alessandra Mussolini (Pdl), che già aveva sollevato la questione, è tornata all’attacco chiedendo al presidente della Camera Gianfranco Fini di «denunciare un deputato che ha violato l’articolo 15 della Costituzione».

Fini replica affermando che «il Collegio dei questori ha già chiesto spiegazioni all’onorevole Barbato, in ragione di una sua dichiarazione pubblica che non mi risulta sia stata smentita». I questori, aggiunge, «sono stati invitati a svolgere, ascoltando in primo luogo Barbato, un’istruttoria». Ma Barbato ricusa i giudici, mentre Giachetti (Pd) definisce «arcaico il divieto dei video». Intanto il cognato di Antonio Di Pietro, il deputato idv Gabriele Cimadoro, stuzzicato da Domenico Scilipoti, innesca la polemica: «Barbato è un pezzo di m… e un infame».

16 dicembre 2011
da greenstudioservice.com

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