sabato, settembre 10, 2011

The ShaqTube Show - part III


“The ShaqTube Show” - parte 3


3) SHAQ-trovate

Shaq-surprised with KG e PP; Shaq-owns a reporter; Shaq-bowling…

Abbiamo visto come Shaq se la cavi bene con gli spot tv, o con il ballo, qui andreamo ad abbracciare una categoria ancora più vasta, quella delle trovate estemporanee, quelle non previste dagli altri, quelle che lo hanno reso icona indiscussa della NBA, quelle trovate che lo hanno reso famoso anche in ambito non cestistico (nonostante si trattasse in alcuni casi di Basket). Quindi fate largo a: Shaq-Beyonce; Shaq-surprised with KG e PP; Shaq-owns a reporter; Shaq-bowling…

http://www.youtube.com/watch?v=-ZyslJ2OhiI

http://www.youtube.com/watch?v=MJEa_62JB6s

http://www.youtube.com/watch?v=9qu2y2MQkuI

http://www.youtube.com/watch?v=EFe_AevmYyQ

Dulcis in fundo nella categoria “trovate” è obbligatorio inserire i video in cui Shaq dirige l’orchestra sinfonica di Boston & quello in cui Shaq fa la statua vivente in Harvard. Video che hanno spopolato mesi fa. Attirando l’attenzione di patiti della pallacanestro, e patiti del potere magnetico di Youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=PoyiR3ob7yk

http://www.youtube.com/watch?v=ErEZYonn2z0


CONTINUA ....



“The ShaqTube Show” - parte 1 - parte 2

venerdì, settembre 09, 2011

Radio - Salvadanaio

Questo programma è utilissimo: tratta moltissimi argomenti "pratici" che interessanno il quotidiano di tutti in modo semplice&chiaro.


Salvadanaio

Il contenitore della finanza personale a 360°, dalle tendenze dei mercati finanziari alla gestione quotidiana del bilancio familiare. Gli esperti e i professionisti del risparmio, del fisco e della casa rispondono in diretta agli ascoltatori risolvendo dubbi e fornendo chiarimenti e suggerimenti sull'argomento del giorno. Tra i temi del programma: le ultime novità in tema di imposte e tasse, assicurazioni e tariffe RC Auto, mutui e prestiti, pensioni e previdenza integrativa, condominio e mercato immobiliare, risparmio e strumenti d'investimento, banche e promotori finanziari.



Qui trovate tutte le puntate:


Ad esempio, il 31 agosto si è parlato di "Pensione - Riscatto della laurea"


"puntate precedenti"
I Destini Incrociati
II Dee Giallo
III Mr Kilowatt
IV Storiacce
V Reportage

Niiiiiiiiiice!

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-94474c30-dab6-4447-b3a3-81025aa4fa83.html?refresh_ce

E voi che potete, fatevi un giro a Mantova nel weekend. C'é il festival della letteratura e tantissime cose interessanti anche quest'anno (una conversazione su Bob Dylan e gli eventi 268 e 282 sembrano molto fighi). Su internet trovate tutto il programma...

La città dei libri


Le città del libro
Fjærland, Norvegia

Perché i libri sono dappertutto, non solo in libreria. Situata nella zona centrale della Norvegia, sulle sponde dell'imponente fiume Bøyaøyri, Fjærland è davvero minuscola: conta appena 300 residenti, ma raccoglie oltre 250.000 volumi.
Le 25 librerie che li accolgono, aperte solo d'estate, sono tematiche, e ciascuna si occupa unicamente di un argomento specifico: storia, arte, viaggi, romanzi... I libri, inoltre, non si vendono solo nei negozi. La strada principale è costellata di scaffali pieni di tomi antichi o usati, abbandonati a se stessi con il prezzo ben visibile in copertina: per acquistarli è sufficiente infilare i soldi dovuti nell'apposita cassetta. Uno spettacolo surreale, che ogni anno attira decine di migliaia di visitatori. I turisti ne approfittano anche per visitare il Museo Nazionale del Ghiaccio, il vicino parco nazionale e l'estuario del Bøyaøyri, che ospita oltre 200 diverse specie di uccelli.



28 marzo 2011
da style.it

Il sito ufficiale:
http://bokbyen.no/en/


Qui il podcast della puntata de "l' Altra Europa" (programma di Radio24) con molti particolare in più:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2011/110416-altra-europa
(è la prima notizia trattata)

giovedì, settembre 08, 2011

Festa birra a Botticino

Su segnalazione di PaolaZ...

Botticino Tollera 2011

Settembre dunque, e purtroppo la fine dell'estate che si avvicina inesorabile. L'arrivo dell'autunno porta anche con sè la chiusura di una stagione fatta anche di feste paesane e sagre.

Ecco perchè non bisogna lasciarsi scappare una delle ultime possibilità di una festa semplice, genuina e divertentissima come l'edizione 2011 del "Botticino Tollera".

Quella di quest'anno è l'ottava volta che il Botticino Tollera apre i battenti (nella zona artigianale di Botticino appunto), a conferma di un crescendo di stampo quasi rossiniano che l'ha portata ad essere in assoluto una delle migliori feste estive della provincia.

Anche quest'anno ottima cucina (ad esempio porchetta venerdì e sabato spiedo su prenotazione) e ben 4 tipi di birre alla spina. Infine tanta ottima musica, come sempre. Questo il programma:

8 settembre: Contrabbanda Sak + Lemon Squeezers Band

9 settembre: Saddamned + The Kaams + Chuck Ford and the Bad Dawgs

10 settembre: Soul Collision + 4 Axid Butchers

11 settembre: Appel + Samsara + Il Cervello di Jack + Prosit

Leggi tutto: http://www.bresciatoday.it/eventi/concerti/botticino-toll...
Diventa fan: http://www.facebook.com/pages/BresciaToday/201440466543150


7 settembre 2011
da virgiliobrescia.myblog.it

RaiStoria: 11settembre 2001-2011

11 settembre, 10 anni dopo

Rai3, 4 settembre, 21.00. Dieci anni dopo l’11 settembre 2001, un film lungo due ore ci racconta cosa è cambiato da allora, se quella tragedia si può ancora considerare storia una ferita aperta. Premonizioni, sospetti, censure, accadimenti dolorosi e frammenti di serenità in un emozionante intreccio di vite spezzate, salvate, svuotate, riempite da nuovi matrimoni, nuove nascite.

Il programma offre punti di vista inediti su quella giornata. Non è una storia americana e basta. E’ una storia costruita su immagini e interviste tutte nuove, raccolte da Andrea Salvadore in una ricerca durata oltre sei mesi. Si piange (e si ride anche) in un film originale che ricostruisce passato e futuro, provando a tenere teso il filo di una domanda sola, “Dov’era Dio quel giorno?”


Ecco gli altri appuntamenti Rai in occasione del decennale dell’attentato alle Torri Gemelle:

Tg1 Cura la diretta della celebrazione a partire dalle ore 15.50 circa di domenica 11 settembre, ovvero dal momento dell’attacco alle Torri, fino alle 18.50.

Rai1 Propone venerdì 9 settembre dalle 15.00 alle 16.20 “11 settembre: un canto di pace” e sabato 10 settembre, alle 21.00, uno Speciale Porta a Porta dedicato alla commemorazione.

Tg3 Prolunga l’edizione delle 14.20 fino alle 14.50, in collegamento con Ground Zero alla vigilia della cerimonia. Inoltre la puntata di “Agenda del mondo” di sabato 10 settembre sarà interamente dedicata all’argomento.

Rainews Fornirà ampia copertura all’evento nell’ambito dei propri notiziari.

Rai Storia Propone uno speciale di Dixit dedicato all’evento domenica 11 settembre alle 21.00.

Rai 150 Prevede su Rai2 il giovedì in seconda serata e Rai3 il venerdì alle 8.00 del mattino, nel consueto spazio della “Storia siamo noi”, i seguenti appuntamenti:

La storia siamo noi – “Controinchiesta sull’11 settembre” giovedì 25 agosto, seconda serata Rai2 e venerdì 26 agosto, mattino Rai3.

La storia siamo noi – “Parla Rudolph Giuliani” giovedì 1 settembre, seconda serata Rai2 e venerdì 2 settembre al mattino su Rai3.

La storia siamo noi – “Voci dall’11 settembre” giovedì 8 settembre, seconda serata Rai2 e venerdì 9 settembre, mattino Rai3.

Rai5 Propone domenica 11 settembre alle 21.50 il concerto “America, un omaggio agli eroi”, un evento spettacolo che ha visto coinvolti attori e cantanti per una raccolta fondi a favore delle vittime dell’attentato.

Rai Movie Propone un omaggio alla città, domenica 11 settembre, alle 21.00 con il film a episodi “New York Stories”, girato da Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Woody Allen.

31 agosto 2011

Vota il miglior WC

Su segnalazione di manu..

Dieci bagni per il titolo di "miglior servizio degli Usa"

Dieci bagni pubblici si contendono il titolo di miglior servizio igienico degli Stati Uniti. Accade già da alcuni anni nell'ambito del concorso "Best American Restroom" che permette agli utenti di votare online, fino al prossimo 19 settembre, quale tra i dieci finalisti sarà il bagno più bello degli Usa












17 agosto 2011
da repubblica.it


IO VOTO il penultimo: sembra Gardaland :)

Per quello della doccia (l'ultimo) invece immaginerei già cosa ci farebbe una squadra maschile di qualsiasi sport (= riunionedianimalicheunisconolaloroignoranza ) con quelle sagome sul muro :D

mercoledì, settembre 07, 2011

Domani su La7: Silvio For Ever


Enrico Mentana presenta:
SILVIO FOREVER
Giovedi' 8 settembre alle 21.10 su LA7
anche in diretta web
il film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni,
biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi

Interessante articolo di Ostellino

da www.corriere.it

I RICCHI E GLI EVASORI

Fra i «danni collaterali» prodotti dalla schizofrenica politica del centrodestra e dall'assenza di una opposizione riformista di centrosinistra, c'è la metamorfosi del linguaggio della politica, di quello dei media in generale e persino dei fiancheggiatori dell'uno e dell'altro schieramento. È passato dalla difesa di alcuni principi liberali - la tutela della privatezza, il rispetto per l'autonomia dell'individuo, la certezza del diritto, il governo della legge, la condanna del cambiamento delle regole mentre si gioca, per non parlare del contenimento della spesa pubblica e della riduzione della pressione fiscale - alla loro negazione, all'elogio di forme di propaganda demagogica che rasentano il lessico dei totalitarismi di destra e di sinistra del secolo scorso. Un caso di regressione e di degrado civili, oltre che culturali e politici.

L'Unione Europea ha fornito al Cavaliere un assist formidabile, consigliandolo di fare quelle riforme di struttura che aveva messo nel suo programma del '94. Il governo non solo non lo ha raccolto ma ha scatenato, con la complicità dei media, una caccia all'«untore», il «ricco», identificato tout court con l'«evasore». Tremonti, che ripete che «anche i ricchi devono pagare le tasse», non si limita a proclamare un principio ovvio per un ministro delle Finanze, bensì fa un'affermazione che puzza di demagogia lontano un miglio, che non fa onore né alla sua intelligenza né alla sua cultura e suona più una giustificazione dell'incapacità del governo di fargliele pagare che un programma di rigore fiscale, che andrebbe fatto con serietà. I dati di ieri fanno riflettere.

Nel giro di qualche settimana, la «comunicazione» governativa ha attribuito la crisi - che è della finanza pubblica nazionale, oberata da uno Stato costoso, sprecone e oppressivo - alla «speculazione internazionale», che ne è invece il sintomo; e, una volta constatato dai sondaggi che gli italiani non la bevevano, la fa risalire, ora, all'evasione fiscale. Ma, dopo aver indicato una serie di misure, il governo le sta parzialmente correggendo. Cancellata infatti la parte più ruvida della manovra, come l'idea di mettere alla berlina le dichiarazioni dei redditi (già pubbliche) o di imporre l'identificazione dei conti correnti nelle dichiarazioni. L'ipotesi di poter agganciare le condizioni di vita a un reddito eventualmente non dichiarato si rivela impraticabile.

...

Che senso logico e finanziario avrebbe l'aumento dell'Iva - che, stante le cose come stanno, pagherebbero solo produttori e consumatori del Nord - quando al Sud l'«evasione collettiva» della stessa imposta raggiunge picchi di quasi il 90 per cento ed è tollerata, se non incoraggiata, dalla politica come stabilizzatore sociale e/o utilizzata come voto di scambio? Quale è la logica politica di un governo, e di un'opposizione, che cercano altrove le ragioni del disastro finanziario pubblico, attribuibile, invece, oltre che alle follie dell'antico consociativismo - ancora riproposto recentemente come «governo di unità nazionale» - alle mancate riforme degli ultimi vent'anni? Che senso comune (verificabile nella realtà) ha l'invocazione di Confindustria a riforme «strutturali», se una certa imprenditoria privata - barricata dentro un diritto societario ostile alla concorrenza - e la burocrazia pubblica, contraria alla produttività, sono entrambe conservatrici almeno quanto governo e opposizione, chiunque sia al governo e all'opposizione?

postellino@corriere.it

La Sicilia dall'alto

Su segnalazione di manu...

Sono stato in 4 dei 9 posti immortalati!!!
si ringraziano tutti i possessori di case in Sicilia per avermi ospitato ed avermeli mostrati :)



Scala dei Turchi. Foto di Luigi Nifosì


11 agosto 2011
da repubblica.it

martedì, settembre 06, 2011

Compleanno del giorno

Il film che ha visto più volte è...

AUGURI STEFANO!!!


lunedì, settembre 05, 2011

Sagra Lumaca 2011 Ospitaletto

6^ SAGRA DELLA LUMACA

8 e 9 ottobre 2011

Alla Cascina Cattafame di Ospitaletto ritorna la SAGRA DELLA LUMACA tradizionale luogo d’incontro tra buona cucina, divertimento e solidarietà. L’evento si svolge in un sereno clima di festa ed è ormai giunto alla sua sesta edizione.

Secondo ricette tipiche saranno cucinati: casoncelli bresciani, grigliate di carne e diversi piatti a base di lumache. Verranno proposti momenti di intrattenimento per tutte le età: musica dal vivo, animazione per bambini e bancarelle con prodotti locali.

La Sagra è ideata e realizzata da Fraternità Impronta un Cooperativa Sociale del Gruppo Fraternità che si occupa di accogliere nelle proprie comunità dei minori in difficoltà. Le lumache cucinate arriveranno freschissime dall’allevamento interno alla Cattafame, un laboratorio occupazionale gestito dagli operatori e dagli ospiti delle comunità stesse. L’intero ricavato andrà a sostegno dei progetti per i minori.

Sabato 08 ottobre 2011

h.19.00 Apertura stand gastronomici, servizio continuativo fino alle ore h.22.00

h.21.00 serata musicale con CHARLIE CINELLI: i grandi successi

Domenica 09 ottobre 2011

h.12.00 Apertura stand gastronomici, servizio continuativo fino alle ore h.22.00

h.14.00 Animazione per bambini

h.16.00 Spettacolo di magia col mago Fabix

h.21.00 Serata musicale con i MERCANTI E SERVI: solo Nomadi

La Cascina è dotata di spazi chiusi e riscaldati dove consumare i pasti. La festa avverrà anche in caso di maltempo.

La Cascina Cattafame, oltre alla gestione di servizi educativi per minori, residenziali e diurni, mette a disposizione del territorio:

  • spazi per l’organizzazione di compleanni, cerimonie e ricorrenze varie;
  • attività riabilitative a contatto con gli animali della fattoria per soggetti con disagio psico-fisico;
  • spazi didattici, ludici e ricreativi per scuole, gruppi parrocchiali e grest estivi, presso la Fattoria Didattica Solidale “Piccolo Ranch”


Cascina Cattafame - Fraternità Impronta

Via Seriola, 62 a Ospitaletto (Bs)

Per informazioni: tel 335.1865654 tel. 334.6810758

info@cascinacattafame.it

Chi guadagna di più...


... tra voi e il vostro parrucchiere?
Io non guadagno 3 volte quello che guadagna lui... e sì che il mio è pure caro!

http://www.repubblica.it/economia/2011/09/03/news/dati_730-21169088/

Le stagioni in foto

Su segnalazione di manu...

La primavera della fotografia,
immagini che raccontano una stagione




5 luglio 2011
da repubblica.it

L'esempio dell' Islanda

Su segnalazione di Ciccio...
Lontano dai riflettori
Islanda, quando il popolo
sconfigge l'economia globale

L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.

L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.

Ma procediamo con ordine. L'Islanda è un'isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell'intera Italia, situato un poco a sud dell'immensa Groenlandia.

15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di 'neoliberismo puro' applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.

Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull'euro – che perse in breve l'85 per cento – non fece altro che decuplicare l'entità del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.

Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.

A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.

Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento.

Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate” (mi ricorda qualcosa.......)

Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo.

Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiustò. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.

Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.

La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l'Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell'intervista - ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.

A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.

In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola 'presidente' al posto di 're').

Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l'appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.

Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. "Io credo - ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente - che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet".

Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.

Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l'Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.

Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?

13 luglio 2011
da ilcambiamento.it

domenica, settembre 04, 2011

Bresciatoday.it


Il fratello di Piz è il direttore di questo sito di informazioni&notizie sulla nostra provincia:

Foto della settimana

Monte Bianco
27 febbraio 2008

A Cogne è ancora buio e tutti (o quasi) ancora dormono, mentre "sua maestà", il Monte Bianco sta per essere baciato dai primi raggi del sole...
Alessio