sabato, giugno 22, 2013

Foto della settimana



Gruppo dei Lagorai
03 aprile 2010


Gruppo dei Lagorai, salendo a Cima d'Asta, bellissima salita...
Alessio




venerdì, giugno 21, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 38

Ci occupiamo ora dei "Cinque percorsi cicloturistici ispirati ai vini della Franciacorta" a cura del "La Strada del Franciacorta": il loro tracciato tocca vigne e campi, piccoli borghi e ambiti di particolare interesse naturalistico, punti panoramici e luoghi d’interesse storico-artistico.

Cominciamo dal primo, percorso giallo.
Ben segnalato per buona parte, ma in certi punti i cartelli indicatori mancano quindi guardarsi il tracciato prima di partire perchè si rischia di sbagliare.
 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 38
"Percorso 1 - giallo - 
Franciacorta Satèn"
Iseo - CorteFranca - Adro - Cazzago S.M. -
Passirano - CorteFranca - Provaglio - Iseo

31 km
tipo di bici: city bike
Note: percorso con qualche saliscendi
          quasi intergralmente su asfalto 

Altimetria:
 http://www.sports-tracker.com/workout/marcofax/51ef1a3de4b083d813ebca0c



 

 
scarica in formato .kml

giovedì, giugno 20, 2013

Rete misura radioattività dei VVF

Non tutti sanno che sul nostro territorio c'è una capillare rete di rilevamento della radioattività gestita dai Vigili del Fuoco


I radiometristi
Negli anni '60, la "guerra fredda" e la conseguente proliferazione di esperimenti con ordigni atomici, ma anche l'avvio dell'utilizzazione a fini pacifici dell'energia nucleare sviluppano nella Nazione una coscienza intesa a preservare la popolazione da questa nuova fonte di rischio.
Tant'è che la legge sull'ordinamento del Corpo del 13 maggio 1961 n. 469 attribuisce al Ministero dell'Interno, e per esso al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tra l'altro "... i servizi tecnici per la tutela dell'incolumità delle persone e la preservazione dei beni derivanti anche dall'impiego dell'energia nucleare".
Ciò comporta per il Corpo la necessità di specializzarsi anche in questa materia e diversi ingegneri sono stati inviati presso le università e successivamente all'estero per conseguire la qualificazione necessaria ad affrontare questa nuova problematica.
Per accertare la presenza di radiazioni ionizzanti si è creata una rete di stazioni fisse di monitoraggio ambientale per il rilevamento della ricaduta radioattiva susseguente ad esplosioni nucleari contaminanti e delle squadre speciali, "squadre radiometriche", composte da personale opportunamente addestrato, equipaggiato con particolari protezioni individuali e dotato di strumenti per la misurazione della radioattività, in grado di intervenire in forma preventiva o di rilevamento e circoscrizione della zona di pericolo, anche nei casi d'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare.


La prima rete di rilevamento della radioattività viene impiantata nel 1966 e conta migliaia di stazioni dislocate, oltre che nelle sedi del Corpo, anche nelle stazioni dei Carabinieri. Il continuo miglioramento nel perseguire una sempre maggiore efficienza ed efficacia dell'operatività del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha oggi portato alla modifica della rete con stazioni automatiche di rilevamento con strumenti d'ultima generazione, dotati anche di autodiagnosi con trasmissione ed elaborazione dei dati rilevati, che consentono anche il monitoraggio ambientale.
Tali stazioni sono situate ai nodi di una maglia in modo da ricoprire tutto il territorio nazionale e fanno capo alla centrale d'allarme sempre presidiata. Per fronteggiare emissioni radioattive o sotto forma d'irraggiamento o contaminazione, il Corpo Nazionale è dotato di diversi laboratori mobili per eseguire misure e controlli più sofisticati circa la natura delle radiazioni.

Galleria Multimediale

mercoledì, giugno 19, 2013

iCityLab


Forum PA lancia ICityLab
la banca dati statistica sulle Smart City 

Forum PA rafforza il suo impegno per le Smart City lanciando ICity Lab, il nuovo spazio di ricerca e approfondimento sulle città intelligenti, on line da ieri, utile per amministratori, ricercatori e cittadini. Il sito è “uno strumento inedito che consente – grazie alla piattaforma tecnologica ASSET (Analisi Statistica Socio-Economica Territoriale) – di creare analisi e visualizzazioni a partire dai dati della ricerca “ICity Rate 2012”, realizzata da Forum Pa su 103 capoluoghi di provincia.
La piattaforma restituisce mappe, grafici e tabelle, benchmarking, check up e gap analisi, con la massima personalizzazione e livello di dettaglio. Ogni utente, infatti, può scegliere e incrociare diversi parametri di interesse: le città (singole o aggregate per regione), le dimensioni (governance, economia, mobilità, ambiente, capitale sociale e qualità della vita) e addirittura i singoli indicatori.
“Al di là della classifica generale dei capoluoghi più smart – che vede sul podio Bologna, Parma e Trento – scopriamo ad esempio che sono Benevento e Avellino ad avere la maggiore incidenza di imprese femminili sul totale delle imprese registrate, che Pordenone si fa notare per la raccolta differenziata, che i dati pubblici sono un focus per Cagliari e Torino, che Genova soddisfa più di tutte le altre città la domanda di asili nido”, spiegano da Forum PA. Ma sono oltre cento gli indicatori della ricerca “ICity Rate 2012” sui quali si possono effettuare ricerche e raffronti.
In ottica open data, tutti i valori degli indicatori sono liberamente scaricabili dalla piattaforma. Obiettivo della piattaforma, infatti, non è tanto stilare una classifica delle città, quanto “offrire uno strumento avanzato per l’analisi socioeconomica dei territori”. Per questo” a breve sarà disponibile per i Comuni capoluogo un cruscotto con funzionalità aggiuntive, che consentirà di valutare i punti di forza e di debolezza della città e del suo territorio e realizzare report su temi specifici. In questo modo, favorendo la conoscenza e la valutazione dello “stato di salute” e del “livello di intelligenza” dei sistemi territoriali, la piattaforma diventa uno strumento prezioso per supportare la pianificazione strategica e i processi di sviluppo locale.
“ICity Lab – commenta Gianni Dominici, direttore generale di Forum PA – non è solo un portale per fare la classifica delle “Smart Cities”, ma è un ambiente evoluto per l’erogazione, in modalità cloud, di servizi che consentano ai Comuni capoluogo di Provincia di gestire in maniera semplice, rapida e a basso costo una filiera di funzioni innovative per supportare le strategie ed i piani di crescita e sviluppo del loro territorio e dei sistemi territoriali di area vasta di cui fanno parte”.

 1 marzo 2013



CHE COS' E' ICityLab

ICity Lab – dove la “I” evoca Innovazione, Inclusione, Interazione, Intelligenza – è un’iniziativa di FORUM PA che nasce per supportare tutti coloro che, ai diversi livelli, lavorano per rendere le nostre città più “intelligenti”, ovvero più vivibili, sostenibili, inclusive, competitive.
ICity Lab si rivolge quindi ad amministratori, politici, imprese, associazioni, semplici cittadini e vuole offrire a tutti loro strumenti, spunti di lavoro e occasioni di confronto sui diversi temi e ambiti che caratterizzano, a livello nazionale e internazionale, la discussione sulle città.
In questo senso, è molto importante capire prima di tutto a che punto siamo nel percorso verso la città intelligente. Per questo ICity Lab mette al centro della sua attività non solo un lavoro di studio e ricerca, attraverso l’individuazione di indicatori e la creazione di benchmark, ma anche l’azione di restituzione dei dati che deve avvenire attraverso modalità che consentano una lettura personalizzata e il riutilizzo dei dati stessi da parte dei destinatari della comunicazione.

Gli strumenti messi in campo da ICity Lab per realizzare questi obiettivi sono:

Perchè questo progetto? Per conoscere la visione che sta dietro a ICity lab clicca qui.





Descrizione – funzioni di base


La piattaforma ASSET è uno strumento di analisi statistica socio-economica che consente di visualizzare ed elaborare gli indicatori del modello ICity rate 2012, con tre diverse modalità di rappresentazione dei dati (tabellare, grafico a barre e mappa tematica), definendo il posizionamento competitivo dei 103 Capoluoghi di provincia.
Il portale ICitylab fornisce tutta una serie di funzioni di elaborazione sia degli indicatori che compongono le 6 aree tematiche, sia degli indici di sintesi per area tematica (calcolati come media aritmetica dei valori degli indicatori di dettaglio), sia, infine, dell’indice sintetico globale (l’ICityRate), a sua volta calcolato come media geometrica degli indici di sintesi delle 6 aree tematiche.
Le Funzioni di Base messe a disposizione dal portale consento di effettuare, con accesso libero da parte degli utenti, le seguenti elaborazioni:
  • Rappresentazione dei valori e degli andamenti dei singoli indicatori, consentendone la visualizzazione con diverse modalità (grafici, mappe geo-referenziate e tabelle numeriche) in funzione delle specifiche esigenze.
  • Esportazioni di dati, per estrarre, in formato testuale excel o ,csv, indicatori ed elaborati.
  • Funzioni Analisi, che, grazie all’impiego di semplici algoritmi di normalizzazione, consentono valutazioni e confronti sugli Indicatori:
    • il Checkup consente di evidenziare lo “stato di salute” di un Comune capoluogo (o di una aggregazione di Capoluoghi di provincia), mediante il calcolo di un indice (lo scostamento percentuale dalla media) per ciascuno degli indicatori presenti in una certa area tematica;
    • il Benchmarking consente di mettere a confronto contemporaneamente tre o più Capoluoghi di provincia in riferimento agli indicatori di un’area tematica;
    • il Report produce un file in formato pdf (o più di uno se lo si esegue per più Capoluoghi) in cui si riportano le informazioni degli Indicatori presenti nelle aree tematiche selezionate, file immediatamente utilizzabile per la pubblicazione o la diffusione delle elaborazioni;
    • la Gap Analisi consente di evidenziare lo scostamento tra due Capoluoghi di provincia (e/o Aggregazioni), in riferimento agli Indicatori di un’area tematica e risulta quindi utile per capire quali sono i punti di forza o di debolezza di un Comune capoluogo rispetto ad un altro che funge da riferimento.
  • Creazione di Archivi nei quali è possibile memorizzare gli elaborati, in formato pdf, realizzati dal back-office (sia Report e Studi, sia documenti più articolati, come Osservatori, realizzati utilizzando i vari elaborati generabili nel sistema, corredandoli di commenti e note).
Oltre a queste funzioni ad accesso libero, il portale mette a disposizione una serie di funzioni avanzate attivabili in abbonamento, che consentono di disporre di un ambiente evoluto per la Gestione della Conoscenza a supporto delle attività decisionali e di pianificazione/programmazione delle Città, per aiutarle nel percorso diventare sempre più “Smart”.

martedì, giugno 18, 2013

Ticket restaurant... alternativi

Ok che è sempre una menata trovare posti dove li accettano... ma così si esagera :)


Arrestato spacciatore di coca
accettava pagamenti in ticket
 L'uomo fermato in flagrante nella notte mentre vendeva mezzo grammo di droga a una guardia giurata che aveva pagato con 40 euro in contanti e gli altri 10 in buoni pasto

Arrestato spacciatore di coca accettava pagamenti in ticket Una pattuglia della polizia Pagamento in contanti ma anche in ticket restaurant. Accettava anche i buoni pasto lo spacciatore originario del Gambia fermato dalla polizia in servizio la notte scorsa nella zona di via Vigevano. L'uomo, 27 anni e con alcuni precedenti, verso le 2,30 è stato notato dagli agenti mentre saliva sull'auto di un cliente, una guardia giurata quarantenne. I due si sono diretti a uno sportello bancomat dove la guardia giurata ha prelevato del contante per pagare parte del mezzo grammo di cocaina acquistato: 50 euro il prezzo stabilito, coperto con 40 euro in banconote e 10 euro in ticket restaurant. Per il pusher è scattato l'arresto per spaccio e resistenza, all'arrivo della polizia ha infatti reagito e alcuni agenti sono rimasti lievemente contusi. Per la guardia giurata invece nessuna segnalazione, ma il ritiro di patente di guida, porto d'armi e pistola.



Novità a Genova
LE PROSTITUTE ACCETTANO IL TICKET

Chissà come avrebbe commentato questa notizia l'autore di Bocca di Rosa, il genovese Fabrizio De André. Il fatto è che ormai nel capoluogo ligure sono molte le prostitute che accettano, in pagamento delle loro prestazioni sessuali, i buoni pasto aziendali. I primi ad accorgersi di questa novità sono stati i commercianti del centro storico di Genova, alle prese con le tante immigrate rumene o nigeriane che sempre più numerose pagano i loro acquisti con i buoni pasto intestati a tante aziende note. Sembra che, a fronte di un lieve sovrapprezzo, le prostitute sotto la lanterna accettino in pagamento tutti i tipi di buoni pasto: ticket restaurant in primis. Questo permette al cliente di "sfruttare" un benefit aziendale, magari saltando qualche pasto, concendendosi il gusto dell'amore proibito. Non stupisce che tutto ciò accada a Genova, Città da sempre "nota" per la vera o supposta avarizia dei suoi abitanti. Ovviamente, infatti, questa situazione non può esere partita che dalle richieste di qualche cliente, magari con le tasche piene di ticket e vuote di soldi., o poco propenso a spenderne.

lunedì, giugno 17, 2013

La responsabilità del direttore dei lavori e dell’appaltatore xx



La responsabilità del direttore dei lavori e dell’appaltatore

Secondo l’attuale giurisprudenza (Cass. Civ., Sez. II, 31.01/1989, n. 593) l’appaltatore gode di una propria autonomia operativa. Infatti la funzione direttiva in capo al committente ed al direttore dei lavori può tutt’al più ridurre, ma non annullare del tutto la libertà decisionale e di azione dell’appaltatore. Quest’ultimo è comunque obbligato al rispetto della regola dell’arte e ad assicurare un risultato tecnico in linea con le esigenze del committente (C. Civ., Sez. II, 22.02.2000, n. 1965; Sez. II, 23.03.1995, n. 3384).

Vien da sé che l’appaltatore è tenuto a segnalare al committente la contrarietà alle regole dell’arte delle prescrizioni eventualmente impartitegli dalla direzione dei lavori o riportate nei progetti, e non va esente da responsabilità per quegli errori progettuali che gli siano sfuggiti laddove avrebbe dovuto avvedersi con l’uso della normale diligenza nell’ambito delle cognizioni tecniche che gli sono richieste (Id. n. 14598/2000, n. 5099/1995). In difetto egli risponde comunque della cattiva esecuzione dell’opera (C. Civ. Sez. II, 26.07.1999, n. 8075; Id. n. 9562/1994), eventualmente assieme al progettista (Id. Sez. II, 4.12.1991, n. 13039) e al direttore dei lavori.

La presenza del direttore dei lavori, ausiliario del committente e suo rappresentante limitatamente alla materia tecnica (C. Civ. Sez. II, 19.06.1996, n. 5632) non fa venir meno la responsabilità dell’appaltatore che assume un’obbligazione sia di mezzi che di risultato (Id., Sez. II, 21.10.1991, n. 11116) essendo tenuto a individuare e correggere le carenze progettuali e/o le direttive tecniche impartite dalla direzione dei lavori e che impediscano la realizzazione dell’opera in conformità al rispetto della regola dell’arte.

L’appaltatore, per andare esente da responsabilità per danni derivanti dall’imperfetta esecuzione dell’opera, non può limitarsi a manifestare la propria perplessità o il proprio parere contrario rispetto alle direttive del committente e del direttore dei lavori, ma deve esprimere formalmente il proprio dissenso di modo che ne possa restare traccia inoppugnabile.

La responsabilità dell’appaltatore trova un limite nell’ipotesi in cui si dimostri che il committente e/o il direttore dei lavori abbiano trasmesso direttive vincolanti che abbiano ridotto l’appaltatore al ruolo di nudus minister. E’ onere dell’appaltatore dimostrare che egli, nello svolgimento dell’appalto, abbia avuto veste di semplice nudus minister. In tal caso la responsabilità dovrà essere condivisa tra il committente e il direttore dei lavori, ovvero riconducibile in capo esclusivo ad uno dei due soggetti.

L’appaltatore non può ritenersi responsabile per quelle carenze che non siano rilevabili con la normale diligenza in relazione alla perizia ed alla capacità tecnica da lui esigibili nel caso concreto. Il concorso di responsabilità tra direttore dei lavori ed appaltatore si configura se il direttore dei lavori non abbia adempiuto colposamente al dovere di vigilanza oppure di direttiva. In particolare se non abbia controllato la corretta esecuzione delle direttive emanate da parte dell’appaltatore.

In conclusione sia che l’appaltatore abbia eseguito passivamente le direttive impartitegli dal direttore dei lavori, sia che il direttore dei lavori abbia trascurato di esercitare la sorveglianza non intervenendo tempestivamente ad arrestare l’esecuzione dell’appaltatore quando questa non era conforme alle regole dell’arte o alle prescrizioni contrattuali, non può l’appaltatore sottrarsi alla responsabilità. Normalmente la responsabilità del direttore dei lavori è concorrente con quella dell’appaltatore poiché entrambi i soggetti hanno come termine finale la corretta costruzione dell’opera.
 

domenica, giugno 16, 2013

Foto della settimana



Cima Madriccio
02 aprile 2010


Dalla Cima Madriccio, la vista spazia ovunque, ma l'occhio è attratto dai tre colossi, da sinistra, Gran Zebrù, Monte Zebrù e Ortles;
Alessio