sabato, marzo 05, 2011

''L'uomo nella tempesta''

''L'uomo nella tempesta'':
il corto amatoriale che merita l'Oscar

Lo scorso 26 dicembre un uomo ha documentato con la sua telecamera la tempesta di neve che ha colpito New York. E ne ha fatto un cortometraggio da Oscar. E' questo il parere di Roger Ebert - uno dei più accreditati critici cinematografici USA - che ha pubblicato il filmato sul blog che scrive sul sito del Chicago Sun-Times

Secondo Ebert il video, girato da Jamie Stuart e chiamato "Un idiota col cavalletto", meriterebbe una statuetta come "migliore cortometraggio in presa diretta" per tre motivi: "(1) Per la sua magnifica qualità. (2) Per l'omaggio che fa al classico "L'uomo con la macchina da presa" di Dziga Vertov, girato nel 1929 (3) Perché rappresenta un incredibile esempio di efficienza tecnica: è stato girato il 26 dicembre e la mail con cui l'ho ricevuto da Jamie Stuart è datata 27 dicembre 2010". Su YouTUbe, intanto, il filmato ha già totalizzato più di 250.000 visualizzazioni


1 gennaio 2011
da tv.repubblica.it

venerdì, marzo 04, 2011

Aperitivi in cantiere 2011

Ovviamente nn mi è ancora arrivato il giornalino dell'ordine di gen/feb (lo so, c'è sul sito in pdf... ma devo ancor prender abitudine di andar a vederlo online che poi sarebbe anche meglio così si risparmia un sacco di carta) quindi mi ero perso....

Quest'anno c'è il LIMITE DI 20 POSTI!!! quindi ovviamente quello di domani è già esaurito.
Anche i prossimi son interessanti, ma dovremmo svegliarci x tempo x' 20posti son veramente pochi (se calcoliam solo la gente che gira abitualmente all'Ordine... facile che sian già tutti esauriti)
Bisogna sentir l'Ordine e veder come funzia x i prossimi appuntamenti

Il ministro Carlo T. Gutti viene accusato d’aver copiato la tesi di laurea

Il ministro tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, accusato d’aver copiato parte della tesi di dottorato, s’è dimesso. Proviamo a immaginare cosa sarebbe accaduto in Italia.

Il ministro Carlo T. Gutti - nome di fantasia - viene accusato d’aver copiato la tesi di laurea. Per giorni evita ogni uscita pubblica, rinunciando anche a due inaugurazioni, un'escursione familiare con l’auto blu e un invito a “Ballarò”. Raggiunto finalmente dai cronisti, nega tutto: “Chiunque s’azzardi a dire che ho copiato la tesi se la vedrà con me in tribunale!”. I compagni di partito confidano ai giornalisti: “Gutti? Ma sarebbe stato bocciato anche al Cepu! Un dottorato? Impossibile.” Il titolo di studio è però visibile dietro la scrivania ministeriale, tra le foto con cardinali, capi di Stato e Francesco Totti. L’on. Gutti deve spiegare: ha preso la laurea? L’ha copiata? L’ha comprata?

Preoccupato, lancia la controffensiva. I media governativi sostengono che “le accuse sono risibili”. Una trasmissione TV dimostra, con un plastico, che il ministro Gutti, se avesse copiato la tesi, sarebbe giustificato: la facoltà dove ha studiato è labirintica, e il relatore è noto per non farsi trovare dagli studenti. L’opposizione, uscendo dal consueto stato catatonico, grida il proprio sdegno: «La vicenda Gutti rappresenta un chiodo nella bara della democrazia!», dice un portavoce. Gli ascoltatori fanno gli scongiuri e il portavoce non verrà più invitato.

Il premier, tuttavia, è preoccupato. Ha sul tavolo una lettera firmata da circa 23 accademici (tutti prossimi alla pensione), dottorandi e semplici cittadini: nella missiva si critica la gestione dell’affaire Gutti, “che rischia di trasformare la laurea in una parodia”. Un consigliere commenta, rispettoso, che la laurea in Italia è già una parodia. Ma il capo non è convinto. “Alle mamme quel pezzo di carta interessa, dicono i sondaggi. Meglio convocare i direttori dei Tg e vedere cosa ne pensano”.

Viene decisa una strategia. Tre ministre spiegheranno in Tv che si tratta di ‘gogna mediatica’, di un ‘golpe accademico’ e ‘di un brutto giorno per l’università italiana in quanto si vogliono dividere buoni e cattivi, seri e poco seri’. Il ministro in persona apparirà in lacrime al Tg4 stringendo al petto la tesi di laurea: “E’ mia! E’ mia!”.

Neppure questo produce i frutti sperati. Si tenta allora di minimizzare: “Così fan tutti”, è la nuova parola d’ordine. Gutti concorda un’intervista: ammette d’aver copiato, ma si scaglia contro i “giustizialisti in toga”. I commentatori liberali applaudono: tra i diritti dell’individuo c’è quello di copiare la tesi di laurea, sostengono (citando un’operetta giovanile di Hume dal titolo “Xerox if you can”). A Milano viene organizzata in fretta e furia una nuova manifestazione (“In mutande ma plagi”). Viene scelto il teatro degli Arcimboldi. Il Dal Verme infatti non basta a contenere tutti gli italiani che hanno scopiazzato la tesi di laurea. E oggi, finalmente, si sentono assolti.


Beppe Severgnini

Estonia: voto elettronico


Votare via Internet:

si può già fare in Estonia

Oggi l'Estonia diventa il primo paese al mondo dove è possibile usare la rete per le elezioni politiche. Due le modalità di voto online, tramite la carta d'identità elettronica o con la SIM Mobile-ID telefonica.

IL 24 febbraio 2011 sarà una data da ricordare per l'Estonia, perchè il piccolo ma altamente informatizzato stato europeo è diventato ufficialmente il primo paese al mondo ad usare Internet per le elezioni politiche. Da oggi fino al 2 marzo i cittadini estoni potranno infatti esprimere la loro preferenza anche tramite il Web. Ovviamente, chi vorrà scegliere di votare con il sistema tradizionale potrà recarsi ai seggi il 6 marzo.


In Estonia - che fa parte dell'Unione Europea dal 2003 e ha adottato l'euro lo scorso primo gennaio - non esiste divario digitale. È uno dei paesi più evoluti del pianeta, per innovazione tecnologica ed eGovernment. Qui è nato Skype e spesso all'estero si parla di e-Stonia o Estonia.com. L'accesso a Internet è un diritto sancito dalla Costituzione. Tutte le scuole e i tutti i programmi di insegnamento sono on-line


Le istruzioni per votare online - con sistemi Windows, Linux e Mac - sono sul sito che il governo ha dedicato all'appuntamento elettorale. È indispensabile la Carta d'Identità Elettronica, che ogni cittadino estone ha in tasca, oppure la SIM Mobile-ID.

Le elezioni digitali saranno monitorate dalla squadra speciale delle forze armate estoni, che da tempo si sono dotate di una solida cyber task force per prevenire eventuali attacchi alla rete digitale e alle infrastrutture strategiche del paese.

Le elezioni digitali sono un evento importante non solo per l'Estonia. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton si è complimentato "con il popolo dell'Estonia" per i suoi primati. Oggi il paese celebra il novantatreesimo anniversario dell'indipendenza dalla Russia. "L'Estonia - ha detto Hillary Clinton - ha fatto progressi enormi dalla fine della guerra fredda.

A soli vent'anni dalla caduta del sistema sovietico, l'Estonia è un esempio straordinario per tutta la regione. Non solo ha sostituito la tirannia con la democrazia, ma oggi voterà per il nuovo Parlamento usando per la prima volta al mondo un sistema di voto basato su Internet".

Dimenticavo... anche se non c'entra nulla con le elezioni. In Estonia l'introduzione dell'euro non ha provocato speculazioni sui prezzi, che sono rimasti stabili. Nel 2010 il Pil è cresciuto di circa il 3 per cento e le tasse sono in diminuzione.


24 febbraio 2011
da tomshw.it

giovedì, marzo 03, 2011

Far west nella "Piccola Parigi"

Su segnalazione di Giangi...

Ricoverato, non sarebbe in pericolo di vita
Imprenditore gambizzato nel Bresciano
L'uomo, 64 anni, colpito nel piazzale della sua azienda edile a Cazzago San Martino

MILANO - Un imprenditore edile, Giovanbattista Zani di 64 anni, è stato ferito ad una gamba giovedì mattina a Cazzago San Martino, Brescia. Il ferimento è avvenuto nel piazzale dell'azienda. L'uomo è stato colpito da pallini sparati con un fucile da caccia. Sono stati complessivamente tre i colpi esplosi, uno dei quali andato a segno. L'imprenditore, che non sarebbe in pericolo di vita, è ricoverato all'ospedale di Chiari. Non si conoscono al momento le ragioni del gesto.

3 marzo 2011
da corriere.it

Assurdo

Cosa dicevamo qualche sabato fa sul fatto che qui non si fanno mai leggi&riforme sui 10anni?
bene, una la vogliono fare... ma è una minchiata pazzesca.
Gli incentivi fine a se stessi ovvio non sono la soluzione, ma qui invece di rendere più strutturato un settore nuovo ed in crescita stanno ben pensando di ammazzarlo!
Perchè in Germania posso puntar la ripresa economica sulle nuove energie e noi invece dobbiam sempre far il contrario nonostante di sole & vento ne abbiam un fottio di più?


ENERGIE RINNOVABILI
Decreto sul fotovoltaico
"È fallimento programmato"

Il dl martedì a Palazzo Chigi e votato con ogni probabilità giovedì prossimo. Stabilirebbe un tetto per il 2020 uguale al livello che si raggiungerà entro un anno. Rischiano il posto 120mila addetti al settore.

DOPO l'eolico, il fotovoltaico. Il nome della seconda vittima della guerra alle rinnovabili è nel decreto che il governo si preparerebbe ad approvare all'inizio della prossima settimana. "Con un tetto di impianti incentivabili fino al 2020 vicino alla soglia che si raggiungerà nell'arco di un anno, il fotovoltaico è destinato a chiudere i battenti", accusa Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future. "Sarebbe il secondo fallimento programmato dopo quello che ha messo in ginocchio l'industria e la ricerca italiane negli anni Ottanta. Dovremmo mandare a spasso 120 mila persone che lavorano, direttamente o indirettamente nel settore".

Il decreto legislativo in questione sarà discusso martedì dal pre Consiglio dei ministri e votato con ogni probabilità giovedì prossimo. Secondo le bozze in circolazione, prevederebbe un taglio del 30 per cento degli incentivi, le aste al ribasso per gli impianti oltre i 5 megawatt (un meccanismo considerato discutibile perché diminuisce le garanzie contro le infiltrazioni del malaffare), il divieto di fotovoltaico a terra per impianti superiori a 1 megawatt.

L'allarme è condiviso da tutte le associazioni delle rinnovabili da Aper a Assosolare. "Nel 2010 in Europa il fotovoltaico ha avuto la crescita più alta tra le fonti rinnovabili", ricorda Giuseppe Moro, del direttivo di Assosolare. "Tagliare le gambe all'industria del sole e a quella del vento vuol dire bloccare la crescita tecnologica del paese in un settore strategico". Il governo sembra intenzionato ad andare avanti per ragioni di cassa, come ha precisato Paolo Romani, il ministro dello Sviluppo economico, dichiarando: "Dal 2000 al 2010 i cittadini hanno pagato in bolletta 20 miliardi per aggiungere un 4 per cento di energia rinnovabile".

"Numeri che portano fuori strada", obietta il senatore Pd Francesco Ferrante. "Negli ultimi 20 anni più di 40 miliardi di euro sono stati drenati dalle bollette e consegnati ai petrolieri per favorire le cosiddette assimilabili, una categoria di false rinnovabili fatte con gli scarti di raffinazione del petrolio. Mentre si vuole chiudere l'industria del sole e del vento - mandando a casa un numero di lavoratori più di 20 volte superiore ai dipendenti Fiat di Mirafiori - si versa un miliardo di euro per rifinanziare impianti già incentivati e oggetto di un semplice lifting funzionale".

Non è detto comunque che il testo non subisca qualche correttivo nelle prossime ore. In questa direzione vanno gli sforzi del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che sta mettendo il suo peso nel braccio di ferro che ha per posta il futuro delle rinnovabili. Il ragionamento che fanno al ministero di via Cristoforo Colombo è semplice. Il tetto degli 8 mila megawatt come limite degli incentivi per il fotovoltaico era stato fissato in un periodo in cui sembrava lontanissimo.

Ma il settore ha galoppato così veloce in tutto il mondo da aver bruciato le tappe. Restare bloccati fino al 2020 a quota 8 mila megawatt, la metà del fotovoltaico già installato in Germania, significherebbe rendere molto difficile, se non impossibile, il rispetto degli impegni assunti dal governo in sede comunitaria per arrivare al 17 per cento di energia rinnovabili al 2020.

La proposta che il ministero dell'Ambiente porterà al Consiglio dei ministri è: abbassare gli incentivi con gradualità (anche perché i costi di produzione diminuiscono per l'aumento di efficienza e dei volumi di produzione) e alzare il tetto di impianti incentivabili per dare spazio di crescita alle rinnovabili.

25 febbraio 2011
da repubblica.it

Ma che pubblicità "interessante"

Su segnalazione di.... un anomino :D


mercoledì, marzo 02, 2011

Non ci possono togliere il diritto di scelta!

Riprendo un link messo qualche settimana fa da Giorgia e che merita di esser evidenziato


Grazie al grande impegno di tutti questo appello e' stato letto e firmato da circa 36.000 persone. Ci auguriamo che molti altri si aggiungano a questa battaglia di civilta'.

Autodeterminazione "No all'espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita".
No alla cancellazione del diritto fondamentale all'autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo' impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignita' nel vivere e nel morire.
Lo dice esplicitamente l'articolo 32 della Costituzione:
"la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"


L'appello

La Camera dei deputati sta discutendo un progetto di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Se questo testo fosse approvato nella forma attuale, le persone vedrebbero gravemente limitati i propri diritti, sarebbero espropriate della possibilità di governare liberamente la propria vita. Il diritto all'autodeterminazione, definito fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008, sarebbe cancellato.

Il progetto di legge è ingannevole. L'alleanza terapeutica tra paziente e medico è sostanzialmente vanificata da un testo che pone ripetutamente il medico di fronte al rischio di responsabilità penali: il medico, quindi, sarà indotto a tenere comportamenti "difensivi", dettati dall'esigenza di porsi al riparo da responsabilità , piuttosto che orientati all'autentico bene del paziente. Il consenso informato della persona è sostanzialmente cancellato: alla persona vengono imposti comportamenti e sottratte possibilità di decisione, si introduce un obbligo di vivere in contrasto con la libertà di scelta del soggetto interessato, del suo potere di disporre del proprio corpo (Corte costituzionale, sentenza n. 471 del 1990).

Le dichiarazioni anticipate di trattamento altro non sono che una inutile macchina burocratica: inutile, perchè prive di ogni valore giuridico vincolante e perchè viene escluso che la persona possa esprimere la propria volontà proprio in relazione ai trattamenti sanitari che più possono incidere sulla sopravvivenza, come l'alimentazione e l'idratazione forzata.

Il progetto di legge è ideologico. Afferma l'indisponibilità della vita: ma questa è una affermazione in palese contrasto con l'ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che in moltissimi casi è già stato esercitato con la consapevolezza che si trattava di una decisione che avrebbe portato alla morte. Nega il diritto di rifiutare trattamenti come l'alimentazione e l'idratazione forzata, escludendone il valore terapeutico in contrasto con l'opinione delle società scientifiche e con l'evidenza della pratica medica.

Il progetto di legge assume così un carattere autoritario. Legittimi punti di vista non possono essere trasformati in norme che si impongono alla volontà delle persone violando i loro diritti fondamentali. La discrezionalità del legislatore, in questi casi, è esclusa esplicitamente dall'articolo 32 della Costituzione: "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana."

Gli studiosi che sottoscrivono questo appello vogliono in primo luogo ribadire la necessità di avere come ferma guida quella dei principi costituzionali. Hanno per ciò elaborato anche un documento analitico di valutazione del progetto di legge, che viene inviato ai parlamentari ed è disponibile sul sito www.autodeterminazione.it, al quale potranno accedere tutti coloro che intendono dare il loro sostegno all'appello.

Scarica il documento con le osservazioni sul progetto di legge unificato Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (C.2350, approvato al Senato il 26 marzo 2009)

ADC

PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO:
autodeterminazione.nobavaglio.it

(son state già raccolte più di 39mila firme)


Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere.

Umberto Saba

martedì, marzo 01, 2011


I popoli imparano più da una sconfitta, che non i re dal trionfo.

Giuseppe Mazzini

Compleanno del giorno

Il suo film preferito è....
di Tom Vaughan




trailer inglese:


AUGURI ENZO!!!!


lunedì, febbraio 28, 2011

Scadono punti Vodafone 2009

Per chi ha vodafone...



Presto che è tardi!

Schersòm mia!!!


Tutti i messaggi spariscono da GMail:
per Google un problema risolto


Nella notte, diversi utenti hanno lamentato la sparizione di alcuni (o, di tutti) i propri messaggi da GMail. Un incubo per molti. La notizia è rimbalzata da Twitter alle principali testate statunitensi, finché Google non si è occupata del problema. Forse sarebbe potuto essere un pessimo lunedì mattina anche per gli utenti italiani.

Fortunatamente, almeno stando all’Apps Status Dashboard di Google, il problema è stato prontamente risolto e tutti i messaggi rimossi sono stati recuperati. La sparizione ha coinvolto meno dello 0,29% degli utenti di GMail: non sono ancora emersi ulteriori dettagli su cosa possa avere provocato la cancellazione coatta delle e-mail.

Per dovere di cronaca lo 0,29% degli utenti di GMail equivarrebbe a circa 500.000 individui: non è proprio una percentuale iniqua. È presumibile un aggiornamento dettagliato da parte di Google nelle prossime ore. Complice il fuso orario dell’Oceano Pacifico, qualcuno potrebbe esserne stato affetto (e non essersene neppure accorto).

28 febbraio 2011
da downloadblog.it

Amazing optical illusion – waterfall

Su segnalazione di Ciccio...


Incredibile effetto ottico con gioco d'acqua...

"Tutto quello che vogliamo combattere fuori di noi è dentro di noi; e dentro di noi bisogna prima cercarlo e combatterlo."

Leonardo Sciascia

domenica, febbraio 27, 2011

E vai con la leccata di culo....

...al vaticano...


Tutto come al solito e come ampiamente previsto (al minuto 6 secondo 27 ):


Foto della settimana


Dente del Gigante
18 aprile 2007

Mentre stiam salendo la via normale della Tour Ronde, voltandosi, si può ammirare il mitico Dente del Gigante con, a destra, le Grandes Jorasses; tutt'intorno, comunque, uno spettacolo!!!
Alessio

sabato, febbraio 26, 2011

Brescia arrestati

Avrebbero creato una struttura segreta
all'interno del movimento «giustizia e carità»
Brescia: arrestati 6 marocchini, farebbero
parte di un gruppo terroristico islamico

Sono accusati di aver costituito un gruppo che aveva
tra i propri obiettivi l'incitamento all'odio e alla violenza


MILANO - La polizia ha arrestato a Brescia sei cittadini marocchini appartenenti al movimento fondamentalista islamico «Adl Wal Ihsane» (Giustizia e Carità).

GLI ARRESTI - Cinque degli arrestati sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre per il sesto è stata applicata la custodia cautelare in carcere. Gli stranieri, tutti residenti nel bresciano, sono accusati di aver costituito un gruppo che aveva tra i propri obiettivi l'incitamento alla discriminazione e all'odio razziale e religioso, alla violenza e al jihad nei confronti dei cristiani e degli ebrei. Le indagini, avviate più di un anno fa, hanno documentato come i soggetti arrestati avessero creato, in seno al movimento islamista «Giustizia e carità», una struttura caratterizzata da estrema segretezza nel cui ambito, tra l'altro, i figli degli affiliati venivano educati all'odio verso la cultura e i costumi occidentali nonchè delle religioni diverse da quella islamica, facendo ricorso anche alla violenza psicologica e fisica.

25 febbraio 2011
da corriere.it

There's so many different worlds
So many different suns
And we have just one world
But we live in different ones...

Dire Straits

venerdì, febbraio 25, 2011

I soliti idioti

A Cazzago&dintorni è una specie di droga :D
Ed ho scoperto che anche i miei ggggiovani compagni di squadra conoscono sti 2 pirla

La trasmissione si chiama "I soliti idioti" e viene trasmessa su MTV il mercoledì sera alle ore 22.


Tra un "edaicazzo" e "mamma, io escooooo" la demenza è contagiosa!

Volgarità a manetta, ma il "bambino" qui è fotonico

Ma la gente dove cazzo vive??!?!?

Va bene tutto, ma qui non c'è contatto con la realtà


Ok sostener uno in cui credi, ma cazzo questa?!?!!?

Per quanto sia sbagliato, in politica son sempre stato x "il fine giustifica i mezzi":
se x aver delle leggi utili, bisognava mandar giù qualche piccolo rospo... va be, nn si posson aver politici perfetti, chiudiam un occhio.
Ma negli ultimi anni non è stato fatto NULLA di quanto promesso e soprattutto NULLA di quanto necessario (riforme strutturali??? cosa sono queste sconosciute), ma solo interventi alla cazzo (tipo "togliamo l'ICI".. e i comuni hanno le casse vuote) e x risolver questioni personali.
E' utopia, ma un governo dovrebbe dire: "bene, dobbiam fare queste riforme. Sono dolorose, sono basate su un piano di 10anni. Ora ne pagheremo le conseguenze ed avremo tutti contro, ma tra qualche anno tutti capiranno che era la cosa giusta da fare."
Solo che nn accadrà mai, x' qui si governa x mantenere i voti x esser rieletti non per fare ciò che serve.
E' la cosa che fa incazzar ancor di più è che sto cazzo di ragionamento è quello che funziona x' veramente la stragrande maggioranza di chi vota (a destra e a sinistra, nn c'è differenza) rientra esattamente in questo idenkit di elettore beota! ma dove cazzo vivono!?!?!?!?!?

bene, sfogo finito!

Temer si dee di sole quelle cose | c'hanno potenza di fare altrui male; | de l'altre no, ché non son paurose. (Inferno, II, 88-90)

Dante Alighieri

giovedì, febbraio 24, 2011

Revoca 23% pensioni invalidità

Il corriere della sera: Revocata una pensione di invalidità su 4. Mastropasqua (Inps): "privilegiamo chi le merita"
PENSIONI DI INVALIDITA’ – UNA SU QUATTRO E’ STATA REVOCATA
Nel 2010 l’Inps ha revocato quasi una pensione su 4. Entro il 2012, l`Inps ne avrà controllato 800 mila.

Stretta sulle pensioni di invalidità. «Nel 2010», riporta Il Corriere della Sera in un articolo firmato da Enrico Marro , «l`Inps ha revocato il 23% delle pensioni d`invalidità civile controllate, quasi una su quattro. Nel 2009 quelle cancellate erano state I`11%». Perché un tale giro di vite? Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, spiega che è dovuto all`«affinamento del campione che andiamo a controllare». E così, entro il 2012, l`Inps avrà controllato 800 mila pensionati d`invalidità, su un totale di quasi 2,9 milioni. L’obiettivo è quello di «eliminare le prestazioni ingiustificate e fare «opera di deterrenza», cioè spaventare chi vuol fare il furbo».

Non si tratta di falsi invalidi, precisa Mastropasqua, ma di pensioni che non rispettino i criteri. La commissione medica deve accertare un`invalidità di almeno il74% e può capitare che, nel frattempo, la patologia sia stata curata. «Del resto – continua il Corriere -, è noto che in certe zone le pensioni d`invalidità (260,27 euro al mese per tredici mensilità) e l`indennità di accompagnamento (487,39 euro al mese per dodici mensilità) svolgono una funzione di ammortizzatore sociale e di scambio clientelare: politico, quando va bene; intermediato dalla criminalità organizzata, quando va male».

Dati alla mano, sulla base delle elaborazioni Inps, «sulle verifiche 2010 (circa la metà delle pratiche non sono state chiuse) in testa alla classifica delle Regioni col più alto tasso di revoca delle prestazioni ci sono la Sardegna (53%), l`Umbria (47%), la Campania (43%), la Sicilia (42%) e la Calabria (35%). A livello provinciale spiccano Sassari con ben il 76% delle prestazioni controllate cancellate, Cagliari (64%), Napoli (55%), Perugia (53%), Benevento (52%). Per Milano i dati sono completi: su 2.532 verifiche si sono avute solo 85 revoche, pari al 3%. A Roma solo un quarto delle pratiche è stato definito e le cancellazioni sono il 26%».

Gli effetti della manovra? «In Campania le domande sono diminuite del 27%, in Molise del 39%, in Puglia del 35% (tiene duro la Sicilia, invece, con appena un -1%)». In ogni caso, è fondamentale che chi realmente ne abbia diritto ottenga quanto gli spetta: «Oggi – aggiunge Mastrapasqua - un vero invalido si vergogna di dirlo perché teme immediatamente di essere additato come un falso invalido. Noi siamo impegnati a smontare questo diffuso sentimento di ostilità, per ridare la giusta attenzione a una categoria che la merita e che purtroppo deve far fronte a problemi gravi con poche centinaia di euro al mese».

16 febbraio 2011
da ilsussidiario.net

Parallele

  • Gheddafi: "Manifestanti ratti pagati dai servizi stranieri." (22/02/2011, repubblica.it)
    Berlusconi: "Pagano ragazze per mentire." (29/11/2010, corriere.it)

  • Gheddafi: "Tutto il mondo ci guarda con rispetto e con timore grazie a me, compresa l'Italia" (22/02/2011, repubblica.it)
    Berlusconi: "Siamo assolutamente stimati nel mondo, come mai nel passato." (31/10/2010, politicamentecorretto.com)

  • Gheddafi: "C'è calma e sicurezza nel Paese." (22/02/2011, repubblica.it)
    Berlusconi: "L'Italia sta bene, niente crisi." (13/08/2011, corriere.it/Giulio Betti)

  • Berlusconi: "Fare i giudici è da disturbati mentali" (repubblica.it 4 settembre 2003)
    Berlusconi: "Mai alimentato 
il conflitto fra istituzioni" (repubblica.it/Alessandro Cai)

  • Sanremo 2011: Luca e Paolo bersagliano Santoro e Saviano. (newnotizie.it)
    Luca e Paolo, ancora sei anni a Mediaset. (17 febbraio 2011 corriere.it /Albert Huliselan Canepa)

  • Nicole Minetti: "Della Raffa non mi preoccuperei perché lei non chiede case ma chiede altro".
    Barbara Faggioli: "Tipo?"
    Nicole Minetti: "Cioè tipo programmi". (intercettazione telefonica del 23 settembre 2010)
    Massimo Liofredi: "Il cast dell'Isola dei Famosi è stato approvato da Mauro Masi". (conferenza stampa del 3 febbraio 2011)
    Mauro Masi: "Da voi non mi dissocio perché questa trasmissione segue le mie regole aziendali". (intervento telefonico in diretta a L'Isola dei famosi, 15 febbraio 2011/Giovanni Soldano)
Voglio, avrò —
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

PESSOA

mercoledì, febbraio 23, 2011

Per i nostri pescatori

Elio - Regina di Cuori




«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... » Leonardo Sciascia

Slittiniamoooooooooo

Su segnalazione di Ciccio...

E' l'ora dello slittinudo


Braunlage, Germania, bassa Sassonia: si è svolta qui la terza edizione degli internazionali di una variante particolare dello slittino: si gareggia seminudi, è ammesso solo uno slip. LaPresse

martedì, febbraio 22, 2011

SI PUO' ESSERE PIU' C[testicoli]ONI DI COSI'??

La risposta e' no.... Leggete qui... http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/02/21/mubarak-gheddafi-e-berlusconi/?ref=HREA-1 "La Repubblica" sì iraniana, però...

C’é una singolare analogia, tra le dichiarazioni di Mubarak di qualche settimana fa, del figlio di Gheddafi di ieri, e di Berlusconi da sempre. In tutti e tre i casi, di fronte al montare della protesta popolare, si promettono riforme e cambiamenti costituzionali. E in tutti e tre i casi, ci si dimentica che si é stati al governo da decenni, e che dunque quelle riforme e quei cambiamenti si sarebbero potuti fare prima, se veramente li si fossero voluti.

[...]

Ci dimentichiamo spesso, invece, che Berlusconi é finora stato presidente del Consiglio per 3071 giorni. Solo Mussolini, Giolitti e De Pretis hanno governato piú a lungo di lui, nei centocinquant’anni dell” unitá d’Italia. E nessuno ha governato piú a lungo di lui, nei piú di sessant”anni della repubblica: nemmeno De Gasperi, che pur essendo stato a Palazzo Chigi per un anno di meno, aveva comunque trovato il tempo di fare riforme epocali, a partire da quella agraria.

Naturalmente, in tutti e tre i casi, quello che mancava ai tre leader non era il tempo per fare le riforme, ma la volontá o la capacitá di farle, troppo intenti com’erano a fare invece affari e festini. La pazienza popolare é esplosa in Egitto e in Libia, facendo cadere Mubarak e traballare Gheddafi. Anche la nostra pazienza popolare sta traboccando, ma é lecito sperare in un esito analogo?

Temo purtroppo di no. Mubarak e Gheddafi derivavano infatti il loro potere dall’esercito: é quest’ultimo che ha deciso le sorti del primo, e potrebbe decidere le sorti del secondo. Naturalmente, con l’appoggio piu o meno diretto e piú o meno discreto degli Stati Uniti e dell’Europa. Il dissenso popolare, in realtá, é servito solo da detonatore per il passaggio di mano del potere all’interno dell’esercito.

Berlusconi, invece, deriva il suo potere da un voto popolare. I questo caso, il gioco dela democrazia rivela tutta la sua debolezza intrinseca. Non ci si puó appellare al malcontento popolare, perché questo si puó appunto esprimere soltanto attraverso i voti diretti, nelle elezioni, e indiretti, nel parlamento. E la destra ha facile gioco a ricordare che la fiducia a Berlusconi é stata rinnovate sia nelle elezioni europee e amministrative tenute dopo le politiche, sia nei ripetuti voti di fiducia che il governo ha ottenuto alla Camera e al Senato.

Coloro, dunque, che vorrebbero far cadere il governo sulla base delle manifestazioni di piazza, rivelano una scarso spirito democratico. Ed é paradossale che sia la destra a rivendicare i principi della democrazia formale, mentre é la sinistra a invocare l’appello alla democrazia sostanziale, alla maniera di Cossiga.

D’altronde, quello democratico é un matrimonio di convenienza, che si tiene in vita fin che fa comodo, e dal quale si divorzia quando non lo fa piú. Basta pensare a cosa successe in Algeria nel 1990 e 1991, quando il fronte islamico vinse le elezioni con la maggioranza assoluta dei voti, e il parlamento fu sciolto dai militari, con la connivenza dei governi occidentali.

Per ora, noi siamo sposati. Il nostro destino é forse che, per liberarci da Berlusconi, dovremo anche divorziare dalla democrazia?


MAH!!! FORSE IL MIO TESTICOLO SINISTRO E' CAPACE DI FORMULARE PENSIERI PIU' SENSATI. Quesllo destro non, so, invoca l'invasione della Libia con un tris di fanti... Ma lui sà che io non son pagato per scrivere cazzate. Lo faccio per piacere personale, e mi rivolgo a un pubblico di amici, e quindi si permette certe boutade.

L'orologio che fa la spesa

A Hong Kong la spesa si paga con l'orologio

Niente contanti, monetine e neppure carte di credito. A Hong Kong la spesa si fa con l'orologio. Basta avvicinare il polso a uno speciale dispositivo e la transazione viene immediatamente eseguita. Il principio è sostanzialmente quello delle carte ricaricabili o del paypal: l'utente decide quanti soldi ricaricare, il microchip che è contenuto nell'orologio trasmette i dati della transizione e il pagamento è fatto. Si può usare sui mezzi pubblici, al supermercato e al ristorante, ma c'è chi contesta questo sistema. Il chip infatti registra tutte le transazioni e in questo modo diventa una sorta di Grande Fratello che registra abitudini, preferenze e orari del consumatore, tutti dati che potrebbero venir usati dalle aziende per condizionare gli acquisti.

Ecco il video:

autodeterminazione

vedete un po' voi (qui)

Luci diurne obbligatorie sulle auto


Luci diurne

DA OGGI
DI SERIE SULLE AUTO NUOVE

A partire da oggi, nei Paesi dell'Unione Europea tutte le automobili di nuova omologazione dovranno essere equipaggiate di serie con luci diurne che si accendono automaticamente all'avviamento del motore.

Sicurezza ed ecologia. La misura, che entra in vigore su proposta della Commissione europea, ha lo scopo di migliorare la sicurezza stradale e di diminuire le emissioni di CO2, in quanto le luci diurne, progettate per farsi vedere e non per illuminare, consumano dal 25 al 30% meno dei fari tradizionali.

Anche per i camion. Le nuove norme in tema di "fari da giorno" si applicheranno anche ai mezzi pesanti e agli autobus a partire dall'agosto del 2012. Con questa normativa europea, inoltre, si uniformano le diverse legislazioni nazionali in tema di luci diurne.

Stop alle aftermarket. Le luci diurne aftermarket, invece, non si possono montare, neppure se sono omologate o se l'auto viene sottoposta a "visita e prova". A precisarlo a "Quattroruote" sono fonti qualificate della Polizia stradale e del Ministero dei trasporti.

7 febbraio 2011
da quattroruote.it

lunedì, febbraio 21, 2011

Pirati dei Caraibi 4

Quest'anno tornano Jack Sparrow e la sua ciurma per il quarto episodio della saga!!!


Nananana-nanananana-nanana-nanà Nananana-nanananana-nanana-nanà!

Svelato il segreto della Coca?


La ricetta segreta della Coca Cola svelata
da un sito americano
Gli ingredienti della Coca Cola, creata dal farmacista John Pemberton nel 1886, sono sempre stati un mistero. Tuttavia il sito Thisamericanlife.org rivendica di avere scoperto una lista in una fotografia a fianco di un articolo di giornale che fornisce gli ingredienti e le esatte quantità per preparare la bevanda. Per saperne di più clicca qui

L'edizione dell'8 febbraio 1979 dell'Atlanta Journal-Constitution presenta una foto di una persona che tiene aperto un libro con una ricetta che sarebbe la riproduzione esatta di quella di Pemberton. La ricetta conterrebbe le quantità esatte di tutti i differenti liquidi necessari per l'ingrediente segreto della Coca Cola, il Merchandise 7X. Pur costituendo solo l'1 per cento della formula totale della bevanda, il Merchandise 7X è considerato infatti la sostanza che fornisce alla Coca Cola il suo sapore unico. La ricetta ufficiale sarebbe sorvegliata 24 ore al giorno in una cripta di Atlanta, in Georgia. Per saperne di più clicca qui

Ecco la ricetta segreta: Fluido estratto da 3 dramme di Coca dei farmacisti americani 3 once di acido citrico 1 oncia di caffeina 30 di zucchero (dal testo non è chiaro quale sia la quantità richiesta) 2,5 galloni di acqua 2 pinte e un quarto di succo di lime 1 oncia di vaniglia 1,5 once (o di più) di caramello come colorante aromi 7X (utilizzare 2 once di aromi ogni 5 galloni di sciroppo) 8 once di alcol 20 gocce di olio d'arancia 30 gocce di olio di limone 10 gocce di olio di noce moscata 5 gocce di coriandolo 10 gocce di neroli 10 gocce di cannella.

15 febbraio 2011
da yahoo.it



Coca Cola, la ricetta è ancora un mistero: «Il segreto è sulla bottiglia»
La compagnia della Coca Cola ha dichiarato che la ricetta della famosa bevanda gassata dopo quasi 125 anni è ancora un segreto, smentendo la notizia di uno show di una radio pubblica secondo cui la formula sarebbe stata svelata. (clicca qui per approfondire)

EFFETTO A CATENA - Dalla puntata dell'11 febbraio scorso della trasmissione This American Life, nel corso della quale i produttori hanno rivendicato di avere scoperto la formula segreta del drink ( clicca qui per leggere la ricetta svelata), il personale della Coca Cola è stato tempestato di telefonate. "E' stata una giornataccia", ha commentato la portavoce Tressler. Prima sono arrivate le notizie sul programma della radio che avrebbe decifrato il codice della bevanda. Producendo un effetto a catena con una serie di altre notizie che si sono diffuse in modo incontrollato.

LA SOCIETA' SMENTISCE - Tressler ha dichiarato che molti giornalisti si sono rivolti a lei convinti che la formula fosse stata rivelata, e l'hanno stuzzicata cercando di farla capitolare. Ma lei si è trincerata ogni volta dietro alla risposta: "La nostra formula è il segreto commerciale più prezioso della nostra compagnia, e non riveleremo qual è la ricetta". Phil Mooney, che lavora come archivista della società dal 1977, ha a sua volta smentito la notizia. "E' più dolce e insulsa della Coca Cola. E non ha il mordente e il vigore del nostro drink", ha detto Mooney.

LIBRO MISTERIOSO - Molto strana anche la storia sul modo con cui la formula sarebbe stata rivelata. Un libro di pelle rilegata con le ricette sarebbe stato trasmesso dall'inventore della Coca Cola, John Pemberton, ad altri farmacisti e sembrerebbe (anche se per breve tempo) all'Atlanta Journal-Constitution. "Tre o quattro dozzine" di altre persone si sono rivolte a Mooney con simili storie e una lista identica di ingredienti. Mooney suggerisce che ci sia un elemento psicologico nel successo della Coca Cola, grazie a 125 anni di pubblicità, marketing e ricordi d'infanzia. E tenuto conto di questo, forse è meglio se non conosciamo la ricetta. Magari è proprio il segreto - e non le esatte quantità di succo di limone - a garantirne il successo.

INGREDIENTI SULL'ETICHETTA - Come dichiarato però al sito web news.com.au dalla manager della Coca Cola, Crumpton, gli ingredienti principali utilizzati nella famosa bevanda gassata non sono un segreto. "Gli ingredienti utilizzati nelle nostre bevande sono elencati sulle etichette del prodotto e molte persone hanno cercato a lungo di decifrare la formula segreta della Coca Cola - ha osservato la signora Crumpton -. La combinazione segreta degli ingredienti conserva un posto speciale nella storia e nel mito della Coca Cola, qualcosa che continuiamo a celebrare anche mentre quest'anno ci accingiamo a celebrare il 125esimo anniversario".

17 febbraio 2011
da it.notizie.yahoo.com


domenica, febbraio 20, 2011

Foto della settimana

Tour Ronde
18 aprile 2007

Con Marco abbiamo fatto una gitarella nel gruppo del Monte Bianco; purtroppo i programmi sono un pò saltati perchè la notte ho sofferto la quota, comunque qualche giretto l'abbiam fatto e i panorami che abbiamo visto sono davvero indimenticabili; in particolare qui si vede la Parete Nord della Tour Ronde, l'avremmo dovuto salire il giorno dopo, ma al mattino non sono riuscito ad uscire dalla tenda alle quattro e mezza; ci siamo rifatti comunque salendo dalla normale qualche ora più tardi...
Alessio

sabato, febbraio 19, 2011

Open source

Gartner: sempre più aziende scelgono l'open source


Le aziende che producono software proprietario tendono spesso a gettare discredito sulle soluzioni open source, asserendo che si tratterebbe di programmi poco affidabili e meno ricco di funzioni. Gli imprenditori, però, sono gente abituata a guardare ai fatti, non alle parole, e, secondo un recente rapporto della società di analisi Gartner, la pensano piuttosto diversamente.

Più di un quinto (22%) delle aziende intervistate dai ricercatori britannici, utilizza dei software open source (Oss) in tutti i suoi reparti, quasi la metà, il 46 per cento, se ne serve invece in alcune branche del suo lavoro, nelle quali le soluzioni open si rivelano particolarmente adatte. Il 21 per cento degli interpellati sta ancora valutando i pro e i contro dell'abbandono del software proprietario. La ricerca si è svolta nell’estate dello scorso anno, fra luglio e agosto, e ha riguardato 547 imprese di 11 nazioni.

Uno dei dati più interessanti emersi dalla ricerca è che, come afferma l’analista capo Laurie Wurster, anche se "la ricerca di una riduzione dei costi continua a essere uno dei fattori trainanti della loro adozione, molti dei rispondenti attribuiscono ai software open source un valore molto maggiore del loro essere semplicemente gratuiti”.

In altre parole, i manager di queste imprese credono che questo tipo di programmi possa garantire loro un vantaggio competitivo. Quasi un terzo degli intervistati, il 31 per cento ha riferito che la decisione di usare software open source fa parte della strategia di Information Technology dell’impresa. Uno dei motivi è che trattandosi di programmi di cui è noto il codice sorgente, possono essere facilmente personalizzati per adattarli alle specifiche necessità della loro azienda.

“Dei componenti Oss – spiega un altro esperto Gartner, Bob Igou – vengono usati assieme a software sviluppato internamente per potenziare i sistemi esistenti attraverso l’integrazione e l’automazione, e per migliorare l’efficienza e la sicurezza del business”.

La tendenza degli ultimi anni è quella di un costante aumento della presenza di sistemi Oss fra gli applicativi aziendali; solo cinque anni orsono la percentuale di sistemi open source non arrivava al dieci per cento: entro i prossimi diciotto mesi, secondo Gartner, dovrebbe arrivare al 30 %.

Le principali applicazioni di questo tipo di sistemi sono nell’archiviazione e integrazione dei dati, nello sviluppo di programmi, nella virtualizzazione, nella sicurezza e nella gestione del rischio.

Fra i prodotti più utilizzati figurano SugarCRM, per la gestione della relazione coi clienti, Zimbra, per la gestione delle email, e Open Office, la celebre suite da ufficio che fa concorrenza a quella di Microsoft.

9 febbraio 2011

venerdì, febbraio 18, 2011

3000post!!!

Ridendo e scherzando siam giunti a....


Un bel numerone!


A tempo di record visto le tempistiche dei traguardi precedenti:


National Debt by Country

e dai, lo Zimbabwe stapeggio di noi..............