mercoledì, aprile 04, 2012

Come usare male internet...

IL CASO "Laggiù abita il killer di Trayvon"
Spike Lee sotto accusa su Twitter
Il regista pubblica l’indirizzo che credeva fosse del vigilante di quartiere che il mese scorso in Florida ha ucciso un ragazzo di colore. In realtà era un errore: i veri inquilini costretti a fuggire



Il pluripremiato regista Spike Lee si è «profondamente» dispiaciuto dopo aver ridiffuso via Twitter l’indirizzo che credeva fosse del vigilante di quartiere che il mese scorso in Florida ha ucciso un ragazzo di colore, Trayvon Martin. In realtà, si trattava dell’indirizzo di una coppia di anziani coniugi, che a loro dire sono stati da allora costretti a fuggire dalla loro casa. A sua volta, lo stesso Spike Lee è stato attaccato con pesanti insulti e messaggi razzisti, sempre via Tweeter.

Tutto è iniziato venerdì scorso, quando inserendosi in una vicenda che sta facendo discutere l’America proprio per le sue vere o presunte implicazioni razziali, il regista ha twittato l’indirizzo sbagliato: pensava che fosse di George Zimmerman e invece era di Elaine e David McCain, che da allora hanno ricevuto ripetute minacce e si sono visti costretti, ha riferito il loro avvocato, a trasferirsi per sicurezza in un albergo. Frattanto il tweet è stato rimosso, mentre lo stesso avvocato non ha voluto dire se i suoi anziani clienti stiano pensando di avviare una causa contro il regista. Tuttavia, ha detto, comunque pretendono delle scuse.

Il mea culpa è prontamente arrivato: «Mi scuso profondamente con la famiglia McCain per aver ritwittato il loro indirizzo. È stato un errore. Per favore lasciate i McCain in pace. La giustizia in tribunale», ha scritto Lee, ancora via Twitter, ai suoi oltre 254 mila follower. Ma il regista, autore di film di denuncia del razzismo come "Do The Right Thing" o "Malcolm X", ha ritwittato anche alcuni messaggi pesantemente razzisti che ha ricevuto, ai quali ha in alcuni casi anche risposto. In particolare, a qualcuno che lo ha paragonato al Ku Klux Klan ha scritto: «Ho mai io appeso un essere umano ad un albero? castrato, mutilato o bruciato qualcuno a morte? Ma sei PAZZO?». E poi, a suoi follower ha spiegato: «Gente, il ragionamento dietro al mio ritwittare queste insane farneticazioni razziste è che questa malattia deve essere esposta. Società Usa post razzista?????».

Ecco il post su Twitter di scuse di Spike Lee


29 marzo 2012
da lastampa.it


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