venerdì, settembre 04, 2009

Percorsi

Quando il cielo basso e cupo pesa come un coperchio
sullo spirito che geme in preda a lunga noia
e abbracciando il cerchio di tutto l'orizzonte
ci versa una luce nera più triste delle notti;

quando la terra si muta in umida spelonca
dove la Speranza, come un pipistrello
va battendo i muri con le sue timide ali
e picchia la testa su fradici soffitti;

quando la pioggia distendendo immense strisce
imita le sbarre d'una vasta prigione
e un muto popolo di ragni infami
in fondo al nostro cervello tende le sue reti,

campane ad un tratto scattano con furia
e lanciano verso il cielo un urlo orrendo
come spiriti erranti e senza patria
che si mettano a gemere ostinati,

e lunghi carri funebri, senza tamburi nè musica,
sfilano lenti dentro la mia anima;
la Speranza, vinta, piange
e l'Angoscia atroce, dispotica,
pianta sul mio cranio chino il suo nero vessillo.

CHARLES BAUDELAIRE


Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

EUGENIO MONTALE

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