mercoledì, marzo 18, 2009

In giro c'è un sacco di gente messa male

Su segnalazione di Tizi...


Maghi al pc, incapaci di sedurre
Lezioni di flirting per i nerd
Corso "di acchiappo" istituito dall'Università di Potsdam, in Germania.
Record di iscritti: ben 440 studenti di ingegneria informatic

UNA VITA davanti al computer, occhiali scuri tenuti insieme da un giro di nastro adesivo, brufoli, qualche penna nel taschino protetta dal contenitore antimacchia e magari anche una camicia a quadrettoni. Li abbiamo visti in centinaia di teen-movie americani e anche nei più popolari cartoon, sempre emarginati e derisi: sono i nerd, termine inglese che definisce un'estesa categoria di giovani dediti allo studio in campo tech ma sfortunatamente additati di poca sorte con il sesso femminile. I nerd sanno tutto di computer, nuove tecnologie e programmazione, ma quando si tratta di donne la sicumera viene meno. E vincono l'imbarazzo e la goffaggine.

Per risolvere i loro problemi di cuore e per dimostrare che la rivincita dei nerd non era solo un simpatico film degli anni Ottanta ma un pronostico sul futuro di una categoria cresciuta in maniera proporzionale alla fortuna delle nuove tecnologie, arriva dalla Germania un corso unico nel suo genere.

Organizzato dalla facoltà di Ingegneria informatica dall'Università di Potsdam, in Germania, il "flirting course", ovvero corso di "acchiappo", si rivolge a tutti quegli studenti che, troppo impegnati tra libri e computer, hanno perso di vista l'universo femminile. Record di iscritti: ben 440 studenti del master in Ingegneria informatica.

Il corso spiega, tra le altre cose, come scrivere l'sms perfetto per invitare una ragazza ad uscire o come comporre la mail per sedurre la collega di corso. Ma non solo virtualità. Il flirting course vuole stanare i nerd dalle loro stanze e farli uscire allo scoperto. Ecco quindi che durante il corso gli iscritti impareranno a muoversi durante una festa, a riuscire a socializzare con degli sconosciuti, a sostenere una conversazione senza rossori e mani sudate e a imparare a vestire nella maniera più sexy.

E dato che, nonostante la fiducia nelle scienze, quella della seduzione non è affatto una regola perfetta e i vestiti giusti uniti alle parole più adatte non sempre garantiscono un risultato ottimale, i nerd iscritti al corso impareranno anche come reagire davanti ad una risposta negativa. Ad insegnare loro le regole del perfetto tombeur des femmes, o des hommes, penserà Philip von Senftleben. Noto autore e speaker radiofonico tedesco che, attraverso i programmi radiofonici Der Flirter e Womanizer, oltre ai seminari e alle numerose pubblicazioni, da anni insegna ai tedeschi come "far battere velocemente il cuore di qualcun altro mentre il proprio resta completamente calmo".

Secondo Hans-Joachim Allgaier, portavoce della Potsdam University, il corso non è una trovata pubblicitaria ma una parte molto importante della formazione degli studenti: oltre a garantire una preparazione ottimale per il loro successo professionale, ora l'università si occupa anche del successo nella loro vita privata. A confermare l'utilità del corso, anche le dichiarazioni di uno degli studenti che vi prenderà parte. Si chiama Michael, ha 22 anni: "Quando si tratta di studio sono sempre il primo della classe, ma quando si parla di ragazze divento un asino. Spero che questo corso mi aiuti a cambiare".

E mentre sugli schermi americani impazza la serie televisiva The Big Bang Theory, che presto arriverà anche in Italia per raccontare le tragicomiche vicende due nerd alle prese con una vicina di casa molto sexy, anche la scienza conferma la poca fortuna dei nerd con le donne. Secondo uno studio australiano condotto su 185 studenti dell'Università di Sidney, i nerd perdono la verginità per ultimi rispetto ai colleghi delle altre facoltà. "Quali sono gli universitari che frequentano i bar e le feste? Non certo gli studenti di materie scientifiche - spiega Stephen Carroll, responsabile dello studio - sono troppo impegnati a condurre esperimenti, studiare in biblioteca e fare esercizi".

11 gennaio 2009
da repubblica.it

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