giovedì, settembre 13, 2012

La Caffaro peggio dell' ILVA

Su segnalazioe di Ciccio...

Diossine e Pcb/
Allarme a Brescia:
"vale" mille Ilva


Non solo l'Ilva di Taranto. Anzi. Nel cuore di Brescia si sta molto peggio. Mille volte peggio per l'esattezza. La denuncia choc arriva dallo studio comparato redatto dallo storico ambientalista Marino Ruzzenenti, che ha confrontato i dati Arpa sulle concentrazioni di diossine e pcb presenti nell'area della più grande acciaieria d'Italia a quelle rintracciate all'interno dell'azienda Caffaro di Brescia, che tra il 1929 e il 1984 ha prodotto 150mila tonnellate di policlorobifenili.

La situazione è inquietante, come riporta il Corriere di Brescia. Se il picco massimo di diossine all'interno dell'Ilva arriva a 351 nanogrammi per ogni chilo di terra, sotto la Caffaro le diossine arrivano a 325 mila nanogrammi. E ancora: a Taranto (quartiere di Statte) le diossine arrivano a poco più di 10 nanogrammi; nell'area inquinata del sito Caffaro (200 ettari a sud ovest di via Milano) le concentrazioni di diossine sono trecento volte superiori.

Gli abitanti stanno subendo le conseguenze di tanto inquinamento. I cittadini che vivono dentro il sito Caffaro — secondo uno studio Asl del 2008 — hanno in corpo concentrazioni di diossine quasi dieci volte superiori a quelli che vivono nei pressi dell'Ilva. In termini assoluti (gas serra, metalli pesanti, Idrocarburi policiclici aromatici) l'inquinamento dell'Ilva è enormemente superiore a quello emesso dai camini di Brescia, ma in pianura Padana manca la brezza di Taranto e i veleni restano sospesi più a lungo nell'aria

7 settembre 2012
da affaritaliani.libero.it

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