giovedì, giugno 28, 2012

Ma non erano teneri i pinguini???

Su segnalazione di Marghe...

Le DEPRAVAZIONI SESSUALI DEI PINGUINI al polo sud
Necrofili, stupratori di gruppo:
svelato il vero volto dei pinguini

Uno studio dei primi del Novecento, rimasto segreto finora, rivela le perversioni sessuali degli animali dell'Antartide

Innamorati, disposti al sacrificio e fedeli. Nell'immaginario collettivo - anche grazie a film che ne hanno descritto le lunghe marce tra la neve per tornare a casa - i pinguini sono l'embema della monogamia. Ma una scioccante verità, rimasta segreta per un secolo, emerge ora da uno studio scientifico. «I pinguini di Adelie fanno sesso fra maschi, a volte violentano le femmine, uccidono i pulcini, talvolta i maschi si accoppiano perfino con femmine morte, anche da tempo...». Così scriveva circa un secolo fa il naturalista inglese, George Murray Levick, in un rapporto rimasto chiuso in un cassetto per non scandalizzare la Gran Bretagna dei primi del 900.

ANNOTAZIONI IN GRECO - L'esploratore Levick era uno scienziato al seguito della spedizione (finita poi male) di Robert Scott al Polo Sud, che trascorse in Antartide lunghi periodi fra il 1911 e il 1913. Levick passò l'estate del 1911-12 a osservare le colonie di pinguini di Adelie nella zona di Cape Adare. E gli appunti sul comportamento sessuale dei non accoppiati - scritte in greco antico affinchè solo pochi potessero leggerle e secretate perchè‚ il mondo non inorridisse - sono emerse dall'oblio 100 anni dopo, in un mondo pronto ad accogliere quelle «terribili verità» che un uomo di epoca eduardiana non poteva divulgare
CARTE SEGRETE - Le «carte segrete» sulle «depravazioni» sessuali furono stralciate dal trattato che Levick scrisse, una volta tornato a Londra, sulla base delle sue osservazioni, intitolato «Natural History of the Adelie Penguin» (Storia naturale del pinguino di Adelie). Delle carte segrete, intitolate «Sexual Life of the Adelie Penguin» (La vita sessuale dei pinguini di Adelie) e circolate solo in un ambiente ristretto, si è salvata almeno una copia, ritrovata dal curatore della sezione sugli uccelli del Museo di Storia Naturale di Londra, Douglas Russell, fra le carte originali della Spedizione Scott.

OSSERVAZIONI CREDIBILI - Russell le ha fatte pubblicare sulla rivista specializzata Polar Record, in un'edizione critica dei lavori di Levick. «Il pamphlet - spiega Russell alla Bbc - osserva e commenta la frequenza dell'attività sessuale, il comportamento auto-erotico e il comportamento apparentemente aberrante di giovani pinguini non accoppiati, maschi e femmine, che comprende la necrofilia, la coercizione sessuale, l'abuso sessuale sui pulcini e attitudine omosessuale». Le sue osservazioni, dice l'esperto, sono «accurate e credibili».

BABY GANG DI STUPRATORI - Fra i momenti più drammatici del comportamento dei pennuti antartici descritti da Levick, c'è quello in cui «i piccoli balordi in bande di sei-sette individui si aggirano attorno alle collinette, molestando i loro simili che vi abitano con azioni violente». E così descrive femmine ferite stuprate da membri di queste «gang», che spesso abusano dei piccoli davanti ai genitori, poi calpestandoli, alcuni a morte.

NECROFILIA - Ma la cosa che provoca il maggiore disgusto nello scienziato inglese è osservare una femmina morta, distesa con gli occhi socchiusi, che appare simile a una femmina sessualmente compiacente, con la quale si accoppia un maschio (forse inconsapevole) necrofilo. A rendere il tutto più scioccante per Levick - e a provocare in lui le remore sull'effetto dei suoi scritti - c'è inoltre la similitudine fra il comportamento dei pinguini e quello degli umani, cui gli uccelli antartici hanno in comune la postura su due piedi.
UN INTERO INVERNO DI OSSERVAZIONI - Levick con altri cinque membri della squadra di Scott aspettavano di venire raccolti dalla nave Terra Nova, che però non potè arrivare, e trascorse un intero inverno in una caverna di ghiaccio mangiando solo grasso, «cotto nel grasso con dentro pezzi di grasso», che impregnava tutto, dalle pareti della grotta ai sacchi a pelo. Poi tornò in Inghilterra nel 1913, con molte cose da raccontare, ma solo a pochi intimi amici e colleghi.

12 giugno 2012
da corriere.it

1 commento:

Fede ha detto...

Ragazza di Mocasina cerca disperatamente altro soprannome!!!