venerdì, aprile 24, 2009

Sembra un film "interessante"

Censurato 'Diario di una ninfomane' Non c'è spazio per i manifesti del film

La casa distributrice della pellicola, tratta dal best seller di Valerie Tasso, si è vista negare gli spazi per le affissioni pubblicitarie. Il motivo? L'immagine di una mano femminile che si insinua negli slip di pizzo


In Italia non esiste più la censura istituzionale, ma esiste una censura più sottile ed efficace che impedisce a soggetti percepiti come potenzialmente scandalosi di trovare spazio sui media. Lo denuncia Mediafilm Cinema, distributore italiano del film 'Valerie - Diario di una ninfomane', che si è visto negare gli spazi per le affissioni del manifesto della pellicola tratta dal best seller di Valerie Tasso, che ritrae un busto femminile con una mano che si insinua delicatamente dentro un paio di slip di pizzo nero.

Come spiega Tommaso Tabarelli, direttore marketing di Mediafilm Cinema, le concessionarie di pubblicità hanno subito fatto marcia indietro quando hanno visto titolo e immagine.
All’obiezione che è stata mossa, a proposito delle campagne pubblicitarie di biancheria intima che da anni mostrano generosamente e con estrema disinvoltura parti del corpo femminile normalmente poco esposte, spiega ancora Tabarelli che la risposta è stata: "Ma le immagini non vengono mai associate alla parola ninfomane. Inoltre, quella foto invita esplicitamente al peccato".
"Siamo perplessi -
prosegue il distributore milanese - nel constatare come in Italia ci sia un’onda montante di ipocrita bigottismo che non protesta quando in televisione, in fascia protetta, si vedono vallette vestite come se fossero in spiaggia o reality show in cui seni rifatti vengono mostrati con orgoglio".
Le stesse difficoltà si sono verificate sulla carta stampata proprio a causa della parola ‘ninfomanè, prosegue. Già in occasione dell’uscita del libro da cui il film è tratto, l’autrice, Valerie Tasso, aveva notato come questa parola scatenasse oscure paure e in una recente intervista aveva dichiarato: "Si possono fare libri e film con titoli come ‘Diario di un assassino' e nessuno dice niente. Ci siamo assuefatti agli schizzi di sangue ma ninfomane non si può dire impunemente".
La distribuzione italiana
sottolinea poi che il problema della "censura contro la sessualità femminile" non è solo italiana. Anche nella Spagna di Zapatero, infatti, lo stesso manifesto venne affisso nelle strade per poi essere ritirato dal Comune di Madrid a causa di un preteso errore: sui cartelloni non era infatti specificato, come previsto dalla legge, "pellicola non raccomandata ai minori di 13 anni".

Ecco il trailer del film incriminato

http://www.youtube.com/watch?v=s23tXSLFNUE

Esce al cinema il 30 aprile

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