martedì, novembre 20, 2007

Immagini dalla natura

Oggi link di un certo livello!

Qui sotto trovate il sito realizzato dal collega mio e di Ciccio, in cui ha raccolto le più belle foto fatte nel corso delle sue escursioni in montagna dall'Adamello, al Canada passando per il Perù.


Sono davvero STUPENDE!!

Fiori, animali, panorami, uccelli...
...dovete assolutamente visitarlo per rendervene conto!

Coooooomunque, per potervi accedere anche in futuro in modo rapido, qui accanto metto un bel link permanente con tanto di banner.

lunedì, novembre 19, 2007

Compleanno del giorno

Alla "cremonese" che tra qualche mese acquisirà la "cittadinanza della bassa"...


AUGURI VALE

venerdì, novembre 16, 2007

Brescia da scoprire

Su segnalazione della nostra Paoletta-Gorgo...

... ecco una bella iniziativa per scoprire le bellezze della nostra città:
...una serie di visite guidate gratuite attraverso il centro storico, le chiese, ecc

... Qui potete scaricare il pdf:
e per maggiori informazioni ecco il sito del comune:


com
Il tutto è iniziato a Ottobre e finisce ad APRILE 2008: direi che con tutte le date che ci sono, un qualche itinerario potremmo anche farlo!

Tartaruga... ninja & povera colomba!

Qui serve l'intervento della nostra Licia Colò...

... ma che droghe hanno dato a 'sta tartaruga?!?!?!?
Mai vista una così attiva & aggressiva.
E' stata allenata da Splinter?!?!?


Ed ora una colombina...

...spalmata a terra! povera!

giovedì, novembre 15, 2007

Uomo magnetico

E' un rumeno di 40 anni
Uomo «magnetico» sotto esame a Londra
Attrae forchette, coltelli ma anche televisioni e pezzi di plastica.
Ma forse è solo «appiccicoso»


LONDRA – Con lui a tavola bisogna stare attenti a forchette, coltelli, cucchiai e a quant’altro di metallo, perché potrebbero d’un tratto appiccicarglisi alla faccia, creando qualche difficoltà nella consumazione del pasto. Ad avere questo tipo di problemi è l’incredibile uomo magnetico, un romeno di Bucarest che ha scoperto uno straordinario talento per attrarre, proprio come un magnete, qualsiasi oggetto di metallo al proprio corpo. Sul suo petto si può appendere qualsiasi cosa, indipendentemente dal peso, è come se fosse una sorta di bacheca umana dove rimangono inchiodati telefonini e posate, orologi e ferri da stiro, sorretti da una forza invisibile che li fa restare attaccati come per magia.
«La cosa più pesante che ho mai provato ad attaccarmi al petto è stata la mia televisione», racconta Aurel Raileanu, che fa parte del personale ospedaliero di un istituto di Bucarest. «La TV pesa più di 22 chili, eppure sono riuscito a farci pure qualche passo. Era come se mi si fosse incollata addosso». Incuriosito dai poteri di Magnet Man, come è subito stato soprannominato il 40enne romeno, il tabloid inglese Sun l’ha invitato a Londra per poter effettuare dei test scientifici sul suo magnetismo fai-da-te.

IL TEST A LONDRA - Trasportato in laboratorio e messo davanti all’eminente esperto inglese di magnetismo Russell Cowburn, dell’Imperial College di Londra, Aurel – che è ancora single e vive con la mamma appena fuori la capitale romena – è stato riempito di cucchiaini come un albero di Natale. Il professor Cowburn ha dichiarato: «Per tenere attaccati questi cucchiaini al petto, come vedo che Aurel sta facendo, la forza magnetica necessaria sarebbe da cento a mille volte più potente di quella terrestre».. Eppure, magnetometro alla mano, lo strumento non ha rilevato alcuna forza magnetica su Aurel e, passandogli una bussola davanti al corpo, l’ago non ha fatto la minima vibrazione. Il professor Cowburn ha quindi decretato che «non c’è alcun magnetismo coinvolto nell’abilità di Aurel, ma le sue capacità potrebbero derivare da un qualcosa di chimico che si trova nei suoi muscoli, o nella sua pelle». Il Sun ha quindi portato Aurel dal professore di psicologia, Christopher French, dell’Università di Londra, uno dei più noti scettici dei fenomeni paranormali, per scoprire cosa c’è

«CARTA MOSCHICIDA» - French ha rifatto la prova della bussola, confermando che non si tratterebbe di magnetismo, soprattutto perché Aurel ha dimostrato di essere in grado di attaccarsi anche oggetti non metallici, come pezzi di legno e plastica, al corpo. Dopo diversi esperimenti, il professor. French ha però scoperto il tallone d’Achille del romeno, si tratta del borotalco: «Appena ho cosparso il petto di Aurel con del talco, ho visto che gli oggetti cominciavano a scivolare via. Questo mi fa dedurre che, più che magnetismo, le sue straordinarie capacità siano dovute ad una sovrapproduzione di sebo, che rende la sua pelle appicicosissima. Quindi credo che, più che Magnet Man dovremmo chiamarlo Mr. Carta Moschicida!». Aurel però non si è lasciato scoraggiare, dicendo: «Queste scoperte non fanno altro che aggiungere al mistero». Aurel, che ha poi trovato il tempo di entrare nel Guinness dei primati battendo il record mondiale per il numero di graffette appese alla faccia (61), ha poi annunciato che intende dedicarsi alla kinetoterapia, per meglio poter usare questi suoi poteri speciali aiutando a guarire i malati che vengono al suo ospedale.

2 novembre 2007
da corriere.it

hehe, in pratica il classico "uomo schifo" che ti trovi vicino sull'autobus o a cui giochi contro al campetto: l'uomo posseduto dal suo sudore!!!!

martedì, novembre 13, 2007

Opsssssssss

Cazzarola, il rincoglionimento è ormai senza speranza...

... ieri, 12 NOVEMBRE era
il SECONDO COMPLEANNO del BLOG...

va be, da agosto ad oggi ho dimenticato/sbagliato la metà dei compleanni: lavorare nuoce gravemente al mio cricetino... tra un po' dovrò dargli l'Epo e il nandrolone per farlo tirare avanti!hehe!

Comunque che dire, siam giunti a 941 post in 730 giorni di vita... oserei dire stica!!!
Nonostante l'adsl nn sia ancora giunta in quel di Lograto, il blog non ne ha risentito... hehe!

In pratica il blog è coetaneo di Tommy: hanno pochi giorni di differenza!!

Ringraziando il padre fondatore conte Groppi,
affrontiamo con rinnovato spirito cazzeggiante il prossimo anno che sta per cominciare.

Concludo rimembrando a tutti il moto del blog:
Un post è per sempre

hehe! sono troppo fottuto!!!

David sempre più idolo!

Dopo aver sfrecciato per anni a bordo di Kitt,
dopo aver salvato centinaia di bionde superdotate in Baywatch,
dopo aver fatto l'allenatore della squadra tedesca di Dodgeball,

dopo aver incantato il mondo con il video di Jump in my car...

... dopo tutto questo cosa poteva far di peggio per esser ancora più pirla il nostro buon David Hasselhoff????

Ovvio no, aver una parte nel film di "Spongebob"
uahhahhahaa!!! mittttttttttttiicoooooooooooo!!!
troppo idiota!!!

Vex, hai trovato una nuova risata da aggiungere al tuo bagaglio:
"Barca?? aaaaaaahhhhhh"

lunedì, novembre 12, 2007

Lo faccio io "Sior Sciumacheeeeer"

Un uomo conosciuto in paese per le sue brucianti partenze con la macchina non si è accorto che l'autovettura era stata agganciata ad un'impalcatura...
Basta partenze a razzo
cronaca di uno scherzo..

IOI CILENTO (SALERNO) - Una bravata degna del film 'Amici Miei' poteva tramutarsi in un dramma in un piccolo paesino del Cilento dove un uomo conosciuto in paese per le sue brucianti partenze con la macchina non si è accorto che l'autovettura era stata agganciata ad un'impalcatura da ignoti burloni. E così quando è partito a razzo si è portato dietro l'impalcatura.

Dopo aver trascorso una serata con gli amici, al momento dei saluti, l'uomo, salito a bordo della sua Fiat Panda, ha come al solito affondato il piede sull' acceleratore trascinandosi dietro per un paio di metri un' impalcatura in ferro montata a pochi passi dall'auto per lavori in una proprietà privata.

Dopo un primo momento di sbigottimento, la vittima dello scherzo ha scoperto che la struttura in ferro, alta all'incirca due metri, era stata legata con una corda all'auto da ignoti burloni.

Uno scherzo che poteva finire molto male, visto che l'impalcatura, prima di fermare la sua corsa, avrebbe potuto schiantarsi sulla vettura. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire agli autori della bravata.

28 ottobre 2007
da repubblica.it


I tamarri ci sono in tutti i paesi: a Lograto però gli "sgommatori" migliori avevano l' Alfettone rosso! Vuoi metter il "rombo" rispetto al pandino?!?!'

domenica, novembre 11, 2007

sabato, novembre 10, 2007

oh mio Dio, povera!!


Nata bimba con otto gambe.
Subirà un'operazione di 40 ore.


INDIA - Immagini choc che stanno facendo il giro del mondo. Si tratta di una bimba nata con otto gambe e che in India è ritenuta da alcuni la reincarnazione della divinità indù Vishnu. La piccola sarà presto sottoposta ad un'operazione di 40 ore per rimuovere la metà delle gambe.

Lakshmi Tatma è nata unita ad un "gemello parassita" e andrà sotto il bisturi di 30 chirurghi per rimuovere due delle sue inutili braccia e gambe. Il gemello "parassita" è unito a Lakshmi per l'inguine ed ha la sua propria colonna vertebrale. Senza operazione non potrebbe camminare, e probabilmente - dicono i dottori - non supererebbe l'adolescenza.

La bimba è nata nella povera regione indiana del Bihar, nel giorno in cui si celebra Vishnu, la divinità a quattro braccia. La madre la ritiene un miracolo, reincarnazione della divinità. L'operazione costerà 100mila sterline (150.000 euro circa). Sarà oggetto di un documentario dell'emittente britannica Channel 4 sul tema dei corpi mostruosi.

5 novembre 2007

da
libero.it


Povera bimba!!!
Fortunatamente sembra che la prima operazione sia andata bene.
Ecco l'articolo che ne parla:

http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/bimbagambe0511.htm

8 novembre 2007

venerdì, novembre 09, 2007

Compleanno del giorno

Alla nostra "infermierina" delle ginocchia...


AUGURIII ANNA!!

mercoledì, novembre 07, 2007

Che bei ricordi...

NOI…
che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color."
che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella", ad "Elastico" e a "Campana".
che facevamo "Palla Avvelenata".
che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".
che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
che il Ciao si accendeva pedalando.
che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva Con le mani non era fallo.
che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
che giocavamo a Forza 4.
che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).
che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
che avevamo i cartoni animati belli.!!
che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake,ovvio..)
che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
che alla messa ridevamo di continuo.
che si andava a messa se no erano legnate.
che si bigiava a messa.
che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
che non avevamo nemmeno il telefono fisso in casa. (cavoli...mi sa che questa è un po' esagerata..)
che si andava in cabina a telefonare.
che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
che giocavamo a calcio con le pigne.
che le pigne ce le tiravamo pure.
che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa Era il terrore.
che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
che internet non esisteva.
che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
che se andavi in strada non era così pericoloso.
che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween

che nostalgia...

Nuove generazioni

Non so voi, ma a leggere questo commento mi è venuto il mal di testa. Evidentemente il linguaggio dei giovini mi è ormai sconosciuto!!!

Io ho seguito”Lost”su Rai2 finké nn l’hanno interrotto(compreso il xiodo in cui lo facevano di Martedì x cui ero costrett a fare 1 zapping conTnuo avendo da ved contemporaneam Lost,Mai Dire Martedì e Anime Night su Mtv…e nnstante Qesto sn riusc a nn xdere il filo..ora ditemi voi se nn sn un mito(fuori D testa,intenDamoC,ma pur sempre un mito)!;-)E sinceram nn mi ha ancora stufato anke se nn so Qante staGoni ho Vsto.Heroes avevo pens D nn guardarlo x 2 moTV:1)pensavo ke nn mi sarebbe PaCuto Qanto Lost 2)se mi fosse PaCuto abbastanza avrei agGunto UN ALTRO tf(x D + 1 D cui,cm Lost,nn T puoi xdere neank una puntata sennò nn caPsC + niente!!)alla Gà STERMINATA QanTtà D programmi ke guardo!”Purtroppo”x me si è verif la 2a ipotesi.Xò una cosa la voglio Dre:nn è vero ke i flashback di Lost nn si caPscono e Qelli D Heroes sì:io fin’ora sn risc ad orientarmi xfettam in Qelli D Lost ma dopo neanke una deCna D puntate D Heroes già nn C capisco + niente!!!

Per chi avesse voglia di perdere cinque minuti invece eccovi un simpatico test per capire quanto i render siano diventati precisi e difficilmente sgamabili.
Lo trovate qui.

martedì, novembre 06, 2007

Skypass stagionale a 119euro

Io non ne so nulla di sci ed affini, ma visto che gli appassionati delle nevi tra noi sono tanti, vi segnalo questa offertona Io so solo che la Polsa è a pochissima strada da Riva, quindi direi bella vicina. Non chiedetemi altro perchè nun saccio nulla di più.


SPECIALE SKIPASS POLSA-SAN VALENTINO


PRIMA ARRIVI... MENO PAGHI! I primi 1000 stagionali a soli € 119,00

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E se esci con tutta la famiglia lo stagionale costa ancora meno, infatti con lo stagionale è gratis per i nati dopo il 01.01.99 con uno sconto del 20%
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per ogni ulteriore figlio nato dal 01.01.95 al 01.01.99
INTRATTENIMENTO...
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DOUBLE PARK...





Qui trovate maggiori informazioni sull'offerta e sul comprensorio:
http://www.brentonicoski.com/Promo.aspx


lunedì, novembre 05, 2007

Quant'e' bello viaggiar...

CIAO !!!!... vi presento il mio dolce quartino.... che dopo questa mini-vacanzona...
e' quasi dolce meta'...
non chiedetemi come ho fatto... ma siamo stati a Firenze...

Siena...

Roma...

Ostia sulla spiaggia...

e pure Napoli... per vedere se "passava" l'esame della nonna...


ma il posto piu' bello e' SENZA DUBBIO S.Galgano (SI)...
dovete tutti andare a vedere la splendida abazia... e' senza tetto... nella campagna toscana... e' un edificio imponente... e c'e' la miticaSPADA NELLA ROCCIA !!!!!!! altro che Scozia!!!!!!

Sms strani

Non so se è capitato anche a voi, ma negli ultimi giorni mi sono arrivati 2 sms così:
"In Segreteria.biz ci sono nuovi messaggi urgenti per te. Chiama da fisso l ' 89-05-54-50-6 e segui le istruzioni gratuite"
una volta da qst numero +447802000332 e un'altra da qst +79171002003.

Ovviamente non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di chiamare, ma volevo solo saper se capita solo a me.

No x' se iniziano a mandarmi spam anche via sms è la morte!!!

sabato, novembre 03, 2007

Ipod è doping

Alla vigilia della maratona di New York la Federazione americana di atletica ha deciso di vietare le cuffiette: le canzoni alterano le prestazioni
Divieto di iPod alla maratona
La musica è come un doping

Divieto di iPod alla maratona
La musica è come un doping" width="280">
NEW YORK - La musica come il doping, qualcosa da vietare perché altera le prestazioni e aumenta il rendimento. I Rolling Stones come gli steroidi anabolizzanti. Mentre perde la partita contro le droghe vere, vede cancellare medaglie olimpiche e incorona re dei fuoricampo nel baseball un uomo gonfio di sostanze proibite, lo sport americano sembra voler parlar d'altro. E prende di mira il più antico degli aiuti psicologici: dai tamburi africani fino ai Sufi, dall'induzione di stati di trance e resistenza fisica in cui si può ballare per ore ed ore all'induzione di analgesia, per cui i partecipanti al rituale possono camminare sul fuoco senza sentire dolore, la musica ha avuto un ruolo fondamentale nella vita degli uomini. Ma ora si cambia. Niente più iPod nelle orecchie dei corridori. Ieri il New York Times lo annunciava con un lungo articolo in prima pagina.

Alla vigilia della più famosa maratona del mondo, quella che parte dal ponte di Verrazzano e si conclude a Central Park, la federazione americana di atletica, la Usa Track and Field, ha messo al bando l'uso di auricolari e riproduttori di musica portatile nelle competizioni ufficiali. Le nuove regole sono state prima giustificate con motivi di sicurezza, ma poi si è chiarito che il divieto è figlio della volontà di non dare "un vantaggio competitivo" a chi corre con la musica nelle orecchie. Certo, studi seri sostengono che esiste una relazione tra il suono ascoltato e le prestazioni e che la musica riduce la percezione dello sforzo e, aiutando il rilassamento, riduce il consumo di calorie. Ci sono perfino teorie più avanzate e i triatleti selezionano compilation di canzoni in cui le battute al minuto sono identiche ai passi della corsa, per creare un'identificazione perfetta di ritmo.

Alcuni scienziati teorizzano che ci sia un collegamento tra musica e movimento, e per dimostrare che evolvono insieme, all'università canadese di McMaster, ne hanno provato gli effetti sui neonati, scoprendo nei bambini di sette mesi dei legami multisensoriali tra il sistema dell'udito e la parte motoria. Il direttore dell'Institute for Music and Brain Science di Harvard, Mark Tramo, era un musicista rock professionista prima di fare medicina e si convinse del legame tra musica e risultati quando vinse i 100 metri al liceo ripetendosi nella testa "Brown Sugar" dei Rolling Stones.

Così si è deciso di vietarli. Ma ora i lettori Mp3 sono sempre più piccoli e invisibili, possono essere facilmente celati sotto una maglietta, in un reggiseno o nel bordo dei pantaloncini, e le cuffie nascoste da cappellini e fasce per il sudore. Così il bando sarà difficile da applicare: a New York sarà praticamente impossibile, alla maratona della Grande Mela partecipano 38mila persone.

Apparentemente più severi sono stati domenica scorsa alla maratona del corpo dei Marines, gli ufficiali avevano promesso di squalificare chi fosse stato trovato con gli auricolari ma la minaccia è stata inutile e decine di corridori sono arrivati al traguardo accompagnati dalla musica. L'unica volta in cui fino ad oggi il divieto è stato fatto rispettare scrupolosamente è alla "Maratona della Nonna" che si corre a Duluth in Minnesota: ai 7,000 partecipanti sono stati ritirati gli iPod, che poi l'organizzazione ha spedito a casa il giorno dopo. In trenta hanno cercato di fare i furbi ma sono stati intercettati e squalificati.

L'organizzatore, Scott Keenan, deve aver preso la cosa un po' troppo sul serio se è arrivato a dichiarare al New York Times di essere riuscito "a dimostrare che è possibile far rispettare il divieto: gli altri che non ci riescono si dovrebbero vergognare". Mary Whittenberg, che dirige invece l'organizzazione di New York, spiega che lei questa volta non riuscirà a far rispettare il divieto anche se per il futuro cercherà di organizzarsi, ma poi ammette: "Io per superare i momenti più duri ho bisogno degli U2 nelle orecchie".

Linus, il più famoso dj italiano, è arrivato a Manhattan da poche ore, correrà la maratona, la sua passione per la corsa è ormai proverbiale. Appena vede il New York Times non si trattiene: "Ma la Federazione americana non ha niente di meglio a cui pensare? Non ho mai visto incidenti causati da chi ha le cuffiette, e se anche può essere considerato un aiuto psicologico non è certo in grado di fare la differenza. Basta farci caso, chi ha gli auricolari è chi sta sopra le tre ore". Linus domenica non avrà l'iPod: "Mi piace correre in compagnia e se forse vogliamo trovare un aspetto positivo in questo divieto è proprio questo: isolarsi è contro lo spirito etico delle grandi maratone, sono imprese da condividere. Io ascolto musica quando mi alleno da solo, mi fa dimenticare la fatica e i dolori. Ascolto il rock, anche se non è il mio genere preferito. Ma non ci sono dubbi: la corsa è rock".

I corridori di razza, l'élite della categoria, e i puristi disdegnano la musica in gara perché dicono che devono concentrarsi sui movimenti e le armonie del loro corpo e sentire gli altri corridori. Preferiscono il suono della folla e il rumore del proprio respiro. Tucker Andersen, che partecipa alla maratona di New York dal 1976, deride i fanatici della musica come strumento per la concentrazione e sostiene che chi ha la musica nelle orecchie non rispetta gli altri e taglia la strada, ma poi non si accorge di contraddirsi: "Mi ricordo la mia prima volta, ero nel Bronx, verso la fine, non ero sicuro se ce l'avrei fatta, poi un ragazzino ha messo sul davanzale della sua finestra uno stereo che sparava la colonna sonora di Rocky a tutto volume. Se avessi avuto l'iPod non me ne sarei mai accorto... ".

Chi però è abituato ad usare la musica per darsi la carica, per resistere alla fatica, ora si sente smarrito di fronte alle nuove regole, alcuni sostengono che sarebbe come obbligare tutti a correre scalzi. Ma anche prima della nascita del walkman, del cd portatile e dell'iPod, la musica veniva considerata uno strumento per migliorare le prestazioni, non solo degli atleti ma anche dei chirurghi e perfino delle mucche, che la leggenda vuole siano in grado di fare più latte se si diffondono brani di classica nelle loro stalle.

Nelle sale operatorie la musica è una costante, e solitamente il dj è l'anestesista. L'idea è che la musica in sala operatoria diminuisca le ansie, aiuti la concentrazione e il ritmo dei movimenti, ma quando ci sono complicazioni di solito si sceglie di spegnerla. Camillo Ricordi porta un cognome importante, anzi fondamentale, nella storia della musica italiana: è discendente diretto di quel Giovanni che duecento anni fa "inventò" l'Opera italiana e suo padre Nanni è uno dei discografici che ha segnato la nascita della nostra musica leggera. Ma nella sua vita ha scelto la professione medica, con un successo notevole.

Lo troviamo in Florida dove dirige il centro di trapianti cellulari dell'Università di Miami: "Per me è fondamentale ascoltare musica mentre opero, serve a rilassare le tensioni, i miei preferiti sono Giuseppe Verdi, Billy Joel, i Pink Floyd e Bruce Springsteeen, ma ogni occasione ha la sua colonna sonora: per fare un trapianto o un'operazione di microchirurgia ci vuole qualcosa di molto leggero, non ci possono essere attacchi di batteria o tromboni a far sobbalzare chi tiene i ferri. In altri casi, se è necessario tenere alta l'attenzione e l'adrenalina allora trovo perfetta la musica sinfonica".

Anche Ricordi è convinto che il suono nelle orecchie garantisca migliori prestazioni: "Aiuta a tenere il ritmo, ma non solo, molti studi dimostrano che la musica ha effetti terapeutici, e recenti ricerche ci raccontano come aiuti lo sviluppo del cervello dei feti quando la madre ascolta musica sinfonica. Può avere effetti portentosi, ma non è doping, questo no: è invece qualcosa che migliora la nostra vita". Addirittura è stato scoperto un "Effetto Mozart": secondo uno studio del dipartimento di fisica dell'Università californiana di Irvine, l'ascolto della sonata K.448 migliora significativamente la capacità di ragionare e aumenta il metabolismo cerebrale in alcune zone del cervello importanti per le funzioni cognitive.

Certamente non sapeva tutto questo, ma Archie Moore, pugile degli anni Cinquanta e campione del mondo dei massimi, si allenava chiedendo al sassofonista Lucky Thompson di suonare a bordo ring. Ascoltare il jazz, diceva, mi aiuta a prepararmi al meglio e ad essere il più forte. Possiamo credergli visto che ancora oggi, mezzo secolo dopo, detiene il record degli avversari messi al tappeto: centoquarantacinque.

2 novembre 2007
da repubblica.it

venerdì, novembre 02, 2007

Le bionde sono stupide?

Ovviamente non si puo' generalizzare,
ma questa Miss non aiuta a smentire i luoghi comuni... anzi...



...è troppo stupida per essere vera!!!!

giovedì, novembre 01, 2007

C'era una volta...

Tutto scorre.
Tanto più nel mondo del web dove i cambiamenti si succedono a ritmo quotidiano.

Qualcuno ha pensato quindi di creare un archivio di siti web.
Una sorta di "
Come eravamo". Si possono trovare pagine web risalenti agli albori di Internet. basta che inserir il nome del sito che volete veder e con la macchina del tempo si ritorna indietro! Dal 1996 ad oggi!

Beccatevi ad esempio come era il sito dell'università nel 97...
http://web.archive.org/web/19970128062718/http://www.unibs.it/
... hehe, superscarno direi. Se lo vede GJG si fa delle grasse risate!!!


oppure quello dellla gazza
http://web.archive.org/web/19980122151024/http://www.gazzetta.it/
... e Marghe già lo guardava!!! eheh

Pensate che quello che ci ospita, blogger.com, esiste già da 8 anni!
http://web.archive.org/web/19991012022531/http://blogger.com/
... io nel 1999 non avevo manco il pc!!!

Ora potete sbizzarrirvi facendo un tuffo nel passato.

Alla fine io uso internet solo dal 2001 quindi non ho sto gran "storia" alle spalle.

mercoledì, ottobre 31, 2007

Pazza natura

IL CAVAL-ZEBRA

It looks as if someone tried to give a zebra a respray. . . then ran out of white paint halfway through the job. But in reality there is no artificial colouring on display here. This amazing but natural coat belongs to Eclyse the zorse.
Her father is a zebra, while her mother is a horse. And she's walking proof of how a child inherits genes from both parents.

Eclyse has earnt its stripes as one of the zoo's main attractions.
For while most zebra-horse crossbreeds sport stripes across their entire body, Eclyse only has two such patches, on its face and rear.
The one-year-old zorse was the accidental product of a holiday romance when her mother, Eclipse, was taken from her German safari park home to a ranch in Italy for a brief spell.
There she was able to roam freely with other horses and a number of zebras, including one called Ulysses who took a fancy to her.
When Eclipse returned home, she surprised her keepers by giving birth to the baby zorse whose mixed markings betray her colourful parentage.
The foal was promptly given a name that is in itself a hybrid, of her parents' names. Now she's become a major attraction at a safari park at Schloss Holte Stukenbrock, near the German border with Holland, where she has her own enclosure. Udo Richter, spokesman for the park, said, "You can tell she is a mix just by looking at her. But in temperament she can also exhibit characteristics from each parent. "She is usually relatively tame like a horse but occasionally shows the fiery temperament of a zebra, leaping around like one." Horses and zebras are often crossbred in Africa and are used as trekking animals on Mount Kenya
da dailymail.co.uk



Molto voraci, fanno incetta di acciughe e naselli. Pescatori preoccupati
La California invasa dai calamari giganti
Lunghi fino a due metri e pesanti diverse decine di chili, questi grandi animali stanno mettendo a rischio l'economia della zona

Alcuni dei calamari giganti recuperati al largo delle coste californiane (Ap)
Alcuni dei calamari giganti recuperati al largo delle coste californiane
LOS ANGELES (Usa) – Gli amanti degli anelli impanati probabilmente già si stanno fregando le mani e accarezzando la pancia. Ma l’invasione di calamari giganti che sta interessando le coste della California centrale è una vera iattura per i pescatori della zona, che temono di ritrovarsi senza più materia prima nelle acque un tempo assai generose del Pacifico. Questi grandi invertebrati rischiano infatti di lasciare a bocca asciutta tonni e altri esemplari che, come i «jumbo squid», si nutrono di piccoli pesci, come ad esempio acciughe e naselli. La presenza di questi ultimi, in particolare, ha registrato un fortissimo calo, tanto da far lanciare alle associazioni ittiche un vero e proprio allarme.
TEME L’UOMO - E’ un predatore vorace il Dosidicus Gigas, ma non è assolutamente un pericolo per l’uomo, al di là delle leggende che raccontano di persone letteralmente inghiottite dall’Humboldt, come è anche conosciuto il maxi totano degli oceani. «Qualora si dovesse imbattere in un essere umano – spiega dalle colonne di Usa Today Louis Zeidberg, ricercatore della Stanford University e coautore di uno studio sulla ploriferazione dei calamari giganti nel Pacifico pubblicato sull’ultimo numero dell’autorevole rivista scientifica Pnas – l’Humboldt si precipiterà a razzo nella direzione opposta».
CAMBIAMENTI CLIMATICI - Non sono stati i riflettori di Hollywood nè il fascino delle grandi spiagge ad attirare i super-calamari verso la California. Zeidberg chiama in causa i cambiamenti climatici e ricorda come alcuni esemplari questa specie normalmente diffusa solo nelle zone equatoriali siano stati rinvenuti addirittura al largo dell’Alaska. Nelle acque californiane hanno fatto la loro prima comparsa sul finire degli anni Novanta, in concomitanza con l’influenza esercitata da El Nino. Ma quelli che erano episodi sporadici si sono ben presto moltiplicati fino ad arrivare all’attuale e preoccupante situazione, evidenziata proprio dall’università di Stanford che ha effettuato negli ultimi quindici anni numerosi monitoraggi dei fondali utilizzando sensori e piccoli batiscafi senza equipaggio.
NASELLI A RISCHIO - A favorirne l’espansione è stato anche il contemporaneo calo delle popolazioni di tonni e squali che dei calamari sono grandi predatori. Non ci sarebbe nulla di male nella presenza in mare di questo grande cefalopode, che arriva mediamente a una lunghezza di due metri e ad un peso di una diverse decine di chili (ma nei mesi scorsi in Nuova Zelanda è stato rinvenuto anche un esemplare di 10 metri per una stazza di 450 chili), se non fosse che proprio la sua voracità potrebbe avere ripercussioni gravi sull’economia che ruota attorno al mercato ittico. I naselli del Pacifico, il pesce più gettonato della zona dal punto di vista commerciale, stanno scomparendo e le associazioni di pescatori lanciano l’allarme, soprattutto qualora si presenteranno annate di magra. Resta ora da vedere come sarà possibile fronteggiare l’invasione.

martedì, ottobre 30, 2007

Sono sempre stato un sostenitore di...

LE PAROLACCE AL LAVORO? "FANNO BENE"

LONDRA - Le parolacce in ufficio rendono i dipendenti più produttivi: non solo aiutano a combattere lo stress, ma anche contribuiscono a creare solidarietà tra i colleghi. E' quanto emerso da uno studio della Norwich University of East Anglia, secondo il quale l'uso di parole tabù sviluppa uno spirito di gruppo sul posto di lavoro. "I dipendenti - dice Yehuda Baruch, il professore che ha portato avanti la ricerca - usano continuamente un linguaggio volgare, da non considerare necessariamente negativo. Anzi si tratta di un fenomeno sociale e psicologico che non va sempre condannato". Il docente, scoraggia però qualsiasi comportamento offensivo, e suggerisce una possibile politica che autorizzi un uso misurato delle parolacce. "Un atteggiamento - continua Baruch - da non adottare di fronte a clienti, dirigenti o colleghi più anziani".
Secondo lo studio, c'é un collegamento tra età e linguaggio 'informale'. I giovani professionisti sono più tolleranti di fronte all'uso di parolacce e lo considerano un comportamento socialmente accettato. Inaspettatamente, secondo il professore, le donne parlano in modo più volgare di quanto si pensi.
"Proibire tale atteggiamento o peggio ancora criticarlo duramente - dice Baruch - potrebbe diminuire la solidarietà tra colleghi, abbassare il morale dei lavoratori e la motivazione in ufficio". Lo studio non vuole promuovere un atteggiamento poco formale, fa notare il docente, ma solo offrire un modello e dare qualche consiglio pratico. "Le parolacce - conclude - sono parte della nostra vita quotidiana, speriamo che con questa ricerca i dirigenti siano più tolleranti nei confronti del linguaggio usato dai propri dipendenti".
17 ottobre 2007
da ansa.it

Cassssssssssssssssoooooooo, te cònt che i ghà propes risù!

domenica, ottobre 28, 2007

Paolini "interpreta" la ritirata di Russia

MARTEDI' ore 21,30 su La7 ci sarà uno spettacolo di Marco Paolini sulla tragica ritirata dei soldati Italiani in Russia durante la 2°guerra mondiale.
Io ho visto vari spettacoli suoi, dal Vajont ad Ustica: se non avete mai visto una sua rappresentazione dovete assolutamente farlo! E' davvero bravo: riesce a fornire una infinità di informazioni sull'argomento che tratta, ma in modo completamente diverso dai "soliti" documentari/speciali.

Rivoluzione in tv con Paolini e "Il sergente"

Senza spot pubblicitari e con un palinsesto funzionale allo spettacolo

Marco Paolini, indimenticabile narratore di Vajont, torna in televisione su La7, il 30 ottobre alle 21,30, con l’ultima delle sue creazioni teatrali, Il sergente, ispirato al libro di Mario Rigoni Stern Il sergente nella neve. L’avvenimento viene annunciato (da Paolini e dal direttore generale di Telecom Antonio Campo dall’Orto) come un modo nuovo di fare televisione. Lo spettacolo durerà due ore senza interruzioni pubblicitarie, sarà in diretta, ripreso da sei telecamere all’interno di una cava di pietra a Zonvocedo in provincia di Vicenza, qui si racconterà la tragica ritirata dalla Russia di oltre 50 mila alpini sulle rive del Don.
«Non voglio fare il calendario della memoria - ha esordito Paolini - ma non voglio neppure che il teatro di oggi non si possa allestire in strada, finanche in una cava di pietra, per raccontare con il gelo e l’umido che un luogo come quello rimanda all’occhio e nelle ossa, ciò che successe ai soldati italiani; furono oltre 30 mila a morire durante una ritirata fissatasi come una macchia nera sulla cartina della storia italiana. Non so come ho fatto a convincere Campo dall’Orto, ma quando gli ho spiegato il progetto ha subito detto di sì: “Niente interruzioni pubblicitarie per tutta la durata della tua esibizione”».
E non solo, aggiunge il manager de La7: «Tutta la giornata del 30 ottobre sarà dedicata allo spettacolo di Paolini. Sarà un po’ come portare l’acqua a un corridore durante una lunga corsa. Trasmetterò uno speciale di Atlantide, documentari, un film e una puntata di 8 e 1/2 che porterà il testimone sino alle 21,30, quando comincerà Il sergente. Giuliano Ferrara ha voluto conoscere Paolini, ha parlato con lui del Sergente, alla fine ha deciso di fare qualcosa di speciale, non so che cosa, sarà una sorpresa per tutti».
A seguire la perfomance di Paolini ci saranno cinquecento spettatori. «E non sarà una passeggiata - spiega l’attore -. La cava è fredda, mi darà il senso del ghiaccio patito dai nostri soldati, saremo quasi circondati da una specie di laghetto formato dall’acqua penetrata all’interno della cava. Per chi resisterà sarà una bella avventura». «Bella e irripetibile - ha detto ancora l’ad di Telecom Television - perché andrà in onda solo una volta dal vivo a quell’ora di quel giorno. Punto».
Tutto ciò va al di là dell’idea di programma. E’ un vero progetto. Che finirà come? «Andando a cena - dice Paolini -. La tv non può essere l’unico luogo di aggregazione. L’aggregazione deve essere fra le persone, non con un elettrodomestico». Marco Paolini ha stretto un rapporto di collaborazione a lungo termine con l’emittente. A febbraio si occuperà di un’altra giornata speciale dedicata però allo sport: il Sei Nazioni di Rugby.
17 ottobre 2007
da lastampa.it

Qui trovate il video di presentazione della serata:

sabato, ottobre 27, 2007

EMERGENCY

Non riesco più a vedere il post di Fede sull'ospedale di Emergency in Sudan... Però volevo rispondere lo stesso. Fede chiedeva perchè scegliere di costruire una clinica "di eccellenza" in una terra disastrata in cui si muore di guerra, fame ed epidemie, molto più frequentemente che di malattie cardiache. L'ospedale in questione, infatti, si occupa di malattie cardio-vascolari; mi pare di aver capito che si tratti dell'unico del suo genere, non solo in Sudan, ma in buona parte dell'Africa. L'eccellenza dunque riguarda il livello di qualità, non l'eccesso di specializzazione, in quanto le malattie del cuore sono molto diverse fra loro e diffuse, anche in un Paese in cui si muore "di più d'altro". Mi pare di aver capito che l'ospedale, aperto da poco, lavori già a pieno regime, curando pazienti che provengono anche da regioni molto lontane, sia nel Sudan che in altri Paesi. Soprattutto, consentendo ai medici di effettuare operazioni a cuore aperto difficilmente realizzabili nelle strutture più diffuse sul territorio, di medio o basso livello, cura persone che semplicemente sarebbero morte. Non nel modo più comune, per il loro Paese, ma comunque morte.

I miei fidatissimi consulenti medici (Silvia&Sandra) mi dicono che in Italia la prima causa di morte sono le malattie cardio-vascolari (ho chiesto, perchè io avrei scritto i tumori). Ma credo che nessuno si sentirebbe per questo di dire che i soldi spesi nella ricerca di cure per le malattie rare (leggi: di cui muoiono meno persone che di infarto), sono mal spesi e dovrebbero confluire tutti nei reparti di cardio-chirurgia.

Scegliere di fare qualcosa significa sempre rinunciare a fare qualcosaltro, con quelle stesse energie, lo stesso tempo, gli stessi soldi. Ma qualcosa è fatto.

L'ho tirata lunga (Fede, ne ho approfittato perchè mi piaceva molto lo spunto... Ne parliamo ancora? A casa tua mentre mi spieghi Diana??)
Ciao!

venerdì, ottobre 26, 2007

Pubblicità progresso


Da guardare...




... mamma mia...

... senza parole...


giovedì, ottobre 25, 2007

Come il mondo vede l’Italia

Bella Figura di M..... come sempre ci distinguiamo.......
Ecco cosa scrive il Times di ieri e
qui trovate un riassunto in italiano


A geriatric assault on Italy's bloggers


Italy's leaders barely understand word processors, let alone the web. Now they've turned against the country's bloggers

Bernhard Warner

By G8 standards, Italy is a strange country. Put simply, it is a nation of octogenarian lawmakers elected by 70-year-old pensioners. Everyone else is inconsequential.
Romano Prodi, the Prime Minister, is a spry 68, knocking off 71-year-old Silvio Berlusconi in last year’s election. President Giorgio Napolitano, 82, has six more years left on his term; his predecessor was 86 when he called it quits. In the unlikely event that Italy declares war, the decision will come from a head of state who was a month shy of 20 when the Germans surrendered at the end of the Second World War.
This creaky perspective is a necessary introduction to any discussion about Italian politics with outsiders, I find. If the Italian Government seems unable to adapt to the modern world, the explanation is quite simple. Your country would operate like this too if your grandparents were in charge.
Recently, Italian lawmakers once again took aim at modern life, introducing an incredibly broad law that would effectively require all bloggers, and even users of social networks, to register with the state. Even a harmless blog about a favourite football squad or a teenager grousing about life’s unfairness would be subject to government oversight, and even taxation – even if it’s not a commercial website.
Outside Italy, the legislation has generated sniggers from hardly sympathetic industry observers. Boingboing cleverly reports Italy is proposing a “Ministry of Blogging.” Out-law.com plays it straighter, calling the measure an “anti-blogger” law.
I understand the lack of alarm in their tone. We’ve been down this road countless times. Panicky government officials, whether they are in Harare, Beijing or Rome (yes, this is the second time it’s been proposed here), pronounce a brand new muzzle for the internet, and clever netizens simply find a way around it. Even that agitated teen probably has a foolproof way of masking his IP address. And besides, it could easily be argued that a Blogger or Typepad blog is hosted on a server well outside the bel paese, making a stupid law virtually unenforceable. And finally this is Italy, a place where plumbers and captains of industry alike are serial tax evaders. Don’t sweat it, amico. Enjoy the sunshine, vino rosso and tagliatelle.
Maybe it is because of all these obvious points that the draft law is already going through some revisions. If it is ratified – and at the moment it looks frighteningly likely – the Ministry of Communications would decide who must register with the state.
This is hardly comforting. The intent of this draft law, as it was written when it breezed through the Council of Ministers, would be to gag bloggers who, for those in power, have become a particularly problematic force of late. They are lead by the crusading (some say “populist”) Beppe Grillo, a comedian-turned-activist-turned-blogger. Grillo is one of the best-read commentators on Italian life, both in and, thanks to his English-language blog, outside the country. He agitates on behalf of the disenfranchised (code for: Italian youth), campaigning for more transparent government and business.
Grillo believes the law is directed at him. Whether it is or not doesn’t really matter. The law’s impact would turn all bloggers in Italy into potential outlaws. This could be great for their traffic, I realise, but hell on the business aspirations of an Italian web start-up, not to mention any tech company that wants to sell its blog-publishing software in Italy, or open a social network here. In addition to driving out potential tech jobs, the stifling of free speech also can have a dramatic chilling effect on all forms of free expression, the arts and scholarship.
I am thinking specifically here of my students. I teach an introductory journalism course at John Cabot University in Rome. My students cover the city and university affairs in an online blog-style newspaper called The Matthew Online. If this law is to pass, we could not simply move the blog to an offshore server. We’d be one of the few who would be forced to abide by this crazy law.
Each semester, I’d have to get 20 or so students registered with the Ministry of Communications, a bureaucratic nightmare that would no doubt take more than a semester to complete, and would turn a generation of idealistic journalists away from the field forever, perhaps into something more rewarding like the assault rifle lobby. So, instead of teaching aspiring journalists about news reporting by having them do some actual news reporting, we could spend three months doing intro-writing exercises from a textbook.
And so I appeal to Italy’s Communications Minister, Paolo Gentiloni, a former journalist himself, and Ricardo Franco Levi, the lawmaker who conceived of this wrong-headed bill. Is silencing the youth of this country really the best solution to dealing with a few squeaky wheels?

Giro del mondo...

... a ritmo di musica! Beccatevi sto "idiota": è stato veramente ovunque!!!!!!!!!!!!!

... se mi pagate il viaggio vado anch'io a far il balletto mongolo in giro per il mondo!

mercoledì, ottobre 24, 2007

Compleanno del giorno

Alla nostra maestrina&sposina...


AUGURIII OTTY!!!!
AUGURI OTTY

martedì, ottobre 23, 2007


Il filosofo Vattimo: le città di oggi sono grigie
«La fontana in rosso? E' un'idea geniale degna di Andy Warhol»
Da Morricone a Toscani: nessuno scandalo


ROMA — Non si sono mica tutti scandalizzati. Anzi. «Fontana di Trevi Rossa. Finalmente! Evviva!», ha scritto domenica su La Stampa Ugo Nespolo, pittore e scultore della pop art, commentando il gesto dell'uomo col cappellino che ha versato nella fontana due litri di anilina. Gesto rivendicato con tanto di volantino: Ftm Azione Futurista 2007. Fascino antico, il mito che risorge: Balla, Marinetti, Boccioni, Depero. Così ora si scopre un po' futurista perfino Ennio Morricone, il grande compositore e premio Oscar alla carriera: «Quel tizio si merita una multa, ma ha avuto davvero un'idea geniale», confessa con voce allegra il musicista.

«È incredibile quante e-mail mi siano arrivate in poche ore — racconta Roberto D'Agostino, l'inventore del sito Dagospia — Tutte a favore del gesto d'arte. In fondo, davanti a quell'immagine della fontana rossa, anch'io ho pensato: oddio, è risorto Andy Warhol!». Meglio «delle idiozie educate di un Christo» o degli «impiccatini milanesi delle boutiques cattelanesche», ha scritto Nespolo. «Ma sì, naturalmente i bigotti si sono spaventati, perché la creatività spaventa — attacca Oliviero Toscani, mago delle provocazioni — Finalmente invece ecco una cosa fresca: che bello, che meraviglia, una fontana rossa di un rosso che non è sangue, non è violenza. Un'azione molto futuristica, non c'è dubbio. Roma che ha ancora le mestruazioni, Roma che non è in menopausa, può avere ancora bambini, è ancora fertile ». Oggi stesso Toscani incontrerà Graziano Cecchini, il presunto autore della beffa, che proprio ieri, davanti alla Questura di Roma, più futurista che mai, dettava ai cronisti: «C'è il rosso del Red Carpet, il rosso Valentino e il rosso Ferrari. Ora c'è anche il rosso Trevi». «Tenuto conto che non c'è stato danno, è stata un'alzata d'ingegno, una bravata — riflette serio il sociologo Franco Ferrarotti —. Ma se c'è una scintilla di genio in questo atto sta proprio nella scelta del colore: rosso vero, vermiglio, che ha richiamato tutti alla realtà sanguinosa di quest'epoca».

«Ugo Nespolo ha ragione — osserva il filosofo Gianni Vattimo — quando dice che il rosso di Trevi può essere una via d'uscita al grigiore delle nostre città. Il problema delle città oggi è di essere grigie, la gente è infelice. Per questo trovo che la fontana rossa non sia stata una cattiva idea. Il paradosso estremo, però, se volete, è che il rosso nella fontana è stato sparso da uno di destra, a quanto sembra. L'unica speranza di vedere ancora il rosso in giro, dunque, sta dall'altra parte». Non è forse vero, Renato Nicolini? L'architetto, padre indiscusso dell'Estate Romana, ricorda: «Questo episodio mi ha fatto tornare indietro al '67 quando noi della Fgci organizzammo una protesta contro il vicepresidente americano Humphrey e mettemmo l'anilina proprio nella Fontana di Trevi. Una dose omeopatica, in verità, non come quella usata dal neofuturista di venerdì. Mettemmo pure una bandiera del Vietnam sulla cupola di San Pietro e gettammo vernice gialla contro Humphrey all'uscita del Teatro dell'Opera. Veltroni, però, ancora non c'era. Troppo piccolo...».

Allo scrittore Fulvio Abbate ( Roma, guida non conformista alla città) la Fontana Rossa è piaciuta molto: «Sul momento ho pensato che fosse un'idea del sindaco. Mi sono detto: vedrai, è stato Walter, il direttore artistico di Roma, si è inventato la cosa più straordinaria di questa seconda edizione della Festa del Cinema, quella che tutti ricorderanno ». E così pure Duccio Trombadori, critico d'arte: «Per finire l'opera il fantasioso tintore avrebbe dovuto aggiungere un po' di giallo. Sarebbe stata perfetta: fontana giallorossa, capolavoro del futurismo!». «È stata una bravata indolore — conclude Giampiero Mughini, il celebre opinionista — Il futurismo andava contro le grandi istituzioni culturali mummificate e questa è stata un'azione contro la Festa del Cinema. Un gesto divertente, che farà bene anche al suo destinatario, il mio amico Walter Veltroni, che gode ormai di una devozione che a confronto Starace è niente».

23 ottobre 2007
da corriere.it


Trova l'errore

Leggete bene e trovate l'errore di battitura...


... eheheh!!!

lunedì, ottobre 22, 2007

Compleanno del giorno

Al nostro uomo "gemello diverso"...

AUGURIII PAOLO!!!!
AUGURI PAOLINOOOOOOOOO

sabato, ottobre 20, 2007

Auto-etilometro

La casa svedese: da gennaio un etilometro integrato nella vettura
Ubriaco alla guida? E l'auto si spegne
Volvo è la prima Casa automobilistica a lanciare un dispositivo (l’Alcoguard) pensato per prevenire la guida in stato di ebbrezza


MILANO - C’è chi si mette alla guida dopo aver bevuto? Dal gennaio 2008 sarà l’automobile a impedirlo. Volvo è la prima Casa automobilistica a lanciare un dispositivo (l’Alcoguard) pensato per prevenire la guida in stato di ebbrezza (il dispositivo Nissan è ancora montato su un prototipo e non si conoscono indicazioni di mercato). Quello della Volvo è un etilometro integrato nella vettura che blocca il motore. «Attualmente, un incidente mortale su tre in Europa è legato al consumo di alcol - afferma Ingrid Skosgmo, direttore del Centro di sicurezza Volvo- Le nostre tre maggiori sfide per creare un ambiente stradale più sicuro sono quelle contro l’eccessiva velocità, contro l’uso insufficiente della cintura di sicurezza e contro la guida in stato di ebbrezza. Introducendo il sistema Alcoguard intendiamo contribuire alla riduzione del numero di incidenti provocati da veicoli guidati da persone in stato di ebbrezza».
Il dispositivo Alcoguard sarà disponibile come optional sui modelli Volvo S80, V70 e XC70 a partire dall’inizio del 2008; entro la prossima estate sarà inoltre disponibile anche sui modelli più piccoli della gamma. Si prevede una vendita di circa duemila unità all’anno e ci si aspetta che questo dato aumenti con il passare del tempo. Oggi è la Svezia il maggiore mercato per gli etilometri blocca-motore ma Volvo Cars proporrà il sistema anche nel resto d’Europa e negli Usa.
Il settore delle auto aziendali, le compagnie di taxi, le autorità statali e comunali saranno probabilmente i principali gruppi di clienti. Ma la grande facilità d’uso significa che anche i privati potranno essere potenziali clienti. Alcoguard utilizza la tecnologia fuel cell, la stessa impiegata dalla maggior parte delle forze di polizia in Europa. Prima che l’auto possa essere messa in moto, il conducente deve soffiare all’interno di un'unità palmare senza fili. Questa unità ha le dimensioni di un piccolo telecomando ed è alloggiato in uno scomparto dietro la console centrale. Il fiato emesso dal conducente viene analizzato dall’unità palmare che quindi trasmette i risultati al sistema di controllo elettronico della vettura. Se si supera il limite di tasso alcolemico di 0,2 grammi per litri il motore non si avvia.
Grazie a sensori avanzati, non è possibile utilizzare fonti d’aria esterna per ingannare il sistema. «La tecnologia fuel cell è più costosa ma ottiene risultati di gran lunga migliori - afferma David Nilsson, responsabile del progetto Alcoguard -. Diversamente dai semiconduttori, ad esempio, le fuel cell reagiscono solo all’etanolo e a nient’altro. Nella fuel cell, le molecole di etanolo passano attraverso una membrana sensibile, generando una corrente elettrica. Questa corrente viene quindi misurata: una corrente più elevata significa più alcol nell’alito del conducente».
Alcoguard è facile da usare. Il display informativo dell’auto mostra alcuni messaggi utili al conducente per utilizzare il sistema: ad esempio, informa se il test è riuscito o se è necessario soffiare più a lungo nell’unità palmare. I risultati dell’etilometro vengono immagazzinati per 30 minuti dopo che si è spento il motore, in modo che il conducente non debba ripetere la procedura ogni volta che effettua una breve sosta. L’attuale limite di 0,2 g/L è stato scelto per ottemperare alla legislazione svedese. Per i mercati con limiti differenti (in Italia, ad esempio, il limite è 0,3), le officine autorizzate Volvo sono in grado di modificare le impostazioni. La taratura e la sostituzione della batteria dell’unità palmare vengono svolte durante la manutenzione ordinaria dell’auto.
Se il successivo acquirente dell’auto non desidera utilizzare il sistema, l'officina può agevolmente provvedere allo smontaggio. L’unità palmare è senza fili: il conducente può quindi portarlo con sé. Pur garantendo una misurazione accurata del tasso alcolemico a prescindere dal luogo in cui è utilizzata, l’unità palmare è in grado di comunicare con la vettura solo se si trova entro un raggio di dieci metri da essa. A temperatura ambiente, il sistema si scalda in cinque secondi e al fine di ridurre il tempo di attesa, il riscaldamento si attiva non appena l’auto viene aperta. Per assicurare il funzionamento di Alcoguard anche in climi estremamente freddi e caldi, è opportuno utilizzare il relativo cavo di alimentazione. «Abbiamo voluto creare la soluzione più idonea e semplice possibile - afferma David Nilsson -. La tecnologia dovrebbe richiedere al conducente il minor sforzo possibile. Più è facile utilizzare il sistema, più saranno le persone che ne faranno uso».
Alcoguard va considerato come un sistema di supporto. Spetta sempre al conducente prendere le decisioni giuste in base alle informazioni aggiornate di Alcoguard. Per le situazioni di emergenza o se si smarrisce l’unità palmare, si può attivare una funzione in grado di bypassare il sistema. Vi sono due alternative per attivare questa funzione: 1. bypassare il sistema un numero illimitato di volte; 2. bypassare il sistema una sola volta. Le modifiche a queste impostazioni devono essere effettuate da un’officina Volvo. Qui il sistema può anche essere reimpostato se è stata attivata la funzione by-pass.
Ogni volta che si provvede in tal senso, le informazioni vengono registrate nel sistema e solo il proprietario può accedervi. Questa è la prima volta che Volvo Cars lancia il proprio etilometro integrato in grado di bloccare il motore. Da due anni la Volvo offre la possibilità di installare a bordo delle proprie vetture, successivamente all'acquisto, etilometri blocca-motore prodotti da terzi.
Lo sviluppo del nuovo Alcoguard è stato reso possibile dal fatto che la tecnologia è divenuta più accessibile e i materiali consentono ora dimensioni compatte. La sua realizzazione è inoltre frutto di una stretta collaborazione attivata dalla Volvo con autorità pubbliche, compagnie di assicurazioni ed altri enti, al fine di garantire l' introduzione di un sistema valido e affidabile. La speranza dei responsabili del progetto è che in futuro si possano debellare gli incidenti stradali causati dall’abuso di alcol. Questo non richiede solo il supporto di un'adeguata tecnologia, ma anche un cambiamento nell’atteggiamento generale nei confronti del binomio alcol-guida. Per promuovere l’uso degli etilometri blocca-motore sarebbero utili incentivi economici o la riduzione dei premi assicurativi per le auto dotate di questo sistema.
05 settembre 2007

Trovate ulteriori info qui:
http://www.autoblog.it/post/9982/volvo-alcoguard-letilometro-di-bordo


0,2 di tasso alcolico?!?!?!? ricordo un addio al celibato con un 4,82 che avrebbe incendiato la nuova Volvo.. hehe!
Battute a parte, sembra una buona idea! anche se forniscono già i modi per bypassarla...