Da Morricone a Toscani: nessuno scandalo
ROMA — Non si sono mica tutti scandalizzati. Anzi. «Fontana di Trevi Rossa. Finalmente! Evviva!», ha scritto domenica su La Stampa Ugo Nespolo, pittore e scultore della pop art, commentando il gesto dell'uomo col cappellino che ha versato nella fontana due litri di anilina. Gesto rivendicato con tanto di volantino: Ftm Azione Futurista 2007. Fascino antico, il mito che risorge: Balla, Marinetti, Boccioni, Depero. Così ora si scopre un po' futurista perfino Ennio Morricone, il grande compositore e premio Oscar alla carriera: «Quel tizio si merita una multa, ma ha avuto davvero un'idea geniale», confessa con voce allegra il musicista.
«Ugo Nespolo ha ragione — osserva il filosofo Gianni Vattimo — quando dice che il rosso di Trevi può essere una via d'uscita al grigiore delle nostre città. Il problema delle città oggi è di essere grigie, la gente è infelice. Per questo trovo che la fontana rossa non sia stata una cattiva idea. Il paradosso estremo, però, se volete, è che il rosso nella fontana è stato sparso da uno di destra, a quanto sembra. L'unica speranza di vedere ancora il rosso in giro, dunque, sta dall'altra parte». Non è forse vero, Renato Nicolini? L'architetto, padre indiscusso dell'Estate Romana, ricorda: «Questo episodio mi ha fatto tornare indietro al '67 quando noi della Fgci organizzammo una protesta contro il vicepresidente americano Humphrey e mettemmo l'anilina proprio nella Fontana di Trevi. Una dose omeopatica, in verità, non come quella usata dal neofuturista di venerdì. Mettemmo pure una bandiera del Vietnam sulla cupola di San Pietro e gettammo vernice gialla contro Humphrey all'uscita del Teatro dell'Opera. Veltroni, però, ancora non c'era. Troppo piccolo...».
Allo scrittore Fulvio Abbate ( Roma, guida non conformista alla città) la Fontana Rossa è piaciuta molto: «Sul momento ho pensato che fosse un'idea del sindaco. Mi sono detto: vedrai, è stato Walter, il direttore artistico di Roma, si è inventato la cosa più straordinaria di questa seconda edizione della Festa del Cinema, quella che tutti ricorderanno ». E così pure Duccio Trombadori, critico d'arte: «Per finire l'opera il fantasioso tintore avrebbe dovuto aggiungere un po' di giallo. Sarebbe stata perfetta: fontana giallorossa, capolavoro del futurismo!». «È stata una bravata indolore — conclude Giampiero Mughini, il celebre opinionista — Il futurismo andava contro le grandi istituzioni culturali mummificate e questa è stata un'azione contro la Festa del Cinema. Un gesto divertente, che farà bene anche al suo destinatario, il mio amico Walter Veltroni, che gode ormai di una devozione che a confronto Starace è niente».
23 ottobre 2007
da corriere.it
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