

"A bunch of crazy people"
Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka.
La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese.
Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.
ESECUZIONE - A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno.
L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»
Qualche anno fa, in estate, durante la programmazione per ragazzi del primo pomeriggio, la RAI trasmise un film tv con Ron Moss, pensando fosse un film per ragazzi... però si trattava di un film erotico.
Dato che si era in piena estate, evidentemente nessuno controllava la programmazione ed il film venne sospeso per le proteste dopo oltre un'ora di trasmissione...
LA SCOPERTA - I militari hanno visitato la postazione di guardia e hanno trovato la bambola seduta su una sedia sotto l'ombrellone. A fianco, su un'altra sedia, il binocolo per gli avvistamenti, in terra la cima da srotolare per l'eventuale operazione di salvataggio. Di lì a poco il vero bagnino è stato rintracciato e multato. Il vicecomandante della Capitaneria di Porto, Danilo Manconi ha spiegato che l'uomo ha violato l'ordinanza balneare perchè si era allontanato dalla postazione e non indossava la maglietta con la scritta «salvataggio» ed è stato così sanzionato con una ammenda pari a 1.032 euro. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni su tutto il litorale della provincia.





AGENZIA «NORMALE» - L’idea è venuta a un cliente, ha spiegato all’agenzia d’informazioni Reuters il proprietario della OssiUrlaub.de, Enrico Hess: c’era un vuoto di mercato e la sua società lo ha voluto riempire. Se l’iniziativa avrà successo, il servizio senza indumenti tra Erfurt e l’isola, che ha molte spiagge riservate al nudismo, diventerà regolare. «Non voglio però che la gente si faccia strane idee – ha voluto chiarire Hesse – Non è che abbiamo lanciato un club di scambisti a mezz’aria o qualcosa del genere. Siamo un’agenzia di viaggi vacanza perfettamente normale». I viaggiatori dovranno salire a bordo dell’aereo completamente vestiti. Una volta raggiunto il loro posto, dovranno spogliarsi: a quel punto potranno bere un caffè, leggere il giornale, schiacciare un pisolino. Una volta atterrati, dovranno rivestirsi prima di scendere. Per non dare scandalo.
Ecco storia e curiosita' di alcuni:
L'ABACO (190 d.C.): l'uso dell'abaco, cosi' come lo conosciamo -con le perline infilate in una rastrelliera- risale alla dinastia cinese Han (190 dopo Cristo). Ma la parola deriva dall'ebraico 'ibeq', 'togliere la polvere' o dal greco 'abax', 'tavoletta coperta di polvere', che indica i primi strumenti utilizzati dai babilonesi per contare.
LA VITE D'ARCHIMEDE (7000 a.C): l'elementare dispositivo per sollevare un liquido o un materiale sabbioso o frantumato, fu inventato da Archimede di Siracusa per espellere l'acqua di sentina entrata da falle nelle navi. Ma pare che sistemi analoghi fossero usati anche per irrigare i Giardini di Babilonia (VII sec prima di Cristo). Il sistema e' cosi' efficace che ancora oggi viene utilizzato in impianti di irrigazione.
L'ASPIRINA (1899): le pillole di acetilsalicilico sono probabilmente il farmaco che ha curato malanni piu' di ogni altro. Ippocrate fu il primo a curava febbre e tosse con un infuso di corteccia di salice. Molto piu' recentemente, poco piu' di un secolo fa, il chimico Felix Hoffman mise a punto un farmaco per curare il padre artritico e lo commercializzo' con il nome 'Aspirina'.
IL FILO SPINATO (1873): simbolo di oppressione o rivoluzionario strumento per l'agricoltura? Dipende dal punto di vista. In ogni caso la molla che scateno' l'invenzione furono le mandrie: Joseph Gidden, un rancher sessantenne del New Hampshire, fu il primo a inventare un metodo per realizzare filo spinato in grande quantita'.
IL CODICE A BARRE (1973): l'invenzione di una sorta di codice 'Morse' visivo si deve a uno studente di Philadelphia, ma l'industria manifatturiera tardo' coglierne l'utilita'. Le cose cambiarono nel 1970 quando l'ormai ex-studente, Norman Woodland, entrato a lavorare all'Ibm, riusci' a renderlo utilizzabile; ed ora i codici a barre appaiono praticamente su qualunque cosa si compri
LA BATTERIA (1800): l'invenzione si deve... alle rane. La storia inizia con le ricerche sull'elettricita' condotte da Luigi Galvani che, nel corso dei suoi esperimenti, scopri' casualmente il principio alla base della batteria. Fu pero' Alessandro Volta a perfezionare la scoperta e a sviluppare l'elemento galvanico, precursore della batteria.
LA BICICLETTA (1861): il velocipede, creato nel 1861 dal francese Pierre Marchaux, e' universalmente considerato come la prima bicicletta: un mezzo di trasporto che, nel 1896, la femminista Susan B. Anthony descrisse come l'oggetto che e' riuscito "piu' di ogni altro a emancipare la donna.
L'OMBRELLO (2.400 a.C.): derivato dal latino 'umbra' (ombra), l'ombrello era usato gia' in Mesopotamia per riparare dal sole. L'utilizzo per la pioggia arrivo dai cinesi, circa 1.700 anni fa, e molto piu' tardi nel 17esimo secolo in Francia divenne un accessorio alla moda.
IL VIBRATORE: un sondaggio nel 2005 ha rivelato che il 26 per cento delle donne ha ammesso di farne uso (il 47 per cento a Taiwan, il 3 per cento in India, presumibilmente nessuno in Alabama, dove i vibratori sono proibiti). Alla fine del 1800, lo "stimolatore vulvare" era usato per curare l'isteria.
LA TASTIERA QWERTY: non sorprende che nacque in un giornale l'idea di una macchina da scrivere meccanica piu' veloce del piu' veloce copista. Fu il giornalista Chistopher Latham Sholes del 'Milwaukee News' a inventare la prima macchina da scrivere, ma il reporter inizialmente non penso' a distanziare le lettere piu' comuni. Nel tentativo di evitare che i martelletti delle lettere si accavallassero o si incastrassero, in un secondo tempo Sholes invento' la tastiera Qwerty, in cui le coppie di lettere maggiormente utilizzate sono separate; tastiera che oggi e' il piu' comune layout utilizzato tanto dalle tastiere inglesi, che da quelle italiane.
IL CELLULARE (1947): ci sono piu' di due miliardi di cellulari nel mondo e nell'Unione Europea piu' cellulari che persone. L'invenzione spetta ai Bell Laboratories, che introdussero il primo servizio nel Missouri nel 1947.
Il PROFILATTICO (1640): lo usavano gia' gli egizi 3.000 anni fa; ma fu lo studioso d'anatomia femminile, Gabriele Falloppio, il primo a progettare un profilattico, un involucro di lino da indossare sul pene, come protezione dalla sifilide. I preservativi piu' antichi sono stati ritrovati nelle fondamenta del castello di Dudley, vicino a Birmingham: erano fatti di intestini di pesci o di animali e probabilmente vennero utilizzati per prevenire la trasmissione delle malattie veneree durante la guerra civile tra l'esercito guidato da Oliver Cromwell e i soldati di re Carlo I.
Leggendo la lista qui sopra mi ha sorpreso la presenza di alcuni oggetti, ma soprattutto le date di invenzione di molti di essi!!!!

MILANO-Jenny è una bellissima ragazza mora dagli occhi chiari. È felice e innamorata del suo fidanzato che sta per sposare. Ma poi incontra una terza persona, un devastante colpo di fulmine di nome Marina. Iniziava così, nel 2004, «L Word», la prima serie televisiva completamente dedicata all'amore al femminile. Fu subito successo tanto che oggi è trasmessa in venti Paesi in tutto il mondo.
Video: guarda lo spot di "La Word»
In Italia, la terza stagione debutterà il 4 giugno (alle 23.50) su La7, dopo i buoni ascolti registrati dalle prime due. Protagoniste, un gruppo di amiche di Los Angeles. C'è la ragazza felicemente single che non volendo legami stabili cambia fidanzata ogni sabato sera e ci sono invece le compagne fedeli che pensano a come creare una famiglia, magari anche con dei figli. C'è poi chi si scopre bisessuale e chi invece ha paura di rivelarsi alla famiglia.
«L Word» racconta molte delle infinite sfumature di questa realtà e lo fa senza censure. Sesso compreso. Vengono mostrate esplicitamente sia le scene di un'intimità più dolce, ma anche quelle che raccontano il desiderio sfrenato e la passione disinibita. Anche nella nuova serie, le protagoniste dovranno affrontare alcune fra le principali e più frequenti difficoltà che caratterizzano l'universo omosessuale femminile: dalla convivenza all'inseminazione artificiale, dagli amori ai tradimenti, dall'amicizia ai problemi famigliari. Si aggiunge al cast (dove tra le attrici figura anche Jennifer Beals, negli anni '80 protagonista di Flashdance) un nuovo personaggio: Moira, una ragazza che nel suo corpo da donna si sente in trappola, tanto da scegliere di cambiare sesso.
Insomma, un inedito intreccio di storie intense e avvincenti. Forse proprio per questo la serie è diventata il veicolo attraverso cui si è formata una vera e propria comunità lesbica virtuale che, su la7.it, nella pagina dedicata ad «L Word», condivide emozioni, segreti e confidenze. Si legge nel forum: «La mia mente è tormentata dal suo pensiero. E non riesco a togliermela dalla testa, sapete dirmi come si fa?». O ancora: «Amo la mia ragazza, sono pazza di lei. Ma perché non lo posso far vedere a tutti? Perché mi devo nascondere continuamente?».
I messaggi sono tanti, e non è difficile intuire che le vicende di «L Word» rappresentino per molte un mondo che da tempo aspettavano venisse raccontato. Per qualcuna si tratta di un mondo meraviglioso, per altre tormentato. Per tutte, un mondo in cui non ci sono principi azzurri, ma solo tante principesse.
Una sera di quest'inverno tornato da allenamento, accendo la tv, facendo zapping finisco su la7 e mi imbatto in una scena "un po' particolare" con pratagoniste 2 donzelle... ho scoperto poi che si trattava di questa serie tv.
Se volete aver un'idea, eccovi uno dei video che gira su youtube:
LONDRA - C'è qualcosa di strano nell'aria di Buckingham Palace. Colpevole il principino Harry che, con modi molto poco reali, ha offuscato in tutti i sensi la tradizionale parata militare per il compleanno della nonna, Regina. Famiglia reale al completo sul balcone della residenza ma poi qualcosa non va. Un rumore sordo e una grande puzza scuote i nobili. Il principe Harry l'ha fatta, molto puzzolente. Tanto che il fratello William, primo ad accorgersi della puzza, si tappa il naso e scoppia a ridere.
L'inconsueta "azione" del giovanotto ha raccolto la solidarietà di nonno Filippo accusato di aver fatto una puzza simile durante la stessa cerimonia nel 2006.
Harry intanto rideva. Indispettite dal gesto e dall'ondata di fetore invece nonna regina e la figlia Anna. La regina Elisabetta ha lanciato a Harry un occhiata severa e ha fatto una smorfia mentre la matrigna Camilla ha trattenuto il respiro e si è portata un fazzoletto alle narici. La tradizionale parata militare, la Trooping the Color a cui hanno partecipato ben 1.100 soldati, ha festeggiato l'82esimo della regina, anche se nata il 21 aprile.
La scenetta è finita sul News of the World che scherza sullo «sgradito regalo di compleanno» fatto dal «ventoso» Harry a nonna Elisabetta.
ROMA - Se ne è andata una delle voci più note del piccolo schermo. Il doppiatore e attore Claudio Capone, voce italiana di Ridge di «Beautiful» e voce fuori campo di tanti documentari di «Superquark» di Piero Angela, è morto improvvisamente lunedì all'età di 55 anni mentre si trova in Scozia per lavoro. Capone è stato doppiatore in molti film e telefilm, e ha prestato la sua voce (e spesso anche la sua immagine) in molte pubblicità nazionali. Attualmente i suoi impegni più importanti erano il doppiaggio di Ronn Moss (Ridge) in «Beautiful» e di Stephen Collins, il reverendo Eric Camden in «Settimo cielo», oltre a essere la voce fuori campo in molti documentari trasmessi soprattutto dalla Rai. Claudio Capone