sabato, luglio 06, 2013

venerdì, luglio 05, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 40

Terzo dei cinque percorsi de "La Strada del Franciacorta", il verde.

Ben segnalato salvo nei tre punti indicati sulla mappa in cui mancano i cartelli indicatori.
 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 40
"Percorso 3 - verde - 
Franciacorta Brut"
Iseo - Paratico - Capriolo - Adro - CorteFranca - Iseo

24 km
tipo di bici: city bike 
Note: percorso con dei saliscendi brevi ma impegnativi, 
 serve un minimo di preparazione.
quasi intergralmente su asfalto

 
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giovedì, luglio 04, 2013

52enne sostituisce figlia alla Maturità

Su segnalazione di Marghe...



PARIGI
Madre si spaccia per sua figlia alla maturità
Scoperta
da un docente e arrestata per frode
 

La donna, 52 anni, si era vestita in modo casual per 
sostenere l'esame d'inglese al posto della figlia 19enne

Una donna di 52 anni è stata arrestata dopo essersi finta la figlia 19enne per sostenere al suo posto la prova d'inglese per la maturità. Vestita in maniera casual, con le Converse ai piedi e jeans attillati a vita bassa, mercoledì pomeriggio Caroline si è presentata nell'aula degli esami di un liceo parigino del X arrondissement.
Tutto filava liscio fino a quando un commissario, che aveva gia visto la figlia Laetitia alla prova di filosofia, si è accorto che non si trattava di un'attempata maturanda uscita dalle scuole serali ma di un'imbrogliona, e ha subito avvisato il preside. La scuola ha chiamato la polizia che ha interrogato la donna, ora incriminata per frode.

COMMISSIONE DISCIPLINARE - Ancora più gravi potrebbe essere le conseguenze per la figlia, che entro due mesi si dovrà presentare davanti a una commissione disciplinare e rischia di essere bandita dagli esami per la maturità, il cosidetto Baccalaureato, fino a cinque anni.

20 giugno 2013

mercoledì, luglio 03, 2013

Somenfest 2013


Somenfest 2013




Quel che non sapevi

Su segnalazione di Ciccio...


Quel che non sapevi @NonSapeviChe

Se cerchi "askew" su Google la pagina sarà un pochino inclinata verso destra

Con Firefox accade


Con Internet Explorer no

martedì, luglio 02, 2013

Guerra Apple vs Samsung... vince Nokia

Su segnalazione di manu...

 Guerra tra cultori di Apple e Samsung:
è lo spot Microsoft

Apple e Samsung si annientano a vicenda mentre Microsoft si aggiudica un posto d'onore nel mercato della telefonia mobile. Nel nuovo spot del Nokia Lumia 920 Windows Phone prende vita una 'carneficina' durante i festeggiamenti per un matrimonio. In questa guerra tra cultori di smartphone a uscirne vincitore è il Nokia utilizzato dai camerieri, sulla base del celebre detto "Tra i due litiganti il terzo gode".


30 aprile 2013


lunedì, luglio 01, 2013

Basta edificare su suolo agricolo!

Ogni volta che giro in bici nelle nostre campagne mi accorgo che sparisce un campo e con esso terreno coltivabile.
Siamo la pianura più fertile al mondo, non è possibile cementarla così alla cazzo!!!!
Basterebbe una semplice legge: da domani non si può più costruire nulla su suolo agricolo.
Punto!
Vuoi fare nuovo edificio? semplicemente, demolisci uno dei tanti ruderi/capannoni abbandonati e edifichi li sopra. C'è talmente tanta di quella "merda" decadente in giro che il posto non manca di certo.

E se non si vuole demolire, si può riqualificare: è quello il futuro per l'edilizia per uscire dalla sabbie mobili



CasaZera, la formula per 
riabitare gli spazi industriali 

Ogni giorno in Italia, secondo i dati Ispra, vengono urbanizzati 14.000 metri quadrati di suolo libero. Eppure non esiste secolo, nella storia dell’umanità, che abbia lasciato un patrimonio edilizio ricco quanto quello del Novecento, oggi in gran parte abbandonato e destinato a demolizione. Immensi e fascinosi complessi industriali, un tempo simbolo del boom produttivo e – come un palazzo antico - dell’ascesa delle dinastie imprenditoriali che hanno fatto la storia economica del Paese, rischiano di rimanere inutilizzati e ospitare il degrado delle aree periferiche delle città, proprio mentre la necessità di arginare il consumo di suolo diventa una questione improrogabile.

Adesso però esiste una soluzione più efficiente della demolizione, presentata ieri in anteprima agli operatori del settore, all’Environment Park di Torino. Si chiama CasaZera, è il frutto concreto del progetto Ecostruendo (finanziato dalla Regione Piemonte attraverso il polo del green building Polight, con il concorso di risorse comunitarie dei fondi FESR), e promette “cinque zeri”: zero consumo di suolo, zero spreco di risorse, zero tempo, zero energia, zero errori di progetto. O meglio “nearly zero”, quasi zero, come fanno correttamente notare i progettisti. Non stiamo però parlando di avveniristici prototipi o di ricerca pura, ma di un sistema-prodotto , leggero ed energeticamente sostenibile, in grado di finire sul mercato già nei prossimi mesi e intercettare la crescente domanda di soluzioni costruttive low cost (sia nella produzione che nella gestione) che consentano la conservazione degli edifici industriali unita a rapidità esecutiva e velocità autorizzativa. A impegnarsi in questo obiettivo sono state infatti sette imprese private: la DE-GA SpA, come capofila, Confortaree, Golder Associates, Habicher Holzbau, Onleco, Tecnologie Impiantistiche e studio T.R.A., in collaborazione con il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino.


Il modulo sperimentale inserito nelle ex Officine 
Nebiolo di Torino, Courtesy of DE-GA SpA

Ma torniamo alle promesse. Se l’annullamento del consumo di suolo è un obiettivo comune anche alle demolizioni, la differenza è che, queste, portano con sé anche la distruzione e lo spreco dell’energia immagazzinata negli edifici. Il sistema CasaZera ottimizza invece il ciclo di vita perché recupera, in buona parte, con opere edili minime, le strutture esistenti  e le integra con componenti in legno prefabbricati, altri materiali a basso impatto ambientale e impianti ad alte prestazioni. CasaZera è dunque una costruzione a secco prefabbricata, realizzata in buona parte in stabilimento, con macchine a controllo numerico che ottimizzano l‘impiego dei materiali e riducono, rispetto al cantiere, i rifiuti da costruzione e gli errori, grazie a un processo di produzione standardizzato. Anche i tempi risultano notevolmente ridotti. Dal 1990 la semplificazione delle norme urbanistiche ha infatti reso più rapida e snella la procedura di approvazione degli interventi che conservino gli edifici esistenti e CasaZera permette quindi di operare direttamente, senza strumenti urbanistici esecutivi, consentendo di ridurre a 30 giorni il processo autorizzativo di interventi anche di grandi dimensioni. Last but not least , il conseguimento degli obiettivi energetici: 75% di energia da fonte rinnovabile (solare termico, fotovoltaico e biomasse) integrata con metano o teleriscaldamento e unita a sistemi di recupero calore, raffrescamento, ventilazione meccanizzata e illuminazione a LED – il tutto controllato da un avanzato sistema di domotica progettato ad hoc e sviluppato per essere facilmente utilizzabile da chiunque.

Il sistema CasaZera è stato inoltre pensato tenendo presenti, come requisiti di progetto, gli standard dei protocolli di certificazione energetica e ambientale più diffusi in Italia, come GBC Home, CasaClima e Itaca. Per quanto riguarda il recupero e riuso dei materiali, ad esempio, l’obiettivo di ogni progetto dovrà essere quello di “contenere l'utilizzo di materiali vergini all'interno del processo edilizio e di ridurre i rifiuti, diminuendo in questo modo gli impatti ambientali associati all’estrazione ed ai processi di lavorazione delle materie prime”.

Secondo Giorgio Gallesio, amministratore delegato della capofila DE-GA, “siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione nel modo di costruire e abitare”, che si diffonderà nei prossimi anni a partire dal social housing, dalle residenze universitarie e altre aree di intervento, sia pubbliche che private, dove la necessità è, sempre più, quella di conciliare il contenimento dei costi di costruzione e manutenzione con il raggiungimento di alti standard qualitativi.  

Il primo modulo sperimentale, incapsulato nell’intelaiatura delle ex Officine Nebiolo di Via Bologna, a Torino, verrà inaugurato il prossimo 18 aprile e poi abitato e monitorato per 12 mesi da tre studenti del Politecnico di Torino, per testarne l’efficienza tecnologica e il comfort abitativo.
27 marzo 2013


domenica, giugno 30, 2013

Foto della settimana


Val Pelline
04 aprile 2010

Alpi pennine, Valle d'Aosta, Val Pelline, al confine tra Italia e Svizzera, ultimi metri di cresta prima salire in cima a P.ta Kurtz, da dove la vista è notevole...

Alessio

sabato, giugno 29, 2013

"Italia loro" - 50°

Dopo "i 50 di Assi di coppe", Stefano Bizzotto prosegue il suo racconto della storia del calcio raccontando ..

i 50 stranieri più forti della Seria A (dal 1980 ad oggi)

Lo speciale chiamato "Italia Loro - i migliori stranieri dal 1980" è andato in onda su Raisport con un servizio al giorno negli ultimi mesi

Un video alla volta facciamo passare la classifica dal cinquantesimo a scendere
(in realtà in rete non ci sono i video di tutte e quindi manca qualche posizione)

"Italia Loro"
di Stefano Bizzotto
50 - Jorge Juary




venerdì, giugno 28, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 39

Secondo dei cinque percorsi de "La Strada del Franciacorta", il blù.

Bello il tratto Monticelli-Provaglio-Monterotondo, mentre nulla di che Passirano-Rodengo-Ome (si sta per buona parte sullo stradone....).

Cartelli assenti in alcuni punti, quindi guardarsi il percorso prima di farlo.

 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 39
"Percorso 2 - blu - 
Franciacorta Pas Dosè"
Rodengo S. - Monticelli Brusati - Provaglio d'Iseo -
Passirano - Paderno Franciacorta - Rodengo Saiano


32 km
tipo di bici: city bike 
Note:percorso con saliscendi, 
quasi intergralmente su asfalto

 
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giovedì, giugno 27, 2013

Hashima: il degrado del cemento


Hashima, l’isola di cemento 
Storia, foto e video dell'isola giapponese che negli anni Cinquanta fu il posto più densamente popolato al mondo e oggi è un'attrazione turistica 


In mare aperto, a 15 chilometri da Nagasaki, i palazzi di cemento dell’isola di Hashima sono in rovina da 40 anni. L’isola – all’estremità meridionale del Giappone – fu operativa dal 1887 come miniera di carbone di proprietà della Mitsubishi Motors e diventò nel 1959 forse il luogo più densamente popolato del pianeta (5.259 abitanti, pari a 83.500 per km quadrato). Venne abbandonata del tutto nel 1974 quando andò in crisi il mercato del carbone, rimpiazzato dal petrolio, e oggi è un posto spettrale e spettacolare, visitato dai turisti.
Nel 1800 il legno ricavato dalle pinete – il principale combustibile in Giappone – iniziò a scarseggiare e il carbone diventò la migliore alternativa. Hashima fu una delle isole convertite in miniera al largo di Nagasaki, dopo il successo ottenuto con la più grande isola di Takashima. La Mitsubishi Corporation comprò Hashima nel 1890, tre anni dopo la sua prima inaugurazione, acquisendo così l’intero comparto minerario della zona.
Nel 1916 ad Hashima si costruì il primo grande “condominio” di cemento in Giappone: sei piani, un cortile interno e alloggi privati per le famiglie dei minatori, ognuno composto da una singola stanza con una finestra e un’anticamera. Bagni e cucine erano invece comuni. Due anni dopo, al centro dell’isola, fu realizzato un complesso residenziale di nove piani, all’epoca il più alto del Giappone. Man mano che la domanda di carbone aumentava, il numero di edifici in cemento cresceva: divennero più di trenta. Hashima è nota anche con il soprannome di Gunkanjima, “isola a forma di nave da guerra”, creato da un giornale per via degli alti muri che tuttora circondano il perimetro, come scudo per tifoni e mareggiate.

Durante la Seconda guerra mondiale, con i giovani giapponesi al fronte, la miniera dovette impiegare manodopera coreana e cinese. Circa 1.300 lavoratori morirono per la fatica e la malnutrizione. Altri ancora nelle correnti, cercando di scappare a nuoto. Le condizioni di vita sono raccontate, in un’intervista del 1983, da uno dei minatori coreani sopravvissuti: si viveva in otto in una stanza, sorvegliati costantemente da guardie giapponesi armate di spada e costretti a lavorare in spazi angusti sotto terra, col rischio che i muri della miniera crollassero da un momento all’altro: «Ero convinto che non avrei mai lasciato l’isola vivo».
La densità massima fu raggiunta nel 1959: 83.500 abitanti per km quadrato. Una città compressa, con scuole, una palestra, un cinema, 25 negozi, bar, ristoranti, templi, un ospedale e un bordello. Un labirinto di cemento in cui gli alloggi erano divisi secondo precise gerarchie sociali: i lavoratori non sposati nei monolocali, quelli sposati nei bilocali con bagno e cucina in comune, il personale amministrativo e gli insegnanti in bilocali con cucina e bagno inclusi. Solo il manager della miniera aveva diritto a una casa indipendente.
Le difficoltà di gestione non erano diverse da quelle di qualsiasi altra piccola isola abitata forzatamente: cibo, vestiti e – fino al 1957 – acqua potabile dovevano essere portati dalla terraferma. Durante le tempeste Hashima era isolata. Il suolo arido non permetteva di coltivare, tanto che nel 1963 gli abitanti si ingegnarono portando terriccio da fuori e creando orti sui tetti. Frigoriferi e televisioni arrivarono nello stesso periodo.
Alla fine degli anni Sessanta il mercato del carbone crollò e le miniere iniziarono a chiudere. Anche Hashima progressivamente perse lavoro e il 15 gennaio 1974, con una cerimonia ufficiale di chiusura nella palestra locale, fu abbandonata: l’ultimo lavoratore partì il 20 aprile dello stesso anno.
In costante decadimento, Hashima è diventato un simbolo dello sfruttamento su larga scala delle risorse energetiche e della sua dipendenza dagli alti e bassi del commercio internazionale, tanto da essere usata come immagine nelle pubblicità-progresso del governo contro gli sprechi. Ma anche della velocità con cui lo sviluppo urbano deperisce una volta abbandonato dall’uomo, come mostra un episodio della serie di History Channel Life after people (un altro video interessante è qui).

2 gennaio 2013







mercoledì, giugno 26, 2013

Vizify


WEB// Scopri Vizify e ottieni l’infografica
 gratuita della tua attività sul web
Autore

Stamattina durante il quotidiano giro di ricognizione e aggiornamento sui vari social, ho scoperto Vizify, un sito che offre un comodo servizio on-line che rende facile, quasi immediato e sicuramente rapido, realizzare una dettagliata ed utile infografica che racchiuda la propria attività sul web.
Qui trovate il mio Profilo.
Cos’è un’infografica? si tratta in parole (parecchio) povere di uno schema grafico piuttosto minimal, che fornisce dati, percentuali, schemi e informazioni su un determinato argomento. In questo caso si tratta della vostra attività su social network, siti e blog, insomma tutto ciò che combinate sulla rete e sulle princiali applicazioni del vostro smartphone. In più menziona la vostra carriera e i vostri studi, con la possibilità di aggiungere ed aggiornare i dati, nonchè di modificare l’aspetto grafico.


PRO: se per un utente può interessante o divertente avere un quadro generale della propria web activity, per chi ha una professione legata ad internet questo strumento si trasforma in un utile alleato per fornire dati ad aziende e contatti, ma anche per essere trovato da chi ha interesse a lavorare con personalità attive sul web. Praticamente è un altro link da aggiungere al proprio curriculum virtuale, un po’ come Linkin. E’ gratuito ed un servizio così a costo zero è decisamente da non sottovalutare.

CONTRO: Sebbene stia testando il sito solo da qualche ora, al momento ho notato come pecca che non fornisce dati su fan, iscritti e follower sui social neteork, sarebbe utile poter leggere il numero accanto ad ogni voce.
In conclusione vizify è uno strumento davvero utile per blogger, web editor e chiunque abbia una professione che si svolge in grand parte su internet.


15 aprile 2013

martedì, giugno 25, 2013

App per gestire automobile




Le app del risparmio per l'auto. 

Con lo smartphone è possibile 
- monitorare i prezzi del carburante, 
- trovare i distributori più vicini, 
- tenere un’agenda dei costi annuali del mezzo 
- organizzarne la manutenzione

WAZE, app gratis per iOS e Android, permette di comunicare anche in tempo reale  i rallentamenti, gli incidenti e i lavori in corso sulle strade. In più offre i listini di circa 18.000 stazioni di servizio italiane aggiornati in tempo reale. 

Altra app utile per chi si sposta in auto è iEcoMeter, che registra in un grafico velocità e frenate, variabili che condizionano il consumo di benzina (disponibile per iPhone qui a 2,69 euro). 

Infine c’è Road Trip L/100km, app che organizza con una lista tutte le spese imminenti come il bollo, la manutenzione ordinaria e l'assicurazione (per iPhone, costa 4,49 euro e si può scaricare cliccando qui).

Nel link qui altre app:

lunedì, giugno 24, 2013

Costo isolamento termico

Su segnalazione di PaolaZ...


Costo dei materiali per isolamento termico

Anch’ io, come le altre scimmie, sono in evoluzione. Se anni fa prediligevo il design, l’aspetto, la forma, l’illuminazione e riservavo a questi aspetti tutta la mia attenzione, oggi il mio debole è per la cura e l’attenzione nel costruire (o risanare). Non solo mi riferisco ai difetti di costruzione, mi riferisco ai materiali, alla scelta dei materiali.

Le mie convinzioni negli anni miglioreranno e cambieranno ancora, ma in questo momento hanno già una linea ben definita.
Non sempre le proposte che faccio sono accettate dai miei interlocutori senza discussione! E se la discussione quasi mai verte sulla bontà del mio progetto di coibentazione o sullo spessore da me proposto, quasi sempre verte sul costo. E’ pacifico che ognuno spende quello che può spendere, ma noto che ancora oggi l’investimento nella coibentazione è teoricamente capito, ma quasi quasi ancora concepito come un di più, una cosa di cui in fondo si può fare anche a meno, o farne meno!
Per assurdo, è più facile convincere qualcuno ad installare un pannello solare sul tetto che a coibentare il tetto. Poco importa se in realtà d’estate fare una doccia costa 0,00tot centesimi di gas e l’ impianto impiegherà una vita per ripagarsi.
Insomma la scusa più facile per non seguire il progetto della coibentazione è il suo costo.
Senza dilungarmi voglio chiudere con una bellissima frase di Breuer:
"il più lussuoso dei progetti può essere economico,
il meno costoso può essere uno spreco, ed io sono contrario allo spreco"
Marcel Breuer, architetto 1902-1981

domenica, giugno 23, 2013

Compleanno del giorno

Si festeggia il primo compleanno del secondo genito della Bet!!! 


 



AUGURI MATTEO!!!


sabato, giugno 22, 2013

Foto della settimana



Gruppo dei Lagorai
03 aprile 2010


Gruppo dei Lagorai, salendo a Cima d'Asta, bellissima salita...
Alessio




venerdì, giugno 21, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 38

Ci occupiamo ora dei "Cinque percorsi cicloturistici ispirati ai vini della Franciacorta" a cura del "La Strada del Franciacorta": il loro tracciato tocca vigne e campi, piccoli borghi e ambiti di particolare interesse naturalistico, punti panoramici e luoghi d’interesse storico-artistico.

Cominciamo dal primo, percorso giallo.
Ben segnalato per buona parte, ma in certi punti i cartelli indicatori mancano quindi guardarsi il tracciato prima di partire perchè si rischia di sbagliare.
 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 38
"Percorso 1 - giallo - 
Franciacorta Satèn"
Iseo - CorteFranca - Adro - Cazzago S.M. -
Passirano - CorteFranca - Provaglio - Iseo

31 km
tipo di bici: city bike
Note: percorso con qualche saliscendi
          quasi intergralmente su asfalto 

Altimetria:
 http://www.sports-tracker.com/workout/marcofax/51ef1a3de4b083d813ebca0c



 

 
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giovedì, giugno 20, 2013

Rete misura radioattività dei VVF

Non tutti sanno che sul nostro territorio c'è una capillare rete di rilevamento della radioattività gestita dai Vigili del Fuoco


I radiometristi
Negli anni '60, la "guerra fredda" e la conseguente proliferazione di esperimenti con ordigni atomici, ma anche l'avvio dell'utilizzazione a fini pacifici dell'energia nucleare sviluppano nella Nazione una coscienza intesa a preservare la popolazione da questa nuova fonte di rischio.
Tant'è che la legge sull'ordinamento del Corpo del 13 maggio 1961 n. 469 attribuisce al Ministero dell'Interno, e per esso al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tra l'altro "... i servizi tecnici per la tutela dell'incolumità delle persone e la preservazione dei beni derivanti anche dall'impiego dell'energia nucleare".
Ciò comporta per il Corpo la necessità di specializzarsi anche in questa materia e diversi ingegneri sono stati inviati presso le università e successivamente all'estero per conseguire la qualificazione necessaria ad affrontare questa nuova problematica.
Per accertare la presenza di radiazioni ionizzanti si è creata una rete di stazioni fisse di monitoraggio ambientale per il rilevamento della ricaduta radioattiva susseguente ad esplosioni nucleari contaminanti e delle squadre speciali, "squadre radiometriche", composte da personale opportunamente addestrato, equipaggiato con particolari protezioni individuali e dotato di strumenti per la misurazione della radioattività, in grado di intervenire in forma preventiva o di rilevamento e circoscrizione della zona di pericolo, anche nei casi d'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare.


La prima rete di rilevamento della radioattività viene impiantata nel 1966 e conta migliaia di stazioni dislocate, oltre che nelle sedi del Corpo, anche nelle stazioni dei Carabinieri. Il continuo miglioramento nel perseguire una sempre maggiore efficienza ed efficacia dell'operatività del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha oggi portato alla modifica della rete con stazioni automatiche di rilevamento con strumenti d'ultima generazione, dotati anche di autodiagnosi con trasmissione ed elaborazione dei dati rilevati, che consentono anche il monitoraggio ambientale.
Tali stazioni sono situate ai nodi di una maglia in modo da ricoprire tutto il territorio nazionale e fanno capo alla centrale d'allarme sempre presidiata. Per fronteggiare emissioni radioattive o sotto forma d'irraggiamento o contaminazione, il Corpo Nazionale è dotato di diversi laboratori mobili per eseguire misure e controlli più sofisticati circa la natura delle radiazioni.

Galleria Multimediale

mercoledì, giugno 19, 2013

iCityLab


Forum PA lancia ICityLab
la banca dati statistica sulle Smart City 

Forum PA rafforza il suo impegno per le Smart City lanciando ICity Lab, il nuovo spazio di ricerca e approfondimento sulle città intelligenti, on line da ieri, utile per amministratori, ricercatori e cittadini. Il sito è “uno strumento inedito che consente – grazie alla piattaforma tecnologica ASSET (Analisi Statistica Socio-Economica Territoriale) – di creare analisi e visualizzazioni a partire dai dati della ricerca “ICity Rate 2012”, realizzata da Forum Pa su 103 capoluoghi di provincia.
La piattaforma restituisce mappe, grafici e tabelle, benchmarking, check up e gap analisi, con la massima personalizzazione e livello di dettaglio. Ogni utente, infatti, può scegliere e incrociare diversi parametri di interesse: le città (singole o aggregate per regione), le dimensioni (governance, economia, mobilità, ambiente, capitale sociale e qualità della vita) e addirittura i singoli indicatori.
“Al di là della classifica generale dei capoluoghi più smart – che vede sul podio Bologna, Parma e Trento – scopriamo ad esempio che sono Benevento e Avellino ad avere la maggiore incidenza di imprese femminili sul totale delle imprese registrate, che Pordenone si fa notare per la raccolta differenziata, che i dati pubblici sono un focus per Cagliari e Torino, che Genova soddisfa più di tutte le altre città la domanda di asili nido”, spiegano da Forum PA. Ma sono oltre cento gli indicatori della ricerca “ICity Rate 2012” sui quali si possono effettuare ricerche e raffronti.
In ottica open data, tutti i valori degli indicatori sono liberamente scaricabili dalla piattaforma. Obiettivo della piattaforma, infatti, non è tanto stilare una classifica delle città, quanto “offrire uno strumento avanzato per l’analisi socioeconomica dei territori”. Per questo” a breve sarà disponibile per i Comuni capoluogo un cruscotto con funzionalità aggiuntive, che consentirà di valutare i punti di forza e di debolezza della città e del suo territorio e realizzare report su temi specifici. In questo modo, favorendo la conoscenza e la valutazione dello “stato di salute” e del “livello di intelligenza” dei sistemi territoriali, la piattaforma diventa uno strumento prezioso per supportare la pianificazione strategica e i processi di sviluppo locale.
“ICity Lab – commenta Gianni Dominici, direttore generale di Forum PA – non è solo un portale per fare la classifica delle “Smart Cities”, ma è un ambiente evoluto per l’erogazione, in modalità cloud, di servizi che consentano ai Comuni capoluogo di Provincia di gestire in maniera semplice, rapida e a basso costo una filiera di funzioni innovative per supportare le strategie ed i piani di crescita e sviluppo del loro territorio e dei sistemi territoriali di area vasta di cui fanno parte”.

 1 marzo 2013



CHE COS' E' ICityLab

ICity Lab – dove la “I” evoca Innovazione, Inclusione, Interazione, Intelligenza – è un’iniziativa di FORUM PA che nasce per supportare tutti coloro che, ai diversi livelli, lavorano per rendere le nostre città più “intelligenti”, ovvero più vivibili, sostenibili, inclusive, competitive.
ICity Lab si rivolge quindi ad amministratori, politici, imprese, associazioni, semplici cittadini e vuole offrire a tutti loro strumenti, spunti di lavoro e occasioni di confronto sui diversi temi e ambiti che caratterizzano, a livello nazionale e internazionale, la discussione sulle città.
In questo senso, è molto importante capire prima di tutto a che punto siamo nel percorso verso la città intelligente. Per questo ICity Lab mette al centro della sua attività non solo un lavoro di studio e ricerca, attraverso l’individuazione di indicatori e la creazione di benchmark, ma anche l’azione di restituzione dei dati che deve avvenire attraverso modalità che consentano una lettura personalizzata e il riutilizzo dei dati stessi da parte dei destinatari della comunicazione.

Gli strumenti messi in campo da ICity Lab per realizzare questi obiettivi sono:

Perchè questo progetto? Per conoscere la visione che sta dietro a ICity lab clicca qui.





Descrizione – funzioni di base


La piattaforma ASSET è uno strumento di analisi statistica socio-economica che consente di visualizzare ed elaborare gli indicatori del modello ICity rate 2012, con tre diverse modalità di rappresentazione dei dati (tabellare, grafico a barre e mappa tematica), definendo il posizionamento competitivo dei 103 Capoluoghi di provincia.
Il portale ICitylab fornisce tutta una serie di funzioni di elaborazione sia degli indicatori che compongono le 6 aree tematiche, sia degli indici di sintesi per area tematica (calcolati come media aritmetica dei valori degli indicatori di dettaglio), sia, infine, dell’indice sintetico globale (l’ICityRate), a sua volta calcolato come media geometrica degli indici di sintesi delle 6 aree tematiche.
Le Funzioni di Base messe a disposizione dal portale consento di effettuare, con accesso libero da parte degli utenti, le seguenti elaborazioni:
  • Rappresentazione dei valori e degli andamenti dei singoli indicatori, consentendone la visualizzazione con diverse modalità (grafici, mappe geo-referenziate e tabelle numeriche) in funzione delle specifiche esigenze.
  • Esportazioni di dati, per estrarre, in formato testuale excel o ,csv, indicatori ed elaborati.
  • Funzioni Analisi, che, grazie all’impiego di semplici algoritmi di normalizzazione, consentono valutazioni e confronti sugli Indicatori:
    • il Checkup consente di evidenziare lo “stato di salute” di un Comune capoluogo (o di una aggregazione di Capoluoghi di provincia), mediante il calcolo di un indice (lo scostamento percentuale dalla media) per ciascuno degli indicatori presenti in una certa area tematica;
    • il Benchmarking consente di mettere a confronto contemporaneamente tre o più Capoluoghi di provincia in riferimento agli indicatori di un’area tematica;
    • il Report produce un file in formato pdf (o più di uno se lo si esegue per più Capoluoghi) in cui si riportano le informazioni degli Indicatori presenti nelle aree tematiche selezionate, file immediatamente utilizzabile per la pubblicazione o la diffusione delle elaborazioni;
    • la Gap Analisi consente di evidenziare lo scostamento tra due Capoluoghi di provincia (e/o Aggregazioni), in riferimento agli Indicatori di un’area tematica e risulta quindi utile per capire quali sono i punti di forza o di debolezza di un Comune capoluogo rispetto ad un altro che funge da riferimento.
  • Creazione di Archivi nei quali è possibile memorizzare gli elaborati, in formato pdf, realizzati dal back-office (sia Report e Studi, sia documenti più articolati, come Osservatori, realizzati utilizzando i vari elaborati generabili nel sistema, corredandoli di commenti e note).
Oltre a queste funzioni ad accesso libero, il portale mette a disposizione una serie di funzioni avanzate attivabili in abbonamento, che consentono di disporre di un ambiente evoluto per la Gestione della Conoscenza a supporto delle attività decisionali e di pianificazione/programmazione delle Città, per aiutarle nel percorso diventare sempre più “Smart”.