sabato, maggio 02, 2009

Un saluto da NY!

Su segnalazione di Ciccio...


Ecco cosa si vedeva qualche giorno fa dalla Webcam in diretta da TimeSquare...

. .. è la PaolinaZ che saluta da NY!!!!!


Quanti "insulti" di invidia si è presa!


Come direbbe il Ciccio: "Ga va bè a lè!"

venerdì, maggio 01, 2009

Sisma: storia delle ricostruzioni

Tra i mille "speciali" assolutamente inutili che hanno riempito le serate televisive delle ultime settimane, mi sono imbattutto nella puntata di "TERRA!" di giovedì scorso.

Hanno fatto un interessante punto della situazione sulle ricostruzioni post-sisma nelle zone degli ultimi 3 grandi terremoti distruttivi che abbiamo avuto in Italia.


Belice:
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/04/23&id=35746&from=link


Friuli:
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/04/23&id=35745&from=link


Irpinia
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg5&data=2009/04/23&id=35744&from=link


Personalmente, guardando questi 3 servizi, ho "tappato" molte lacune visto che ero quasi completamente ignorante sulla storia delle ricostruzioni...
... non sapevo nulla di Ghibellina Nuova: bella l'idea, ma il risultato finale... babba bia!
... fantastici i friulani!
... ALLUCINANTE quello che è successo in Irpinia: i paesi inseriti nella lista degli aventi diritto sono passati dai 37 effettivamente colpiti dal sisma a... 600!!!!! porca troia, 600!!!!Ci hanno mangiato da Napoli in giù praticamente tutti fino in Calabria?!?!?!?!?!? non ho parole...

Che dire: si spera che a L'Aquila venga seguito il "modello Friuli"... ma già si sente parlare del rischio "Irpinia"...

giovedì, aprile 30, 2009

Congratulazioni!!!

Oggi fa "doppietta": a 2 anni esatti dalla laurea dei 3anni, oggi "conquista" quella dei 5 ...


CONGRATULAZIONI ELISA!!!!

Koninginnendag

mercoledì, aprile 29, 2009

Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Rita Levi Montalcini

martedì, aprile 28, 2009

Bei tempi...

Sulle mailing list dei magistrati circola una notizia che completa il quadro a proposito di certa avvocatura. Udienza in Cassazione sul ricorso contro l’arresto di due balordi padani che, fingendosi carabinieri, han picchiato e rapinato un viado brasiliano urlandogli “straniera di merda”. Chiedendo la scarcerazione di uno dei due, l’avvocato cassazionista scrive che l'espressione “straniera di merda”, lungi dal provare un intento ostile contro il viado, “conferma la volontà del D.G. di svolgere una funzione surrogatoria della Pubblica autorità di controllo dei flussi migratori”, indagando sul possesso delle “necessarie autorizzazioni amministrative in capo allo straniero”. Dal che si deduce che anche le forze dell’ordine si comporterebbero così. E che ogni bravo cittadino dovrebbe fare altrettanto. Una volta il tizio sarebbe passato per razzista. Ora, alla peggio, per un rondista padano. Pardon, per un “surrogatore della pubblica autorità”.

Da Zorro, 25 aprile 2009

Il buco in parte al Freccia Rossa...?

Tutti ci siamo chiesti cosa ci faranno in quel bucone?
Ecco la risposta:

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=715048&page=4


http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=715048&page=3

A chi piace? Non passerà di sicuro inosservata, è alta 68 metri!
La situazione di non sapere nulla e di cercare di imparare di più è molto seria. Non è uno scherzo.
La vera situazione della conoscenza è quella di un uomo nero che in una stanza nera cerca un cappello nero che potrebbe non essere lì. Cosa fa l'uomo nero? Cercherà di sentire, e andando per tentativi cercherà di localizzare il cappello nero nella stanza nera. Il cappello potrebbe non essere lì. E allora scoprirà, quantomeno, che il cappello non c'è, o che non riesce a trovarlo. E' questa la situazione fondamentale in cui si acquisisce conoscenza. KARL POPPER

lunedì, aprile 27, 2009

Paola!!!

Sei andata a fare casino anche li'??

L'Air Force One a bassa quota
paura e grattacieli evacuati


NEW YORK - Era un volo autorizzato, per un servizio fotografico, ma gli abitanti di New York non lo sapevano. E così hanno visto l'Air Force One di riserva a bassa quota su New York. Alcuni grattacieli sono stati addirittura evacuati.

Don't touch my... purcell!

Intervista a Gianni Rezza, epidemiologo
dell'Istituto Superiore di Sanità

Influenza suina:
che cosa c'è da sapere

«Non sappiamo ancora quanto sia davvero letale il virus». «Mettere a punto un vaccino è possibile».
«Nessun problema per la catena alimentar

C’è da preoccuparsi per l’influenza di origine suina che ha colpito il Messico e gli Stati Uniti? Questa volta «ci siamo davvero»? E' la tanto temuta e attesa pandemia?
«Si sa ancora poco sull’andamento di questo focolaio epidemico ma si sa che il virus è un H1 N1, dello stesso tipo di quello della "Spagnola", anche se diverso » spiega Gianni Rezza epidemiologo del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, di Roma. «E' vero che i virus H1 N1 sono sempre circolati, tant'è vero che sono entrati nella composizione dei vaccini, questo però è di origine suina e sembra avere componenti geniche nuove, e , aspetto più importante, pare in grado di trasmettersi da uomo a uomo: questo è il motivo all'origine dei focolai in Messico e negli Stati Uniti e dei relativi allarmi».

QUANTO È LETALE -Ma quanto è «mortale» questo virus? «A questo proposito va fatta una distinzione fra Stati Uniti e Messico» chiarisce l'esperto. «Mentre i casi negli Usa sembrano essere stati tutti lievi, come una banale influenza, l'effettiva letalità dei focolai in Messico va ancora stabilita perchè le informazioni sono ancora preliminari. Infatti sembra che non siano particolarmente colpiti bambini e anziani, cioè la fasce normalmente a rischio in qualsiasi influenza bensì giovani adulti, e questo farebbe propendere per una letalità fuori dell'ordinario. Però, d'altro canto, si dice anche che su 800 casi di infezione ci siano stati 60 decessi, di cui però solo 20 confermati. Se il tasso di letalità fosse effettivamente di 60 su 800 sarebbe alto, ma se fosse di 20 su 800 la valutazione sarebbe diversa e meno allarmante. Se poi si scoprisse che ci sono stati altri casi di infezione per ora non registrati e il numero di morti rimanesse lo stesso la preoccupazione per la letalità del virus scenderebbe decisamente». «L'unica cosa che si può dire oggi è che è presto per pronunciarsi con certezza sul tasso di letalità dell'infezione e che bisogna essere molto cauti prima di trarre conclusioni dai dati finora a disposizione».

PUÒ ARRIVARE IN ITALIA? -Questa epidemia può arrivare in Italia? «Per ora è impossibile dirlo, ma possiamo fare alcuni considerazioni» risponde Rezza. «La prima è sulla stagionalità. Se è vero che in climi subtropicali la stagionalità ha un'importanza inferiore, alle nostre latitudini ha invece un peso. In Europa alla fine di aprile è insolito che si diffonda un'epidemia influenzale , perchè in Paesi come il nostro la diffusione dell'influenza ha una stagionalità abbastanza netta nel periodo autunnale-invernale, e questo forse gioca a nostro favore». «Certo» prosegue l'esperto, «si tratta di considerazioni di tipo probabilistico sulla scorta delle esperienze epidemiologiche, ovviamente non è possibile garantire che se i casi in Messico non dovessero essere arginati e il virus dovesse cominciare a diffondersi, sarebbero rispettati i criteri di stagionalità classica».

IL VACCINO -Nel caso in cui l'epidemia messicana dovesse diffondersi cosa si potrebbe fare? «In quel caso si porrebbe il problema di mettere a punto strategie vaccinali rapide» risponde l'epidemiologo. «Si porrebbe, in particolare, il problema di anticipare eventualmente una campagna vaccinale. Per ora, però, è solo doveroso sviluppare meccanismi di controllo e sorveglianza, anche se rimane sempre la speranza che tutto possa rimanere confinato al Messico e l'allarme rientrare in breve tempo».
Sì, ma se le cose dovessero andare male e l'epidemia diffondersi quanto tempo occorrerebbe per preparare un vaccino? «Non dovrebbe essere difficile mettere a punto un vaccino specifico abbastanza rapidamente. Il problema sarebbe, casomai, produrlo in dosi sufficienti a fare una campagna vaccinale di massa in tempi brevi se dovesse davvero occorrere».

I FARMACI -Vale la pena procurarsi qualche farmaco attivo contro i virus influenzali ? Non c'è il rischio di una corsa all'accaparramento come nel caso dell'influenza aviaria? «Sembra che per ora il virus sia sensibile ai farmaci inibitori delle neuroaminidasi. Chiaramente quando un virus é sensibile a un certo antivirale, il farmaco può essere uno strumento utile, ma la corsa all'approvvigionamento individuale è sbagliata, anche perchè si rischia di scambiare per influenza qualsiasi infezione virale (e in questo periodo è molto improbabile che lo sia). E usando male il farmaco non solo lo si prende inutilmente, ma si rischia di fargli perdere efficacia per quando dovesse essere davvero utile. Ripeto: non siamo in fase di allarme». «Certo, se una persona è appena tornata dalle zone del Messico dove c'è stata l'epidemia e gli viene la febbre li prenda pure, ma per ora in Italia non ci sono proprio altri casi in cui avrebbe senso».

MAIALI -C'è già che pensa che i maiali possano esser veicolo di infezione anche in Italia. «Per carità, non cadiamo in un panico assolutamente sconsiderato. Il problema di questo virus è che si diffonde da uomo a uomo, lasciamo stare i maiali. E a parte il fatto che non importiamo carne suina dal Messico per quanto ne so, i maiali italiani non sono un pericolo e si può tranquillamente mangiare carne di maiale e salumi. Non generiamo un panico assurdo come è successo con l'aviaria».

VIAGGI - É il caso di non recarsi in viaggio in Messico o negli Stati Uniti? «Non è il caso di andare in Messico nelle zone in cui si sono verificati i focolai d'infezione. Per gli Stati Uniti per ora mi sembra che non ci siano le condizioni per limitare i viaggi. In ogni caso è consigliabile consultare prima di partire il sito "Viaggiare sicuri" del Ministero degli Esteri per avere informazioni aggiornate»

DA «H5N1 A «H1N1»? - Una curiosità: ma non doveva essere un «H5N1» il virus che avrebbe creato le premesse per la temuta, nuova, grande pandemia influenzale? «L'influenza è ciclica, ma esistono eventi imprevisti. Prima o poi, l'abbiamo sempre detto, un virus animale sarebbe venuto fuori. E come abbiamo visto, non era affatto detto che sarebbe stato il tanto temuto H5N1 . E anche adesso, non possiamo ancora dire se questo H1N1 sia il virus "cattivo" tanto atteso».

25 aprile 2009
da corriere.it

domenica, aprile 26, 2009

E io che ero così fiera di aver superato l'inverno senza influenza...

Usare il cell all'estero costa meno

Le nuove tariffe entreranno in vigore dal primo luglio 2009
L'estate sarà meno costosa al cellulare
Approvato nuovo regolamento che riduce del 60% i costi per l'uso del cellulare in un altro Paese europeo

MILANO - L'Europarlamento di Strasburgo ha approvato mercoledì a larga maggioranza il nuovo regolamento che mette un tetto al costo degli sms e delle chiamate in roaming nei Paesi dell'Unione. Telefonare o inviare sms da un altro Paese europeo può infatti rivelarsi molto costoso: la Commissione europea cita l'esempio di un cittadino tedesco che si è visto chiedere 39,000 euro dal proprio operatore per aver scaricato un episodio di una serie tv mentre si trovava in Francia. Attualmente il costo di un sms inviato da un altro Paese dell'Ue è circa dieci volte superiore a quello nazionale mentre il costo in media per una chiamata dall'estero è di 0,46 euro al minuto.

EURO TARIFFE - Dal primo luglio 2009, gli operatori potranno addebitare un massimo di 11 centesimi (Iva esclusa) per un sms, rispetto agli attuali 28 cent di media. La tariffa massima per le chiamate in roaming invece, passerà dal 1 luglio a 43 centesimi al minuto, per poi scendere a 39 cent nel 2010 e infine a 35 cent dal 2011. Le chiamate ricevute invece, avranno un costo massimo di 19 cent al minuto dal 1 luglio prossimo, che verrà ridotto a 15 cent dal 1 luglio 2010 e poi a 11 cent dal 2011. Entro il 1 luglio 2010, inoltre, il fornitore del paese di origine non potrà addebitare ai propri clienti alcun costo per la ricezione di un messaggio vocale in roaming, escludendo altri costi, come quelli addebitati per l’ascolto dei messaggi.

INTERNET MOBILE- Per quanto riguarda l'Internet via cellulare, ovvero la trasmissione di dati - come il download di una canzone o l' invio di e-mail dal cellulare - le tariffe «wholesale» (all’ingrosso) non potranno superare l'euro per megabyte a partire dal 11 luglio 2009 (rispetto a 1, 68 euro attuali), fino a scendere a 50 centesimi dal 2011. E’ stato inserito nella nuova legge anche il principio della tariffazione delle chiamate al secondo, dopo i primi 30 secondi di conversazione: non si pagherà più il primo minuto di conversazione anche se la chiamata è più breve, ma l'addebbito scatterà alla risposta e poi per ogni secondo successivo. Secondo il nuovo regolamento, infine, quando un cliente entra in un altro stato membro dell’Ue, l'operatore del paese di origine deve fornirgli tutte le informazioni sulle tariffe di roaming (Iva inclusa) che gli verranno addebitate per le chiamate ricevute o effettuate e per gli sms nel paese in cui si trova. Queste informazioni dovranno essere fornite «automaticamente mediante un servizio messaggi, senza indebito ritardo e gratuitamente».


22 aprile 2009
da corriere.it


sabato, aprile 25, 2009

Compleanno del giorno


AUGURI ANDREA!!!!

venerdì, aprile 24, 2009

Gli Ottantini ce la faranno

Dall'amico comune mio e del Vex un articolo su noi "ottantini"...

Per gli italiani nati negli anni '80 dobbiamo trovare un nome e un calmante. Il secondo è forse più urgente. Diventare adulti di questi tempi, tra musi lunghi e vecchi squali, non è facile.

Ne trovo dovunque. Pensavo che l'Europa orientale fosse fuori dalle loro rotte - Belgrado è fascinosa però non è Berlino, Sofia è una sorpresa ma San Francisco è meglio - e invece eccoli lì. I toscani Federico e Laura, la friulana Greta e l'abruzzese Antonio, il calabrese Danilo, i lombardi e i veneti, i sardi che non mancano mai: pronti ad annegare le malinconie italiane nell'esotismo balcanico, e non è facile. Ne ho incontrati in ogni angolo del mondo, di ragazzi così, e in tante città italiane. Il rivolo di trasferimenti da sud a nord - alimentato da economie spompate e pratiche vergognose - è diventato un torrente.

E' una Generazione Samsonite che vive con la valigia in mano, o con un viaggio in mente. I titoli dei telegiornali li ottengono i coetanei che fanno casino davanti all'università, e la sera rientrano a casa da mamma e papà. Gli ultimi posti di lavoro se li sono presi i trentenni della Generazione Ikea, nati negli anni '70. Poi il Big Crash. I ventenni - infanzia felice anni '80, adolescenza serena anni '90 - non se l'aspettavano, questo scherzo.

Lo so, lo so: le generazioni sono semplificazioni, e ogni persona ha una storia diversa. Ma un comun denominatore esiste, e gli Ottantini - ecco, li chiamerò così - sono una generazione in corridoio, che si ritrova davanti tante porte chiuse.

Precluse le professioni liberali: migliaia di neo-avvocati si strappano di bocca piccole cause. Blindati i media: pubblicità e diffusione in calo, si esce ma non si entra. Sprangate banche e finanza (troppo tardi: i prestigiatori coi capelli grigi sono già scappati). Serrate industria e commercio: clienti e ordini calano. Sbarrata la politica: ormai si accede per il favore dei capi. Chiusa perfino la possibilità di metter su famiglia. Bisogna rimandare la prima Festa del Papà (oggi, auguri!), consiglia la futura mamma, che ha la testa sulle spalle.

Il catalogo è questo. Un Ottantino può scegliere: scoraggiarsi o reagire. Suggerisco la seconda soluzione, e spiego perché.

Partiamo di qui: preoccuparsi è ragionevole. Come ha scritto Davide S. a "Italians", ricordando l'invettiva di un vecchio professore: «Certe generazioni saltano, la storia ne è piena!». Ma saltano per sfiducia, per arroganza o per mollezza: non per il mondo che trovano intorno. In America the Greatest Generation (© Tom Brokaw) coincide con la nostra. Nata dopo la Prima Guerra Mondiale, s'è beccata dittature, depressione, guerra e ricostruzione. Non ha mollato mai.

E voi, ragazzi? La "tempesta perfetta" della recessione vi ha accolto fuori dal porto (niente potrà più spaventarvi, direbbe il vecchio Conrad). Avete tra i piedi un po' di sessantenni rassegnati, di cinquantenni opportunisti, di quarantenni pavidi e di trentenni poveri (c'è di peggio). Forza e coraggio: è l'atteggiamento che cambia l'umore, la vita e la storia. Se scegliete d'essere sconfitti prima d'aver perso, diventerete la "generación amargada". Suona bene, ma fa male.

http://www.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2009-04-01_it

Sembra un film "interessante"

Censurato 'Diario di una ninfomane' Non c'è spazio per i manifesti del film

La casa distributrice della pellicola, tratta dal best seller di Valerie Tasso, si è vista negare gli spazi per le affissioni pubblicitarie. Il motivo? L'immagine di una mano femminile che si insinua negli slip di pizzo


In Italia non esiste più la censura istituzionale, ma esiste una censura più sottile ed efficace che impedisce a soggetti percepiti come potenzialmente scandalosi di trovare spazio sui media. Lo denuncia Mediafilm Cinema, distributore italiano del film 'Valerie - Diario di una ninfomane', che si è visto negare gli spazi per le affissioni del manifesto della pellicola tratta dal best seller di Valerie Tasso, che ritrae un busto femminile con una mano che si insinua delicatamente dentro un paio di slip di pizzo nero.

Come spiega Tommaso Tabarelli, direttore marketing di Mediafilm Cinema, le concessionarie di pubblicità hanno subito fatto marcia indietro quando hanno visto titolo e immagine.
All’obiezione che è stata mossa, a proposito delle campagne pubblicitarie di biancheria intima che da anni mostrano generosamente e con estrema disinvoltura parti del corpo femminile normalmente poco esposte, spiega ancora Tabarelli che la risposta è stata: "Ma le immagini non vengono mai associate alla parola ninfomane. Inoltre, quella foto invita esplicitamente al peccato".
"Siamo perplessi -
prosegue il distributore milanese - nel constatare come in Italia ci sia un’onda montante di ipocrita bigottismo che non protesta quando in televisione, in fascia protetta, si vedono vallette vestite come se fossero in spiaggia o reality show in cui seni rifatti vengono mostrati con orgoglio".
Le stesse difficoltà si sono verificate sulla carta stampata proprio a causa della parola ‘ninfomanè, prosegue. Già in occasione dell’uscita del libro da cui il film è tratto, l’autrice, Valerie Tasso, aveva notato come questa parola scatenasse oscure paure e in una recente intervista aveva dichiarato: "Si possono fare libri e film con titoli come ‘Diario di un assassino' e nessuno dice niente. Ci siamo assuefatti agli schizzi di sangue ma ninfomane non si può dire impunemente".
La distribuzione italiana
sottolinea poi che il problema della "censura contro la sessualità femminile" non è solo italiana. Anche nella Spagna di Zapatero, infatti, lo stesso manifesto venne affisso nelle strade per poi essere ritirato dal Comune di Madrid a causa di un preteso errore: sui cartelloni non era infatti specificato, come previsto dalla legge, "pellicola non raccomandata ai minori di 13 anni".

Ecco il trailer del film incriminato

http://www.youtube.com/watch?v=s23tXSLFNUE

Esce al cinema il 30 aprile

.


giovedì, aprile 23, 2009

Definizioni


CIVIL ENGINEERING

The art of directing the great sources of power in nature for the use and convenience of man.

THOMAS TELFORD (First president of the Institution of Civil Engineers)

STRUCTURAL ENGINEERING

L'arte di formare con dei materiali che nella realta' non si conoscono, delle forme che nella realta' non si possono analizzare, per resistere a delle forze che nella realta' non si possono valutare, in modo tale che la gente non possa, nella realta', sospettarlo.

S. KELSEY, Finite Element Method in Civil Engineering
PIANO CASA: l’1 LUGLIO ENTRANO
IN VIGORE LE NORME TECNICHE

Mentre molte regioni sono all’opera per definire entro la fine di giugno, in riferimento all’accordo sottoscritto con il Governo il 31 marzo scorso, leggi che, ispirandosi agli obiettivi dell’accordo stesso ma che, comunque, non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta il Governo, nel preconsiglio di ieri, ha esaminato il nuovo testo del decreto legge relativo al Piano Casa con l’obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva della Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l’azione amministrativa di disciplina dell’attività edilizia.
Nel nuovo testo del decreto legge, come abbiamo avuto modo di preannunciare ieri, e precisamente nell’articolo 2 dello stesso, viene anticipata dal 30 giugno 2010 al 30 giugno 2009 l’ultima proroga per le norme tecniche di cui al D.M. 14/1/2008 che entreranno in vigore, quindi, l’1 luglio 2009.
Sempre nello stesso articolo 2 viene introdotto l’obbligo che gli interventi di ampliamento nonché di demolizione e ricostruzione di immobili e gli interventi che comunque riguardino parti strutturali di edifici” non potranno essere realizzati e, quindi, non potrà essere esibito alcun premio di cubatura “ove il progettista non abbia documentalmente provato il rispetto della vigente normativa”.
Sembra, quasi, che tutto l’onere di certificare il rispetto delle norme tecniche di cui al D.M. 14/1/2009 ricada sui progettisti delle opere, senza alcun controllo da parte degli uffici.

La bozza del decreto legge recante Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica e opere pubbliche, allegata alla presente notizia, è composta da 8 articoli e nella stessa è previsto che potranno essere eseguiti senza la necessità di chiedere alcun titolo abilitativi: i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria;le opere interne;i lavori necessari per l’abattimento delle barriere architettoniche;l'istallazione di ascensori, solo se interni agli edifici;i mutamenti di destinazione d'uso, che non necessitano di lavori;le aree di sosta e di parcheggio; l'installazione dei pannelli solari, fotovoltaici e termici, purché siano senza serbatoio di accumulo ed al di fuori di alcune zone. Per effettuare i lavori sugli immobili che si trovano nelle aree paesaggistiche non sarà più vincolante il parere della soprintendenza e le autorizzazioni rilasciate dall'amministrazione competente non potranno quindi essere più annullate dall'organo, che potrà esprimere un “parere non vincolante”.
Per quanto riguarda le semplificazioni in tema di Conferenza di servizi e relative al Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, la bozza del decreto sembra circoscrivere il ruolo della Soprintendenza. Il Soprintendente esprime il parere sulle opere esclusivamente in sede di Conferenza di Servizi e non si potrebbe quindi più esprimere successivamente come avveniva prima.
In questo modo, si equipara il ruolo della Soprintendenza agli altri componenti della conferenza. Nell’articolo 4 si legge testualmente: “In caso di opera o attività sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica, il Soprintendente si esprime in via definitiva, in sede di Conferenza di Servizi, ove convocata, in ordine a tutti i provvedimenti di sua competenza, ivi compresa la verifica di legittimità dell'autorizzazione di cui all'articolo 159 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 numero 42”.
Gli interventi sul Codice dei Beni culturali andrebbero nel senso di ridurre il potere che il Soprintendente ha sugli interventi sui Beni sottoposti a vincoli paesaggistici o edifici tutelati.

Sembra, ormai, certo che il nuovo testo del decreto legge, esaminato nel preconsiglio di ieri e modificato nella parte che riguarda il rispetto delle norme antisismiche dopo il terremoto del 6 aprile che ha colpito l’Abruzzo, potrà essere portato al Consiglio dei Ministri della prossima settima che si terrà L'Aquila sempre che prima di tale data la bozza, dopo essere trasmessa alle Regioni ed al sistema delle autonomie, sia condivisa dalle stesse al fine di dare attuazione a quanto stabilito nel citato accordo del 31 marzo scorso.
Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha precisato che “il testo del provvedimento, così come concordato, sarà oggetto di esame specifico e preventivo nel corso di una apposita riunione della Conferenza Unificata e che solo in seguito sarà esaminato dal Consiglio dei Ministri”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha fatto sapere: “Saremo particolarmente attenti alla verifica dei contenuti applicativi e che sia stato quindi rispettato l'accordo tra Governo e Regioni, in particolare che ci sia il pieno rispetto della legislazione antisismica senza alcuna deroga o rinvio, e che sia garantita la qualità del governo del territorio, dei valori ambientali, culturali e paesaggistici, e delle norme conseguenti

16 aprile 2009
da lavoripubblici.it



CDM a L'Aquila giovedì, slitta Piano Casa

Il Consiglio dei Ministri è convocato giovedì 23 aprile 2009 alle ore 9,30 a L'Aquila per l'esame del decreto-legge recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009.
Di conseguenza slitta ancora una volta il cosiddetto Piano Casa, recante misure urgenti in materia di edilizia e urbanistica, che potrebbe essere discusso al CDM di fine aprile.

21 aprile
repubblica.it


mercoledì, aprile 22, 2009

Modello di Murray x scoprire se...

"Avrò un matrimonio felice?"
La risposta in una formula matematica

Un professore di matematica ha predetto con successo il futuro di molte coppie

LONDRA - Le coppie scoppiano e i divorzi continuano ad aumentare. Ma ora, grazie a uno studio inglese, il crac matrimoniale si può evitare. Come? Il futuro di un matrimonio può essere predetto scientificamente. Lo dice un professore di matematica dell’università di Oxford, James Murray, che ha tenuto una conferenza alla Royal Society di Londra per presentare il suo studio. Murray ha studiato 700 coppie riuscendo a predire il loro futuro matrimoniale con una precisione del 94% (dopo un periodo di 4 anni dal matrimonio).

Ha sbagliato solo con alcune coppie che, pur essendo inquadrate come «felici», hanno divorziato - mentre tutti i casi in cui si era prevista una separazione sono stati indovinati.
«Io stesso sono stupito che le emozioni umane possano essere sintetizzate in modelli matematici e che si possa predire il loro esito», ha detto Murray al Daily Mail. Il metodo consiste nel mettere le coppie di fronte a temi scottanti, come soldi, sesso o relazioni con le famiglie del partner, e ascoltarli conversare tra di loro per 15 minuti. Dalla conversazione marito e moglie ricevono un punteggio ( gioia, ottimismo e umorismo fanno guadagnare punti, mentre ira, sarcasmo e disprezzo risultano negativi), sulla cui base il team riesce a tracciare un grafico e predire il futuro della loro unione.
Il matrimonio ha buone possibiltà di riuscita se la somma dei valori positivi è almeno cinque volte quella dei negativi.
Il modello matematico che alla fine effettua la previsione è complesso, e tiene conto, per esempio, dei tentativi che vengono fatti per cambiare il corso della conversazione, quando ha preso una brutta piega, o di sanare le ferite inferte dal partner troppo aggressivo.

Secondo il modello matematico di Murray, esistono cinque tipi di matrimonio:
1- la più alta percentuale di successo è di coloro che vedono il rapporto come un modo per aiutarsi a vicenda e preferiscono la condivisione delle esperienze invece che l’individualità.
2- Ci sono poi quelli che rispondono solo «positivamente» al partner, pur di evitare il conflitto;
3 - la terza categoria è quella delle coppie «volatili», ossia appassionati tra loro ma che, forse di conseguenza, si riscaldano troppo sulle discussioni, minando alla stabilità dell’unione.
4- C’è poi la coppia «ostile» in cui nessuno dei due vuole parlare degli argomenti più scottanti, finendo nella totale mancanza di comunicazione e
5- quella in cui uno dei due si anima nelle discussioni mentre l’altro è talmente disinteressato da non dar corda alle conversazioni.

27 marzo 2009
lastampa.com


Il libro sull'argomento:
Gottman, Murray, Swanson, Tyson, and Swanson
The Mathematics of Marriage: dynamic nonlinear models
Cambridge Mass., MIT Press

martedì, aprile 21, 2009


VALORE

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)

Parodia Vescovo Williamson

Vi ricorderete tutti del Vescovo Williamson, il negazionista dell'olocausto... http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_08/williamson_

Settimana scorsa mi sono imbattutto in questa parodia della Galappa's:
fa ridere fex, ma allo stesso tempo lascia quell' "amarognolo" che rende l'idea dell'assurdità della cosa.


lunedì, aprile 20, 2009

Distraiamoci un attimo...

... e facciamoci 2 risate.
Bet, vogliamo parlare delle pretese della moglie del tuo "prediletto"??


Victoria Beckham cerca casa
e punta al Castello Sforzesco
Posh è stanca di alberghi e vuole sistemarsi a Milano. Rimasta affascinata dall'edificio storico, sta cercando di ottenere i permessi per abitarne un'ala

MILANO - Gli alberghi, anche se di lusso, alla lunga stancano. Molto meglio una casa vera: lo pensa anche Victoria Beckham, che secondo alcune indiscrezioni riportate dai periodici americani, è pronta a metter su casa all'ombra della Madonnina. "Basta alberghi, ormai mi sento milanese, voglio vivere qui!", ha detto la ex Posh Spice, secondo Star Magazine. David, dunque, sarebbe riuscito finalmente a convincere la consorte: il calciatore ha detto più volte in passato di amare la sua vita in Italia e di intravedere qui un futuro per la sua famiglia. Victoria, poi, non solo ha molti amici in Italia, ma sta anche pensando seriamente di lanciare la sua linea di abbigliamento DVB a Milano.
La ricerca della casa, quindi, sarebbe già partita. E che casa: Victoria non starebbe certo pensando ad un modesto appartamento. Sempre secondo il periodico rosa, la signora Beckham non si accontenterebbe neppure di un mega loft di design nel Quadrilatero della Moda. La sua scelta è caduta su un luogo da favola: il meneghino Castello Sforzesco. Pare che Victoria sia rimasta rapita dalla bellezza gotica del complesso architettonico medievale. Sa che è complicato, ma è disposta a tentare qualsiasi cosa per realizzare il suo sogno. In alternativa, la coppia potrebbe optare sull'albergo di Armani, di cui Victoria è testimonial - si parla di un intero piano - in costruzione in via Manzoni.
Certo, Victoria non è la sola a subire il fascino del maniero storico. Fra le celebrities è in buona compagnia: altri fan dei castelli sono Sting, Nicolas Cage fino a Tom Cruise, che avrebbe intenzione di acquistare il Castello Odescalchi sul lago di Bracciano, già ambientazione da favola delle sue nozze. Victoria, pur obbligata attualmente a una vita da pendolare per impegni di lavoro tra New York, Londra e Milano, è molto determinata e disposta anche a passare più tempo in Italia, allo scopo di riuscire a mobilitare le autorità locali per ottenere tutti i permessi necessari all'usufrutto di un'ala del castello.
Assecondare Victoria non è di certo un'impresa da poco: basti pensare che, arrivata sul jet privato di Berlusconi, la signora Beckham ha alloggiato al Four Seasons con il marito in una camera da 8 mila euro a notte, come rivela la versione russa del noto periodico Glamour.

11 aprile 2009
da repubblica.it


e basta? se vuole poi può prender casa sul lago di Garda: c'è una modesta villettina vicino a Salò... il Vittoriale.
Vuoi non pensare anche ai figli? se cerca una bella sala prove per la band del figlio mi dicono che l'Arena di Verona viene via ad un buon prezzo.
Be poi quando vai a Roma non vorrai portar il cane a far bisogni in un giardinetto della Garbatella!?!? un bel bonifico, tiriamo su una recinzione e via... il Circo Massimo ospiterà tutti i bisognini del cucciolo!

sabato, aprile 18, 2009

venerdì, aprile 17, 2009

A PROPOSITO DI SANTORO E L'ABRUZZO...

Da "Il giornale" a firma di Mario Giordano... (è quello con la voce da donna?!?!?!?!)

"Caro Santoro, anzi caro onorevole, visto che m’ha chiesto di chiamarla così, so bene che quando si è invitati nei salotti altrui non è buona educazione raccontare al mondo quel che ci si è detti. Ma siccome quel salotto era in diretta su Raidue in prima serata, davanti a svariati milioni di telespettatori, mi permetto di infrangere le regole. Non me ne vorrà. In fondo lei di regole infrante è un maestro. E, in effetti, dopo aver fatto a pezzi quelle della par condicio e del buon senso, l’altra sera ha definitivamente massacrato anche quelle del buon gusto e della civiltà. Missione compiuta, olé. Il suo ultimo Annozero, mi permetta, è stato uno spettacolo squallido, un atto di sciacallaggio ributtante, che non mette più la polemica sull’asse di ciò che è di sinistra o non di sinistra, ma di ciò che è civile e ciò che non lo è più. E mi chiedo se sia possibile che lei e i suoi sottopanza siate così accecati dall’odio e dalla faziosità da perdere non dico l’equilibrio politico, che quello l’avete già perso da tempo, ma anche il senso di umanità. E che non vi rendiate conto che tutto questo vi porta lontani dal Paese reale, dal sentimento diffuso di commozione e solidarietà, dall’Italia che si unisce di fronte alla sofferenza, per una volta provando a ragionare non per schemi di partito, ma secondo bisogni, urgenze e necessità. Provi a togliersi per una volta la giacchetta da europarlamentare, caro onorevole Santoro, provi a togliersi per una volta i paraocchi del katanga in servizio permanente effettivo. Vedrà che in Abruzzo c’è un’umanità dolente e dignitosa, lacerata e orgogliosa, che non chiede bandiere di partito né polemichette pretestuose. Chiede risposte concrete. Responsabilità. E serietà. Per una volta, proviamoci, anche noi, che abbiamo per le mani il bene prezioso dell’informazione. Proviamoci a togliere la maglietta di parte e a guardare la tragedia senza pensare a quel che ne potremmo guadagnare in termini di marchette politiche. Proviamo a essere seri. E lei che è un gran professionista lo sa: attaccare la Protezione civile per il ritardo nella consegna di una bottiglietta d’acqua (una! Su 27mila sfollati!), mentre ci sono le bare dei morti ancora aperte e i soccorritori che rischiano la vita fra le macerie, non è serio. Anzi, sarebbe perfino ridicolo, se non fosse tragico. Tragico per le vittime, innanzitutto. Ma tragico anche per lei, per la sua squadra avvilita nei bassifondi della polemica, per la sua professionalità ridotta a zerbino in nome dell’ideologia, per la sua umanità schiacciata sotto il peso dell’odio politico. In Abruzzo i soccorsi hanno funzionato. Lo sanno tutti, lo dicono tutti. I volontari sono stati eroici, hanno salvato decine di vite umane. Le tendopoli sono state operative in tempi record. Non c’è stato caos, non c’è stata disorganizzazione. Tutti gli osservatori, italiani e stranieri, di destra e di sinistra, hanno potuto notare che per la prima volta sul luogo della tragedia si è sentita forte e tempestiva la presenza dello Stato. Chissà perché gli unici che non se ne sono accorti sono stati i suoi inviati, poveri kamikaze spediti sul posto a cercare disperatamente di trasformare una efficiente opera di soccorso nella Caporetto di Bertolaso.Per altro, mi lasci dire, caro onorevole, evidentemente lei non è più il maestro di un tempo, l’esperienza a Bruxelles l’ha rammollita o gli allievi sono scarsi: ammetterà che hanno lavorato proprio male. La tesi si poteva argomentare in modo assai migliore, di voci contro, in quella situazione, se ne potevano raccogliere un’infinità. E loro, invece, gli sciagurati di Caporetto, che cosa le hanno portato in pasto? Una bottiglietta d’acqua consegnata in ritardo, lo sfogo di un medico chiaramente sfinito e poco altro. A guardare bene, tutte interviste forzate, con domande tranello, risposte indotte e montaggi con tagli spericolati. Poca roba, lo sa anche lei, chissà come li avrà sgridati nella solita riunione che fate il giorno dopo per esaminare, minuto per minuto, gli errori commessi in trasmissione. E che dirà allora di quei collegamenti con Ruotolo? Erano così noiosi... Ci voleva tanto a trovare qualcuno che dicesse «Bertolaso è un incapace» con efficace sintesi televisiva? Evidentemente nemmeno Ruotolo è più quello di una volta... Su, onorevole Santoro, sia sincero: in fondo portare in tv qualcuno che si lamenta contro la Protezione civile in mezzo a 27mila sfollati non è mica una missione complicata. Se vuole gliene troviamo altrettanti in cinque minuti anche qui nel centro di Milano, dove pure la gente non ha patito sulla sua pelle il terremoto. La scarsità delle testimonianze da voi raccolte è una conferma (se ce ne fosse bisogno) che la Protezione civile ha funzionato bene. Ma mi resta un dubbio: possibile che non abbiate incontrato nemmeno uno che ringraziava i soccorritori? Possibile che non vi sia venuto in mente di intervistare così, en passant, anche uno della Protezione civile? Non li avete trovati? Ruotolo è così bollito? Lei dice bene che non si può sventolare l’eroismo dei volontari come pretesto per non parlare dei problemi. Siamo d’accordo. Ma non si possono nemmeno sventolare i morti come pretesto per dire fregnacce. Voi, invece, l’avete fatto. Scientificamente. Per tutta la trasmissione. A cominciare da Ruotolo che esordisce lasciando microfono libero a un uomo esasperato che insulta le divise. E poi la bottiglietta d’acqua e altri lamenti. E poi la piccola teoria degli schizzi di fango. E poi la presidente della Provincia che se la prende con le istituzioni (e lei che cos’è signora, mi scusi?). E poi il suo sarcasmo, dottor Santoro, fra Kgb, caschi e altre cose che voleva mettersi in testa (a mettersi un po’ di buon senso, ci ha mai pensato?). E, infine, soprattutto la ciliegina sulla monnezza, cioè le spaventose vignette di Vauro, dove si ironizzava sulla cubatura dei cimiteri, l’ampliamento edilizio delle bare e, ancora, la ridicolaggine dei soccorritori. Lasciamo da parte i malinconici dettagli: Travaglio che legge (per altro con inesattezze) verbali da questurino di provincia e il magistrato candidato De Magistris, investito ufficialmente del ruolo di censore dei furbetti (avete capito bene: il furbetto dei Valori eletto a simbolo di censore dei furbetti, che è un po’ come fare tenere ad Adriano un corso contro l’alcolismo). Lasciamo da parte i malinconici dettagli, non restano che le fregnacce. E che sono fregnacce lo sa anche lei, caro onorevole Santoro. Per tutta la settimana, nei colloqui con i suoi collaboratori, mi è stato detto che trovava sciocco insistere sulla prevedibilità dei terremoti, sulla cassandra Giuliani, sulla questione dell’emergenza, perché il vero problema è quello edilizio. Sacrosanto. Il vero problema è che in Italia ci sono 7 milioni di case a rischio, di cui 80mila sono edifici pubblici. Il vero problema è quell’ospedale dell’Aquila inaugurato nel 2000, dopo vent’anni di lavori, e che ora è inagibile. Il vero problema è il decreto del 2004 che prevedeva costruzioni antisismiche e che è sempre stato rinviato. Il vero problema è che occorre una grande opera di rottamazione edilizia e di ricostruzione. Questo è il punto. Voi lo sapevate benissimo. Dietro le quinte se ne conveniva. E allora perché, invece, avete messo in scena solo un vergognoso processo alla Protezione civile? Forse perché il problema delle case costruite male non può essere addossato in nessun modo a Berlusconi? Forse perché vi siete accorti che, anzi, il piano casa appena varato andava proprio nella direzione dell’auspicato rinnovamento edilizio? Forse perché il ritardo delle norme antisismiche non è colpa di un sottosegretario del vituperato centrodestra, ma di una cultura del Paese che riguarda tutti? Forse perché il primo a firmare quel rinvio è stato proprio Antonio Di Pietro, nume tutelare del furbetto anti-furbetti De Magistris? Dev’essere così, è chiaro. Ma il risultato è vergognoso. Noi speravamo di parlare dei problemi seri. Su questo giornale l’abbiamo fatto, fin dal primo giorno, senza nascondere nulla, con dati e cifre, denunce e accuse fondate su abusi e inadempienze nelle costruzioni. Voi invece avete preferito affidarvi alle beghe da cortile, avete ritirato fuori la madonna del radon, l’autodidatta Giuliani, avete mestato nel torbido raccolto sul fondo della disperazione con un unico scopo: mettere nel frullatore chi da cinque giorni lavora, rischiando la vita e senza risparmiare energia, per ridare speranza all’Abruzzo. Mi chiedo perché, caro onorevole Santoro. Mi chiedo a che serva. Visto che all’inizio della trasmissione faceva nobilmente appello al Paese che vogliamo lasciare ai nostri figli, ecco, le chiedo se davvero lei vuole lasciare ai suoi figli un Paese così, in cui nemmeno di fronte a 290 morti si trova la forza di mettere da parte i biechi interessi della politica di giornata. Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui si irridono i volontari, magari solo perché vestono una divisa (si capisce la divisa non fa chic come l’orecchino e il jeans strappato...). Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui di fronte all’emergenza ci si continui a sentire uomini di parte prima che uomini. Avevamo avuto una speranza nei giorni scorsi. Avevamo visto un clima diverso. Avevamo trovato commenti per una volta sensati a destra e a sinistra, avevamo trovato persone capaci di capire che il dolore e la sofferenza, pensi un po’ Santoro, contano persino più dell’essere berlusconiani o antiberlusconiani. Avevamo sperato che di qui potesse nascere un’Italia più civile. Avevamo sperato. Poi sono arrivati Vauro, le vignette e la sua bottiglietta d’acqua. Che meschinità."

Fast & Furious 4

Il 10 aprile è uscito al cinema



Sempre più tamarro!



Ci sono tutti i protagonisti del primo episodio della serie

Uccooooooooo

Lunedì sul lago, quando c'era il sole, si crepava di caldo.
Passano tre giorni .... "e so nèf" (cit.)


Beccatevi stamattina in paese a Ponte e
la super fioccata in Tonale (dove c'erano -4°C):




giovedì, aprile 16, 2009

"Tomba mi fa una pippa"

Guardiamo quanti ne riconoscete...

mercoledì, aprile 15, 2009

MATERIA INAFFERRABILE

visto che già una volta ho cercato di portarvi a vedere un'istallazione luminosa di una mia compagnia del liceo...senza trovarla...ci riprovo!

installazioni d'arte contemporanea a cura di Giampietro Guiotto Comune di Pisogne (Bs),
18 aprile – 10 maggio 2009, inaugurazione ore 17.30

Comunicato stampa

Il 18 aprile alle ore 17.30 si inaugurerà la mostra d’installazione d’arte contemporanea “Materia Inafferrabile” organizzata dal Comune di Pisogne (Bs) e curata da Giampietro Guiotto.Il percorso espositivo coinvolgerà tutto il paese, dalla Torre del Vescovo, alle piazze fino il lungolago attraverso installazioni di 6 artisti emergenti e una mostra di fotografia collocata presso la Sala Puda.Oltre ad un’installazione luminosa visibile solo di notte, la mostra accoglie le mucche da collezione di Forge Monchieri.La mostra è visitabile fino il 10 maggio 2009Artisti: Angelo Bordonari, Laura Agnello Modica, le mucche da collezione di Forge Monchieri, Resi Girardello, Ausilia Scalvinoni, Zizioli + Lorenzini.

Percorso mostra

Lungo Lago:Angelo Bordonari - Frammenti di desideri irraggiungibili, sculture sospese e cadute dal cielo..
Torre del Vescovo e sulle acque del Lago - Laura Agnello Modica - Frammenti di corpo in vetroresina, pagine di pelle in cui è scritta la vita delle streghe e la loro storia.
Piazza centrale e lungo Lago Le mucche da collezione di Forge Monchieri - Le mucche vanno in transumanza artistica: colore e ricordi di un mondo contadino, antico e scomparso.
Sala Puda: Ausilia Scalvinoni – Fotografie di margherite senza materia, che continuano a danzare e a inneggiare all’amore.Piazza del molo: Resi Girardello – “Castello in aria” fatto di fili di rame e ferro, inconsistente, pericolante e meraviglioso come il Palazzo del Piccolo Principe.
Acque del Lago:Zizioli +Lorenzini – Scritta luminosa visibile solo di notte all’interno delle acque del Lago. “Aspettando la grande onda” è uno slogan preso a prestito dai mass media, una speranza che dal Lago giunga l’inatteso.


Testi da catalogo a cura di Giampietro Guiotto, di cui si dà un estratto:

CHIARA ZIZIOLI + ALESSANDRO LORENZINI
Zizioli + Lorenzini sembrano lavorare nell’ambito della pubblicità e degli slogan, quindi si presume che essi conoscano bene il valore della comunicazione visiva e la menzogna legata al lavoro pubblicitario. Nella loro proposta realisticamente possibile di un fascio di luce esclusivamente notturna che proietta la frase “Aspettando la grande onda” essi producono l’irrealtà del pensiero, provocano nello spettatore un senso di disagio o di sconcerto fino a lasciarlo nell’attesa irreale di qualcosa che potrebbe avverarsi. L’opera prende di mira innanzitutto qualsiasi modalità visiva compresa l’arte stessa perché la vera rappresentazione è linguaggio convenzionale esattamente come lo è la parola e l’immagine. Gli artisti, nel mostrarci dunque il ragionamento semiotico e non l’emozione relativa ad esso, ammettono l’irrealtà della loro opera, intesa come idea disegnata che non coincide con la realtà. Essi affermano la non verità e lo scollamento nei riguardi del mondo reale. Si scopre che il linguaggio verbale non è naturalistico ma costruzione mentale di realtà espressa attraverso il codice della lingua. Certo, folgorati da questa verità, ci si presenta un lato oscuro della condizione nella quale noi la riconosciamo.Ma un’arte senza immagini è ancora definibile come arte? Trans-arte, forse, poiché in essa l’opera si colloca e sta dove non c’è opera, aprendo completamente alla socialità e alla semiotica, alla politica e all’ermeneutica. E’ la realtà, dunque, a essere carica di non-senso, oppure essa si dispiega in ordinata naturalità e siamo noi con i nostri sensi, ragione, fantasia e regole linguistiche e mentali che sconvolgiamo la logica naturale fino ad inventarla? Questo rimane il mistero e il dubbio promosso dai due artisti Zizioli + Lorenzini, la parte nascosta della realtà e del nostro essere che ci è ignoto.

ANGELO BORDONARI
La scultura dell’artista Angelo Bordonari si presenta spezzata, manchevole, frammentata, ma rimanda subito alla pienezza della forma nascosta e allusa, come si trattasse di un’installazione di forma classica, finita nei suoi angoli più remoti. Così in “Inevitabilità” la grande ala spezzata si prolunga a terra inerme; essa porta con sé un piccolo e vuoto nido d’uccello, che segna l’attesa dell’ospite ormai volato lontano, a significare la necessità della morte come l’attesa della vita. L’intensa luce che emana dall’opera è coglibile come luce spirituale dell’intero universo, a suggerirci che l’artista non ci ammannisce un discorso intorno al cosmo, ma che ci ricorda come noi stessi dimentichiamo di essere mortali, nonostante morte e vita siano inevitabilmente presenti nella nostra vita. Insomma, l’arte può aiutarci a vedere ciò che non è palese e immediatamente visibile, a “Vedere attraverso il cuore della luce”, come l’artista esplicita in un’altra opera, due grandi labbra sospese e diafane alla riva del Lago tra due enormi alberi in fioritura. Esse non si incontreranno mai, ma, nella loro perseveranza impossibile, rivelano l’attesa possibile e il contatto impossibile, la possibilità dell’Essere eternamente teso verso l’Altro o l’ignoto che non conosce. Il frammento diventa metafora dell’Essere riconoscibile nell’unità del cosmo, entità vagante alla ricerca di Sé attraverso l’Altro, amore o attesa di qualcuno che venga a completare la felicità e si avveri l’incontro.

RESI GIRARDELLO
In questo sconfinamento dei linguaggi artistici nel quale sembra inutile distinguere le varie arti, s’inserisce il lavoro “Castello in aria” di Resi Girardello, costruito interamente da fili di ferro e rame e da lamine metalliche. La solidità della struttura architettonica, tradotta in pareti perforate dal disegno a maglia metallica, allude ad un piccolo castello fiabesco tridimensionale parzialmente coperto da smalti metallizzati e argentati, che ripercorrono con il loro cromatismo sintetico l’intelaiatura dell’installazione. Nella rivisitazione fantastica dell’architettura classica, l’artista riperimetra con fili metallici i contorni di porte, finestre, guglie, torri e rosoni, per poi unificarli e trasformarli in forme del vuoto e in profili architettonici, e dunque del pensiero libero, semplice, infantile e poetico, che mette in ridicolo la funzionalità e la monumentalità di tutte le architetture della storia. L’arte di Resi Girardello, vicina a quella del ricamo o del ferro battuto, diventa elegante e colta, attenta e precisa, semplice e naturale in quanto legata alla manualità artigianale antica, che interpreta il materiale e traduce la propria soggettività in atto creativo. I suoi castelli, come altre installazioni, liberati dalla costrizione della materia, dal peso scultoreo o architettonico, richiamano nelle strutture soltanto la forma originaria, ma, nell’eleganza e nella preziosità degli intrecci dei fili ferrosi, l’opera appare un grande e prezioso gioiello. L’artista consegna, così, alla povertà del filo di ferro o del rame un prezioso valore, che eleva ad una nuova dignità e inaspettata eleganza.

LAURA AGNELLO MODICA

Il corpo per Laura Agnello Modica è un insieme di elementi metafisici e corporei costituito da riflesso, ombra, impronta, pelle, specchio, fotografia e, infine, parole. Il riflesso non è il reale, ma ha l’aspetto del reale. Per questo motivo ci confonde. Nel caso dell’ombra e dell’impronta, l’uomo sente una stretta connessione con il corpo, come un sintomo di appartenenza. L’impronta possiede, a differenza del riflesso e dell’ombra con cui è in forte affinità, una materialità che è un’oggettivazione dell’Io, o, meglio, del corpo che lo rappresenta. La pelle ha una funzione eminentemente protettiva, ma nel contempo è mezzo di comunicazione tra l’in sé - per sé e il mondo, predisposta a modificarsi seguendo forze interne ed esterne che entrano in contatto con essa. Essa è confine e soglia dell’Io, è sicura testimone del mondo psichico, romanzo visivo in cui si scrive la vita. Con questi parametri filosofici Laura Agnello Modica penetra l’universo storico lentamente, lo setaccia e lo scompone quasi scrivendoci sopra, incidendolo e manifestandolo. In questa sorta di comunicazione complessa, l’artista traduce il corpo in frammenti leggeri in vetroresina, galleggianti sul Lago e appesi all’interno dell’alta torre pisognese in pagine scombinate di pelle in vetroresina e in fogli A4, che raccontano la storia del mondo e le percezioni dell’uomo. Così, per la storia di Valcamonica e della sua prima terra, Pisogne, Agnello Modica percorre d’un balzo le vicende della signoria vescovile del Trecento e la gente sottomessa, ma ribelle e vigile che vi si rapportava; continua, poi, nell’ultimo Quattrocento e nei primi anni del Cinquecento, per cogliere artisticamente l’avvento di streghe e stregoni come segno inconfondibile di una ribellione di massa divenuta inesauribile, ma anche inestricabile, con il sacrificio del corpo eretico bruciato dagli inquisitori, come se si fosse trattato di una radicale e terribile scarificazione tribale.

AUSILIA SCALVINONI

Le margherite di Ausilia Scalvinoni sono forme che approdano ad un’ampia riflessione filosofica, occidentale e orientale. Lo sviluppo digitale che ha permesso l’inversione del bianco e nero, quasi a farlo sembrare un negativo fotografico, insegue le forme, fino a illuminarle da dentro e far trasparire la loro essenza in bilico tra materia e spirito.Il colore, inteso come involucro emotivo della forma, scompare, per alludere alla forma primigenia, all’illuminazione di quell’istante in cui la forma è evanescente. Nei grigi e nei neri abissali, i loro steli si inclinano, la compostezza delle loro corolle si sfascia, mentre l’ultima parvenza di petalo sfoglia e ondeggia. Nel loro dinamismo di linee e movimenti sinuosi, si cristallizza la visione della fugacità dell’attimo, l’emersione dell’oscurità che cerca la luce, il desidero di sottrarsi all’abisso metafisico e impalpabile del mondo, la volontà di librarsi là dove il nulla incontra il vuoto. La loro esistenza e la loro vitalità di margherite si annullano per assumere le forme dell’inquietudine, della precipitazione, dello spreco di energie, dell’impazienza verso l’ignoto. Come ogni fiore, esse si scoprono prive di importanza nella pienezza cosmica. Pertanto, il nostro sguardo deve agire con delicatezza e tenerezza. La fotografia di Ausilia Scalvinoni ci parla, così, di luce e oscurità, di dinamismo e immobilità, di silenzio e incomunicabilità, di vita e morte. La materia è destinata a perdere la forma, ma negli ultimi movimenti di vitalità riecheggia l’inno all’amore, la danza nel silenzio e nel vuoto, nella trasparenza dell’aria e nella profondità dell’acqua che ci riconduce al fiume eterno: essenze floreali al limite estremo della semplificazione, entità alla ricerca di una danza che corrisponda al ritmo delle pulsazioni del loro spirito vitale, emanazioni di luce e riverberi di natura che si estendono all’infinito.

MUCCHE DA COLLEZIONE DI FORGE MONCHIERI/
Mucche in transumanza Se qualcuno fosse tentato di acquistare le mucche da collezione di Forge Monchieri per collocarle nel proprio giardino, rimarrebbe frustrato, perché queste opere d’arte non sono vendibili e nemmeno riproducibili. Nate come oggetti ideali e visualizzazione di un mondo agricolo ormai scomparso, le mucche dell’Azienda del Cav. Gianfranco Monchieri suscitano la nostalgia e la visione concreta di un territorio amato, l’ambiguità tra irrealtà e realtà del visibile. Nella parvenza di sculture oggettuali, esse vorrebbero mimare (o ridicolizzare?) l’arte concettuale e la bellezza del processo mentale dell’artista necessario alla costruzione dell’opera, ma, nella loro nuda oggettività, esse ammettono di non conoscere l’artista che le ha create e, quindi, nemmeno l’idea prima che le ha generate.In questo momento esse subiscono, però, una dislocazione temporale, una sorta di transumanza artistica dal luogo loro consueto, che è il parco dell’Azienda Forge Monchieri, alla piazza e lungolago di Pisogne, per partecipare ad un’esposizione d’installazione d’arte contemporanea. Decontestualizzate dal luogo originario, esse diventano ora, grazie al godimento visivo e al consenso del pubblico, inedite opere d’arte che generano nuove percezioni sensibili e riflessioni sul senso del vivere, temporanea visione di un mondo assurdo ed enigmatico, ma anche gioioso.Nella loro irrealtà, esse diventano pensiero invisibile, come il dolore e il piacere, direbbe Magritte. Esse rappresentano in modo non più illusorio quello che è scomparso, la vita contadina e lo spazio della natura disintegrata dall’uomo. Un tempo, nel colore del manto delle autentiche mucche nere a chiazze bianche si stendeva, forse, un cielo tempestoso percorso da limpidissime nuvole bianche, mentre ora, grazie alla trasmutazione dell’arte, compaiono cieli azzurri, soli, lune e colori sgargiantI.

Anche il Vex fa così!!!

martedì, aprile 14, 2009

HOMO CALVUS



Riassumendo...

Gli "amici" del Vex

Palazzolo invasa per il «rave-party» nell'ex cotonificio

Miglia di giovani hanno invaso per tre giorni la valle dell'Oglio. Giovani e musica a tutto volume, protagonisti del rave-party non autorizzato - ma sorvegliato speciale 24 ore su 24 dalle Forze dell'ordine - nell'ex cotonificio Ferrari, che ha scosso a partire da venerdì notte la quiete della Sgraffigna di Palazzolo.

La manifestazione ha calamitato nella vecchia e abbandonata fabbrica in riva all'Oglio qualcosa come quattromila persone, provenienti da mezza Europa. I quartieri della Sgraffigna e di San Giuseppe, lungo la striscia d'asfalto che sale alla frazione di San Pancrazio, si sono trovati per tre giorni sotto l'assedio di auto e camper posteggiati ovunque, sporcizia disseminata lungo le strade e nelle aree di sosta. Non sono mancati momenti di tensione fra alcuni residenti e giovani arrivati da ogni angolo d'Italia e da Germania, Francia, Austria, Belgio, Gran Bretagna e Polonia per partecipare a quello che era un rave-party d'eccellenza, organizzato a livello europeo con musica dal vivo (una dozzina i gruppi che si sono esibiti, giorno e notte, nei capannoni in ferro e mattoni) e richiami che correvano celermente in Rete e via sms.

La diplomazia e l'esperienza delle forze di polizia hanno però evitato - al di là dei comprensibili disagi per i residenti e della sporcizia - qualsiasi incidente o particolari atti vandalici. Anche se tutto è filato liscio sul fronte della sicurezza a Palazzolo sono scoppiate violente polemiche. Le quali sostanzialmente ruotano attorno al grande rave-party non autorizzato con tutte le conseguenze per il popoloso quartiere, ma ancor prima all'ex cotonificio Ferrari, da anni abbandonato e in forte degrado già meta di raduni musicali "clandestini".


13 aprile 2009
da giornaledibrescia.it

Ecco qui la fotogallery:
http://www.giornaledibrescia.it/fotogallery/?idGallery=214