martedì, ottobre 26, 2010
Programma Tarifa gratis

Neve&arcobaleno



lunedì, ottobre 25, 2010
Oggi doppietta
Se vi serve un'idea per un lungo weekend, io sono appena tornato dall Croazia e devo dire che il Parco nazionale di Plivice (http://www.croaziainfo.it/Plitvice.html) e' davvero un paradiso! Poi coi colori dell'autunno sembrava quasi finto... Si spende poco, si mangia da dio e si cammina in posti fantastici!
Obbligo pagamento fatture entro 30-60gg
Il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani ha espresso soddisfazione per l'odierno voto del Parlamento europeo a favore di una nuova direttiva finalizzata a lottare contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L'assemblea di Strasburgo ha approvato oggi con 612 voti favorevoli e soli 12 contrari (21 gli astenuti) la proposta della Commissione che avrà un impatto cruciale sull'economia europea. La direttiva tutelerà meglio gli interessi dei creditori - nella maggior parte dei casi si tratta di piccole e medie imprese - pur nel pieno rispetto dell’autonomia contrattuale. Gli enti pubblici saranno tenuti a pagare entro 30 giorni, altrimenti pagheranno interessi di mora al tasso dell’8%. Si prevede che grazie a questo provvedimento le imprese vedranno aumentare di 180 miliardi di euro la liquidità a loro disposizione.
[...]
In base alle nuove disposizioni della direttiva:
- gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o - solo in circostanze del tutto eccezionali - entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese.
- le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua.
- le imprese hanno il diritto di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
- il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
- per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique.
- viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese.
- gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento rapido
- gli Stati membri hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.
La prossima tappa
La direttiva deve essere recepita negli ordinamenti nazionali entro 24 mesi dalla sua adozione.
[...]
domenica, ottobre 24, 2010
Compleanno del giorno
sabato, ottobre 23, 2010
Foto della settimana
venerdì, ottobre 22, 2010
giovedì, ottobre 21, 2010
Certificatore CENED più "vicino" a te
Cerca e visualizza sulla carta geografica i certificatori accreditati all'elenco regionale: inserisci l'indirizzo di partenza, clicca il tasto FISSA IL PUNTO e successivamente il tasto CERCA. I risultati vengono mostrati sia nella mappa, sia nella tabella sottostante a gruppi di 15 nominativi; selezionare le pagine successive alla prima per visualizzare l'elenco completo.

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"Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: - Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde: - Senza pietre non c'è arco"
Italo Calvino "Le città invisibili"
Trekking Urbano 2010
mercoledì, ottobre 20, 2010
Regione Lombardia - TREND
Progetto TREND: Contributi per la realizzazione di check-up energetici
TREND: Come Presentare Domanda per il Bando Check-up Energetico. E' ancora possibile presentare domanda sul bando “Contributi per la realizzazione di check-up energetici presso le MPMI: Le risorse sono ancora disponibili.TREND
TREND (Tecnologia e innovazione per il Risparmio e l'efficienza ENergetica Diffusa) è un progetto finalizzato ad individuare, incentivare e sostenere interventi volti al risparmio energetico e alla produzione di energia tramite il ricorso a fonti alternative nelle piccole e medie imprese lombarde.Il Progetto
Nel contesto della politica europea 20-20-20, il progetto TREND vuole individuare, incentivare e sostenerenelle piccole e medie imprese lombarde interventi volti all'innovazione tramite il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabiliPartecipare a TREND
L'invito a partecipare a TREND è rivolto alle piccole e medie imprese lombarde, ai fornitori di servizi (professionisti della consulenza e dell'auditing energetico) e ai fornitori di tecnologie per l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Contatti
Per informazioni relative al bando check-up è possibile fare riferimento a: Call center generale di Regione Lombardia 800.318 318 (numero verde gratuito da telefono fisso, da cellulare e da fuori Regione); indirizzo di posta elettronica asse1fesr@regione.lombardia.it
Per informazioni generali relative ai contenuti del progetto TREND è possibile fare riferimento a: indirizzo di posta elettronica trend@cestec.it
Lodo Alfano
martedì, ottobre 19, 2010
Maternità e paternità "europea"
congedi più lunghi e stipendio pieno
Neomadri cinque mesi a casa a stipendio pieno, i padri due settimane a casa dopo il parto. Contrari i governi europei
BRUXELLES - Per i papà due settimane a casa per godere dei primi giorni di vita del proprio figlio. Senza dover rinunciare allo stipendio. Mentre per le neomamme venti settimane a stipendio pieno. E’ una piccola rivoluzione quella che il Parlamento europeo si prepara a votare mercoledì prossimo a Strasburgo in materia di famiglia, per cercare di andare incontro alle lavoratrici che vogliono vivere con serenità un momento importantissimo della vita e per cercare di responsabilizzare di più i padri. E soprattutto per cercare di rilanciare la natalità in Europa e incoraggiare le donne ad entrare nel mercato del lavoro.
Ma sulla proposta della socialista portoghese Edite Estrela, che stava per essere approvata già nel marzo scorso e che punta a sostituire il testo presentato dalla Commissione europea, si preannuncia una spaccatura tra i gruppi politici. Per ragioni ideologiche e per motivi economici, in un momento in cui molti Stati membri hanno già dovuto dare consistenti sforbiciate ai bilanci, non solo del welfare, per far fronte alla crisi. Se non passasse il rapporto, né gli emendamenti proposti, la palla tornerebbe nel campo dell’esecutivo comunitario, che ha già presentato, il 9 marzo 2009, una direttiva in cui si estende da 14 a 18 settimane il periodo minimo di maternità e si stabilisce l’obbligo di usare sei settimane dopo il parto, il diritto ad essere reinserite nello stesso posto di lavoro e il diritto della mamma a chiedere una modifica dell’orario e delle modalità di lavoro (ma senza l’obbligo per il datore di lavoro di accettare la richiesta).
«La percentuale di donne che lavorano dovrebbe aumentare solo dell’1,04% per coprire i costi della proposta», spiega la relatrice, aggiungendo: «L’1% solo per l’estensione del congedo di maternità e lo 0,4% per quello di paternità».
Ma tradotto in cifre, secondo uno studio d’impatto (condotto su dieci paesi ma non sull’Italia), questo significherebbe per la Germania una spesa di 1,9 miliardi di euro in più all’anno e per la Gran Bretagna di 1,7. E in molti ritengono che si tratti di stime al ribasso. «La proposta del Parlamento ci costerebbe 2,7 miliardi di euro», osserva un portavoce del governo di Londra. Mentre i benefici – quali la salute del bambino, le pari opportunità e l’aumento del lavoro femminile – sono difficilmente quantificabili in termini economici.
I governi nazionali appaiono quindi nell’insieme contrari all’obbligo di uno stipendio intero per 20 settimane, anche se ce ne sono alcuni, come Polonia ed Estonia, che già lo applicano. E i sistemi nazionali sono così diversi da rendere difficile un’armonizzazione in tempi brevi. Tra le 14 settimane interamente retribuite della Germania e le 52 della Gran Bretagna, di cui solo le prime sei pagate al 90%, l’Italia, con i suoi cinque mesi di congedo obbligatorio, si posiziona nella media. Ma sul congedo di paternità non è d’accordo, inserendosi tra coloro che non vogliono aprire nuovi capitoli di spesa.
La settimana prossima a Strasburgo il Ppe presenterà degli emendamenti chiedendo uno stipendio integrale per le prime sei settimane e pari all’80% per le restanti 14, oltre all’abolizione delle due settimane per i papà, mentre l’Alde vorrebbe garantire un minimo pari al 75% dello stipendio. La battaglia si preannuncia aspra prima che il testo torni sul tavolo dei Ventisette. Dove circola un timore: che l’imposizione di regole troppo rigide e troppo favorevoli alle madri possa avere un tremendo effetto-boomerang, ossia quello di ostacolare ulteriormente l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro.
lunedì, ottobre 18, 2010
Come vanno le cose a L'Aquila
domenica, ottobre 17, 2010
Cena con delitto
Foto della settimana
sabato, ottobre 16, 2010
Carta d'identità elettronica
Le liti e gli sprechi affondano
la carta d' identità elettronica
Ricorsi incrociati tra i soci (pubblici): i fondi usati per pagare gli avvocati.
Nulla dal 2005: da più di cinque anni esiste un' azienda che dovrebbe dare le nuove tessere di riconoscimento agli italiani ma finora non ha fatto assolutamente nulla
ROMA - Quattrocentocinquemilatrecentosettantadue euro. Con tutti quei soldi avrebbero potuto pagare per un intero anno scolastico lo stipendio a 30 precari. O magari fare il pieno a un po' di macchine della polizia, che in molte zone a rischio del Paese sono perennemente a secco. Lo Stato ha invece preferito spenderli per gli avvocati, in una delle liti legali più grottesche e insensate, almeno per i contribuenti, che abbiano mai coinvolto due aziende pubbliche. Sono il Poligrafico dello Stato e il gruppo Finmeccanica: entrambe controllati dallo stesso azionista, il ministero dell' Economia.
La storia comincia nel 2005, quando il precedente governo di Silvio Berlusconi decide di affidare a un' azienda pubblica appena costituita il compito di realizzare la famosa carta d' identità elettronica, un progetto di cui all' epoca si parla già senza costrutto da diversi anni. In quella società, pomposamente battezzata Innovazione e Progetti, ci sono il Poligrafico dello Stato, le Poste e la Finmeccanica, quest' ultima attraverso la controllata Selex service management. Inizialmente entrano nella partita anche due privati: la Eds Italia, filiale del gigante informatico americano, e la Livolsi Investments, di proprietà del banchiere d' affari dicono più amato dal Cavaliere, Ubaldo Livolsi. Ma dura poco. La sinistra vince le elezioni politiche, Romano Prodi torna alla presidenza del consiglio e i soci privati si dileguano. Passa ancora un anno e visto che non si è combinato nulla, il governo decide di mettere in liquidazione la società. Non senza aver prima speso 192.749 euro per «compensi al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale e alla società di revisione, nonché spese amministrative per adempimenti di legge». E aver assegnato al presidente Claudio Rovai un bonus di 60 mila euro come «speciale remunerazione» in considerazione «di tutti i vari problemi, anche di tipo istituzionale, legale e amministrativo, affrontati e risolti». Senza avere evidentemente la più pallida idea di quello che sarebbe accaduto in seguito. Perché quattro mesi dopo la Finmeccanica, che probabilmente al ricco affare della carta d' identità elettronica ci aveva fatto la bocca, impugna la delibera di scioglimento. Il tribunale civile di Roma accoglie il ricorso e sospende la decisione di mettere in liquidazione la società. Innovazione e Progetti, appena sepolta, viene quindi riesumata: insieme al consiglio di amministrazione, al collegio sindacale, annessi e connessi. Ma non è finita qui. Sorge pure un altro contenzioso, perché il Poligrafico pensa bene di bandire una gara per la fornitura dei supporti della fantomatica carta d' identità elettronica. La Finmeccanica non ci sta e fa di nuovo causa: questa volta davanti al Tar. Fra ricorsi, controricorsi, appelli e controappelli, alla fine la spunta. E si ricomincia daccapo. Mentre a fregarsi le mani sono soltanto gli «importanti studi professionali» dei quali, c' è scritto nel bilancio 2009 della società, il consiglio di amministrazione si è dovuto «avvalere per la conduzione del contenzioso legale», non avendo «personale alle dirette dipendenze». E ci mancherebbe altro, si potrebbe aggiungere. «Importanti studi professionali» che hanno staccato parcelle altrettanto importanti: 405.372 euro. Un conto al quale bisogna certamente aggiungere gli 80 mila euro dei compensi del consiglio di amministrazione e i 35 mila di quelli dei sindaci revisori, dato che durante l' anno quella della lite con la Finmeccanica è stata l' unica attività svolta. Per un totale di 520.372 euro. Questo soltanto a carico del bilancio di Innovazione e Progetti. Per avere il conto esatto di quanto la battaglia sia costata finora ai contribuenti bisognerebbe sommare anche le parcelle pagate direttamente dai due litiganti, cioè il Poligrafico dello Stato e la Finmeccanica. Non poteva poi mancare una ciliegina sulla torta: nel 2009 il presidente Rovai era contemporaneamente alla presidenza anche di una società della Finmeccanica (la Mars) e di una società del Poligrafico (la Editalia), cioè i due litiganti.
Riassumiamo:
Da più di cinque anni esiste una società (pubblica) che avrebbe la missione di dare agli italiani la carta di credito elettronica, ma finora non ha fatto assolutamente nulla. Per giunta si tratta di una società con 30 milioni di euro di capitale, di cui 7 milioni e mezzo sono stati già versati.
Da anni, nonostante la sete di denaro delle casse pubbliche, inutilmente depositati in banca mentre procedeva la battaglia legale fra due soci (pubblici) con lo stesso azionista (pubblico). Senza che questo fosse stato in grado di farli smettere. C' è chi dirà che i problemi dei conti pubblici non si risolvono certamente con 520.372 euro. Verissimo. Ma perché buttarli dalla finestra?
26 settembre 2010
venerdì, ottobre 15, 2010
BRÖSTOI, FORMAI E..
“BRÖSTOI, FORMAI E..”
Data dell'evento: 17/10/2010
Organizzazione: Pro Loco e Associazioni
Luogo: Centro Storico, Villa di Serle
Orario: dalle 14,00 alle 19,00
Degustazione di piatti tipici autunnali serlesi, abbinati a vini bresciani in una kermesse enogastronomica, dagli antipasti al caffè.
Produzione ed esposizione di manufatti artigianali locali di legno e pietra e rassegna di opere di scultura e pittura.
Canti, musiche e danze eseguite dal coro “L’Eco de l’Omber”, dal Corpo Bandistico Serlese.
Una terapia per la sclerosi multipla?
il servizio delle Iene (video)
Uno dei servizi delle Iene (del 6.10.10 n.d.r.) è rivolto ad un tema molto importante e sentito: quello della sclerosi multipla. Questa è una malattia neurodegenerativa che rallenta drasticamente la velocità degli impulsi nervosi al muscolo. La sua origine da sempre viene ricondotta a una disfunzione neurologica ma secondo alcuni studi e ipotesi del Prof. Paolo Zamboni e del Prof. Fabrizio Salvi l’origine è cardiovascolare. La Iena Giulio Golia cerca di capirci di più e a tale proposito rivolge il microfono al prof. Zamboni. Il medico sostiene che alla base della sclerosi multipla ci sia una sindrome emodinamica: la C.C.S.V.I., insufficienza venosa cronica cerebrospinale (patologia che in Italia non è ancora considerata come malattia dal sistema sanitario). Questa insufficienza produrrebbe un’ostruzione all’interno di alcune vene che portano il sangue dal cervello al cuore. Risultato? La formazione di un ”ristagno”, successiva causa di infiammazioni e, infine, della sclerosi multipla. E una possibile soluzione quale potrebbe essere? Quella di liberare l’ostruzione con un intervento di angioplastica al fine di migliorare la condizione dei malati di sclerosi. Non solo teoria però: già si riscontrano alcuni miglioramenti in diversi pazienti sottoposti ad intervento in fase preclinica. Una nuova strada, forse, per la lotta alla sclerosi ma che, purtroppo, è ancora in attesa dell’avvio della sperimentazione. Una sperimentazione che in Italia sarebbe dovuta partire lo scorso maggio, ma che ancora non vede luce.
Non manca poi la voce della gente: persone già sottoposte a intervento che sperano nella buona riuscita ed altre che lo attendono con fiducia. Una tra queste è Nicoletta Mantovani, vedova del tenore Luciano Pavorotti, anche lei affetta da sclerosi multipla e in attesa di essere sottoposta all’intervento. Il suo appello è quello di riconoscere anche in Italia la C.C.S.V.I come patologia e quindi di essere operati subito. Continua aggiungendo come C.C.S.V.I sia una malattia riconosciuta internazionalmente e come, infine, non si parli di semplici cure alternative ma di un qualcosa di assolutamente scientifico.
Dopo il "casino" creato da questo servizio pare che qualcosa si sia mosso... xò rimane assurdo che ciò sia accaduto solo dopo che se ne è parlato in tv....
lanciano la terapia Zamboni
il ministro Fazio si è detto favorevole.
[.....]
I casi di "fughe all'estero" per curarsi
Una cura che rivoluziona il trattamento della sclerosi
La cura del prof. Zamboni sembra davvero destinata a rivoluzionare il trattamento della malattia, la vita delle 60mila persone che ne sono affette e dei tanti altri in lista di attesa per la sperimentazione.Due pazienti avevano rivelato la novità
Il racconto di Federica, 33 anni
Una nuova ipotesi sulle cause della malattia
Alla luce della scoperta del medico ferrarese emerge una possibile correlazione tra la sclerosi e una nuova patologia venosa chiamata CCSVI, o insufficienza venosa cronica cerebrospinale, in Italia ancora non annoverata tra le malattie riconosciute dal Sistema Sanitario Nazionale.Un'operazione semplicissima e banale
Ovviamente non ho la minima conoscenza medica al riguardo quindi non ho idea se questo metodo sia la soluzione al problema o si rivelerà utile solo per alcuni casi... però anche se fosse solo per poche persone, non si capisce perchè uno per provar a guarire debba andare all'estero con tutti i rischi legati a questa scelta...
No, dico, gemelli.
http://www.internazionale.it/oroscopo/
giovedì, ottobre 14, 2010
Oh si... Oh si si...
L'amicizia accende la mente
Svelate le basi della socialità
Ricercatori di Harvard hanno fotografato cosa accade nel cervello quando pensiamo a un amico. Nell'attivare i neuroni somiglianze e gusti non contano, ciò che importa è l'affetto
di GIULIA BELARDELLI
Il legame inscindibile dell'amicizia fotografato nel cervello. Il meccanismo funziona più o meno così: di fronte a un amico, anche quello più diverso da noi, una parte della mente si "illumina" ed è più pronta a immedesimarsi per comprendere i sentimenti e le azioni dell'altro. Ad attivare la materia grigia, insomma, non sarebbe tanto la somiglianza in fatto di gusti e interessi, quanto piuttosto l'aver condiviso esperienze in passato, belle o brutte che siano. Queste le conclusioni di uno studio dell'Università di Harvard sui processi neuronali che regolano i rapporti sociali e il nostro modo di rapportarci al prossimo. Stando ai risultati, pubblicati sul Journal of Neuroscience, sarebbe proprio la presenza di una relazione già costruita a scatenare i neuroni più di quanto non avvenga al cospetto di uno sconosciuto, anche se costui ci somiglia tantissimo. Le ragioni di questa "scala di valori neuronali", suggeriscono gli autori, potrebbero essere frutto dell'evoluzione di uno dei tratti più distintivi dell'uomo, come sosteneva già il buon vecchio Aristotele: la sua socialità.
Le regioni della mente che ci fanno sociali. Sono più di vent'anni che i neurologi di tutto il mondo collezionano preziose informazioni su quali siano le parti del cervello dedicate all'interpretazione degli altri e ai comportamenti relazionali. Finora si è visto che nell'uomo, come anche nei primati e nei roditori, la zona più direttamente coinvolta nell'elaborazione degli atteggiamenti sociali è quella della corteccia mediale anteriore. Danni in questa parte del cervello, infatti, sono di solito associati a difficoltà nel comprendere le regole di base dell'interazione.
Per questo i ricercatori di Harvard si sono concentrati su questa zona del sistema nervoso, cercando di capire il peso specifico delle due "forze" che guidano la percezione celebrale del prossimo: la somiglianza e la familiarità. Mentre la prima consente al cervello di immedesimarsi nell'altro e dedurre i suoi stati emotivi, la seconda è diretta conseguenza della condivisione di un'esperienza e ha dunque un peso "personale". "Entrambi i meccanismi - spiega a Repubblica.it l'autrice dello studio, Fenna Krienen - hanno una base psicologica ed evolutiva come elementi fondamentali per giudicare il diverso da sé. Il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno passa sempre attraverso una valutazione di questi due valori".
L'esperimento: amicizia contro somiglianza. Nello studio i ricercatori hanno scannerizzato, tramite una tecnica di risonanza magnetica funzionale, il cervello di novantotto giovani tra i 18 e i 23 anni alle prese con un test di previsione del comportamento altrui. Il compito consisteva nel provare a mettersi nei panni di un'altra persona e indovinare le sue risposte a una serie di domande. Della rosa di nomi e volti facevano parte sia degli amici (alcuni considerati simili, altri diversi) sia dei perfetti sconosciuti (di cui erano state fornite biografie e foto). Sorprendentemente, in tutti gli esperimenti effettuati a guidare la risposta celebrale nella regione della corteccia mediale anteriore è stata la familiarità, e non la somiglianza in fatto di trascorsi e comportamenti. La presenza o meno di un certo grado di caratteristiche in comune tra soggetto analizzato e protagonista del test non sembrava pesare in modo particolare sull'elaborazione delle inferenze. "Al di là della durata del rapporto e di quanto spesso si frequenti l'amico, la mente entra più rapidamente in empatia con la persona cara, mostrando un pattern di attivazione simile a quello che si osserva nelle decisioni personali", commenta la ricercatrice americana.
Se il cervello "sorride" agli amici. Come osservato da molti studiosi, una delle caratteristiche pressoché uniche dell'uomo è la sua capacità di costruire e mantenere relazioni che vadano oltre la semplice perpetuazione della specie. "Dal nostro studio - sottolinea Krienen - emerge chiaramente come la vicinanza sociale, o familiarità, si sia sviluppata nel cervello lungo circuiti di prima classe e sia il fattore principale di cui la mente si serve per interpretare gli altri". Per gli studiosi di Harvard, dunque, il sistema nervoso processa l'amicizia con un trattamento "speciale": un privilegio che può essere stato accordato agli amici solo grazie all'evoluzione e al vantaggio selettivo della socialità. La tecnica di imaging ha poi permesso un ulteriore passo in avanti: "Per la prima volta - precisa Krienen - siamo riusciti a fotografare questo meccanismo: abbiamo visto cosa accade ai nostri neuroni quando pensiamo a un amico".
La mentalità dell'amicizia. Una delle conseguenze della ricerca americana è l'importanza che la mentalità sociale ricopre nel cervello umano, ovvero l'esistenza di un atteggiamento involontario che ci dispone a comprendere meglio gli individui per cui proviamo una qualche forma di affetto. In questo senso, la presenza o meno di elementi in comune potrebbe non essere necessaria. Come ha mostrato uno studio del MIT di Boston (recentemente pubblicato su Science), quando diverse persone si uniscono per risolvere dei problemi si sviluppa un'intelligenza superiore, una sorta di super-mente sociale. A quanto pare, per funzionare al top questo super-cervello non ha tanto bisogno che tra gli individui ci siano diversi tratti in comune, quanto piuttosto che nel gruppo regni un'elevata "sensibilità sociale". Proprio ciò che c'è tra gli amici, come ricorda anche l'origine latina del termine: amare.
Mese prevenzione cancro al seno
la volta di dove mettono la borsa: su Facebook le donne si aiutano a ricordare il mese della prevenzione per il seno
MILANO - A Stephanie, che di notte mette dischi nei locali, piace sui piatti, con un sottofondo di Marvin Gaye. A Valentina in sala, sul divano-letto degli ospiti. Ad Alessandra sotto la scrivania e a Simona sull’asse da stiro. Ad Alice buttata sul divano, mentre a Barbara vicino alle scarpe, e a Francesca, che vive un trasloco senza fine, sulle scatole di cartone in ingresso. Migliaia di donne italiane in queste ore stanno modificando il loro stato su Facebook con un messaggio personale dai toni maliziosi che incuriosisce molti, soprattutto uomini: "Mi piace… lì". E al posto del lì, la fantasia si sbizzarrisce a elencare quei luoghi in cui le donne coinvolte in questo progetto lasciano... la loro borsa. Il motivo di tanto successo virale per questa operazione su Facebook è presto detto e per nulla ludico: è il supporto che le donne italiane stanno dando, volontariamente, alla promozione del mese (ottobre) della prevenzione del cancro al seno, grazie alla campagna "Nastro Rosa" voluta dalla Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori.
LA CAMPAGNA - Il mese di prevenzione è arrivato alla sua diciassettesima edizione: in questi giorni, contattando le sedi provinciali della Lilt, è possibile prenotare la visita gratuita di controllo in uno dei quasi 400 ambulatori presenti sul territorio nazionale. Sensibilizzare l’universo femminile sui controlli e sul come sconfiggere la malattia attraverso le visite e l’autoanalisi è un passo fondamentale in un Paese in cui ogni anno viene diagnosticato il cancro al seno a 40mila donne e dove una donna su 33 muore per un carcinoma mammario. Ancor più grave, una proiezione sul 2010 dice che a fine anno i nuovi casi di tumori saranno stati 42mila. Nastro Rosa, attraverso la sua campagna, ricorda che di tumore al seno si può guarire, almeno nel 90 per cento dei casi, sia attraverso operazioni di prevenzione primaria (mangiare bene, fare movimento, non fumare ecc) che secondaria (le visite di controllo che variano a seconda dell’età e dei singoli casi, in modo da riuscire ad arginare l’eventuale tumore nella sua fase iniziale, quando questo è curabile). La lega che combatte i tumori insiste particolarmente sulla mammografia, esame che a partire dai 40 anni di età dovrebbe essere svolto da tutte le donne una volta all’anno.
EVENTI E PRECEDENTI - Per ricordare a tutte l’importanza della prevenzione, la Lilt ha organizzato una serie di eventi collaterali, come l’illuminazione di color rosa di alcuni dei monumenti delle città italiane, operazione che avviene anche all’estero su edifici imponenti come l’Opera House di Sydney, o su meraviglie della natura come le cascate del Niagara, tra Stati Uniti e Canada. L’uso di Facebook e della potenza dei fenomeni virali online non è una novità per Nastro Rosa. Già lo scorso anno infatti le donne del social network si mobilitarono per ricordare a tutte la prevenzione del cancro alla mammella. Nel 2009 il tema con cui aggiornare il proprio status era il colore del reggiseno che si indossava in quel momento.The Flight of Icarus (parte I)
da Emeroteca Italiana
Corriere della Sera, 24 settembre 1910
Testata Corriere della Sera
Origine Milano - Italia
Data di pubblicazione 24 settembre 1910
Il trionfale volo di Geo Chavez
Il prodigio è avverato. Il gran sogno, la magnifica utopia di ieri è divenuta realtà. L'uomo ha vinto. Il volo umano ha sorpassato le Alpi. Siamo ancora così stupiti, storditi, palpitanti che le cose vedute ci appaiono quasi irreali o come delle allucinazioni meravigliose. La visione del volo ha sorpassato in gloriosa bellezza tutto quello che la nostra immaginazione aveva supposto. Siamo passati in poche ore attraverso le emozioni più intense e più vive. Non sappiamo trovare la calma necessaria per descrivere, e la nostra cronaca risentirà certo della confusione che è ancora nella nostra anima. La disgrazia che ha colpito l'eroico Chavez al momento di toccare il suolo italiano, una disgrazia che sarebbe potuta avvenire in qualsiasi aerodromo, non diminuisce la vittoria. Soltanto la rattrista. Il gran volo non perde il suo valore. Per esso le ultime barriere sono cadute avanti all'audacia dell'aviazione. Dopo il mare i monti. L'uomo stende le sue nuove ali e passa ovunque sul mondo, da nazione a nazione, signore dell'aria, dominatore dello spazio infinito. Il volo dell'uomo, così timido, così incerto qualche anno fa, si è sollevato a poco a poco, è uscito dai recinti dell'aerodromo, è andato da villaggio a villaggio, poi da città a città, poi da provincia a provincia e sempre più alto, sicuro, ardito ha sorpassato gli ostacoli che per secoli avevano fermate le razze, respinte le invasioni, divisi i popoli. Il passaggio delle Alpi segna un avvenimento storica. Anche se non sarà imitato, Chavez ha provato che l'inverosimile volo è possibile. E tutte le conquiste umane sono dovute a uomini che hanno voluto realizzare quello che sembrava assurdo. Il progresso di oggi in ogni campo non è che l'assurdo di ieri. Chavez è calato sulla nostra terra dalle nubi, come una divinità mitologica. E il disgraziato accidente dell'ultimo istante pare quasi voluto da una non so quale ostilità ineluttabile e intelligente per provargli che era un uomo, fragile e dolorante. La sua sovrumana gioia del trionfo si è spezzata in un brusco e dilaniante spasimo delle membra. Ma raccontiamo il momento dell'arrivo di Chavez e la disgrazia che ne seguì.
L'ARRIVO E LA CADUTA - Ad un chilometro da noi Chavez è ancora all'altezza di quattrocento metri. Duray sventola la sua gran bandiera bianca con una viva agitazione perchè teme che Chavez non veda i segnali. Il pubblico si è portato fuori dagli alberi e grida il suo entusiasmo, sventola i fazzoletti, agita i berretti e i cappelli. E' il commosso saluto che sale dalle nostre anime e che vola incontro al trionfatore. L'aviatore ha arrestato il motore: l'elica comincia a rallentare i suoi giri. Chavez è adesso a duecento metri d'altezza ed a quattrocento metri di distanza dalla bianca Croce di Lorena. Scende precipitosamente come un bolide ad una velocità da folgore, ma quando è a cento metri s'accorge che il campo è attraversato dalla strada che conduce alla Cascina. Per evitare di passarvi sopra colle sue fragili ruote, Chavez ridà l'accensione al motore e l'elica turbina ancora vorticosamente. L'apparecchio riprende per un momento la sua posizione orizzontale, poi l'accensione è nuovamente tolta al motore e Chavez ripiomba verso terra. Con la coda rialzata l'apparecchio passa davanti a noi all'altezza di dieci metri.
La gran Croce è già passata; Chavez vuol atterrare subito. È in questo momento che le ali, che evidentemente han troppo lottato e resistito contro la violenza dell'aria di cui dovevano vincere la resistenza, si sono rialzate come se si staccassero dal capo. Un attimo dopo un urlo generale di terrore copriva lo schianto dell'apparecchio che cessava di pulsare e che sotto la sua demolizione serrava il corpo inerte, forse senza vita, dell'uomo che ha segnato quest'oggi col suo gesto una data incancellabile nella storia del progresso. I primi accorsi furono il dottor Pio Falcioni, il pubblicista Gaggiotti, lo chauffeur Marino Sagliaschi che stavano vicino a Duray nel posto più avanzato della prateria; noi ci lanciammo sulle loro orme. Duray ha rivolto lo sguardo sulle rovine dell'apparecchio che non lasciava vedere l'aviatore e ritrasse il viso spaventato.
ATTORNO AL FERITO - Sono gli altri che si accingono all'opera di salvataggio febbrile. Sbarazzano le ali contorte, levano il giallo serbatoio sventrato, e scoprono supino Chavez grondante sangue di sotto lo spesso casco di cuoio e di gomma che ha attutito per fortuna l'urto violento. Gli occhiali gli si sono piantati sotto gli occhi: nel naso, nelle labbra, per tutto il viso piccoli pezzi di vetro hanno dilaniato le carni. Il motore ancora intatto gli poggia contro una gamba, ma non gli si è abbattuto sopra. Quando apre gli occhi spaventosamente attoniti sembra cercare una persona amica e quando scorge Duray gli mormora: «C'est terrible! C'est terrible!» L'altro si rincuora e, vinta l'emozione, gli domanda come fu ed egli: «Taisez vous, taisez vous», come per impedire che gli rinnovi il terribile ricordo: evidentemente egli ebbe venti metri prima della catastrofe la visione della disgrazia!
I medici si affollano coi pietosi intorno all'aeroplano. Una ondata di pubblico non ascolta più le preghiere e gli ordini dei carabinieri e strabocca da ogni dove e si lancia sulla prateria. Tutti gli accorrenti sono affannati per l'angoscia della disgrazia tutti credono l'aviatore morto, intorno s'è formato un cerchio e nel mezzo solo i sanitari si affollano attorno al misero corpo straziato. Tutti i presenti hanno sentito il naturale bisogno di levarsi il cappello come davanti ad una bara. Guardando in viso a molti colleghi, li vediamo piangere; scuotiamo il più vicino per confortarlo ed egli conforta noi: entrambi non ci eravamo accorti di avere le lacrime agli occhi.
La scena era troppo straziante. Non era passato un minuto che era volato sulle nostre teste nella pienezza del suo trionfo ed ora giaceva lì immoto e dolorante, con la bocca piena di sangue. Con un fìl di voce prega che lo voltino alquanto per sbarazzarsene. D'intorno a lui sono intanto allontanati i residui dell'apparecchio e si è fatto un piccolo largo. Da una vicina cascina hanno portato un materasso, delle salviette, dell'acqua; da Domodossola è sopraggiunta l'automobile del Comitato con due altri medici e colle medicazioni.
LA FOLLA COMMOSSA - Sulla vettura dell'ingegnere Negretti vien issato un materasso e lievemente dopo una prima sommaria visita dei sanitari e una prima medicazione, l'automobile parte. Fra la folla muta pensosa e triste, si incrociano le impressioni. Quelli che sopraggiungono si uniscono ai gruppi numerosi e bisbigliano chiedendo notizie. Avevano fatto di corsa i tre chilometri che separano dalla città come trasportati dall'immenso entusiasmo che il superbo volo aveva suscitato, quasichè il risucchio d'aria li avesse ingoiati. Tutta la città si sarebbe riversata fin qui, ignara della disgrazia, per vedere il meraviglioso uomo quando avrebbe preso l'ultima partenza verso il trionfo che l'attendeva a Milano, se i primi automobili coi giornalisti non li avessero avvertiti del disastro e la curiosità chiassosa ed allegra si è cambiata in una desolata costernazione.
E QUI UNA CANZONE SUL TEMA (La mia preferita in assoluto degli Iron Maiden).










