giovedì, aprile 15, 2010
Lettera di Gino Strada a Repubblica
Si arrestano tre italiani - un chirurgo, un infermiere e un logista, gli unici internazionali presenti in quel momento in ospedale - e sei afgani e li si sbatte nelle celle dei Servizi di Sicurezza, le cui violazioni dei diritti umani sono già state ben documentate da Amnesty International e Human Rights Watch.
Anche le case di Emergency vengono circondate e perquisite. Alle cinque persone presenti - tra i quali altri quattro italiani - viene vietato di uscire dalle proprie abitazioni. L'ospedale viene militarmente occupato.
Le accuse: "Preparavano un complotto per assassinare il governatore, hanno perfino ricevuto mezzo milione di dollari per compiere l'attentato". A dirlo non è un magistrato né la polizia: è semplicemente il portavoce del governatore stesso.
Neanche un demente potrebbe credere a una simile accusa: e perché mai dovrebbero farlo? La maggior parte dei razzi e delle bombe a Lashkargah hanno come obiettivo il palazzo del governatore: chi sarebbe così cretino da pagare mezzo milione di dollari per un attentato visto che ogni giorno c'è chi cerca già di compierlo gratuitamente?
Questa montatura è destinata a crollare, nonostante la complicità di pochi mediocri - che vergogna per il nostro Paese! - che cercano di tenerla in piedi con insinuazioni e calunnie, con il tentativo di screditare Emergency, il suo lavoro e il suo personale.
Perché si aggredisce, perché si dichiara guerra a un ospedale? Emergency e il suo ospedale sono accusati di curare anche i talebani, il nemico. Ma non hanno per anni sbraitato, i politici di ogni colore, che l'Italia è in Afghanistan per una missione di pace? Si possono avere nemici in missione di pace?
In ogni caso l'accusa è vera. Anzi, noi tutti di Emergency rendiamo piena confessione. Una confessione vera, questa, non come la "confessione choc" del personale di Emergency che è finita nei titoli del giornalismo nostrano.
Noi curiamo anche i talebani. Certo, e nel farlo teniamo fede ai principi etici della professione medica, e rispettiamo i trattati e le convenzioni internazionali in materia di assistenza ai feriti. Li curiamo, innanzitutto, per la nostra coscienza morale di esseri umani che si rifiutano di uccidere o di lasciar morire altri esseri umani. Curiamo i talebani come abbiamo curato e curiamo i mujaheddin, i poliziotti e i soldati afgani, gli sciiti e i sunniti, i bianchi e i neri, i maschi e le femmine. Curiamo soprattutto i civili afgani, che sono la grande maggioranza delle vittime di quella guerra.Curiamo chi ha bisogno, e crediamo che chi ha bisogno abbia il diritto ad essere curato.
Crediamo che anche il più crudele dei terroristi abbia diritti umani - quelli che gli appartengono per il solo fatto di essere nato - e che questi diritti vadano rispettati. Essere curati è un diritto fondamentale, sancito nei più importanti documenti della cultura sociale, se si vuole della "Politica", dell'ultimo secolo. E noi di Emergency lo rispettiamo. Ci dichiariamo orgogliosamente "colpevoli".
Curiamo tutti. In Afghanistan lo abbiamo fatto milioni di volte. Nell'ospedale di Lashkargah lo abbiamo fatto sessantaseimila volte. Senza chiedere, di fronte a un ferito nel pronto soccorso, "Stai con Karzai o con il mullah Omar?". Tantomeno lo abbiamo chiesto ai tantissimi bambini che abbiamo visto in questi anni colpiti da mine e bombe, da razzi e pallottole. Nel 2009 il 41 percento dei feriti ricoverati nell'ospedale di Emergency a Lashkargah aveva meno di 14 anni. Bambini. Ne abbiamo raccontato le storie e mostrato i volti, le immagini vere della guerra, la sua verità.
"Emergency fa politica", è l'altra accusa che singolarmente ci rivolgono i politici. In realtà vorrebbero solo che noi stessimo zitti, che non facessimo vedere quei volti e quei corpi martoriati. "Curateli e basta, non fate politica". Chi lo sostiene ha una idea molto rozza della politica.
No, noi ci rifiutiamo di stare zitti e di nascondere quelle immagini. Da tempo la Nato sta compiendo quella che definisce "la più importante campagna militare da decenni": la prima vittima è stata l'informazione. Sono rarissimi i giornalisti che stanno informando i cittadini del mondo su che cosa succede nella regione di Helmand. I giornalisti veri sono scomodi, come l'ospedale di Emergency, che è stato a lungo l'unico "testimone" occidentale a poter vedere "gli orrori della guerra". Non staremo zitti.
Emergency ha una idea alta della politica, la pensa come il tentativo di trovare un modo di stare insieme, di essere comunità. Di trovare un modo per convivere, pur restando tutti diversi, evitando di ucciderci a vicenda. Emergency è dentro questo tentativo. Noi crediamo che l'uso della violenza generi di per sé altra violenza, crediamo che solo cervelli gravemente insufficienti possano amare, desiderare, inneggiare alla guerra. Non crediamo alla guerra come strumento, è orribile, e mostruosamente stupido il pensare che possa funzionare. Ricordiamo "la guerra per far finire tutte le guerre" del presidente americano Wilson? Era il 1916. E come si può pensare di far finire le guerre se si continua a farle? L'ultima guerra potrà essere, semmai, una già conclusa, non una ancora in corso.
La risposta di Emergency è semplice. Abbiamo imparato da Albert Einstein che la guerra non si può abbellire, renderla meno brutale: "La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire". Nella nostra idea di politica, e nella nostra coscienza di cittadini, non c'è spazio per la guerra. La abbiamo esclusa dal nostro orizzonte mentale. Ripudiamo la guerra e ne vorremmo la abolizione, come fu abolita la schiavitù.
Utopia? No, siamo convinti che la abolizione della guerra sia un progetto politico da realizzare, e con grande urgenza. Per questo non possiamo tacere di fronte alla guerra, a qualsiasi guerra. Di proporre quel progetto, siamo colpevoli.
Ecco, vi abbiamo fornito le risposte. E adesso? Un pistoiese definì il lavoro di Emergency "ramoscello d'ulivo in bocca e peperoncino nel culo". Adesso è ora che chi "di dovere" lavori in quel modo, e tiri fuori "i nostri ragazzi". Può farlo, bene e in fretta. Glielo ricorderemo sabato pomeriggio, dalle due e mezza, in piazza Navona a Roma.
Preparate la vaselina
Decorrenza delle modifiche statutarie per la sostenibilità finanziaria
Nella riunione del 25 e 26 marzo 2010, il Comitato Nazionale dei Delegati ha deliberato la presa d'atto degli aggiornamenti, richiesti dai Ministeri Vigilanti in sede di approvazione della riforma, approvata dal Comitato a luglio del 2008.
Nella stessa seduta il CND ha deliberato la decorrenza del contributo
integrativo nella nuova misura del 4% a far data dal 1° gennaio 2011.
L'incremento del contributo soggettivo stabilito dalle nuove norme verrà calcolato a partire dai redditi 2010.
Si rende disponibile la deliberazione assunta dal Comitato Nazionale e gli stralci dello Statuto interessati dalle modifiche (file pdf).
A breve comunicazioni dettagliate in merito alla contribuzione e al calcolo
delle pensioni saranno oggetto di ampia diffusione agli associati attraverso
i canali istituzionali dell'Associazione.
Chi desidera essere informato della pubblicazione di aggiornamenti in materia sul nostro sito internet, può inviare una e-mail a redazione.sito@inarcassa.it con oggetto “modifiche statutarie”.
Nel pdf linkato sopra (basta cliccarlo) sono segnate tutte le modificate apportate allo statuto: non l'ho ancora letto tutto... il primo che lo fa ci aggiorni con tutte le "inculate" presenti.
Vi segnalo "solo" la tabellina con le nuove percentuali da versare nei prossimi anni...
PS: peccato non sia riuscito a seguir bene il blog in questi giorni x' ci son stati post interessanti & discussioni costruttive :)
La barzelletta del giorno...
mercoledì, aprile 14, 2010
Una lezione di dignita'
Svolta nella vicenda della mensa scolastica di Adro (Brescia), dove alcuni bambini sono stati esclusi per gli arretrati nel pagamento della rette, da parte delle famiglie. Un imprenditore del paese ha saldato tutto il debito pregresso, quasi 10mila euro, versando il denaro all'associazione di genitori che gestisce la mensa. L'imprenditore intende rimanere anonimo e ha spiegato il proprio gesto in una lettera.
Io non ci sto
Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.
Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.
E chi semina vento, raccoglie tempesta!
I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.
Un cittadino di Adro
martedì, aprile 13, 2010
Mensa scolastica
Di sfuggita sento che salta fuori uno che paga il debito per tutti, che pare copra tutte le rette arretrate e quelle relative all'anno 2009/2010 che resteranno in sospeso.
Il primo pensiero è stato..Ma te pensa.. però non è con la benificienza che risolvi il problema..
Ora mi son letta la lettera anonima che ha lasciato... e ho pensato... apperò! Mia mal!
http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/04/13/letteracittadinoadro.pdf
lunedì, aprile 12, 2010
domenica, aprile 11, 2010
Foto della settimana
Campanile Basso
11 giugno 2005
Sono le sei del mattino, io e Marco stiamo scendendo dalla Cima Tosa (gruppo del Brenta) dopo averla salita dal Canalone Neri, e ci imbattiamo nel mitico Campanile Basso, nel momento dell'alba...
sabato, aprile 10, 2010
che posso farci, sono felice.
sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Pablo Neruda
venerdì, aprile 09, 2010
Cucchi and co.
Bisogna interrogarsi sul nostro grado di civiltà. L’affare Cucchi ha attirato l’attenzione sul caso Uva: un uomo di 43 anni, Giuseppe Uva, fermato in stato d’ebbrezza a Varese alle tre di notte del 14 giugno 2008, portato in caserma e pestato a morte per tre ore di seguito. Lo hanno seviziato: ci sono tracce di sangue dietro i pantaloni, attorno ai testicoli e all’ano. Gli slip sono spariti. Un testimone dice che tra quelli che l’hanno ammazzato di botte c’è un carabiniere la cui moglie aveva avuto una storia con la vittima... Ma che Italia è?
Alla fine potrebbero essere due casi isolati.
Forse. Ma è tutto il sistema della nostra repressione che mi fa dubitare. Nelle carceri italiane muoiono 150 detenuti l’anno. Un terzo per cause naturali, un terzo si ammazza, l’ultimo terzo va all’altro mondo per «cause da accertare». A parte il fatto che i suicidi non sono normali (21 volte più suicidi in cella che fuori), in base ai dati del dossier Morire di carcere, elaborato dall’associazione Ristretti orizzonti, su 50 «cause da accertare», 16 sono in mano alla magistratura. Cioè l’accertamento ha un risvolto penale. Si tratta di detenuti uccisi ufficialmente da un infarto, ma che avevano la testa spaccata. O di suicidi pieni di lividi. Secondo Ristretti Orizzonti «la morte di Stefano Cucchi ha avuto l’effetto di scoperchiare il calderone infernale delle morti in carcere».
Carta di credito con accusa di usura... apperò...
Stop di Bankitalia alle
nuove carte American Express
La Banca d'Italia ha bloccato l'emissione di nuove carte di credito da parte dell'American Express Europe ltd in Italia, dopo aver riscontrato delle irregolarità sotto i profili dell'usura, del riciclaggio e della trasparenza. Dal provvedimento, consegnato alla Procura di Trani che sta conducendo un'indagine per la quale l'Adusbef si è costituita parte civile, emerge il fatto che per Banca d'Italia si tratta di un atto dovuto, collegato alle irregolarità riscontrate negli accertamenti avviati a settembre 2009, in seguito ad alcuni esposti sulle carte revolving (quelle per le quali è previsto il rimborso rateizzato, ndr) perché superavano i tassi d'usura.
Su questo tipo di carte l'attenzione di Via Nazionale in questo momento è rafforzata, perché l'emissione di queste carte non è coperta dal passaporto europeo. Il divieto di emettere nuove carte di credito scatta dal 12 aprile (la sospensione non riguarda gli attuali clienti di Amex che potranno continuare a usare le loro carte regolarmente, come precisa il comunicato della società nel quale si da pubblicità al provvedimento e si afferma che la società sta provvedendo ad aggiornare archivi e procedure) e l'emissione di carte di credito potrà riprendere solo quando saranno stati completati tutti gli interventi migliorativi chiesti da Via Nazionale: la società - afferma il documento che porta la firma del direttore generale Fabrizio Saccomannni- dovrà adottare «un piano organico di interventi che consentano alla struttura italiana di dotarsi di assetti organizzativi, presidi di controllo e sistemi informativi adeguati all'esercizio di attività regolamentate secondo la legge italiana e comunque coerenti con l'esigenza di rispettare le disposizioni vigenti in Italia in materia di usura, antiriciclaggio e trasparenza».
Non è il primo provvedimento di blocco alle nuove emissioni di carte di credito imposto da via Nazionale: anche per Diners Club Italia è stato chiesto il blocco a settembre scorso. In quel caso però per la società, che sta ultimando le migliorie richieste e che aveva ereditato una situazione pregressa al momento dell'acquisizione, i rilievi di Bankitalia riguardavano carenze in materia di adeguata verifica della clientela, obblighi di registrazione e archivio unico informatico, cioè le procedure chieste dalla normativa antiriciclaggio; non interessavano le carte revolving (che Diners non emette) né le infrazioni relative ai tassi.
Ma vediamo i rilievi fatti ad Amex Italia: il carente rispetto delle norme sull'usura è legato al fatto che sono state riscontrate irregolarità sul calcolo degli interessi di mora, non solo sulle rate non pagate ma sull'intero credito residuo e queste modalità di ricalcolo venivano applicate anche sugli interessi per il trimestre successivo, con effetti di anatocismo; questa prassi è stata poi sospesa ed è stata poi prevista la restituzione ma, si afferma nel provvedimento, «per carenza di applicativi» cioè per via di un archivio unico informatico che non consentiva una piena registrazione della clientela, l'American Express non sarebbe stato in grado di risalire ad «elementi analitici sulle modalità di individuazione dei rapporti interessati dai citati rimborsi e storni». Proprio questa inaduegatezza dell'architettura informatica configura una carenza, oltre che sul piano della trasparenza anche su quello della normativa antiriciclaggio. Su quest'ultimo punto «sono state riscontrate diffuse e rilevanti anomalie che configurano inosservanze», per gli obblighi di raccolta delle dichiarazioni sul «titolare effettivo» e per irregolarità sull'identificazione dei clienti operanti con banche insediate in alcuni paesi, «segnatamente la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano». Altre critiche riguardano le «non acquisite copie dei documenti di riconoscimento degli utilizzatori di carte supplementari o aziendali».
Emerge un quadro, dice il provvedimento «caratterizzato dall'assenza di figure di coordinamento e di indirizzo dell'operatività e di adeguati controlli interni». Sotto il profilo dei controlli anche la "casa madre" cioè la società britannica American Express Europe non era soggetta ad alcuna regolazione nel Regno unito fino allo scorso mese di novembre: solo allora infatti ha ottenuto la qualifica di istituto di pagamento ai sensi della direttiva comunitaria Psd.
giovedì, aprile 08, 2010
Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose
mercoledì, aprile 07, 2010
Le regole: letto
- In un matrimonio duraturo le dimensioni contano: il segreto è un letto king size.
- Lattice, molle insacchettate, memory foam: scegliere un materasso richiede almeno una laurea triennale.
- Il tatami è una soluzione raffinata, ma dopo i cinquant’anni avrai bisogno di un gancio appeso al soffitto per alzarti.
- A meno che non abiti in un hotel a quattro stelle, hai diritto a un massimo di due cuscini a persona.
- Smettere di rifare il letto è l’atto di emancipazione definitivo.
martedì, aprile 06, 2010
L'Aquila 6 aprile 2009, ore 3.32
Ecco una poesia che era appesa in bacheca al campo 38...
(è in dialetto, sotto c'è la traduzione)
(anonimo)
Kjù fa ju strunzu , kjù 'ndsosto
Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè.
Tengo solo trovà addò ***** hanno missu ju bottò
Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio
Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette
Tengo solo la paura che me frega.
Perché non è che se la pija solo co mmi
Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù.
Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà.
Ha cciso na frega de quatrani che non c'entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale
A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu
Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice:" ma coma ***** le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche".
Pure pe tilivisiò te llo icono.
Antisimiche ju cazzu che vve frega!
So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti.
Ma che sapeate? Chi ve ll'era ittu? Che teneamo fa?
Ji bunker?
Po me vengono a raccontà che :"Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E' indice di poca attenzione alle regole".
Ma dico ji:" Ma addò ju teneate ssu' misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss'è aperta la terra che appocatro se 'gnotte tutto"
Pe piacere!
Onna l'ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti!
A mi me ss'è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l'ogna e j sso retroati dentro aju lavandino.
E ju cascittu era quiju bassu.
Me ll'ha revodecata tutta la casa.
A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant'Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti.
E' come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente
Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza.
Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa,. Atru che "sabbia nelle costruzioni". Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de "media intensità".
L'intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta.
Ma se sse so cascati pure gji alberi.
Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri.
Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti "esperti in terremotologia applicata".
Applicata perché so' tre mesi che ropp'ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse.
Atru che Mercalli e Richter!!!!
Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa
1. Essiju
2. Bottarella
3. Bella botta
4. Sileppa
5. Slenghera
6. Saraga
7. Petenga
8. °ngulallazia
E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti
..... media intensità! Ma jeteaffangulo
più viene forte, più mi intosto io.
se solo sapessi come si fa a farlo smettere gliela farei vedere.
devo solo trovare dove cazzo hanno messo il bottone.
se mi distrugge la casa, la ricostruisco. pure senza soldi, con lo sputo, ma la ricostruisco.
anzi me la ricostruisco bassa e di legno così voglio proprio vedere se crolla di nuovo.
quello che mi frega è la paura.
perchè non è che il terremoto si accanisce su di me.
se la prende con tutti quelli che trova, piccoli e grossi. pure coi vecchi che già non ce la facevano più.
quelli già erano stanchi prima. non va bene per niente. non ce la fanno più a passare guai.
ha ucciso una marea di ragazzi che non c'entravano niente. che nemmeno erano aquilani, ma li ha uccisi lo stesso.
a che serviva tutta questa carneficina non lo sa nessuno.
poi devi pure vedere tutta questa gente che ti guarda e pare che ti dice "ma come cazzo le avete costruite queste case? noi le abbiamo antisismiche".
lo dicono pure in televisione.
antisismiche un cazzo!
sono più di trecento anni che non si sentiva manco una scossetta e adesso vengono e dicono che lo sapevano tutti.
ma che sapevate? ma chi ve l'aveva detto? che dovevamo fare?
i bunker?
poi mi vengono a raccontare che: "era una scossa di media intensità, 6.3 della scala richter. non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! è indice di poca attenzione alle regole".
ma dico io: "ma dove lo tenete questo misuratore di terremoti, appeso insieme ai prosciutti? ma se si è aperta la terra che un altro po' e si inghiottiva tutto".
per piacere!
Onna l'ha completamente rasa al suolo e monticchio, che sta a cinquecento metri e che ha le case pure più vecchie sta ancora là e manco se ne sono accorti!
a me si è aperto il cassetto del bagno dove tenevo il tagliaunghie e l'ho ritrovato dentro al lavandino.
e il cassetto era quello basso.
me l'ha rigirata tutta la casa.
a mio cognato, che sta a san demetrio, non gli sono cascate nemmeno le fotografie sopra al comodino e a villa sant'angelo che sta dall'altra parte della strada ha fatto un sacco di morti.
è come tutte le cose: a chi tanto e a chi niente.
però solo una cosa è chiara: non ci capite proprio un cazzo.
questi strumenti che avete usateli per qualcos'altro. altro che "sabbia nelle costruzioni". ha fatto una botta della miseria che un altro po' cascavano le stelle, altro che "media intensità".
l'intensità, da certe parti, ci stava tutta.
ma se sono cascati pure gli alberi.
a questo giro è toccato a noi, ma non è che potete stare tanto tranquilli manco voialtri.
allora adesso siamo tutti bravi. siamo diventati tutti "esperti in terremotologia applicata".
applicata perchè sono tre mesi che rompe il cazzo tutti i giorni e abbiamo fatto pure la nostra classificazione delle scosse.
altro che mercalli e richter!
adesso ve la dico: il terremoto si classifica per quanto casino fa
1. "eccolo..."
2. bottarella
3. bella botta
4. sileppa (intr.)
5. slenghera (intr.)
6. saraga (intr.)
7. petenga (intr.)
8. in culo a tua zia!
e quando ve le siete passate tutte come noialtri, vi potete presentare a fare gli esperti.
media intensità... ma andatevene a fanculo!
E' facile da "fuori" spiegar scientificamente che le case non potevano reggere, che Onna era nel letto del fiume e Monticchio sulla roccia, è semplice dire che non bisogna credere a 3/4 delle "voci" e dei "sentito dire" che girano perchè sono leggende o credenze popolari, ecc...
Gli edifici si ricostruiscono, più o meno in fretta, ma ciò che lascia dentro un terremoto così non è facile da dimenticar... noi che non l'abbiam vissuto non possiamo neanche immaginarlo...
Io ho sentito solo una scossa di magnitudo 4.2 ed è durata pochi secondi: più che la terra che "balla" o il rumore che non capisci da dove arriva, ciò che veramente mi ha gelato è veder in quel momento le facce di chi c'era quella notte ed in quei pochi secondi ha rivissuto l'incubo... un qualcosa difficile da spiegare...
lunedì, aprile 05, 2010
Bello spinto, ma efficace
Ecco un video per la campagna di informazione sull'AIDS..
per vederlo bisogna esser registrati in youtube oppure in gmail
(anche youtube fa parte del grande "mondo" google/gmail)
domenica, aprile 04, 2010
Foto della settimana
10 giugno 2005
La foto ritrae la cima del Castelletto inferiore (2601 mt); non è male, ma la cosa che la rende speciale e che gli omini che si vedono lungo il profilo di sinistra sono dei "nostri", e per l'esattezza Marco (il puntino nero più in alto) e, sul terrazzino più in basso, Angelo e la Alessia (probabilmente è nascosta da Angelo); eravamo con amici nel gruppo del Brenta, ad arrampicare, e ci siamo divisi su due vette, siccome eravamo in tanti; io ero sulla cima del Castelletto di Mezzo (2571 mt), salito per la via "Sybilla", ed appena in vetta non ho potuto fare a meno di guardare com'erano messi i nostri compagni impegnati sull'altra guglia; mi si è presentata questa scena a dir poco spettacolare...
sabato, aprile 03, 2010
venerdì, aprile 02, 2010
Si capisce? No? Questo è design (cit.)
Lancio di piatti e pugni nel locale di roma. Interviene la polizia
Fuksas insulta Bertolaso
Rissa tra clienti al ristorante
L’architetto: ladro. Un costruttore lo difende
Quello che loro hanno riferito agli amici, vorrebbe ridimensionare l'accaduto, ma chi c'era racconta ben altro. Le nove di sera passate da poco. Nel ristorante che si affaccia sul vialone che parte da piazza Mazzini c'è il solito pienone della domenica sera: niente stelle Michelin, ma buona cucina di tradizione toscana, carne, paste, gente della Rai, attori, produttori, volti noti della politica e dello spettacolo. Fuksas è già seduto quando entra Guido Bertolaso con un piccolo gruppo di persone. Viene riconosciuto e in sala corre un mormorio. Rotto dalla voce possente di Fuksas, fisico imperioso, testa pelata, Mascella volitiva, che sovrasta decisamente il tintinnio di piatti e bicchieri: «Dove deve sedere quel ladro, pezzo di m....». Ed è l'inizio della fine. Il mormorio si alza di nuovo e di nuovo viene interrotto da un signore che si alza e lascia il tavolo con la moglie e due bambine. «Qui ci sono dei ragazzini, vogliamo moderare i termini. E quell'uomo non è un ladro. Non ti permettere di insultarlo».
Fuksas sa usare testa e mani, Roma attende la conclusione della «Nuvola», tempio alla genialità creativa e adeguato alle necessità di ospitare grandi eventi congressuali. Fuksas anche ora sa usare testa e mani e impugna una «formaggiera», si legge perfino nel verbale della polizia, e la tira contro il difensore del capo della Protezione Civile. Che nel frattempo era rimasto al suo tavolo, senza capire esattamente cosa stesse accadendo. La formaggiera, nel frattempo, fa il suo percorso aereo di guerra, ma finisce in terra, senza colpire nessuno. Per fortuna. Perché a questo punto succede il vero parapiglia. Volano piatti, cadono sedie, la gente urla. Peggio di una rapina. C’è chi porta via i bambini. Chi li nasconde dietro un angolo. Chi scappa. «Bertolaso, nel frattempo, si era tutto rannicchiato sotto il tavolo. Io non capisco come certa gente abbia ancora il coraggio per andare in giro...», racconta Doriana Mandrelli Fuksas
Secondo lei non sarebbe volata alcuna formaggiera, ma ci sarebbero state soltanto «due belle pizze», e non di quelle che si preparano nel forno, finite sulla faccia del difensore di Bertolaso. Ed è proprio su quest’uomo che c’è ancora mistero. Secondo alcuni sarebbe un costruttore romano, secondo altri un commercialista. «Un bullo - secondo la Fuksas - che ha preso le difese di Bertolaso aggredendoci, proprio come un teppista, classico atteggiamento che dilaga nei talk show. Insomma è stata una provocazione e noi ci siamo difesi». Pochi minuti dopo, il locale era diventato quasi deserto. Qualche sirena che annuncia l’arrivo della polizia, qualche testimonianza, molta riservatezza. Ieri, lunedì, giorno di riposo del ristorante, serrande abbassate. Guido Bertolaso fa sapere che non presenterà alcuna denuncia. Per lui, soltanto una serataccia da dimenticare.
Questa era la versione della moglie. Ovviamente diversa la versione degli altri presenti nel locale: Rissa: "Da Fuksas botte e insulti Io difendevo solo Bertolaso" Comunque sia, ora Crozza ci va a nozze con "Fuffas" :-)CONGRATULAZIONI !!!!
giovedì, aprile 01, 2010
Canzoni... scacciagente!
con la canzone di Pupo e del principe
Mi sa di esser l'unico che non ha mai sentito questo "capolavoro"... immagino di non essermi perso nulla :D
Ma è dell'UDC o della Lega??
le priorità del nuovo
presidente del Piemonte Cota
Queste le prime dichiarazioni del neo eletto presidente della Regione, Roberto Cota. Il primo spartiacque politico dalla giunta Bresso, per tracciare la differenza (o rassicurare l'elettorato cattolico?) della nuova azione politica che la nostra regione ha già intrapreso.
Partiamo dal Gay Pride e, per spiegare la notizia, riportiamo la dichiarazione di Daniele Viotti Coordinatore del Coordinamento Torino Pride LGBT:
Il Presidente Cota, per nulla affaticato dalla campagna elettorale si è subito messo al lavoro ed ha affrontato uno dei più gravi problemi della Regione Piemonte: il patrocinio della Regione Piemonte al Pride di Torino. Pare, infatti, che nel corso di una trasmissione televisiva il neo Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota abbia dichiarato più volte: “Dovrò revocare il patrocinio al Gay ride”. Nel ringraziarlo per l’attenzione vorremmo confortare lui, il suo staff e i suoi solerti collaboratori: nessuno ha mai chiesto, né alla precedente amministrazione né a quella attuale, il patrocinio per il prossimo Pride. Ora il Presidente può prendersi una meritata pausa e con calma dedicarsi, più in là nei tempi, a questioni meno urgenti e meno sentite dalle donne e dagli uomini di questa regione: il lavoro, la crisi economica, la sanità.
Sulla pillola abortiva, la dichiarazione del neo presidente è tempestiva: da oggi, infatti, dopo ben settecento giorni di istruttoria, arriva il via libera definitivo da parte dell'Aifa, l'Agenzia per il farmaco, per la commercializzazione. Utilizzata da più di 20 anni in 30 paesi nel mondo, la pillola, dal nome cocmmericiale di Mifegyne, è stata somministrata a più di un milione e mezzo di pazienti e, in Italia, è stata autorizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) a esclusivo uso ospedaliero.
Minimamoralia si chiede se la dichiarazione del presidente che intende affiancare "le associazioni pro-vita in tutte le strutture dove si pratica l’aborto" sia motivata dal fatto che "le Associazioni per la vita" hanno sostenuto Cota in campagna elettorale e quelle "per le donne" no?".
Inviato speciale scrive che si tratta di diritti negati per le donne.
Su Zero321.it leggiamo la dichiarazione del ginecologo Silvio Viale secondo cui, le dichiarazioni di Cota, sono il primo esempio di parola non mantenuta, perché in campagna elettorale ben si è guardato dal dire che avrebbe bloccato la RU486, ma si è limitato a ripetere il ritornello del ricovero obbligatorio (...) In ogni caso, sappia Cota, che la mia linea guida è la 194.
hai un'idea tua, benissimo: liberissimo di averla. Ma x' diavolo devi imporla sugli altri?!?!? Ma chi sei x ergerti a moralizzatore e decider cosa è bene e cosa è male?!?!?!
Sta cosa mi fa troppo incazzare!!!!
mercoledì, marzo 31, 2010
martedì, marzo 30, 2010
Questa non l'ho scovata io...
Insomma, vi e' mai capitato che vi scrivessero per dirvi come vi sentite, ma proprio uguale uguale, in quel momento li'?
Non importa quando succedono i fatti,
il tempo è grande se ti lascia una traccia dentro.
Una fuga senza meta, l'ombra di vento che ti segue ovunque,
oppure uno sguardo innamorato e il sapore della liquirizia,
la felicità che appena la sfiori
si allontana di un passo come un orizzonte dispettoso.
Ecco: queste tracce dobbiamo cercare e seguire.
Queste braci vive, in cerchio, sotto una montagna di cenere.
Per andare dove, amici, non lo sa nessuno.
CARMINE ABATE
A Salò
La gelmini: prenderemo provvedimenti
arrestati due ragazzi
Il preside aveva sospeso 3 ragazzi e la vittima
LA RICOSTRUZIONE - L’episodio secondo quanto ricostruito sarebbe accaduto durante il normale orario di lezioni ad insaputa del professore che in quel momento stava interrogando. I tre ragazzi, con la complicità di altri 12 compagni di classe, si sarebbero denudati davanti alla ragazzina per costringerla a un rapporto orale. Rapporto, che stando a quanto riferito dai genitori della vittima, non sarebbe stato consumato. Dalle indagini condotte dai carabinieri i tre sarebbero protagonisti anche di episodi di bullismo che spesso sfociavano in veri e propri reati: dal furto dei soldi a quello dei cellulari dei compagni di classe. Per quanto riguarda invece il professore, che dice di non essersi accorto di nulla, gli investigatori hanno informato l’autorità giudiziaria ordinaria affinchè valuti l’opportunità di un provvedimento.
COME E' EMERSO IL FATTO - Ma la cosa più sorprendente di tutta la vicenda è come è emersa la verità. È stato infatti un tema sul terzo canto dell'Inferno a far scoprire alla preside della scuola media di Salò quanto era successo in una delle sue classi. Dopo aver letto quanto raccontato nei compiti da numerosi ragazzi, ha deciso però di sospendere non solo i tre ragazzi colpevoli della presunta violenza sessuale, ma anche la vittima, prima di sapere come in realtà si erano svolti i fatti. Solo dopo la sospensione della figlia, i genitori hanno capito che era successo qualcosa di grave in classe. E hanno presentato denuncia ai carabinieri che hanno scoperto la violenza sessuale di gruppo che ha portato agli arresti di due ragazzi sui quali si sta indagando anche per precedenti episodi di bullismo. E ora anche la posizione della preside è al vaglio della procura. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, mentre il professore di lingue stava interrogando senza accorgersi di nulla, tre studenti della classe hanno continuato a far cadere l'astuccio della ragazza che, dopo averlo raccolto per la terza volta, si è trovata davanti un compagno con i pantaloni abbassati. La voce di quanto accaduto si è poi sparsa nella scuola e un professore ha deciso di far commentare ai ragazzi due terzine del terzo canto dell'Inferno ('Ed elli a me, come persona accorta: 'Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta....') in un tema dal quale è emersa la verita su quanto avvenuto.
IL MINISTRO GELMINI - Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha definito «di una gravità inaudita e inaccettabile» l’episodio. «Bisogna verificare subito le responsabilità e andare a fondo», ha affermato la Gelmini, sottolineando che «il ministero è pronto a prendere i dovuti provvedimenti, se i fatti saranno accertati. Il ministro Gelmini ha telefonato al direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia per acquisire «maggiori informazioni sui fatti accaduti lo scorso febbraio. Il ministro ha «immediatamente chiesto al direttore regionale un rapporto dettagliato su quanto realmente accaduto».
LA DIFESA DELLA PRESIDE - «Dai temi non era emersa la violenza sessuale, mi sembra d'aver capito che si sia trattato di un gioco al rialzo che è sfociato in quei comportamenti» si difende Tullia Roghi, la preside della scuola media. «Ho preso provvedimenti interni - prosegue la preside - tra cui la sospensione dell'insegnante. Ma si è anche predisposto un percorso educativo per i ragazzi». Intanto si è appreso che l'interrogatorio di garanzia dei due minorenni è stato fissato per il primo aprile. Il loro legale ha chiesto che possano tornare a scuola.
29 marzo 2010da corriere.it








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