venerdì, marzo 26, 2010
Cornuto e pure fesso
Pensa a una violenza sessuale invece i quattro dormivamo dopo un "festino". Lei denunciata per detenzione di droga
Dopo orgia, donna si addormenta
marito pensa a stupro e dà l'allarme
ARQUINIA (Viterbo) - Brutta sorpresa per un marito rientrato in anticipo dal lavoro. Prima lo spavento per aver trovato la moglie inerte, a letto con un'amica e due sconosciuti, tutti nudi. Poi l'allarme: ha pensato a un tentativo di rapina finito in violenza sessuale. Infine la beffa.
L'uomo ha chiamato la polizia e ha scoperto la triste verità. La consorte, approfittando della sua assenza, aveva organizzato un festino a casa sua a base di alcol, droga e sesso. Poi si è addormentata insieme ai suoi ospiti, tutti insieme sul letto matrimoniale, esausti. E così li ha trovati il marito a Tarquinia, in provincia di Viterbo, rientrato prima del previsto.
La donna era tranquilla perché sapeva che il coniuge non sarebbe rientrato che nella tarda mattinata del giorno successivo. Così ha improvvisato una serata con un'amica e due uomini, conosciuti poco prima in un ristorante. Però, dopo alcune ore di baldoria, i quattro si sono addormentati. Quando il marito ha scoperto il letto matrimoniale decisamente affollato, ha chiamato la polizia.
Gli agenti intervenuti hanno trovato tracce di cocaina e marijuana consumate nella nottata e una certa quantità non ancora utilizzata. Hanno così interrogato i partecipanti al festino, scoprendo che la droga era stata procurata dalla padrona di casa e che lei stessa l'aveva offerta agli ospiti per "scaldare" l'atmosfera. La donna così è stata denunciata per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
GIANMARIA TESTA
Polvere di gesso
giovedì, marzo 25, 2010
di Tommaso Cerno
L' immagine di un Cristo in croce. Un ragazzino nudo. Un frate che l'accarezza: "Non avere paura, sono le mani di Dio". È uno dei tanti casi di preti pedofili mai trapelati. Soffocato nel pianto di un undicenne diventato adulto covando un terribile segreto. Non siamo nell'Irlanda, colpita dal più grosso scandalo che la Chiesa ricordi dopo gli Stati Uniti, e neppure nella Germania dove gli abusi passano i confini dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga, dove il cardinale Joseph Ratzinger fu vescovo. Siamo nell'Italia di ogni giorno, a catechismo in un famoso monastero della Toscana. Un luogo sicuro per Mario, che però all'improvviso diventa la peggiore delle trappole: "Quando si stava spogliando c'è stato un rumore, sono entrate alcune persone e solo così ho evitato il peggio". Di questa tragedia dimenticata nessuno ha mai parlato. Eppure chi doveva sapere, sapeva: vescovo, priore e famiglia. "È stata la Chiesa a sconsigliare ai miei genitori di denunciare la violenza e, alla fine, hanno convinto anche me a non rivolgersi al tribunale". Non si tratta di un episodio isolato. In Lombardia lo stesso dramma ha colpito una bambina in un convento di suore, anche stavolta nell'omertà: "Ho ricevuto avance esplicite da una monaca e, quando ne ho parlato, la mia famiglia s'è infuriata. Volevamo andare dai carabinieri, poi è intervenuto il vescovo: disse che sarebbe stato meglio risolvere la faccenda all'interno e che ci avrebbe pensato Dio a punire i colpevoli", racconta Simona.
È l'altra faccia della pedofilia in agguato nell'oscurità di chiese e sacrestie. La più subdola, la più pericolosa. Un crimine declassato a semplice peccato, da assolvere e dimenticare. Coperto dagli inni e dalle penitenze, protetto dal segreto della confessione, imposto dopo la messa come un rituale a cui i bambini non sanno opporsi. La lettera di Benedetto XVI ai cattolici irlandesi sembra rompere questo silenzio colpevole durato decenni. Il papa si scaglia contro i sacerdoti macchiati di violenze e i vescovi che le hanno nascoste, invitando per la prima volta a denunciare i casi ai tribunali. Un'onda che s'allarga e investe anche l'Italia, dove le condanne sono già decine da Bolzano a Palermo. 'L'espresso' ha raccolto un dossier consultabile sul sito www.espressonline.it. Oltre 40 storie, a cui si aggiungono le segnalazioni senza risposta, i casi insabbiati, le vittime che puntano il dito contro religiosi già in prigione, trasferiti in altre parrocchie, spediti all'estero o rinchiusi negli istituti per l'assistenza spirituale. Eppure i casi del Trentino-Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Molise, Lazio, Sardegna, Sicilia, Umbria e Liguria sono solo la punta dell'iceberg. Perché appena fuori dal Sant'Uffizio l'anatema del pontefice si scontra con una realtà ben diversa: le pressioni delle curie sulle famiglie per mettere a tacere gli scandali sono provate, così come la mobilitazione dei fedeli. Omelie e rosari fanno da cornice a molti processi. Che finiscono spesso in prescrizione.
[...]
Un pò deluso
mercoledì, marzo 24, 2010
Doppio incarico e Fecondazione
Sta puntata hanno studiato il "brutto vizio" di molti deputati&senatori che fanno anche sindaci, presidenti di provincia, ecc... sta cosa è stata vietata fino al 2002, poi è diventato "possibile"...
Se andate al minuto 20.58 del video parlano anche di "casa nostra":
- presidente provincia di Brescia
- vicepresidente provincia di Brescia
- sindaco di Brescia
- sindaco di Chiari
sono anche parlamentari...
E' oggettivo che se stai 4/5 giorni a Roma, hai molto meno tempo x occuparti della tua città/provincia...
e se la tua giustificazione è "ma a Roma ci vado solo a pigiar bottoni e quindi ci sto poco"... mi stai prendendo x il culo????? Mi stai dicendo che il parlamentar potrebbe esser sostituito dal picchio di Homer Simpson????
Si possono svolgere più attività istituzionali contemporaneamente?
Siamo stati nelle città e province dove sindaci e presidenti hanno il doppio incarico per capire come riescono a conciliare i tempi delle cariche amministrative e legislative.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0efd19d6-e847-49d4-a49a-f05fa1310d0e.html?p=0#Durata: 01:03:35
E ora passiamo a quello che ci riserva la prossima puntata...
A sei anni di distanza l'autrice del servizio, Sabrina Giannini, aggiorna la situazione partendo dai cambiamenti introdotti a seguito delle sentenze, quelle che hanno autorizzato la diagnosi genetica sull'embrione e quella della Consulta n.151 dell'1 aprile del 2009.
martedì, marzo 23, 2010
UP!
è un film incredibile!
Qui l'inizio del film.
Qui il clip di Dug.
Scoiattolo!
per le giornate scure
di quando il vento e il tempo dicono di no
e non si può tornare
GIANMARIA TESTA
Un aeroplano a vela
(e la mitica, qui)
lunedì, marzo 22, 2010
Havvocati??
agli esami degli aspiranti avvocati
ROMA. «Habbiamo» invece di «abbiamo». Proprio così, con l’acca davanti.
Oppure «correzzione» con due zeta. O «violenza delle norme» anziché «violazione» delle norme. Sono solo alcuni degli strafalcioni commessi dagli aspiranti avvocati alle prove d’esame per l’ammissione all’albo.
Parola di uno dei commissari, un veterano delle aule di giustizia torinesi, che denuncia di essersi trovato alle prese con lavori lardellati di «errori di morfologia, grammatica e sintassi». «Al punto che – spiega – abbiamo mandato all’orale solo una media di tre candidati su dieci. E con grande fatica». Spiega il commissario d’esame: «Ho stabilito che non può essere ammesso agli orali chi ignora la nostra lingua. Ecco perché boccio. Non ne faccio una questione di stile: ci sono errori che alle scuole elementari, una volta, la maestra sanzionava con la matita blu, come l’apostrofo tra le parole 'un' e 'altro'. Un collega mi ha detto di aver dovuto respingere un candidato quando ha letto per la terza volta il verbo 'habbiamo' nel suo compito». Le sette commissioni istituite dalla Corte d’appello di Torino si occupano a rotazione delle prove scritte dei praticanti procuratori di un’altra città. Ora tocca a Bari ma il fenomeno «non riguarda solo i giovani della città pugliese». Viste le premesse, forse è inutile specificare che gli elaborati tradiscono anche una scarsa conoscenza dei meccanismi del diritto.
16 febbraio 2010
da miradouro.it
domenica, marzo 21, 2010
Foto della settimana
sabato, marzo 20, 2010
ma sono già stato quiin qualche altro incanto
sono già stato qui
mi riconosco il passo
GIANMARIA TESTA
Il passo e l'incanto
venerdì, marzo 19, 2010
Ceco&Ste non c'è speranza...
distrugge il telefono indistruttibile
Durante il CES 2010, tra i tanti prodotti presentati, troviamo anche uno smartphone indistruttibile. Si tratta di un dispositivo studiato apposta per resistere a colpi, urti, cadute e addirittura acqua.
Durante una dimostrazione, però, un reporter della BCC è incredibilmente riuscito a rompere il display del dispositivo, con grande imbarazzo da parte del rappresentante dell’azienda produttrice del terminale, che solo un minuto prima lo aveva definito indistruttibile.
Jamon del diablo
Da qualche giorno mi sono trasferita per assistere infermi (io lo sport lo sconsiglio, e più vivo e vedo, più lo sconsiglio) in un'american-mexican house.
Sono la regina incontrollata del focolare (nel senso che cerco di rompere il meno possibile a chi sta nel letto al piano di sopra), e assieme a computer mutande e passatempi ho traslocato anche la spocchia da italiana che dove-la-metti-un-piattino-sano-e-buono-te-lo-prepara-con-niente.
Certo. Ma quel niente devi almeno capire se è dolce o salato.
Frigo: americano.
Salsa di soia, salsa di mango, burro di arachidi, patè del gatto, salsa di riso, salsa di sidro, salsa di pesce, salsa di salse miste.
Neeeeext!
Dispensa: messicana.
Chiles jalapenos picados in escabeche, rajas de chile poblano, chipote peppers in adobo sauce, jamon del diablo.
Cheffaccio? Cheffaccio?
Saltello imbarazzata sui due piedi, il mostro mi sogghigna seduttore, l'orgoglio di italico migrante se la batte...
Alè. Indiano take away, nel mostro.
Domani compro pomodorini e bavette.
E tu, Gatto, se non la smetti ti do el jamon del diablo. Di fronte alla giuria negherò anche l'evidenza (cit.)
giovedì, marzo 18, 2010
Ieri sera, concerto.
Sbriciolata di emozione.
Di musica, di sorrisi sotto il buio.
E poi l'ho conosciuto, Gianmaria Testa!
E il contrabbassista.
E quel meraviglioso sassofonista lungo lungo che suona anche i sacchetti di plastica.
E si è finiti non so come ad assaggi di birra e formaggio, io, il gruppo, e il direttore della baracca.
Ed io che avevo pinte di "come? e da dove? a quale punto della vita? lo sai che questa e questa le ho pure scritte nel quadernetto? che ho pianto tre volte e mezza, laggiù sul sedile rosso?"..., io niente, ho fatto quella che risponde, "ingegneria, che vergogna,... no mi sa che per ora non torno..."
"Sometimes I've believed as many as six impossible things before breakfast."
mercoledì, marzo 17, 2010
Decidi tu quanto pagare!
Vende materiale per l'ufficio online, con una caretteristica particolare... il prezzo da pagare lo scegli tu!
Ecco come funziona:
Una cartolina da Delft a chi indovina la foto cos'è!
E voi, libri, non siate così libri!
Come le metti stanno, le giacche abbandonate.
Troppa materia, troppa identità.
Tutti padroni della propria forma.
Sono. Sono quel che sono, Solitari.
E io li vedo a uno a uno separati
e ferma anch'io faccio da piazzetta
a questi oggetti fermi, soli, raggelati.
Ci vuole molta ariosa tenerezza,
una fretta pietosa che muova e che confonda
queste forme padrone sempre uguali, perché
non è vero che si torna, non si ritorna
al ventre, si parte solamente,
si diventa singolari.
PATRIZIA CAVALLI
martedì, marzo 16, 2010
Un bel film!
Invictus, il Mai Vinto.
Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo, da polo a polo,
ringrazio qualunque dio esista
per la mia anima indomabile.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre
ma la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
lunedì, marzo 15, 2010
Se di me non parlo / e non mi ascolto / mi succede poi / che mi confondo. PATRIZIA CAVALLI
Il mio amico commenta schietto, a luci ancora spente: "What was wrong with the original story?"E invece, dico io... invece c'è questa storia perfetta, in una serata perfetta, cibo giapponese e pop corn e occhiali deformi e OOOH di bambini.
E nella storia c'è questo splendido coniglio inutile, che fa perdere a Alice un sacco di tempo, ed offre il suo meglio svenendo alla vista del sangue, eppure la porta LI'. A sentirsi sbagliata e aggiustare la taglia, annusare bruchi e sorridere a felini...
E poi, niente buca, niente Cappellaio. Questo Cappellaio formidabile che fatica a tenere insieme i colori della sua sola faccia eppure si occupa di un mondo, si porta agganciati stretti bambini grassi e topini ciechi, e nel frattempo sa anche ricordarti di tutta la tua moltezza (moltezza io, intendi pigrizia! oh no, pesantezza! ah insisti? DAVVERO moltezza?)
Insomma, eammecchemeneimporta se la storia è un'altra storia... Io ho avuto freddo, qua e là, dietro gli occhialacci 3D, da tanto la storia era LA storia.
"Come posso essere l'Alice sbagliata se questo è il mio sogno?"
Ma come le spieghi tutte queste cose al tuo amico dall'inglese terribilmente perfetto, prima che si riaccendano le luci? Non lo spieghi. Non c'è bisogno. Sorridi di un sorriso che è molto più di un "a me invece è piaciuto!" e rubi gli occhialetti per ricordo, al più.
Sentite questa.
domenica, marzo 14, 2010
Foto della settimana
sabato, marzo 13, 2010
Compleanno del giorno
venerdì, marzo 12, 2010
Ovunque lui va...
La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107
con l'aiuto di Lapo
IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».
è troppo un coglione!!!!!!!!!!!!!!!!!! tra l'altro ha fatto perdere la squadra in cui giocano 2 italiani!!! e la frase x giustificarsi!?!?!? ma se nn sai un cazz, ma stattene seduto (tra l'altro, spender 1000euro x andar in prima fila a veder i lakers... e non capir nulla di basket è proprio geniale!!!)
Per chi non l'avesse ancora visto, ecco il video dell'intervento del nostro "genio":
Mentre cerchi le parole per dirlo
Alessandro Baricco, Novecento
giovedì, marzo 11, 2010
"Europa in piazza" a Loanto
dal 12 al 14 marzo in Rocca
a Lonato del Garda








