lunedì, dicembre 21, 2009

Classifica città più vivibile

Trieste, città più vivibile d'Italia
Indagine de "Il Sole 24 ore":
Agrigento è il fanalino di coda


Il viver bene abita a Trieste. E' infatti la provincia-capoluogo del friuli venezia giulia ad aggiudicarsi il primato nella classifica sulla qualità della vita, l’indagine de "Il Sole 24 ore", che mette a confronto il benessere nelle diverse aree italiane, giunta quest’anno alla ventesima edizione.

Trieste scalza Aosta (vincitrice nel 2008, sesta quest’anno) ed è tallonata da altre due province del Nord, Belluno e Sondrio. In coda scivola Agrigento, preceduta di poche lunghezze da Napoli e Caltanissetta.

Nella top ten non entrano Milano e Roma, entrambe però in miglioramento: il capoluogo lombardo è 19a e la capitale 24a. Trieste è al secondo oscar, dopo il primo conquistato nel 2005, mentre Agrigento già aveva occupato l’ultimo gradino nel 2007.

Quanto alle variazioni positive, si distinguono Macerata che sale al quarto posto (+14) e Rimini che avanzando di 29 posizioni entra nella top ten.

19 dicembre 2009
da lastampa.it


Qui trovate la classifica completa:
http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2009/qvita_2009_settori_classifica_finale.shtml

Questa classifica è giunta al ventesimo anno: la migliore è Parma che dal '90 ad oggi ha collezionato 2primi posti e vari podi.
Le peggiori sono Agrigento, Caltanisetta e Palermo che hanno occupato per 3 volte a testa l'ultimo posto...

domenica, dicembre 20, 2009

BUON NATALE







Tanti auguri di Buon Natale a tutti...

sabato, dicembre 19, 2009

L'amore... da "Il mandolino del capitano Corelli"

Visto questo film qualche giorno fa...

Davvero molto bello il discorso sull'amore del padre di Pelagia...




"Quando si accende, l'amore è una pazzia temporanea.
L'amore scoppia come un terremoto e in seguito si placa.
E quando si è placato bisogna prendere una decisione. Bisogna riuscire a capire se le nostre radici sono così inestricabilmente intrecciate che è inconcepibile il solo pensiero di separarle.
Perché questo è.
L 'amore è questo.
L'amore non è turbamento, non è eccitazione. Non è il desiderio di accoppiarsi ogni istante della giornata, non è restare sveglia la notte immaginando che lui sia lì a baciare ogni parte del tuo corpo. ....
Questo è semplicemente essere innamorati e chiunque può facilmente convincersi di esserlo. L'amore invece è quello che resta del fuoco quando l'innamoramento si è consumato.
Non sembra una cosa molto eccitante, vero?! ...Ma lo è... "


venerdì, dicembre 18, 2009

Uno spezzatino di scoiattolo?

... quando dal bosco emerse uno scoiattolo impazzito, che saltava come un ossesso.

Se non avete mai visto uno scoiattolo arrabbiato, avete visto poco, e udito ancora meno, perchè il verso di uno scoiattolo incazzato è qualcosa che non si dimentica. E' così acuto e forte da farti scappare i coglioni nel buco del culo.
(...)
Mi chiesi all'improvviso se l'informazione sui miei gusti carnivori fosse stata tramandata lungo generazioni di scoiattoli, ed ecco che ora arrivava il vecchio Bibo a vendicare la morte di un parente.
(...)
Aprii il fuoco su quel figlio di puttana. Tre colpi in rapida successione, ma si muoveva così rapidamente con tutte quelle tattiche da commando, saltando e zigzagando, che riuscii soltanto a solleavare un pò di terra.
(...)
Mentre andavamo dal medico, col mio braccio che sporcava di sangue tutta la Rambler, Leonard mi disse -Mi chiedevo una cosa, Hap. Conoscevi quello scoiattolo? e in caso di risposta affermativa, credi che sia per qualcosa che gli hai detto?-.


(Da "Bad Chili" di J.R. Lansdale)
Non c'e' altro che valga il nome di silenzio, come quello della neve sul tetto e sulla terra. ERRI DE LUCA

giovedì, dicembre 17, 2009

Dalla webcam


La pioggia si è fatta neve
e non ferisce ma bagna
e ha portato parole
scritte e parlate
per quanto groppo e freddo ci fosse nel cuore...
VINICIO CAPOSSELA

mercoledì, dicembre 16, 2009

Bambino sotto l'effetto dell'anestesia...

http://www.youtube.com/watch?v=txqiwrbYGrs&feature=player_embedded

Mi sono ribaltato dal ridere...

Ecco x' c'è il delirio in città...

Questa mattina si è ribaltata un'autocisterna
Incidente sulla A4 Milano-Brescia:
chiusa l'uscita di Brescia Ovest

BRESCIA - Un'autocisterna, che trasportava ammoniaca, si è ribaltata questa mattina sulla A4 Milano-Brescia all'altezza dell'uscita di Brescia Ovest.
La chiusura si è resa necessaria per consentire le operazioni di travaso del carico in tutta sicurezza. Sul posto sono attualmente al lavoro i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale, il soccorso meccanico e sanitario, oltre al personale della Direzione II Tronco di Milano.
La società "Autostrada per l'Italia" consiglia di uscire ad Ospitaletto e percorrere la viabilità cittadina. La riapertura dell'uscita è prevista per le 14. Inoltre la società consiglia agli automobilisti di mettersi in viaggio verso Brescia solo in caso di assoluta necessità, consigliando di muoversi dopo le 14

da notiziarioitaliano.it

Sono tutti bloccati nel traffico da oggi pome...
io provo ad uscir ora: domani vi saprò dir come è andata :-)

buona serataaaaaaaa

Dialogo nel buio


Dialogo nel Buio è una mostra ospitata nella sede dell'Istituto dei Ciechi di Milano, dove si compie un percorso in totale assenza di luce accompagnati da guide non vedenti. Un viaggio di oltre un'ora nella completa oscurità che permette di sperimentare un nuovo modo di “vedere”.
Ci si affida al tatto, all'udito, all'olfatto e al gusto per vivere un'esperienza straordinaria, dove i ruoli si invertono e le barriere si abbattono. Una visita che ha il sapore di una sfida, alla portata di chiunque abbia voglia di provarci.

Dialogo nel Buio vi farà scoprire un nuovo modo di sentire e di percepire, perché...

non occorre guardare per vedere lontano.


Orari durante le festività

In occasione delle festività invernali, dal 23 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010, Dialogo nel Buio sarà aperto nei seguenti giorni:

Domenica 27 dicembre 2009 dalle 13.30 alle 20.30
Sabato 2 gennaio 2010 dalle 13.30 alle 23.30
Domenica 3 gennaio 2010 dalle 13.30 alle 20.30
Martedì 6 gennaio 2010 dalle 13.30 alle 20.30

Qui trovate ulteriori info su:
la mostra
il percorso
le guide

da dialogonelbuio.org


Ci andiamo? deve esser un' esperienza incredibile...


Giorgia non avevi fatto qualcosa di simile a DenHaag?

L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? A questo: serve a camminare. EDUARDO GALEANO

martedì, dicembre 15, 2009

"L'Amore vince..."

OGGI SIAM TUTTI SILVIO BERLUSCONI

In che senso? nel senso che l'aggressione a cui è stato soggetto è vergognosa e barbara. Non pensavo che servisse (e credo che tra noi non serva) ma leggo e sento troppi vigliacchi celare un mezzo sorrisetto di soddisfazione nel vedere la foto del viso insanguinato di un settantenne col naso e due denti rotti. E non parlo di semplice ironia per sdrammatizzare su qualcosa che poteva finire peggio, ma di pura viltà mista a sadismo. Vabbè scusate lo sfogo..
Mi viene da piangere. Nessuno ha mai fatto una cosa del genere per me... nessuno lo rifarà mai più.
MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo

lunedì, dicembre 14, 2009

Un destino in uscita e uno in entrata.
MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo

domenica, dicembre 13, 2009

Le venne il singhiozzo, il corpo reagì a quell'emozione frantumando il respiro. [...] Non sembrava felice, sembrava disperata. Compresi quella disperazione. Era la stessa che provavo io nei momenti di culmine... quando capivo di avere tutto, sentivo di colpo il ratto del nulla.
MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo.

sabato, dicembre 12, 2009

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.
FRANCESCO DE GREGORI
...e si era sentito come da bambino quando si infilava in un sogno che gli piaceva e si tirava il lenzuolo sulla testa per andargli incontro. MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo

venerdì, dicembre 11, 2009

Anche in Italia...

La confezione da una compressa costerà 33 euro
La Ru486 è ufficialmente in commercio
L'autorizzazione a vendere il Mifegyne pubblicata sulla
«Gazzetta Ufficiale». C'è vincolo del ricovero ospedaliero

MILANO - La Ru486 arriva in Italia. È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l'autorizzazione all'immissione in commercio del «medicinale per uso umano Mifegyne», ovvero la pillola abortiva prodotta dall'azienda francese Exelgin.

LE NORME - Le indicazioni terapeutiche stabilite dall'Aifa prevedono l'utilizzo al massimo entro la settima settimana di gestazione, «in associazione sequenziale con un analogo delle prostaglandine, che per l'uso in Italia è consentito fino al 49° giorno di amenorrea». La Ru486 è vincolata al ricovero ospedaliero, che va garantito dall'assunzione del farmaco all'espulsione del feto, nel rispetto della legge 194 sull'aborto. «Tutto il percorso - si legge nella delibera dell'Aifa - deve avvenire sotto la sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui è demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui rischi connessi, oltre all'attento monitoraggio per ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali».

I PREZZI - La confezione da una compressa da 200 mg avrà un prezzo ex factory (cioè alla casa produttrice) di 20 euro, al pubblico di 33,01 euro. Quella da tre compresse costerà ex factory 66 euro, 99,02 euro al pubblico. Si chiude così una lunga querelle iniziata diversi anni fa e conclusa formalmente con la decisione dell'Aifa di non modificare la delibera del 30 luglio che autorizzava l'immissione in commercio della pillola, malgrado la richiesta del ministro Sacconi di ulteriori precisazioni circa la necessità del ricovero ospedaliero.

SACCONI E ROCCELLA - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi sottolinea che «se il ricovero ospedaliero non si rivelasse effettivo il governo prenderà iniziative a tutela della legge 194. Segnaleremo all'Agenzia europea del farmaco i problemi di compatibilità con la legge nazionale». Secondo Sacconi, è quindi «inequivoco il fatto che il processo farmacologico debba svolgersi sotto controllo medico ospedaliero, come spiega la delibera dell'Aifa e che quindi non sia possibile il ricovero il day hospital. Credo inoltre che sarà doveroso un monitoraggio intenso da parte dell'Agenzia italiana del farmaco per quanto riguarda gli aspetti di farmacovigilanza e del ministero per quanto riguarda la compatibilità con la legge 1994». Il ministro infine sottolinea che la Ru486 «non è una pillola anticoncezionale semplice ma un farmaco che può dare luogo a un processo abortivo che produce complicanze e quindi è necessario vigilare nel migliore dei modi». E il sottosegretario Eugenia Roccella: «Il farmaco è compatibile con la legge sotto condizione». L' obiettivo, precisa, «sarà proprio quello di fare una scrupolosa azione di vigilanza e di monitoraggio per capire se il metodo utilizzato è compatibile. Vogliamo assicurare l'omogeneità della legge su tutto il territorio nazionale».

09 dicembre 2009
da corriere.it

"Che bello..."
"Cosa, papà?"
"Quando nasce qualcosa."
MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo

giovedì, dicembre 10, 2009

Veneto batte Campania


E non si tratta di un primato imprenditoriale ma della classifica delle truffe ai danni dello Stato presentata dal ministro Brunetta. Il record dei furbetti a spese del denaro pubblico spetta alla Sicilia (853 episodi denunciati), al secondo posto però troneggia la regione del Nord Est. In Veneto in cinque anni ci sono stati 773 casi di queste truffe, 32 episodi di corruzione, 27 di concussione e 264 di abuso in atti d'ufficio. Le regioni più virtuose sono Val D'Aosta, Umbria, Molise.

In realtà questi dati, presentati dal solito ministro, non servono a capire quale sia la salute etica della pubblica amministrazione in Italia: non permettono di farsi un'idea del livello di corruzione e quindi di impostare una linea di prevenzione. I numeri delle truffe ai danni dello Stato non forniscono cifre sulla quantità di denaro frodato così come il totale dei casi di corruzione non spiega se si tratta di tangenti intascate da politici per iniziative che condizionano il futuro dei cittadini o dei 50 euro messi in tasca da un vigili per annullare una multa.
La Lombardia infatti risulta avere il record della corruzione battendo la Campania: 111 episodi contro 105. Un dato che sembra solo segnalare una migliore efficacia dei controlli al Nord.

Insomma, sono numeri che aiutano solo a fare un titolo ad effetto - come tante sparate del ministro Brunetta - e non servono a comprendere la realtà del Paese. Ci vorrebbero strumenti statistici nuovi, che offrano al legislatore e ai cittadini la possibilità di capire quanto sia esteso il malcostume tra gli amministratori e permettano di prendere provvedimenti. Soprattutto ora che - tra crisi ed evasione fiscale - di denaro nelle casse pubbliche ne è rimasto poco.

http://www.spreconi.it/2009/12/truffe-veneto-batte-campania.html

mercoledì, dicembre 09, 2009

L'anima che ride ride e sempre riderà...
VINICIO CAPOSSELA

venerdì, dicembre 04, 2009

Richiamate quella Fiat

MAAAAARCOOOOOO!! CON CHE MACCHINA CI PORTI IN MONTAGNA???

Mezzo milione di Punto vendute negli ultimi due anni sono a rischio di rottura dello sterzo. E potrebbero essere pericolose. Così il Lingotto è costretto a far partire una grande campagna di controllo delle auto in Italia e all'estero.


Mezzo milione di automobili Punto Fiat già commercializzate da controllare in fretta e furia. Prima che ci scappi l'incidente, o peggio ancora il morto. La Fiat sta organizzando una delle più grandi campagne di richiamo della sua storia, a causa di un difetto di fabbricazione del piantone dello sterzo su cinquecentomila auto fabbricate nel 2008 e nel 2009, vendute metà in Italia e metà nel resto d'Europa. Una debolezza strutturale di cui si sono accorti i greci qualche giorno fa.

Da Atene è partita una comunicazione al Rapex, il Sistema di allerta rapido messo in piedi dalla Commissione europea per i prodotti pericolosi. In mezzo ai soliti prodotti cinesi, tra giocattoli che perdono pezzi e apparecchi elettrici che causano scosse, nel penultimo bollettino (pubblicato il 27 novembre) spunta a sorpresa la Fiat Grande Punto e la Grande Punto Abarth.

Ecco nel dettaglio i termini del problema: «Il prodotto presenta rischi di danni perché un possibile scorretto avvitamento detta vite superiore che fissa il piantone dello sterzo, potrebbe causare la rottura dello sterzo con conseguente perdita di controllo del volante, che a su volta potrebbe causare un incidente».

Le macchine da richiamare vanno dal numero di matricola 24267 al 412774, e dal numero 1112419 al 1392261. Dal Lingotto ammettono l'esistenza della campagna: «Sono circa cinquecentomila le Punto da controllare» spiega Franco Sodano, ufficio stampa «Per fortuna non ci sono stati ancora incidenti. L'eventuale riparazione sarà a nostro carico».

Si tratta della seconda grande campagna dell'anno di una multinazionale del settore, dopo quella della Toyota, che ad inizio ha dovuto richiamare 1,3 milioni di Yaris per un difetto alle cinture di sicurezza. Già nel 1997 la Fiat richiamò circa 40mila vetture modello Cinquecento, per controlli al servofreno, ma in quel caso si esclusero problemi di sicurezza reali.

Nel 2002, invece, dopo un braccio di ferro con un associazione di consumatori, Fiat ritirò 40mila Lancia Dedra costruite negli anni '90: il sospetto, in quel caso, interessava possibili infiltrazioni di gas di scarico nell'abitacolo.

Di buon auspicio per il ponte


E sò nèf!



Ponte di Legno

Tonale

Golèm

Buon prima neve ai nostri sciatori

Ci si risente mercoledì!

LETTERA AI BAMBINI

È difficile fare
le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate
a fare le cose difficili:
a dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.
GIANNI RODARI

giovedì, dicembre 03, 2009

Mai dire GF


C'è da dire che ogni anno si scoprono personaggi con una cultura sempre più sconfinata...




Preparatevi a viaggi incontinentali, insieme a personaggi storici come BudSpencer & Terence Hill o Maldini che arricchiranno il vostro bagagliaio di esperienze personali. E naturalmente se, mentre state andando a L'Ondra (o all'inglese L'Ondhon) precipitate su in un'isola deserta, non dimenticatevi i soldi...

Perche' il motto di oggi e'...

Chi pecora si fa, cinghiale se lo incula.
Ho visto gente andare, perdersi e tornare e perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare per diverse strade
O con diverse scarpe su una strada sola.
FRANCESCO DE GREGORI

mercoledì, dicembre 02, 2009

Sanatoria multe

Siamo il paese dei condoni e delle sanatorie...


In arrivo mini-sanatoria
per
le multe fino al 2004

Roma sarà la città pilota



Roma - In arrivo una mini-sanatoria. È in arrivo dal prossimo mese di ottobre la "mini-sanatoria" per le multe prese prima del 2004. Lo annuncia Maurizio Leo, presidente della commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, "padre" della norma che consente la sanatoria e assessore al bilancio del Comune di Roma, città "pilota" nell’attuazione della norma approvata prima dell’estate con il decreto anti-crisi. Le prime comunicazioni ai contribuenti potrebbero partire il mese prossimo.

Multe precedenti al 2004 L’indicazione è: per le multe prima del 2004 aspettare la comunicazione della Gerit; per quelle del 2005 è invece prevista la possibilità di rateizzare mentre per il 2006 partiranno una serie di "avvisi bonari" che serviranno solo a ricordare ai contribuenti che c’è un conto da pagare. Le sole multe prese prima del 2004 (a Roma sarebbero 400.000 i cittadini interessati) si potranno sanare senza il pagamento degli interessi ma con un tasso del 4% per l’agente riscossione a titolo di rimborso. Molti - secondo Leo - i Comuni italiani interessati.

Cartelle lievitate Il fatto che le cartelle siano lievitate per interessi e maggiorazioni, spiega poi Leo, non è "colpa dei cittadini ma dipende spesso dai passaggi dalla riscossione privata a quella pubblica. La prima - sottolinea - era inefficiente mentre la seconda è molto efficiente per cui le iscrizioni a ruolo nel passato non sempre venivano fatte nei tempi congrui e i nuovi concessionari si sono trovati con carichi enormi". Questa iniziativa, aggiunge, si è quindi resa necessaria "per venire incontro alle esigenze dei cittadini soprattutto in questi momenti di difficoltà finanziarie che rendono impossibile sopportare dei carichi così pesanti. A Roma il concessionario era Mps poi, dal 2004, il compito è stato affidato a Equitalia e Gerit che si sono trovati un fardello pesante da smaltire". L’iniziativa per ora riguarderà solo il comune di Roma ma potrebbe presto estendersi anche ad altri città. "Penso - dice Leo - che molti comuni siano interessati alla cosa. Dipende dalla volontà dei singoli comuni. La norma, un emendamento proposto da me nel decreto anti crisi stabilisce che è facoltà dei comuni avvalersi di questa possibilità".
21 settembre 2009
da
ilgiornale.it
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.


(Eugenio Montale)

martedì, dicembre 01, 2009

Chi sembrano?

Preoccupato per la piega che sta prendendo il processo Dell’Utri, Berlusconi ha dichiarato: «Quelli che scrivono libri sulla Mafia e hanno fatto la nuova serie della Piovra li strozzerei». E dice sul serio: li strozzerebbe con i propri tentacoli. Dato che è impossibile ridimensionare la portata delle affermazioni di Spatuzza, la strategia difensiva del premier è quella di offuscare le dichiarazioni del pentito rilasciandone di più gravi. «Rischiamo la Guerra Civile», ha detto. Poi ha coretto il tiro: «Ho detto guerra Guerra civile? Volevo dire Attacco Alieno». Il Tg1 asseconda la trama di Berlusconi è apre con la notizia: «Il Virus dell’Influenza A è mutato: ora è Peste. Moriremo tutti. Ma passiamo al servizio sull’invasione delle cavallette. Anche le cavallette sono mutate. Ora sono comuniste».
Fondamentale, nella strategia comunicativa, il ruolo degli alleati. Ore 11.30: il ministro Rotondi propone di abolire il Primo Maggio e svitare lo schienale dalla sedia degli impiegati statali. Ore 12: il ministro Sacconi, pressato dal Vaticano, blocca la Ru 486 (Brutte notizie per le escort che frequentano Berlusconi: «Bada che non vuole mettersi il preservativo. E non vuole che si prenda la Ru 486»). Ore 13: la Lega propone di servire una brioche già morsicata agli immigrati che ordinano la colazione al bar. Ore 13.30: Il ministro Sacconi, pressato dal Vaticano, modifica la ricetta tradizionale del pesto alla genovese perché considerata surrettiziamente abortista a causa dell’alto quantitativo di basilico. Ore 14: il ministro Rotondi propone di alzare l’età pensionabile a 106 anni. Ore 14.30: la Lega si annette la Dalmazia. Ore 15: il ministro Sacconi, pressato dal Vaticano, istituisce l’obbligo di ricovero per l’acquisto dei preservativi e l’obbligo di sepoltura per i Tampax usati. Mancano ancora 5 giorni alla deposizione di Spatuzza: di questo passo, non ce la faranno mai a spararla più grossa di lui. FRANCESCA FORNARIO
L'amore che strappa i capelli
é perduto ormai.
Non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.
FABRIZIO DE ANDRE'

lunedì, novembre 30, 2009

"Figlio mio, lascia questo Paese", di Pier Luigi Celli

Su segnalazione di Ciccio

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese.Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
30 novembre 2009
Andando a casa, non abbiamo fatto circa niente, ma c’era una specie di intimita’, una catena di sottintesi, tutta una cosa di sorrisi e di sguardi affettuosi, che ogni frase aveva le sue brave virgolette, un brivido e una grazia particolare…
LIDIA RAVERA, Porci con le ali