mercoledì, novembre 04, 2009

Habemus PEC: gratis!

Visto che paghiamo 100epassa euri all'anno, hanno ben pensato di darci la mail PEC gratis

DAL SITO DELL'ORDINE:


Convenzione CNI-ARUBA


PEC


In questi giorni ci è pervenuta l’informazione che anche il CNI - Consiglio Nazionale Ingegneri ha attivato una sua convenzione con ARUBA per la fornitura della casella PEC. Detta fornitura è GRATUITA agli ISCRITTI, completamente a carico del CNI. SCARICA IL MODULO PER LA RICHIESTA DA INVIARE ALLA SEGRETERIA DELL’ORDINE DI BRESCIA TRAMITE FAX 0302294722 o MAIL info@ordineingegneri.bs.it.

PER CHIARIMENETI DI QUALSIASI TIPO CONTATTARE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA HELP DESK DI ARUBA 0575-050014 in funzione dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 18.

SERVIZIO BASE:

* Dimensione caselle 1 Gbyte

* Numero di invii illimitato

* Invio fino ad un massimo di 500 destinatari

* Dimensione massima messaggio 50 Mbyte (*)

* Caselle aperte alla ricezione di messaggi non certificati

* Accesso via client e via Web mail

* Interfaccia Web mail personalizzata con logo CNI

* Antivirus

* Antispamming

A LIVELLO PRATICO:

* l'utente finale vede la casella di PEC come una normale casella di posta

* può utilizzare un qualsiasi client di posta (Thunderbird, Outlook, Outlook Express, Eudora, ...)

* può utilizzare la web mail

* non ha bisogno di installare software

* non ha bisogno di device

* Unica differenza: per ogni spedizione il mittente riceve:

* Una ricevuta di accettazione (certifica l'istante di invio)

* Una ricevuta di avvenuta consegna (certifica l'istante di consegna a destinazione)

VANTAGGI PRINCIPALI

* Economicità (traffico illimitato, risparmio di tempo)

* Velocità di consegna (tempi di consegna azzerati)

* Semplicità d'uso (è come una casella tradizionale, non è necessario alcun software aggiuntivo)

* Validità legale (le ricevute rappresentano una prova legale opponibile a terzi, non ripudio della mail consegnata)

* Sicurezza (canali di trasmissione sicuri, firma e verifica dei messaggi, identificazione del titolare)




Basta scaricare il modulo e mandarlo con un docomento di identità all'Ordine via fax o mail!

MONTE GUGLIELMO

Solo una piccola nota, a destra sotto alla webcam di Brescia, c'è anche il link alla stazione meteo (amatoriale, l'ha fatta un amico di Ugo, Michele Zacco, con dei suoi soci) sul monte Gulgliemo.

Qui qualche foto "rubata" dal Facchi:

La città fantasma

Reportage dalla "zona rossa" avvolta in
un' atmosfera spettrale in mezzo alle macerie
Così sta morendo
il centro dell'Aquila

Non sono iniziate né le demolizioni né le ristrutturazioni.
E ora il maltempo può peggiorare ancora le cose

L'AQUILA - L'anima della città. Con queste parole gli aquilani si riferiscono al centro storico, in pratica alla città dell'Aquila periferie escluse. Ma da quasi sette mesi il centro si chiama "zona rossa", nessuno può metterci piede e ad entrare sono solo i Vigili del fuoco e le ditte che si occupano di puntellare gli edifici danneggiati e di completare i traslochi delle abitazioni rimaste in piedi. Eppure, sette mesi dopo, il centro dell'Aquila non è troppo diverso da come si presentava dopo il sisma. Le macerie sono presenti in maniera stupefacente, insieme a calcinacci, polvere, spazzatura e insieme a quei brandelli di vite distrutte che avevamo visto a poche ore dal sisma. Gli oggetti personali, le foto, gli indumenti, le bambole, i monitor dei computer, mescolati a pezzi di intonaco, mattoni, cornicioni venuti giù.

NESSUNA DEMOLIZIONE O RESTAURO - Nel centro storico dell'Aquila non è partito il programma di demolizione degli edifici ormai irrecuperabili. Non è partito il restauro degli edifici privati, di quelli pubblici, nè di quelli di interesse artistico ed architettonico. E sono tanti. In molte zone le strade sono state ripulite e le macerie ammassate al centro di una piazza o all'angolo di una strada. La Regione Abruzzo ha dato disposizione per ampliare i siti dove potranno essere conferiti i resti degli edifici terremotati, ma per il momento l'operazione non è ancora partita. Il primo problema della "zona rossa" è proprio questo: togliere le macerie. I Vigili del fuoco lavorano senza sosta per cercare di proteggere tutti quegli edifici di straordinaria bellezza - le chiese, le cattedrali, i palazzi storici - dall'inevitabile. Dopo un primo assaggio amaro di autunno e un paio di settimane quasi estive, all'Aquila sta per arrivare il freddo, la pioggia, l'inverno.

«LA CITTA' STA MORENDO» - «Fin ora la priorità - giustissima - è stata quella di dare un tetto a chi lo aveva perso», racconta Marina Marinucci, giornalista della redazionale aquilana de "Il Centro". «Ma nel frattempo - dice - la città sta morendo, non è iniziato nessun lavoro di recupero e di restauro, e tra poco sarà troppo tardi». Il centro è praticamente ovunque puntellato. Cornici di legno a tenere le finestra, grandi cinghie a cingere un loggiato, innocenti ovunque, e poi tubitiranti, perni d'acciaio applicati alle facciate, altro legno per fare da contrafforte ad un costone che sembra reggersi per miracolo. La città sembra, in alcune zone, come bombardata. Non è solo un problema del centro storico, ci sono le periferie, c'è Santa Barbara, Pettino, San Giuliano. Eppure, da quando i riflettori sulla "zona rossa" si sono spenti, tra gli aquilani serpeggia un pensiero terrificante. La città dell'Aquila, così come l'hanno conosciuta, abitata, amata e vissuta, non esisterà più, non potrà più risorgere. I problemi abitativi sono stati parzialmente risolti, mentre quattromila persone restano nelle tende ed altre migliaia aspettano una casa stando in un albergo sulla costa. «Ma qui, all'Aquila - dice la Marinucci - non c'è più una chiesa intera, e tutti i palazzi delle istituzioni, dalla Prefettura al Comune alla Provincia, sono fortemente danneggiati e la pioggia e il maltempo arriveranno presto a finire il lavoro. E poi ci sono ancora palazzi interi da puntellare. Tornerà mai a vivere tutto questo?».

CORSI UNIVERSITARI NON SI FERMANO - Anna Tellini insegna Letteratura russa alla facoltà di Lettere e filosofia. Insegna, non insegnava. Anche se la facoltà è crollata interamente, come quella di ingegneria. «Dopo il terremoto le lezioni le abbiamo terminate sotto una tenda, al Polo di Coppito, dove c'è la facoltà di scienze. Poi gli esami estivi si sono svolti all'aperto, sul prato. E poi dal 19 ottobre abbiamo ripreso le lezioni a Bazzano, in un capannone industriale. Il secondo semestre invece lo facciamo nel carcere minorile. Al prossimo anno accademico non voglio nemmeno pensare». Si stima che i danni riportati dall'Ateneo dell'Aquila si aggirino tra i 150 e i 180 milioni di euro. Il calo degli iscritti è stato - prevedibilmente - vistosissimo. I fuori sede non sanno più dove stare, molti studenti hanno difficoltà ad andare avanti. «Molti di loro hanno crisi di panico, non è facile lavorare. Però noi restiamo - dice Anna Tellini - per non condannare questa città a morte certa. Resistiamo per mantenere viva l'anima della città». L'anima della città. Tutti usano questa espressione. L'anima si chiama Collemaggio, si chiama Santa Maria Paganica, sventrata e scoperchiata - bellissima anche nella sua devastazione - che non può essere coperta e protetta perchè ogni protezione volerebbe via. Si chiama Santa Maria degli Angeli, con la cupola di Raffaello, orrendamente sventrata e mirabilmente protetta. Si chiama Palazzo Ardinghelli, palazzo dei Nobili, di recente ristrutturazione, palazzo Margherita, la sede del Comune, palazzo Quinzi, che la Provincia, dopo averlo rimesso a nuovo aveva dato al liceo classico. Tutto distrutto. Gusci vuoti, come il rettorato, o come il Duomo, all'apparenza, nella facciata, salvo, ma imploso dentro e a cielo aperto.

PIAZZA DUOMO - Il giro nella "zona rossa" popolata solo da uomini con la divisa dei pompieri, continua. Siamo in piazza del Duomo, la piazza del mercato, quella dove i contadini dei dintorni portavano tutte le mattine quanto di buono produce questa terra. Sembra un ricordo lontanissimo. Ma soprattutto, ora, sembra un'utopia. Anna Cerasoli è una scrittrice che ha appena preso parte ad un festival letterario. Il festival si chiama "Minimondi" e normalmente si svolge a Parma. Dopo il terremoto, le organizzatrici Silvia Barbagallo e Paola Cantarello, hanno deciso di portare un pezzo del festival all'Aquila. Una parte degli scrittori che hanno partecipato al festival, prendono parte a questo sconvolgente tour nella "zona rossa" dell'Aquila. Mentre Anna Cerasoli parla, inizia a piovere e lei scuote la testa. Con la mano indica delle macerie da cui spuntano dei cespugli. «Sono passati sette mesi e siamo ancora in queste condizioni, la pioggia intride le macerie, le case pericolanti, le chiese, tutto marcirà. Sembra impossibile pensare al fatto che l'Aquila diventerà una new town e di tutto questo non rimarrà niente». Il racconto della Cerasoli viene interrotto dalla professoressa di letteratura russa. Anna Tellini, mentre camminiamo nelle strade più strette del centro dice: "io abitavo qua". Vuole farci vedere solo l'androne, ma i Vigili del fuoco che ci accompagnano dicono che non è sicuro, che non si può. Il tira e molla va avanti per alcuni minuti, ma dentro, non si può entrare. Tutto sembra sul punto di crollare da un momento all'altro.

TERREMOTO PARTY - Il giro continua, in un silenzio religioso rotto solo dal rombo delle ruspe al lavoro. Si passa davanti ai luoghi simbolo catastrofe aquilana. La farmacia più antica della città, quella della dottoressa Carli, morta a casa sua nel crollo del 6 aprile. Il Convitto, dove diversi ragazzi hanno perso la vita. In tutto all'Aquila sono morti 55 studenti universitari, 8 alla casa dello studente, diventata un simbolo. Anna Cerasoli prova a raccontare la storia di una mamma che ha perso la figlia di nove anni. «Mi raccontava dei laboratori della sua scuola intitolati ai bambini morti, e commentava che le altre erano state fortunate, perché erano morte insieme alle loro mamme». Il racconto si interrompe. C'è commozione anche nelle parole di Marina Marinucci, quando passiamo davanti alla sede della sua redazione, squassata dal sisma come tante case in via XX Settembre, strada che ha pagato un tributo altissimo di vittime. E poi un pub, sempre in centro, sempre nella "zona rossa", lascia tutti senza parole. Guardando dall'ingresso a vetri si legge una scritta su di una lavagna. «Stasera Terremoto party. Moyto a 3 euro. Dj set. Parola di Gas». Sulla lavagna una data: sabato 4 aprile 2009. Una festa annunciata per esorcizzare la paura, due giorni prima del terremoto, nel cuore dell'anima della città.

28 ottobre 2009
da corriere.it

Stesse sensazioni provate ad agosto... e con l'inverno l'idea di esser in un posto surreale sarà amplificata ulteriolmente...
Dai racconti degli aquilani si capisce che il cuore, la vita della città era davvero tutta nel centro storico... e ci vorranno decenni x cercar di recuperarne una parte (x' tutto è impossibile e, termine bruttissimo, "economicamente" non fattibile)... ed i terremotati ne sono assolutamente consapevoli... una signora sulla 40ina mi ha detto: "Io so che non vedrò mai più la mia città com'era, forse avranno questo privilegio le mie figlie, ma io no di certo"...

IV NOVEMBRE

OGGI FESTA DELLE FORZE ARMATE
(deheheheh gliele abbiamo suonate agli austriaci!!):P
"Come sarà il mio nuovo amore, si era chiesto innumerevoli volte Leo non appena aveva deciso di farla finita con H. , una decisione di separazione che in realtà era durata più di un anno e mezzo per via delle inevitabili ricadute, della passione che tardava a scomparite, degli impulsi del suo corpo. Con quale aspetto amore verrà a me, in quale corpo si mostrerà di nuovo? Poichè l'amore è unico, pensa Leo, e comprende in sè H., o il suo ricordo, e ogni esperienza di là da venire. L'amore è assoluto, non si può comandare, accelerare, evitare, guidare. L'amore è totalità e pienezza. Per questo Leo sapeva che sarebbe di nuovo tornato a lui, ma quello che non sapeva era appunto il modo, l'accadimento con il quale amore avrebbe mostrato, di nuovo, il proprio volto. E ora, disteso accanto al corpo accaldato di Thomas conosce il viso con il quale l'amore è di nuovo venuto a toccargli la vita.
Amore è ora un corpo longilineo e asciutto, dalle membra ancora adolescenti, morbide, sinuose e nobili. E' un viso allungato dalle forti mascelle squadrate. E' una coppia di occhi intensi e neri su cui, ogni tanto, ricade un ciuffo di capelli color miele scuro. E' un particolare modo di muovere le mani o di lasciarle penzolanti, parallele alle gambe. E' finalmente una voce, l'intonazione di un bacio soffocato, l'emozione di una risata aperta e squillante. E' la sobrietà nei modi, l'essenzialità, la grazia di una entità che nel presente stato di questo sogno corrisponde al nome di Thomas, suona con la sue mani, bacia con le sue labbra. "
Pier Vittorio Tondelli, Camere Separate.

martedì, novembre 03, 2009

Mail PEC all'Ordine

su segnalazione del Vex...

When you hear something,
you will forget it.
When you see something,
you will remember it.
But not until you do something,
will you understand it.
Rudolph Steiner

lunedì, novembre 02, 2009

Vaccino, no grazie.

Abbiamo prenotato 48 milioni di dosi contro l'influenza H1N1 ma l'avanzata del fronte del no rischia di lasciarne larga parte negli armadi. Non si vaccinerà neanche il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, che pure conta di raggiungere con i prodotti di Novartis e Sanofi il 40 per cento della popolazione. Fazio spiega di aver deciso per il no perché non appartiene alle categorie a rischio, operatori sanitari in primis. Peccato però che sei medici su dieci non abbiano alcuna intenzione di fare il vaccino. Lo ha rivelato un sondaggio della Federazione dei medici di medicina generale. E sono in buona compagnia: in Francia, Gran Bretagna, Canada e Israele sale il numero dei no. Anche New York si sta ribellando alla vaccinazione obbligatoria, mentre in Spagna è partita una mobilitazione sottoscritta da oltre 30 blog sanitari.

Spiega Gianluigi Passerini, della Società europea di qualità in medicina generale: "Non mi vaccino per non dare ai pazienti un messaggio allarmistico. Questo virus non è aggressivo e non c'è motivo per spingere sull'acceleratore". Concorda il medico di base Mario Nejrotti, direttore di torinomedica.com: "La decisione di vaccinare gli operatori sanitari deve basarsi su criteri di diffusione e gravità di un virus. Qui manca la gravità". Sulla stessa linea Guido Giustetto, del gruppo indipendente nograziepagoio.it: "Al momento la preoccupazione non è medica, ma sociale. Si teme che scuole, ospedali e uffici si svuotino per l'influenza. Ma questa è una ragione valida per una campagna di vaccinazione solo se il prodotto è efficace e sicuro". Lo è davvero? Un vaccino simile è stato fabbricato negli Usa nel 1976, ma ha dato luogo a casi di una grave malattia neurologica, la sindrome di Guillan-Barré. A denunciarlo, tra gli altri, è l'epidemiologo della Cochrane Collaboration, Tom Jefferson. Sarà per questo che le case farmaceutiche hanno fatto firmare ai governi contratti capestro in cui i produttori non sono perseguibili per eventuali effetti collaterali, ma saranno addirittura risarciti in caso di danni causati a terzi?

La stessa Corte dei conti, controllando il contratto italiano, ha sollevato interrogativi. Che dire, per esempio, del fatto che l'articolo 9.3 del contratto prevedeva di pagare a Novartis 24 milioni anche se il prodotto non avesse ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio? I chiarimenti non arriveranno mai perché la stessa Corte conclude che, "vista la somma urgenza dell'intervento, non procederà alla disamina dei punti sollevati dall'ufficio di controllo".

Un richiamo all'informazione consapevole viene dalla referente per le vaccinazioni dell'Associazione culturale pediatri, acp.it Luisella Grandori: "Al momento abbiamo a disposizione dosi del vaccino Focetria della Novartis che contiene un adiuvante, l'MF59". Non è chiaro perché il nostro governo abbia prenotato un vaccino con un potenziatore quando persino Anthony Fauci, che dirige il Dipartimento per le malattie infettive dei National Institutes of Health, ha dichiarato di non sentirsi tranquillo sulla formula potenziata. In America si è deciso di non mettere adiuvanti nei vaccini per i bambini perché non c'è abbastanza tempo per raccogliere dati. Lo ammettono gli stessi ricercatori Novartis. L'ultimo studio, appena uscito sul 'Pediatric Infectious Disease Journal', conclude che servono altri dati sulla sicurezza. C'è poi la questione dell'uso di confezioni di vaccino multidose che contengono Thiomersal, un sale di mercurio che già nel 2000 la Food and Drug Administration chiese di togliere perché potenzialmente tossico.

E parlando con i medici di famiglia si scopre che neanche i pazienti smaniano per vaccinarsi. Del resto ciò che è successo in Australia, dove l'ondata di suina si è ormai conclusa, non può che raffreddare l'allarme. Su una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti sono state 179 le morti associate al virus, mentre ne erano state previste 3 mila. Non lo dice persino il testimonial Topo Gigio che "l'influenza A è una normale influenza"?

Daniela Condorelli

Duemillesimo post!!!!

Tra pochi giorni il blog compie 4 anni e con questo post siamo giunti a...




Festeggiamo quindi il


Una media di scinquescento all'anno!

.

E se volete bervi un po' di voglia di vivere...

Qui il testo di una bellissima intervista ad Alda Merini.
Come si fa a resistere alla gioia, poi?
Una splendida contagiosa settimana a tutti!

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/27/alda-merini.html

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.
ALDA MERINI

domenica, novembre 01, 2009

PEC: quale scegliete?

Visto che tra 1 mese diventa obbligatorio avere una Posta Elettronica Certificata ,
qualcuno ha già provato a "scandagliar" in giro x veder qual'è la più economica?

Io dando un'occhiata veloce ho trovato:

- ARUBA: http://www.pec.it/Offerta.aspx
offerte da 5€/anno, 25€/anno e 40€/anno (tutti e 3 +IVA!)

- GIGAPEC: http://www.gigapec.it/caratteristiche-caselle-posta-certificata.html
stessa offerta di cui sopra

- PEC ITALIA:
http://www.pec-italia.it/offerte.html
"costa 6 euro il primo anno + il costo per la pratica di attivazione pari a 60 euro una tantum. Dal secondo anno in poi il costo della casella è di 12 euro annui (costi Iva inclusa)"

- EUROWEBSOLUTION: http://www.sedevirtuale.it/default.asp?Pag=Offerte
14€/anno +IVA!

- poi c'era quella proposta dal nostro ordine:
http://compagniaindie.blogspot.com/2003/08/mail-pec.html


Quella di Aruba mi puzza x' non parla costo di attivazione e nn dice quanto costa dal secondo anno (non ho ancora avuto tempo/voglia di leggere il "contratto).

Che mi dite?
voi che fate?
avete altre proposte?

fateve sentì!
L'impressione durò pochi secondi, ma fu molto intensa, non tanto un parto dell'immaginazione quanto una cosa concreta, un'autentica mutazione che mi trasformò in un altro, e nel momento in cui cominciò a svanire, il peggio di quello che mi era successo d'un tratto fu finito. PAUL AUSTER, Il libro delle illusioni

venerdì, ottobre 30, 2009

Domani sera in centro


La giornata del Trekking Urbano prevista per sabato 31 ottobre non sarà in Castello come l'anno scorso, ma per le vie del Centro. Di seguito trova il programma completo della manifestazione.


L'itinerario si snoda tra le vie della Brescia romana, da piazza Arnaldo a piazza Tebaldo Brusato, attraverso un percorso di circa 3 km .

Alla partenza verrà rilasciata una "cartella-gioco" sulla quale è evidenziato l'itinerario: ogni monumento o emergenza degna di nota è una casella del gioco. Sono inoltre evidenziati dei "check point", dove le cartelle verranno timbrate. Chi completa il percorso e, quindi, timbra tutte le caselle, avrà diritto alla degustazione gratuita di vini e prodotti delle tre Strade del Vino bresciane: Strada del Vino Colli dei Longobardi, Strada del Vino Franciacorta, Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, contemporaneamente presenti in un'apposita tensostruttura in piazza Tebaldo Brusato.

Lungo il percorso ci saranno innumerevoli sorprese: personaggi storici che hanno caratterizzato la storia della città e che si raccontano; giocolieri, trampolieri, truccabimbi e cantastorie. Nel quattrocentesco salone " Pietro Da Cemmo" di corso Magenta ci sarà un importante concerto eseguito dai musicisti del Conservatorio Musicale "Luca Marenzio" dalle 15 alle 17.30 e dalle 20 alle 23.30.


Gli orari della partenza:
- nel pomeriggio le partenze sono ammesse dalle 15.00 alle 16.00, (pensato soprattutto per i bambini, accompagnati da adulti);
- La sera: partenze dalle 20.00 alle 21.00.



La prenotazione non è richiesta e lungo il percorso non sono previste visite guidate ma libere, ai luoghi storico-artistici che rimangono aperti per l'occasione. La partecipazione è gratuita.



perche' noi siamo quelli dei sogni bruciati in una notte
quelli che si sdegnano anche se non hanno piu' fiato per gridare
quelli che ancora amano anche se sono stati traditi mille volte
ma i mediocri girano liberi
i mediocri hanno invaso le strade
i mediocri hanno occupato tutto!

DIEGO CUGIA

giovedì, ottobre 29, 2009

Bet, beccati che scherzone...

... che sarebbe successo se l'avessero fatto ad Enrico con una partita dell'Inter!?!?! hehe!


Iniziativa sponsorizzata in occasione di real madrid-milan
Concerto di classica la sera della partita
Scherzo a lieto fine per mille milanisti
I malcapitati tifosi mercoledì sono stati «costretti» dal capo
o dalla fidanzata ad andare all'Auditorium

MILANO - All'inizio non l'hanno presa bene per niente. «Papà mi ha dato i biglietti per un concerto», ha detto la fidanzata al giovane tifoso milanista. La faccia del ragazzo quando sente la data fatidica, 21 ottobre, è da non perdere. E infatti una telecamera nascosta riprende tutto: «Ma c'è il Milan, cosa ci faccio io con la musica classica?», cerca di balbettare il poveretto. Niente da fare, lei è implacabile. Giacca e cravatta, e una faccia da funerale, il giovanotto mercoledì sera era seduto sulle poltrone rosse dell'Auditorium di Milano in largo Mahler, davanti al quartetto d’archi «Die Schnuren». Stessa sorte per altri 999 tifosi, tutti accuratamente scelti - a loro insaputa - da amici e colleghi contattati dalla Heineken per una originale iniziativa di marketing.
LE FRASI SULLO SCHERMO - Nel video di c6.tv si vede l'approccio a un'altra delle vittime, il giornalista Gaetano De Stefano di Gazzetta.it, che segue il Milan da quando esiste il sito, approcciato con le buone dal responsabile Diego Antonelli: «Senti, mi ha chiamato il direttore... tra le tante rogne di questi giorni devo gestire anche questa...». E lui è costretto a far buon viso a cattiva sorte (leggi l'articolo su Gazzetta.it). In mille hanno dovuto accettare lo sgraditissimo invito. Il concerto è iniziato davanti a un pubblico con l'entusiasmo, ovviamente, a zero. Chissà se a qualcuno si è accesa una lampadina vedendo comparire, sullo schermo alle spalle del complesso musicale, un video in cui una mano scrive lentamente alcune frasi suggestive: «Un tempio s'infiamma. Il nemico del diavolo. Non ti ricorda niente?». E poi la grande sorpresa finale, con applausi fragorosi. Per la cronaca: il Milan ha vinto
22 ottobre 2009
da corriere.it

e qui c'è il video:
http://www.youtube.com/watch?v=ZiMT1HpGPvA


“Questo non è un paese di giornalisti giornalisti, ma solo di giornalisti impiegati”

Mooolto bello!
I momenti di crisi raddoppiano la vitalità negli uomini. CHATEAUBRIAND

mercoledì, ottobre 28, 2009

Tramonti aquilani

Ecco alcuni tramonti immortalati al "Campo 38 - FS"...










...la maggioranza di queste immagini non sono opera mia,
ma di gio & altri ragazzi che c'erano con noi al campo...

Bello.

Relax for VIPS

E qui invece l'attualità c'entra! Servizio escort a DESENZANO DEL GARDA! Intervista all'Infedele di Gad Lerner! Ah, il campanilismo...

http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=infedele&video=32298

martedì, ottobre 27, 2009

Trockadero, la danza si traveste

Io lo so che adesso vi scatenerete in ovvie volgarita'... Ma trovo che sia un'immagine bellissima.
(E per l'amor del cielo, l'attualita' stavolta non c'entra!)

Les Ballets Trockadero de Monte Carlo. Un nome, una garanzia, ma soprattutto una storia lunga 35 anni per uno dei corpi di ballo più atipici e famosi nel mondo. Uomini travestiti da donne, "clown" sulle punte capaci con la loro strabiliante tecnica di proporre spettacoli straordinari.

"donne" & motori

Quando si dice che sto paese sta andando a "puttane"...


C'è a chi piace il "cuscinetto" e chi preferisce i "pistoni"....

Misteri

L'Aquila, trenta giorni per sgombrare l'appartamento in cui erano
appena entrati. Altri due avvisi di garanzia per il crollo del convitto
New town, la beffa dei primi sfrattati
"La vostra casa è agibile, ritornateci"


L'AQUILA - Avvengono davvero i "miracoli", nel cratere del terremoto. Case classificate D e poi E - vuol dire gravemente danneggiate e bisognose di importanti lavori - all'improvviso, e senza la visita di muratori e carpentieri, vengono classificate A, ossia perfettamente agibili. Chi abitava dentro a queste case è rimasto in tenda, in camper o negli hotel della costa per sei mesi, sperando di ottenere un tetto sicuro. Per alcuni il sogno si è realizzato, con la consegna della chiave degli appartamenti nelle Case antisismiche. Pochi giorni di tepore e anche di felicità ("Finalmente una casa vera, c'è pure la lavastoviglie") poi la doccia fredda. "La vostra casa è tornata A. Dovete andarvene da qui. Avete trenta giorni di tempo". Intanto ci sono altri due indagati per i crolli-killer del terremoto: sono accusati di omicidio colposo e disastro colposo per la morte di due studenti tra le macerie del Convitto nazionale.

Via Verzieri, nella frazione di Preturo. Sei palazzi dell'istituto autonomo case popolari che qui si chiama Ater. Dieci famiglie in ogni palazzo. La scossa del 6 aprile manda tutti fuori di casa. Anna Maria Orsini abitava nel palazzo ai civici 10-11. "Come tutti gli altri abbiamo cercato un rifugio. Quasi tutti in tenda, io mi sono arrangiata comprando un camper, per ospitare mia madre che è malata. Il 20 aprile, due settimane dopo il terremoto, è stata fatta una verifica. Nel nostro palazzo e in quello di fianco (ai civici 12-13), dalle prove sclerometriche risulta che il calcestruzzo risulta scadente. Si chiedono carotaggi e altre prove. Stessa analisi per i due palazzi ma uno, il nostro, è classificato D e l'altro E. Visto che non possiamo rientrare a casa nostra, facciamo domanda per quelle che tutti noi chiamiamo "le case di Berlusconi". Ma per entrare la tua casa deve essere classificata E. Chiediamo alla Dicomat, l'ufficio della Protezione. Ci rispondono che i civici 10-11 e 12-13 risultano fare parte di un "unico aggregato", mappato con il numero 493937, e pertanto anche il nostro palazzo deve considerarsi E, inagibile. Il dato viene confermato anche dal computer. Io e gli altri aspettiamo dunque il colloquio di verifica prima di entrare nelle nuove case. Alla fine di settembre vengo finalmente convocata. Mi chiedono tutto: noi in famiglia siamo in 6, chi lavora deve presentare la busta paga, la mamma invalida deve presentare i certificati... Tutto in regola. Il 9 ottobre firmo il contratto di comodato d'uso gratuito e il giorno dopo entro. Una grande gioia. Tre camere da letto, due bagni. Ho trovato qui cinque famiglie che abitavano nel mio palazzo. Tante altre arrivano dai palazzi a fianco del nostro".

Poi le prime voci. A una signora del palazzo 12-13, classificato E, che aveva chiesto la "casa Berlusconi" rispondono che non è possibile accontentarla perché la sua casa adesso è A. "Facciamo tante telefonate, cerchiamo incontri. La conferma ufficiale è arrivata ieri. Nel sito del Comune il nostro palazzo adesso è A, mentre quello a fianco - nella verifica del 20 aprile si diceva che era messo male come il nostro - resta E. Ma anche quegli inquilini tremano, perché hanno paura che un altro "miracolo" renda agibili anche i loro appartamenti provocando lo sfratto dalle nuove case. Lavori non ne sono stati fatti, in nessun palazzo. E noi ci chiediamo: se il palazzo era sicuro, perché ci hanno fatto vivere come disgraziati nelle tende per sei mesi? Se non era messo bene, come ha fatto a tornare agibile, senza che nessuno abbia visto un gru o un'impalcatura?".

Un caso degno del dottor Azzeccagarbugli. "La direzione dell'Ater adesso ci dice che il palazzo sarebbe inagibile non a causa del terremoto ma perché costruito con materiali scadenti. Ma noi non cediamo. Prima di rientrare nei nostri appartamenti, vogliamo una verifica vera. E vogliamo sapere la verità. Siamo inquilini, non carne da macello".

22 ottobre
da repubblica.it


Si spera sia un caso isolato, ma già 2 persone al campo mi avevano detto che le loro case avevano fatto dei misteriosi salti da D ad E a B...
Ok che nel dubbio chi ha fatto la perizia può aver messo E e così non rischiava, xò passare da casa da demolire a perfetta ce ne vuole.
E' sempre difficile venire al mondo. Lei sa che gli uccelli fanno fatica ad uscire dall'uovo...bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile. Ma non esiste un sogno perpetuo. Ogni sogno cede il posto ad un sogno nuovo, e non bisogna volerne trattenere alcuno.
HERMAN HESSE

lunedì, ottobre 26, 2009

Free sms


Creato da un universitario di Como il sito Skebby.it
Davide e la rivoluzione
degli sms da 1 cent
«Inviare i messaggini costa troppo», e così un informatico 24enne ha inventato un software per ridurre drasticamente il costo

Davide Marrone davanti alla home page di Skebby.itMILANO – In molti lo hanno chiamato il “Bill Gates italiano”. Ma lui rabbrividisce a sentire il nomignolo: «Io uso solo Linux e il paragone con il guru di Microsoft non è che mi piaccia molto. Piuttosto si potrebbe dire che sono lo Zennström o il Friis italiani». Già perché il 24enne di Como Davide Marrone si riconosce più nei due scandinavi creatori di Skype - il software per telefonare a basso costo tramite la Rete -, perché la sua di creazione, Skebby, sfrutta lo stesso principio per inviare sms dal proprio telefonino risparmiando per ognuno tanti bei centesimi di euro. E considerando che in Italia ogni giorno si inviano circa 60 milioni di messaggini al prezzo medio di 15 centesimi l’uno, facendo due rapidi conti della serva (fanno circa 9 milioni di euro), si capisce come il software inventato da Davide non sia una burletta da universitario, ma un vero e proprio modello di business.

«Gli operatori italiani di telefonia hanno sempre tenuto il prezzo degli sms assurdamente alto», ci racconta Davide con il piglio dell’imprenditore, malgrado stia ancora finendo l’università, Scienze informatiche ovviamente, alla Statale di Milano. «Un vero e proprio cartello che non ha mai fatto scendere il costo per l’invio di un messaggio di testo sotto i 12/15 centesimi. E pensare che a loro costa un millesimo di centesimo, e solo se l’sms è indirizzato su un numero di un altro operatore». Un rincaro spropositato che circa due anni fa ha portato Davide e un suo amico a lavorare – «ma proprio per divertirci» – su un programma che permettesse di inviare sms utilizzando Internet, e dunque il cosiddetto e poco costoso “traffico dati”, invece dei preziosissimi ripetitori delle telefonia mobile. E così a febbraio scorso è comparso online il sito Skebby.it, grafica divertente e nome che rimane impresso («L’ho scelto per questo, non vuol dire proprio niente, in realtà»): scaricando e installando gratuitamente sul proprio telefonino il software Java creato da Davide, diventa possibile utilizzare direttamente dal proprio cellulare i 5/10 sms gratuiti offerti sui tradizionali siti web degli operatori (da Tim a Vodafone ad Alice). Al costo di 1 centesimo l’uno o anche meno: «E cioè quanto costa inviare tutti i dati dell’sms dal vostro telefono ai miei server, che poi passano il messaggio automaticamente sui siti degli operatori e da qui lo inviano». Un’idea semplice, che si è subito diffusa in rete: migliaia di universitari e non solo hanno iniziato subito a “skebbare” i propri sms.

E a questo punto l’idea da semplice diventa anche geniale. Ride Davide Morrone: «Ho deciso di provare a competere in prima persona con i colossi della telefonia. Così, sostenuto dal Politecnico e dalla Camera di Commercio di Como, ho fondato la mia Srl, Mobile solution. Mia e di mio papà, che è il mio socio, dato che ci ha messo i 10 mila euro iniziali». E il gioco, come si dice, a questo punto si fa duro. Accanto al vecchio Skebby ora compare SkebbyPro, una versione del software che permette l’invio di sms a basso costo e illimitati, senza dunque basarsi sui servizi messi a disposizione dagli operatori. Il sito diventa un vero e proprio negozio elettronico, dove poter acquistare con carta di credito il proprio pacchetto di sms. Da un lato la versione Easy, che si basa su operatori internazionali e permette l’invio di messaggini dal proprio cellulare senza però poter inviare il proprio numero di telefono (dal sito è quindi possibile creare una proprio firma grafica per farsi riconoscere). Il costo di un singolo sms in questa modalità può andare dai 5,8 centesimi (se si compra il pacchetto da 500 sms) agli 8 (pacchetto da 50). Dall’altro la versione Premium, attraverso la quale si possono mandare gli short message esattamente come se fossero inviati normalmente tramite il proprio operatore. Ma con un costo inferiore: da 8,9 centesimi (per 350 sms) a 11,4 (per 35). «Finita l’università mi dedicherò completamente a Skebby: se riesco a fare una buona pubblicità e il sito decolla, divento ricco», ride Davide. «Altrimenti, beh, mi inventerò qualcos’altro».

22 agosto 2007
da corriere.it

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