domenica, agosto 16, 2009
Traffico delirante
ma come fanno a non inzuccarsi tutti?!?!
Li in mezzo ci vedrei bene una nostra amica che sfreccia col SI... hehe!
"Sardi" ve la ricordate?!?! Un "centauro" per le stradine de LaMaddalena
Anche questo non è male
sabato, agosto 15, 2009
Voglio i nani da giardinoooooooooooo
SYDNEY - Si cercano famiglie adottive per 1500 nani da giardino rimasti 'orfani' per salvarli da una triste fine, fatti a pezzi in qualche discarica. L'appello è stato lanciato dall'avvocato che amministra il patrimonio di una defunta collezionista di Cootamundra, 450 km a sudest di Sydney, dato che i nuovi proprietari della residenza vogliono disfarsi dei caratteristici ornamenti.
L'appello è stato raccolto dall'Australian Gnome Convention, di base nel Rotary Club delle Blue Montains, a cui aderiscono gli appassionati di nani da giardino. L'organizzatore della Convention, David Cook, si è impegnato a trovare affiliati interessati all'adozione. Un gruppo di volontari oggi ha impiegato quattro ore per caricare su due camioncini e un rimorchio le sculture, che saranno distribuite in varie località della zona, man mano che si susseguono le offerte di ospitalità. I 1500 nani si ritroveranno tutti insieme per il weekend di Australia Day il prossimo gennaio, in occasione della sesta Convention annuale.
Vuoi metter il mio giardino tappezzato con 1500 nani??!?!??! uahahah!!!!
venerdì, agosto 14, 2009
Difronte al rischio di morte...
... si aguzza l'ingegno!
Certo la condizione è che il suocero non deve esser un' "aquila"... hehe!
giovedì, agosto 13, 2009
mercoledì, agosto 12, 2009
Nuova mania
La regola: bisogna essere a faccia in giù con le mani attaccate al corpo
foto sdraiati
MILANO- La regola è semplice: bisogna essere sdraiati a faccia in giù. Meglio ancora se in un posto pubblico con molta gente e qualche amico che si presta allo stesso gioco. Ecco la nuova mania di Facebook. Farsi fotografare in una posizione orizzontale, prona e con le mani vicine al corpo. Su un albero, su una cabina telefonica, sospesi per aria o addirittura su carro armato. Non importa. Basta che sia in un luogo improbabile.
LA MANIA- Sono centinaia i gruppi sul social network che raccolgono queste fotografie. «The lying down game» (Il gioco dello sdraiarsi) è nato in Inghilterra da un gruppo di amici stanchi di posare sempre per le solite fotografie. Ed ecco che gli scatti non vengono più fatti al grido: «Cheese». «Ci sembrava un'idea divertente. Anche per rallegrare gli umori durante questa crisi economica», spiegano i ragazzi su internet.
LA GARA- Questo gioco è contagioso. Tanto da innescare anche una vera competizione tra paesi. «I ragazzi della Nuova Zelanda stanno vincendo per gli scatti ne posti pubblici più improbabili, forza connazionali inglesi, dobbiamo mettercela tutta. Qualche idea strana?», si legge sulla bacheca del gruppo più numeroso (oltre 11 mila fan). Ed ecco che arrivano fotografie sulla muraglia cinese. Su una ventola di un aereo. Oppure sospesi su un scala. Qualcuno è riuscito a posare anche dentro una chiesa. Si contano oramai migliaia di fotografie da tutto il mondo.
ITALIA- E la mania pian piano sta arrivando anche in Italia. Un paio di gruppi sono già stati fondati. Quindi, tutti avvisati. Se vedete dei ragazzi a pancia in giù, nei posti più improbabili, allora vuol dire che stanno partecipando a questo nuovo gioco.
Ecco la galleria fotografica delle più assurde:
http://www.corriere.it/gallery
ce ne sono alcune davvero geniali!!! hehe!
martedì, agosto 11, 2009
Storta "sacerdotale"
"Ho celebrato troppe messe"
Milano - I carabinieri gli hanno ritirato la patente e lo costretto a chiamare qualcuno che lo venisse a prendere come un qualsiasi ragazzo reduce da una serata in discoteca. Solo che a essere 'pizzicato' ieri, con una percentuale di alcol di poco superiore alla legge, è stato un prete.
Il 'don', che è risultato positivo al controllo con 0,8 (il tasso consentito per legge è di 0,50), è stato fermato per un controllo subito dopo l’uscita dell’autostrada Milano-Torino e ha dato una giustificazione connessa al suo Ufficio. "Ho celebrato quattro messe in un giorno!", ha detto ai militari.
Il sacerdote, un 41enne originario di Bologna, ha spiegato che il superamento della soglia non era volontario, ma derivava dal vino che si assume nel corso della celebrazione, durante l’Offertorio che precede l’Eucarestia. Questo e’ toccato per ben quattro volte in una giornata al sacerdote che, tra l’altro, ha spiegato ai militari di essere astemio. Da qui il ricorso al giudice di pace per sostenere che l’eventuale stato alcolico non è addebitabile a una volontaria e cosciente assunzione.
Nella causa, il religioso sarà assistito dagli avvocati Anna Orecchioni e Giacinto Canzona che sembrano aver maturato una discreta esperienza in vicende di questo genere. Sono gli stessi legali, infatti, che, nei giorni scorsi, hanno fatto sì che il giudice di pace restituisse la patente a un altro religioso, di fede diversa rispetto a quella del sacerdote cattolico. Quella volta era stato un imam, residente a Roma, che si era visto ritirare il titolo di guida perché trovato con una percentuale di alcool nel sangue dell’1%. L’imam aveva detto di essere anch’egli astemio, in quanto il Corano proibisce di bere alcool e che la positività era causata dall’uso di un farmaco anti-asma.
Giovedì scorso il Giudice di pace ha restituito all’imam, operaio specializzato e padre di tre figli, la patente, sospendendo il provvedimento di ritiro. Nei prossimi mesi si terrà l’udienza nel merito per la presunta guida in stato d’ebbrezza.
27 giugno 2009
ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
lunedì, agosto 10, 2009
Will it Blend?
... sto coso tritura tutto!!!!!!
macinare il tutto e fare un bibitone da... SFIDA!!!
hehehe!
PS: son tutti scienziati con l'iphone degli altri! ;-)
domenica, agosto 09, 2009
Grande fratello a... luci rosse!
il Grande Fratello porno
In Germania partirà prossimamente su un canale pay-per-view, un reality porno in cui undici concorrenti, sei donne bisex, una donna etero e quattro uomini etero, che non si conoscono dovranno darsi da fare per 14 giorni, di fronte a 43 telecamere, per non essere eliminati dal televoto.
Nella versione hard del Grande Fratello tedesco, che si svolge in una villa ad Amburgo, i partecipanti verranno pagati, al giorno, rispettivamente 300 sterline le donne e 100 sterline gli uomini.
L’ideatore del bizzarro reality, il quarantaduenne Ulf Frank a Bild ha rivelato: "Le ragazze non vedono l’ora di partecipare. Immagino che si tratterà di un party non stop che porterà le protagoniste a 14 giorni di sesso con sconosciuti e puro divertimento. Le concorrenti sono molto fiduciose e sessualmente molto aperte!".
sabato, agosto 08, 2009
Buoni sconto benza
A me ne hanno regalati un po'... 2euro ogni 30litri, peccato non siano cumulabili!
Ora bisogna veder se conviene alla Shell o all'Agip in orario di chiusura dove ti scontano di 10cent... lascio a voi l'onore di far i conti.
venerdì, agosto 07, 2009
Ferieeeeeeeeee!!!!
This evening parto, ma quest'anno proviamo a mantener un attimo "vivo" il blog anche durante le ferie... quindi ho "programmato" un po' di post (ovviamente cazzate e qualche news utile) per tener compagnia a chi avrà una connessione internet a porta di mano in questi giorni.
Per chi è a "casa" ci si vede dal 16 agosto in poi (piscina, lago, gite, cene, eccc)...
con tutti gli altri ci si risente qui sul blog a fine mese.
Tutte le qualita', anche quelle basse e malvage, possono essere sollevate al servizio di Dio. Cosi', per esempio, l'orgoglio: quando viene innalzato, si trasforma in nobile coraggio nelle vie di Dio. Ma a che scopo sara' stato creato l'ateismo? Anch'esso ha il suo innalzamento: nell'atto di pieta'. Poiche' quando uno viene da te e ti chiede aiuto, allora tu non devi raccomandargli di avere fiducia e rivolgere la sua pena a Dio. Ma devi agire come se Dio non ci fosse, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che puo' aiutare quell'uomo: e quell'uno sei tu.MARTIN BUBER, Racconti dei chassidim
giovedì, agosto 06, 2009
La vuova veste dell'università di brescia!
mercoledì, agosto 05, 2009
Quando la realtà ordinaria ruota sui cardini e si spalancano nuovi cieli e terre nuove, di Francesco LamendolaTalvolta accade come per caso: ma noi sappiamo che non è affatto un caso; anche perché nulla lo è, ad un livello profondo.
«Caso» è il nome che siamo soliti dare a ciò che si sottrae al nostro sguardo ordinario, ossia superficiale; ma la realtà vera è sempre, nella sua essenza, straordinaria: e le parole del linguaggio ordinario sono inadeguate per descriverla.
Dunque, talvolta sembra che accada per caso: ma la verità è che accade solo dopo che un lungo cammino è stato percorso; un cammino arduo e solitario, tutto in salita, con frequenti cadute e con numerosi momenti di angoscia, di tenebra, di disperazione.
E poi, d'improvviso, accade.
Accade che la realtà ordinaria incomincia a ruotare sui cardini, come un portone di legno massiccio; e che, al là di essa, noi vediamo spalancarsi tutto un altro orizzonte, misterioso, ineffabile, sublime; vediamo nuovi cieli e terre nuove, e la nostra anima ne è turbata e commossa, fino quasi alle lacrime.
Di colpo, dove ci pareva di essere giunti a un punto morto, ogni cosa si anima e riprende movimento; dove non riuscivamo a scorgere null'altro che muri lisci e solide pareti, si aprono nuove e meravigliose prospettive; dove eravamo certi di aver esaurito fin l'ultima scintilla di energia, di speranza, di coraggio, sentiamo le nostre forze raddoppiare, decuplicare, centuplicare.
Non si sa come, tuttavia accade.
E la cosa più sorprendente, più esaltante, è che questa rinnovata capacità di vedere, di sentire, di capire, questo sovrumano moltiplicarsi delle forze, questa ondata di fiducia e di lucidità, sentiamo che non provengono da noi, anche se noi ne siamo stati il catalizzatore e il primo diretto beneficiario (ma, indirettamente, ne beneficano anche molte altre persone); sentiamo che provengono dall'alto e che pervadono tutto il nostro essere.
Per i cristiani è la grazia; per certe dottrine mistiche, è il disvelamento; per gli antichi Greci, infine, era il «kairós», ossia il tempo ineffabile e qualitativo, mentre «chronos» non era che il tempo ordinario e qualitativo, il tempo della storia e degli eventi umani.
«Kairós», pertanto, era il tempo che si cela nelle pieghe del tempo; era il tempo degli dei, quando il tempo ordinario rimane come sospeso, in attesa, e qualunque cosa può accadere [...]
Alice che penetra, attraverso lo specchio, in un regno meraviglioso, dove l'impossibile diventa possibile e dove l'irreale diviene reale, non è che una metafora poetica per indicare questa rivelazione, questo disvelamento, questo sopraggiungere improvviso del «kairós», come un ladro nella notte, nel bel mezzo di «chronos», il tempo storico, ordinario, proprio della dimensione quotidiana dell'esistenza.
Ma chi è il genio che ha messo le cariche?!?!?
Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito.
La demolizione della vecchia fabbrica alimentare, costruita nel 1928, era pianificata fin dagli anni '80 per far spazio a un centro commerciale.
visto per quanto tempo poi "balla" il palazzo vicino?!?!?
martedì, agosto 04, 2009
Cicloturistica "AVIS è mondiale"

CICLOTURISTICA "AVIS E' MONDIALE"
Varese - Mendrisio e ritorno sui
circuiti del Mondiale di Ciclismo 2009
Alle ore 9 la partenza verso il territorio elvetico e ritorno, con arrivo previsto per le 11.30.
Numerose le premiazioni.
La quota di iscrizione di € 20,00 comprende maglia da ciclista a ricordo dell'evento e gadget ufficiali di Mendrisio 2009!!
Se fossi in grado di andar in salita verrei fex, ma visto che faccio fatica a far i cavalcavia... direi che non fa per me.
lunedì, agosto 03, 2009
A chi gà va bè encò
paolo
sandra
lucio
sara
elisa
annalisa
bertoss family
tizi
francy G
paolaZ
enzo
... che oggi sono in ferie!!!!
maledetti... in gmail siam in 2stronzi... non c'è un cazz di nessuno!!!
Dai, venerdì è vicino...
Non succede un'altra volta le dico senza napoletano, quieto per darle pace. Oggi so una cosa di me, una cosa triste in mezzo alla fortuna di stare con Maria. Non è tutta buona la crescita del corpo, la scoperta delle cose nuove che imparo a fare. Cresce insieme anche il malamente. Insieme a me, alla forza del braccio di liberare il bumeràn cresce una forza amara, capace di attaccare. Uno stagno di solfatara si è messo a bollire dentro la testa e mi ha fatto triste di intenzioni. Così sono gli uomini all'improvviso, così? La mossa sbagliata di un altro schioda un coperchio e salta fuori il sangue maligno.ERRI DE LUCA, Montedidio
domenica, agosto 02, 2009
Ossessionati dall'aborto
Dispiace dirlo, pare esagerato o indelicato, ma l’avversione verso la legge che sancisce per le donne il diritto di decidere se il proprio corpo e la propria psiche (anima?) sono pronti per il difficile compito di dare la vita e poi crescere ed educare un essere umano, è diventata una forma ossessiva, un tormentone di centro destra che da trent’anni, come una malattia nervosa, minaccia l’equilibrio della nostra società. Ad ogni cambio di stagione politica qualcuno la estrae, la legge 194, dal panierino delle nostre, non poi così numerose, conquiste di civiltà e prova a buttarla nella grande discarica dei nostri fallimenti, là dove giacciono buone regole per accedere alla procreazione assistita, ovvie estensioni dei diritti civili ad omosessuali e coppie di fatto, licenza di non essere sottoposti ad accanimento terapeutico, permesso di porre fine alla propria vita qualora condizioni disperate rendano questa decisione necessaria. Come mai? Che cos’ha di così terribile il principio tanto semplice che sta alla base della legge per l’interruzione di gravidanza? Proviamo a ripeterlo per la milionesima volta: le donne e soltanto le donne, in quanto tocca a loro prestare carne e sangue alla procreazione, possono valutare se portare a termine o no una gravidanza. Lo faranno con coscienza, cercheranno in tutti i modi di non doversi avvalere del diritto d’aborto, ma devono sapere che possono farlo. Non sono macchine, sono persone. Non sono proprietà né della Chiesa né dello Stato, sono libere cittadine, le donne. Sanno bene che saranno loro e i loro figli a pagare per tutta la vita un errore di valutazione. Il mondo è pieno di infelici, ne volete degli altri? Volete altri neonati avvolti nel cellophan e abbandonati a morire di freddo nei cassonetti dell’immondizia? No, naturalmente. Voi volete delle belle famiglie, coese e responsabili, dove circolino affetto e cura. Le volete voi, cari avversari della nostra buona legge 194, ma le vogliamo anche noi. Noi: femministe, progressisti laici e cattolici, democratici illuminati dalla ragione e non da preconcetti e/o supersitizioni. Che cos’è, allora, che ci divide? La diversa valutazione dell’età del feto, il fatto che per noi sia materia grezza e per voi “bambino non nato”? Oppure la diversa valutazione della madre: il fatto che per noi sia una persona e per voi un divino strumento in cui Domineddio soffia quando gli pare i suoi ordini? Forse tutte due le cose. O forse nessuna delle due e l’anima dei bambini, come l’autodeterminazione della mamme, viene tirata in ballo soltanto quando serve, per il cinico gioco della politica. Quando Giuliano Ferrara, materialista pentito, assimila la pena di morte, barbarico residuo di culture precivili, all’interruzione di gravidanza, il sospetto dell’uso strumentale di un dilemma etico si rafforza. Quando Papa Ratzinger definisce l’aborto “un delitto abominevole” si sente risuonare sinistra l’antica crudeltà della Chiesa, quella che metteva certe donne al rogo con l’accusa di stregoneria, che torturava e ammazzava in nome dell’amore di Cristo chiunque le si opponesse, chiunque credesse ad altro o avesse l’umiltà di non credere a niente di non dimostrabile, o osasse coltivare l’intelligenza del dubbio.
Delitto abominevole: che insulto per le donne che non ce l’hanno fatta a prendersi la responsabilità d’essere madri! Le troppo giovani, le troppo fragili, le malate, le instabili, le abbandonate, le troppo povere. Ma non si prova vergogna a chiamarle assassine? E’ veramente difficile, con tutta la buona volontà, mantenere aperto un dialogo con i cattolici, quando il loro Pastore Massimo si esprime con frasi così dure. E’ difficile e forse c’è chi non lo vuole veramente. Non lo vuole Ratzinger che continua a rifilare le sue scomuniche “urbi et orbi” come se tutta la società italiana facesse parte della sua Ecclesia. Non lo vuole Ruini, non lo vuole Giuliano Ferrara, il neofita entusiasta. Non lo vogliono quelli che non rispettano la libertà di coscienza e pretendono di imporre la loro fede come se fosse l’unica visione del mondo accettabile. Non lo vuole chi ritorna, ciclicamente, instancabilmente, a mettere in discussione tutte le battaglie vinte trent’anni fa (quando ancora avevamo la forza di vincere qualche battaglia) nel tentativo di adeguare l’Italia ad altri “paesi avanzati”, dove si può divorziare, procreare con l’aiuto della scienza o non procreare con il permesso dello stato, sposarsi anche se si è pastori d’anime, pagare le tasse per il bene di tutti, sostenere i più deboli con le tasse dei più ricchi, farsi una famiglia anche se ci si ama fra persone dello stesso sesso e così via.
Il lancio del cell!
LIBERATORIO TELEFONINO
Dopo le tappe pilota di Monza e Como (e'l'imprenditore comasco Massimo Galeazzi che detiene i diritti del marchio del gioco a livello europeo) la sfida si sposta ora in spiaggia, proponendosi come uno degli eventi clou dell'estate.
L'appuntamento e' fissato per sabato 8 agosto, dalle 9.30 alle 19.00, nell'area Polo Est di Bellaria Igea Marina (RN): in spiaggia saranno allestiti gli oltre 2.000 metri quadrati necessari ad accogliere, in tutta sicurezza, chi vorra' cimentarsi nell'impresa.
La gara e' molto semplice: ciascun concorrente e' chiamato a lanciare il piu' lontano possibile un telefono fornito dall'organizzazione, uguale per tutti in termini di peso e dimensioni. L'iscrizione e' gratuita. La misurazione di ciascun lancio avverra' tramite apparecchiature laser e l'aggiornamento in tempo reale della classifica consentira' di proclamare a fine giornata il vincitore della gara. Ciascun partecipante ricevera' simpatici gadget mentre colui che avra' effettuato il lancio piu' lungo avra' una gradita sorpresa.
Ma l'aspetto ludico non e' il solo connotato dell'iniziativa che vanta anche un obiettivo nobile: le centinaia di telefonini utilizzati per la competizione verranno infatti riciclati. L'incasso dell'operazione di riciclaggio sara' interamente devoluta in beneficenza pro Abruzzo.
Il "lancio del telefonino" si annuncia dunque come un evento destinato ad attrarre migliaia di lanciatori.
sabato, agosto 01, 2009
come i posti in cui non si vivrà,come la gente che non incontreremo,
tutta la gente che non ci amerà,
quello che non facciamo e non faremo,
anche se prendi sempre delle cose,
anche se qualche cosa lasci in giro,
non sai se è come un seme che dà fiore
o polvere che vola ad un respiro
FRANCESCO GUCCINI, Argentina
venerdì, luglio 31, 2009
Pillola abortiva in Italia
La Ru486 arriva in Italia
Dura condanna del Vaticano
Via libera a maggioranza dall'Agenzia del farmaco
alla commercializzazione della pillola abortiva
ROMA - La Ru486 arriva in Italia. Dopo una riunione durata più di quattro ore, è arrivato giovedì in tarda serata il via libera a maggioranza (quattro contro uno) dall'Agenzia italiana del farmaco alla pillola abortiva. Il Consiglio di amministrazione dell'Aifa ha infatti approvato l'immissione in commercio nel nostro Paese del farmaco già commercializzato in diverse altre Nazioni. Nel Cda dell'Aifa hanno votato a favore della pillola il presidente Sergio Pecorelli e i consiglieri Giovanni Bissoni, Claudio De Vincenti e Gloria Saccani Jotti. Ad esprimersi negativamente è stato invece Romano Colozzi, assessore alle Risorse e Finanze della Regione Lombardia. La Ru486 potrà essere utilizzata in Italia solo in ambito ospedaliero, così come la legge 194 prevede per le interruzioni volontarie di gravidanza. Nelle disposizioni, ha spiegato l'assessore Bissoni, c'è un «richiamo al massimo rispetto della legge 194 e all'utilizzo in ambito ospedaliero. Dopo una lunga istruttoria è stato raccomandato di utilizzare il farmaco - ha aggiunto - entro il quarantanovesimo giorno, cioè entro la settima settimana». Entro questo termine, infatti, le complicanze per l'uso del farmaco sono sovrapponibili a quelle dell'aborto chirurgico, ha concluso l'assessore.
LA CONDANNA DEL VATICANO - Ancora prima che l'Aifa si pronunciasse, il Vaticano era tornato all'attacco contro la pillola abortiva. L'Osservatore Romano aveva affrontato in mattinata il nodo della Ru486 riportando le preoccupazioni espresse dalla sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella. «La decisione dell’Aifa a favore della commercializzazione - secondo il sottosegretario, non è scontata, alla luce delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486. Sulla sicurezza della pillola, dunque, "persistono molte ombre"», ha scritto il quotidiano vaticano. È stato poi monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita, a spiegare che l'uso della pillola in questione comporta la scomunica per le donne che vi fanno ricorso così come per i medici che l’hanno prescritta perché la sua assunzione è analoga a tutti gli effetti dell’aborto chirurgico. «Dal punto di vista canonico è come un aborto chirurgico» sottolinea il vescovo. «L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. Non manca nulla. Cosa diversa è la pillola del giorno dopo, che, pur rivolta ad impedire la gravidanza, non interviene con certezza dopo che c’è stato il concepimento. Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo». «Rimango allibito dall'atteggiamento dell'Aifa (agenzia italiana per i farmaci)» ha anche detto Sgreccia e « spero - ha aggiunto - che ci sia un intervento da parte del governo e dei ministri competenti» perché la pillola abortiva RU486 «non è un farmaco, ma un veleno letale».
«L'AGGRAVANTE DEL RISCHIO PER LA MADRE» - La pillola«ha effetto abortivo, quindi valgono - prosegue Sgreccia - tutte le considerazioni che valgono quando si parla di aborto volontario. C’è, inoltre, un’aggravante che dovrebbe far riflettere anche chi appoggia la legalizzazione dell’aborto chirurgico, ed è il rischio per la madre. Più di venti donne sono morte per effetto della somministrazione di questa sostanza. Questo farmaco assume, quindi, la valenza del veleno. È una sostanza non a fine di salute, ma a fine di morte. Si va contro la regola fondamentale della vita della madre. Bisognerebbe, per questo motivo, sospendere tutto. Inoltre - prosegue il vescovo - si cerca di scaricare sulla donna sola la responsabilità della decisione. Si torna a una forma di privatizzazione dell’interruzione di gravidanza. All’inizio si è legalizzato l’aborto proprio per toglierlo dalla clandestinità, ora il medico se ne lava le mani e il peso di coscienza ricade sulla donna».
«SULL'AIFA PRESSIONI POLITICHE ED ECONOMICHE» - Sgreccia poi non ha dubbi sulle cause che spingono l’Aifa alla liberalizzazione del farmaco: si tratta, secondo il presule, di«pressioni politiche ed economiche».
Ribadisco x la milionesima volta la mia idea: viene fornita una ulteriore possibilità di scelta a chi si trova di fronte a questa decisione difficilissima (ed immagino che psicologicamamente sia meno traumatica una pillola di un intervento chirurgico..).
Chi non la vuole usare, non lo farà e nessuno imporrà nulla.
Aveva, immagino, vent’anni. Come lui ce n’erano tanti. Adesso ne ha certamente più di ottanta.
Non ce ne sono più tanti, vivi, uomini e donne che hanno vissuto quello che ha vissuto lui. Sono gente preziosa. Mi piacerebbe sentirli parlare più spesso. Non soltanto per celebrare il 25 aprile o per il compleanno di qualche carneficina.Tutte le volte che ascolto qualche vecchio partigiano mi pongo sempre la stessa domanda: io, avrei il coraggio? Se criticare il potere politico volesse dire rischiare carcere e salute, rischiare la vita, lo farei? L’avrei fatto?
LIDIA RAVERA, 25 aprile 2007
giovedì, luglio 30, 2009
I QUATTRO ARCHETIPI FEMMINILI
Non intendeva proprio questo, ma vi racconto di una teoria carina che ho letto oggi!
Si individuano nella donna quattro strutture mentali di base.
Per quanto tutte presenti, in varie proporzioni, una di queste risulta dominante e determinante per il carattere. Queste quattro strutture di base identificano la donna come:
AMAZZONE (che agisce): portata a raggiungere, fare, agire: si realizza come atleta, donna di affari, viaggiatrice, scienziata.
ETERA (che tiene relazioni): portata alle relazioni, soprattutto con gli uomini; moglie, amante.
MADRE (che dà): portata a procreare, coccolare, aiutare, soccorrere; infermiera, insegnante, madre.
MEDIATRICE (che interpreta): portata a tradurre l'inconscio; mistica, artista, ballerina, psicologa, strega.
Solo quattro???
Buon viaggio a tutti quelli in partenza oggi!!
mercoledì, luglio 29, 2009
Lucioooooooooo
E’ in edicola una nuova raccolta a fascicoli settimanali dedicata al modellismo. La Hobby & Work propone una riproduzione in scala 1/8 con motore a scoppio da 2,5 cc della Mini Cooper. A differenza dei collezionabili della DeAgostini e della Hachette questa raccolta conta “solo” una cinquantina di fascioli quindi si dovrebbe concludere in circa un anno.
“Piccola, aggressiva, mitica! È la Mini Cooper radiocomandata da costruire con le tue mani e da pilotare in pista per emozioni mozzafiato! Componenti di elevata qualità, meccanica e tecnologia ai vertici dell’automobilismo dinamico per affrontare ogni tracciato e spingere questo bolide RC oltre i 60 km/h!”
martedì, luglio 28, 2009
Folègandros e Santorini...
Mare cristallino, caldo e stupendo...

















