Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito.
La demolizione della vecchia fabbrica alimentare, costruita nel 1928, era pianificata fin dagli anni '80 per far spazio a un centro commerciale.
visto per quanto tempo poi "balla" il palazzo vicino?!?!?
"A bunch of crazy people"
La demolizione della vecchia fabbrica alimentare, costruita nel 1928, era pianificata fin dagli anni '80 per far spazio a un centro commerciale.

Non succede un'altra volta le dico senza napoletano, quieto per darle pace. Oggi so una cosa di me, una cosa triste in mezzo alla fortuna di stare con Maria. Non è tutta buona la crescita del corpo, la scoperta delle cose nuove che imparo a fare. Cresce insieme anche il malamente. Insieme a me, alla forza del braccio di liberare il bumeràn cresce una forza amara, capace di attaccare. Uno stagno di solfatara si è messo a bollire dentro la testa e mi ha fatto triste di intenzioni. Così sono gli uomini all'improvviso, così? La mossa sbagliata di un altro schioda un coperchio e salta fuori il sangue maligno.
come i posti in cui non si vivrà,LA CONDANNA DEL VATICANO - Ancora prima che l'Aifa si pronunciasse, il Vaticano era tornato all'attacco contro la pillola abortiva. L'Osservatore Romano aveva affrontato in mattinata il nodo della Ru486 riportando le preoccupazioni espresse dalla sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella. «La decisione dell’Aifa a favore della commercializzazione - secondo il sottosegretario, non è scontata, alla luce delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486. Sulla sicurezza della pillola, dunque, "persistono molte ombre"», ha scritto il quotidiano vaticano. È stato poi monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita, a spiegare che l'uso della pillola in questione comporta la scomunica per le donne che vi fanno ricorso così come per i medici che l’hanno prescritta perché la sua assunzione è analoga a tutti gli effetti dell’aborto chirurgico. «Dal punto di vista canonico è come un aborto chirurgico» sottolinea il vescovo. «L’assunzione della Ru486 equivale ad un aborto volontario con effetto sicuro, perché se non funziona il farmaco c’è l’obbligo di proseguire con l’aborto chirurgico. Non manca nulla. Cosa diversa è la pillola del giorno dopo, che, pur rivolta ad impedire la gravidanza, non interviene con certezza dopo che c’è stato il concepimento. Per la Ru486, quindi, c’è la scomunica per il medico, per la donna e per tutti coloro che spingono al suo utilizzo». «Rimango allibito dall'atteggiamento dell'Aifa (agenzia italiana per i farmaci)» ha anche detto Sgreccia e « spero - ha aggiunto - che ci sia un intervento da parte del governo e dei ministri competenti» perché la pillola abortiva RU486 «non è un farmaco, ma un veleno letale».
«L'AGGRAVANTE DEL RISCHIO PER LA MADRE» - La pillola«ha effetto abortivo, quindi valgono - prosegue Sgreccia - tutte le considerazioni che valgono quando si parla di aborto volontario. C’è, inoltre, un’aggravante che dovrebbe far riflettere anche chi appoggia la legalizzazione dell’aborto chirurgico, ed è il rischio per la madre. Più di venti donne sono morte per effetto della somministrazione di questa sostanza. Questo farmaco assume, quindi, la valenza del veleno. È una sostanza non a fine di salute, ma a fine di morte. Si va contro la regola fondamentale della vita della madre. Bisognerebbe, per questo motivo, sospendere tutto. Inoltre - prosegue il vescovo - si cerca di scaricare sulla donna sola la responsabilità della decisione. Si torna a una forma di privatizzazione dell’interruzione di gravidanza. All’inizio si è legalizzato l’aborto proprio per toglierlo dalla clandestinità, ora il medico se ne lava le mani e il peso di coscienza ricade sulla donna».
«SULL'AIFA PRESSIONI POLITICHE ED ECONOMICHE» - Sgreccia poi non ha dubbi sulle cause che spingono l’Aifa alla liberalizzazione del farmaco: si tratta, secondo il presule, di«pressioni politiche ed economiche».
E’ in edicola una nuova raccolta a fascicoli settimanali dedicata al modellismo. La Hobby & Work propone una riproduzione in scala 1/8 con motore a scoppio da 2,5 cc della Mini Cooper. A differenza dei collezionabili della DeAgostini e della Hachette questa raccolta conta “solo” una cinquantina di fascioli quindi si dovrebbe concludere in circa un anno.
“Piccola, aggressiva, mitica! È la Mini Cooper radiocomandata da costruire con le tue mani e da pilotare in pista per emozioni mozzafiato! Componenti di elevata qualità, meccanica e tecnologia ai vertici dell’automobilismo dinamico per affrontare ogni tracciato e spingere questo bolide RC oltre i 60 km/h!”
MILANO - Myair non paga e l'Enac blocca tutti voli da Orio Serio. Ha creato non pochi disagi nello scalo bergamasco la sospensione di due voli della compagnia aerea vicentina per Palermo (delle 12.55) e per Reggio Calabria (delle 16.55). La Sacbo, la società che gestisce l'aeroporto, ha spiegato in una nota che il provvedimento deciso da Enac su segnalazione del gestore aeroportuale, dispone il divieto di partenza degli aeromobili quando risultano violati gli obblighi relativi al pagamento di tasse, diritti e tariffe.
«VALUTIAMO PROPOSTE DA INVESTITORI» - Myair, da parte sua, ha ammesso «le difficoltà finanziarie» spiegando che il cda della compagnia «sta valutando le proposte avanzate da alcuni investitori». Nel comunicato la compagnia ha precisato che «i problemi operativi» verificatisi martedì dipendono da alcune «difficoltà finanziarie» che la compagnia «sta superando». La compagnia, sottolineando che «il sistema del trasporto aereo, come altri settori industriali sta subendo gli effetti della crisi economica mondiale» ha assicurato che «si sta definendo il processo di ricapitalizzazione» ma che «vi sono tempi tecnici da rispettare».
A VENEZIA VOLI NEL CAOS - I «problemi operativi» di cui Myair non fa mistero hanno riguardato anche lo scalo di Venezia. Tra Lombardia e veneto duemila persone circa sono rimaste a terra. All'aeroporto Marco Polo un gruppo di 172 passeggeri di nazionalità marocchina, tra cui 40 bambini (16 dei quali neonati), ha atteso per circa 24 ore il decollo del volo delle 21 di lunedì Venezia-Casablanca. Poco prima delle 20 di martedì sera i 172 marocchini hanno deciso di lasciare lo scalo e fare rientro nelle loro case in varie zone del Veneto. «Ci hanno detto che il volo è stato cancellato - ha detto Mohamed Zahoud - e ora stiamo tornando tutti a casa. L'aereo non c'è». «L'Italia è sempre più ridicola - ha aggiunto con amarezza Zahoud - prima l'Alitalia, adesso Myair, invece che andare avanti va indietro...». L'ufficio stampa di Myair nel caso di Venezia parla di «una piccola avaria all'aeroplano». La compagnia rischia ora la sospensione della licenza dell'Enac. L'ultimatum dell'ente infatti era stato chiaro: la compagnia risolva la situazione dei 172 marocchini o addio licenza. All'aeroporto Marco Polo Myair ha annullato la maggior parte dei voli in partenza: cancellati quello per Casablanca, Palermo, Olbia e Parigi e altri sei voli in arrivo per martedì. Annullati anche altri 16 voli in partenza e in arrivo per mercoledì.
BARI E BRINDISI - Non vengono invece segnalati disagi negli aeroporti di Bari e Brindisi, dove la compagnia MyAir è beneficiaria di contributi pubblici per l'attivazione di nuove rotte. Sul sito della compagnia, come segnalano diversi lettori di Corriere.it, è tuttora possibile prenotare voli da e per tutte le destinazioni.

Sembra bellino, quindi non potete mancar.
Lei è capace di addormentarsi all'istante. Come una bambina adorata da tutti che ha fatto i compiti e messo in ordine la sua cameretta e si è ricordata di togliersi le forcine dai capelli ed è sicura che è tutto a posto e tutti sono contenti di lei e domani sarà un giorno nuovo. E' talmente in pace con se stessa, con il buio, con il deserto in fondo al cortile, proprio dietro i due folti cipressi, con il lenzuolo che tiene arrotolato e stretto fra le gambe e con il cuscino ricamato che stringe forte al petto quando dorme profondamente. Il suo sonno mi dà un senso di ingiustizia, o forse è molto semplicemente pura invidia, ma da dentro la rabbia so bene che non ha giustificazione, e questa consapevolezza non dissipa affatto il malumore, anzi mi irrita ancora di più. PICCOLI IMPRENDITORI -Dalle tabelle è possibile elaborare la media che viene dichiarato dagli impreditori «lavoratori autonomi» o con piccole società nel diversi comparti di attività. Così, a fronte di un reddito medio di 19.335 euro dei lavoratori dipendenti e di quello da 13.448 euro dei pensionati emerge che nel settore «alloggio-ristorazione» la media è a 14.597 (ma cala a 13.545 euro per l'80% dei casi che hanno scelto la formula della società a contabilità semplificata). Il reddito si attesta invece a 16.837 euro per gli imprenditori del settore trasporto a a 18.725 per gli agenti di viaggio. Dichiarano di più, invece, le categorie dei professionisti (35.436 euro in media) e i medici (43.880 euro).
CONFCOMMERCIO: «NON CI STUPISCE» - Ristoratori come pensionati, con un reddito lordo annuo tra i 14.500 e i 13.500 euro? Il dato emerso dalle dichiarazioni fiscali presentate nel 2008 e relative ai redditi 2007 «non stupisce» i rappresentanti della categoria. Il presidente di Fipe-Confcommercio Lazio Nazzareno Sacchi spiega: «nella statistica dell'Agenzia delle entrate ci sono migliaia di ristoranti che sono micro imprese a gestione familiare, osterie con cucina dove il reddito è davvero basso». A Roma e provincia per esempio i ristoranti (circa 5 mila in totale) «con oltre 20 dipendenti sono solo il 4% - spiega Sacchi - mentre quelli che hanno tra i 15 e i 20 dipendenti sono il 10%; il resto è fatto da una miriade di piccole aziende, molte delle quali senza dipendenti, quindi l'utile è di fatto uno stipendio». Ma il grande ristorante al centro di Roma che reddito potrebbe dichiarare? «Da 10 volte di più della media nazionale alla perdita - anche perchè dice Sacchi - i costi fissi di un ristorante sono molto chiari: affitto del locale, tasse e imposte nazionali e locali e il personale e pesano soprattutto nei periodi di crisi. Infatti - prevede Sacchi - la crisi la si leggerà dai numeri delle prossime dichiarazioni perchè soprattutto i grossi esercizi con posti fissi dell'abbassamento dei ricavi stanno risentendo molto».
META' SOTTO I 15MILA EURO - Ma al di là dei dati medi, spicca il fatto che la metà dei contribuenti italiani, cioè uno su due, ha dichiarato al fisco meno di 15.000 euro di reddito e che i ricchi con più di 200.000 euro di entrate l’anno sono solo lo 0,2% del totale. Restando nella fascia più bassa di reddito, ci sono differenze significative tra le diverse tipologie di lavoro: così dichiara un imponibile sotto la soglia dei 15 mila euro il 34,8% dei dipendenti, il 22% degli autonomi e il 59% dei pensionati. In ogni caso l’80% dei contribuenti ha dichiarato fino a 26 mila euro l’anno.
SOCIETA' IN PERDITA - Le statistiche del Dipartimento delle Entrate del ministero dell’Economia si soffermano anche sulle dichiarazioni delle persone giuridiche. Ebbene, quasi una società di capitali su due, nel 2008, dichiarava al fisco di essere in perdita. Emerge poi che erano circa 520 mila le società che mostravano un utile, mentre erano 419 mila quelle in perdita. Le società di capitali hanno quasi raggiunto il milione di unità, con una crescita del 2,9% rispetto all'anno precedente, ed oltre un quinto risiedeva in Lombardia. La Lombardia del resto si è confermata regina dei redditi individuali fra le regioni italiane, con una media di 22.460 euro per le dichiarazioni 2008 (relative al 2007), quasi il doppio dei 13.410 della Calabria. Al secondo posto si piazza il Lazio con 21.130 euro in media. Seguono Emilia Romagna (20.450 euro) e Piemonte (20.030 euro). In fondo alla classifica, la Calabria è preceduta, a breve distanza, da Basilicata (14.180 euro di reddito medio dichiarato) e Puglia (14.770 euro), mentre la Sicilia è quartultima a 15.160 euro. Nel 2008 l'imposta media pagata in base alle dichiarazioni dei redditi per le persone fisica è salita a 4.675 euro, con un aumento del 4,4% rispetto ai 4.477 euro dell'anno precedente.
SCONTI ENERGETICI - I contribuenti fino a 15 mila euro hanno pagato poco più del 6% dell'imposta totale, quelli che hanno dichiarato fino a 26 mila euro il 31,6%. I pochi (erano 75.689 di cui 43 mila lavoratori dipendenti) che hanno denunciato più di 200.000 euro hanno invece versato oltre l'8% del totale. Dalle dichiarazioni emerge infine il successo degli sconti fiscali del 55% per il risparmio energetico: sono stati utilizzati da oltre 185.000 contribuenti. Il cuneo fiscale, introdotto nel 2007 sull'Irap, è piaciuto soprattutto alle società più grandi.
13 luglio 2009
da corriere.it