sabato, febbraio 23, 2013

E questo?!?!

Su segnalazione di Marghe....


poco dopo la mezzanotte 
Correva tra le auto in A4, travolto e ucciso 

Grave incidente poco dopo la mezzanotte lungo la A4. Due chilometri dopo l'ingresso di Brescia est, mentre un'autovettura percorreva l'autostrada in direzione di Milano, il conducente non ha potuto evitare di investire un giovane rumeno che, mezzo nudo, correva in mezzo alle auto lungo la corsia centrale.
Nonostante la brusca frenata l'impatto è stato violentissimo ed il corpo del giovane straniero è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Immediati i soccorsi che tuttavia non hanno potuto fare nulla per il giovane. Due le persone ferite a bordo dell'auto anche se in modo lieve.
Gli agenti della stradale hanno ricostruito il percorso seguito dalla vittima attraverso le tracce lasciate nella neve ma a stamattina nessuna ipotesi spiega il folle gesto dello straniero, evidentemente in stato confusionale.

22 febbraio 2013
da giornaledibrescia.it



Color hunter


Scegliere il colore giusto

Questo articolo raccoglie i migliori strumenti disponibili sul web per aiutarti nella scelta dei colori. Si tratti di siti utili sopratutto ai web designer, ma anche a grafici e illustratori o a chi cerca ispirazioni per progetti diversi.
Di certo per ottenere il risultato voluto anche in fase di stampa resta sempre indispensabile l’uso di una buona palette, e proprio questo Pantone sembra volerci ricordare grazie a questo simpatico arcobaleno gigante formato da migliaia di tessere colorate.

La rassegna inizia con Piknik, il sito più minimal e intuitivo di tutti. Non mi stupirei se il suo ideatore fosse un fan sfegatato della Apple…
Con Piknik tutto il monitor diventa una grande anteprima del colore prescelto, basta spostare il mouse per cambiare colore, e cercare quello che più si avvicina ai nostri desideri. L’interfaccia si riduce così a una barra di navigazione da cui copiare e incollare codici RGB, HEX e HSL del colore prescelto.




0to255 è uno strumento utile per chi invece ha le idee più chiare; si digita il codice del colore che interessa, e il sito lo inserisce in un gradiente più chiaro e più scuro da confrontare con l’originale.

 Idée Multicolr Search Lab offre un’esperienza diversa, e più divertente. Il sito sfrutta lo sterminato database fotografico di Flickr per selezionare immagini che hanno come dominante uno dei colori scelti. E’ interessante la possibilità di incrociare più colori, per ottenere foto anche molto fedeli alla palette indicata. Non tutti i risultati della ricerca possono essere usati liberamente, o hanno la risoluzione sufficiente, però le ispirazioni sono sempre utili.

 Color hunter svolge la funzione inversa di Idée, un’operazione più banale ma pur sempre utile. Si carica la foto che ci interessa, ed il sito propone una palette di colori scelti tra quelli che dominano l’immagine.

 Colourlovers mette a disposizione nuove tendenze cromatiche sotto forma di palette, patterns e foto. I contenuti sono creati dagli utenti, che possono caricare le loro proposte, commentarle e scambiarsi opinioni e suggerimenti. Colourlovers è stato uno dei primi siti di questo genere, e nel corso degli anni si è evoluto parecchio; preferivo quando era più specifico perchè adesso, per inseguire la concorrenza, si è messo a offrire un pò di tutto ma resta sempre un’ottima risorsa.




Kuler è un sito simile a Colourlovers, ma creato da sua autorità Adobe. La struttura di Kuler è rimasta immutata dal lancio del 2006 (scrivendo questo non intendo fargli un complimento) tuttavia gli utenti continuano a lasciare commenti e nuove fantastiche palette. Rothko lo amerebbe.

11 marzo 2011


Ecco altri siti segnalati:

http://www.color-inspirator.com/

http://pourpre.com/colordb/?i=c07CA44&t=tr&l=eng

http://colorschemedesigner.com/ 

http://www.thecolorof.com/#find 

venerdì, febbraio 22, 2013

25 domande per veder chi votare

Su segnalazione di Giorgia....


E' un "giochino": basta rispondere a 25 domande ed in base alle risposte vi dice dove vi "posizionate" rispetto ai programmi dei vari partiti


Perso nella campagna elettorale?
Orientati qui!
Le distanze tra liste elettorali sono calcolate confrontando le diverse posizioni su 25 temi.





Le liste hanno risposto direttamente a tutti i temi, tranne Pd, Fli e M5S il cui posizionamento è stato elaborato da Openpolis.


Evitiamo di trovarcelo di nuovo....

Su segnalazione di Fabi...

scrisse Elsa Morante 
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuol rappresentare.
Elsa Morante” 

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini... 
PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla. Non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo...

----------------------------------------------------------------------------

Test

Ora ti verrà sottoposto un breve test composto da un solo quesito, di una importanza determinante.
 
Non rispondere precipitosamente, rifletti bene prima di formulare una risposta, perché questa ti permetterà di valutare la tua caratura morale.
 
Si tratta di una situazione immaginaria, in cui devi decidere cosa fare.
… e ricordati di dare una risposta istintiva,ma assolutamente vera!

Sei in Nord Italia, precisamente in Valtellina.

Sei nel mezzo del caos dovuto ad un'inondazione per le incredibili piogge.

Sei un fotoreporter per la CNN e sei nel bel mezzo del disastro.
La situazione è al limite.
Sei disperato e stai cercando di scattare le foto più impressionanti.

Intorno a te il fango distrugge case, fa sparire persone.
La furia della natura si abbatte con una violenza inaudita e terrificante.

Improvvisamente vedi un uomo che sta guidando una jeep.
Sta lottando disperatamente per nonessere spazzato via dalla corrente di fango, acqua e pietre.

Ti avvicini, ti sembra un viso conosciuto.
Lo riconosci: è Silvio Berlusconi!
 
Ormai ti rendi conto che la furia del fiume sta per portarselo via.
 
Tu hai davanti a te due opportunità:
salvarlo o scattare una foto storica!

Salvare una vita o essere autore di una foto da premio Pulitzer che mostrerà al mondo la morte di uno degli uomini più importanti d'Italia.
 
E ora la domanda.

(ricordati di rispondere con sincerità!):

la sviluppi
a COLORI
oppure
in BIANCO e NERO?????



----------------------------------------------------------------------------


Al di là di tutte le battute & storielle io l'ho sempre pensata esattamente come Bisio....



Se viene rieletto non è colpa sua, ma di noi italiani e quindi ce lo meritiamo...

con tutte le conseguenze (drammatiche e rischiosamente definitive) che porterà....


giovedì, febbraio 21, 2013

App Gioventù Card


APP GIOVENTU' CARD: 
un mondo di opportunità a portata di mano!
Questo Natale il Team GIOVENTU' CARD ti fa un regalo speciale!

Nasce l'APP MOBILE GIOVENTU' CARD!

Scarica gratuitamente la tua APP dal sito www.gioventucard.it
In qualsiasi momento potrai consultare e localizzare sul tuo smartphone i nostri Punti Convenzionati e sarai sempre aggiornato sui progetti e le iniziative dell'Assessorato!

Tramite l'applicazione potrai inoltre richiedere la tua GIOVENTU' CARD!
Basterà compilare direttamente dal telefonino il modulo di registrazione e riceverai la tua card 'virtuale' che potrai utilizzare
www.sinaxi.it - info@sinaxi.it
 

Più vicini a te con APP GIOVENTU' CARD!
Continua a seguirci su www.gioventucard.it


Scopri la pagina Facebook di GIOVENTU' CARD!

Gioventù Card - Progetto a cura dell'Assessorato Giovani 
e Politiche Giovanili della Provincia di Brescia
tel. 030 3748587-546 - fax 030 3748544 
sito web: www.gioventucard.it 

mercoledì, febbraio 20, 2013

"Vuoi che muoro"?!??

Hanno fatto l'errore di farmelo vedere.... ed è stata la fine!!! è un tormentone, non riesco a smettere :D 

Crozza ha deciso di fare la parodia di tale "Joe Bastianich" di MasterChef.

Se come me non avete idea di chi sia, guardatevi questi 2minuti
(vai al minuto 5.00)

Questo è quello "vero"!!!! 
 (da prendere a badilate.....)


Ora beccatevi la parodia di Crozza:
 
 BASTARDCHEF, JOE BASTIANICH: 'VUOI CHE MUORO?!"

 BASTARDCHEF, JOE BASTIANICH: 'MI STAI DILUDENDO'
BASTARDCHEF: JOE BASTIANICH E IL 'MAPPAZZONE'


Tra "vuoi che muoro?!?!?" , il "ma tuo padre da piccolo...." e il "ti mando il mio cane che...."
continuo a tirarli fuori (in ufficio mi odiano) e a piegarmi dal ridere :D

martedì, febbraio 19, 2013

Come distruggere una persona con delle battute

Come immagino tutti avrete sentito, Berlusconi durante un incontro aveva fatto battute sul "venire" ad una povera ragazza che era li per lavorare....
son bastati 30 secondi col "simpatico umorista" e da allora la sua vita è stata devastata!


Sentite il suo racconto ieri sera a "Piazza Pulita" su La7

 Parla Angela Bruno: 
"Non capita tutti i giorni di trovarsi su un palco e di dover rispondere a battute a doppio senso di un politico importante. Volevo riportare le cose nel discorso professionale, ho sviato in maniera elegante"
 


Anche se le fà pubbliche scuse, ormai rimarrà sempre segnata
(ed essendo una che per lavoro si deve interfacciare coi clienti non sarà certo facile... tutto per "merito" del pagliaccio.....)

Pubblicità... del nuovo che avanza

Su segnalazione di Ciccio:
"da guardare fino all'ultimo minuto... colpo di scena simpatico fex!!"


lunedì, febbraio 18, 2013

Riforma determinazione compensi professionali

Su segnalazione di Lu...

Riforma Professioni

Le tabelle di determinazione dei compensi del D.M. 140

Come già pubblicato sul nostro sito a fine luglio, all'indomani del loro inserimento in Gazzetta Ufficiale n.195 del 22 agosto 2012, è reso operativo  Il Decreto Ministeriale 140 del 20 luglio 2012 con allegate le nuove tabelle  di determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni.
Il DM 140/2012 fornisce agli organi di giudizio i criteri per dirimere i contenziosi tra professionisti e clienti, ma non definisce ancora i parametri cui le Stazioni Appaltanti dovrebbero riferirsi per individuare il corrispettivo da porre a base di gara nell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura.

Per questo la Legge 134/2012 per lo sviluppo e la crescita all’articolo 5 introduce una integrazione al Dl dedicato alle Liberalizzazioni, prevedendo esplicitamente che per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura e all'ingegneria, devono essere presi come riferimento i parametri individuati da un apposito decreto, che sarà emanato dal Ministero della Giustizia di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Col varo di questo nuovo regolamento, le Stazioni Appaltanti avranno quindi a disposizione un riferimento certo sulla base del quale impostare le gare per l’affidamento dei servizi di progettazione, e non solo riferimenti esperienziali come quelli ipotizzati a suo tempo dal CNA. 

Restano ancora in corso di elaborazione i decreti relativi i parametri per gli oneri e le contribuzioni alle casse professionali, già sottoposto all’esame del Consiglio di Stato, oltre alla definizione delle cosidette STP, società tra professionisti, già approvato dal Consiglio di Stato.




Software per calcolo:

 

domenica, febbraio 17, 2013

Foto della settimana



Val d'Avio
01 dicembre 2009



Gruppo dell'Adamello, Val d'Avio, Panorama sulla Parete Nord dell'Adamello e sul Lago Benedetto, uno dei 4 laghi artificiali che caratterizzano la Val d'Avio, le cui dighe risalgono alla fine degli anni '20 del secolo scorso e dei quali ancora oggi ci si serve per una considerevola percentuale del fabbisogno elettrico nazionale; lungi da me il voler far politica, ma questo complesso di grandi infrastrutture rappresenta ancora oggi un esempio di un'Italia che, nonostante tutto, funzionava e che ci fa funzionare ancora oggi...
Alessio

sabato, febbraio 16, 2013

200milioni su LinkedIn


LinkedIn raggiunge il traguardo record dei 200 milioni di utenti

Festeggiamenti in casa LinkedIn. Giusto ieri il social network delle professioni e del lavoro ha annunciato di aver raggiunto il traguardo dei 200 milioni di utenti nel Mondo, un piccolo record che arriva a quasi dieci anni dalla nascita del servizio, lanciato ufficialmente il 5 maggio 2003.
Per celebrare questa conquista è stata rilasciata un’interessante infografica che offre una panoramica sullo stato attuale di LinkedIn e conferma la continua crescita del bacino di utenti, aumentato di quasi 13 milioni di persone dal novembre scorso, a ritmo di circa 2 iscritti al secondo, per un totale di quasi 173 mila registrazioni al giorno, abbastanza, come fanno notare quelli di LinkedIn, da riempire il Colosseo più di tre volte.
Se la comunità di LinkedIn fosse un Paese, sarebbe il quinto al Mondo per popolazione, più del Brasile e come Italia, Francia e Regno Unito messi insieme. Dando un’occhiata a questi 200 milioni di utenti scopriamo che la maggior parte di essi - 74 milioni - arrivano dagli Stati Uniti, seguiti dall’India con 18 milioni di utenti e da Regno Unito e Brasile con 11 milioni di scritti. Segue il Canada con 7 milioni.
Tra i Paesi col più alto tasso di crescita nelle iscrizioni di cono la Turchia, la Colombia e l’Indonesia, mentre sul fronte della crescita nel settore del mobile al primo posto troviamo la Cina, seguita da Brasile, Portogallo, India e Italia.
Se tra gli utenti più seguiti ci sono l’imprenditore Richard Branson, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il medico indiano Deepak Chopra, tra i settori più rappresentati sul social network troviamo l’Information technology - 4 milioni di profili - seguito dai servizi finanziari con 2,03 milioni, l’educazione superiore con 1,95 milioni di profili e il settore delle telecomunicazioni con 1,59 milioni.
Ad oggi LinkedIn è consultabile in 19 lingue diverse e conta quotidianamente 160 milioni di visitatori, che lo hanno portato di recente al 23esimo posto dei siti più visitati al Mondo. E voi, avete già creato un profilo su LinkedIn? Con che frequenza lo utilizzate e perché?

10 gennaio 2013

venerdì, febbraio 15, 2013

Ambulaclaun 2


Per una buona causa...


Da una mail che mi è arrivata...



Cari amici,
come molti di voi sapranno sostengo l'Ambulaclaun da un po' di tempo.
Il lavoro che fa questa ambulanza è prezioso e incredibile... arriva dove non arriva la protezione civile quando ci sono le grandi calamità consegnando nelle mani dei destinatari quanto raccolto e aiuta nelle "imprese" quotidiane bimbi e/o disabili accompagnandoli a fare visite ed esami vicini o lontani da casa.
E' sostenuta esclusivamente dalle donazioni dei privati e ora si sta avvicinando il momento in cui l'Ambulaclaun 1 dovrà andare in pensione perchè ha percorso davvero troppa strada.








Per comprare l'Ambulaclaun 2 servono 130.000 euro.
Facendo una donazione tramite bonifico, anche solo di pochi euro, potrete scaricarla dalle tasse (non sono un'esperta e non so dirvi se le donazioni sono deducibili o detraibili) e aiuterete a portare aiuto e serenità laddove serve, inoltre c'è sempre la possibilità di scegliere l'Ambulaclaun come beneficiario del 5X1000....


Ho sbagliato qualcosa? possibile... di contabilità e tasse non ci capisco nulla.
Ma il concetto è semplice e chiaro: l'Ambulaclaun ha bisogno di noi per poter continuare la sua missione... non ci sono numeri di telefono 45... a cui telefonare, non ci sono fondi statali che le saranno destinati... ci siamo solo noi.
Fate girare questa mail a tutti i vostri amici e conoscenti, anche 5 euro saranno d'aiuto.
In allegato c'è la lettera originale di Margherito che spiega più nel dettaglio il tutto.


www.margherito.com
www.unnasorossoper.org
https://www.facebook.com/ambulaclaun
http://unnasorossoper.altervista.org/

"i bambini non hanno età,
piangono e ridono tutti nella stessa lingua
e hanno il sangue dello stesso colore"

"Nessun Uomo è tanto alto
come quando si china
ad aiutare un Bambino"
Abramo Lincoln

giovedì, febbraio 14, 2013

E' questa può guidare??

Evidentemente la tipa non è a 100


Su segnalazione di Ciccio...

Belgio: il gps la tradisce, doveva andare
 in stazione e invece finisce in Croazia 
Una donna 67enne, evidentemente poco pratica col navigatore, ha percorso 1450 km invece di 80

I luoghi comuni sulle donne al volante spesso sono eccessivi e infastidiscono le automobiliste, ma come tutti i luoghi comuni hanno un fondo di verità, e la storia di questa donna belga lo dimostra. Partita dal nord del paese per andare a prendere un amico alla stazione di Bruxelles, Sabine Moreau, 67 anni, è finita invece a Zagabria, in Croazia. Tradita dal proprio navigatore, invece di percorrere 80 chilometri ne ha percorsi addirittura 1450.
La donna ha dichiarato al quotidiano finnico online Nieuwblad di essere stata “molto distratta”. In effetti sarà capitato a tutti una volta nella vita di saltare l’uscita di un’autostrada perché sovrapensiero o immersi in un bel ricordo, ma guidare per quasi due giorni senza rendersi conto di niente sembra quasi irreale. ''Ho impostato l'indirizzo sul gps e ho cominciato a guidare, ho seguito le deviazioni che mi indicava a causa di alcune strade chiuse e poi è andata male'', ha detto Sabine, che continuava a guidare ''senza pensare''.
Durante il suo lungo viaggio Sabine si è anche fermata un paio di volte a fare rifornimento, ha riposato un paio d’ore su un lato della strada ed è anche rimasta coinvolta in un piccolo incidente, ma è andata avanti. “Ero distratta ed ho continuato a guidare – ha spiegato Sabine -. Ho visto ogni genere di segnale stradale, prima in francese, poi in tedesco e infine in croato, ma ho continuato perché ero distratta. Poi mi sono ritrovata a Zagabria ed ho capito di non essere più in Belgio”.
La storia è sicuramente molto divertente, ma c’è una persona che non si è divertita affatto: il figlio di Sabine, che non vedendo tornare la madre si è molto preoccupato e ha allertato la polizia belga

16 gennaio 2013

mercoledì, febbraio 13, 2013

Promesse elettorali irrealizzabili

Non facciamo inculare anche stavolta...


Le promesse irrealizzabili dei leader
Ecco perché le «proposte-choc» non potranno mai vedere la luce

Berlusconi: “Creeremo 4 milioni di posti di lavoro”
«Se verremo eletti approveremo un decreto che consentirà alle imprese di assumere un nuovo collaboratore senza pagare né contributi, né tasse per i primi anni. Se ogni impresa italiana assumesse anche un solo giovane, avremmo creato quattro milioni di nuovi posti di lavoro».

Ha fatto bene Berlusconi a declassare subito ad «auspicio» la promessa di 4 milioni di nuovi posti di lavoro, perché l’invito che ha rivolto ai 4 milioni di «capitani coraggiosi» è destinato a naufragare. Non basta infatti promettere tasse zero e contributi zero per 5 anni per far assumere un lavoratore ad ognuno di loro. Innanzitutto perché gli stipendi, certo molto più leggeri, vanno comunque pagati e per pagarli occorre produrre e vendere molto di più di quanto non si stia facendo ora. Un buon 18% in più, se si considera che oggi gli occupati in Italia sono 22,7 milioni: un balzo della produzione mai visto in tempi recenti.
A parte ciò, è la natura stessa delle nostre imprese che rende impraticabile il piano: su 4.460.891 attività censite dall’ultimo rapporto Istat (2010) ben 2.606.017 sono infatti imprese individuali. Parliamo per lo più di artigiani, commercianti e addetti dei servizi messi già duramente alla prova dalla crisi. Difficile pensare che possano raddoppiare i loro occupati, perché non sta nella logica della loro attività. Un altro milione e 600 mila unità è costituito da micro-imprese (2-9 dipendenti) che occupano in media 3,38 dipendenti. E non è che, a loro volta, queste abbiamo grandi spazi per assumere. Crescere costa infatti tempo e molta fatica, basti pensare che una neo-impresa nata nel 2007 con 2,9 dipendenti di media dopo tre anni arrivava ad «appena» 4,5.
Certo, restano tutte le altre imprese più grandi e magari solide: ma sono poco più di 220 mila, troppo poche per avvicinarsi anche minimamente al target «auspicato» da Berlusconi.


Pier Luigi Bersani: “50 miliardi per pagare i debiti alle imprese”
«Il nostro governo pagherà gli arretrati alle aziende che hanno lavorato per la pubblica amministrazione per un importo pari a 10 miliardi di euro l’anno per 5 anni. La liquidità sarà trovata emettendo titoli del Tesoro sul modello Btp Italia»

Non c’è scampo: per pagare gli arretrati della pubblica amministrazione verso le imprese deve crescere il debito pubblico. Non di poco, perché ad esempio i 48 miliardi subito chiesti dalla Confindustria equivalgono a un 3% in più di debito rispetto al Pil; i 10 miliardi all’anno di Bersani a uno 0,6% abbondante.
E se il debito cresce si rischia di violare il «Fiscal compact», il nuovo patto per l’euro che Berlusconi e Tremonti firmarono e che sia Bersani sia Monti sanno di non poter rinegoziare. Può darsi che sia possibile ottenere dalle autorità europee una sorta di deroga; il rischio di suscitare allarme nei mercati finanziari resta ugualmente.
La Spagna aveva un problema simile e l’ha risolto; lì il peso del debito accumulato è assai più basso. Il governo Berlusconi aveva promesso di intervenire e mai l’ha fatto. Con l’attuale governo il provvedimento affidato al ministro Corrado Passera è servito a evitare che i ritardi continuino a riprodursi nel futuro. Quanto all’arretrato si è tradotto in poco o nulla per diversi motivi. Oltre alla mancanza di fondi, talvolta è risultato difficile certificare il mancato pagamento.
In parole povere, ci sono casi in cui enti locali oppure Asl hanno promesso soldi che non avevano diritto a spendere. Dunque in una certa misura se si desse via libera a pagare tutto si tratterebbe di una sanatoria anche dell’incauta amministrazione, seppur capace di effetti fortemente positivi sull’economia.

Beppe Grillo: “Un tetto ai manager che guadagnano troppo”
«Vogliamo che i manager delle aziende non possano più guadagnare 800 volte, ma non più di 12 volte rispetto ai loro dipendenti. Lo fanno ovunque e lo vogliamo fare anche in Italia. Sono cose che dicevo già negli anni scorsi alle assemblee di Telecom»

Beppe Grillo dice che «lo fanno ovunque», ma in realtà in nessun paese a economia di mercato sono fissati dei limiti legali agli stipendi dei manager delle società private quotate in Borsa, come vorrebbe il M5S. È un fatto però che ovunque il divario tra paghe dei manager e quelle dei dipendenti è cresciuto a dismisura dagli Anni 90. Ed è un fatto che in molti paesi (Stati Uniti compresi) si discutano o si tentino accorgimenti per ridurre questa «forchetta».
Negli Usa come in Italia sono state così approvate delle leggi per limitare in tutto o in parte - e questo si può fare, nonostante le proteste dei diretti interessati - le remunerazioni dei dirigenti pubblici. Da noi il tetto è di 302.937,12 euro, ma molti grand commis hanno aggirato la regola cumulando più poltrone. In alcuni casi (Francia, Spagna, Grecia, a volte con tetti precisi, a volte con blandi «inviti alla moderazione») si bloccano anche le paghe dei Ceo di aziende private ma controllate dallo Stato. Sempre negli Usa, ma anche in Gran Bretagna e in parte in Italia, ci sono leggi che limitano più o meno bene le paghe dei manager delle aziende che beneficiano di aiuti di Stato o salvate da fondi pubblici (in Italia, le banche che accettano i Tremonti-Bond). Sempre negli Usa il Congresso stabilisce un tetto (730 mila dollari annui) per i dirigenti delle aziende contractors della difesa.
Ma in effetti, è vero che sia qui che dall’altra parte dell’Atlantico in tanti discutono possibili regole per frenare gli abusi anche nelle aziende controllate da privati. Così, in Gran Bretagna e in Svizzera si è autorevolmente proposto di obbligare gli azionisti delle società a votare ogni tre anni sugli stipendi dei dirigenti. Ci sarebbero certo molte sorprese.

Monti: giù l’Irpef di 15 miliardi. E Irap dimezzata
«L’obiettivo di un eventuale Monti-bis sarà la riduzione della pressione fiscale per un totale di 15 miliardi nella Legislatura e il dimezzamento dell’Irap per il settore privato. Sì poi alle dismissioni: 130 miliardi da mettere insieme tra patrimonio immobiliare e mobiliare».

Le sirene del consenso spingono anche il premier verso lidi tremendamente ambiziosi. Monti propone entro la fine della prossima legislatura una riduzione dell’Irpef sui redditi medio-bassi da 15 miliardi di euro. A questi conta di aggiungere il dimezzamento dell’Irap a carico delle imprese private (11,2 miliardi) e il taglio dell’Imu sui redditi più bassi (altri 2,5 miliardi). Tagliare le tasse per 28 miliardi in cinque anni sarebbe un’impresa (questa sì) scioccante e senza precedenti. Vediamo perché.
Con l’entrata in vigore del fiscal compact l’Europa ci imporrebbe di compensare quei tagli con altrettante riduzioni di spesa. Ventotto miliardi è il valore di quasi tutti i contributi a fondo perduto che lo Stato eroga ogni anno e a vario titolo ad aziende pubbliche e private. Un piano di tagli elaborato l’anno scorso da Francesco Giavazzi (chiesto in persona da Monti) aveva calcolato in dieci miliardi i risparmi possibili. Dopo settimane di lavoro un tavolo ministeriale a Palazzo Chigi ha ridotto quella stima a 500 milioni, salvo non tagliare nemmeno quelli.
Ambiziosissimo è anche il piano di dismissioni. Centrotrenta miliardi è poco meno di un terzo di tutto il patrimonio pubblico. L’insieme delle aziende controllate o partecipate vale cento miliardi, gli immobili di Stato, Regioni e Comuni vendibili possono essere stimati in altri 250. Proprio il governo Monti ha approvato un piano di dismissioni definito «credibile» da cinque miliardi l’anno. Dunque se Monti premier ha stimato possibili 25 miliardi di cessioni in cinque anni, Monti candidato moltiplica quella cifra per cinque.

9 febbraio 2013

Programmi dei partiti

Su segnalazione di Vex...

VEX:  "se vi interessa un giudizio critico (da un orientamento liberale) su (quasi) tutti i programmi elettorali...."


 

martedì, febbraio 12, 2013

Fabio Volo all'OZ

 Su segnalazione di Ciccio...

Dalle ore 20 
«Studio Illegale», domani
Fabio Volo alla Oz

Mercoledì 13 febbraio l’attore e scrittore Fabio Volo sarà presente in sala alla Multisala Oz in Via Sorbanella 12 a Brescia, per salutare il pubblico e presentare il suo nuovo film da protagonista, “Studio Illegale”, uscito nelle sale lo scorso 7 febbraio.

Dalle 20 alle 20.30 l’attore sarà presente in multisala per firmare autografi, scattare fotografie e rispondere alle domande dei giornalisti. A seguire l’attore, prima della proiezione, presenterà il film in sala.
La presenza in sala è riservata ai possessori di biglietto.

12 febbraio 2013

Compleanno del giorno


partenza




cartoonizzato





 







 invecchiato

 



il tocco del Vex







AUGURI MARCO!!


lunedì, febbraio 11, 2013

Piste sci Trentino in 3D

Per gli amanti dello sci...


Da oggi esplorando le nuove mappe piste 3D del Trentino, potrete navigare lungo i tracciati e godere le pendenze delle piste del Trentino.
Grazie all'interattività di Google Earth potere ammirare le vette dolomitiche che fanno da scenario a molte skiarea, visitare le località sciistiche più belle, conoscere in anteprima comodamente seduti davanti al pc, tutte le piste che potete affrontare, con tutti i dati relativi a impianti di risalita, lunghezza, altitudine, difficoltà.


Arricchiscono il tutto le immagini in hd delle webcam, che in tempo reale monitorano le condizioni di sciabilità, meteo e neve




Pista 3d Pinzolo

Pista 3d Madonna di Campiglio

Piste 3d Passo del Tonale

 Pista 3d Monte Bondone

Pista 3d Pampeago-Predazzo-Obereggen

Pista 3d Andalo Paganella

Pista 3d Folgaria

Pista 3d Folgarida-Marilleva

Pista 3d Moena Alpe Lusia

Pista 3d San Martino di Castrozza

Piste 3d Alpe Cermis

Pista 3d Ski Area Canazei-Belvedere

Pista 3d Ski Area Canazei-Belvedere
 
Pista 3d Passo Brocon

domenica, febbraio 10, 2013

Foto della settimana



Valle del Chianti
02 novembre 2009
 
Durante una visita in Toscana a trovare amici, le colline senesi sono sempre belle, anche d'autunno, quando i colori sono un pò più spenti e il panorama non spazia molto lontano; ma basta un raggio di sole che penetra le nebbie e subito i colori si accendono: qui dal borgo di Montalcino, con vista sulla Valle del Chianti...
Alessio

sabato, febbraio 09, 2013

Suvvia, per 1euro all'anno...

... ce la possiamo anche fare.
Basta solo calcolare quanto si spendeva di SMS & (soprattutto) MMS prima.
E per il numero della carta, basta usare delle prepagate o altre forme simili.



Su segnalazione di Marghe...

WhatsApp a pagamento, 
la rivolta degli utenti 
Le proteste: dopo un anno il servizio di messaggistica non è più gratuito. «È come il canone Rai, boicottiamolo»

«Cos'è il canone della Rai?». «Nulla contro le app a pagamento, ma dovrebbero esserlo fin da subito e non diventarlo in seguito… Per me è una cialtronata». «Non è la cifra il problema, ma il dover dare i dati della carta di credito. Cosa che il 99% degli utenti Android non credo abbia mai fatto». Questi i toni dei commenti che stanno affollando in queste ore i forum di telefonia e la pagina di download di WhatsApp su Google Play, negozio di applicazioni per Android.
Il programma di messaggistica fra smartphone via Internet impone a chi possiede un dispositivo con il sistema operativo del robottino verde il pagamento di una tassa annuale dopo i primi 12 mesi di utilizzo. Nell'ultimo aggiornamento, si fa riferimento in maniera specifica alla possibilità di acquistare l'estensione temporale del servizio: "in-app purchase" è il termine tecnico che descrive la necessità di mettere mano al portafoglio in un secondo momento. Il canone, equiparato da un adirato commentatore a quello della tv di Stato, è di 0,79 centesimi. Oltre ai telefoni cellulari intelligenti Android, sono coinvolti nella novità anche i Blackberry e i dispositivi con os Windows. Tutti casi in cui il primo download non comporta alcun costo. Chi ha un iPhone ha invece dovuto sborsare subito 0,89 centesimi, pedaggio (fino a nuovo ordine) una tantum.
L'approccio differente si deve alle diverse abitudini dell'utenza, come sottolineato nel terzo commento citato: chi si avvicenda sull'App store della Mela è tradizionalmente più abituato a pagare per scaricare le iconcine colorate. Per emergere nel marasma delle applicazioni gratuite presenti su Google Play, i genitori di WhatsApp, Brian Acton e Jan Koum, hanno evidentemente individuato in un anno il periodo necessario per assicurarsi la fedeltà degli utenti. E vista la mole di messaggi in verde, hanno avuto ragione: lo scorso 31 dicembre è stato annunciato il raggiungimento di quota 18 miliardi di scambi al giorno. Di fornire il servizio gratuitamente e provare a fare cassa con i messaggi pubblicitari, i due hanno sempre messo le mani avanti, non se ne parla. Secondo Acton e Koum, accomunati anche da un passato in Yahoo!, le sponsorizzazioni rappresentano «un insulto all'intelligenza dell'utente». Le condizioni di acquisto in esame sono spiegate chiaramente nella descrizione sui vari negozi digitali e sul sito ufficiale della soluzione, ma la ricezione dell'avviso della scadenza del periodo gratuito non è stata comunque accolta di buon grado. «Mi mancano sette giorni al rinnovo e già non funziona più… parliamone», fa notare un utente. «Questa storia del pagamento non mi piace. Chi possiede un Apple paga una sola volta, io invece mi ritroverei a pagare quella cifra ogni anno. Non trovo giusto l'atteggiamento», aggiunge un altro, che ha evidentemente scoperto da poco la novità.
Su Twitter c'è chi propone uno spostamento di massa su WeChat, alternativa di origine cinese, e sui forum si parla di ChatOn, sistema di messaggistica griffato Samsung, e Viber, piattaforma mediante la quale è anche possibile (tentare di) telefonare appoggiandosi alla Rete. Ci sono anche Line e Facebook Messenger, ma, come fa notare un internauta, WhatsApp conta su una base utenti consistente che lo rende veicolo preferenziale per raggiungere la maggior parte dei propri contatti. E, fra un protesta e l'altra, c'è anche chi reputa la cifra richiesta ragionevole in considerazione del lavoro degli sviluppatori e dell'assenza di pubblicità. Ma i problemi, passeggeri nel caso sovracitato, non finiscono qui: le autorità canadesi e olandesi di protezione della privacy hanno puntato il dito contro l'accesso indiscriminato da parte di WhatsApp all'intera rubrica di chi si iscrive. Solo l'ultima versione per iPhone consente di caricare manualmente i contatti da inserire nella lista dell'applicazione, mentre gli altri sistemi operativi lasciano che sia WhatsApp a scandagliare la rubrica - e a registrare i numeri di telefono dei potenziali utenti - per individuare chi ha già scaricato il servizio. I creatori dell'app si sono impegnati a risolvere il problema, ma non hanno ancora fornito lumi sui tempi.
29 gennaio 2013


WEB A PAGAMENTO 
Da WhatsApp ai social network Internet sempre più a pagamento 
Dopo YouTube e Twitter, quelle tariffe che spiazzano gli utenti 

 «Fai in modo che si abituino ad avere un servizio gratis. E poi chiedi loro di pagare per continuare ad averlo».
La strategia di marketing è chiara: prima rendere l’utente dipendente da un’app o da una piattaforma. Poi, quando questo non ne può più fare a meno, gli si impone un canone. Un «ricatto», forse, che a molti non piace. Nativi digitali in testa. Capita, sempre più spesso, anche con una delle applicazioni più scaricate al mondo: WhatsApp. Il servizio di messaggistica è gratuito. Una volta scaricato sullo smartphone, permette di chattare senza pagare un costo aggiuntivo. Tutto risolto? No, perché dopo un anno di utilizzo l’applicazione diventa a pagamento, sia per gli utenti Android (79 centesimi all’anno) che per quelli iOS (0,89 euro). «Cos’è? Come un canone Rai», si lamenta qualcuno su Google Play. «Boicottiamolo», scrive un lettore a Corriere.it. Ma c’è anche chi sottolinea: «Le condizioni del servizio sono indicate chiaramente. Quindi non lamentatevi. E in più la cifra richiesta è ridicola a confronto con quello che si spende per gli sms». Già, i termini del contratto sono chiari.
Le compagnie sanno che i servizi a pagamento sul web sono impopolari e procedono per tentativi. Se si accorgono che i download calano, rimettono in circolazione solo la versione gratuita dell’applicazione ed eliminano quella con il canone posticipato, in modo da acquisire nuovi utenti. Il tutto creando grande confusione. Soprattutto se si pensa che piattaforme come YouTube, DropBox, Linkedin o Gmail sono diventati ormai strumenti di lavoro, indispensabili per comunicare con i propri contatti. «Il problema sono i ricavi pubblicitari», spiega Marta Valsecchi dell’osservatorio Mobile e Web del Politecnico di Milano. «Il servizio deve essere sostenibile per le software house. Una volta lanciato il prodotto, se le inserzioni sono insufficienti, viene introdotto il canone per fare cassa». Il trucchetto però non sempre funziona: «Soprattutto i giovani sono abituati ad avere tutto gratis in rete, dai film, passando per le canzoni fino ai servizi di chat. Quindi non sono disposti a pagare». È un attimo e il pensiero corre al dibattito scatenato negli Usa dallo Stop Piracy Online Act (la proposta di legge contro la pirateria in rete). Secondo molti, in testa gli hacktivist, è giusto che alcuni servizi siano gratuiti. Perché aiutano a diffondere le informazioni. E perché permettono la condivisione del sapere. «Inoltre, se la concorrenza in rete è tanta, ci sarà sempre qualcuno pronto a offrirti gratuitamente la stessa cosa che tu proponi a pagamento», continua Valsecchi.
Gratis però non è sempre sinonimo di qualità. Il rischio è infatti — avviene con Facebook — che l’azienda non faccia pagare nulla ma poi utilizzi i dati sensibili dei suoi utenti per fare profitto. Non a caso è successo anche con WhatsApp, di recente tacciata di acquisire tutti i nomi della rubrica telefonica dei suoi iscritti. Così come Facebook viene accusata, ormai ogni giorno, di non rispettare la privacy degli utenti. Non appena però Menlo Park parla di introdurre un canone, fosse anche solo per inviare i messaggi privati a contatti vip, gli iscritti minacciano la fuga. E stessa cosa succede per Twitter, dove i trending topic a pagamento fanno venire l’orticaria ai puristi dei 140 caratteri. Stallo alla messicana, lo chiamerebbe il regista Quentin Tarantino. Il cane che si mangia la coda per quelli che non amano il genere pulp. La strategia per uscirne? «Molti si rifiutano di pagare perché hanno paura di dare il proprio numero di carta di credito. Sarebbe sufficiente legare il canone del servizio all’abbonamento del telefono e gli utenti diventerebbero più disponibili», conclude Valsecchi. Ma siamo davvero sicuri che basterebbe solo questo?

31 gennaio 2013



venerdì, febbraio 08, 2013

Il Rifugio degli Asinelli O.N.L.U.S.

Su segnalazione di Maria...