Tre Cime di Lavaredo
05 luglio 2008
Il sole sta tramontando e dal Rifugio Auronzo la vista spazia su quasi tutte le Dolomiti; di fronte a noi i Cadini di Misurina."A bunch of crazy people"
Il sistema elettorale perfetto non esiste, ma è possibile trovarne uno che sia abbastanza equilibrato da adattarsi al meglio alle esigenze dell’elettorato e della politica del Paese e che soprattutto sia di semplice comprensione.
I rischi di confusione aumentano invece quando per superare le contraddizioni del Porcellum vigente e per garantire ai governi le necessarie trasparenza e stabilità, si mettono sul tavolo le ipotesi di un ricorso al modello elettorale tedesco piuttosto che a quelli ungherese e danese; infine all'uninominale a doppio turno tipico della Francia.
«IL VOTO DEVE TRADURSI IN STABILITÀ POLITICA». Quel che è chiaro a una larga parte della politica nazionale è che il paradigma licenziato dal leghista Roberto Calderoli ha fallito, ma come si vedrà in seguito persino all'interno dei singoli schieramenti partitici è difficile trovare strategie unitarie.
«L’elettore va aiutato a capire e deve essere consapevole dell’effetto che avrà il suo voto sulla stabilità politica», ha perciò spiegato a Lettera43.it Alessandro Chiaramonte, docente di Analisi dei sistemi elettorali all'università di Firenze, che ha voluto ripercorrere brevemente l'alternanza dei sistemi elettorali adottati nel Paese fra la prima e la seconda Repubblica.
«Dal 1946 al 1993 abbiamo avuto un solo sistema elettorale, quello proporzionale, che ha subito leggere modifiche nel corso degli anni ma è rimasto sostanzialmente identico alla sua formulazione originaria», ha detto Chiaramonte.
In seguito, dalla riforma elettorale votata nell’agosto del 1993, è scaturito il sistema che il politologo Giovanni Sartori ha battezzato Mattarellum alludendo al nome del suo ideatore, il deputato democristiano (poi nella Margherita e nell'Ulivo) Sergio Mattarella.
UN METODO MISTO FRA UNINOMINALE E PROPORZIONALE. Con le regole del Mattarellum gli italiani hanno votato per tre volte: nel 1994, nel 1996 e nel 2001.
Il Mattarellum prevedeva collegi uninominali a turno unico per eleggere il 75% dei seggi. Il restante 25% era destinato a essere eletto invece con il proporzionale.
L'AVVENTO DEL PORCELLUM. Nel 2005 con una legge elaborata in larga parte a opera del leghista Roberto Calderoli si è introdotto un principio misto di rappresentanza e un sistema che attribuisce il premio di maggioranza a chi ottiene più voti.
Per il Senato il premio viene assegnato su base regionale prendendo in considerazione 17 regioni.
Pregi e difetti del provvedimento erano già chiari al suo ideatore che ebbe immediatamente a definirlo, senza mezzi termini, «una porcata». E nuovamente per Giovanni Sartori fu facile coniare per la norma il soprannome di Porcellum.
UNA LEGGE CHE NON GARANTISCE CONTINUITÀ. Tra i molti difetti del cosiddetto Porcellum, c’è soprattutto l’instabilità che può derivare dal risultato elettorale.
«Come hanno dimostrato le elezioni nel 2006», ha illustrato Chiaramonte, «il premio su base regionale del Senato distribuito su 17 regioni potrebbe non produrre maggioranze in grado di governare autonomamente».
Nel caso del governo Prodi sono stati per esempio i senatori eletti all’estero a contribuire al'affermazione e alla tenuta dell'esecutivo. «Ma compito di un buon sistema elettorale è stabilizzare gli esecutivi, evitando di metterli a rischio», sintetizza Chiaramonte.
La differenza fra i sistemi elettorali in vigore segna anche uno iato fra gli esecutivi della Prima e della seconda Repubblica e naturalmente influisce sulla loro complessiva capacità di tenuta. «Fino al 1993 le coalizioni venivano formate dopo le elezioni quando erano chiari i dati del voto. Ogni partito correva da solo e le trattative o negoziazioni fra loro iniziavano in seguito», ha ricordato Chiaramonte.
«Ma erano i vincoli politici forti», ha altresì proseguito, «a far sì che alcuni partiti considerati più estremi come il Partito comunista e il Movimento sociale restassero di fatto esclusi dalle compagini di Governo».
Il rovescio della medaglia è che con una simile metodologia «gli elettori davano una delega in bianco ai partiti», il che si traduceva in «una forte limitazione della volontà popolare».
CITTADINI PROTAGONISTI. Con l’avvento del Mattarellum nella Seconda Repubblica, i cittadini sono tornati protagonisti perché «le coalizioni sono espresse prima del voto» e questo consente agli elettori di scegliere «il governo e la sua composizione». Ed è questa la vera differenza rispetto al sistema proporzionale, oltre alla forza del voto.
L'INDICAZIONE CHIARA DI UN LEADER, SIN DALL'INIZIO. Se però di fatto gli schieramenti hanno facoltà di dare l’indicazione del potenziale leader per completare la proposta politica e indirizzare l’elettore, questo pone un problema squisitamente politico che influenza anche i possibili sviluppi futuri del Porcellum e ruota attorno a un quesito: se il governo si debba decidere già prima del voto, oppure se gli accordi si possano concretizzare anche a urne chiuse.
È la domanda principale, propedeutica alla scelta di un modello ispirato alla legge tedesca oppure, per esempio, a quella ungherese.
IL PARADIGMA TEDESCO E QUELLO UNGHERESE. La prima prevede un meccanismo elettorale proporzionale personalizzato con meccanismi di correzione come la soglia di sbarramento; la seconda implica a sua volta uno sbarramento al 5% ma assegna poco più della metà dei seggi su base uninominale e la restante parte su base proporzionale.










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Salvo per miracolo l’incasso di Media World al centro commerciale «Le Porte franche» di Erbusco: la responsabile aveva appena depositato 44 mila euro allo sportello della Unicredit quando sono entrati nell’istituto di credito due rapinatori. Appena qualche istante prima e i soldi sarebbero passati dalla cliente ai malviventi, ma la ricevuta dell’avvenuto deposito ha salvato il negozio da una perdita notevole.
Erano le 9.30 quando i due rapinatori hanno fatto la loro comparsa in banca: stringevano in pungo una pistola (molto probabilmente giocattolo, dato che il metal detector non è entrato in azione) e avevano il volto parzialmente coperto da sciarpa e cappellino. Hanno minacciato la cassiera che aveva appena depositato i 44 mila euro portati dalla responsabile del negozio di elettrodomestici e tecnologia. Uno dei rapinatori è rimasto vicino alla bussola, mentre il complice si è avvicinato alla cassiera puntandole contro la canna della pistola. La dipendente della banca ha preso i soldi nel minor tempo possibile per evitare che la situazione potesse degenerare.
Preso il bottino i due hanno lasciato di corsa la filiale della banca e percorso a gran passi il corridoio del centro commerciale che li separava dall’uscita. Nel parcheggio esterno dovevano aver lasciato un’automobile, ma nessun testimone li ha visti fuggire ed è stato in grado di fornire indicazioni sul mezzo utilizzato per la fuga. I carabinieri stanno visionando le immagini del servizio di sorveglianza del centro commerciale. Qualche spunto investigativo potrebbe venire dalle immagini delle telecamere, ma per ora i due rapinatori sono riusciti a farla franca e si sono guadagnati, in pochi istanti, una tredicesima corposa.L’idea nasce quest’estate: fare della generosità un’unica bandiera, da sventolare tutti insieme. Una scommessa pensata dai capitani delle più importanti squadre della provincia, riuniti per un unico progetto benefico. Un calendario realizzato grazie all’impegno di molti, per oltrepassare lo sport, ed esprimere semplicemente la voglia di far del bene.
E’ nato così questo calendario, raccogliendo l’attenzione di varie istituzioni, aziende e persone che si sono impegnate a fare in modo che questo progetto potesse realizzarsi. Le giocatrici ed i giocatori si sono messi in gioco indossando maglie e completi di altre squadre e discipline.
I fondi raccolti verranno devoluti ad associazioni di volontariato che operano sul territorio bresciano scelte dagli stessi giocatori.
Le squadre che hanno partecipato al progetto sono: Associazione Nuotatori Brescia, Atlantide Pallavolo, Basket Brescia Leonessa, Bengals Brescia, Brescia Calcio, Brescia Calcio Femminile, Feralpi Salò, Montichiari Calcio, Pallamano Leno, Pallamano Leonessa, Promoball Vbf Flero, Rugby Brescia, Rugby Calvisano.
I calendari saranno a disposizione di tutti quelli che vorranno sostenere l’iniziativa con un’offerta libera. Partners della realizzazione l’Assessorato allo sport della Provincia di Brescia, l’Ufficio Oratori e il Centro Sportivo San Filippo.
DOVE ACQUISTARE I CALENDARI
Associazione Nuotatori Brescia
Durante le partite casalinghe
www.leonessanuoto.it
Atlantide Pallavolo Brescia
Durante le partite casalinghe
www.atlantidepallavolobrescia.
Basket Brescia Leonessa
Durante le partite casalinghe del 22 dicembre e dell’8 gennaio
Presso la sede in via Bazoli 10 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18
www.basketbrescialeonessa.it
Bengals Brescia
Durante le partite casalinghe
Brescia Calcio
Durante le partite casalinghe
www.bresciacalcio.it
Brescia Calcio Femminile
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www.bresciafemminile.it
Feralpi Salò
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Montichiari Calcio
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Pallamano Leno
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Pallamano Leonessa
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Promoball Vbf Flero
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Rugby Brescia
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Rugby Calvisano
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CENTRO SPORTIVO SAN FILIPPO
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CENTRO ORATORI BRESCIANI
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ASSOCIAZIONE “AMICI DI SAN PATRIGNANO – BRESCIA”
Presso la sede in via Oberdan 10 a Brescia il martedì ed il giovedì dalle 20.30 alle 22.30
XEOS
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Festival internazionale online di cinema e new media
CinemaClick è la nuova piattaforma digitale nata con lo scopo di integrare e innovare i meccanismi di diffusione e distribuzione di opere audiovisive.
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In Alaska può succedere anche questo: sotto lo sguardo stupito dei clienti di un supermercato di Ketchikan un cucciolo di orso cammina all'interno del negozio. L'animale, smarrito dopo essersi allontanato dalla madre, è apparso nel reparto ortofrutta intento a scalare cassette di carote e insalata
Il presidente del Cnel Antonio Marzano e il presidente dell’Istat Enrico Giovannini hanno aperto questa mattina un dibattito nazionale, che si spera ampio e partecipato, su come misurare il progresso del Paese con strumenti che vadano “oltre il Pil”. Il caso ha voluto che la loro conferenza stampa coincidesse con un momento drammatico nella vita del Paese, ma l’impegno a misurare la qualità della vita non è certo un escamotage per “parlar d’altro” mentre l’Italia si dibatte in una grave crisi economica. La presentazione di oggi è invece un tassello di un complesso lavoro che si svolge in tutto il mondo per trovare metriche più rispondenti al concetto di progresso nel ventunesimo secolo, come testimoniano numerosi articoli su questo blog.
La collaborazione tra Cnel e Istat mette in evidenza due aspetti significativi della ricerca italiana sulle misure del benessere: il progetto comporta consistenti difficoltà statistiche notevoli, ma al tempo stesso è essenzialmente un progetto politico, che coinvolge tutte le componenti della società civile: rappresentanti dei lavoratori e associazioni imprenditoriali, ambientalisti ed esponenti del cosiddetto “terzo settore”, perché senza un ampio consenso che porti i nuovi indici al centro del dibattito sugli obiettivi per un’Italia migliore l’intero lavoro sarebbe inutile.
Di certo, non è una fatica da poco, come testimoniano i “prodotti” presentati questa mattina da Marzano e Giovannini:
1) Il sito, www.misuredelbenessere.it che accompagnerà tutto il percorso di costruzione dei nuovi indicatori. Il sito è stato prodotto all’interno dell’Istat, con qualche collaborazione gratuita di esperti, e non ha comportato costi aggiuntivi per l’Istituto.
2) Un’indagine già compiuta dall’Istat su un campione di 45mila persone per valutare l’importanza delle diverse dimensioni del benessere.
3) L’elenco delle 12 dimensioni del benessere (i cosiddetti “domini”) proposte dal Comitato di indirizzo del progetto.
La scelta dei domini, con un lavoro che ha impegnato per diversi mesi il Comitato coordinato da Linda Laura Sabbadini e Maria Teresa Salvemini, è già un importante risultato politico, perché ha visto la convergenza di tutti i partecipanti, nonostante le diverse provenienze, che andavano da Confindustria a Lega Ambiente e Italia Nostra, da Cgil, Cisl e Uil al Consiglio nazionale Consumatori e Utenti.
I domini però non sono definitivi. Prima di affidare alla Commissione scientifica del progetto il compito di individuare gli indicatori più significativi per ciascun dominio e il modo di comporre questi indicatori, si è voluto aprire un dibattito nazionale, che si avvale di strumenti già sperimentati in altri Paesi, in particolare in Gran Bretagna e in Australia. Giovannini e Marzano hanno invitato “esponenti del mondo universitario e della scuola, rappresentanti della società civile, leader d’opinione e cittadini interessati a questi temi” a partecipare al blog che si è aperto sul sito. Inoltre un questionario consente di fornire un’indicazione rapida sulle proprie idee in merito alle misure del benessere.
Il progetto consentirà di mettere a punto entro il 2012 il Primo rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes) in Italia. Da quel momento, il Bes sarà costantemente aggiornato, per fornire ai decisori e all’opinione pubblica uno strumento importante di valutazione sui progressi della società italiana.
Una nota conclusiva, che ritengo doverosa. Nel raccontare questo progetto non sono neutrale, perché faccio parte del gruppo tecnico del Comitato di indirizzo. Un impegno gratuito ma di grande soddisfazione, che forse mi rende fin troppo ottimista sugli esiti di questo lavoro. Devo dire però che il progetto mi ha consentito di lavorare con persone motivate, capaci e decise a ottenere un risultato davvero utile. Non è poco, nell’Italia di oggiSi può scegliere il codec del video (avi, wmv, ecc.), così come le impostazioni del codec stesso, interamente configurabili. E' anche in grado di registrare da sorgenti video collegate al pc o da una webcam.
Il video può essere configurato nel formato e nelle dimensioni (esempio 640x480, ecc.). Tutte le funzioni di Debut possono essere eseguite anche da tastiera (hotkeys), tramite combinazioni configurabili dall'utente.
NOTA: In caso aveste installato per errore la versione a pagamento, al termine dei 30 giorni potete comunque passare alla versione gratuita, semplicemente lanciando la disinstallazione del programma e tra le opzioni proposte scegliere "downgrade to the free version
Può essere utilizzato sia per registrare video streaming che vengono mostrati nel pc, e che diversamente in alcuni casi andrebbero perduti (a seconda dei programmi utilizzati per visualizzarli, ecc.), oppure per registrare vere e proprie guide (per esempio quando si vuole mostrare l'utilizzo di un programma).
E' immediato e molto semplice da utilizzare.
Al pari di Debut e CamStudio, anche TipCam è un buon programma per catturare finestre video, finalizzato comunque più alla creazione di video tutorial (magari a scopi di guide/didattici, ecc.), che non alla cattura di video veri e propri (per esempio da siti streaming, per intenderci).
L'audio può essere aggiunto in un secondo momento. Per salvare direttamente su internet vengono chiesti ID e password del server, ma il loro utilizzo non è necessario se vogliamo salvare il video sul pc (TipCam funziona lo stesso).
Buon programma, semplice e leggero, anche se la mia preferenza va ancora a Debut. Tra le note più interessanti, il fatto che sia in grado di registrare direttamente in formato FLV, in modo da avere video già pronti per il web (tipo YouTube, per capirci).
E' un buon programma open source che ci permette di registrare video di giochi e altre applicazioni 3D. E' possibile salvare i suddetti video in qualunque formato supportato dal sistema (cioé del quale abbiamo i codec), come divx, xvid, ecc. Il tutto funziona con semplicità, tramite tastiera: basta scegliere i tasti (oppure utilizzare quelli predefiniti dal programma) e si può subito registrare, fermare la registrazione, effettuare screenshot, ecc.
Immediato ed efficace (sempre se ci servono video -o schermate- di applicazioni/giochi 3D, perché funziona solo con questi).

















Dopo il MOMA a New York e un tour internazionale, dall’Australia all’Estremo Oriente, la mostra arriva finalmente in Europa e in anteprima a Milano.
Un percorso costruito con oltre 500 opere, un viaggio attraverso la creatività e la cultura digitale come linguaggio innovativo applicato all’animazione e al cinema: dal primo lungometraggio dedicato a Luxo Jr.(1986) ai grandi capolavori come Monster & Co (2001), Toy Story (1, 2 e 3), Ratatouille (2007), WALL·E (2008), Up (2009) sino a Cars 2 (2011) e con un’anticipazione di Brave, in uscita nel 2012.
«Molti non sanno che la maggior parte degli artisti che lavorano in Pixar utilizzano i mezzi propri dell’Arte – il disegno, i colori a tempera, i pastelli e le tecniche di scultura – come quelli dei digital media. La maggior parte delle loro opere» – scrive John Lasseter, chief creative officer di Walt Disney and Pixar Animation Studio e fondatore di Pixar (insieme a Steve Jobs) che sarà a Milano il 21 novembre per un evento pubblico – «prendono vita durante lo sviluppo di un progetto, mentre stiamo costruendo una storia o semplicemente mentre guardiamo un film. La ricchezza del patrimonio artistico che viene plasmato per ogni film raramente esce dai nostri studi, ma il prodotto finale – il lungometraggio – che raggiunge ogni parte del mondo, non sarebbe possibile senza questa fase artistica e creativa».
Maria Grazia Mattei, curatrice della mostra in Italia ed esperta di cultura digitale, racconta con soddisfazione: «Conosco John Lasseter da vent’anni e condivido da allora la sua visione del mondo e della creatività digitale. Sono felice che arrivi in Italia, di persona, ad inaugurare la mostra della “sua” Pixar. E Milano è la realtà più pronta ad accogliere innovazione».
La mostra presenta finalmente al grande pubblico la fase creativa e nascosta dei maestri dell’animazione mondiale in quattro sezioni – Personaggi, Storie, Mondi e Digital Convergence – e due speciali installazioni l’Artscape e lo Zoetrope, che utilizzano la tecnologia digitale per far rivivere le opere esposte nel percorso espositivo, progettato da Fabio Fornasari, e ricreare l’emozione dell’animazione.