sabato, marzo 13, 2010
venerdì, marzo 12, 2010
Ovunque lui va...
La squadra di los angeles si è imposta su toronto per soli 2 punti, 109-107
con l'aiuto di Lapo
IL FATTO - Ad 1’48" dalla fine dell’incontro Elkann, seduto in prima fila per assistere all’incontro, ha impedito all’asso spagnolo di tenere in gioco la palla a spicchi ricevendo un’ovazione dal pubblico di casa per la «giocata». Sgradita, ovviamente, a Calderon: «Era un’azione cruciale perché eravamo sotto di due punti. Ma cosa voleva fare?», ha detto a fine partita il compagno di squadra di Bargnani. Elkann, che per allontanare la palla da Calderon si è addirittura alzato dal suo posto, ha chiesto scusa al giocatore. Il match, vinto per 109-107 dai Lakers, è stato chiuso sulla sirena da un decisivo canestro di Kobe Bryant, autore di 32 punti.
Alla fine della gara lapo Elkann si è scusato: «Ho visto la palla che arrivava e l'ho spinta. Non sono un esperto di basket...».
è troppo un coglione!!!!!!!!!!!!!!!!!! tra l'altro ha fatto perdere la squadra in cui giocano 2 italiani!!! e la frase x giustificarsi!?!?!? ma se nn sai un cazz, ma stattene seduto (tra l'altro, spender 1000euro x andar in prima fila a veder i lakers... e non capir nulla di basket è proprio geniale!!!)
Per chi non l'avesse ancora visto, ecco il video dell'intervento del nostro "genio":
Mentre cerchi le parole per dirlo
Alessandro Baricco, Novecento
giovedì, marzo 11, 2010
"Europa in piazza" a Loanto
dal 12 al 14 marzo in Rocca
a Lonato del Garda
mercoledì, marzo 10, 2010
martedì, marzo 09, 2010
Era una di quelle giornate in cui tra un minuto nevica. E c'è elettricità nell'aria. Puoi quasi sentirla... mi segui? E questa busta era lì; danzava, con me. Come una bambina che mi supplicasse di giocare. Per quindici minuti. È stato il giorno in cui ho capito che c'era tutta un'intera vita, dietro a ogni cosa. E un'incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c'era motivo di avere paura. Mai. Vederla sul video è povera cosa, lo so; ma mi aiuta a ricordare. Ho bisogno di ricordare. A volte c'è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla... Il mio cuore sta per franare. (American Beauty)
lunedì, marzo 08, 2010
Che buonismo vi colga
Stamattina al risveglio si sono srotolate sulla tovaglietta della colazione tutte le magagne che vi aspettano in strada. Lavori extra. Pagamenti ritardati. Morosina ansiosa. Capo irritante. Il dentista. Cinque sere piatte senza un goccio di romanticismo.
E allora provate, per questo lunedi, a canticchiarvi solo la vostra miglior fortuna. Il pensiero su cui poggiate i due piedi (cit.), che vi salva per cinque minuti e poi di solito vi lascia andare. Tenetelo. Ce l’avete.
Avete un collega silenzioso che pero’ ogni tanto vi sorride. Solo a voi.
Avete quel progetto in attesa, che mantiene eccitata l’ambizione.
Avete un piano a termine moooolto lungo, che terra’ occupato il divano per tutti gli inverni a venire.
Non ce l’avete. E che vacanza sia. Esotica, possibilmente.
Avete quel qualcuno cosi’ bravo a cucinare… che la cena e’ sempre calda alle otto, come a casa di mamma.
Avete un gatto talmente grasso e pigro che fa sembrare iperattiva la vostra budinosa stanchezza delle dieci.
Avete un nuovo primo bacio a cui pensare. A quasi trent’anni, per dire…
Avete incontrato il vostro libro preferito sul treno, una sera che neanche vi andava di uscire, e attaccato c’era un amico nuovo.
Avete il vostro primo regno. Made in Ikea.
Avete quel vostro sorriso… Avversario steso ancor prima di lottare.
Avete la lucina arancio di skype gia’ accesa al mattino, con una battuta fulminante che parla proprio di voi, e vi fa ridere coi baffi nel cappuccino.
Ehi, lo sapete che oggi NON avete un esame??
(E con questa ne ho trovata una per tutti.)
Buona settimana dal Paese Piatto Zen.
(Io weekend malato. Ma oggi un sole che vendica l’inverno. E forse fra poco nevica. Voi?)
come una malattia
come una sfortuna
come un’anestesia
come un’abitudine
FABRIZIO DE ANDRE'
domenica, marzo 07, 2010
sabato, marzo 06, 2010
Foto della settimana
venerdì, marzo 05, 2010
Mercoledì cinema?
giovedì, marzo 04, 2010
Condanne troppo brevi..
di Massimo Gramellini
Omar di Erika & Omar è uscito ieri dal carcere. La stessa sorte toccherà a Erika fra due anni. La pena tende alla rieducazione del condannato e tutti hanno diritto a una seconda chance, anche gli assassini (ma esclusi gli assassinati). Una conclusione comprensibile, se la mattanza di Novi risalisse al 1981 o almeno al 1991. Invece porta la data del 21 febbraio 2001. Appena nove anni fa. Può correre così in fretta l’ansia di chiudere col passato? Abbiamo già dimenticato? Ripassiamo, allora.
Il 21 febbraio 2001, nella villetta di Erika, Erika e Omar tendono un agguato alla madre di lei, massacrandola di coltellate. «Erika cosa fai? Erika ti perdono», grida la donna, ma è inutile, quelli continuano a colpire: «Muori! Muori!». Gianluca, 11 anni (11 anni!), sente le urla e accorre, ma quando vede la scena scappa al piano di sopra, dove lo raggiungono i primi colpi. Con le poche forze rimaste si rifugia in bagno. Omar lo prende per le braccia, Erika per i piedi e tentano di annegarlo. «Lasciatemi stare! Perché mi fate questo?». Provano a dargli da bere del topicida, ma il bimbo si ribella e con la forza della disperazione afferra uno dei coltelli. Erika gli spiega che è colpa di Omar, lo invita a fidarsi di sua sorella. Ma appena il bimbo si fida, lei lo disarma e Omar lo finisce a coltellate. In tutto ne verranno vibrate 97. Basta una decina d’anni per ripulire quel sangue? La giustizia dovrebbe essere rapida nel giudicare, non nel saldare i conti. Lo scarto fra la brutalità del gesto e la velocità del perdono è troppo forte per non sembrare inaccettabile.
Com'è come non è...
(e ingoio i commenti, perchè potevo votare e non ho)
mercoledì, marzo 03, 2010
Italica giustizia
Quella sulla ricostruzione dell'Aquila aveva, purtroppo, confermato quello che temevo mesi fa...
...visto che non ci facciamo mancare nulla, "gustiamoci" anche quella sulla giustizia...
28 febbraio 2010
durata: 01:38:34
come direbbe qualcuno... "che amarezza"...
martedì, marzo 02, 2010
Sconti trenitalia
Alta velocità, nuove tariffe ed orari
1ª classe più cara, promozioni prorogate
Cancellati perché poco «gettonati» due Frecciarossa sulla Milano-Napoli
MILANO - Alcune corse in più: sulla Torino-Milano e sulla Roma-Napoli, tagli su alcuni collegamenti dove la domanda latita, promozione allungata di un mese, a 48 euro sul Frecciarossa e Frecciargento, pacchetti di tariffe promozionali. Dal primo marzo, a poco più di due mesi del nuovo orario invernale, cambia e si rimodula il servizio Alta velocità delle Ferrovie. Ritocchi all'insù, ma di pochi euro assicurano le Fs, per il biglietto di prima classe «congelato» fino al 28 febbraio.
PROMOZIONI - Dal 31 marzo si può viaggiare tra Roma e Milano sul Frecciarossa con 39 euro in seconda classe e 69 in prima acquistando il biglietto con 30 giorni di anticipo, in modalità ticketless: i biglietti, circa 70mila al mese, saranno in vendita a partire dal primo marzo. Trentamila invece i biglietti a disposizione per Roma-Napoli a 25 euro in seconda e 35 in prima. Prorogata di un mese la «Speciale 48»: prezzo fisso a 48 euro per qualunque collegamento Frecciarossa e Frecciargento. Restano in vigore gli sconti del 15% e del 30% su tutti i treni a media e lunga percorrenza, se si acquista con 7 oppure 15 giorni di anticipo.
ORARI - Le novità dal 1o marzo: una coppia di Frecciarossa in più tra Torino e Milano, con proseguimento per e da Roma, due in meno invece tra Bologna e Torino. Due Frecciarossa in più anche sulla Roma-Napoli. Nuova fermata a Fossato di Vico per due Eurostar in servizio sulla Ancona-Roma. Cancellati inoltre due Frecciarossa sulla Milano-Napoli, molto poco «gettonati» in questi mesi, si tratta dell'Av Fast 9628 Napoli-Milano delle 15.20 e del 9629 Milano-Napoli delle 16.30. (Fonte: Ansa).
Ecco la pagina del sito di trenitalia in cui trovate tutte le varie offerte
http://www.ferroviedellostato.it/cms/v/index.jsp?
Interessante...
l'idea di Riccardo Albini, inventore del Fantacalcio e del Sudoku in italia
Cena a base di ostriche pagando 20 euro? Presto sarà possibile con il «TuangOn»
È il fenomeno dei gruppi di acquisto da sempre praticato in Cina: l'obiettivo è una riduzione del 50% dei prezzi
MILANO - Entriamo in un negozio per acquistare qualcosa. Arrivati alla cassa, esibiamo la caratteristica espressione di supplica e chiediamo uno sconto: saremo fortunati se riusciremo a spuntare qualche euro. Immaginiamo invece di presentarci davanti allo stesso esercente insieme a un centinaio di altre persone, tutte intenzionate a compiere il nostro stesso acquisto, e chiediamo quale potrà essere lo sconto per la vendita di cento pezzi dello stesso articolo. Se la risposta sarà soddisfacente, con un risparmio prossimo al 50%, si procederà immediatamente all’acquisto simultaneo. Nel caso lo sconto non sia adeguato, il gruppo rinuncerà compatto e ognuno se ne andrà per la sua strada.
ARRIVA DALLA CINA - Non è una novità, si tratta di un fenomeno conosciuto come "gruppo di acquisto", da sempre praticato in Cina, dove si chiama tuangou. Sino ad ora ignorato in Occidente, dove non ha mai trovato applicazione pratica, è un geniale sistema che coniuga i principi delle economie di scala alla vendita al dettaglio. Un meccanismo economico in cui vincono tutti: risparmia il consumatore, che vede realizzato il suo eterno obiettivo di ottenere un consistente abbassamento di prezzo, e pure guadagna il venditore sull’inaspettato volume di affari e sulla promozione gratuita. Perché questo fenomeno sbarcasse in Occidente, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e ora in Italia, sono due i fattori a essersi rivelati determinanti: l’attuale crisi economica, a mutare costumi e stili di vita, e la rivoluzione tecnologica di massa operata dalla Rete, che ha permesso di sposare il moderno commercio elettronico con un fenomeno popolare cinese. Riccardo Albini, eclettico giornalista e imprenditore milanese, già inventore del celebre Fantacalcio e pure responsabile del fenomeno Sudoku in Italia, è ancora una volta artefice dello sbarco dei gruppi di acquisto nel nostro paese.
PROPOSTE QUOTIDIANE - «Si tratta di un’idea nata per caso - racconta Albini -, navigando in rete. Quando ho scoperto che negli Stati Uniti è stato sviluppato un sito di gruppi d’acquisto (che si chiama GroupOn) che in un solo anno ha registrato due milioni di iscritti, diventando un immediato fenomeno di costume, ho deciso che dovevo realizzare ad ogni costo qualcosa di simile anche in Italia e l’ho chiamato TuangOn». A partire dai primi giorni di marzo, registrandosi all’indirizzo www.tuangon.it, si riceverà una singola proposta quotidiana relativa a un servizio commerciale offerto a un prezzo scontato nella propria città a fronte del raggiungimento di un determinato numero minimo di adesioni entro 24 ore. L’obiettivo di TuangOn è quello di contrattare direttamente con gli esercenti per avvicinarsi il più possibile a una riduzione del 50% rispetto ai prezzi abituali. Le proposte, che almeno per la fase iniziale riguarderanno quasi esclusivamente il tempo libero, comprenderanno ristoranti e pub, trattamenti di wellness e palestre, corsi e lezioni, spettacoli, concerti musicali ed eventi sportivi. Se l’offerta sarà di nostro gradimento, sarà necessario procedere all’acquisto e aspettare che venga raggiunto il numero di adesioni necessarie per ricevere in posta elettronica un coupon da utilizzare previa prenotazione.
SOCIAL NETWORK - Un meccanismo studiato ad arte per sposarsi con il passaparola e il potere di aggregazione caratteristici dei social network: se, per esempio, si scoprisse che a sole due ore dalla chiusura dell’offerta mancano ancora tre adesioni per poter banchettare a ostriche e champagne al costo di 20 euro, si sarebbe immediatamente indotti a cercare tre amici su Facebook con cui condividere la cena e raggiungere il quorum necessario. Infine, nel caso in cui non venga raggiunto il numero di adesioni richieste, la spesa pattuita non sarà caricata sulla carta di credito e la transazione annullata. Il servizio di Tuangon, che opererà inizialmente solo su Milano per poi raggiungere Roma, Bologna, Firenze, Genova, Napoli e Torino, si propone anche come guida per la scoperta della propria città, promettendo di scovare tutto ciò che ancora non si conosce.
Massimo Triulzida Corriere.it
lunedì, marzo 01, 2010
domenica, febbraio 28, 2010
Consigli cinematografici: UP IN THE AIR (Tra le nuvole)
Foto della settimana
sabato, febbraio 27, 2010
Autobiografico
Cosa dice lei
"Cinque minuti"
Cosa capisce lui
"Sono quasi pronta"
Traduzione
"Stai lì e non rompere, quando ho finito ho finito"
Contesto
Circa un'ora dopo "Non ho niente da mettermi".
Etimologia
La femmina della specie umana conosce i suoi tempi. Quando arriva all'età adulta, ha già alle spalle anni di pratica nella vestizione, trucco e parrucco: posto che ognuna ha tempistiche e metodologie diverse, che vanno da "Coda di cavallo e maglietta per tutto" fino a "Mi trucco anche per scendere a buttare la spazzatura", passando per diverse fasi intermedie. Va da sé che questa procedura, come il pit stop in Formula 1, è calibrata al millisecondo e non consente perdite di tempo. Se, quindi, una delle fasi richiede più tempo del previsto, anche le altre slitteranno in avanti, con conseguente ritardo e a volte ritiro dalla competizione.
Se dunque, nel corso di preparativi calcolati secondo una tabella di marcia strettissima, si verifica un intoppo qualsiasi (dalla crisi davanti all'armadio aperto fino alla sbavatura di eyeliner che costringe a ricominciare da capo il trucco di un occhio), il ritardo accumulato pesa sul tempo di preparazione, e spesso anche sul ritardo già accumulato in precedenza per altri motivi, dolosi (eccesso di chiacchiera al telefono con le amiche, pigrizia, "Non ti preoccupare ce la faccio") oppure colposi (piatti da lavare, bambini da sistemare, suocera che non se ne va). Il risultato è che lui, bello fresco e fragrante di abiti puliti e profumo nuovo, viene lasciato ad attendere invano ben oltre la soglia dei quindici minuti accademici.
Non è che una possa uscire con un occhio truccato e uno no e i capelli in disordine: ma anche urlargli "Mi mancano venti minuti di orologio, se non mi fai perdere tempo ripetendo 'Siamo in ritardo siamo in ritardo siamo in ritardo' sono pronta fra venti minuti, se no si sale a mezz'ora, OK?" è poco gentile e può scatenare incidenti diplomatici. L'opzione più gettonata è dunque il grande classico "Cinque minuti!", la cui durata effettiva può variare dai cinque minuti dichiarati ai venti minuti alla mezz'ora paventata dal poveraccio che attende. Il quale, per distrarsi, aprirà il frigorifero, prenderà un sorso dalla bottiglia di Coca-Cola, e si macchierà irrimediabilmente la camicia.
Reblogged from Me parlare donna un giorno
Fatti, non pugnette! (cit.)
Qui è impegnato nella scrittura di una lettera al ministro Carfagna...
venerdì, febbraio 26, 2010
DATABASE MURATURE
ECCO A VOI: GIULIA!!
giovedì, febbraio 25, 2010
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato.
Canta."
The Big Kauna















