sabato, settembre 26, 2009
venerdì, settembre 25, 2009
Sono la pecora sono la vacca
che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta
piccole tette da succhiare
Sotto le ciglia di questi alberi
nel chiaroscuro dove son nato
che l'orizzonte prima del cielo
ero lo sguardo di mia madre
"che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l'istinto sarà la vita"
e io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica
nel dormiveglia della corriera
lascio l'infanzia contadina
corro all'incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna
nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno seni miracolosi
perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l'amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore
e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia
sorriso tenero di verdefoglia
dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari
sul palcoscenico della mia vita
dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s'appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l'altro si arrende
che Fernandino mi è morto in grembo
Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un'unica stella
che squilla di luce di nome Princesa
a un avvocato di Milano
ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo
nella penombra di un balcone
o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l'incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)
giovedì, settembre 24, 2009
VITTORIO ZUCCONI
mercoledì, settembre 23, 2009
FUORI DI TESTA
http://www.skipass.com/videos/salomon-freeski-tv-saison-3-1.html
Probabilmente non sarei arrivato alla mia veneranda età! :D:D
Sarò abbastanza "sicuro"??
martedì, settembre 22, 2009
lunedì, settembre 21, 2009
venerdì, settembre 18, 2009
Nicola è nato!!!!

E' arrivato Nicola, non l'hanno ancora pesato, ma pare abbia una bella voce!!!!
Appena ho aggiornamenti, vi faccio sapere...
Complimenti a mamma Annalisa e papà Enrico!!!!
che emozione....
AGGIORNAMENTO: peso: 3,240 kg.. lunghezza, non ancora disponibile
è piccolo, tutto rosa, capelli castano chiari...insomma un amore!!!!!
La mamma è cotta, ma tanto felice!
Baci!
Ci siamo quasi...
Nicola dovrebbe arrivare o oggi o domani!!!!!
Vi tengo aggiornati...
Forza quasi mammina!!!!!!! In bocca al lupooooo!!!
Il morso della murena aveva lasciato un disegno di buchi, una lettera chiara sulla pelle scurita. Teneva la sua mano proprio li' e quello era il gesto piu' intimo che mi era stato rivolto da una donna. Toccava la superficie di un dolore, una presa pulita capace di richiamarlo come di attutirlo. Io ci sono, diceva la sua mano sulla ferita, per tutta la musica ti accompagno lontano e ti tengo il dolore nella mano. ERRI DE LUCA, Tu, mio.
giovedì, settembre 17, 2009
Gli uomini dovrebbero essere comunisti
Se si mettono a fare gli individualisti tutto va storto. Quando se ne vanno per la loro strada finiscono per impantanarsi nel fango e quello sguazzare lo chiamano ricerca della propria via. Come comunisti avrebbero una strada comune, costruirebbero una società uguale per tutti, invece si dividono e sono terribilmente emotivi.
L'individualismo non si addice al maschio, ma non bisogna dirlo sennò poi se la prendono e non mettono più piede in casa. Restano in strada. Ecco come sono fatti gli uomini: sono così. Ognuno pensa che la propria strada sia eccezionale, anche se il deserto è segnato da migliaia di strade identiche sulle quali le famiglie finiscono stremate, le donne cadono lungo il tragitto, i bambini prendono coscienza di quale sfortuna sia avere un padre individualista. Su quelle strade ci sono rimaste intere generazioni, è stato inventato anche l'autostop, il viaggetto romantico, le canzoni sdolcinate, gli stivali consumati, le risposte a monosillabi alle domande fondamentali della vita, su quelle strade si è cominciato a vendere dischi di tango, cantanti che parlano sempre della stessa identica cosa, di partire, mondo boia, gli uomini entrano in quello spirito anche se stanno progettando un viaggio personalizzato dal divano al cesso. Non fai in tempo a farli vedere una foto a colori di una strada tra i canyon che già hanno uno stivale fuori dalla porta.
Il senso originario della strada era permettere di spostarsi facilmente da un luogo all'altro. La strada non è stata inventata per camminarci senza meta col berretto a visiera di traverso. Si dovrebbe presumere che i maschi lo sappiano, visto che sono stati loro a costruire la strada. Probabilmente andò così, quando la prima strada fu ultimata si tirò a sorte chi sarebbe stato il primo della banda a percorrerla, e da solo. Non in gruppo, ovviamente no: da solo. Gli altri uomini si arrampicarono in cima al canyon per ritrarre l'immagine di quell'individuo solitario, e fu così che nacque la prima rappresentazione
(Colpi al cuore, di Kari Hotakainen)
Che doloreeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!
Il fallo che ha indignato il Belgio:
carriera a rischio per Wasilewski
Il difensore dell'Anderlecht è stato falciato da Axel Wistel,
attaccante dello Standard Liegi: fuori almeno un anno
CARRIERA A RISCHIO - Non è quindi chiaro se dopo l'intervento possa nuovamente ritornare sul campo da calcio. Witsel, invece, - votato come il migliore giocatore della scorsa stagione in Belgio - è stato sospeso dagli organi di giustizia sportiva della Federazione belga fino al 23 novembre; i prossimi tre mesi dovrà sedere in tribuna. Inoltre, gli è stata inflitta una multa di 2500 euro. «E' stato un incidente. Mi è chiaro nel frattempo che gli ho rotto la gamba, naturalmente non era mia intenzione», ha detto il giocatore al quotidiano "Nieuwsblad". Oltre a ciò, la rabbia dei tifosi polacchi: due giocatori dello Standard sono stati minacciati di morte dopo l'intervento violento; una scorta è stata disposta per Axel Wistel e Steven Marcin. I quotidiani locali pubblicano nel frattempo le radiografie della gamba destra fratturata che fanno capire quanto violento sia stato il fallo.
.....ahahahhahahahahahahahhahaha!!!!!!!
non oso neanche immaginare cosa ha provato!!!!!!!!
mercoledì, settembre 16, 2009
martedì, settembre 15, 2009
Manca poco!
SE PENSO... di Patrizia Valduga
lunedì, settembre 14, 2009
STATO LIMITE DI COLLASSO
Quando usate lo stato limite di collasso???
Io ero convinta di aver letto sulla normativa che fosse obbligatorio da usare per edifici in classe d'uso III o IV... ma ora non lo trovo più... forse me lo sono inventata!!!
HELP!!!
PS: Nicola è ancora con me... non mi vuol lasciare!!!
Giusto un pò di Trash!!
Per chi si fosse perso "così fan tutte" della Marcuzzi un paio di video illuminanti:
http://www.youtube.com/watch?v=tb64j4Kial4
http://www.youtube.com/watch?v=N7tnqRgR7Uw&feature=related
Buona visione!
domenica, settembre 13, 2009
venerdì, settembre 11, 2009
9/11
giovedì, settembre 10, 2009
Dovrebbe leggerla anche Silvio...
dopo al sua visita in Abruzzo
Lettera dei terremotati a Napolitano: «La verità è che restiamo senza case»
«Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo
l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»
Caro Presidente,
le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l'hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.
E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.
Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.
Ma sulla strada che dall'Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E' il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili Ecompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell'istituzione Governo, convertito in legge dall'istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell'istituzione Regione Abruzzo e con l'avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell'Aquila. E questa è tutta un'altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario.
Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.
Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel'hanno detto?
Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e le C.A.S.E., quando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non basteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo - la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi – pare – messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi.
Questa è la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. Lo smembramento delle comunità, praticato all'indomani del terremoto, viene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli a venire. Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l'antico adagio resta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone, tienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno insieme, è vietato distribuire volantini, è vietato riunirsi e discutere liberamente. I diritti e le libertà costituzionali, caro Presidente.
Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni che venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del territorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili. Soluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo di una C.A.S.A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini nel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse quando non serviranno più. Ma non c'è stato nulla da fare. Le istituzioni non hanno voluto ascoltare.
Bisogna costruire le nuove C.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero - oltre 700 mil. di euro - e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l'inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?
Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po', a L'Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambierà e subito.
Tutto questo l'abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?
Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n'è più. La supponenza, l'arroganza, l'ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l'incapacità e l'inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.
Comitato Rete-Aq, Campagna 100%,
Ricostruzione – Trasparenza – Partecipazione
mercoledì, settembre 09, 2009
Domenica gratis a Gardaland...
a Gardaland il 13 settembre !!!
Per l’occasione è prevista un’inconsueta promozione; entrano gratis tutti coloro che si presenteranno a Gardaland indossando una particolare tenuta balneare composta di 5 elementi: maschera da sub, boccaglio, camicia hawaiiana colorata, bermuda e ciabatte infradito; un modo simpatico per salutare l’estate ed entrare gratuitamente nel Parco!
Per beneficiare dell’ingresso gratuito gli stravaganti bagnanti dovranno recarsi all’ingresso del Parco presso il “Beach-Point” in tenuta da mare facendo attenzione a non dimenticare alcun accessorio. Avvenenti “assistenti bagnanti”, dopo aver controllato la regolarità della vestizione, rilasceranno un voucher che consentirà di entrare gratuitamente nel Parco. Nella medesima occasione, sarà inoltre possibile fotografarsi per poi apparire in un’apposita area del sito web di Gardaland.
La singolare promozione sarà attiva solo domenica 13 settembre dalle ore 9 alle 13.
La zona Hawaii, fin dal primo pomeriggio, si trasformerà in una vera e propria oasi del divertimento caraibico in un’atmosfera unica ed indimenticabile. Nel perfetto stile tropicale sarà possibile gustare bizzarri cocktail, specialissime granite e gustosi stuzzichini di frutta. La scenografica fontana a cascata, i coloratissimi cesti di frutta, le collane di fiori, l’animazione, le splendide ballerine e le coinvolgenti proposte musicali del nostro DJ trascineranno il pubblico presente in divertentissimi ritmi caraibici, latino-americani, revival degli anni 70 e 80 e special dance degli anni 90.
Il finale di serata sarà all’insegna della bellezza balneare: alle 22.00, infatti, in piazza Hawaii, giungerà una delegazione di “Miss” provenienti dalle selezioni 2009 del Festival del Garda, manifestazione itinerante “no profit” con la direzione artistica del maestro Vince Tempera, già ospite di Gardaland per l’inaugurazione della nuova attrazione Ramses.
Le affascinanti “Miss” chiuderanno ufficialmente la stagione estiva di Gardaland lanciandosi nell’ultima divertente corsa serale di “Mammut”: il family roller coaster più grande d’Italia. Rigorosamente in tenuta balneare, le belle “Miss” saranno accompagnate nella loro avventura da 12 fortunati giovani, i primi ad essersi presentati al “Beach Point” mattutino. Un’occasione irripetibile per un’invidiabile foto-ricordo da mostrare agli amici.
Hanno ragione, hanno ragionemi han detto:"E' vecchio tutto quello che lei fa,
parli di sesso, prostituzione,
di questo han voglia se non l'ha capito già"
E che gli dico:"Guardi non posso, io quando ho amato
ho amato dentro gli occhi suoi,
magari anche fra le sue gambe
ma ho sempre pianto per la sua felicità"
ROBERTO VECCHIONI, Luci a San Siro














