sabato, agosto 25, 2007

Sopprimetelo

«Quella del fotomontaggio è una mossa alla Corona»
Corona a Garlasco a caccia delle cugine
Il fotografo: Paola e Stefania K sono i personaggi più interessanti. «Sono qui per fare il mio lavoro e per strappare un'esclusiva»

GARLASCO (PAVIA) - Mancava solo lui. Mentre gli inquirenti sono ancora in attesa dei risultati della prova del Dna, è arrivato anche il celebre fotografo Fabrizio Corona a Garlasco in cerca di scoop sulla vicenda di Chiara Poggi, la giovane assassinata, undici giorni fa, nella sua villetta e per il cui omicidio è indagato il fidanzato Alberto Stasi.
Il fotografo Fabrizio Corona appena arrivato a Garlasco (Ansa)
Il fotografo Fabrizio Corona appena arrivato a Garlasco (Ansa)
«Vi ricordo - ha detto il fotografo dei Vip, avvicinato dai giornalisti - che sono stato in galera 80 giorni, ma ora faccio il mio lavoro. Mi occupo anche di giornalismo, come ho fatto con Patrizia e Azouz. Anche questo è giornalismo prestato alla cronaca rosa, l'avete scritto su tutti i giornali».
A CACCIA DI SCOOP - Corona ha mantenuto un certo mistero sugli obiettivi dei suoi scoop («non vi dico da chi vado»), ma ha ammesso che i veri personaggi interessanti della storia sono le cugine Stefania e Paola Cappa. «Sono qui per fare il mio lavoro e forse per strappare un'esclusiva». Al re di vallettopoli è piaciuta la trovata del fotomontaggio elaborato dalle cugine gemelle, nel quale le due sorridono accanto a Chiara Poggi: «Quel fotomontaggio - ha detto soddisfatto il fotografo - è una mossa alla Corona».
«REALITY» - E sull'omicidio di Chiara Poggi e la spettacolarizzazione cella vicenda inteviene anche Antonio Di Pietro. Sul suo blog il ministro delle Infrastrutture ed ex pm scrive: «A Garlasco è stata assassinata una ragazza. Questo episodio di cronaca nera è stato trasformato in un reality show. Il fidanzato ha ricevuto un avviso di garanzia e sono state ascoltate persone vicine alla famiglia. Un iter del tutto normale per un omicidio. La rilevanza mediatica sproporzionata che ne è stata data, e che ha già diviso gli italiani tra innocentisti e colpevolisti, è del tutto fuori luogo. Le indagini non le fanno più le Procure, ma i giornalisti su basi quasi sempre infondate e su illazioni».

23 agosto 2007


mercoledì, agosto 22, 2007

LA NOSTRA VANCANZA IN KENYA

Eccoci di ritorno...purtroppo...dalla nostra settimana in Kenya!!! E' stata fantastica per questo vogliamo regalare anche a voi alcune immagini che ci hanno veramente emozionato!!!

Iniziamo con un bel safari all'alba..

siamo subito accolti da una famiglia di zebre che ci osservano incuriosite...


da una giraffa parecchio affamata...



da due elenfanti con gli occhioni dolci...



da un ippopotamo assonnato...



e da un bufalo ben pettinato...



ed ultimo, ma non ultimo non poteva mancare Lui... Simba!!!


Infine gli ultimi giorni di riposo in queste bellissime acque calde...


Il mal d`Africa... esiste!!!

USA!!

Ciao a tutti!!
oggi nel sequoia national park un cervo ci ha tagliato la strada ha fatto un salto di un metro e mezzo ed e' scappato nel bosco!!

vi allego qualke foto:








arcobaleno in Arizona








piccolo svincolo a Los Angeles








il Grand Canyon








la Death Valley
ALLA PROSSIMA!




lunedì, agosto 20, 2007

Invenzioni strane del 2006

Riprendendo l'articolo presente su NewsScientist, ecco a voi una lista delle invenzioni più sorprendenti del 2006. Fa riflettere che le prime quattro riportate siano relative alle armi. La quarta poi (quella del CD antiterrorismo) è totalmente strampalata.
  • I proiettili protetti da password: per sparare, un proiettile così fatto dovrebbe ricevere un impulso radio ad alta frequenza corrispondente a quello inviato dall'arma da fuoco del proprietario. Non potendo eliminare le armi, cerchiamo di restringerne il "campo d'applicazione". Sicuramente una protezione aggirabile, ma non da chiunque quindi è già qualcosa.
  • La pistola che chiama i rinforzi: se il poliziotto fa fuoco con la sua arma, viene stabilita la sua posizione tramite GPS e poi viene inviato un messaggio radio alla centrale che notifica l'uso dell'arma. Un modo per velocizzare i tempi di reazione delle forze dell'ordine?
  • Arma a microonde: non avendo niente di meglio da fare, due inventori sostengono di poter creare un'arma a microonde utilizzando i magnetroni dei comuni forni da cucina, e direzionandone in modo coerente i raggi.
  • CD-Rom anti-terrorismo biologico: prendi un CD, lo ricopri con un film chimico che si modifica in presenza di un determinato agente biologico (come un virus). Se il pericolosissimo virus è nell'aria, il film si deteriora e il CD risulta corrotto, così il PC può dare l'allarme.


Ma andiamo avanti:

  • Cuffie wireless con trasmissione "corporea": cuffie senza fili per ascoltare il lettore mp3: il segnale sonoro viene trasmesso sfruttando le cariche elettrostatiche che si accumulano naturalmente nel corpo. Si parla di correnti di qualche milionesimo di Ampere, quindi non dovrebbero esserci pericoli!
  • La ionosfera come antenna: per le comunicazioni a lunga distanza si usano i satelliti oppure si fanno "rimbalzare" i segnali radio (a bassissima frequenza) sulla ionosfera. Un gruppo di ricercatori invece vorrebbe utilizzare onde radio ad altissima frequenza (1GHz) come portanti per segnali UHF (quelli della TV, per intenderci), da ritrasmettere verso la terra utilizzando appunto la ionosfera come una vera e propria antenna.
  • La cartuccia inkjet con l'esplosivo: perchè non usare una stampante inkjet per stampare "circuiti esplosivi". Il disegnatore effettua il layout, lo stampa con un inchiostro "esplosivo" e può controllare la durata delle miccie al microsecondo: utile ad esempio per gli airbag, per controllare gli spettacoli pirotecnici o per gli armamenti.
  • Schermo fotografico: uno schermo che, oltre a proiettare immagini è in grado di acquisirne. E'una proposta della Apple, e si ottiene inserendo in uno schermo LCD dei piccoli sensori CCD che globalmente, tramite la rielaborazione di un processore, sono in grado di comporre un'immagine.
  • Il drone di sorveglianza invisibile: un altro passo verso il "Grande Fratello? Questo drone sfrutta il fenomeno per cui riusciamo a malapena a distinguere le eliche in movimento di un aeromobile. Non è invisibile al radar, sicuramente è molto difficile da osservare.

Beh insomma,che dire. Il redattore della lista (Barry Fox) è uno che da trent’anni si spulcia il registro brevetti USA per trovare le stramberie più eclatanti. Possibile che per il 2006 sia tutto qui? Un CD anti armi batteriologiche? Pistole intelligenti? Droni invisibili per l’esercito?

venerdì, agosto 17, 2007

Testimonianza diretta

Campane all'alba:maximulta a prete

Olanda,pagherà 5000 euro: troppo rumore

Un prete cattolico in Olanda ha ricevuto una multa di 5.000 euro perche' suona le campane troppo forte la mattina presto, disturbando.
Il sacerdote ha iniziato a suonare le campane alle 7 di ogni mattina non appena arrivato alla sua nuova parrocchia della cittadina olandese di Tilburg, 6 mesi fa.
Subito al Comune sono arrivate decine di proteste di residenti. "Puo' suonare le campane quando vuole, ma seguendo le regole sul livello delle emissioni sonore", affermano dal Comune di Tilburg.

16 agosto 2007
da tgcom.it


Io & soprattutto Fede possiam confermare: Domenica mattina la campana della chiesa di DELFT sotto casa di Fede ha iniziato a suonare alle 9,30 e quando siamo usciti di casa stavano ancora suonando... mezzora ininterrotta di campane sono la morteeeeeeeeeeeeeeee!!!!
Ed ovviamente essendo a 30 metri da noi il bordello era notevole...

Alla festa di ANNA BETz

... Bet, potevi dirlo che mi inviti il Silvio a casa tua... hehehhe!


... e poi che "stile" che mi sfoggia... uahahhahaha!


PS: chi cakkio è Anna Betz?!?!?

venerdì, agosto 10, 2007

Buone vacanze a todos!

Hola!

ancora mezza giornata e poi finalmente... ferie!!!!!!!!!!

Domani all'alba parto e per qualche giorno me ne vado in Olanda a trovar il nostro emigrato, quindi almeno fino al 16agosto non mi farò più sentir qui.

Non mi resta che augurarvi
BUONE VACANZE!!!
BUONE VACANZE!!!


e
consigliar ai maschietti di fare quanto prima una vacanza in questa ridente località nel sud della Corsica...

... hehe!!!

ciauuuuu

giovedì, agosto 09, 2007

Gli uomini discriminati...

I maschi sono meno bravi a scuola e a volte discriminati
Il governo di Oslo corre ai ripari e crea un gruppo di saggi

Norvegia, inizia la battaglia in difesa dei diritti degli uomini

La ministro per le Pari opportunità
Karita Bekkemellem

OSLO- Altro che sesso forte. Ormai i maschi hanno bisogno di essere difesi, almeno in Norvegia. In difficoltà sui banchi di scuola, afflitti da problemi di salute sui quali c'è minore attenzione, spesso sfavoriti in caso di divorzio: di fronte a una situazione del genere, il governo di Oslo ha deciso di correre ai ripari e ha creato un gruppo di saggi, tutti rigorosamente di genere maschile, per stimolare il dibattito sui diritti degli uomini.

A quanto pare, dopo decenni giustamente dedicati a promuovere l'ascesa sociale delle donne, i norvegesi hanno iniziato ad accusare il colpo. I dati mostrano che i loro risultati scolastici sono peggiori di quelli delle compagne di classe. Inoltre, tendono ad ammalarsi di patologie diverse, che però riscuotono minore interesse. Infine, in caso di divorzio, raramente ottengono la custodia dei figli.

La ministro per l'Infanzia e le Pari opportunità Karita Bekkemellem non è rimasta a guardare. Ieri, in un rinomato pub della capitale, ha presentato i 32 uomini, selezionati tra politici, artisti, atleti e altri personaggi noti, che avranno il compito di trovare delle soluzioni. "E' il momento di prestare attenzione alla mancanza di diritti degli uomini", ha spiegato.

Per prima cosa, il gruppo di saggi dovrà discutere di queste questioni e dare suggerimenti al governo per la stesura di un documento su uomini e pari opportunità. Il loro compito principale, però, sarà quello di generare una discussione pubblica nella società civile sui diritti del genere maschile. "Devono essere gli uomini a far partire il dibattito - dice Bekkemellem - Le donne non possono farlo al loro posto".

07 agosto 2007
da repubblica.it

mercoledì, agosto 08, 2007

Visto la giornata uggiosa....

L'ombrello che prevede la pioggia

NEW YORK -Un'azienda americana ha realizzato un ombrello che fa qualcosa di più che proteggere dalla pioggia: è in grado di prevedere quando pioverà.

"Ambient Devices", specializzata nell'integrazione di informazioni da Internet in prodotti per la vita quotidiana, ha realizzato l'ombrello con incorporato un radioricevitore nel manico che riceve le previsioni meteorologiche da 150 stazioni Usa dal sito Accuweather.com attraverso una rete wireless.

Se le previsioni indicano pioggia nelle prossime 12 ore, il manico dell'ombrello inizia a lampeggiare. Un'intermittenza leggera significa che ci si può aspettare una pioggerella, mentre un lampeggiare insistente annuncia che sono in vista tempeste.

Il portavoce dell'azienda Mark Prince dice che Ambient Umbrella è una prova di come si possano inserire le informazioni da Internet in oggetti di tutti i giorni.

"Si può tenere l'ombrello vicino alla porta e quando ci si passa vicini essere avvisati se sarà necessario o meno portarlo con sé uscendo", ha detto Prince a Reuters.

Società di Cambridge, Massachusetts, Ambient Devices è stata fondata nel 2001 per mettere in commercio tecnologie realizzate al MIT Media Lab del Massachusetts Institute of Technology.

L'ombrello che prevede la pioggia funziona a batterie e utilizza un servizio che va attivato telefonicamente, sarà in vendita negli Stati Uniti da questa settimana al prezzo di circa 140 dollari.

01 Agosto 2007
da LaStampa.it



Ed ecco il link al prodotto dal sito della Ambient Devices

martedì, agosto 07, 2007

Altro che Sfida...

RECORD IN GIAPPONE
Mangiatore di hot dog rischia la mandibola
Takeru Kobayashi ne mangiò 53 in 12 minuti, ma gli è stata diagnosticata una grave una artrite alla bocca. ha perso il titolo, ma vuole riprovarci

New York - Si chiama Takeru Kobayashi ma è conosciuto come "Tsunami". Fino a pochi giorni fa era il campione indiscusso di una specilità tutta americana. Lui, giapponese, era il recordman nel mangiare il maggior numero di hot-dog nel minor tempo possibile. Il suo record, stabilito lo scorso anno era di 53 hot dog e 3/4 mandati giù in 12 minuti. Ma durante l'allenamento in vista del "Nathan's Famous" di New York, la gara più famosa di questa specialità che Kobayashi aveva già vinto sei volte, una delle sue mascelle ha letteralmente smesso di funzionare. I medici gli hanno diagnostico una artrite alla mandibola. Come rivela un blog bene informato sulle bizzarrie dell'estremo oriente Kobayashi era al rientro alle competizioni dopo uno stop di qualche mese dovuto alla morte della madre e ci teneva a vincere la competizione per onorare la sua memoria. Per questo nonostante il dolore ha voluto continuare l'allenamento fino a che la mascella non ha ceduto del tutto: ora la sua carriera è in forte pericolo. E dopo il danno anche la beffa. Il suo rivale storico, Joey Chestnut, ha superato il primato di Kobayashi, ingurgitando in una recente gara 59 hot dog e mezzo in soli 12 minuti.
27 giugno 2007

beccatevi il video... è grande un quarto del negrone che ha accanto...

Stefano, mi sa che 'sto 2 tipi ci fanno un pippa... sono capaci di mangiarsi trippa&grandeabbuffata insieme in meno di 1 secondo...

lunedì, agosto 06, 2007

Napoli parte seconda

Ringrazio l’agenzia Ciccio-Corona per il servizio della scorsa settimana...
Ma vorrei ricordare che a Napoli c’era pure lui, il Ciccio siculo-campano!!!
Il quale ha scoperto che Napoli è una citta turistica con un sacco di posti da visitare
(grazie Touring!)


Il nostro super Ciccio si è riscoperto in una forma fisica smagliante, risalendo a grandi falcate la gradinata che porta ai Faraglioni!! (la tachicardia è un’invenzioni dei dietologi…)



Si è innamorato in media ventisette volte al giorno…
E ci ha provato persino con sua cugina!!!!



Ragazzi, la mini-vacanza è stata stupenda! Grazie cugini!!!
(Per non parlar dei nonni, e degli amici, e degli amici degli amici…)


Incazzatevi anche voi.....

L 'ALTRA CASTA
di Stefano Livadiotti


Fatturati miliardari. Bilanci segreti. Uno sterminato patrimonio immobiliare. E organici colossali, con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. I sindacati italiani sono una macchina di potere e di denaro. Temuta perfino dai partiti


Non trattiamo con la calcolatrice... Così, nei giorni scorsi, il grande capo della Cgil Guglielmo Epifani ha replicato a brutto muso alle pretese rigoriste di Tommaso Padoa-Schioppa sulla riforma delle pensioni. Il numero uno di corso d'Italia non è l'unico ad essere allergico ai moderni derivati del pallottoliere. Della stessa idiosincrasia fanno mostra i suoi pari grado di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, almeno quando si tratta di affrontare l'annosa questione dei conti dei sindacati, che continuano a promettere bilanci consolidati, tranne poi guardarsi bene dal metterli nero su bianco. Forse perché i numeri racconterebbero come le organizzazioni dei lavoratori, difendendo con le unghie e con i denti una serie di privilegi più o meno antichi, si siano trasformate in autentiche macchine da soldi. Con il benestare di un sistema politico giunto ai minimi della popolarità e spaventato dalla loro capacità di mobilitazione. Che a sua volta dipende proprio, in grandissima parte, da un formidabile potere economico alimentato a spese della collettività: se c'è un problema di costi della politica, allora il discorso vale anche per il sindacato. Se non di più.Quasi dieci anni fa, alla fine del 1998, un ingenuo deputato di Forza Italia, ex magistrato del lavoro, convinse 160 colleghi a firmare tutti insieme appassionatamente un provvedimento che obbligava i sindacati a fare chiarezza sui loro conti. Dev'essere che nessuno gli aveva ricordato come solo pochi anni prima, nel 1990, Cgil, Cisl e Uil fossero state capaci di ottenere dal parlamento una legge che concede loro addirittura la possibilità di licenziare i propri dipendenti senza rischiarne poi il reintegro, con buona pace dello Statuto dei lavoratori. Fatto sta che, puntuale, la controffensiva di Cgil, Cisl e Uil scattò dopo l'approvazione del primo articolo con soli quattro voti di scarto. "È antisindacale", tuonò con involontario umorismo l'ex capo cislino Sergio D'Antoni, oggi vice ministro per lo Sviluppo economico. Lesti i deputati del centro-sinistra azzopparono la legge, mettendosi di traverso alle sanzioni (tra i 50 e i 100 milioni) previste in caso di violazioni. Alla fine la proposta di legge è rimasta tale, così come tutte quelle presentate in seguito, anche in questa legislatura. "È il sindacato che detta tempi e modalità", titolava del resto nei giorni scorsi il confindustriale 'Sole 24 Ore', all'indomani dell'accordo sullo scalone pensionistico.
Il risultato è che i bilanci dei sindacati, quelli veri, non sono mai usciti dai cassetti dei loro segretari. "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3 mila e 500 miliardi di vecchie lire", sparò nell'ottobre del 2002 il radicale Daniele Capezzone, "e il nostro è un calcolo al ribasso". Non ci deve essere andato molto lontano, se è vero che oggi Lodovico Sgritta, amministratore della Cgil, si limita a non confermare che il fatturato consolidato di corso d'Italia abbia raggiunto il tetto del miliardo di euro. E ancora: se è vero che quello del sistema Uil, non paragonabile per dimensioni, metteva insieme 116 milioni già nel 2004, esclusi Caf, patronati e quant'altro. Fare i conti in tasca alle organizzazioni sindacali, che hanno ormai raggiunto un organico-monstre dell'ordine dei 20 mila dipendenti, è difficile, anche perchè le loro fonti di guadagno sono le più disparate. Ma ecco quali sono i principali meccanismi di finanziamento. E le cifre in ballo.Il sostituto d'incassoLa maggiore risorsa economica di Cgil, Cisl e Uil ("I tre porcellini", come ama chiamarli in privato il vice premier Massimo D'Alema) sono le quote pagate ogni anno dagli iscritti: in media l'1 per cento della paga-base; di meno per i pensionati, che danno un contributo intorno ai 30-40 euro all'anno. Un esperto della materia come Giuliano Cazzola, già sindacalista di lungo corso della Cgil ed ex presidente dei sindaci dell'Inps, parla di almeno un miliardo l'anno. Secondo quanto risulta a 'L'espresso', il solo sistema Cgil ha incassato nel 2006 qualcosa come 331 milioni. Una bella cifra, per la quale il sindacato non deve fare neanche la fatica dell'esattore: se ne incaricano altri; gratuitamente s'intende. Nel caso dei lavoratori in attività, a versargli i soldi ci pensano infatti le aziende, che li trattengono dalle buste paga dei dipendenti. Per i pensionati provvedono invece gli enti di previdenza: solo l'Inps nel 2006 ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Nel 1995 Marco Pannella tentò di rompere le uova nel paniere al sindacato, promuovendo un referendum che aboliva la trattenuta automatica dalla busta paga (introdotta nel 1970 con lo Statuto dei lavoratori). Gli italiani votarono a favore. Ma il meccanismo è tuttora vivo e vegeto: salvato, in base a un accordo tra le parti, nei contratti collettivi. Le aziende, che pure subiscono dei costi, non sono volute arrivare allo scontro. E lo stesso ha fatto il governo di Romano Prodi quando, più di recente, Forza Italia ha presentato un emendamento al decreto Bersani che avrebbe messo in crisi le casse sindacali. In pratica, la delega con cui il pensionato autorizza l'ente previdenziale a effettuare la trattenuta sulla pensione, che oggi è di fatto a vita, avrebbe avuto bisogno di un periodico rinnovo. Apriti cielo: capi e capetti di Cgil, Cisl e Uil hanno fatto la faccia feroce. Il governo, a scanso di guai, ha dato parere contrario. E l'emendamento è colato a picco.
Da sinistra: Guglielmo Epifani (Cgil), Luigi Angeletti (Cisl), Romano Prodi e Raffaele Bonanni (Cisl)Lo strapotere dei CafI Centri di assistenza fiscale rappresentano per i sindacati un formidabile business. Per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati vengono pagati dagli enti previdenziali. Solo l'Inps per il 2006 verserà ai 74 caf convenzionati 120 milioni. A fare la parte del leone saranno le strutture di Cgil, Cisl e Uil, che insieme totalizzeranno circa 90 milioni. Non basta. Per i lavoratori in attività i Caf incasseranno dal Fisco 15,7 euro per ognuna delle 12.261.701 dichiarazioni inviate agli uffici nel 2006. Il ministero sborserà dunque 186 milioni e spicci. Anche in questo caso, secondo i conti che 'L'espresso' ha potuto esaminare, la fetta più grande della torta andrà a Cgil (38 milioni, 195 e 177 euro), Cisl (30 milioni, 763 mila e 485) e Uil (12 milioni, 78 mila e 793 euro). Un piatto ricco, considerando che i Caf ricevono inoltre, come contribuzione volontaria, una media di 25 euro dalle tasche dei contribuenti aiutati nella compilazione del 730 (per un totale di 175 milioni, secondo Cazzola) e mettono insieme un'altra cinquantina di milioni per il calcolo di Ise e Isee (i redditometri per le famiglie che chiedono prestazioni sociali). Considerando le cifre in ballo, i sindacati hanno fatto fuoco e fiamme pur di tenersi ben stretto il giocattolo. Nel 2005, sotto l'incalzare della Corte di Giustizia europea, convinta che il monopolio dei Caf rappresentasse una violazione ai trattati comunitari, il governo di Silvio Berlusconi aveva aperto la porta a commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro. Una manovra talmente timida che la Commissione europea ha inviato all'Italia una seconda lettera di messa in mora. Sull'argomento gli uomini di Bruxelles hanno preteso e ottenuto, ancora nel gennaio scorso, un vertice a palazzo Chigi. Concluso, naturalmente, con un niente di fatto.Intoccabili patronatiSe il monopolio dei Caf è sotto assedio, resiste saldo quello dei patronati, le strutture (quelle convenzionate con l'Inps sono 25) che assistono i cittadini nelle pratiche previdenziali (ma anche, per esempio, per la cassa integrazione e i sussidi di disoccupazione): una rete capillare, dall'Africa al Nordamerica passando per l'Australia, che alcuni sospettano abbia un ruolo non indifferente anche nell'indirizzare il voto degli italiani all'estero. Nel 2000 i radicali hanno lanciato l'ennesimo referendum abrogativo, ma si sono visti chiudere la porta in faccia dalla Consulta. Più di recente Forza Italia ha cercato, con un emendamento al decreto Bersani, di liberalizzare il settore. Se l'armata berlusconiana non fosse stata respinta con perdite, per il sindacato sarebbe stato un colpo mortale. I patronati, infatti, sono fondamentali per il reclutamento di nuovi iscritti tra i pensionati, che quando vanno a ritirare i moduli si vedono sottoporre la delega per le trattenute: "Con i patronati e gli altri servizi nel 2005 la Cgil ha raggranellato 450 mila nuove iscrizioni", sostiene Cazzola. Non bastasse, i patronati assicurano un gettito che non è proprio da buttare via: in pratica si dividono (in base al lavoro svolto) lo 0,226 del totale dei contributi sociali riscossi dagli enti previdenziali. A lungo questa cifra è stata calcolata solo sui contributi dei pensionati privati, per l'ottimo motivo che a quelli pubblici le scartoffie per l'assegno le ha sempre curate l'amministrazione (e proprio per questo motivo pochi di loro sono iscritti al sindacato). Poi, però, nel 2000, per gentile concessione del parlamento (con un voto a larghissima maggioranza) nel monte-contributi sono stati fatti confluire anche quelli dei lavoratori statali. E la cifra ha iniziato a lievitare: 314 milioni nel 2004, 341 nel 2005, 349 nel 2006. Solo l'Inps nel 2006 ha speso per i patronati (che ora, per arrotondare, si occupano anche del rinnovo dei permessi per gli immigrati) 248 milioni, 914 mila e 211 euro. Alla fine, secondo quanto risulta a 'L'espresso', l'Inca-Cgil ha incassato 82 milioni e 250 mila euro, l'Inas-Cisl 66 milioni e 150 mila euro e l'Ital-Uil 26 milioni e 600 mila euro.Forza lavoro gratuitaÈ quella distaccata presso il sindacato dalla pubblica amministrazione, che continua graziosamente a pagarle lo stipendio. Compresi, e vai a capire perché, i premi di produttività e i buoni pasto. Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti. Di regalo in regalo, per i dipendenti che utilizza in aspettativa, ai quali deve invece pagare lo stipendio, il sindacato usufruisce comunque di uno sconto: non paga i contributi sociali, che sono considerati figurativi e quindi a carico dell'intera collettività. Un privilegio che hanno perduto perfino le assemblee elettive (a partire dal parlamento). Ma i sindacati no.Business formazioneDall'Europa piove ogni anno sull'Italia circa un miliardo e mezzo di euro per il finanziamento della formazione professionale. In più ci sono i circa 700 milioni dell'ex fondo di rotazione, alimentato dallo 0,30 per cento del monte-contributi che le aziende versano agli enti previdenziali. Un tempo, non meno del 40-50 per cento di queste somme passava attraverso enti di emanazione sindacale, che non incassavano direttamente un euro ma gestivano comunque le assunzioni e la distribuzione degli incarichi. Oggi la concorrenza s'è fatta più dura. Ma i sindacati non mollano l'osso. Dieci dei 14 enti che si distribuiscono ogni anno circa la metà dei finanziamenti nazionali sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil.Casa mia, casa miaL'assenza di bilanci consolidati non consente di far luce sull'immenso patrimonio immobiliare accumulato negli anni dai tre sindacati confederali, cui lo Stato a un certo punto ha pure regalato i beni delle corporazioni dell'epoca fascista. Fino a pochi anni fa i sindacati non potevano possedere direttamente gli immobili: li intestavano a società controllate. La legge che ha consentito loro il controllo diretto ha garantito anche un passaggio di proprietà al riparo dalle pretese del fisco. Oggi la Cgil dichiara di avere, sparse per tutto il Paese, qualcosa come 3 mila sedi, tutte di proprietà delle strutture territoriali o di categoria. "Non so stimare il valore di mercato di un patrimonio che non conosco ma", afferma l'amministratore della Cgil, "deve trattarsi di una cifra davvero impressionante". La Cisl dichiara addirittura 5 mila sedi, tra confederazione, federazioni nazionali e diramazioni territoriali (pensionati compresi), quasi tutte di proprietà. La Uil è l'unica che ha concentrato il grosso degli investimenti sul mattone in una società per azioni controllata al 100 per cento. Si chiama Labour Uil e ha in bilancio immobili per 35 milioni e 75 mila euro (a valore storico; quello di mercato è tre volte superiore), ma non, per esempio, la sede romana di via Lucullo, che lo stesso tesoriere nazionale Rocco Carannante stima tra i 70 e gli 80 milioni di euro.Il fatto certo, alla fine, è che Cgil, Cisl e Uil sono ricchi. Quanto, però, nessuno lo sa davvero. "Ci sono situazioni che talvolta non sono pienamente trasparenti", ha scolpito Epifani lo scorso 27 febbraio. E però si riferiva allo scandalo del calcio.
(02 agosto 2007)


Da L'Espresso

sabato, agosto 04, 2007

Rafting con bambole gonfiabili

La gara delle bambole gonfiabili

Il freddo deve aver dato alla testa a questo gruppetto che in Russia si è sfidato in una gara molto particolare. Un rafting sul fiume Vuoska a bordo non delle tradizionali canoe che si usano solitamente in questo sport estremo, ma a cavalcioni di bambole gonfiabili.
La particolare iniziativa si chiama “Bubble Baba Challenge” e a quanto si nota dalle immagini attira molti atleti pronti a galleggiare sul gelido fiume con la loro bambola gonfiabile.

La singolare competizione è un appuntamento fisso che si svolge nella cittadina di Losevo, un piccolo paesino a pochi chilometri di San Pietroburgo. Ogni anno atleti intraprendenti, con la loro bambola gonfiabile sotto braccio, sfidano le correnti del fiume Vuoska.
Non deve essere tanto facile: già per fare rafting ci vogliono forza e coraggio, figurarsi per affrontare un fiume con una bambola gonfiabile! Di sicuro si galleggia, però!
Unica regola: è vietato "intrattenersi" con la propria bambola durante la gara...


Ed ecco il video dell'evento...

e qui la galleria fotografica:
foto

venerdì, agosto 03, 2007

Top 50 degli insulti nello sport

La curiosa "top 50" delle più gravi ingiurie o battute mai pronunciate da atleti Tra gli italiani citati il Trap e, come vittima, Amoruso. Furoreggiano Alì e McEnroe
Times: l'insulto di Materazzi a Zidane è il peggiore nella storia dello sport

ROMA
- Per il Times non ci sono dubbi. Nella classifica online stilata dal quotidiano inglese sui peggiori insulti della storia dello sport, il gradino più alto del podio lo merita il difensore azzurro Marco Materazzi. Un giudizio a priori, "per qualunque cosa abbia detto alla sorella o alla madre di Zidane" nella finale della Coppa del Mondo del 2006.

"Nessuno è sicuro su quello che il difensore ha detto durante la finale ma, l'insulto di Materazzi infastidì Zidane a tal punto che questi gli rifilò una testata nel torace e poi venne espulso" ricorda il giornale britannico.
La classifica stilata dal Times vede, sul podio, anche un "vivace" scambio di battute tra giocatori di cricket, il lanciatore australiano Glenn McGrath, e Eddo Brandes, suo grande rivale dello Zimbabwe: "Perché sei così grasso?", "Perché ogni volta che mi faccio tua moglie, mi regala un biscotto".
Medaglia di bronzo per quello che Roy Keane presumibilmente disse a Mick McCarthy, l'allenatore dell'Irlanda che lo rispedì a casa durante la Coppa del Mondo del 2002.

I colori azzurri sono rappresentati anche dall'attuale allenatore del Salisburgo, Giovanni Trapattoni (18°) che rispose così a chi gli chiedeva, nel 2004, di una possibile convocazione di Paolo Di Canio in Nazionale: "Solamente se scoppia la peste bubbonica". Per il Trap un onorevole 18/o posto. Un altro calciatore italiano, Lorenzo Amoruso, fu invece oggetto di insulti. La sua opaca stagione ai Rangers, nel 2000, scatenò le pesanti critiche del leggendario coach Tommy Docherty: citando chi, ad inizio della sfortunata stagione, aveva accostato il difensore pugliese all'idolo scozzese Billy McNeill, disse "Non ricordo di averlo visto diventare m....".

Rimanendo nel pallone, da notare il 31° posto di uno scatenato George Best sulle qualità calcistiche di David Beckham: "Non sa calciare col piede sinistro, non sa colpire di testa, non è bravo nei tackle e non segna molto. A parte questo è ok". Lo Spice Boy, invece, è il protagonista dell'insulto numero 48. La frase di troppo, il classico "figlio di..." è rivolta, in spagnolo, a un guardialinee - Beckham vestiva ancora la maglia del Real Madrid. Per lui cartellino rosso. Beckham in seguito sostenne di non essersi "reso conto che quello che avevo detto era qualcosa di cattivo. In precedenza lo avevo sentito anche da alcuni miei compagni di squadra". Vista la pessima attitudine degli anglosassoni con le lingue a loro avviso "minori", c'è persino da credergli.

Scorrendo la classifica si trovano delle vere e proprie perle. Non poteva mancare ( John Mc Enroe22°), tanto talentuoso sul campo da tennis quanto indisciplinato. "Che problemi hai, a parte essere disoccupato, idiota e cretino?", disse il mancino statunitense a uno spettatore. Niente male nemmeno la battutaccia del comico Nick Hancock nei confronti di David Seaman dopo l'ennesima papera del portiere della nazionale inglese "Se suo padre avesse messo il preservativo quando l'ha concepito saremmo campioni del mondo".
Non manca il grande Mohammed Alì, con una battuta ai danni di Joe Frazier: anche il pugile più famoso della storia (che non a caso ha raccolto, tra i molti soprannomi, anche quello di "Labbro di Louisville") ne aveva per tutti, da Foreman a Norton.

Tra le più curiose (15a), il motto pubblicitario sulla maglietta del britannico Daley Thompson, a lungo dominatore incontrastato del Decathlon, atletica leggera - "E' gay il secondo atleta più forte del mondo?" - durante i Giochi olimpici del 1984 in riferimento alle voci che circolavano su Carl Lewis, per molti, ma evidentemente non per Daley, il più grande personaggio a calcare le piste negli anni '80. Tra le più perfide (13a), una Maria Sharapova ancora poco più che adolescente che, interpellata sulla possibilità di emulare le gesta della collega e connazionale Anna Kournikova, a quel tempo la pin-up del tennis, rispose: "No, io voglio vincere delle partite".

La presenza ricorrente dei tennisti in questa curiosa quanto soggettiva graduatoria, sembra proprio contraddire l'elegia dello sport dei "gesti bianchi": la palma del politically uncorrect va a Richard Krajicek (25o), olandese vincitore del torneo di Wimbledon nel 1996, che delle colleghe, e della storica querelle sui premi differenziati per sesso a Wimbledon (sanata solo quest'anno), disse: "L'ottanta per cento delle tenniste 'top 100' è rappresentato da maialine grasse che non meritano la parificazione dello stipendio''.

2 agosto 2007
da repubblica.it

alcune sono fantastiche!!! uahahahahaha

giovedì, agosto 02, 2007

Stella FOR PRESIDENT

Volete arrabbiarvi pure oggi???
E allora ecco fresco fresco di giornata l'articolo di Gian Antonio Stella



Le spese della politica. La Basilicata «lavora» solo 55 ore l'anno
Fannulloni, sprechi e rimborsi Il folle federalismo delle Regioni
In Piemonte e Sicilia gli stipendi più alti. La Toscana costa più dell'Emilia Bilancio-record in Sardegna.


Michele Iorio, presidente della Regione Molise (Prisma)Perché il presidente del consiglio regionale pugliese deve guadagnare quasi il triplo del suo collega umbro? E perché un consigliere marchigiano deve avere un pacchetto di diarie e rimborsi non tassato fino a tre volte più basso d'un pari grado piemontese?Ecco cosa ti viene in mente, a leggere i bilanci comparati delle venti regioni italiane. Ed ecco, accecante, la prova che la trasparenza è il cuore di ogni possibile riforma. Il punto di partenza essenziale per capire come l'autonomia, il federalismo, il principio sano della sussidiarietà siano stati interpretati da molte assemblee regionali come un invito insano: fate quello che vi pare. Ognuno per sé. Al punto che, in rapporto agli abitanti, il «parlamentino» valdostano costa oltre 22 volte più di quello lombardo.Tutti i dati, fino a ieri scomposti, scoordinati, difficili da mettere insieme se non a prezzo di tanta fatica e tanta pazienza, sono finalmente su Internet. A disposizione di tutti. Sul sito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.Certo, a leggere i documenti non tutti sono stati puntuali nelle risposte alle sollecitazioni della presidenza. Mancano, per esempio, i dati delle sedute dell'assemblea, delle ore impiegate in aula o delle riunioni delle commissioni del Molise, della Calabria, della Campania. E molti altri ancora.Lo sforzo fatto dai consigli e coordinato da Alessandro Tesini, presidente del parlamento friulano-giuliano, fossero a maggioranza di sinistra o a maggioranza di destra, va però riconosciuto. er la prima volta i cittadini possono fare dei confronti. Calcolare. Capire.E arrabbiarsi, qua e là. Per quale dannatissima ragione, citiamo un caso, la pensione- base dei deputati regionali molisani, emiliani, liguri, veneti o marchigiani corrisponde al 65% dell'indennità parlamentare, quella dei pugliesi al 90% e quella dei siciliani o dei friulani al 100%? E proprio qui sta il rischio.Portati allo scoperto ed esposti finalmente al giudizio della gente, che potrebbe ricordarsene al momento del voto, alcuni potrebbero essere tentati di fare marcia indietro. E serrare il catenaccio tornando a rinchiudersi nel fortilizio di prima, avvolto dalle nebbie.Oddio, non che adesso sia tutto chiaro. L'obiettivo della massima trasparenza nei bilanci (quello siciliano ha sparpagliato in 7 posti diversi la stessa voce «acquisto di libri, riviste e giornali anche su supporto informatico» perché i 128 mila euro spesi non dessero nell'occhio) è ancora lontano. Basti dire che perfino due regioni vicine e politicamente gemelle come la Toscana e l'Emilia Romagna, pur rispondendo al proprio organismo di raccordo e non a cronisti impiccioni e sfaccendati, hanno presentato ciascuna i propri dati secondo i propri parametri, una comprendendo e l'altra no una voce fondamentale quale il costo del personale. Risultato: occorre tirare le somme per proprio conto per scoprire che, con mezzo milione di abitanti in meno, il «parlamento» fiorentino costa quasi 10 milioni di euro più di quello bolognese.Per non dire di quello siciliano che, coi suoi quasi 157 milioni di euro (messi a bilancio ma non inseriti tra i dati a disposizione sul sito internet di cui scriviamo) costa quanto le assemblee di Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria e Puglia messe insieme. Eppure è battuto, in rapporto alla popolazione, non solo dal consiglio della Sardegna (57 euro per abitante o addirittura di più se al combattivo sito isolano altravoce.net risulta nel 2007 una spesa complessiva non di 95 bensì di 102 milioni di euro) ma anche da quello trento-altoatesino. Dove, a sommare le assemblee provinciali e quella regionale (che di fatto coincidono) si sfiorano i 52 euro pro capite. Contro i 7,59 dell'assemblea lombarda, che come dicevamo è abissalmente meno costosa di quella valdostana la quale, pro capite, di euro ne pesa addirittura 169.Tema: hanno senso questi squilibri? C'entrano qualcosa con il diritto all'autonomia? C'è una ragione alla base dell'enorme differenza tra la mole di lavoro dell'aula piemontese, dove nel 2006 si sono tenute 97 sedute per un totale di 255 ore di lavoro parlamentare e quella dell'aula lucana, dove le sedute sono state 23 e le ore di sosta dei consigliere al loro seggio soltanto 55, cioè un quinto? Boh... Misteri. Come misteriosi restano i motivi per i quali la Toscana ha 10 gruppi consiliari e la Puglia 21. C'è più democrazia sotto i trulli che sui colli del Chianti? O solo più casino? Ancora più sbalorditivi tuttavia, per tornare all'incipit, sono gli squilibri tra i diversi stipendi dei nostri rappresentanti. Stipendi che, avendo la Conferenza delle Regioni insistito perché ogni assemblea fornisse le cifre nette, vere, reali, in busta paga, rovesciano luoghi comuni e riservano un sacco di sorprese.Stando ai dati ufficiali forniti dal sito infatti (arriveranno smentite?) i parlamentari regionali più pagati non sarebbero affatto i siciliani ma i piemontesi. Che tra indennità, diarie, rimborsi auto e benzina eccetera, possono arrivare a 16.630 euro. Seguono i pugliesi (13.830), gli abruzzesi (13.359), i lombardi (12.555) e giù giù tutti gli altri (i siciliani stanno a 10.946) fino ad arrivare ai valdostani (6.607), ai trentini (6.614) e, in coda, agli umbri: 6.597.Non meno clamorose sono le differenze «dentro» lo stipendio. Dove puoi scoprire, sbarrando gli occhi per la sorpresa, che l'indennità dei deputati abruzzesi (7.274 euro: la più alta) è più che doppia rispetto a quella dei confinanti colleghi marchigiani, che non arrivano a 3.128 euro. E che il pacchetto di voci non tassabili (diarie, rimborsi...) è di soli 518 euro per i valdostani ma può schizzare da 2.482 fino a 10.176 per i vicini piemontesi.Un rapporto sbalorditivo. Più o meno simile a quello che c'è tra i presidenti delle assemblee, che stando al sito guadagnano generalmente esattamente quanto il governatore. Il più pagato, come si diceva, è quello pugliese: 18.885 euro. Seguono i colleghi della Sardegna (14.644), della Sicilia (14.329), dell'Abruzzo (13,844), della Calabria (13.353) e via via, a scendere, fino a quelli della Toscana (7.498) e dell'Umbria, che chiude a 7.102. Pagato poco più di un terzo di chi guida l'assemblea barese. E torniamo al tema: cosa c'entrano con la legittima e sacrosanta autonomia degli enti locali questi assalti alla diligenza che negli anni, per colpa ora di maggioranze di destra e ora di sinistra, hanno portato il presidente del consiglio dell'Abruzzo (reddito pro capite 19.442 euro) a prendere quasi quattromila euro più di quello dell'Emilia (reddito pro capite 28.870) e quello della Calabria (reddito pro capite 14.336) più di quello della Lombardia (reddito pro capite 30.028)? Non sarà il caso che si cominci finalmente a distinguere tra il diritto all'autonomia e il vizietto di farsi gli affari propri?
Gian Antonio Stella
02 agosto 2007

mercoledì, agosto 01, 2007

Weekend a Napùle

Grazie ai miei nonnini e gli splendidi cuginetti... e soprattutto alla loro piscina che ci rinfrescava dopo le lunghe e calde giornate... ci siamo goduti un bel fine settimana partenopeo!!

cosi', dopo i primi stupori della Giorgia di fronte ad uno stile di vita,
diciamo, un po' diverso...
la nostra Giardina si e' adattata perfettemente alla cultura napoletana!!!!
e ha apprezzato, oltre al cibo, lo splendido paesaggio (quello in fondo e' il Vesuvio!! e P.zza Plebiscito...)

Anzi, diciamo che si è pure divertita a fare la Vip a Capri...
uno splendido isolotto dove tutto è un po' surreale... dove le modelle NON sudano sotto il sole a 40 gradi... dove puoi incontrare i modelli D&G che girano una pubblicita' sotto i faraglioni... (io ero troooppo impegnato a sudare!!!)e dove anche la polizia si tratta decisamente bene...
del resto... lo è stata tutta la piccola vacanzina un po' particolare per la nostra Giorgettina, ma la nostra ingegneressa ha superato l'esame alla grande!!! (neanche il peperone del nonno [ripieno di melanzane fritte, provola, ecc... ]l'ha fermata... MITTTTICA!!!!!)

Il blog omonimo

Un mio informatore segreto (agente 00Ponto) mi ha segnalato che in rete c'è un blog dal nome simile al nostro:


basta aggiungere un "delle" al nostro indirizzo e spuntano i vicentini...

Il nome deriva dalla musica "indie" (credo si legga "indi")...

.. certo che un solo post e per di più di 2 anni fà...

non ci siamo, non ci siamo!hehe!

Stasse aperitivo

Ricordo ai meno attenti (Ciccio who???)

che stasse dalle ore 18,30 in poi

ci si trova al BEACH per l'aperitivo!

A dopo!

martedì, luglio 31, 2007

CANCELLIAMOLI!!!!!!!!!!!!!


La proposta di Cesa
L’ultima frontiera dei privilegi: un’indennità contro le tentazioni
Onorevoli spesso lontani da casa? Le sedute sono in media 3 alla settimana


E l'«indennità tentazioni»? La pensata di Lorenzo Cesa spalanca ai già vezzeggiati politici nostrani nuovi orizzonti. Per evitare che un parlamentare in trasferta a Roma ceda ai pruriti e metta le corna alla moglie con una squillo, come Cosimo Mele, gli italiani si dovrebbero far carico di aumentare il suo stipendio per il «ricongiungimento familiare».
Un’idea, diamogliene atto, fantastica. Che darebbe vita a un frizzante dibattito d’aula. Questo diritto al ricongiungimento, concetto in genere utilizzato per gli immigrati che dopo anni di lavoro in Italia vorrebbero essere raggiunti da moglie e figli rimasti in un’isola delle Filippine o sulla peruviana Cordillera Negra, vale per tutti o solo per chi ha la famiglia che abita oltre Viterbo e Frosinone? Vale per le mogli regolarmente sposate o anche per le compagne more uxorio? Possono bastare altri 4.190 euro (4.678 a Palazzo Madama) come quelli dati per stipendiare i portaborse o sono pochi? È dura, vivere a Roma! Chi potrebbe mai negare a queste spose e conviventi (per i parlamentari iDico ci sono già) deportate nella capitale un appartamento in cui vivere dignitosamente in centro storico? Mobili e lampadari su misura dei propri gusti? L’abbonamento a Sky per le lunghe giornate di seduta assembleare? I viaggi in treno o in aereo anche, eventualmente, per la diletta prole? Una domestica per dare una mano in casa, un reparto di pronto intervento elettro-idraulico per i guasti, una baby-sitter per i pargoletti, una tessera per andare al cinema gratis?
Direte: che razza di idea! Attenzione: c’è chi vi accuserebbe di qualunquismo. Preso atto che la capacità di resistere alla carenza di sesso di un deputato del suo partito cattolico è molto più ridotta di quella di Sharon Stone e non supera una manciata di giorni (l’ha detto il Mele in un’intervista: «Questa storia non c’entra niente coi valori della fami glia. Non posso essere un buon padre e un buon marito solo perché dopo cinque giorni fuori casa mi capita un’occasione?») Lorenzo Cesa ha detto proprio così. Testuale: «Si parla tanto di costi della politica, ma al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare. Perché la vita del parlamentare è dura, la solitudine è una cosa molto seria». Certo, c’è chi dirà che, come denunciò Giulio Andreotti tre anni fa, «si lavora in aula solo tre giorni la settimana, dal martedì al giovedì».
Chi ricorderà che un mucchio di volte, in questi anni, è capitato che la maggioranza andasse sotto o che provvedimenti importanti saltassero per mancanza di numero legale solo perché, al giovedì sera o al venerdì, troppi deputati e senatori avevano già preso l’aereo per tornarsene a casa. Chi sottolineerà che nell’ultima legislatura, per fare un esempio, le sedute a Montecitorio sono state 749 in 1.735 giorni: tre alla settimana. Chi calcherà la mano precisando che nei primi sei mesi del 2005, per prendere un periodo a campione, le sedute tenute di venerdì si contano sulle dita di una mano. Chi noterà infine, come dice un’inchiesta dei radicali diffusa ieri da Ugo Magri, che gli eletti alla Camera dell’Udc marcano mediamente visita a una votazione su quattro. Insomma: se l’irredentista irlandese Bobby Sands riuscì a resistere 66 giorni senza mangiare, prima di morire in carcere a Belfast, un deputato nostrano non può resistere in astinenza tre giorni la settimana?
Nella strepitosa sortita del segretario neo-democristiano, che deve essersi morso la lingua davanti alle reazioni sarcastiche non solo degli avversari ma perfino di qualche amico, c’è tuttavia da prendere atto di una novità. In altri tempi, altri democristiani avrebbero proposto all’incontinenza erotica soluzioni diverse. Il mitico Matteo Tonengo, un contadino piemontese eletto per lo scudocrociato, arrivò nei primi anni del dopoguerra a chiedere ai questori della Camera di usare il tesserino parlamentare anche per andare gratis al bordello. Altri tempi. Il caso «sex&coca» che vede oggi come protagonista Mele, tuttavia, non è affatto una novità di questa seconda repubblica.
Basti ricordare lo scandalo intorno alla morte di Wilma Montesi, la ragazza trovata senza vita nel 1953 sulla spiaggia di Capocotta, vittima (così si disse) di un festino a base appunto di sesso e di droga, scandalo che vide il coinvolgimento di Piero Piccioni (figlio di Attilio, allora vice-presidente del consiglio) e sul quale l’Unità arrivò a infierire con botta-risposta come questo: «A Capocotta poca coca cape». «Non poca coca cape a Capocotta». Ecome dimenticare Mary Fiore, la parrucchiera siciliana che, venuta a Romadecisa a far fortuna e diventata proprietaria d’un famoso salone di bellezza («Jeunesse», vicino a largo del Tritone) venne arrestata nel 1961 perché, come ha scritto Filippo Ceccarelli nel libro «Il letto e il potere », aveva «messo su un’agenzia di prostituzione d’alto bordo, frequentata da uomini ricchi e potenti», molti dei quali politici?
Per non dire dell’«affaire» che troncò la carriera di Ettore Santi, un deputato umbro che nel 1947 fu beccato dagli agenti in una pensione nel quartiere dietro la Fontana di Trevi con una signorina disponibile e un grammo di cocaina posato sul comodino. Non era democristiano ma apparteneva a un partito, quello repubblicano di Ugo La Malfa, che aveva un forte senso del decoro. Non cercò, lui, di scusarsi sbuffando polemicamente come il nostro onorevole di oggi «quanti parlamentari vanno a letto con le donnine?». Non invocò «ricongiungimenti familiari». E non si dimise dal partito: fu cacciato. E bollato col marchio di «on. Cocò». Un po’ di senso dell’onore, però, gli era rimasto. E nella convinzione di avere tradito chi lo aveva eletto si dimise da parlamentare. Dimissioni vere. Non da teatrino.


Gian Antonio Stella
Da Corriere della Sera del 31 luglio 2007

che dire.....
Ma VAFFANCULO!!!!!!

(tanto adesso è stato sdoganato dalla Cassazione...)

Quando si dice che i gatti neri portano sfiga...

Il gatto «angelo della morte»
Oscar, sette vite e un sesto senso
Vive in un istituto per anziani con malattie degenerative e «prevede» la morte dei degenti. Negli Usa è diventato un caso


Oscar vicino alla camera di un paziente (Internet)
Oscar vicino alla camera di un paziente
PROVIDENCE (USA) –
Oscar affascina il personale medico dell'ospedale Steere House di Providence negli Stati Uniti. Ha un bel mantello soffice di colore grigio-bianco, le sue zampine sono candide e vellutate. Ciononostante il bel micione crea inquietudine tra i pazienti nella casa di cura: già perchè l'animale sembra che riesca a presentire la morte dei malati. Il fenomeno è stato descritto anche dalla rivista medica New England Journal of Medicine, e trattato in questi giorni dai maggiori telegiornali del paese. «Il gatto riesce sempre ad apparire nel luogo qualche ora prima che il paziente muoia».

MORTE -
Il felino di due anni è stato allevato quando era ancora un cucciolo, è cresciuto nel reparto per demenza del centro di cura e riabilitazione «Steer House Nursing and Rehabilitation Center» nello stato di Rhode Island. Qua vengono assistiti pazienti malati di Alzheimer, Parkinson e altre malattie degenerative. Già all'età di 6 mesi il micio ha iniziato il suo personalissimo lavoro. Il personale medico si è accorto che il gatto era solito fare un giro quotidiano nei corridoi e nelle stanze dei ricoverati, esattamente come dottori e infermiere. Controllava spesso i residenti della casa, li annusava, li osservava e si metteva vicino alle persone, la cui morte avveniva di solito nel giro di poche ore. In 25 casi la «previsione» è risultata giusta. Quando il gatto si trova nella stanza di un ricoverato, il personale dell'ospedale ormai passa ad avvertire i congiunti. Perchè questo significa, nella regola, che il malato ha solo qualche ora di vita.
CONFORTO - «Non fa mai errori. Proprio come un sensitivo sembra che riesca a capire quando un paziente è vicino a morire», spiega il dottor David Dosa al New England Journal of Medicine. Dosa è un medico specialista di geriatria e professore presso l'Università di Brown a Providence. «Molti parenti trovano conforto in questo - prosegue Dosa -. Sono contenti se il micio tiene compagnia ai propri cari». E aggiunge: «Sembra che Oscar prenda molto sul serio il suo lavoro. Anche perchè di solito si tiene a distanza dalla gente. La sua non è una razza che si lega molto alle persone».
CAPACITA' - «E' vero che il gatto riesce ad avvertire la morte meglio delle persone che lavorano in questa struttura - dice Joan Teno della Brown-University, medico curante e esperta nella terapia di malati terminali - ma non penso che questo sia un gatto sensitivo. Credo, invece, che ci sia probabilmente una spiegazione biochimica». Durante una visita ad una paziente, la dottoressa Teno, si è accorta che la donna non mangiava più, aveva problemi di respirazione e le sue gambe erano di un colore bluastro - sintomi che spesso indicano una morte imminente. Oscar in quel caso non è restato nella stanza. «Pensavo che questa volta si fosse sbagliato finchè più tardi - erano oramai passate dieci ore - è apparso, è rimasto per due ore vicino al letto della paziente, dopodichè è deceduta». Un giorno il gatto prodigio è salito sul letto di un'anziana paziente della stanza numero 313. La sua presenza ha allertato il personale della casa di cura. E quando il nipote della paziente ha chiesto il perchè della presenza del gatto, sua madre gli ha spiegato: «È qui per aiutare la nonna ad arrivare in cielo». La paziente è morta dopo mezz'ora.
MEDAGLIA - «La maggioranza delle persone che si trova nell'ospedale è così malata da non rendersi nemmeno conto quando arriva il gatto», riferiscono i medici. Non sanno quindi che li aspetta probabilmente una morte in meno di quattro ore. Finora non è stata trovata nessuna spiegazione all'insolita capacità del felino. «Sono cose difficili da studiare. Penso che probabilmente i cani e i gatti possano percepire cose che noi non riusciamo a sentire», ha detto Thomas Graves, esperto di felini e coordinatore del College dell'Università dell'Illinois. Nei giorni scorsi a Oscar è stata pubblicamente assegnata una piccola medaglietta per la sua «compassionevole assistenza ai ricoverati».
27 luglio 2007


Ora voglio proprio sentire il commento della nostra Sara "Licia Colò" Giorgi, paladina dei felini...

... per una volta adotterei il "metodo Stefanino":se solo si avvicina un bel sciop e via!

lunedì, luglio 30, 2007

Dal vostro inviato!

Reduce da un bel weekend in giro per questo meraviglioso Paese, vi mando qualche foto che io ed Elisa abbiamo fatto in questa terra (non poi cosi' tanto) piovosa.

Delft, dove vivo, dalla torre del campanile (grazie Eli, lassù é troppo alto davvero!)
No, non é la foto storta...é la casa!! (e non é così infrequente!)
Ponti e canali...ci sono ovunque, qui siamo ad AmsterdamC'é anche la spiaggia...che si vuole di più?? (10 gradi per il costume?)Salto in Belgio (Brugge)
L'Aia
Tipica campagna qui attorno (il verde la fa da padrone qui...e non c'é nemmeno il sole!!)
Un po' d'arte...o meglio, di architettura!
Sempre parlando d'arte...ad Amsterdam le perle di saggezza si sprecano!

sabato, luglio 28, 2007

Ecco dov'è Springfield

Una casa per i Simpson
Scelta la Springfield per l'anteprima del film: è in Vermont

NEW YORK, 12 lug - Finalmente la famiglia Simpson trova casa, e lo fa nel verde e selvaggio Vermont. È nello Stato orientale degli USA che si terrà, il 21 luglio, la prima attesissima premiere del film con gli esilaranti omini gialli. Dopo una lunga gara, infatti, la cittadina di Springfield, Vermont, ha avuto la meglio sulle altre 33 Springfield sparse qua e là negli States e si è aggiudicata l'evento.

A decretare il successo della cittadina del New England che conta solo 9.500 abitanti ma ha una centrale nucleare a poca distanza (come il cartone), una votazione online, vinta, al termine di un vero e proprio torneo con tanto di finale a 14, grazie a un video che mostrava un Homer Simpson che inseguiva una enorme ciambella per tutta la città.
Tra le Springfield sconfitte (gli ideatori della serie hanno dato quel nome all'ambientazione della serie proprio per il suo nome comune) quelle che sorgono in Oregon, Colorado, Nebraska, Missouri, Illinois (residenza di Abraham Lincoln), Michigan, Massachusetts (qui si dice sia nato il basket), New Jersey, Ohio, Kentucky, Tennessee, Florida e Louisiana, che nulla hanno potuto contro i 15.367 voti (su 109.582) raccimolati dalla omonima città del Vermont.
La sera dell'anteprima gli autori del film cammineranno su un tappeto giallo per entrare in sala a vedere le imprese di Bart e soci.
12-07-07
da libero.it


Ed ecco qui il TRAILER del FILM DEI SIMPSON

venerdì, luglio 27, 2007

Aperitivo per i sopravvissuti

Hola!

su proposta del Guelfo De Guelfis,

MERCOLEDI' dalle ore 18,30 in poi al Beach

un bel aperitivo per gli sfortunati (guelfo, io, giangi, giorgia, ecc...) che ad agosto
sono ancora in città a sgobbare...

Accorrete numerosi o voi che non siete ancora in ferie!

Apponete un bel commentino qui sotto se siete dei nostri

e ovviamente potete portar chi vi pare: più siamo, meno pensiamo a spiaggie&mare...

Compleanni del giorno

Al nostro conte "Gian...Coso" che sfoggia sempre dei pigiamini nobiliari...... AUGURIII GIANGI!!!! ....

Alla nostra super bi-mammina che spesso veste come una 16enne...

... AUGURIII CLELIA!!!! ...

giovedì, luglio 26, 2007

Compleanno del giorno

All'unico cacciatore al mondo che veste D&G e AJ...

AUGURIII GUELFO!!!!