lunedì, settembre 23, 2013

L'ignoranza in tema energetico

In teoria con tutto il parlare di "risparmio enegertico",  "riqualificazione energetica", ecc  dovrebbe essere aumentato il livello di conoscenza medio.... invece capita ancora di sentire delle puttanate pazzesche da gente che si definisce addetto ai lavori.

L'anno scorso avevo letto questo aritcolo pensando "dai, sarà stato un caso"...
purtroppo invece a tutt'oggi è ancora pieno di "ciarlatani" che sfruttano l'ignoranza altrui per sparare cazzate pazzesche quindi lo ripropongo: esprime dei concetti base alla portata di tutti.  
Nessuno può essere onniescente ma aver una minima infarinatura ti fa capire se chi cerca di venderti qualcosa ti sta per fregare.




" [....] una partenza sbagliata
per gli edifici a energia quasi zero"

Abbiamo preso parte al convegno [....] organizzato a Reggio Emilia da [....].
L’incontro di ieri fa parte di una serie di oltre 60 incontri in tutta Italia dedicato al tema degli Edifici a Energia Quasi Zero,  che rappresentano il futuro per l’efficienza energetica in edilizia in tutta Europa.

Abbiamo voluto prendere parte all’evento per l’importanza del tema trattato, ma anche per vedere come l’argomento veniva affrontato in evento con una così grande potenza comunicativa. [....]
La natura gratuita dell’evento ha fatto sì che ieri oltre 150 persone abbiano preso parte alla conferenza.
La nostra opinione sull’incontro di ieri oscilla tra il deludente e l’agghiacciante, e vi spieghiamo perché.
Data la rilevanza del tema, e la potenza comunicativa dell’evento, un incontro come quello di ieri ha un impatto importante sui professionisti “medi” del settore edile, ossia quelli che non sono legati ogni giorno al tema del risparmio energetico. Per questo motivo, occorre partire dal presupposto che i temi trattati devono essere “basilari”, perché l’audience non tanto preparato tende a “mandare giù” qualsiasi cosa il relatore presenti. In fondo, se un professionista viene chiamato a fare una presentazione sul tema “edifici a energia quasi zero”, ci si aspetta una persona preparata sull’argomento, giusto? L’incontro di ieri ha dimostrato il contrario.
Il primo intervento di semplice routine [....] per presentare l’evento.
Il secondo intervento, di pura pubblicità, é stato a cura di uno degli sponsor dell’evento: [....]
Il terzo intervento è stato curato da una banca. [....]

Il quarto intervento è stato il suicidio .
[....]
Mi limito a citare le testuali parole:

(1) “Un edificio adiabatico, come sono i modelli importati dal nord Europa, nel nostro clima non ha senso. Occorre isolare senza eccessi in inverno, usare gli apporti passivi nelle mezze stagioni, e le rinnovabili in estate”.

(2) “Il concetto di edificio a energia quasi zero non significa consumare meno: significa consumare come oggi, o magari anche qualcosa di più, purché la parte in più venga recuperata con impianti a energie rinnovabili come solare termico, fotovoltaico o geotermico, a scelta del progettista”.

(3)“Oggi si vede la decuplicazione degli isolamenti: questo è insensato nel nostro Paese. Basterebbe risolvere la cosa che ne so, con un impianto geotermico”.

(4) “Occorre lasciare alcuni ponti termici, per evitare soluzioni troppo isolanti“.


L’Ing. [....] ha poi sottolineato come l’unico modo per garantire le prestazioni estive sia la massa, quindi l’inerzia (5). Ha spiegato il concetto di sfasamento e ha confuso la trasmittanza termica periodica (6) con il valore di attenuazione.
In una presentazione incentrata sul tema “CasaClima o Passivhaus in Italia non funzionano”, era da notare la completa assenza a qualsiasi accenno a bioclimatica, ventilazione naturale o concetti come il “free running building”.
Per fortuna non ci sono stati riferimenti (né in positivo, né in negativo) alla tenuta all’aria o alla ventilazione meccanica.
[....]

Commento qui i punti riportati sopra:

(1) In Italia, il 70% dell’energia consumata da una casa è dovuta alla necessità di riscaldamento. Isolare bene gli edifici è una necessità strategica per il nostro Paese;

(2) Per avere il migliore rapporto costi/benefici sull’intera vita utile dell’edificio, si può raggiungere l’obiettivo dell’edificio a energia quasi zero solamente abbattendo il fabbisogno di energia, ossia lavorando sull’involucro e non sugli impianti;

(3) Vedi punto (2);

(4) I ponti termici causano discomfort e muffe: pensare di tenere i ponti termici per dissipare il calore estivo è sintomo di grave ignoranza in materia;

(5) Affidare il comfort estivo alla sola massa dell’edificio è un concetto superato da almeno 10 anni. Secondo il ragionamento di è [...], le case migliori per il nostro clima sarebbero i bunker in cemento armato col fotovoltaico sul tetto?

(6) Confondere il valore di attenuazione con la trasmittanza periodica dimostra, nuovamente, la grave ignoranza in materia.

Conclusioni

Data la potenza comunicativa di questo tipo di incontri gratuiti, [...] può divenire, nei prossimi anni, uno dei principali canali di formazione per quella maggior parte di tecnici “medi” che non intendono investire (pagare) in un percorso di formazione professionale vero e proprio. Questo fatto rende conferenze come [....] molto importanti per lo sviluppo professionale in Italia, e per questo motivo i temi trattati, e le persone chiamate a presentare, dovrebbero essere selezionate con molta cura.
L’incontro di ieri è stato un vero passo falso [....]

20 marzo 2012

domenica, settembre 22, 2013

Foto della settimana


Val Brenta
24 luglio2010


"2010 07 24 (44)": Ridimensionati, a causa del tempo, progetti ben più blasonati, ripieghiamo, per modo di dire, con una bella arrampicata in Brenta al Castelletto Inferiore... La sera ci spostiamo a S. Antonio Mavignola e risaliamo la verdissima Val Brenta fino alla M.ga Brenta Alta, dispersa in mezzo agli alberi, nella piana che sta sotto il Rifugio Brentei... Mentre si sale la vista è spaziale, dai boschi si innalzano le guglie più famose del Brenta, dagli Sfulmini al Crozzon...

Alessio

sabato, settembre 21, 2013

"Italia Loro" - 36°


"Italia Loro"
di Stefano Bizzotto
36 - Didier Deschamps



venerdì, settembre 20, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 45

Per qualche settimana "espatriamo" di qualche km fuori dalla provincia di Brescia e parliamo di percorsi nell'Alto Garda Trentino.
Non serve dire che qui i paesaggi attraversati sono bellissimi :)

Si percorre la vecchia strada che collegava Riva al Lago di Ledro, ora trasformata in un sentiero dedicato a biker&escursionisti


Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 45
 
  
"Sentiero del Ponale"
Riva del Garda

Riva del Garda [TN] - Molina di Ledro [TN]

10 km
tipo di bici: mountain bike
Note: il dislivello richiede un certo allenamento
LEGENDA

 
scarica in formato .kml

giovedì, settembre 19, 2013

Come funziona / cerca indirizzi PEC


Sfortunatamente ho dovuto scoprie utilizzandola come funziona la PEC:
invio dal nostro indirizzo PEC ad un altro indrizzo PEC EQUIVALE ad una Raccomandat A/R col vantaggio che non serve che qualcuno "firmi" per accettarla: nel momento in cui mi arriva  la mail di "avvenuta ricezione" io sono apposto dal punto di vista legale (se poi chi la riceve non guarda la PEC per 1mese e non vede la mail sono fatti suoi)

 

Come funziona la PEC

Il funzionamento della PEC è molto semplice da parte dell'utente: quando si utilizza la PEC, viene fornita al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale documentazione allegata. Allo stesso modo, quando il messaggio giunge al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancata) consegna, con precisa indicazione temporale.

Il processo di invio e ricezione

  1. Quando un mittente invia un messaggio al destinatario, attraverso il server di PEC del proprio gestore, il server stesso ne controlla le credenziali d'accesso (nome utente e password). Quindi il gestore controlla le caratteristiche formali del messaggio e invia al mittente una ricevuta di accettazione (o eventualmente di non accettazione) con tutti gli estremi: data e ora dell'invio, mittente, destinatario, oggetto.
  2. Il messaggio viene quindi "imbustato" dentro un altro messaggio, chiamato "busta di trasporto", firmato digitalmente dal gestore stesso. Questa operazione consente di certificare ufficialmente l'invio e successivamente la consegna.
  3. La "busta" viene ricevuta dal gestore PEC del destinatario che controlla la validità della firma del gestore del mittente e la validità del messaggio.
  4. Se tutti i controlli hanno avuto esito positivo, invia all'altro gestore una ricevuta di presa in carico e, contestualmente, il messaggio stesso al destinatario.
  5. Quest'ultimo non è detto che lo legga subito. Infatti, il messaggio arriva in un "punto di consegna", che è una specie di cassetta postale. Il punto di consegna ha una funzione importante perché, appena riceve il messaggio, invia una ricevuta di avvenuta consegna al gestore del mittente.
  6. A questo punto il mittente troverà la ricevuta nella propria casella postale. Se il messaggio era stato inviato a più destinatari, riceverà una ricevute per ogni destinatario di avvenuta o non avvenuta consegna (vi è infatti anche questa eventualità).



INI-PEC. 
Come funziona
INI-PEC è l'Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico.
INI-PEC raccoglie tutti gli indirizzi di PEC delle Imprese e dei Professionisti presenti sul territorio italiano ed è pensato per chiunque abbia la necessità di ottenere l'indirizzo di PEC di un professionista o di un'impresa che desidera contattare.
Senza bisogno di autenticazione o di programmi aggiuntivi, chiunque può accedere alla sezione di ricerca del portale e cercare l'indirizzo di posta elettronica certificata di proprio interesse.
Se l'azienda o il professionista cercato è presente nell'indice,  INI-PEC fornisce all'utente l'indirizzo richiesto, semplificando la vita di tutti.
L'indice viene puntualmente aggiornato con i dati provenienti dal Registro Imprese e dagli Ordini e dai Collegi di appartenenza, nelle modalità stabilite dalla legge.
Il reperimento delle informazioni di tutti gli operatori economici che per legge devono possedere un proprio indirizzo PEC è ora più agevole ed efficace grazie ad INI-PEC.
INI-PEC è uno strumento innovativo e fondamentale allo sviluppo del paese realizzato da InfoCamere in attuazione del decreto legge del 18 ottobre 2012, n.179.


(ci sono anche tutte le nostre PEC... provate!) 


bastano anche solo NOME, COGNOME e CATEGORIA
(se avete anche il Codice Fiscale è meglio)

mercoledì, settembre 18, 2013

Vecchio Ordinamento & corsi certificazione energetica


Ingegneri: il Regolamento sui 
certificatori energetici va cambiato
‘Paradossale che un ingegnere vecchio ordinamento, abilitato e iscritto all’Albo non possa redigere una certificazione energetica’

I laureati in Ingegneria vecchio ordinamento, iscritti ai tre settori (civile e ambientale, industriale, dell’informazione) dell’Albo degli ingegneri devono poter svolgere l’attività di certificatore energetico senza l’obbligo di corsi aggiuntivi.

Lo chiede il Consiglio Nazionale degli Ingegneri con una Circolare indirizzata ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, nella quale sollecita un intervento sul Regolamento per l’accreditamento dei certificatori energetici (Dpr 75 del 16 aprile 2013) entrato in vigore il 12 luglio 2013 (leggi tutto).

In primo luogo, il CNI riassume i contenuti del Regolamento: chi può svolgere l’attività di certificatore energetico, i titoli di studio richiesti, le abilitazioni necessarie e i corsi da seguire, sottolineando come la norma sia scritta in modo tale da rendere difficile l’individuazione dei requisiti che consentono di svolgere l’attività in questione.

In effetti si tratta di un lungo articolo composto da elenchi di sigle e da numerosi rimandi ad altri articoli e commi, che la redazione di Edilportale ha schematizzato:


Anche dopo aver compreso il corretto significato delle nuove disposizioni - rileva il CNI -, si arriva alla paradossale situazione per cui un ingegnere abilitato e iscritto all’Albo, ma il cui titolo di studio non è tra quelli elencati, non può redigere una certificazione energetica, mentre un semplice laureato in Ingegneria (non abilitato e non iscritto all’Albo) può seguire un corso e diventare certificatore energetico.

A chi ha scritto il decreto - osservano gli Ingegneri - è sfuggito che le competenze degli ingegneri sono oggi dettate dal Dpr 328/2001 che ha diviso l’Albo in due sezioni (A per la laurea specialistica e B per la triennale) e in tre settori (civile e ambientale, industriale, dell’informazione). Un ingegnere vecchio ordinamento - afferma il CNI - è automaticamente iscritto a tutti e tre i settori e abilitato a svolgere tutte le attività proprie della professione di ingegnere, senza necessità di ulteriori corsi.

Per questo, il CNI chiede che l’obbligo di frequentare un corso di formazione per diventare certificatore energetico si applichi soltanto a coloro i quali si troveranno ad operare dopo il 12 luglio 2013, data di entrata in vigore del Dpr 75/2013, facendo salva l’attività di chi già opera nel settore.

A questo si lega un altro aspetto, non meno grave secondo gli ingegneri, cioè il fatto che il Dpr 75/2013 non prevede una disposizione transitoria che disciplini e salvaguardi le competenze acquisite dai professionisti già operanti nel settore della certificazione energetica degli edifici.

Questo è necessario - spiega la circolare - per impedire la paralisi delle aziende del settore, in attesa che i propri tecnici si procurino l’attestato, dopo aver seguito i corsi che le Regioni non hanno ancora attivato. Secondo la legislazione oggi vigente, infatti, chi già opera nel settore della certificazione energetica ma non possiede i requisiti richiesti dal Dpr 75/2013 è di fatto ‘sospeso’ fino a quando non si adeguerà alla nuova disciplina.

Interpretazione condivisa, ad esempio - segnala il CNI -, dalla Regione Siciliana che a luglio ha comunicato che i tecnici inseriti nell’elenco regionale dei certificatori, ma non in possesso dei requisiti richiesti dal Dpr 75/2013, sono ‘temporaneamente sospesi’.

Il CNI richiama poi la vicenda della Regione Puglia - il cui Regolamento che istituiva corsi per diventare certificatore energetico è stato bocciato da Tar nel 2010 (leggi tutto) - denunciando il fatto che chi ha scritto il Dpr 75/2013 non ne ha tenuto conto.

In definitiva, gli ingegneri chiedono ai Ministeri di correggere il Dpr 75/2013 tenendo conto dei laureati col vecchio ordinamento e di aprire un tavolo di lavoro per modificare il decreto ponendolo al riparo da inevitabili azioni giudiziarie.


12 settembre 2013

Compleanno del giorno

Mamma Bet ci ha mandato...









AUGURI NICOLA!!

martedì, settembre 17, 2013

Seminario su obbligo assicurativo ingegneri


SEMINARIO GRATUITO IN TEMA
DI OBBLIGO ASSICURATIVO

Come già noto, dal 15 agosto 2013 è scattato l’obbligo per i professionisti di stipulare una polizza assicurativa di Responsabilità Civile, come previsto dal D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137 (nuovo Regolamento sugli ordinamenti professionali).

A questo proposito l'Ordine organizza un seminario gratuito per chiarire un aspetto spesso sottovalutato e guidare i colleghi in una scelta informata, dal titolo:

"LA RESPONSABILITA' PERSONALE DELL'INGEGNERE DIPENDENTE NEL PUBBLICO E NEL PRIVATO: PROFILI E SOLUZIONI ASSICURATIVE"

Lunedì 30 settembre - ore 17.30-19.30
Relatore: Ing. Marcello Bottazzipresso la Sala Eventi dell'Ordine Ingegneri, Via Cefalonia 70 - Brescia

 
Iscrizioni al seminario tramite PORTALE FORMAZIONE CONTINUA, consultabile nel sito www.ordineingegneri.bs.it area Formazione

Decreto del fare


Decreto del Fare

Cosa cambia nella disciplina edilizia con il Decreto del Fare
Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69 ha introdotto profonde modifiche alla disciplina edilizia, che faranno molto discutere. In particolare ha ridefinito il concetto di ristrutturazione edilizia, eliminando il riferimento alla sagoma, l'unico elemento fisico che permetteva di far rientrare l'attività di demolizione e ricostruzione nell'ambito degli interventi sl patrimonio edilizio esistente. Ha quindi sostituito la distinzione tra ristrutturazione edilizia leggera e pesante con quella tra ristrutturazione di immobili vincolati e non vincolati.

Per il resto ha ridefinito il procedimento di rilascio del permesso di costruire, prevedendo anche qui un doppio binario in considerazione del fatto che l'immobile sia soggetto a vincolo o meno. Prefigura inoltre l'impugnabilità diretta dei pareri vincolanti che costituisce un'indicazione di carattere processuale che farà discutere.

Art. 30, D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (G.U. 21 giugno 2013, n. 144 , S.O. n. 50)

lunedì, settembre 16, 2013

Decreto impianti


Impianti termici: le nuove regole
in vigore dal 12 luglio 2013 

Il 12 luglio prossimo, saranno a tutti gli effetti operative le nuove regole attinenti all’esercizio, alla conduzione, al controllo, alla manutenzione e all’ispezione degli impianti termici. Sotto la prospettiva esecutiva, si riportano di seguito tutte le principali modifiche introdotte dalla nuova disciplina in merito agli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, definita dal recente d.p.R 74/2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.149 del 27 giugno 2013 in attuazione di quanto stabilito dal d.lgs. 192/2005.

Le principali novità, introdotte per sintesi, del nuovo decreto riguardano:

1) Temperature degli ambienti e limiti di esercizio degli impianti: non è prevista alcuna variazione dei valori massimi e minimi di temperatura ambiente da fissare, durante la stagione invernale, per il riscaldamento, e per quella estiva, per il raffrescamento. Nel primo caso il valore massimo è fissato a 20 °C +2 °C di tolleranza. Il valore cala poi a 18 °C +2 °C di tolleranza per gli ambienti adibiti ad attività industriali ed artigianali. I valori sono intesi come “media ponderata delle temperature misurate nei singoli ambienti”. In estate, all’opposto, il valore minimo stabilito per tutti gli ambienti è di 26 °C, anche in questo caso con una tolleranza di -2 °C. Sono invece stati riformati i periodi e i tempi di funzionamento per gli impianti termici durante i mesi invernali, diversificati in base alla zona climatica di appartenenza:
- Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;
- Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;
- Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;
- Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;
- Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;
- Zona F: nessuna limitazione.
Sono valide deroghe speciali per determinate categorie di edifici, tra cui scuole materne, ospedali, piscine, eccetera. Per tutte le altre tipologie di fabbricato, invece, è resa obbligatoria l’esposizione su ciascun impianto termico di una tabella in grado di riportare i periodi di funzionamento e l’orario giornaliero selezionato.

2) Ispezioni sugli impianti termici: sono considerati soggetti responsabili delle ispezioni sugli impianti termici, in riferimento al contenimento dei consumi di combustibili, le Regioni e le Province autonome. L’oggetto delle ispezioni sono gli impianti di climatizzazione invernale che hanno potenza termica utile nominale non minore di 10 kW e quelli di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12 kW. Gli esiti delle ispezioni vengono direttamente allegati al libretto di impianto. Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas, metano o GPL, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW, le ispezioni invece possono venire surrogate dall’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica, inviato dal manutentore o dal terzo responsabile.

3) Soggetti responsabili degli impianti termici: tutti i criteri, i requisiti e i soggetti responsabili per l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva sono individuati specificatamente dall’articolo 6 del d.p.R 74/2013. Tanto queste attività, quanto il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica, sicurezza e tutela ambientale,vengono commissionate al responsabile dell’impianto, il quale, a sua volta, è legittimato a delegarle ad un terzo (il cosiddetto terzo responsabile). La delega non può essere rilasciata, invece, in caso di impianti non adeguati alle disposizioni di legge, fatta eccezione per la situazione in cui, nell’atto di delega, è espressamente conferito l’incarico di procedere alla loro messa a norma. Con riguardo agli impianti di potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, il terzo responsabile deve essere in possesso di:
- certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all’attività di gestione e manutenzione degli impianti termici, o
- attestazione nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, oppure
- OS 28.

4) Controllo e manutenzione degli impianti: gli interventi di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico vanno realizzate da ditte abilitate ai sensi del d.m. 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e alle periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione, messe a disposizione dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente, oppure, ove l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni in quelle tecniche del fabbricante, oppure ancora, qualora dovessero mancare istruzioni, ai sensi delle norme UNI e CEI. Gli impianti termici devono inoltre essere muniti di libretto di impianto per la climatizzazione, che deve essere consegnato all’avente causa in caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile.
L’aggiornamento dei modelli dei libretti avverrà tramite decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Parallelamente agli interventi di controllo e manutenzione eseguiti su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettuano controlli di efficienza energetica secondo le periodicità e i modelli di rapporto individuati, in funzione della tipologia e della potenza dell’impianto, nell’allegato al decreto 74/2013. Le periodicità risultano variabili tra due e quattro anni, fatta salva la cadenza annuale per gli impianti con generatore a fiamma alimentato da combustibile liquido o solido di potenza superiore a 100 kW.
I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati:
- all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;
- nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore;
- nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.
Terminate le operazioni di controllo, l’operatore è chiamato a redigere e sottoscrive uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, di cui una copia viene rilasciata al responsabile dell’impianto mentre un’altra è trasmessa alla Regione o alla Provincia autonoma.
E’ necessario poi riportare alla situazione iniziale, con una tolleranza pari al 5%, le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali le operazioni di controllo abbiano fatto emergere che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15% rispetto a quelli calcolati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto. Cosa analoga si richiede per le unità cogenerative per le quali, in fase di controllo, sia stato rilevato che i valori dei parametri che distinguono l’efficienza energetica non sono compresi nelle tolleranze definite dal fabbricante.

5) Sanzioni: nessuna modifica è intervenuta sul piano sanzionatorio in quanto risultano confermate, in caso d’inadempienza, le sanzioni già sancite dall’art. 15 del d.lgs. 192/2005. Per la mancata operazione di controllo e manutenzione sugli impianti termici, la sanzione oscilla dai 500 ai 3.000 euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. La sanzione è invece compresa tra 1.000 e 6.000 euro per l’operatore incaricato che manca di provvedere alla compilazione e alla sottoscrizione del rapporto di controllo tecnico.

4 luglio 2013
da studioece.it


Articoli correlati:
 

domenica, settembre 15, 2013

Foto della settimana

Cervino
11 luglio2010

Col Corso di Ghiaccio si ritorna sul Nadelhorn, stavolta dalla Cresta NE e dalla vetta, spunta "lo scoglio più nobile d'Europa", regalandoci una delle sue immagini più belle... Inevitabile, dopo una vista del genere, e dopo l'acclimatamento che ci siam fatti, spostarlo dalla lista dei sogni a quella dei progetti... purtroppo al primo tentativo non ha voluto che calcassimo la sua cima, anzi, non ci ha neanche fatto partire da casa, ma ormai è inserito nella lista nera...


Alessio

Compleanno del giorno

Qualche fotina da mamma Spappi






AUGURI ANDREA!!

sabato, settembre 14, 2013

"Italia Loro" - 37°


"Italia Loro"
di Stefano Bizzotto
37 - Marcos Cafù


"Italia Loro":  
50 Juary -
49
Skurhavy -
48
Prohaska -
47
Dunga -
46 Julio Cesar -
45 Vòller -
44
Passarella -
 
43 Mihajlovic -  
42 Figo -  
41 Briegel -
40 Francescoli -
39 Brehme -
38 - Laudrup


venerdì, settembre 13, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 44

Una serie di percorsi proposti dal Comune di Desenzano all'interno del suo territorio a sud del Lago di Garda.

Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 44
 
 
Desenzano & dintorni
 
 traccia GIALLA: 5.5 km circa

traccia ROSSA: 18.9 km circa

traccia VERDE: 16.0 km circa

varianti totali: 16.5km circa

 
 
 

tipo di bici: city bike
 
Note: alla portata di tutti, con qualche saliscendi
 
 
 
LEGENDA
 
 
 
scarica in formato .kml

giovedì, settembre 12, 2013

1° Caccia al tesoro in bicicletta - Brescia

Su segnalazione di FrancyG...



Domenica 29 Settembre
Caccia al tesoro in bicicletta



Iscrizioni: partono il 5 Settembre e terminano il 19 Settembre
presso l'Ufficio Bici in Largo Formentone, i Giovedì dalle 15,30 alle 18,30 o il Sabato dalle 9,30 alle 12,30 (tel. 0302977302)

Le squadre saranno composte da 7 a 10 persone (caposquadra maggiorenne).
Al momento dell'iscrizione verrà versata la quota di 80 euro per ogni squadra, oppure 10 euro per la singola persona che sarà poi inserita in squadre miste.

Ogni squadra dovrà essere in possesso di una macchina fotografica digitale (ammessi anche i cellulari).

Tutti i concorrenti parteciperanno in bici e saranno autonomi per eventuali riparazioni.

Elenco dei premi:

Cena ristorante OH ! ficomaeco
Buoni spesa Forneria "il pane di Maurizio Sarioli"
Colazione al Bar Moretto
Biglietti metropolitana
calze Denti Ciclismo
Giubbini rifrangenti Fiab
Kit ripara camere d'aria
Lampadine a basso consumo
Cartine Ciclopiste Provincia di Brescia
Pile-portachiavi
Cappellini
e molti altri..... a sorpresa
tutti i concorrenti saranno premiati



mercoledì, settembre 11, 2013

Via IMU, arriverà Service Tax


Cancellata l’Imu per il 2013, dal 2014 sostituita dalla Service Tax
Per quest’anno esenti prime case, immobili dell’impresa
costruttrice destinati alla vendita, Iacp e alloggi sociali

Via libera alla cancellazione dell’Imu. Il Consiglio dei Ministri di ieri ha stabilito con un nuovo schema di decreto legge che nel 2013 l’imposta municipale unica su prime case, terreni agricoli e fabbricati rurali non verrà pagata. Dal 2014, invece, al posto dell’Imu entrerà in scena la Service Tax.

Gli immobili che non pagano l’Imu
Oltre alle prime case, sono esclusi dall’imposta municipale propria i fabbricati destinati dall’impresa costruttrice alla vendita se non locati o venduti entro tre anni dalla ultimazione dei lavori. Secondo le stime del Governo, la misura dovrebbe sbloccare una parte di risorse delle imprese, pari a circa 38 milioni di euro l’anno, che potranno essere investite in operazioni maggiormente produttive, con ripercussioni positive sul sistema economico.

Sono esclusi dal pagamento dell’imposta anche gli alloggi degli Istituti autonomi case popolari e quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari.

Dal primo gennaio 2014 non pagheranno neanche gli alloggi sociali, cioè realizzati o recuperati da operatori pubblici o privati destinati prevalentemente alla locazione per individui e nuclei familiari svantaggiati. Secondo l’Esecutivo, la misura attiverà gli investimenti in alloggi sociali tramite le risorse attualmente disponibili presso il Fondo Investimenti per l’Abitare, riservato a investitori qualificati, promosso e gestito dalla SGR di Cassa Depositi e Prestiti.

Immobili di impresa
Ai sensi del nuovo decreto, l'Imu è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e degli esercenti arti e professioni nella misura del 50%. l'Imu è inoltre deducibile per il conteggio dell'Irap, Imposta regionale sulle attività produttive.

Cosa cambia dal 2014
Dal 2014 entrerà in vigore il modello di tassazione federale basato sulla Service Tax che sostituirà la Tares. L’imposta sarà riscossa dai Comuni e si comporrà di due parti, la prima per la gestione dei rifiuti urbani, la seconda per la copertura dei servizi indivisibili.

La prima componente (Tari) sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree che possono produrre rifiuti urbani. Le aliquote saranno commisurate alla superficie.

La seconda componente (Tasi) sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. L’imposta sarà a carico sia del proprietario, in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile, che dell’occupante, perché fruisce dei beni e servizi locali.

Le misure sono state accolte con favore dall'Ance, che nell'abolizione dell'Imu sugli immobili delle imprese di costruzione rimasti invenduti vede uno strumento per far ripartire l'edilizia. Secondo l'associazione degli edili, le iniziative potrebbero essere completate da un piano di investimenti infrastrutturali per la manutenzione del territorio, delle scuole e degli edifici pubblici.
 
29 agosto 2013

martedì, settembre 10, 2013

Tutor in tange sud

Su segnalazione di Marghe...

 
 
Broletto In commissione il bilancio dei primi sei mesi del 2013: oltre 72mila sanzioni
Autovelox, 400 multe al giorno
E a settembre il tutor in tangenziale
Ma con la crisi il numero di chi non paga ha superato il 50%
 

Quattrocento multe al giorno, 12mila al mese. I 12 autovelox che il Broletto ha sparpagliato per il territorio provinciale, nei primi sei mesi dell'anno hanno fatto gli straordinari. I verbali staccati da gennaio a giugno dagli agenti della Polizia provinciale sono stati 72.230. Di questo passo il 2013 si dovrebbe chiudere con oltre 140mila sanzioni, un 25% in più dello scorso anno, quando il Broletto, a consuntivo, aveva incassato 14,9 milioni di euro.

A fine settembre («al massimo a ottobre») dovrebbe poi sbarcare sulla tangenziale sud il tutor ora installato nelle gallerie lungo il Sebino: il sistema che monitora la velocità media coprirà i tre chilometri di strada che vanno da Brescia centro verso Rezzato, fino allo svincolo di Sant'Eufemia. L'impianto sarebbe già dovuto essere operativo sulla Sud, ma alcuni passaggi burocratici hanno rallentato le operazioni. In autunno converrà però tenere sott'occhio il contachilometri se non si vuole gonfiare il già nutrito pacchetto di verbali del Broletto.

Verbali che, va detto, vengono pagati con sempre maggiore difficoltà. La crisi incide anche su questo e così un 40% di multe che fisiologicamente finiva a ruolo, ora è arrivato a superare la metà; metà sanzioni che non vengono saldate ma che devono passare attraverso Equitalia. E così, nonostante i verbali siano in aumento, l'incasso stimato per fine anno è inferiore ai 15 milioni del 2012. Questo è lo scenario che è stato illustrato ieri pomeriggio, dall'assessore provinciale Mario Maisetti e dal funzionario Giovanni Tocchella, durante la commissione sesta di palazzo Broletto. I dati mostrano un incremento dei verbali, ma la cifra media per sanzione si è abbassata rispetto ai 180-200 euro dello scorso anno. Alcuni autovelox sono stati spostati in zone più «pericolose» perché nella vecchia posizione «avevano esaurito il loro effetto deterrente»: per esempio l'impianto di Leno è stato spostato ad Acquafredda.
Il dibattito politico è ruotato attorno a uno schema già noto: l'opposizione ha accusato giunta di voler «fare cassa» con le contravvenzioni, la maggioranza ha replicato spiegando che quello degli autovelox è un intervento per la sicurezza stradale. Uno dei nodi polemici della discussione è poi stato dedicato alla Trentapassi, la galleria tra Pisogne e Marone. Con una lettera alcuni cittadini avevano chiesto di spegnere l'autovelox e di annullare le multe. Il consigliere del Pd Pier Luigi Mottinelli ha invece ricordato come è dal 2004 che lui e il suo partito chiedono la riqualificazione della galleria e che l'amministrazione provinciale aveva annunciato che solo dopo i lavori sarebbe stato attivato l'autovelox. Invece, dopo un anno e mezzo di monitoraggio, il vigile elettronico è stato attivato, nei mesi scorsi, «quasi di nascosto».
Maisetti ha spiegato che i lavori per l'illuminazione della galleria partiranno nei prossimi giorni ma che nel frattempo l'autovelox è servito come deterrente. Resta, ha incalzato Diego Peli (Pd), che se davvero il tema della sicurezza è così importante per la Provincia, «allora non solo il 50%, come prevede la legge, ma almeno il 60% dei proventi delle multe dovrebbe essere destinato alla sicurezza stradale». Questo sarà «il mio impegno», ha assicurato Maisetti.
24 luglio 2013

lunedì, settembre 09, 2013

Attestato energetico: pasticcio normativo APE-ACE


Casa, Confedilizia: permane il pasticcio energetico
anche dopo la circolare Ministero Sviluppo Economico

Efficienza Energetica •APE •Confedilizia •efficienza energetica

Il pasticcio legislativo creato – a proposito dell’attestato energetico – dal Parlamento, permane anche dopo la Circolare dello Sviluppo economico di ieri. La Confedilizia ritiene di dover confermare le disposizioni già date alle proprie Associazioni territoriali per il blocco della stipula di nuovi contratti di locazione fino a che il Governo non avrà rimediato alla grave situazione in essere.

Come noto, nel decreto-legge n. 63/’13 è stata inserita dalla Camera una disposizione del seguente, letterale tenore: "L'attestato di prestazione energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti”.
Al Senato, il Sottosegretario Baretta si è impegnato – a nome del Governo – ad eliminare la norma in parola col primo rovvedimento utile. Ciò che peraltro non è ancora avvenuto.
Allo stato, si deve quindi evidenziare che la norma citata (e vigente dal 4 agosto scorso) fa espresso riferimento all’«attestato di prestazione energetica» e cioè all’attestato che dovrà essere redatto così da rispondere ai criteri indicati dalla direttiva 2010/31/UE, ma che ad oggi non è possibile ottenere da alcun certificatore autorizzato mancando il decreto interministeriale che deve con esattezza fissarne i contenuti. E non è senza significato – ad avviso della Confedilizia – che il legislatore abbia fatto espresso riferimento all’«attestato di prestazione energetica» (e, cioè, al nuovo attestato APE) e non all’«attestato di certificazione energetica» (e cioè al vecchio attestato ACE) o ad altra espressione equipollente (ma non testuale).
Il Ministero dello sviluppo economico non affronta lo specifico problema né nella sua Circolare del 25.6.’13 né nella sua Circolare del 7 agosto, solo limitandosi a dare chiarimenti in merito all’applicazione delle disposizioni di cui al d.l n. 63 in relazione alle situazioni delle varie Regioni, a seconda che le stesse abbiano provveduto o meno ad emanare in materia (che è di legislazione concorrente) proprie disposizioni normative.
Autorevole opinamento ritiene, in base a riflessioni di carattere sistematico, di assimilare – ai fini della norma precitata sulla nullità, così superando il suo letterale tenore – l’«attestato di prestazione energetica» all’«attestato di certificazione energetica». Tale opinamento espone peraltro i contraenti al rischio che esso – di ordine sistematico, come detto – possa non essere condiviso dall’Autorità giudiziaria e, in particolare, comporta che gli stessi debbano (a proprio rischio) valutare se (ai fini della normativa applicabile e della clausola di cedevolezza di cui all’articolo 17 del d.lgs. n. 192/’05 come modificato dal d.l. n. 63) le singole Regioni e Province autonome abbiano già o meno provveduto al recepimento della direttiva 2010/31/UE e dettato la propria normativa rispettando i vincoli derivanti dall’ordinamento europeo e i principii fondamentali desumibili dal d.lgs. n. 192/’05 come modificato.
Anche dopo la nuova Circolare del Ministero dello sviluppo economico (estraibile, come la precedente, dal sito confederale) la Confedilizia – per i motivi anzidetti – ritiene di dover confermare le già date disposizioni in ordine alla sospensione della stipula di nuovi contratti di locazione.

26 agosto 2013

domenica, settembre 08, 2013

Foto della settimana

 
Nadelhorn
9 luglio2010


Lo stesso giorno, l'unico modo per scendere dalla Lenzspitze e tornare alla Mischabelhutte è percorrere l'interminabile Cresta che la collega al Nadelhorn (4327 mt) di qualche metro più alto; è un infinito susseguirsi di torrioni da salire e scendere, con la qualità della roccia che spesso lascia a desiderare, il che richiede una dose massiccia di concentrazione e adrenalina; alla fine è una scalata che ti prosciuga tutto, sia fisicamente che psicologicamente (in vetta al Nadelhorn alle 16:00, partiti alle 3:00 dal rifugio, questa la dice lunga...) ma che ti regala davvero grandi emozioni; percorrere itinerari di questo tipo permette di assaporare un alpinismo d'altri tempi, dove il tempo sembra si sia fermato, dove le nuove tecniche e tecnologie quasi non contano, dove ti trovi nelle mani del compagno e viceversa, a lottare per ore su grandi montagne, sospesi sull'infinito...
Alessio
 

sabato, settembre 07, 2013

"Italia Loro" - 38°


"Italia Loro"
di Stefano Bizzotto
38 - Micheal Laudrup