martedì, luglio 23, 2013

Recensione comica di "World War Z"

Io non l'ho visto, ma dalla "recensione" è ancora più assurdo di "Fast&Fourious VI" e pensavo non fosse possibile aver una trama&dialoghi più comici.


Su segnalazione di Lu...

World War Z, il film: manuale per morire
come idioti in caso di Apocalisse Zombie

A me gli zombi piacciono. No, non semplicemente i film sugli zombi, proprio loro: i morti viventi, i vaganti, i ritornanti, in qualsiasi modo vogliate chiamarli. Come ha detto una volta Tiziano Sclavi (e cito a memoria, quindi non me ne vogliate se non sono proprio precisa) “come non amarli? sono simpatici, sono lenti… hanno solo fame”. Mi piacciono gli zombi o, più che piacermi, mi sono simpatici per la loro intrinseca ed estrinseca debolezza, per la loro buffa stupidità. Se anche per voi è così, dimenticatelo.
In World War Z gli zombie sono intelligenti, gli esseri umani completamente idioti.
zombie
Ha un Q.I. maggiore di quello della Santanché, ad esempio.
 
 
Questa è la doverosa premessa.
Ma andiamo al punto: World War Z, sottotitolo: “togliete la fiaschetta di whisky allo sceneggiatore”.

E’ una bella mattina americana di sole e pancake, la famiglia Lane è la versione perfettina della famiglia del Mulino Bianco: mancano Antonio Banderas e la sua gallina per completare il quadro. Gerry Lane (= Brad Pitt, che invecchiando, come il vino, migliora) è un ex funzionario delle Nazioni Unite, sposato e padre di due figlie, andato in pensione prematuramente per poter stare accanto alla sua famiglia e sbrigare le faccende di casa. Meno male che arriva la pandemia a liberarlo.
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Torno presto, Antonio. Fammi trovare pronto a tavola, mi raccomando.
 
La pandemia in questione è un virus che trasforma gli esseri umani in affamati cadaveri viventi che fanno i 100 metri piani in 10” come Usain Bolt.
Prima difficoltà: non sono lenti, ma hanno comunque fame. Ricordiamocelo, mentre andiamo a combatterli. Gerry, però, non vuole combatterli, forse anche a lui sono simpatici. Infatti, lo scopo di Gerry per tutta la durata del film è, apparenetmente, di crepare come un idiota. Se è anche il vostro scopo, nel corso della recensione elencherò una serie di regole che potranno tornarvi utili: “tecniche per morire come idioti durante un’Apocalisse Zombie”
 
1) Hai rubato un camper ed è l’unico mezzo con il quale puoi raggiungere la salvezza.
 
Per fortuna, però, tua figlia sta per morire per un attacco d’asma e ha bisogno delle medicine! Fermati nel primo supermercato preso d’assalto da umani e zombie e parcheggia con i finestrini aperti. Prendi poi l’intera famiglia, bambine comprese, e portale a fare le compere e, una volta dentro, non dimenticare di separarti da tua moglie e da una delle tue figlie, solo così rischieranno seriamente di crepare! Se per una tragica fatalità dovessi riuscire ad uscire dal supermercato illeso, assieme all’intera famiglia, scoprirai che, almeno, il camper è stato rubato. Da qualcuno più furbo di te. Bravissimo! Ora salvarsi sarà più difficile!
ZOMBIELAND
Lo sanno tutti che è bellissimo andare a fare compere durante un’Apocalisse Zombie!
 
Dopo la storia del supermercato, Gerry e famiglia si rifugiano in un palazzo infestato dagli zombie, trovano una famiglia di latinoamericani che li aiuta, ospitandoli nel loro appartamento e che, essendo scuri di pelle e di capelli, come nella migliore tradizione yankee, dovranno morire.
 
2) Se non sei americano, puoi prendertela comoda: crepi (a meno che tu non sia un bambino).
 
Gerry invita i signori “Tanto_Dovete_Morire” e figlio a scappare con loro: difatti un ex collega di Gerry, tale Thierry, sottosegretario delle Nazioni Unite (la cui utilità sarà oggetto del prossimo convegno sul paranormale) sta aspettando la famiglia Lane sul tetto del palazzo per portarli via in elicottero (“a che ora facciamo Gerry?” – “Non so Thierry, che dici alle 7?” – “No alle 7 no, Gerry, ho la partita. E se ci vedessimo direttamente domani mattina?” – “Ok, Thierry, tanto stasera c’è l’Apocalisse, non esco”). Dopo varie peripezie, Gerry, salvato dal piccolo latinoamericano passato indenne attraverso orde di zombie velocisti, giunge in cima al palazzo, viene salvato dagli uomini di Thierry in elicottero e portato su un’imbarcazione federale con la sua famiglia.
Qui Gerry apprende che dopo anni e anni di studi e soldi spesi in ricerche dal Governo nessuno ci capisce una mazza con questo virus, nessuno tranne il giovane virologo Fassbach (che noi per amicizia chiameremo FESSbach e che in Game of Thornes è il dothraki Rakharo, ricordiamolo), che Gerry dovrà accompagnare a fare ricerche in Corea del Sud, dove l’epidemia è iniziata. Gerry all’inizio rifiuta, perché preferirebbe continuare a cucinare pancake per la sua famiglia (ma va?) ma gli fanno intendere che se non parte, lui e tutta la sua famiglia finiscono fuori in pasto agli zombie. Gerry fa appello al suo amico Thierry, sottosegretario delle Nazioni Unite, che conta quanto il due di picche quando briscola è fiori e quindi è costretto a partire.
Almeno però gli danno un telefono satellitare, uno a lui, uno alla moglie (“Chiamerò due volte al giorno, cara, per darti il buongiorno e la buonanotte, tanto, a parte combattere morti viventi che saltano come acrobati del Cirque du Soleil, sono libero”), Gerry segna il numero della moglie come “CASA”, Karen segna il numero di Gerry come “Morto che parla”.
Durante il tragitto in aereo il virologo Fassbach ostenta sicumera raccontando che Madre Natura è un Serial Killer, come tutti i serial killer lascia degli indizi, vuole essere scoperta ed è pure un poco stronza. Madre Natura, però, non gradisce, e appena scendono dall’aereo FESSbach, al quale qualcuno con un senso dell’umorismo distorto, ha dato una pistola, inciampa e si spara in faccia. (“Devi andare con lui Gerry, sei stato in posti in cui il prof. FESSbach non durerebbe neanche due giorni, devi proteggerlo, è la nostra unica speranza”)
 
 
3) Un virologo imbranato è l’unica speranza di salvezza del mondo: gli affidi la pistola e lasci che si spari in faccia accidentalmente.
 
Al sicuro nella base aerea statunitense, Gerry fa la conoscenza con un altro genio della strategia militare: il capitano Speke. Dopo aver parlato con ex agente CIA imprigionato nella base, Gerry decide di andare a Gerusalemme, dove resiste l’unica roccaforte mondiale a prova di zombie, è lì che troverà tutte le risposte, e per farlo deve salire nuovamente a bordo dell’aereo, peccato che la zona sia infestata da zombie. Ma il capitano Speke è un genio, l’abbiamo detto e decide che la cosa migliore per affrontare centinaia e centinaia di zombie velocissimi, forti e affamati è una bicicletta. L’idea ecologista del capitano Speke mette d’accordo tutti: che c’è di meglio di un’allegra scampagnata in bici, nel cuore della notte e sotto la pioggia, per risollevare gli animi?
Ma non basta la bicicletta: ricordiamoci che lo scopo principale di tutti è di crepare come imbecilli. Gerry si porta dietro il telefono, ma si è dimenticato di metterlo “silenzioso”, Karen, in un momento di noia, decide di chiamarlo per chiedergli se quando torna le porta la pizza, la suoneria squilla e questo attira miliardi di zombie che fanno fuori tutti, anche il geniale capitano Speke, tranne Gerry (che culo!) che parte alla volta di Gerusalemme.
Maccheccazzo e abbassala 'sta suoneria, idiota!
Maccheccazzo e abbassala ‘sta suoneria, stronzo!
 
4) Gli zombie sono attratti dal rumore: tieni la suoneria del telefono al massimo!
 
A Gerusalemme Gerry incontra Mossad Warmbrunn che gli racconta di come era riuscito a capire in anticipo cosa stava accadendo, e di come aveva fatto costruire al governo israeliano un muro altissimo per cingere la città e proteggerla dagli zombie. Tutto perfetto, finché non arriva Gerry, ovvio. Infatti mentre Gerry è lì con Mossad che si vanta come una merda di essere il primo della classe, ecco che i superstiti, entusiasti all’idea di essere scampati alla stronzaggine di Madre Natura, non possono fare a meno di prendere i microfoni e iniziare a cantare “Parlami d’amore” dei Negramaro. Giustamente gli zombie s’incazzano come iene e assaltano la città, scavalcando il muro su pratiche colonne di non-morti e facendo strage di idioti (“stanno scavalcando!” – “a regazzì e mo vo buco sto pallone!”)
 
5) Gli zombie sono attratti dal rumore, parte seconda: prendi microfono e amplificatore e fatti sentire.
 
Niente di meglio degli acuti di Giuliano Sangiorgi per causare una strage.
Niente di meglio degli acuti di Giuliano Sangiorgi per causare una strage zombie.
 
Gerry, anche stavolta, riesce a scappare, su un aereo della Ryanair, a giudicare dal numero di persone stipate le une sulle altre, in compagnia della soldatessa Segen alla quale ha tagliato la mano per salvarla dal morso di uno zombie. Senza cauterizzazione né sutura, ma con una benda e un pizzico di alcool Segen miracolosamente si salva! (“Ma Gerry, dove hai imparato a farlo?” – “Mah, da piccolo avevo l’Allegro Chirurgo”). Nel frattempo Gerry capisce tutto, altro che giovane virologo: durante il suo viaggetto ha infatto notato che gli zombie ignorano alcuni individui chiaramente menomati: malati allo stadio terminale, zoppi, ciechi, bimbiminkia, fan di Moccia… è la chiave della salvezza! Gerry chiama Thierry e si fa indicare il più vicino Centro Medico: deve andare a preparare la pozione che salverà il mondo! Il Centro Medico si trova in Galles ed è lì che costringe l’arereo a dirigersi. Peccato che le solite superficiali regole sui bagagli della Ryanair abbiamo consentito ad un passeggero di introdurre come bagaglio a mano un non-morto (“ci entra nel carrello, vedi?”).
Oh, se ci entra, ci entra...
Oh, se ci entra, ci entra…
 
Il non-morto fa una strage, trasforma tutti e Gerry non trova nulla di meglio da fare che lanciare una bomba a mano, poi lui e Segen allacciano le cinture e, comodamente, attendono l’atterraggio di fortuna.
Gerry si risveglia con una sbarra di ferro piantata nella pancia, Segen ha la mano mozzata, ma dopo un viaggio con Ryanair si può affrontare qualsiasi cosa, per cui, tranquilli tranquilli, raggiungono il Centro Medico. Qui trovano tre medi fra cui, espressivo come un pitale, compare Pierfrancesco Favino, il responsabile del complesso, che decide di aiutarli a realizzare un cocktail di malattie terminali da servire all’Umanità per farla diventare un piatto disgustoso per gli zombie. Un unico problemino: tutte le malattie si trovano nel Reparto B e il Reparto B, si dà il caso, è stato di recente scenario di un festino un po’ spinto che ha portato l’ottantina di medici che ci lavoravano a diventare zombie. Come facciamo e come non facciamo? Bisogna andare nel Reparto B a prendere le malattie. Gerry, Segen e Favino decidono di andare, Favino deve ufficialmente guidare Gerry verso il reparto, altrimenti si perderebbe, la sua presenza è fondamentale, fondamentale come quella di FESSbach, ricorderete.
Tutte queste emozioni, fanno sì che Gerry si dimentichi della seconda chiamata della giornata a Karen. Per Thierry, che è un po’ emotivo, è un motivo sufficiente per considerare Gerry morto. (“Sono io, Thierry, come mai rispondi tu e non Karen?” – “Ah, emh… Gerry? Hai tardato di venti minuti e dodici secondi, pensavo fossi morto, in nome della nostra vecchia amicizia ho sbattuto Karen e le ragazze fuori di qui a calci in culo”).
 
Sei il mio migliore amico!
Sei il mio migliore amico!
 
 
Gerry è incazzato come una biscia e finalmente ha capito che deve un attimo rivedere il suo rapporto con Thierry, ma ora non c’è tempo da perdere: bisogna andare nel Reparto B e per farlo bisogna armarsi! Segen, senza una mano, si arma con una mazza da baseball, forse perché ignora che bisognerebbe impugnarla con due mani. Gerry prende un’ascia e Favino un piede di porco, un’arma inutile almeno quanto il suo personaggio. Bene, si va! Il reparto B è separato dalla zona non infestata da una porta sbarrata con due sedie e un mezzo tavolino.
Da millenni le sedie ci proteggono
Da millenni le sedie hanno una sola missione: proteggerci dagli attacchi zombie! 
 
Superata quest’imponente barriera si trovano nella zona infestata e finalmente il ruolo di Favino nella missione diventa chiaro: portare tutti alla distruzione! Prima calpesta una lattina di pepsi, poi fa cigolare una porta, poi ci si mette anche Segen a sparare all’impazzata (forse ha capito che la mazza da baseball non è tanto utile), morale: risvegliano tutti i morti risvegliabili.
6) Se devi attraversare una zona infestata da zombie dormienti la cosa migliore è portarti dietro un inutile e rumoroso imbecille.
Il trio si separa: Favino e Segen da un lato, Gerry dall’altro. Ovviamente Favino, invece di andare alla ricerca del reparto B per fare qualcosa di utile, torna indietro con Segen, lasciando Gerry nel proverbiale mare di merda (ma la sua presenza non era essenziale per portarlo a destinazione?).
Gerry alla fine arriva al reparto B ma a quel punto si ricorda della cosa che doveva chiedere prima di partire: quali provette devo prendere? Vabbè, mi dia un etto di peste bubbonica, un etto di HIV, faccia un po’ lei. Mette tutto in uno scatolo e… si accorge che un simpatico non-morto lo aspetta con la dentierona battente al di là del vetro. E ora? C’è un unico modo per salvarsi! Iniettarsi a cazzo di cane una qualsiasi sostanza nelle vene, mentre le intelligenti osservazioni degli inutili medici (“quelle di sinistra sono mortali” – “sì, ma la tua o la mia sinistra?”) che stanno a guardare da maxischermo assieme a Favino continuano a dimostrare che non sono soltanto gli zombie ad avere il cervello in necrosi.
Prima di iniettarsi il virus via endovena, Gerry scrive un cartello che invece di riportare la scritta “inutili imbecilli” dice “dite alla mia famiglia che la amo” (un americano non può morire, senza dire alla sua famiglia un’ovvietà), come se fosse possibile che, dopo la sua morte, l’armata Brancaleone da Pierfrancesco “sfiga” Favino possa salvarsi e riferire il messaggio.
Il culo di Gerry però è che ci azzecca e lo zombie lo lascia andare: così riesce a passare attraverso una cortina di non-morti, si ferma pure a bere una pepsi, poi gli iniettano l’antidoto e torna a casa da Karen e dalle due figlie + bambino latinoamericano adottato. Il vaccino viene prodotto su scala mondiale e ciò permette agli eserciti mondiali di iniziare a combattere contro gli zombie.
Nonostante tutti i tentativi, Gerry è riuscito a salvarsi ma, ci avverte, niente paura, la guerra è appena iniziata: avete tutto il tempo per morire come idioti!
 
12 luglio 2013
da miconoscodivista.wordpress.com

lunedì, luglio 22, 2013

Commedie dialettali a Lograto

Ecco le proposte rimaste (son cominciate a giugno) per la rassegna ...

"R..Estate a Lograto"


 

News dall'Ordine



Smart Office

Lo Smart Office è uno spazio professionale che l’Ordine intende mettere a disposizione GRATUITAMENTE per i propri iscritti, per esigenze di incontro con clienti/colleghi o riunioni lavorative, ESCLUSIVAMENTE SU APPUNTAMENTO, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 dal lunedì al venerdì.




Opportunità per giovani ingegneri

Cara/o Collega, con piacere Ti informo che la notizia della sottoscrizione dell’accordo siglato nei giorni scorsi tra l’Incubatore di Imprese di Cividate Camuno e l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia è stata recepita in maniera positiva dal nostro territorio, e nello specifico da diverse aziende presenti in Valle Camonica.




Sono aperte le iscrizioni al corso di
 Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.)

Il corso è gratuito e consente il riconoscimento di crediti formativi presso l’Università degli Studi di Milano agli studenti che supereranno positivamente l’esame finale. L’accesso al corso è vincolato al superamento delle prove di selezione. Oltre alla consueta formazione in aula sono previste 500 ore di stage in azienda.

Profilo professionale: il Tecnico superiore per il marketing nel settore dei servizi finanziari è orientato allo studio del contesto competitivo (domanda di mercato, offerta della concorrenza, definizione dei target attuali e potenziali) e alla definizione di tutte le variabili di marketing per i segmenti di clientela (attuale e potenziale) serviti specialmente delle PMI. Egli analizza, vaglia ed accoglie le richieste delle imprese, offrendo loro prodotti adeguati: operazioni di banking, finanziamenti, copertura rischi, brokeraggio, investimenti, leasing, franchising.
CARATTERISTICHE DEL CORSO:
  • Durata: 1000 ore, delle quali 500 in aula (teoria e laboratorio) e 500 ore di stage in azienda
  • Orario: dal lunedì al venerdì
  • Sede: ITIS "Enrico Mattei"- via Padre Vaiani, 18 – Rho

DESTINATARI DEL PROGETTO:
Giovani fino a 35 anni compiuti alla data di avvio del percorso, residenti o domiciliati in Lombardia, in possesso di Diploma di istruzione secondaria superiore o diploma professionale (previo accreditamento delle competenze acquisite in precedenti percorsi formativi, anche i possessori di ammissione al quinto anno dei percorsi liceali).

Il Corso è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Ministero del lavoro e da Regione Lombardia e presentato da ITIS MATTEI di RHO, insieme ai seguenti soggetti proponenti: Afol Nord Ovest Milano, Sinvest, Apa Confartigianato, Obiettivo Lavoro SPA, Istituto Luigi Gatti.

careerbuilder.it

domenica, luglio 21, 2013

Foto della settimana


Cinque Torri
maggio 2010


In Gita scolastica col Liceo Scientifico P. Bonsignori di Remedello (BS) al Vajont, Cortina e Dobbiaco: qui siamo sotto le Cinque Torri...

Alessio

sabato, luglio 20, 2013

venerdì, luglio 19, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 42

Ultimo dei cinque percorsi de "La Strada del Franciacorta", il nero.

 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 42
"Percorso 5 - nero - 
Franciacorta ExtraBrut"
Brescia - Cellatica - Gussago - Rodengo
Saiano - Gussago - Cellatica - Brescia
30 km
tipo di bici: city bike 
Note: percorso con dei saliscendi, 
quasi intergralmente su asfalto

 
scarica in formato .kml

giovedì, luglio 18, 2013

Salto in alto keniota

Quando hai le molle al posto delle gambe, non serve Fosbury


Kenyan high jumpers
ditch the Fosbury Flop



A video posted by Run For Life volunteer Michael Stewart shows Kenyan high school students' unique method of competing in the high jump. Without a soft mat to land on, the students eschew the traditional Fosbury Flop and instead leap over the pole using a flying kick method. Since the video went viral Stewart has set up a Facebook page for people looking to donate to the Kenyan High School

30 maggio 2013


mercoledì, luglio 17, 2013

Rotating Tower


Rotating Tower.
Il miraggio dell’architettura dinamica


RotatingTowersW


Annunciata nel 2010, avrebbe dovuto rappresentare il primo esempio di architettura dinamica nel mondo (a ben vedere nel 2001 venne realizzato il Suite Vollard in Brasile), la Rotating Tower di Dubai, purtroppo, è ancora un miraggio.
Ben 68 piani girevoli, per un altezza complessiva di 313 metri una volta ultimato. L’introduzione della cosiddetta “Quarta dimensione”, il tempo, come ama sottolineare il progettista di quest’opera, l’architetto fiorentino David Fisher.
Immaginate di essere sdraiati sul vostro amato divano, ma di essere accecati dalla fastidiosissima luce di mezzogiorno. Bene, se siete uno dei fortunati inquilini della Rotating Tower potrete comodamente rimanere seduti al vostro divano ed orientare il vostro soggiorno dove più vi aggrada. Una rotazione completa di 360° consentita ad ogni livello, permette infatti di ottimizzare non solo l’illuminazione naturale, ma anche di poter scegliere di volta in volta il panorama desiderato rimanendo sempre nel medesimo ambiente.
Ma Rotating Tower è anche efficienza energetica ed un nuovo modo di costruire grattacieli, utilizzando solo ed esclusivamente moduli prefabbricati assemblati a piè d’opera.
Un hotel a sei stelle, un eliporto a scomparsa ospitato al 64° piano, cinque ville faraoniche da 1500 mq, una piscina ed un giardino in cima all’edificio, tutto questo e molto altro ancora è DYNAMIC ARCHITECTURE.
Un concentrato di tecnologia ed innovazione, che ad oggi però, non ha ancora visto la luce.
Sorgerà a Dubai, ma il luogo preciso nel quale sorgerà il cantiere rimane un segreto gelosamente custodito da Fisher e dal suo staff.
E’ prevista la costruzione di ben 11 torri girevoli sparse in altrettante capitali economiche in giro per il mondo.
Che vengano realizzate o meno, quel che è certo, è che siamo di fronte ad un nuovo capitolo della storia dell’architettura, ancora tutto da leggere.

Dynamic Architecture



04 luglio 2013 

martedì, luglio 16, 2013

Emilia, un anno dopo


L’Emilia Romagna un anno dopo il terremoto

Erano le 4.03 del 20 maggio 2012 quando la prima scossa sconvolse l’Emilia Romagna, una scossa di magnitudo 5.9, svegliando i cittadini nel cuore della notte. Il terremoto però colpi ancora una volta la regione il 29 maggio: la prima scossa intorno alle 9 del mattino e un’altra verso le 13, due eventi di magnitudo superiore a 5. Quaranta furono le scosse nelle successive tre ore.
I sismologi avvisarono che la causa poteva essere la rottura di una faglia, che c’erano più faglie attive, che le scosse sarebbero continuate per settimane. I comuni colpiti alla fine saranno circa cinquanta tra Finale Emilia, Mirandola, Modena, Medolla, San Felice sul Panaro, San Possidonio. Circa 1600 i beni culturali danneggiati.

Oggi l’Emilia, a un anno da questi terribili eventi sismici, ricorda i 27 morti e lotta disperatamente per rialzarsi, perché la ricostruzione in questo periodo di crisi economica dell’intero paese non è agevole. Fortunatamente gli Emiliani sono persone forti, abituate ai sacrifici e al duro lavoro: dove non è arrivato lo Stato, che tarda a pagare ogni tipo di rimborso, è intervenuta la solidarietà. “Un mondo”, per citare le parole di Luisa Turci, sindaco di Novi di Modena: lo sciame sismico non ha ferito solo la terra dell’intera regione, ma soprattutto ha ferito il cuore della popolazione.

Ora è il momento della RIcostruzione delle case, della RIpresa della vita cittadina, della RIqualificazione del territorio, della Riprogettazione. RI davanti a tutto, RI come RESPONSABILITÀ IMPORTANTE…

Il territorio ha ancora bisogno di tenere alto l’interesse alla ricerca di soluzioni adeguate, del dialogo tra cittadini e amministrazioni, delle discussioni su come e dove voler ricostruire quell’identità infranta ma non ancora perduta. La popolazione colpita comprende e ha a cuore il futuro di questa terra, capisce la responsabilità delle scelte e vuole partecipare.

Anche noi tecnici modenesi abbiamo un ruolo importante: con la nostra massima professionalità possiamo aiutare la popolazione a RIprendersi la propria casa, il proprio lavoro e la propria storia.

Il terremoto dell’Emilia sta aiutando moltissimo gli studi che offrono servizi di ingegneria e caratterizzazione dei materiali con controlli non distruttivi, a divulgare e a investire ancora in risorse, con la consapevolezza che con la conoscenza approfondita del materiale e della struttura esistente si è in grado di fornire un progetto “fatto a misura” con conseguenza certa di riduzione dei costi per l’esecuzione delle opere.

Partendo dall’informazione, spiegando in modo semplice la differenza tra miglioramento e adeguamento sismico, tra stato di fatto di un’immobile e stato autorizzato, tra autorizzazione comunale e stato catastale, ognuno può capire l’iter e i tempi necessari per giungere a progetto esecutivo, per affrontare il cantiere e infine rientrare nella propria realtà lasciata drammaticamente un anno fa. La conoscenza allevia il disagio e può far vivere l’esperienza della Ricostruzione come un percorso che giungerà al traguardo.

Per far ciò è altrettanto importante e necessario l’apporto storico, antropologico ed estetico di un edificio, e questo è ciò che arriva da seri collaboratori con cui condivido progetti professionali nell’area terremotata e di volontariato per la divulgazione di temi tecnici, non rivolti ai soli colleghi ma anche alla popolazione, che è il nostro principale committente.

Un convegno dal titolo “Sisma Emilia Romagna 2012” è previsto a settembre a Mirandola, organizzato in collaborazione con l’amministrazione pubblica e altri tecnici, per informare e formare i nostri colleghi e cittadini sull’importanza  della terminologia nell’informazione, raccontando il vissuto, parlandone del presente, e per aiutare il più possibile sia tecnicamente che umanamente a risolvere alcuni problemi a tutt’oggi esistenti per la rapida ma altrettanto sicura RIcostruzione della nostra regione.

3 giugno 2013

lunedì, luglio 15, 2013

Nuove regole impianti antincendio


Impianti antincendio
in vigore le nuove regole
Regolamento valido per impianti nuovi o modificati, escluse attività a rischio rilevante e edifici storici

Entra in vigore oggi la “Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi”.

Il testo, contenuto nel DM 20 dicembre 2012 del Ministero dell’Interno, regola la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti antincendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, nonché la redazione e la presentazione del progetto dell’impianto, l’installazione, la manutenzione, la conservazione dei documenti e l’installazione delle reti di idranti e degli impianti sprinkler.

Le nuove regole valgono per gli impianti di nuova costruzione, ma anche per quelli esistenti che hanno subito degli interventi di modifica, e si riferiscono ai prodotti conformi alle disposizioni comunitarie.

Oltre a questi, possono essere usati i prodotti legalmente fabbricati o commercializzati negli Stati membri dell’UE o in Turchia, o legalmente fabbricati in uno degli Stati firmatari dell’Associazione Europea di libero scambio (EFTA).

Sono invece esclusi gli impianti installati nelle attività a rischio di incidente rilevante, regolati dal Decreto legislativo 334/1999e negli edifici di interesse storico artistico destinati a biblioteche, archivi, musei e gallerie.

Restano fuori dall’applicazione della nuova regola tecnica anche gli impianti di distribuzione stradale di Gpl e gas naturale per autotrazione, i depositi di Gpl, di soluzioni idroalcoliche e di gas di petrolio liquefatto.


4 aprile 2013

domenica, luglio 14, 2013

Foto della settimana


Denti di Cece
maggio 2010


Ultime curve dell'anno con gli sci, nel gruppo dei Lagorai, in particolare verso Cima Cece, bellissima montagna, ancora in veste invernale... nella foto sono ritratti i Denti di Cece...

Alessio









 



sabato, luglio 13, 2013

venerdì, luglio 12, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 41

Quarto dei cinque percorsi de "La Strada del Franciacorta", il rosso.

Cartelli assenti in alcuni punti, quindi guardarsi il percorso prima di farlo

Molto pericoloso per il traffico il tratto sulla "statale Rovato-Iseo"

 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 41
"Percorso 4 - rosso - 
Franciacorta Rosè"
Erbusco - Cazzago S.M. - Rovato -
Coccaglio - Cologne - Erbusco


29 km
tipo di bici: city bike 
Note: percorso con dei saliscendi , 
salita/discesa del Montorfano impegnativa
per il ciottolato, il resto su asfalto

 
scarica in formato .kml

giovedì, luglio 11, 2013

Compleanno del giorno



original

cartoon.... simil quadro :)



AUGURI ANNALISA!!

Compleanno del giorno

original


cartoon... psichedelica :)



AUGURI FRANCY G!!

mercoledì, luglio 10, 2013

"Grande Lorè" - il fotoromanzo


da lunedì 6 maggio arriva il 
fotoromanzo web di Lorenzo Jovanotti 
 Cherubini: Grand Lorè. 

 

Aspettando il tour Lorenzo negli stadi, è nato il fotoromanzo web a puntate ispirato a lui: Grand Lorè. Online qui, su Smemoranda.it ogni lunedì e giovedì dal 6 maggio più un super extra sul doppio mega concerto di Lorenzo a Milano del 19 e 20 giugno.

♪♪ ♪♪ ♪ Troverò una storia da raccontarti all'alba per non farti dormire, mai ♪♪♪♪
Lorenzo Jovanotti Cherubini

Un vero e proprio diario, un FLASHBACK(UP!) che racconta quello che Lorenzo ha fatto, visto, sentito, detto, pensato nei mesi, giorni, ore prima del suo nuovo tour. Grand Lorè è anche un fotoromanzo di viaggio: New York, Austin, Città del Messico, Cortona, tutte le città prima di arrivare negli stadi... e poi il palco… gli amici… i vestiti di scena nella puntata Lorè Paper Doll… e le puntate Dj vs rock band… e poi, in super anteprima solo su Grand Lorè, il fotoracconto tratto dal testo inedito by Lorenzo Jovanotti Cherubini per la nuovissima Smemo 2014 (quella di carta!)… e poi… non possiamo mica dirvi come va a finire!

Ogni puntata avrà la sua colonna sonora: un Qr code ti svelerà ad ogni storia una canzone legata al racconto, da ascoltare mentre leggi.

Il fotoromanzo non è mai stato così interattivo! Grand Lorè: da leggere a tutto volume!!!

 ♪♪ Lascia che questa atmosfera ti porti con sé, non c'è più niente da perdere. 
Ti porto via con me, ribalteremo il mondo ♪♪ 
non resterò a guardare, ho già iniziato a viaggiare… ♪♪

martedì, luglio 09, 2013

Compleanno del giorno

dandomela in bianco&nero



 mi ha limitato le "trasformazioni"












AUGURI MITCH!!

lunedì, luglio 08, 2013

Questionario Semplificazione - CNI


Dalla newsletter del CNI

Cari Colleghi,
il tema della semplificazione e della sburocratizzazione è da mesi al centro del dibattito politico e istituzionale.
Burocrazia e procedure  autorizzative complesse penalizzano pesantemente le attività economiche e professionali e condizionano  la capacità di  progettare e realizzare opere, impianti e sistemi.
L'urgenza di intervenire è sentita da tutte le forze attive del nostro paese.
Su questi temi, il Centro studi ha elaborato un questionario per raccogliere le opinioni e le valutazioni di tutti gli iscritti sulle maggiori criticità burocratiche dei principali processi amministrativi che impattano sull’attività professionale degli ingegneri.
I risultati dell’indagine saranno presentati in occasione del prossimo Congresso nazionale degli Ordini degli ingegneri (Brescia, 24-26 luglio 2013) e costituiranno uno dei punti fondanti su cui si incentrerà il dibattito congressuale.
Per rispondere al questionario è sufficiente cliccare sul seguente link http://quiz.cni.alcad.it . La sua compilazione richiede tra i 3 e i 7 minuti (a seconda del numero di procedure di cui si ha diretta esperienza).
Per ringraziarvi della disponibilità e per tenervi informati sulle attività, i servizi e i documenti prodotti dal Centro Studi del CNI, da domani sarete inseriti nella nostra mailing list. Questo vi consentirà di ricevere la rassegna stampa quotidiana e di essere informati in tempo reale sulle novità del Centro Studi e sui documenti pubblicati.
Per non essere inseriti nella mailing list è sufficiente inviare una email a info@centrostudicni.it scrivendo “NO” nell’oggetto.
Con i migliori saluti
Luigi Ronsivalle
Presidente Centro studi CNI
 

domenica, luglio 07, 2013

Foto della settimana



Monte Cimo
 01 maggio 2010
 

Primo maggio al Monte Cimo, Brentino, Val d'Adige, sulla via Desiderio Sofferto; probabilmente negli anni della sua apertura rappresentava davvero un desiderio sofferto, ma l'arrampicata "a gocce" che offre questa parete è entusiasmante, da non perdere...


Alessio



sabato, luglio 06, 2013

venerdì, luglio 05, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 40

Terzo dei cinque percorsi de "La Strada del Franciacorta", il verde.

Ben segnalato salvo nei tre punti indicati sulla mappa in cui mancano i cartelli indicatori.
 
Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 40
"Percorso 3 - verde - 
Franciacorta Brut"
Iseo - Paratico - Capriolo - Adro - CorteFranca - Iseo

24 km
tipo di bici: city bike 
Note: percorso con dei saliscendi brevi ma impegnativi, 
 serve un minimo di preparazione.
quasi intergralmente su asfalto

 
scarica in formato .kml

giovedì, luglio 04, 2013

52enne sostituisce figlia alla Maturità

Su segnalazione di Marghe...



PARIGI
Madre si spaccia per sua figlia alla maturità
Scoperta
da un docente e arrestata per frode
 

La donna, 52 anni, si era vestita in modo casual per 
sostenere l'esame d'inglese al posto della figlia 19enne

Una donna di 52 anni è stata arrestata dopo essersi finta la figlia 19enne per sostenere al suo posto la prova d'inglese per la maturità. Vestita in maniera casual, con le Converse ai piedi e jeans attillati a vita bassa, mercoledì pomeriggio Caroline si è presentata nell'aula degli esami di un liceo parigino del X arrondissement.
Tutto filava liscio fino a quando un commissario, che aveva gia visto la figlia Laetitia alla prova di filosofia, si è accorto che non si trattava di un'attempata maturanda uscita dalle scuole serali ma di un'imbrogliona, e ha subito avvisato il preside. La scuola ha chiamato la polizia che ha interrogato la donna, ora incriminata per frode.

COMMISSIONE DISCIPLINARE - Ancora più gravi potrebbe essere le conseguenze per la figlia, che entro due mesi si dovrà presentare davanti a una commissione disciplinare e rischia di essere bandita dagli esami per la maturità, il cosidetto Baccalaureato, fino a cinque anni.

20 giugno 2013

mercoledì, luglio 03, 2013

Somenfest 2013


Somenfest 2013




Quel che non sapevi

Su segnalazione di Ciccio...


Quel che non sapevi @NonSapeviChe

Se cerchi "askew" su Google la pagina sarà un pochino inclinata verso destra

Con Firefox accade


Con Internet Explorer no

martedì, luglio 02, 2013

Guerra Apple vs Samsung... vince Nokia

Su segnalazione di manu...

 Guerra tra cultori di Apple e Samsung:
è lo spot Microsoft

Apple e Samsung si annientano a vicenda mentre Microsoft si aggiudica un posto d'onore nel mercato della telefonia mobile. Nel nuovo spot del Nokia Lumia 920 Windows Phone prende vita una 'carneficina' durante i festeggiamenti per un matrimonio. In questa guerra tra cultori di smartphone a uscirne vincitore è il Nokia utilizzato dai camerieri, sulla base del celebre detto "Tra i due litiganti il terzo gode".


30 aprile 2013


lunedì, luglio 01, 2013

Basta edificare su suolo agricolo!

Ogni volta che giro in bici nelle nostre campagne mi accorgo che sparisce un campo e con esso terreno coltivabile.
Siamo la pianura più fertile al mondo, non è possibile cementarla così alla cazzo!!!!
Basterebbe una semplice legge: da domani non si può più costruire nulla su suolo agricolo.
Punto!
Vuoi fare nuovo edificio? semplicemente, demolisci uno dei tanti ruderi/capannoni abbandonati e edifichi li sopra. C'è talmente tanta di quella "merda" decadente in giro che il posto non manca di certo.

E se non si vuole demolire, si può riqualificare: è quello il futuro per l'edilizia per uscire dalla sabbie mobili



CasaZera, la formula per 
riabitare gli spazi industriali 

Ogni giorno in Italia, secondo i dati Ispra, vengono urbanizzati 14.000 metri quadrati di suolo libero. Eppure non esiste secolo, nella storia dell’umanità, che abbia lasciato un patrimonio edilizio ricco quanto quello del Novecento, oggi in gran parte abbandonato e destinato a demolizione. Immensi e fascinosi complessi industriali, un tempo simbolo del boom produttivo e – come un palazzo antico - dell’ascesa delle dinastie imprenditoriali che hanno fatto la storia economica del Paese, rischiano di rimanere inutilizzati e ospitare il degrado delle aree periferiche delle città, proprio mentre la necessità di arginare il consumo di suolo diventa una questione improrogabile.

Adesso però esiste una soluzione più efficiente della demolizione, presentata ieri in anteprima agli operatori del settore, all’Environment Park di Torino. Si chiama CasaZera, è il frutto concreto del progetto Ecostruendo (finanziato dalla Regione Piemonte attraverso il polo del green building Polight, con il concorso di risorse comunitarie dei fondi FESR), e promette “cinque zeri”: zero consumo di suolo, zero spreco di risorse, zero tempo, zero energia, zero errori di progetto. O meglio “nearly zero”, quasi zero, come fanno correttamente notare i progettisti. Non stiamo però parlando di avveniristici prototipi o di ricerca pura, ma di un sistema-prodotto , leggero ed energeticamente sostenibile, in grado di finire sul mercato già nei prossimi mesi e intercettare la crescente domanda di soluzioni costruttive low cost (sia nella produzione che nella gestione) che consentano la conservazione degli edifici industriali unita a rapidità esecutiva e velocità autorizzativa. A impegnarsi in questo obiettivo sono state infatti sette imprese private: la DE-GA SpA, come capofila, Confortaree, Golder Associates, Habicher Holzbau, Onleco, Tecnologie Impiantistiche e studio T.R.A., in collaborazione con il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino.


Il modulo sperimentale inserito nelle ex Officine 
Nebiolo di Torino, Courtesy of DE-GA SpA

Ma torniamo alle promesse. Se l’annullamento del consumo di suolo è un obiettivo comune anche alle demolizioni, la differenza è che, queste, portano con sé anche la distruzione e lo spreco dell’energia immagazzinata negli edifici. Il sistema CasaZera ottimizza invece il ciclo di vita perché recupera, in buona parte, con opere edili minime, le strutture esistenti  e le integra con componenti in legno prefabbricati, altri materiali a basso impatto ambientale e impianti ad alte prestazioni. CasaZera è dunque una costruzione a secco prefabbricata, realizzata in buona parte in stabilimento, con macchine a controllo numerico che ottimizzano l‘impiego dei materiali e riducono, rispetto al cantiere, i rifiuti da costruzione e gli errori, grazie a un processo di produzione standardizzato. Anche i tempi risultano notevolmente ridotti. Dal 1990 la semplificazione delle norme urbanistiche ha infatti reso più rapida e snella la procedura di approvazione degli interventi che conservino gli edifici esistenti e CasaZera permette quindi di operare direttamente, senza strumenti urbanistici esecutivi, consentendo di ridurre a 30 giorni il processo autorizzativo di interventi anche di grandi dimensioni. Last but not least , il conseguimento degli obiettivi energetici: 75% di energia da fonte rinnovabile (solare termico, fotovoltaico e biomasse) integrata con metano o teleriscaldamento e unita a sistemi di recupero calore, raffrescamento, ventilazione meccanizzata e illuminazione a LED – il tutto controllato da un avanzato sistema di domotica progettato ad hoc e sviluppato per essere facilmente utilizzabile da chiunque.

Il sistema CasaZera è stato inoltre pensato tenendo presenti, come requisiti di progetto, gli standard dei protocolli di certificazione energetica e ambientale più diffusi in Italia, come GBC Home, CasaClima e Itaca. Per quanto riguarda il recupero e riuso dei materiali, ad esempio, l’obiettivo di ogni progetto dovrà essere quello di “contenere l'utilizzo di materiali vergini all'interno del processo edilizio e di ridurre i rifiuti, diminuendo in questo modo gli impatti ambientali associati all’estrazione ed ai processi di lavorazione delle materie prime”.

Secondo Giorgio Gallesio, amministratore delegato della capofila DE-GA, “siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione nel modo di costruire e abitare”, che si diffonderà nei prossimi anni a partire dal social housing, dalle residenze universitarie e altre aree di intervento, sia pubbliche che private, dove la necessità è, sempre più, quella di conciliare il contenimento dei costi di costruzione e manutenzione con il raggiungimento di alti standard qualitativi.  

Il primo modulo sperimentale, incapsulato nell’intelaiatura delle ex Officine Nebiolo di Via Bologna, a Torino, verrà inaugurato il prossimo 18 aprile e poi abitato e monitorato per 12 mesi da tre studenti del Politecnico di Torino, per testarne l’efficienza tecnologica e il comfort abitativo.
27 marzo 2013


domenica, giugno 30, 2013

Foto della settimana


Val Pelline
04 aprile 2010

Alpi pennine, Valle d'Aosta, Val Pelline, al confine tra Italia e Svizzera, ultimi metri di cresta prima salire in cima a P.ta Kurtz, da dove la vista è notevole...

Alessio