mercoledì, aprile 17, 2013

Logo particolari

Su segnalazione di Fede...


Top 15 Worst Logo FAILS Ever

Marketers say that one of the most important marketing tools is a good logo design. It not only provides an easy to recognize identity for your business but also communicates who you are. That’s why every company considering creating or buying a logo design should know the criteria that make for an effective logo.
The first feature of a good and effective logo is that it can immediately “grab” viewer’s attention. Your logo should have an immediate impact and hold the viewer’s attention.
However, if you did manage to catch the viewer’s eye – that doesn’t necessary mean you are doing good. There might always be a hidden penis you cannot see at first sight.
Here’s a list of Top 15 Worst Logo Fails of all time which probably didn’t look so bad at first glance.
 
 

Institute Of Oriental Studies

 

Logo of Catholic Church’s Archdiocesan Youth Commission

This is an actual logo designed in 1973 for the Catholic Church’s Archdiocesan Youth Commission. It even won an award from the Art Directors Club of Los Angeles.
 

A-Style Logo

A-Style logo was born well before the line of clothing – designed in 1989 and marketed in Italy since 1999. It was in fact an invention of his creator who began to attack Italian cities with stickers on a yellow background with A-Style logo (an example of guerilla marketing ), followed by other cities including Miami , Moscow and London. The newspapers and television began to be interested in the strange appearances of the logo, and soon the company started marketing their products under the brand A-Style.
 

Office of Government Commerce

The Office of Government Commerce (OGC) is an independent Office of the Treasury. Sometimes you need to shift your view to realize the error. www.ogc.gov.uk
 

Mont-Sat

Now you know why Mr. Satellite looks so happy. www.mont-sat.pl
 

Arlington Pediatric Center

Just checked their website, and apparently they have changed their logo to something more pleasing. It’s no longer a pedophilic center. Now it has something to do with crabs (look attentively at letter C). FAIL again or is it their marketing strategy? www.arlpedcen.org
 

Pepsi

While all this might look like a joke, it gets even funnier when you look at the Pepsi Max logo. It has nearly twice the caffeine of Pepsi’s other cola beverages. We’re not sure what drinking Pepsi Max is supposed to do for you, but based on what it did to this guys tummy here, we’d suggest staying away from it.
You’ll never look at the Pepsi logo the same again.
 

Clinica Dental

 

Computer Doctors

 

Locum

A logo for Locum, a Swedish property management company.
 

CatWear

 
 
Kudawara Pharmacy
 
 

Kidsexchange

 

Junior Jazz Dance Classes

 

Olympic Logo of London 2012

Designed by Wolff Olins at an expenditure of £400,000 (almost $800,000) the logo has been met with expected ambivalence, and, in some unavoidable cases, hatred – actually, so far, in 11,550 cases.
 
Lisa blows Bart!
 
 
 
This is the deli across from my apartment.

martedì, aprile 16, 2013

Gli argentini orgogliosi del loro papa

Su segnlazione di manu....


Un po' "blasfema", ma ecco una canzone dedicata da comici argentini al nuovo papa :)

 
Cumbia Papal - Peligro Sin Codificar
 
Chiude con una cosa tipo: "la misa non es con capirinha, comulgamos con Fernet.."
pare che il Fernet là vada alla grandissima

lunedì, aprile 15, 2013

Bandi per... lavorare gratis presso i Comuni

 
'Cercansi laureati per impiego gratuito'
Così il lavoro è diventato un hobby

I Comuni di tutta Italia pubblicano bandi alla ricerca di professionisti (architetti, ingegneri, giornalisti) disposti a lavorare senza compenso. Il vantaggio? una citazione sul curriculum
Si lavora gratis con la pubblica amministrazione. A volte si lavora solo se si paga. L'unico vantaggio è ottenere una citazione sul curriculum, anche se la partecipazione al piano urbanistico di Battipaglia non è proprio un intervento che apra le porte dei migliori uffici europei d'architettura. È una nuova forma, e una nuova piaga, del precariato nazionale: le pubbliche amministrazioni, ridotte sul lastrico da finanziarie governative, spending review e stagioni di politica dissipante, sempre più spesso emanano bandi che non prevedono soldi per i professionisti, per i loro servizi. C'è un sindacato, l'Inarsind, che tutela ingegneri e liberi professionisti e ha organizzato su Facebook un Osservatorio sugli incarichi pubblici chiedendo a ingegneri e liberi professionisti di segnalare le loro storie di tecnici non pagati (contro l'articolo 36 della Costituzione: "Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro").

IRONIA WEB SUL LAVORO NON PAGATO VD

Il caso estremo ruota attorno al progetto del nuovo stadio di Pisa, firmato dall'architetto Gino Zavanella, già autore dello Juventus Stadium. L'Associazione Geosport (geometri sportivi) dallo scorso 19 gennaio fornisce formazione - secondo bando del Comune di Pisa - ai centocinquanta giovani prescelti incassando una quota di iscrizione ai corsi pari a 600 euro cadauno, Iva esclusa. In cattedra lo stesso architetto Zavanella, lezioni fino a giugno. Non solo i geometri forniranno il lavoro di base per la costruzione del nuovo stadio, ma dovranno versare all'associazione organizzatrice, un privato senza fini di lucro, 90 mila euro. Pagano per progettare lo stadio di un'archistar per un club di Prima divisione, che è comunque società per azioni. Se si iscrivono allo stage, e poi non possono partecipare, devono versare tutto e zitti. La Geosport ha fatto sapere ai centocinquanta, baldanzosa, di essere riuscita a recuperare stanze nello stesso hotel dove soggiorna il Pisa calcio durante i ritiri: i geometri stagisti pagheranno 75 euro una doppia più venti euro per la cena fissa di venerdì. E che ringrazino per l'opportunità.

I bandi gratis riguardano comuni di media grandezza come Parma, che cerca un gruppo di sviluppatori informatici. E aree urbane da 4 milioni di abitanti: il Comune di Roma, infatti, affiderà un incarico a titolo gratuito a un professionista, in questo caso il dottor Farinelli, per creare il cosiddetto "Campidoglio 2", che significa la riorganizzazione in un anno degli uffici decentrati dell'amministrazione. Un compito ciclopico. Il Comune di Bologna ha chiesto agli architetti di inviare progetti per riqualificare il centro storico: "Chi vince il concorso non avrà soldi, ma un po' di visibilità". L'Ordine di Bologna ha scoraggiato i progettisti, giovani e meno, a partecipare al bando "Di nuovo in centro". Fin qui all'Istituto nazionale di urbanistica sono arrivati zero progetti. "Prima l'assegno, poi il disegno", ha fatto sapere l'architetto Gianni Accasto.

Urbanistica gratis a Francavilla e a Reggio Calabria niente corrispettivo per offrire idee per la sistemazione dei Bronzi di Riace: il bando si è chiuso il 28 marzo, qui i progetti arrivati sono stati molti e di qualità. Per il Piano urbanistico del Comune di Battipaglia il municipio ha pubblicato l'avviso per la costituzione di un gruppo di volontari, laureati in Ingegneria civile, edile, ambientale e informatica, che intende "partecipare e fornire gratuitamente" il proprio contributo alla redazione del principale strumento di pianificazione della città. Li cercano altamente qualificati, poi non li pagano. Il Comune di Bolsena, entroterra romano, per un lavoro di due anni necessario per rilasciare nulla osta idrogeologici verserà al vincitore 54 euro lordi e onnicomprensivi per ogni pratica. Il sindacato dei liberi professionisti fa notare: se il bando sarà vinto da un ingegnere con sede a Roma, con quei soldi non riuscirà a pagarsi la benzina consumata per raggiungere i luoghi di lavoro.

Restando nella provincia di Roma, il Comune di Manziana ha affidato a un tecnico il compito di ristrutturare un centro anziani (costo dell'intervento 116.000 euro). L'emolumento per il tecnico è di 1.258,40 euro lordi e comprende il pagamento in proprio di Inps, Iva, cassa previdenziale, tutte le assicurazioni necessarie, le copie degli atti e dei progetti. Il povero prescelto dovrà procurarsi, spendendo di suo, i pareri propedeutici ai lavori (Telecom, Acea, Italgas, Anas, sovrintendenze, uffici comunali, vigili del fuoco, Asl). E dovrà essere lui a convincere l'ente finanziatore dell'opera, la Gal Tuscia romana, a sborsare il contributo da 96 mila euro senza il quale la ristrutturazione non si farà. Se non ci riuscirà, non prenderà la paghetta. Ogni giorno di ritardo sulla consegna "zac", cento euro tagliati. Sempre lo sparagnino Comune di Manziana ha affidato a un tecnico il consolidamento di un intero plesso scolastico, ovviamente "a titolo gratuito". L'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici ha dovuto scrivere una lettera al sindaco di Manziana spiegando come i lavori di Architettura e Ingegneria non si possano fare senza un compenso.

Il sindaco di Acicastello in provincia di Catania ha conferito a un agronomo e a un geometra l'incarico di collaborare (per tre e sei mesi) con l'assessorato all'Ambiente. A titolo gratuito, con l'assicurazione antinfortuni a carico del prescelto, nel caso il dottor Giuseppe Boninelli, ultraquarantenne con un passato di collaborazioni volontarie. Il Comune di Santa Cristina Gela in provincia di Palermo paga 200 euro lordi il responsabile della sicurezza per il recupero di un abbeveratoio. Il Comune di Brolo in provincia di Messina ha chiesto a un architetto di curare il piano particolareggiato per il recupero del centro storico. Il rimborso forfettario è di 4.000 euro e si richiedono in cambio: censimento degli edifici costituenti l'antica struttura con rilievo fotografico, rilievo del piano terreno e della sezione tipologica con l'indicazione delle soprastrutture, rilievi particolareggiati di ogni singolo edificio e di ogni elemento che presenti pregi architettonici o artistici, analisi delle condizioni igieniche generali, le condizioni statiche e di conservazione, stato della proprietà e destinazione d'uso dei vari piani (lavoro che dovrebbe essere affidato, in verità, ai vigili urbani). Ancora, individuazione e documentazione dei valori architettonici, ambientali e monumentali. Servono relazioni, planimetrie in scala 1:200 e 1:500, calcoli sulla popolazione e si chiede all'architetto un preventivo delle spese che il Comune dovrà effettuare per il recupero finale. Una fatica d'Ercole lunga nove mesi con 4.000 euro (lordi) forfeit.

Gratuito è anche il lavoro del giornalista che il sindaco di Modica, provincia di Ragusa, vuole a fianco a sé per rivedere il sito internet del Comune: "L'incarico si intende conferito a titolo gratuito e il succitato professionista non potrà pretendere alcunché a titolo di compenso o rimborso". Neppure il rimborso.
 
9 aprile 2013

La crisi di arch. & ing.



Ingegneri e architetti, nel 2012
redditi in calo del 26% rispetto al 2007

La crisi economica non ha colpito solo le imprese ma anche i liberi professionisti, che negli ultimi anni hanno registrato pesanti flessioni nei loro redditi.
A fornire alcuni dati è oggi Il Sole 24 Ore che ha interpellato l'Adepp (Associazione degli enti di previdenza privatizzati) e le Casse dei professionisti per analizzare l'andamento dei redditi professionali e le prestazioni erogate agli iscritti.

Architetti e ingegneri: -26%

Focalizzandoci solo sulle professioni tecniche (in particolare ingegneri, architetti e geometri), emerge dall'indagine che nel 2012 (trattasi di stime) gli architetti e ingegneri sono arrivati a un imponibile previdenziale medio di 26.709 euro (contro i 36.037 del 2007) perdendo dunque il 25,9% del loro reddito rispetto al 2007.

Geometri: -13%

Per quanto riguarda i geometri, il loro reddito ha subito un calo del 13% nel periodo 2007-2011. Per il 2012 la Cipag (Cassa di previdenza e assistenza dei geometri) prevede un'ulteriore contrazione del 4% rispetto al 2011. Rispetto ad altri settori, tuttavia, la riduzione dei redditi medi pro capite dei geometri è stata più contenuta.

Le cause

Più in generale, sono le professioni tecniche le più colpite dalla crisi, a causa della flessione del mercato immobiliare e del settore edilizio, dei ritardi dei pagamenti della PA, del blocco del credito bancario e del taglio delle spese delle pubbliche amministrazioni.

Cassa integrazione +17%

Negativi anche i dati sul ricorso agli ammortizzatori sociali: tra gli architetti e ingegneri, il numero di dipendenti in cassa integrazione è passato dai 313 del 2011 ai 365 del 2012, con un incremento del 17%.

Tra gli ingegneri e architetti, la maggiore contrazione dei redditi si è registrata tra i professionisti di 50 anni e oltre. Ma la crisi ha colpito anche i giovani, e i sussidi che Inarcassa eroga per tamponare le situazioni di disagio economico vedono abbassarsi di molto il livello di età dei richiedenti.

Le proposte dell'Adepp

In questo quadro di forte crisi, l'Adepp chiede che siano ridotte le tasse sulla previdenza privata per liberare risorse da usare per il welfare dei professionisti. Nel gennaio scorso, l'Associazione delle Casse private ha lanciato il “Manifesto per un welfare dei professionisti italiani” (leggi tutto), nel quale una delle proposte centrali è il “welfare allargato”, cioè un sistema di protezione che accompagni il professionista lungo tutta la vita lavorativa, fornendo quindi maggiori prestazioni assistenziali.
 
25 marzo 2013

domenica, aprile 14, 2013

Foto della settimana

 

Lago di Malga Boazzo
02 febbraio 2009

 
 
Val Daone, alba sul Lago di Malga Boazzo, mentre mesti mesti, pieni di timore reverenziale, stiamo andando ad attaccare la mitica colata "Il Sogno del Gran Scozzese" (visibile sopra i pini a destra), un sogno anche per noi...
Alessio





 

sabato, aprile 13, 2013

venerdì, aprile 12, 2013

Compleanno del giorno

 
partenza
 
cartonizzata
 
 
 
qui col pupo
 

AUGURI SPAPPI!!!



giovedì, aprile 11, 2013

Percorsi Ciclabili Brescia - 28

Dalla Bassa ai piedi delle Prealpi e ritorno   


Percorsi Ciclabili in provincia di Brescia - 28

Lograto-Gussago-Lograto

Lograto - Berlingo - Travagliato - Ospitaletto - Castegnato - Rodengo S. -  
Gussago - Cellatica - Brescia - Roncadelle - Castelmella - Torbole C. - Lograto

 
68 km
tipo di bici:
mountain bike
Note: qualche difficoltà in zona Gussago/Cellatica lungo 
il sentiero e la breve rampa con pendenza spezzagambe



LEGENDA



scarica in formato .kml

mercoledì, aprile 10, 2013

Pubblicità divertenti

Su segnalazione di Fede...

 
20 Worst Advertising Placement Fails
When it comes to advertising, companies have to double and triple check everything they’re going to publish. However, that is where their limits of control end, and once the ad is released into the wide world, strangest things can happen. For example, who could have thought that sliding Starbucks van door would turn their brand name into a word “Sucks” right next to the logo!
Another easy venue for advertising fails is, of course, the Internet, where the last thing a brand can control is what type of content is placed alongside their ad. With the wide use of contextual advertising, when the systems scan the keywords in the text and place supposedly relevant ads to it, brand names and products often end up in crime stories.
Check out our selection of worst advertising placement fails and feel free to share your own finds!




Starbucks Sliding Door Van Fail



Kitekat Cat Jesus



Mmm… Fabulous Ad Placement !



Don’t Let Them In



(S)Hell



Les Miserables vs The Shining



Got a Giant Thirst?



Perfect CD Placement



Shameless Health Trick



Daniele Smith’s Wheels




Turkish Airlines



Heart Problems for $3



Coca Cola Ad Placement Fail



Spearmint Rhino Gentlemen’s Club vs. Where’s daddy?



Oops



Man Plunges: aaaaaaaaahhhhhh



Nestle Dumpster Fail



Hidden Pussy



Black and Unwanted



Taxi Door Handle Fail



 

Vecchi post sul tema:
 
 
 

martedì, aprile 09, 2013

Che testo, un capolavoro

La serata di pasquetta ci ha fatto scoprire questo "capolavoro" della discografia italiana!

un poeta..... uahahauhahahahah
 
Fedez
"Pensavo fosse amore e invece..."

La prima volta che ti ho vista in quel locale tu eri in abito da sera così bella che a guardarti da lontano non sembravi vera,tu scarpe con i tacchi e io jordan con new era.
Ho sempre gli occhi su di te ma nascosti dalla visiera, io faccio il sostenuto e accenno un timido saluto con la sigaretta in bocca perchè fa uomo vissuto,

ti chiedo che ore sono e mentre tu guardi il quadrante, noto sotto le mie ascelle un alone preoccupante e mentre penso che devo comprarmi un nuovo deodorante, mi dai in mano un listino prezzi fresco di stampante,io non sono molto esperto ma in un solo istante ho capito che non si trattava del menù del ristorante.

RIT: hai detto che mi amavi ma era solo un pretesto,vorrei baciarti in bocca ma ora io non ci riesco,non ho da cambiare..non è che c'hai il resto?! pensavo fosse amore invece eri una escort.Non devo preoccuparmi più per come mi vesto,dai fammi un po' di sconto,tanto io faccio presto.Tu sei stata con Paolo,Caludio,Franco,Francescopensavo fosse amore invece eri una escort.

Ci sono delle strane macchie sopra il tuo letto,sembra quasi che qualcuno ha rovesciato il sorbetto,il tuo non è un salotto ma una sala d'aspetto, io pensavo fosse amore invece eri una escort.
Ecco eri partita da ragazza immagine,tanto bella quanto fragile,è la storia difficile di una ragazza facile, i miei amici l'hanno detto ma io sono troppo ingen..oh sei venuto con un escort? no una panda station wagon. Non so se mi rifiuti per i miei Gucci tarocchi o perchè il mio conto in banca non mi risalta gli occhi, hai l'amica che t'accompagna che fa la modella in Spagna ma a me sembra più un indossatrice di passamontagna.
E da quando guardo il mondo da quest'altra prospettiva, anche il bar sotto casa non è più quello di prima, mi sà che la barista arrotonda con le mance! Da quando uno è entrato e fa mi fai un chinotto grazie?!

RIT-

Guè:
(G U E)Chiamiamo le cose col loro nome, non siete delle modelle voi siete.... e sapete il nome, e no non lavori in televisione, non sono nato ieri non puoi fregare il pappone. Hai visto più palle che Wimbledon, ti ho sgamata sei su rosarossa.com.
Io ti ho liquidata non torno indietro dopo che ti ho spruzzata come un liquidator,

baby non ti parlo non ti cago volevi un amore magico vengo e sparisco come un mago e vuoi fare un video ma fammi un bel provino, più guardo il tuo tipo e penso poverino con quella macchina e tutte quelle scarpe, non serve un genio a capire che baby fai le marche.
Parli il 500,foglio viola,darla al vento,continua cosi che qua arrivi in Parlamento!


se volete sentire l'audio, ecco il VIDEO:

lunedì, aprile 08, 2013

"Bob Aggiusta Tutto" al FrecciaRossa

I figli dei miei colleghi pare siano super presi dal cartoon di "Bob Aggiusta Tutto".

Se anche i vostri sono dei "fan", domenica 14 aprile "sarà" (che essendo un cartone non so di preciso che significhi :D ) al Freccia Rossa di Brescia




Interventi su edifici storci: si architetti, no ingegneri


Interventi su edifici storici preclusi agli 
ingegneri italiani ma non agli stranieri 
La Corte di Giustizia Europea supera la legge italiana del 1925 che riserva la competenza solo agli architetti

Gli ingegneri civili possono dirigere i lavori su immobili di interesse storico e artistico? Gli stranieri sì, ma non quelli che hanno studiato in Italia. È la conclusione cui è arrivata la Corte di Giustizia europea, che con una sentenza pronunciata ieri ha fatto il punto della situazione sulla normativa italiana e comunitaria.

La legge italiana può infatti disciplinare le competenze professionali a livello interno. Al contrario, non può impedire agli ingegneri che hanno conseguito la laurea all’estero di agire sugli edifici storico-artistici perché verrebbe meno all’obbligo di riconoscere i titoli di studio conseguiti in altri Paesi dell’Ue.

Cosa prevede la normativa UE
Secondo la Corte di Giustizia, la Direttiva 85/384 riconosce che nella maggior parte degli Stati membri le attività pertinenti all’architettura sono esercitate da persone che hanno la denominazione di architetti. Questi soggetti non detengono però il monopolio, a meno che altre disposizioni legislative non prevedano il contrario.

Ne consegue che le attività di direzione dei lavori sugli immobili storici e artistici possono essere esercitate da altri professionisti e, in particolare, da ingegneri che abbiano ricevuto una formazione specifica nel settore delle costruzioni o dell’arte edilizia.

Allo stesso tempo, gli Stati membri devono riconoscere i titoli di studio rilasciati dagli altri Paesi europei. Se il titolo conseguito in un altro Paese può essere confuso con un titolo di studio comprendente una formazione complementare non compiuta, lo Stato ospitante può prescrivere l’utilizzo di una formula adeguata in grado di differenziare i percorsi formativi.

La situazione in Italia
In base al Regio decreto 2537/1925, spettano all’ingegnere il progetto, la condotta e la stima dei lavori per estrarre, trasformare ed utilizzare i materiali direttamente od indirettamente occorrenti per le costruzioni e per le industrie, i lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, le costruzioni di ogni specie, le applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo.

Sia l’ingegnere che l’architetto possono occuparsi di opere di edilizia civile. Tuttavia, le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico, il restauro e il ripristino degli edifici sottoposti a vincolo culturale spettano solo all’architetto. Su questi edifici, però, l’ingegnere può occuparsi della parte tecnica.

La decisione della Corte Ue
Alla luce della normativa europea e italiana, la Corte di Giustizia ha concluso che agli ingegneri civili che hanno ottenuto i propri titoli in Italia non competono le opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici di interesse culturale.

Trattandosi di una situazione puramente interna, la Corte Ue ha stabilito che la norma italiana non viola né la direttiva 85/384 né il principio della parità di trattamento.

Per la Corte Ue, la direttiva 85/384 non si propone di disciplinare le condizioni di accesso alla professione di architetto e non intende fornire una definizione giuridica delle attività del settore dell’architettura. Per questi motivi spetta alla normativa nazionale dello Stato membro ospitante individuare le attività rientranti in tale settore.

La limitazione opera però solo a livello nazionale. L’Italia riconosce infatti i titoli di studio rilasciati dagli altri Paesi membri e non può effettuare una verifica sulle qualifiche prima di consentire ad un ingegnere laureato all’estero di intervenire su un immobile artistico.




febbraio 2013
da edilportale.com

 

domenica, aprile 07, 2013

Nuovo libro di Saviano

Su segnalazione di PaolaF...



La cocaina oro del mondo
il nuovo libro di Saviano

Sette anni dopo Gomorra esce "Zero Zero Zero"; il libro inchiesta sulla droga che fa girare il mondo. "Non esistono titoli quotati in Borsa che possono generare lo stesso profitto e così velocemente"

PRENDI un elastico e comincia a tenderlo. All'inizio non c'è quasi resistenza. Lo allunghi senza difficoltà. Sino a quando raggiungi la massima estensione oltre la quale l'elastico si spezza. L'economia di oggi funziona come il tuo elastico. Quell'elastico è il comportamento secondo le regole di concorrenza leale e secondo la legge. In principio tutto era facile, le risorse disponibili, il mercato pronto a essere invaso da ogni nuova merce capace di renderti la vita più bella e più comoda. Quando compravi, sentivi di aver fatto un salto verso un futuro migliore. Se producevi, ti percepivi nella stessa dimensione. Radio. Automobili. Frigoriferi. Lavatrici. Aspirapolvere. Scarpe eleganti e scarpe sportive. Rasoi elettrici. Pellicce. Televisori. Viaggi organizzati. Abiti firmati. Computer portatili. Cellulari. Non dovevi tirare più di tanto l'elastico delle regole. Oggi siamo vicini al punto di rottura. Ogni nicchia è stata conquistata, ogni bisogno soddisfatto. Le mani che tendono l'elastico si spingono sempre più in là, rifuggono la saturazione allargandolo ancora di un millimetro nella speranza che quello sforzo non sia davvero l'ultimo.

GUARDA IL VIDEO

Al limite ti attrezzi per delocalizzare all'Est o provi a lavorare in nero ed evadere le tasse. Cerchi di tirare l'elastico il più possibile. È la dura vita dell'imprenditore.
Di Mark Zuckerberg ne nasce uno al secolo. Pochissimi possono generare ricchezza soltanto da un'idea e, per quanto vincente, quell'idea non genera un indotto solido. Gli altri sono costretti a una guerra di posizione per piazzare beni e servizi che magari durano il tempo di un battito d'ali. Tutti i beni sono costretti a sottostare alla regola dell'elastico. Tutti tranne uno. La cocaina.

Non esiste mercato al mondo che renda più di quello della cocaina. Non esiste investimento finanziario al mondo che frutti come investire in cocaina. Nemmeno i rialzi azionari da record sono paragonabili agli "interessi" che dà la coca. Nel 2012, anno di uscita dell'iPhone 5 e del mini iPad, la Apple è diventata la società più capitalizzata che si sia mai vista su un listino azionario. Le azioni Apple hanno subìto un rialzo in Borsa del 67 per cento in un solo anno. Un rialzo notevole per i numeri della finanza. Se avessi investito mille euro in azioni Apple all'inizio del 2012, ora ne avresti milleseicentosettanta. Non male. Ma se avessi investito mille euro in coca all'inizio del 2012, ora ne avresti centottantaduemila: cento volte di più che investendo nel titolo azionario record dell'anno!

La cocaina è un bene rifugio. La cocaina è un bene anticiclico. La cocaina è il vero bene che non teme né la scarsità di risorse né l'inflazione dei mercati. Ci sono moltissimi angoli del mondo che vivono senza ospedali, senza web, senza acqua corrente. Ma non senza coca. Dice l'Onu che nel 2009 se ne sono consumate ventuno tonnellate in Africa, quattordici in Asia, due in Oceania. Più di centouno in tutta l'America Latina e Caraibi. Tutti la vogliono, tutti la consumano, tutti coloro che cominciano a usarla ne hanno bisogno. Le spese sono minime, piazzarla è immediato, altissimo il margine di profitto. [...]

Non esistono titoli quotati in Borsa che possono generare il profitto della cocaina. L'investimento più spericolato, la speculazione più anticipatrice, movimenti rapidissimi di ingenti flussi di danaro che riescono ad abbattersi sulle condizioni di vita di interi continenti, non ottengono una moltiplicazione del valore neppure lontanamente paragonabile. Chi punta sulla coca, accumula in pochi anni ricchezze che in genere le grandi holding hanno conseguito in decenni di investimenti e speculazioni finanziarie. Se un gruppo imprenditoriale riesce ad avere le mani sulla coca, detiene un potere impossibile da raggiungere con qualsiasi altro mezzo. Da zero a mille. Un'accelerazione che non può dare nessun altro motore economico. Per questo, laddove la coca è l'economia di scala, non esiste altro che lo scontro feroce e violento. Non c'è mediazione sulla coca. O tutto o nulla. E tutto dura poco. Non puoi fare traffico di cocaina con sindacati e piani industriali, con aiuti dello Stato e norme impugnabili in tribunale. Vinci se sei il più forte, il più furbo, il più organizzato, il più armato. Per qualsiasi azienda vale che più tendi l'elastico, più riesci a importi sul mercato. Se quell'elastico riesci a tenderlo ancora di più con la coca, allora potrai vincere in ogni altro settore. Solo la legge può spezzare l'elastico. Ma anche quando la legge rintraccia la radice criminale e cerca di estirparla, resta difficile che riesca a trovare tutte le imprese legali, gli investimenti immobiliari e i conti in banca che sono stati acquisiti grazie alla tensione straordinaria ottenuta dalla polvere bianca.

La cocaina è un bene complesso. Dietro il suo candore nasconde il lavoro di milioni di persone. Nessuna di queste si arricchisce come coloro che sanno piazzarsi nel punto giusto della filiera produttiva. I Rockefeller della cocaina sanno come nasce il loro prodotto, passaggio per passaggio. Sanno che a giugno si semina e che ad agosto c'è la raccolta. Sanno che la semina dev'essere fatta con un seme proveniente da piante di almeno tre anni e che i raccolti di coca si fanno tre volte all'anno. Sanno che le foglie raccolte devono essere messe a seccare entro ventiquattr'ore dalla potatura, altrimenti si rovinano e non le vendi più. Sanno che il passo successivo è scavare due buchi nel terreno. Nel primo, insieme alle foglie secche, devi aggiungere carbonato di potassio e kerosene. Sanno che poi bisogna pestare per bene questo mix, fino a ottenere una sbobba verdastra, il carbonato di cocaina, che una volta filtrato deve essere trasferito nel secondo buco. Sanno che l'ingrediente successivo è l'acido solforico concentrato. Sanno che quello che così si ottiene è il solfato basico di cocaina, la pasta basica, che va fatta essiccare. Sanno che gli ultimi passaggi comportano acetone, acido cloridrico, alcol assoluto. Sanno che bisogna filtrare ancora e ancora. E poi di nuovo a seccare. Sanno che si ottiene il cloridrato di cocaina, chiamato comunemente: cocaina.

Sanno, i Rockefeller della cocaina, che per ottenere più o meno mezzo chilo di coca purissima servono: tre quintali di foglie e un manipolo di operai a tempo pieno. Tutto questo gli imprenditori della cocaina lo sanno come qualunque capo d'azienda. Ma sanno soprattutto che la massa dei contadini, degli spacciatori e trasportatori che hanno trovato un lavoro poco più redditizio di ciò che possono tentare di cercarsi altrove continua lo stesso ad avere entrambi i piedi piantati nella miseria. È manovalanza, una marea di sudditi interscambiabili nella perpetuazione di un sistema di sfruttamento e arricchimento a beneficio di pochi. E in cima a quei pochi ci sono quelli che hanno avuto la lungimiranza di capire che nel lungo viaggio della coca, dalle foglie colombiane alle narici del consumatore occasionale, i soldi veri si fanno con la vendita, la rivendita e la gestione dei prezzi. Perché se è vero che un chilo di cocaina in Colombia viene venduto a millecinquecento dollari, in Messico tra i dodicimila e i sedicimila, negli Stati Uniti a ventisettemila, in Spagna a quarantaseimila, in Olanda a quarantasettemila, in Italia a cinquantasettemila e nel Regno Unito a settantasettemila; se è vero che i prezzi al grammo variano dai sessantuno dollari del Portogallo e arrivano ai centosessantasei del Lussemburgo, passando per gli ottanta in Francia, gli ottantasette in Germania, i novantasei in Svizzera e i novantasette in Irlanda; se è vero che da un chilo di cocaina pura con il taglio si ricavano mediamente tre chili che verranno venduti in dosi da un grammo; se è vero tutto questo, è altrettanto vero che chi comanda l'intera filiera è uno degli uomini più ricchi del mondo.

Nuove borghesie mafiose gestiscono oggi il traffico di coca. Attraverso la distribuzione conquistano il territorio dove viene commerciata. Un Risiko di dimensioni planetarie. Da una parte i territori di produzione che diventano feudi dove non cresce più nulla se non povertà e violenza, territori che i gruppi mafiosi tengono sotto controllo elargendo carità ed elemosina che spacciano per diritti. Non deve esserci sviluppo. Solo prebende. Se qualcuno vuole riscattarsi non deve reclamare per sé diritti ma ricchezza. Una ricchezza che deve sapersi prendere. In questo modo si perpetua un unico modello d'affermazione di cui la violenza è solo veicolo e strumento. Quel che si impone è potere prodotto e conteso in purezza, come la cocaina stessa. Dall'altra parte paesi e nazioni dove piazzare al centro della mappa le proprie bandierine. Italia: presenti. Inghilterra: presenti. Russia: presenti. Cina: presenti. Ovunque. Per le famiglie più forti, la coca funziona con la facilità di un bancomat. C'è da comprare un centro commerciale? Importi coca e dopo un mese ci sono i soldi per chiudere la transazione. Devi influenzare campagne elettorali? Importi coca e sei pronto nel giro di poche settimane. La cocaina è la risposta universale al bisogno di liquidità. L'economia della coca cresce a dismisura e arriva ovunque

2 aprile 2013

Foto della settimana


Val di Daone
04 gennaio 2010

Val Daone, altra patria delle cascate di ghiaccio, pestando neve vergine alla ricerca della colata "Notre Dame de la glace"...
Alessio