






http://www.youtube.com/watch?v=27ugSKW4-QQ

http://www.laurelandhardy.org/
http://www.worldjumpday.org/

"A bunch of crazy people"
Firesheep è un plugin di Firefox che ti consente di sniffare la rete wireless a cui sei collegato in cerca di cookie non protetti contenenti i dati di accesso a Facebook, alla mail, o a qualunque altro social network, banca o che so io delle altre persone che stanno usando la stessa rete.
Gli utenti di Yahoo Mail sono addirittura stati messi sull'allerta dal blog di Yahoo. Firesheep è molto semplice, ora ti spiego come usarlo e come tutelarti su Facebook e Twitter. Bastano due click in entrambi i casi.
In ogni caso, per cominciare ti consiglio di scaricare e usare il browser Tor (di chi ho già parlato), una versione di Firefox elaborata per navigare anonimi in rete.
A questo punto scarica e installa il plugin Firesheep, magari dopo averne letto la presentazione sul sito Codebutler. Il programma è free, open source e disponibile per Mac e Windows (nel secondo caso occorre installare anche il pacchetto di librerie Winpcap), mentre per Linux è disponibile il codice sorgente da compilare.
Se sfogli la presentazione del progetto (premi la barra per andare avanti), capirai il fine per cui è stato sviluppato: renderti cosciente del fatto che per essere sicuro devi sempre navigare sfruttando connessioni protette, come SSL e https.
[...]Controllare che quando navighi su siti a cui fornisci dati personali la navigazione avvenga sempre sotto https e non solo durante la fase di accesso. Il tema era stato accennato da Report nella puntata contro la rete, in cui si menzionava fra l'altro Firesheep. Però non era stato approfondito.
Imposta su Facebook, Twitter e in genere sui social network l'opzione per https.
Per Facebook vai nel menu account--> protezione account e flagga tutto come nello screenshot qui.
Idem per Twitter, nella pagina di setting in fondo alle impostazioni dell'account. (screenshot)
Sembra assurdo, ma di default non vengono abilitate.
Se poi usi Chrome o Firefox come browser, ti può essere utile installare un plugin per forzare i siti a usare connessioni sicure se disponibili (KB SSL e HTTPS Everywhere. Per Safari e Ie non ho ancora trovato un plugin simile, ma continuerò a cercare.Morale: MAI ARRIVARE IN RITARDO!
Tutto è iniziato venerdì scorso, quando inserendosi in una vicenda che sta facendo discutere l’America proprio per le sue vere o presunte implicazioni razziali, il regista ha twittato l’indirizzo sbagliato: pensava che fosse di George Zimmerman e invece era di Elaine e David McCain, che da allora hanno ricevuto ripetute minacce e si sono visti costretti, ha riferito il loro avvocato, a trasferirsi per sicurezza in un albergo. Frattanto il tweet è stato rimosso, mentre lo stesso avvocato non ha voluto dire se i suoi anziani clienti stiano pensando di avviare una causa contro il regista. Tuttavia, ha detto, comunque pretendono delle scuse.
Il mea culpa è prontamente arrivato: «Mi scuso profondamente con la famiglia McCain per aver ritwittato il loro indirizzo. È stato un errore. Per favore lasciate i McCain in pace. La giustizia in tribunale», ha scritto Lee, ancora via Twitter, ai suoi oltre 254 mila follower. Ma il regista, autore di film di denuncia del razzismo come "Do The Right Thing" o "Malcolm X", ha ritwittato anche alcuni messaggi pesantemente razzisti che ha ricevuto, ai quali ha in alcuni casi anche risposto. In particolare, a qualcuno che lo ha paragonato al Ku Klux Klan ha scritto: «Ho mai io appeso un essere umano ad un albero? castrato, mutilato o bruciato qualcuno a morte? Ma sei PAZZO?». E poi, a suoi follower ha spiegato: «Gente, il ragionamento dietro al mio ritwittare queste insane farneticazioni razziste è che questa malattia deve essere esposta. Società Usa post razzista?????».
Ecco il post su Twitter di scuse di Spike Lee
I Deeply Apologize To The McClain Family For Retweeting Their Address.It Was A Mistake.Please Leave The McClain's In Peace.Justice In Court
— Spike Lee (@SpikeLee) Marzo 29, 2012