mercoledì, gennaio 18, 2012

Eroe di normalità

Tanto di cappello a DeFalco che dice che gli eroi son quelli che hanno rischiato in loco x salvare le persone. Dovrebbe far riflettere anche quello che dice la moglie: in Italia siamo talmente abiutati agli "Schettino" di turno che quando ci imbattiamo in una persona che fa "semplicemente" il suo dovere è subito un eroe...



L'INTERVISTA
De Falco dalle urla alle lacrime
"Macché eroe, dovevo salvarli tutti"
Parla il capitano la cui telefonata ha fatto il giro del mondo: quella notte ho pianto. "Ora dimenticatevi di me. Ho bisogno di silenzio per capire se c'è ancora una sola possibilità di trovare qualcuno vivo. Perché il mio mestiere è questo, soccorrere"

LIVORNO - Capita di essere o diventare quello che forse si è ma che non si vuole essere. Neppure per il breve spazio di un giorno. Un eroe. "Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte". Il capitano di fregata Gregorio De Falco, classe 1964, ha la cantilena dolce di chi è nato a Napoli ed è cresciuto a Ischia. "Sant'Angelo di Ischia. Ci tengo". Ed è l'unica civetteria di un uomo che non dorme da quattro giorni, con le gote traslucide della pomata che serve a mare per evitare che la pelle si spacchi per il freddo e il sole.

"Comandante, comandante c'è un mayday" lo richiama una sorridente sottocapo della Guardia costiera. Lui si gira di scatto: "Ma che dici?". E lei ridendo: "Sono le sue figlie, vorrebbero sapere se è ancora vivo, e soprattutto dov'è". Maria Rosaria e Carla hanno 12 e 5 anni e con la madre, Raffaella sono il suo mondo. Alloggiano con lui in una delle foresterie della guardia costiera di Livorno dove lui, Gregorio, è arrivato nel 2005, come capo della sezione operativa. Arrivava da tre anni di comando della Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure e, prima di allora, da Genova e Mazzara Del Vallo. Le sue prime destinazioni, dopo il concorso in Guardia costiera nel 1994, l'accademia a Livorno e una laurea in giurisprudenza da fuori sede alla statale di Milano. Una prima volta per una famiglia (Gregorio, il fratello Domenico e la sorella Ines) che di marinai non ne aveva mai avuti.
Facebook e ogni genere di social network si scambiano da ore gli audio delle sue conversazioni con il comandante Francesco Schettino come fossero la metafora epica della lotta tra eroismo e codardia. In un curioso incrocio di destini in cui l'eroe e il codardo parlano lo stesso dolce dialetto, il napoletano. Epperò come spesso accade, la furia lucida e indignata di quella notte di questo capitano di fregata - "Glielo ordino torni a bordo di quella nave, cazzo" - non rende ragione di un'indole. Il capitano di fregata Gregorio De Falco, da venerdì notte piange. Ha pianto all'alba di sabato 14 quando ha avuto chiaro che nel ventre della balena ferita erano rimasti donne, uomini forse bambini. Ha pianto di rabbia - come conferma uno dei suoi superiori - mordendosi il labbro inferiore pensando alla irragionevole "disumanità" di un altro comandante che dà le spalle a chi gridando viene inghiottito dall'acqua gelida. "È vero sì, piango, mi capita di piangere, non credo sia una debolezza. L'umanità non è una debolezza".

"Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L'eroe non sono io". Eppure, l'intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa... "L'intuizione? L'eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, "comandante, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi... che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli. Lì c'è un guaio". Capite chi è l'eroe?". Sì ma... "Sì ma niente. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano. È questo il nome che dovete scrivere. E dovreste fare una pagina di soli nomi di marinai della Guardia costiera, della Marina militare, della Finanza, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della Protezione civile, che quella notte hanno dimenticato se stessi per gli altri. Savastano, dicevo. Lo hanno calato su quella nave al buio, con una muta invernale e un palmare, non una radio, non un filo con noi. Si è buttato a capofitto lì dentro senza pensare alla sua vita ma a quella di chi cercava di salvare. Si muoveva in un ambiente che non conosceva, tra suppellettili sfasciate, acqua, passeggeri che gridavano al buio. Chi è l'eroe? Io che strillavo con Schettino o lui, che ascoltava le urla di supplica di quelli che volevano essere salvati e non capivano perché perdeva tempo ad imbracare alle barelle spinali i feriti più gravi da tirare su con l'elisoccorso?".

Ascoltando De Falco capisci perché, quando chiedi di lui in caserma, di come sia la vita in questo parallelepipedo color ocra, casa della Guardia costiera, che guarda il mare di Livorno ti rispondono che il comandante de Falco "è l'ufficiale più generoso, l'uomo più disponibile della nostra piccola famiglia". E capisci anche perché, in queste ore, ripeta come un mantra una sola richiesta: "Io ora ho bisogno di silenzio". Per dormire? "Per lavorare. Per capire cosa è accaduto e se c'è ancora solo una possibilità di trovare qualcuno vivo, perché il mio mestiere è questo, soccorrere. Per questo quella notte urlavo". De Falco saluta. Nella mano destra ha un sacchettino che tiene stretto. Cos'è? "Un regalo di due amici. Me l'hanno portato stamattina dicendo che mi volevano ringraziare per quello che ho fatto. È un libro, la biografia di Steve Jobs. Non so quando potrò cominciare a leggerlo. Magari comincerà mia moglie. Buon lavoro".

18 gennaio 2012
da repubblica.it


De Falco, l'ufficiale diventato eroe:
abbiamo fatto solo il nostro dovere
La drammatica telefonata con Schettino dopo il naufragio
La moglie: «E' solo un militare che fa bene il suo mestiere»

LIVORNO - Un duro. Un uomo di legge e di mare. O, forse più semplicemente, una persona perbene. Gregorio De Falco - il capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno che nella notte grigia e scura di venerdì ha urlato «torni a bordo!» al comandante della Concordia - è già diventato l’altra faccia di un’Italia normale, la dignità di un Paese che non è naufragato. Il suo grido impazza sul web, è stato tradotto in tutte le lingue del mondo e stampato già sulle t-shirt.

«Gregorio sono quattro giorni che non dorme», assicura la moglie Raffaella, napoletana come lui. Ieri il capitano De Falco, appena diffuso l’audio di quegli istanti così tragici, ha cercato subito di togliersi di dosso il mantello da supereroe: «La mia vocazione – ha ribadito - è il soccorso e non sono soddisfatto se non porto tutti a casa. Purtroppo ci sono stati dei morti. Abbiamo fatto solo il nostro dovere, cioè portare a regime il soccorso».

Abituato a gestire le situazioni critiche – solo lo scorso 17 dicembre un cargo ha smarrito 198 fusti tossici davanti al porto di Livorno – il capitano venerdì notte ha capito subito che qualcosa non andava nella versione di Francesco Schettino. «Non è la prima volta che i comandanti di navi in situazioni di difficoltà tendono a sminuire e ad essere per così dire silenziosi e reticenti», ha rilevato De Falco, uomo di legge (laurea in Giurisprudenza a Milano nel 1993) e persona schiva tutto lavoro e famiglia (con la moglie e le due bimbe piccole di 5 e 11 anni abita proprio davanti alla capitaneria labronica).

«Mio marito non è un eroe, non è un civile, è un militare che fa il suo mestiere. E poi quella notte non era solo stava insieme agli altri ragazzi della sua squadra: Gregorio tiene molto al senso di appartenenza a un gruppo di lavoro. Sentite anche loro, ora mi dispiace ma devo andare, ho anche una bimba piccola che sta poco bene...», respinge l’assalto dei cronisti la sua dolce metà dopo una giornata trascorsa a schivare radio, tv e giornali.
Di sicuro De Falco è uno che non si fa passare la mosca sotto al naso e venerdì ha subito scoperto il bluff del comandante della Concordia: «Più delle sue parole ci ha preoccupato il tono», spiega. E per questo il capitano insieme ai quattro ufficiali di turno ha approfondito la cosa perché «siamo abituati ad andare a fondo alle questioni: un comandante serio non può far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non è necessario».

Vent'anni in Marina. Stop, qui finiscono le parole di uno che non dorme da quattro giorni, di un uomo che in quasi vent’anni di Marina – passati tra Mazara del Vallo, Santa Margherita Ligure e poi Livorno – non ha mai visto una tragedia del genere, ma che si è rimboccato le maniche per salvare più vite umane possibili. Non chiamatelo eroe, però.



Immagino abbiate sentito tutti le telefonate tra DeFalco e Schettino.
In caso, son qui:
http://www.youtube.com/watch?v=NDpr54i7yss&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=sHTTRYOcmkY

"Schettino già a casa. Il pm: non capisco"

Bene, abbiamo un altro idiota che ricopre ruoli chiave....

Finchè non si attacca l'evasione....


Reddito annuo da 12 a 14 mila euro
per tassisti, baristi, orafi e bagnini

E' quanto risulta dalle ultime statistiche fiscali pubblicate dal ministero dell'Economia. La diminuzione dei redditi è più forte nel settore manifatturiero, del commercio e dei servizi

MILANO
- Giri d'affari molto limitati e alla fine guadagni inferiori anche a quelli medi degli operai. Questo almeno è quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese. Così possiamo leggere nelle tabelle che i tassisti hanno un reddito medio annuo di 14.200 euro, gli esercenti degli stabilimenti balneari di 13.600 euro, i baristi di 15.800, gli orafi di 12.300. A puntare un faro sui guadagni legati alle attività degli studi di settore è il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia che pubblicato le ultime statistiche fiscali (quelle relative all'anno di imposta 2009) di tutte le attività d'impresa.

Le aziende che pagano le tasse attraverso gli studi di settore sono state toccate nel 2009, come tutte le attività di impresa, dalla crisi economica. Ma colpiscono gli incassi annui, in alcuni casi non si arriva neanche a 1.000 euro al mese, di alcune categorie. Nel lungo elenco figurano molte delle categorie interessate in questi giorni dall'atteso provvedimento del governo sulle liberalizzazioni.

Dai dati emerge una lunga schiera di autonomi e professionisti che dichiara dunque meno di operai e impiegati.
Tra coloro che vendono le barche, per esempio, il reddito medio di impresa o di lavoro autonomo è di 14.400 euro l'anno. I pasticceri se la passano meglio con 19.000 euro di reddito. Per gli istituti di bellezza il reddito medio è di appena 5.300 euro l'anno.

Accanto alla casella degli esercizi alberghieri e affittacamere
appare un reddito di soli 11.900 euro, mentre tintorie lavanderie avrebbero - almeno secondo quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi - un giro d'affari mediamente pari a 8.800 euro.
Ricavi sotto i 18.000 euro anche per i giocattolai (11.900 euro l'anno), gli autosaloni (12.000 euro), i giornalai, appunto a 18.000. I fiorai hanno un reddito di impresa poco superiore ai 12.000 euro l'anno e non cambia molto se hanno il negozio (12.600 euro) e se vendono fiori e piante sulla bancarella (12.300 euro).

Tra i professionisti - anche loro al centro del provvedimento sulle liberalizzazioni - si registrano redditi di impresa mediamente più alti: per gli avvocati 58.200 euro l'anno, per gli architetti 30.500, per gli studi medici 68.300, solo per citare alcune categorie.

16 gennaio 2012
da repubblica.it

martedì, gennaio 17, 2012

Una tempesta di... schiuma???


Regno Unito, il mistero della cittadina
invasa dalla schiuma bianca


Cleveleys, una cittadina sul mare vicino a Blackpool in Gran Bretagna, è stata invasa da una schiuma biancastra che ne ha trasformato la fisionomia come dopo una forte nevicata. Litri di schiuma bianca sono arrivati con le onde sul lungomare e ricoperto marciapiedi, auto e case della Princess Promenade con uno strato spesso di materiale oleoso. L'origine della sostanza resta un mistero, il ministero dell'Ambiente ha aperto un'inchiesta. Potrebbe trattarsi di alghe in decomposizione.

30 dicembre 2011
da ilmessaggero.it


Costi conti corrente&C.


Un giro di vite proporzionale

Nuove regole per conti correnti e libretti di risparmio. La nuova manovra prevede una revisione delle imposte articolata che porterà a un incremento generale, ma proporzionale delle imposte di bollo sui conti correnti e sui dossier titoli.

Sui conti correnti esiste dal 1972 un bollo annuale di 34,2 euro che viene ora eliminato nei casi di giacenza media sul conto corrente di una cifra inferiore a 5000 euro, ma rimane negli altri casi che riguardino persone fisiche (le famiglie). Nel caso in cui invece il conto corrente sia intestato a una persona non fisica, quindi per esempio a un’azienda, il bollo sale dai 73,80 euro di prima a 100 euro. Dai libretti di risparmio postali lo Stato in media non prevede gettiti aggiuntivi in quanto dal bilancio delle stesse Poste Italiane si desume che la consistenza media delle giacenze è di circa 4000 euro.

Importanti anche le variazioni sui dossier titoli dove la più grande novità si registra sull’utilizzo del valore di mercato dei titoli in portafoglio che sostituisce quello nominale ormai chiaramente privo di senso. Questo in pratica allevierà le imposte, per esempio, sui titoli di Stato che scontano prezzi in forte calo negli ultimi mesi. La percentuale da pagare sul valore di mercato dei titoli in portafoglio viene semplificata e ammonta allo 0,1% nel 2012 e allo 0,15% nel 2013. In passato il metodo era completamente diverso e prevedeva imposte da 34,2 euro per deposito titoli fino a 50 mila euro (calcolati sul valore nominale), per 70 euro fino a 150 mila euro, per 240 euro fino a 500 mila euro e per 680 euro (sempre annuali) oltre i 500 mila euro.

Il tetto massimo di 1.200 euro nell’imposta da bollo su prodotti d’investimento sarà mantenuto solo per il 2012 e in seguito salterà. Ridotte ancora le esenzioni che in pratica si limitano ai buoni postali fruttiferi con rimborso inferiore ai 5 mila euro, ai fondi pensione e ai fondi sanitari. Sembra che siano fuori anche i conti deposito oltre all’oro e all’argento fisico. Ricadono invece nel nuovo regime un po’ tutti gli altri titoli di investimento mobiliare e immobiliare, gli ETF, le valute, i contratti per differenza, quote di Sicav, derivati etc.

Cambiano le cose per i commercianti che godono di un tetto massimo fissato all’1,5% nelle commissioni pagate sugli strumenti di pagamento elettronico (carte di credito o pagobancomat per esempio).

Compare inoltre per la prima volta una tassazione delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia. Nel biennio 2011-2012 questa imposta sarà pari allo 0,1% dell’attività finanziaria e dal 2013 in poi salirà allo 0,15% (l’1,5 per mille).

Quanto ricaverà alla fine dal giro di vite lo Stato? Secondo le valutazioni della Banca d’Italia sul 2010 i patrimoni in conti deposito e gli strumenti finanziari non soggetti a deposito erano circa pari a 1.900 miliardi di euro. In semplici termini numerici i dossier titoli sarebbero pari attualmente a circa 10 milioni mentre i conti correnti sarebbero quattro volte di più, ossia circa 40 milioni. Questo porterebbe un incremento del gettito di competenza di 1,982 miliardi di euro nel 2012 e di 3,018 miliardi di euro annui a partire dall’anno successivo. Risorse importanti insomma sulle quali più che altrove, tra taglio del bollo sotto le giacenze di 5000 euro e gradualità proporzionale del dossier titoli, si intravede un intento perequativo della manovra.

3 gennaio 2012
da borsaitaliana.it

lunedì, gennaio 16, 2012

La Lega salva Nicola Cosentino dall’arresto. Duro colpo alla credibilità dei Casalesi.

http://www.youtube.com/watch?v=iweMjIalH2g&feature=related

Impressionante

Alcuni immagini della Costa Concordia incagliata a largo dell'isola del Giglio










Qui si vede come lentamente si sia inclinata col passare delle ore


Compleanno del giorno


AUGURI FAUSTO!!!


domenica, gennaio 15, 2012

Punti convenzionati Gioventù Card

Se dovete comprare qualcosa, date prima un occhio qui che male non fa...



Ecco i 470 punti vendita convenzionati con Gioventù card:


insomma una miriade di sconti (alcuni davvero interessanti!), in particolare a Brescia ed alle Porte Franche.

E' un file xls quindi potete ordinarlo per Categoria, Comune, Nome, ecc


Ecco le "Categorie" presenti:
  • abbigliamento, calzature e pelletteria
  • agenzie viaggi e guide turistiche
  • antifurti e sistemi di sicurezza
  • arredamento e oggettistica per la casa
  • articoli sportivi
  • autodromo, parchi divertimento, palestre e piscine
  • autoscuole
  • cinema, teatri e fiere
  • concessionarie, autofficine, elettrauto, carrozzerie e gommisti
  • corsi di formazione
  • elettronica, informatica e telefonia
  • estetica e medicina
  • gioielleria, oggettistica e regalistica
  • impianti di risalita e scuole di sci
  • impianti fotovoltaici, solari e geotermici
  • intrattenimenti musicali
  • librerie, copisterie, cartolerie e strumenti musicali
  • musei e luoghi di interesse storico-artistico
  • negozi di animali
  • ottica
  • profumerie, erboristerie, farmacie e parafarmacie
  • ristoranti, pub, discoteche e organizzazione di eventi
  • servizi di sartoria e lavanderia
  • strutture ricettive
  • studi di psicologia
  • supermercati e alimentari

Gioventù Card - Progetto a cura dell'Assessorato
Giovani e Politiche Giovanili della Provincia di Brescia
tel. 030 3748587-546 - fax 030 3748544
mail: info@gioventucard.it
sito web: www.gioventucard.it
PI 03046380170

Foto della settimana


Stabler

19 agosto 2008

Gruppo del Catinaccio, Torri del Vaiolet, ci troviamo sulla Torre Winkler e lì di fianco, un alpinista si sta calando dalla Stabler...
Alessio

sabato, gennaio 14, 2012

Fratellino in arrivo....

Mistero svelato:
è un maschietto...
Beata tra gli uomini...

PC lento all'avvio?

Capita praticamente a tutti di imprecare perchè il pc ci mette una vita ad accendersi.
Spesso è dovuto al fatto che in automatico si avviano mille programmi inutili.
Ecco come risolvere il problema in 30secondi

Come eliminare l'esecuzione automatica dei programmi inutili

Per verificare quali programmmi sono configurati per l’esecuzione automatica e per disabilitare l”avvio se non sono utili è possibile utilizzare msconfig.
-Cliccare "Start" e digitare "msconfig" e primere Invio.
-Viene aperta la finestra "Configurazione di Sistema".
-Accedere alla scheda "Avvio".
-Nella scheda troviamo l’elenco dei programmi che sono configurati per essere eseguiti all’avvio. Per disabilitare l’esecuzione dobbiamo semplicemente togliere la selezione da quelli che sono inutili.

Altro articolo sull'argomento:
http://windows.microsoft.com/it-IT/windows-vista/Stop-a-program-from-running-automatically-when-Windows-starts

venerdì, gennaio 13, 2012

Stampe degli Uffizzi sul web

Sul Web i disegni e le stampe degli Uffizi

Rendere disponibile sul web l’intera raccolta del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Questo l’obiettivo del progetto Euploos, inaugurato nel 2006, nato dalla collaborazione del ’Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizì (GDSU) - afferente alla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze - con due grandi centri di eccellenza e ricerca come il Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut e la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Si tratta di una delle più antiche e importanti collezioni di arte grafica e centro catalizzatore della ricerca sul disegno a livello mondiale. Un patrimonio di oltre 150.000 opere tra disegni, stampe, miniature e fotografie prodotte dalla fine del Trecento a oggi, in cui prevalgono gli artisti del Rinascimento toscano come Botticelli, Leonardo, Raffaello e Michelangelo, ma dove sono significativamente rappresentate anche le scuole straniere e gli artisti contemporanei, questi ultimi in costante aumento.


Un bene inestimabile, oggi accessibile in loco praticamente solo ai ricercatori, che sarà reso disponibile gratuitamente agli studiosi e agli appassionati di tutto il mondo, una volta terminato il processo di digitalizzazione e catalogazione dell’immenso patrimonio grafico dell’istituzione fiorentina.

«Oltre alla digitalizzazione e catalogazione delle opere - spiega Manuela Valaguzza Belingardi, Presidente dell’Associazione Amici del GDSU - il progetto si propone come un programma di ricerca interdisciplinare e innovativa che coinvolge storici dell’arte, architetti, informatici e ingegneri, con l’obiettivo di sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai nuovi strumenti tecnologici per sviluppare la ricerca scientifica sulla grafica, nella sua accezione più ampia».

«Euploos - continua la Presidente - vuole inoltre favorire il dialogo tra la comunità internazionale dei ricercatori, consentendo la condivisione del patrimonio fiorentino con quello delle più importanti collezioni grafiche del mondo, permettendo così agli Uffizi di allinearsi ai musei mondiali di pari importanza che hanno già realizzato progetti analoghi, come il British Museum, il Louvre, l’Albertina o il Metropolitan di New York».

Grazie al progetto Euploos, il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi diventerà uno dei più grandi musei online al mondo. Il progetto, che prevede la messa in Rete dell’intero catalogo entro il 2016, ad oggi ha inventariato 25.600 disegni, 4.000 dei quali già digitalizzati, per i quali è stato adottato un modello di catalogazione informatica le cui caratteristiche relative alla schedatura, alla digitalizzazione delle immagini e all’aggiornamento bibliografico potranno essere condivise tra le principali raccolte internazionali di opere d’arte su carta.

Inoltre, le ricerche degli studiosi hanno consentito in alcuni casi di riclassificare le opere attraverso nuove attribuzioni e scoperte, fornendo così un contributo decisivo alla ricostruzione di vicende artistiche ancora inedite.

L’operazione Euploos prevede un investimento di circa 4 milioni di euro che devono essere reperiti da privati, attraverso donazioni e sponsorizzazioni.

Con questo preciso scopo è stata fondata l’Associazione Amici del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, cui hanno aderito autorevoli nomi del mondo della cultura, della moda, della ricerca e delle imprese. Accanto a loro, si è costituito anche un gruppo di giovani che sostengono attivamente la promozione del programma e l’attività di fund raising, anche attraverso una campagna sui social network.

13 luglio 2011
da lastampa.it

Santoro su CieloTV

Ieri sera ho beccato per caso su Cielo il programma di Santoro


Santoro si allarga: «Da giovedì
Servizio Pubblico in onda anche su Cielo»

ROMA - Servizio Pubblico sbarca su Cielo. Da giovedì prossimo, dopo la pausa festiva, il programma condotto da Michele Santoro andrà in onda sul canale della pay tv di Rupert Murdoch, ma visibile gratis anche sul digitale terrestre.

Santoro.
«Con tutti i dubbi sui dati Auditel che ci riguardano, non era tuttavia mai accaduto in precedenza che un programma televisivo riuscisse a raccogliere un ascolto da televisione generalista, e in maniera non episodica, senza essere trasmesso da Rai, Mediaset o da La7», sottolinea Santoro, secondo il quale «questo risultato è stato reso possibile dalla straordinaria mobilitazione dei nostri 100mila sostenitori che ogni settimana continuano a crescere. Grazie agli introiti pubblicitari, le loro donazioni costituiscono un patrimonio ancora sostanzialmente intatto e rappresentano un'assicurazione sulla vita di Servizio Pubblico. Siamo perciò felici di annunciare che da giovedì 12 gennaio torneremo in onda con rinnovato vigore, e con una nuova opportunità per chi vorrà seguirci: Servizio Pubblico sarà visibile non solo sulle televisioni regionali, su internet e dagli abbonati Sky ma anche su Cielo al canale 26 del digitale terrestre. L'avventura continua».

6 gennaio 2012
da ilmessaggero.it

giovedì, gennaio 12, 2012

Soffri di mal di testa? Fare sesso con gli amici potrebbe fartelo passare!

lary, una 22enne studentessa del Connecticut, deve aver creduto di non aver sentito bene. Sì perché quando è andata dal medico della sua Università lamentando frequenti e fastidiosi mal di testa si è vista rispondere “Fai più sesso!”” Ilary però non ha un fidanzato, e alla sua obiezione il professore le ha risposto “Allora trova qualche amico!.

Vi sembra strana la risposta? All’Università del Connecticut è stato svolto uno studio comparativo, due gruppi di giovani pazienti di sesso femminile che soffrono spesso di emicranie sono state per diversi mesi sottoposte ad un esperimento. Al primo gruppo erano somministrati i più recenti farmaci contro il mal di testa, mentre al secondo gruppo era vietato prendere medicinali.

Il risultato? In presenza di un’attività sessuale frequente le ragazze che non prendevano alcuna cura sono risultate essere quelle che meglio hanno superato il problema delle emicranie.Sembra che fare l’amore infatti produca nel nostro organismo delle sostanze di origine ormonale che vanno a influire sui centri cerebrali, rallentando le cause del dolore.

E se non ho un fidanzato come faccio? Semplice, basta avere alcuni amici, si farà la loro gioia e si risolverà in fretta un problema tanto frequente quanto fastidioso.

da basilisk.it

Ad ogni modo intendo aprire una clinica per la cura del mal di testa! :D

Treno "verde"


Airtrain, aria fresca nelle carrozze dei treni

Installazioni di piante verticali che rilasciano ossigeno assorbendo anidride carbonica, l'idea di VittoriLab


treno2Green e di design. Si tratta di AirTrain, un progetto nato da un'idea dello studio VittoriLab per garantire ai passeggeri dei treni un'aria salubre e costantemente depurata all'interno dei vagoni.

Piante mangia-anidride carbonica.
Per farlo, VittoriLab ha preso a prestito una tecnologia brevettata dalla NASA: per migliorare la qualità dell'aria, vengono utilizzate determinate piante che assorbono molto rapidamente le emissioni di anidride carbonica, rilasciando abbondante ossigeno. Un vero e proprio depuratore naturale.

treno1Sole&acqua.
Per garantire la massima efficienza del sistema verde, VittoriLab ha studiato un sistema per cui le piante, collocate in un'apposita cella trasparente che corre lungo tutto il soffitto, ricevono abbondante luce dall'esterno. Per mantenere sempre idratati gli esemplari, è stato creato un bacino di raccolta dell'acqua piovana intelligente in grado di calcolare quando le piante necessitano di idratazione.

airtrainOltre ad essere un esempio di sostenibilità, gli AirTrain promettono di diventare presto anche un modello di biodesign, dimostrando come natura e tecnologia possano lavorare a braccetto e migliorare l'aria e l'aspetto di un semplice vagone-treno.








20 dicembre 2011
da casaeclima.com

Le proteste su Groupon

Su segnalazione di marghe...

IL FENOMENO DEi «COUPON»
La protesta online delle vittime dei «deal»
Su Facebook la pagina «Groupon: problemi e denunce»
La società si difende: i delusi possono essere rimborsati

MILANO — Megasconti, ma anche insoddisfazione. Non solo offerte eccezionali per giri in Ferrari o in mongolfiera. Il fantastico mondo di Gropoun, il sito di social shopping approdato in Italia 18 mesi fa, oggi si popola di proteste, reclami, minacce di denunce. Malcontento tra gli utenti, ma pure fra le aziende che dovrebbero erogare i servizi. A sorpresa, il trionfo dei deals spesso non fa felici i partner di Groupon. Come è possibile? Schiacciate dall’enorme numero di acquisti o prenotazioni, a volte le società si trovano costrette a bloccare le forniture oppure a ritardarle senza tempi certi.

IL CASO - È successo a una pasticceria di Milano, la prima nel capoluogo lombardo ad aver aderito all’offerta di vendere paste e torte sotto costo: 9 euro al chilo, anziché 24, una proposta lanciata il 28 novembre. Come è andata? Un successone. Peccato che i seicento coupons venduti in pochi giorni non facciano sorridere i titolari. Troppo lavoro sotto Natale, in più perdite sicure nel bilancio. «Abbiamo avvertito il sito — spiega la pasticciera —, purtroppo per dicembre non possiamo prendere prenotazioni per i clienti di Groupon. Il buono vale sei mesi — promette la pasticciera — quindi, riprenderemo la fornitura dopo le feste». Dai dolci alle vacanze. Non sono stati fortunati neppure quelli che per Capodanno avevano contato su un bel soggiorno in Sardegna, in un hotel a quattro stelle, antica residenza nobiliare risalente al XVIII secolo «una delle più rappresentative abitazioni padronali di Sardara e del Medio Campidano». Novecentocinquanta coupons venduti a fronte di 50 concordati. Per questo «Casa Diana» ha annullato il contratto, con un annuncio sul proprio sito per placare l’ira dei consumatori. E un consiglio: «Chiedete il rimborso a Groupon». Una parrucchiera bolognese, Roberta Zanarini, invece, sta provando da un mese a rescindere il contratto di fronte alla mole di shampoo, tagli, meches, colore e altro ancora, che l’aspetterebbe se dovesse soddisfare in sei mesi i 450 coupon venduti in ottobre, a soli 29 euro. «Non so più come uscirne — racconta —, quelli di Groupon mi avevano promesso un centinaio di acquisti, invece mi sono trovata travolta dalle prenotazioni. Se rifiuto, la gente se la prende con me, invece non sa che i soldi finiscono nelle casse dell’azienda e noi partner li prendiamo solo a prestazione erogata». Quanto guadagna un partner? «Nel mio caso, ma credo sia abbastanza la regola, prenderò il 50 per cento di quello che i clienti pagano per il coupon, il resto lo trattiene il sito».

LA PALESTRA - Sempre a Bologna c’è una palestra che ha registrato il record di acquisti: 600 abbonamenti, quando ne erano stati concordati appena 80. «Conosco il titolare — spiega Roberta —, adesso ha problemi grossi con la clientela storica, troppi iscritti e disagi per tutti». C’è anche un’estetista nei guai, che chiede di non rivelare il nome: «Seicentocinquanta coupon venduti da smaltire giro di sei mesi, in pratica 6.500 fanghi che neppure le terme di Salsomaggiore potrebbero effettuare». Casi italiani. Ma il ciclone Groupon ha scosso anche i partner inglesi. Il problema sembra sempre il medesimo. Si lamenta sulle pagine del Daily Mail mister Harman, 53 anni, titolare di un pub famoso per il patè di fegato di pollo: «Negli ultimi sei mesi ho sgobbato per preparare 750 pranzi. Il guadagno? 5 sterline e mezzo a pasto». Sono andati a ruba anche i coupon per l’acquisto di cupcakes, 102 mila pezzi venduti in pochi giorni, gioia per il palato dei fortunati acquirenti, ma anche rovina per la pasticciera inglese Mrs Brown: «Per soddisfare gli ordini dovrò assumere altri dipendenti, ho fatto i conti: perderò 2 sterline e mezzo per ordine».

SU FACEBOOK - Sul fronte dei consumatori la protesta infuria su Facebook. Sono quasi 350 i clienti delusi (numero in costante crescita) che gridano vendetta. Determinati, ostinati, irriducibili, si sono riuniti in gruppo tre settimane fa. Non solo per riavere i soldi, ma anche per demolire l’immagine del «market» con una pubblicità negativa che, al primo impatto, scoraggerebbe chiunque dall’intraprendere qualsiasi acquisto virtuale. Il gruppo si chiama «Groupon: problemi e denunce», e cerca di affrontare difficoltà e intoppi legate a compravendite non andate a buon fine. Storie natalizie, come quella di Elena di Milano: «Ho comprato un albero di Natale il 27 novembre, regolarmente pagato, con una e-mail di conferma inviatami da Groupon: mai consegnato. Ho mandato decine di e-mail e perso ore in telefonate senza avere alcuna risposta dal sito. Ieri ho inviato una diffida con un ultimatum, se non vengo risarcita, farò una denuncia». Regali natalizi mancati per Emanuela P. di Varese: «Io ho ordinato due paia di Ugg (stivali in montone, ndr) il 26 ottobre. Nonostante abbia mandato sollecitazioni via e-mail e chiamato diverse volte il servizio clienti, non ho ottenuto alcun risultato. Inutile dire che gli stivali non li voglio più e rivoglio i miei soldi, 149 euro, sulla carta di credito».

I SUGGERIMENTI - I consigli su Fb non mancano. Chi ne sa di più è Fabrizio Gallina, che insieme a Roberto Poggi è tra i fondatori del gruppo: «Avevo comprato un Iphone che naturalmente non è mai arrivato. Dopo mesi di insistenze, ho cercato di guardarmi intorno, e su internet ho cercato persone che come me avevano avuto una brutta esperienza. Ora eccomi qua, attraverso il gruppo su Facebook, aiuto chi non sa come uscire dalla rete di Groupon». Un altro punto di contestazione è quello delle fatture. Argomento forte di Roberto Poggi, che dalle pagine del social network non si stanca di raccomandare di farsele mandare: «Spesso non arrivano con il prodotto, e a farne le spese è la durata della garanzia. Anche in questo caso la parola d’ordine è «non demordere».

LA DIFESA - Come si difende Groupon? «Non in tutti i casi si stabilisce un limite alle vendite — spiega Federica Moscheni, communication manager —, se esiste, noi rispettiamo il tetto massimo fissato nel contratto. Quando non c’è, e il problema è legato al partner che non riesce a soddisfare l’acquirente, l’utente può chiedere il rimborso a noi». E il caso dell’hotel sardo, Casa Diana? «Abbiamo sbagliato noi. C’è stato un ritardo nella comunicazione del numero dei coupons da vendere e non abbiamo fatto in tempo a bloccare l’offerta. Per questo abbiamo già provveduto ai rimborsi».Nessuna obiezione, però, sui problemi con la clientela: «Sappiamo che ci sono delle lamentele, ma tutto è legato al business che in Italia è cresciuto molto rapidamente. Cerchiamo di migliorare, di fare di meglio, ma ci sono anche i clienti soddisfatti: loro, di certo, non si fanno sentire».

29 dicembre 2011
da corriere.it

mercoledì, gennaio 11, 2012

Compleanno del giorno

(alla fine della giornata vi sveliamo il segreto della foto...)



AUGURI MARY!!!




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martedì, gennaio 10, 2012

Due contributi

Solo due contributi a spot: uno per aggiornare su una vicenda che avevamo affrontato un po' di tempo fa:

Groupon, la scure degli Ordini sui professionisti

è interessante anche leggere i commenti della gente, per capire cosa ne pensa.

L'altro è relativo alla diffusione dei dispositivi "chiusi" a scapito dei pc. C'è da riflettere anche su questo, a mio avviso.

Perchè i computer generici spariranno

Anche se non si vuole andare a vedere tutto il video o leggere tutta la traduzione, il riassunto iniziale è uno spunto per capire la situazione. E in che direzione si rischia di andare se non si è consapevoli di ciò che si acquista.

Il nostro futuro...

Alle 9 in punto, la versione di Oscar

Su Radio 24. Un paio di link del podcast:
1) Intervista al Ministro Barca;
2) Sul debito pubblico;

Ecco chi non paga l'ICI


Dossier
Chiesa, associazioni, ambasciate
i privilegiati che non pagano l'Ici
Il Vaticano - con 115 mila case e 9 mila scuole - fa la parte del leone,
ma la lista degli esentati è molto lunga. Dentro la zona grigia
dell'uso non commerciale, si infilano migliaia di attività
sanitarie, didattiche, ricettive


CHIESA ma non solo. L'ombrello della norma Taglia-Ici non ripara solo gli immobili (quelli ad uso "non esclusivamente commerciale") del Vaticano. Certo il mattone di Dio - 115mila case, 9mila scuole, 4mila tra ospedali e centri sanitari - fa la parte del leone. Ma la platea dei beneficiari dell'esenzione dall'imposta è molto più ampia. Non pagano tutte le altre confessioni religiose. Zero tasse per le associazioni non profit, le ong, le ambasciate, le Fondazioni liriche, i palazzi intestati a Stati esteri. Niente Ici nemmeno per edicole, cappelle nei cimiteri, musei e per le proprietà di Comuni, Province e Regioni utilizzate a fini istituzionali.

La legge prevede l'esenzione per gli immobili di enti senza fine di lucro "destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive". Come succede per il patrimonio della Santa Sede, però, anche qui esiste una ampia area grigia dove l'uso "non commerciale" dei beni è difficile da certificare. Ci sono ospedali controllati da pseudo-Onlus (e accreditati con il servizio sanitario nazionale) che fatturano centinaia di milioni.

Fondazioni che affittano case e palazzi di lusso incassando fior di quattrini ogni anno senza dover pagare un centesimo di imposta. Circoli sportivi e dopo-lavoro traasformati in piccoli - e ricchissimi - villaggi Valtur del tutto esentasse. Ecco l'elenco degli "utilizzatori finali" più importanti della norma Taglia-Ici. E quello delle realtà sociali più vicine al mondo dell'assistenza sociale che in realtà - malgrado di solito si pensi il contrario - sono costretti a pagarla.

RELIGIONI
Musulmani e buddisti salvi come i cattolici
Tutti i luoghi di culto non pagano l'Ici. Vale per parrocchie, moschee, sinagoghe, anche per l'unico edificio in mano all'Unione Buddista Italiana. Per tutti vale l'esenzione dei beni utilizzati a fini "non esclusivamente commerciali". Con i Comuni incaricati di valutare eventuali abusi. Una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecco, per dire, ha esentato dall'imposta un ex-opificio trasformato in "luogo di culto dalla locale comunità mussulmana".

CIRCOLI
Biliardini e ristoranti sfuggono alla gabella
I circoli ricreativi che fanno capo a organizzazioni non a fine di lucro non pagano l'Ici. Vale ad esempio per i 5.500 circoli e sodalizi Arci, anche se l'associazione – conferma il presidente Paolo Beni – paga l'imposta sulle parti di edificio legate ad attività commerciali come ristoranti. È forse una delle partite più delicate, visto che in molte di queste realtà operano attività di ristorazione. "Ma sono rette dal volontariato e funzionano solo per i soci", assicura Beni.

ONLUS
Molte cause in tribunale per gli immobili affitati
Tutte le Onlus e le Ong sono esentate dal pagamento dell'Ici, almeno per gli edifici che usano come sedi proprie e non a fine di lucro. Non paga Emergency, non paga Medici senza frontiere, non paga l'Associazione per la ricerca sul cancro e la Lega per il filo d'oro. Chi invece dispone di un patrimonio di immobili messi a reddito (cioè affittati) è costretto - almeno in teoria - a onorare con il fisco il pagamento dell'imposta, anche se la materia è ancor oggi oggetto di confronto giuridico.

SCUOLE
Niente tassa agli istituti legati agli enti no-profit
Un altro tema delicato è quello delle strutture sanitarie e scolastiche. Le cliniche private (convenzionate o meno con sistema sanitario nazionale) devono pagare l'Ici. Gli enti non commerciali convenzionati con la sanità pubblica - tra cui diverse istituzioni religiose o Onlus - invece no, almeno sui reparti ospedalieri mentre sul patrimonio immobiliare a reddito si paga tutto. Zero Ici anche per le scuole private che fanno capo a enti non a fine di lucro indipendentemente dal livello delle loro rette.

PARTITI
Pagano tutta l'imposta sulle abitazioni ereditate
I partiti politici non beneficiano di alcuna esenzione Ici. "Noi per la sede di Torre Argentina sborsiamo 2-3mila euro l'anno" mette i puntini sulle "i" Mario Staderini, segretario dei Radicali. Paga il Pd, pagano le fondazioni degli ex-Ds cui è stato dirottato il patrimonio di case (5.800 immobili) girato dai militanti. Fanno la loro parte - perché obbligati dalla legge - pure gli eredi della vecchia Democrazia Cristiana. Anche se durante i burrascosi anni di Tangentopoli e della diaspora della Balena bianca è svanita nel nulla una dote di qualche centinaio di edifici di pregio.

SINDACATI
Patrimonio milionario, non ricevono sconti
I sindacati (come Confindustria) pagano l'Ici. Sia per le loro sedi istituzionali che per gli altri immobili destinati a reddito. Si tratta di un patrimonio importante. Solo la Cgil ha oltre 3mila tra uffici e delegazioni lungo tutta la Penisola. La Cisl ne ha addirittura 5mila. Il mattone nel portafoglio della Uil ha un valore stimato di circa 35 milioni. Un "tesoretto" accumulato grazie a lasciti, donazioni e investimenti nel corso degli anni e cresciuto sullo zoccolo duro dei beni ereditati (esentasse) per legge dalle vecchie rappresentanze sindacali dell'era fascista.

10 dicembre 2011
da repubblica.it



Non solo Chiesa: anche le Fondazioni politiche non pagano l'Ici

Roma - La Chiesa cattolica è la prima della lista degli "imputati". Ma in Italia l’elenco dei privilegiati che non pagano l’Ici è lunghissimo. Partiti, associazioni di categoria, sindacati, enti e fondazioni con funzioni sociali, scientifiche, di ricerca o culturali, centri studi e casse di previdenza: sono tanti, grazie alla legge 504 del 1992, ad aver approfittato in questi anni delle esenzioni fiscali.

Epicentro del patrimonio non tassato, Roma. Dove il fenomeno, benché legale, è talmente diffuso e pervasivo da assumere il carattere dell’iniquità. E così mentre il governo reintroduce l’Imu sulla prima casa, rimangono liberi dall’imposta non solo le sedi di Pdl e Pd, Cisl, Uil e Confindustria, ma anche le loro articolazioni. Come spiegare, altrimenti, l’esenzione della sede sociale del Circolo canottieri Tevere Remo che al suo interno ospita open bar, ristorante, sale di lettura e biliardo? O il Tennis Club Parioli, dotato di 22 campi da tennis, tre per il calcetto e una palestra attrezzata?

Basta dare uno sguardo alla congerie di organismi che nel corso del tempo ha chiesto e ottenuto di non pagare l’Ici grazie a una semplice autocertificazione: a Roma sono 2.800, proprietari in un modo o nell’altro di 3.500 immobili. E se il grosso dell’elenco è fatto dagli edifici di culto come le parrocchie (722) e le chiese (104), ma solo quelle che stanno su suolo italiano e non godono della extraterritorialità spettante agli edifici del Vaticano, discorso diverso vale per le confraternite trasformate in alberghi o bed & breakfast, per le 600 fondazioni politiche, bancarie, farmaceutiche (dalla Pfizer alla Telecom, passando per la dalemiana ItalianiEuropei, la Mediolanum di Doris e i Figli del Littorio che offrono borse di studio alla prole degli aviatori) e le 320 varie associazioni.

Ci sono i produttori di bovini e gli allevatori di suini, i coniglicoltori, i podologi e i fioristi, c’è persino l’Unione per la produzione della patata, quella per la tutela dei cavalli da trotto, nonché l’istituto italiano alimenti surgelati.

Congregrazioni e confraternite
Ufficialmente il patrimonio immobiliare della Chiesa al di fuori delle mura Vaticane, dunque esente da tributi, è contemplato negli articoli dal 13 al 16 dei Patti Lateranensi. Comprende una serie di basiliche, conventi e palazzi (Dataria, Cancel leria e Propaganda Fide in Piazza di Spagna), oltre ad alcuni edifici che hanno progressivamente assunto il medesimo status: l’Università Gregoriana, gli Istituti biblico e orientale. Tuttavia il Concordato prevede speciali agevolazioni anche per le proprietà della Santa Sede e degli «enti ecclesiastici o religiosi».

Questa definizione abbraccia anche quelle, tante, confraternite e congregazioni che ospitano attività commerciali: ristoranti, pensionati, persino hotel di charme. L’Istituto dei Fratelli di San Gabriele, per esempio, gestisce l’omonima casa d’accoglienza per visitatori e pellegrini in via Trionfale, «a 10 km dal Vaticano», recita la brochure che mette a disposizione una parte dei locali della Casa generalizia. Sono trenta le camere circondate da un parco con parcheggio per automobili e pullman, la presenza di una cappella la rende esente dall’Imu. Il piccolo Istituto suore carmelitane teresiane, in via Tasso, offre prezzi stracciati. O la Casa delle suore della Sacra Famiglia di Urgel, in via Dandolo, al Gianicolo: 25 euro la singola, 45 la doppia. E non paga l’Ici.

Fondazioni politiche
È l’istituto dentro al quale finisce di tutto. Una "zona grigia" che alimenta il sospetto che le "fondazioni politiche" siano utilizzate come paravento per lucrare uno speciale regime fiscale e tributario. E così se i partiti sono Ici-free per legge, usufruiscono dello stesso trattamento anche gli spazi che ospitano scuole di politica e centri di ricerca. Perché non ci sono solo la Fondazione Fanfani, Iotti, Sturzo e Gramsci, ma anche la Fondazione Liberal (dal 2009 Liberal-Popolare) che vanta ben due immobili non tassati e, dice il sito, «ha natura politico culturale di orientamento liberalconservatore e teocon, è stata fondata ed è guidata da Ferdinando Adornato, attuale deputato e coordinatore dell’Unione di Centro».
Poi c’è la Fondazione ItalianiEuropei (voluta da Massimo D’Alema), la Cristoforo Colombo per le libertà presieduta dall’ex ministro pdl Claudio Scajola, la Libera Fondazione di Giustina Destro, berlusconiana pentita, la scuola Democratica fondata da Walter Veltroni, l’ex finiana Fare- Futuro ora guidata da Adolfo Urso, la Fede e Scienza del centrista Rocco Buttiglione, la Magna Carta del pidiellino Gaetano Quagliarello. Senza dimenticare la Fondazione Willy Brandt, presieduta da quell’Ettore Incalza, già capo della struttura tecnica di missione dell’ex ministro Matteoli, invischiato nell’inchiesta sui Grandi eventi per aver beneficiato di 520 mila euro pagati dall’architetto Zampolini per conto dell’imprenditore Diego Anemone per l’acquisto della casa della figlia.

Cultura e ricerca
Non sono solo le Fondazioni politiche a non versare un euro nelle casse del Campidoglio. I colossi della farmaceutica come la Pfizer e la Serono vantano un immobile esente Ici a testa. Così le maison dell’alta moda che si occupano di cultura: Alda Fendi e Carla Fendi; Biagiotti, Capucci, Fontana. Ancora, la Fondazione Cecchi Gori. Gli istituti di credito (Bnl, Credito cooperativo, Banca delle comunicazioni) e grandi aziende come Telecom Italia. L’Astrid di Franco Bassanini svolge ricerche sulla riforma delle istituzioni e l’innovazione nella pubblica amministrazione, ed è esente dall’imposta. Diversi immobili free seguono il filone produttivo: la Rete imprese presieduta da Giuseppe De Rita e la fondazione Ricerca e Imprenditorialità guidata dall’ex capo di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.

Centri studi
Mondo variegato e potente. Il più blasonato è senza dubbio l’Aspen institute, i cui presidenti onorari sono Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio, quello operativo è l’ex ministro Giulio Tremonti, il direttore generale è stato fino a un paio di settimane Marta Dassù, il neo-sottosegretario agli Esteri. Nel comitato esecutivo siedono, fra gli altri, il premier Mario Monti, i due Letta, Fedele Confalonieri e Romano Prodi.

Associazioni
Onlus, certo, ma anche sigle che riuniscono appassionati delle più varie arti e settori di nicchia. Come l’Associazione nazionale allevatori del cavallo da sella italiano o i consulenti tributari. C’è l’Associazione romana cremazione e quella dei fioristi, l’Associazione nazionale allevatori razze charolaise e limousine, due tipi di bovini dal raro mantello bianco, oltre a vari gruppi di produttori ortofrutticoli. Il lungo elenco, 320 realtà, si chiude con "L’agricoltura è vita".

22 dicembre 2011
da wallstreetitalia.com

lunedì, gennaio 09, 2012

"The Pacific" su Rete 4

Dopo esser passata su sky...
http://compagniaindie.blogspot.com/2010/05/pacific.html

viene trasmesssa in chiaro su Mediaset...

The Pacific, la serie bellica di
Steven Spielberg e Tom Hanks su Rete4

Dal 4 gennaio su Rete4 in prima visione assoluta debutterà la serie tv evento di stampo bellico firmata da Steven Spielberg e Tom Hanks, The Pacific. L'appuntamento è alle 21,10 per cinque settimane (due puntate a serata) . Non è un telefilm qualunque, non solo per il tema trattato ma anche per i nomi che ci sono dietro. A realizzare questa produzione troviamo infatti, come detto prima, Spielberg e Hanks, che tornano a lavorare insieme dieci anni dopo Band of brothers. The Pacific racconta la Seconda Guerra Mondiale sul fronte orientale, ovvero le ostilità tra americani e giapponesi, la cui narrazione è stata tratta da testimonianze vere di ex soldati di quell'epoca come Eugene B. Sledge e Robert Leckie contenute nelle loro memorie With the Old Breed ed Helmet for My Pillow, ottenendo una serie crudelmente realistica.
The Pacific ha ottenuto buoni ascolti nella sua trasmissione statunitense su HBO ed è stato premiato dalla critica con ben sette Emmy Awards vinti, un esempio di come la televisione e la storia si possono fondere in modo tale da realizzare un prodotto di qualità e di conoscenza.

Prossimi 2 episodi,
giovedì ore 23.35 su rete 4


Se si perde il biglietto dell'autostrada...

... ecco come fare!


Perdere il biglietto del pedaggio autostradale: per molti è uno dei peggiori incubi di quando si è in viaggio e non crediate sia un evento così raro. Basta semplicemente ritirare il biglietto al casello e poggiarlo troppo vicino al finestrino in modo che durante il viaggio o alla prima sosta, il prezioso tagliando possa "prendere il volo".
Come comportarsi allora in quest'infausta eventualità? Fermarsi e cercare il dispettoso pezzo di carta è possibile, ma solo nel caso ci si trovi ancora nel punto dove abbiamo effettuato la sosta, mentre è ovviamente da escludere qualora ci si trovi in piena marcia, troppo pericoloso! Preso atto che il nostro biglietto non è più tra noi, sorge (inevitabile) il ragionevole timore di come effettuare il pagamento una volta giunti al casello d'uscita. Senza contare lo spauracchio del leggendario "casello più distante"; minaccia con la quale sono cresciute intere generazioni di automobilisti: chi entrava a Firenze arrivando a Roma sprovvisto di biglietto, doveva in ogni caso pagare da Milano
Yahoo! Auto - I poteri degli Ausiliari del traffico.

La brutta notizia è che la norma non è cambiata: infatti secondo l'Art.176/16 CdS, per l'utente che "è sprovvisto del titolo di entrata, il pedaggio da corrispondere è calcolato dalla più lontana stazione di entrata per la classe del suo veicolo". A livello pratico, al casello d'uscita, previo intervento dell'operatore, ci verrebbe quindi consegnato uno scontrino di "mancato pagamento" con tutti i dati del veicolo (classe e targa), di transito (data, ora e casello di uscita) e l'importo da versare calcolato secondo quanto previsto dal Codice della Strada.

C'è però un buona, anzi ottima notizia: tutte le autostrade italiane prevedono la possibilità di compilare un'autocertificazione riguardante il casello effettivo di entrata, così che si possa pagare il corrispettivo realmente dovuto, il tutto senza alcuna maggiorazione anche online con carta di credito. Se qualcuno però pensa di poter il furbo per risparmiare sul pedaggio allora è il caso che raffreddi gli entusiasmi: le Società che gestiscono le autostrade possono infatti verificare che quanto dichiarato nell'autocertificazione corrisponda al vero; operazione semplice considerato il gran numero di telecamere presenti in ogni casello. Ovviamente, gli autori di "falsa testimonianza" vanno incontro a conseguenze ben poco piacevoli, anche penali.


13 ottobre 2011
da it.cars.yahoo.com

domenica, gennaio 08, 2012

Foto della settimana

Val di Fassa
18 agosto 2008

Durante una mini vacanza dolomitica in Val di Fassa tentiamo di salire le cinque dita del Sassolungo, fermandoci però, causa freddo (il giorno prima sulla II Torre del Sella nevicava!!!!!! ed era il 17 agosto!!!!), alla forcella tra pollice e indice, non male comunque come posto; durante la discesa, dai prati sopra il Rifugio Passo Sella, si può godere di questa vista sulle Torri del Sella a sinistra, sul Piz Boè e sul Sass Pordoi.
Alessio