giovedì, gennaio 12, 2012

Soffri di mal di testa? Fare sesso con gli amici potrebbe fartelo passare!

lary, una 22enne studentessa del Connecticut, deve aver creduto di non aver sentito bene. Sì perché quando è andata dal medico della sua Università lamentando frequenti e fastidiosi mal di testa si è vista rispondere “Fai più sesso!”” Ilary però non ha un fidanzato, e alla sua obiezione il professore le ha risposto “Allora trova qualche amico!.

Vi sembra strana la risposta? All’Università del Connecticut è stato svolto uno studio comparativo, due gruppi di giovani pazienti di sesso femminile che soffrono spesso di emicranie sono state per diversi mesi sottoposte ad un esperimento. Al primo gruppo erano somministrati i più recenti farmaci contro il mal di testa, mentre al secondo gruppo era vietato prendere medicinali.

Il risultato? In presenza di un’attività sessuale frequente le ragazze che non prendevano alcuna cura sono risultate essere quelle che meglio hanno superato il problema delle emicranie.Sembra che fare l’amore infatti produca nel nostro organismo delle sostanze di origine ormonale che vanno a influire sui centri cerebrali, rallentando le cause del dolore.

E se non ho un fidanzato come faccio? Semplice, basta avere alcuni amici, si farà la loro gioia e si risolverà in fretta un problema tanto frequente quanto fastidioso.

da basilisk.it

Ad ogni modo intendo aprire una clinica per la cura del mal di testa! :D

Treno "verde"


Airtrain, aria fresca nelle carrozze dei treni

Installazioni di piante verticali che rilasciano ossigeno assorbendo anidride carbonica, l'idea di VittoriLab


treno2Green e di design. Si tratta di AirTrain, un progetto nato da un'idea dello studio VittoriLab per garantire ai passeggeri dei treni un'aria salubre e costantemente depurata all'interno dei vagoni.

Piante mangia-anidride carbonica.
Per farlo, VittoriLab ha preso a prestito una tecnologia brevettata dalla NASA: per migliorare la qualità dell'aria, vengono utilizzate determinate piante che assorbono molto rapidamente le emissioni di anidride carbonica, rilasciando abbondante ossigeno. Un vero e proprio depuratore naturale.

treno1Sole&acqua.
Per garantire la massima efficienza del sistema verde, VittoriLab ha studiato un sistema per cui le piante, collocate in un'apposita cella trasparente che corre lungo tutto il soffitto, ricevono abbondante luce dall'esterno. Per mantenere sempre idratati gli esemplari, è stato creato un bacino di raccolta dell'acqua piovana intelligente in grado di calcolare quando le piante necessitano di idratazione.

airtrainOltre ad essere un esempio di sostenibilità, gli AirTrain promettono di diventare presto anche un modello di biodesign, dimostrando come natura e tecnologia possano lavorare a braccetto e migliorare l'aria e l'aspetto di un semplice vagone-treno.








20 dicembre 2011
da casaeclima.com

Le proteste su Groupon

Su segnalazione di marghe...

IL FENOMENO DEi «COUPON»
La protesta online delle vittime dei «deal»
Su Facebook la pagina «Groupon: problemi e denunce»
La società si difende: i delusi possono essere rimborsati

MILANO — Megasconti, ma anche insoddisfazione. Non solo offerte eccezionali per giri in Ferrari o in mongolfiera. Il fantastico mondo di Gropoun, il sito di social shopping approdato in Italia 18 mesi fa, oggi si popola di proteste, reclami, minacce di denunce. Malcontento tra gli utenti, ma pure fra le aziende che dovrebbero erogare i servizi. A sorpresa, il trionfo dei deals spesso non fa felici i partner di Groupon. Come è possibile? Schiacciate dall’enorme numero di acquisti o prenotazioni, a volte le società si trovano costrette a bloccare le forniture oppure a ritardarle senza tempi certi.

IL CASO - È successo a una pasticceria di Milano, la prima nel capoluogo lombardo ad aver aderito all’offerta di vendere paste e torte sotto costo: 9 euro al chilo, anziché 24, una proposta lanciata il 28 novembre. Come è andata? Un successone. Peccato che i seicento coupons venduti in pochi giorni non facciano sorridere i titolari. Troppo lavoro sotto Natale, in più perdite sicure nel bilancio. «Abbiamo avvertito il sito — spiega la pasticciera —, purtroppo per dicembre non possiamo prendere prenotazioni per i clienti di Groupon. Il buono vale sei mesi — promette la pasticciera — quindi, riprenderemo la fornitura dopo le feste». Dai dolci alle vacanze. Non sono stati fortunati neppure quelli che per Capodanno avevano contato su un bel soggiorno in Sardegna, in un hotel a quattro stelle, antica residenza nobiliare risalente al XVIII secolo «una delle più rappresentative abitazioni padronali di Sardara e del Medio Campidano». Novecentocinquanta coupons venduti a fronte di 50 concordati. Per questo «Casa Diana» ha annullato il contratto, con un annuncio sul proprio sito per placare l’ira dei consumatori. E un consiglio: «Chiedete il rimborso a Groupon». Una parrucchiera bolognese, Roberta Zanarini, invece, sta provando da un mese a rescindere il contratto di fronte alla mole di shampoo, tagli, meches, colore e altro ancora, che l’aspetterebbe se dovesse soddisfare in sei mesi i 450 coupon venduti in ottobre, a soli 29 euro. «Non so più come uscirne — racconta —, quelli di Groupon mi avevano promesso un centinaio di acquisti, invece mi sono trovata travolta dalle prenotazioni. Se rifiuto, la gente se la prende con me, invece non sa che i soldi finiscono nelle casse dell’azienda e noi partner li prendiamo solo a prestazione erogata». Quanto guadagna un partner? «Nel mio caso, ma credo sia abbastanza la regola, prenderò il 50 per cento di quello che i clienti pagano per il coupon, il resto lo trattiene il sito».

LA PALESTRA - Sempre a Bologna c’è una palestra che ha registrato il record di acquisti: 600 abbonamenti, quando ne erano stati concordati appena 80. «Conosco il titolare — spiega Roberta —, adesso ha problemi grossi con la clientela storica, troppi iscritti e disagi per tutti». C’è anche un’estetista nei guai, che chiede di non rivelare il nome: «Seicentocinquanta coupon venduti da smaltire giro di sei mesi, in pratica 6.500 fanghi che neppure le terme di Salsomaggiore potrebbero effettuare». Casi italiani. Ma il ciclone Groupon ha scosso anche i partner inglesi. Il problema sembra sempre il medesimo. Si lamenta sulle pagine del Daily Mail mister Harman, 53 anni, titolare di un pub famoso per il patè di fegato di pollo: «Negli ultimi sei mesi ho sgobbato per preparare 750 pranzi. Il guadagno? 5 sterline e mezzo a pasto». Sono andati a ruba anche i coupon per l’acquisto di cupcakes, 102 mila pezzi venduti in pochi giorni, gioia per il palato dei fortunati acquirenti, ma anche rovina per la pasticciera inglese Mrs Brown: «Per soddisfare gli ordini dovrò assumere altri dipendenti, ho fatto i conti: perderò 2 sterline e mezzo per ordine».

SU FACEBOOK - Sul fronte dei consumatori la protesta infuria su Facebook. Sono quasi 350 i clienti delusi (numero in costante crescita) che gridano vendetta. Determinati, ostinati, irriducibili, si sono riuniti in gruppo tre settimane fa. Non solo per riavere i soldi, ma anche per demolire l’immagine del «market» con una pubblicità negativa che, al primo impatto, scoraggerebbe chiunque dall’intraprendere qualsiasi acquisto virtuale. Il gruppo si chiama «Groupon: problemi e denunce», e cerca di affrontare difficoltà e intoppi legate a compravendite non andate a buon fine. Storie natalizie, come quella di Elena di Milano: «Ho comprato un albero di Natale il 27 novembre, regolarmente pagato, con una e-mail di conferma inviatami da Groupon: mai consegnato. Ho mandato decine di e-mail e perso ore in telefonate senza avere alcuna risposta dal sito. Ieri ho inviato una diffida con un ultimatum, se non vengo risarcita, farò una denuncia». Regali natalizi mancati per Emanuela P. di Varese: «Io ho ordinato due paia di Ugg (stivali in montone, ndr) il 26 ottobre. Nonostante abbia mandato sollecitazioni via e-mail e chiamato diverse volte il servizio clienti, non ho ottenuto alcun risultato. Inutile dire che gli stivali non li voglio più e rivoglio i miei soldi, 149 euro, sulla carta di credito».

I SUGGERIMENTI - I consigli su Fb non mancano. Chi ne sa di più è Fabrizio Gallina, che insieme a Roberto Poggi è tra i fondatori del gruppo: «Avevo comprato un Iphone che naturalmente non è mai arrivato. Dopo mesi di insistenze, ho cercato di guardarmi intorno, e su internet ho cercato persone che come me avevano avuto una brutta esperienza. Ora eccomi qua, attraverso il gruppo su Facebook, aiuto chi non sa come uscire dalla rete di Groupon». Un altro punto di contestazione è quello delle fatture. Argomento forte di Roberto Poggi, che dalle pagine del social network non si stanca di raccomandare di farsele mandare: «Spesso non arrivano con il prodotto, e a farne le spese è la durata della garanzia. Anche in questo caso la parola d’ordine è «non demordere».

LA DIFESA - Come si difende Groupon? «Non in tutti i casi si stabilisce un limite alle vendite — spiega Federica Moscheni, communication manager —, se esiste, noi rispettiamo il tetto massimo fissato nel contratto. Quando non c’è, e il problema è legato al partner che non riesce a soddisfare l’acquirente, l’utente può chiedere il rimborso a noi». E il caso dell’hotel sardo, Casa Diana? «Abbiamo sbagliato noi. C’è stato un ritardo nella comunicazione del numero dei coupons da vendere e non abbiamo fatto in tempo a bloccare l’offerta. Per questo abbiamo già provveduto ai rimborsi».Nessuna obiezione, però, sui problemi con la clientela: «Sappiamo che ci sono delle lamentele, ma tutto è legato al business che in Italia è cresciuto molto rapidamente. Cerchiamo di migliorare, di fare di meglio, ma ci sono anche i clienti soddisfatti: loro, di certo, non si fanno sentire».

29 dicembre 2011
da corriere.it

mercoledì, gennaio 11, 2012

Compleanno del giorno

(alla fine della giornata vi sveliamo il segreto della foto...)



AUGURI MARY!!!




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martedì, gennaio 10, 2012

Due contributi

Solo due contributi a spot: uno per aggiornare su una vicenda che avevamo affrontato un po' di tempo fa:

Groupon, la scure degli Ordini sui professionisti

è interessante anche leggere i commenti della gente, per capire cosa ne pensa.

L'altro è relativo alla diffusione dei dispositivi "chiusi" a scapito dei pc. C'è da riflettere anche su questo, a mio avviso.

Perchè i computer generici spariranno

Anche se non si vuole andare a vedere tutto il video o leggere tutta la traduzione, il riassunto iniziale è uno spunto per capire la situazione. E in che direzione si rischia di andare se non si è consapevoli di ciò che si acquista.

Il nostro futuro...

Alle 9 in punto, la versione di Oscar

Su Radio 24. Un paio di link del podcast:
1) Intervista al Ministro Barca;
2) Sul debito pubblico;

Ecco chi non paga l'ICI


Dossier
Chiesa, associazioni, ambasciate
i privilegiati che non pagano l'Ici
Il Vaticano - con 115 mila case e 9 mila scuole - fa la parte del leone,
ma la lista degli esentati è molto lunga. Dentro la zona grigia
dell'uso non commerciale, si infilano migliaia di attività
sanitarie, didattiche, ricettive


CHIESA ma non solo. L'ombrello della norma Taglia-Ici non ripara solo gli immobili (quelli ad uso "non esclusivamente commerciale") del Vaticano. Certo il mattone di Dio - 115mila case, 9mila scuole, 4mila tra ospedali e centri sanitari - fa la parte del leone. Ma la platea dei beneficiari dell'esenzione dall'imposta è molto più ampia. Non pagano tutte le altre confessioni religiose. Zero tasse per le associazioni non profit, le ong, le ambasciate, le Fondazioni liriche, i palazzi intestati a Stati esteri. Niente Ici nemmeno per edicole, cappelle nei cimiteri, musei e per le proprietà di Comuni, Province e Regioni utilizzate a fini istituzionali.

La legge prevede l'esenzione per gli immobili di enti senza fine di lucro "destinati allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive". Come succede per il patrimonio della Santa Sede, però, anche qui esiste una ampia area grigia dove l'uso "non commerciale" dei beni è difficile da certificare. Ci sono ospedali controllati da pseudo-Onlus (e accreditati con il servizio sanitario nazionale) che fatturano centinaia di milioni.

Fondazioni che affittano case e palazzi di lusso incassando fior di quattrini ogni anno senza dover pagare un centesimo di imposta. Circoli sportivi e dopo-lavoro traasformati in piccoli - e ricchissimi - villaggi Valtur del tutto esentasse. Ecco l'elenco degli "utilizzatori finali" più importanti della norma Taglia-Ici. E quello delle realtà sociali più vicine al mondo dell'assistenza sociale che in realtà - malgrado di solito si pensi il contrario - sono costretti a pagarla.

RELIGIONI
Musulmani e buddisti salvi come i cattolici
Tutti i luoghi di culto non pagano l'Ici. Vale per parrocchie, moschee, sinagoghe, anche per l'unico edificio in mano all'Unione Buddista Italiana. Per tutti vale l'esenzione dei beni utilizzati a fini "non esclusivamente commerciali". Con i Comuni incaricati di valutare eventuali abusi. Una recente sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecco, per dire, ha esentato dall'imposta un ex-opificio trasformato in "luogo di culto dalla locale comunità mussulmana".

CIRCOLI
Biliardini e ristoranti sfuggono alla gabella
I circoli ricreativi che fanno capo a organizzazioni non a fine di lucro non pagano l'Ici. Vale ad esempio per i 5.500 circoli e sodalizi Arci, anche se l'associazione – conferma il presidente Paolo Beni – paga l'imposta sulle parti di edificio legate ad attività commerciali come ristoranti. È forse una delle partite più delicate, visto che in molte di queste realtà operano attività di ristorazione. "Ma sono rette dal volontariato e funzionano solo per i soci", assicura Beni.

ONLUS
Molte cause in tribunale per gli immobili affitati
Tutte le Onlus e le Ong sono esentate dal pagamento dell'Ici, almeno per gli edifici che usano come sedi proprie e non a fine di lucro. Non paga Emergency, non paga Medici senza frontiere, non paga l'Associazione per la ricerca sul cancro e la Lega per il filo d'oro. Chi invece dispone di un patrimonio di immobili messi a reddito (cioè affittati) è costretto - almeno in teoria - a onorare con il fisco il pagamento dell'imposta, anche se la materia è ancor oggi oggetto di confronto giuridico.

SCUOLE
Niente tassa agli istituti legati agli enti no-profit
Un altro tema delicato è quello delle strutture sanitarie e scolastiche. Le cliniche private (convenzionate o meno con sistema sanitario nazionale) devono pagare l'Ici. Gli enti non commerciali convenzionati con la sanità pubblica - tra cui diverse istituzioni religiose o Onlus - invece no, almeno sui reparti ospedalieri mentre sul patrimonio immobiliare a reddito si paga tutto. Zero Ici anche per le scuole private che fanno capo a enti non a fine di lucro indipendentemente dal livello delle loro rette.

PARTITI
Pagano tutta l'imposta sulle abitazioni ereditate
I partiti politici non beneficiano di alcuna esenzione Ici. "Noi per la sede di Torre Argentina sborsiamo 2-3mila euro l'anno" mette i puntini sulle "i" Mario Staderini, segretario dei Radicali. Paga il Pd, pagano le fondazioni degli ex-Ds cui è stato dirottato il patrimonio di case (5.800 immobili) girato dai militanti. Fanno la loro parte - perché obbligati dalla legge - pure gli eredi della vecchia Democrazia Cristiana. Anche se durante i burrascosi anni di Tangentopoli e della diaspora della Balena bianca è svanita nel nulla una dote di qualche centinaio di edifici di pregio.

SINDACATI
Patrimonio milionario, non ricevono sconti
I sindacati (come Confindustria) pagano l'Ici. Sia per le loro sedi istituzionali che per gli altri immobili destinati a reddito. Si tratta di un patrimonio importante. Solo la Cgil ha oltre 3mila tra uffici e delegazioni lungo tutta la Penisola. La Cisl ne ha addirittura 5mila. Il mattone nel portafoglio della Uil ha un valore stimato di circa 35 milioni. Un "tesoretto" accumulato grazie a lasciti, donazioni e investimenti nel corso degli anni e cresciuto sullo zoccolo duro dei beni ereditati (esentasse) per legge dalle vecchie rappresentanze sindacali dell'era fascista.

10 dicembre 2011
da repubblica.it



Non solo Chiesa: anche le Fondazioni politiche non pagano l'Ici

Roma - La Chiesa cattolica è la prima della lista degli "imputati". Ma in Italia l’elenco dei privilegiati che non pagano l’Ici è lunghissimo. Partiti, associazioni di categoria, sindacati, enti e fondazioni con funzioni sociali, scientifiche, di ricerca o culturali, centri studi e casse di previdenza: sono tanti, grazie alla legge 504 del 1992, ad aver approfittato in questi anni delle esenzioni fiscali.

Epicentro del patrimonio non tassato, Roma. Dove il fenomeno, benché legale, è talmente diffuso e pervasivo da assumere il carattere dell’iniquità. E così mentre il governo reintroduce l’Imu sulla prima casa, rimangono liberi dall’imposta non solo le sedi di Pdl e Pd, Cisl, Uil e Confindustria, ma anche le loro articolazioni. Come spiegare, altrimenti, l’esenzione della sede sociale del Circolo canottieri Tevere Remo che al suo interno ospita open bar, ristorante, sale di lettura e biliardo? O il Tennis Club Parioli, dotato di 22 campi da tennis, tre per il calcetto e una palestra attrezzata?

Basta dare uno sguardo alla congerie di organismi che nel corso del tempo ha chiesto e ottenuto di non pagare l’Ici grazie a una semplice autocertificazione: a Roma sono 2.800, proprietari in un modo o nell’altro di 3.500 immobili. E se il grosso dell’elenco è fatto dagli edifici di culto come le parrocchie (722) e le chiese (104), ma solo quelle che stanno su suolo italiano e non godono della extraterritorialità spettante agli edifici del Vaticano, discorso diverso vale per le confraternite trasformate in alberghi o bed & breakfast, per le 600 fondazioni politiche, bancarie, farmaceutiche (dalla Pfizer alla Telecom, passando per la dalemiana ItalianiEuropei, la Mediolanum di Doris e i Figli del Littorio che offrono borse di studio alla prole degli aviatori) e le 320 varie associazioni.

Ci sono i produttori di bovini e gli allevatori di suini, i coniglicoltori, i podologi e i fioristi, c’è persino l’Unione per la produzione della patata, quella per la tutela dei cavalli da trotto, nonché l’istituto italiano alimenti surgelati.

Congregrazioni e confraternite
Ufficialmente il patrimonio immobiliare della Chiesa al di fuori delle mura Vaticane, dunque esente da tributi, è contemplato negli articoli dal 13 al 16 dei Patti Lateranensi. Comprende una serie di basiliche, conventi e palazzi (Dataria, Cancel leria e Propaganda Fide in Piazza di Spagna), oltre ad alcuni edifici che hanno progressivamente assunto il medesimo status: l’Università Gregoriana, gli Istituti biblico e orientale. Tuttavia il Concordato prevede speciali agevolazioni anche per le proprietà della Santa Sede e degli «enti ecclesiastici o religiosi».

Questa definizione abbraccia anche quelle, tante, confraternite e congregazioni che ospitano attività commerciali: ristoranti, pensionati, persino hotel di charme. L’Istituto dei Fratelli di San Gabriele, per esempio, gestisce l’omonima casa d’accoglienza per visitatori e pellegrini in via Trionfale, «a 10 km dal Vaticano», recita la brochure che mette a disposizione una parte dei locali della Casa generalizia. Sono trenta le camere circondate da un parco con parcheggio per automobili e pullman, la presenza di una cappella la rende esente dall’Imu. Il piccolo Istituto suore carmelitane teresiane, in via Tasso, offre prezzi stracciati. O la Casa delle suore della Sacra Famiglia di Urgel, in via Dandolo, al Gianicolo: 25 euro la singola, 45 la doppia. E non paga l’Ici.

Fondazioni politiche
È l’istituto dentro al quale finisce di tutto. Una "zona grigia" che alimenta il sospetto che le "fondazioni politiche" siano utilizzate come paravento per lucrare uno speciale regime fiscale e tributario. E così se i partiti sono Ici-free per legge, usufruiscono dello stesso trattamento anche gli spazi che ospitano scuole di politica e centri di ricerca. Perché non ci sono solo la Fondazione Fanfani, Iotti, Sturzo e Gramsci, ma anche la Fondazione Liberal (dal 2009 Liberal-Popolare) che vanta ben due immobili non tassati e, dice il sito, «ha natura politico culturale di orientamento liberalconservatore e teocon, è stata fondata ed è guidata da Ferdinando Adornato, attuale deputato e coordinatore dell’Unione di Centro».
Poi c’è la Fondazione ItalianiEuropei (voluta da Massimo D’Alema), la Cristoforo Colombo per le libertà presieduta dall’ex ministro pdl Claudio Scajola, la Libera Fondazione di Giustina Destro, berlusconiana pentita, la scuola Democratica fondata da Walter Veltroni, l’ex finiana Fare- Futuro ora guidata da Adolfo Urso, la Fede e Scienza del centrista Rocco Buttiglione, la Magna Carta del pidiellino Gaetano Quagliarello. Senza dimenticare la Fondazione Willy Brandt, presieduta da quell’Ettore Incalza, già capo della struttura tecnica di missione dell’ex ministro Matteoli, invischiato nell’inchiesta sui Grandi eventi per aver beneficiato di 520 mila euro pagati dall’architetto Zampolini per conto dell’imprenditore Diego Anemone per l’acquisto della casa della figlia.

Cultura e ricerca
Non sono solo le Fondazioni politiche a non versare un euro nelle casse del Campidoglio. I colossi della farmaceutica come la Pfizer e la Serono vantano un immobile esente Ici a testa. Così le maison dell’alta moda che si occupano di cultura: Alda Fendi e Carla Fendi; Biagiotti, Capucci, Fontana. Ancora, la Fondazione Cecchi Gori. Gli istituti di credito (Bnl, Credito cooperativo, Banca delle comunicazioni) e grandi aziende come Telecom Italia. L’Astrid di Franco Bassanini svolge ricerche sulla riforma delle istituzioni e l’innovazione nella pubblica amministrazione, ed è esente dall’imposta. Diversi immobili free seguono il filone produttivo: la Rete imprese presieduta da Giuseppe De Rita e la fondazione Ricerca e Imprenditorialità guidata dall’ex capo di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.

Centri studi
Mondo variegato e potente. Il più blasonato è senza dubbio l’Aspen institute, i cui presidenti onorari sono Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio, quello operativo è l’ex ministro Giulio Tremonti, il direttore generale è stato fino a un paio di settimane Marta Dassù, il neo-sottosegretario agli Esteri. Nel comitato esecutivo siedono, fra gli altri, il premier Mario Monti, i due Letta, Fedele Confalonieri e Romano Prodi.

Associazioni
Onlus, certo, ma anche sigle che riuniscono appassionati delle più varie arti e settori di nicchia. Come l’Associazione nazionale allevatori del cavallo da sella italiano o i consulenti tributari. C’è l’Associazione romana cremazione e quella dei fioristi, l’Associazione nazionale allevatori razze charolaise e limousine, due tipi di bovini dal raro mantello bianco, oltre a vari gruppi di produttori ortofrutticoli. Il lungo elenco, 320 realtà, si chiude con "L’agricoltura è vita".

22 dicembre 2011
da wallstreetitalia.com

lunedì, gennaio 09, 2012

"The Pacific" su Rete 4

Dopo esser passata su sky...
http://compagniaindie.blogspot.com/2010/05/pacific.html

viene trasmesssa in chiaro su Mediaset...

The Pacific, la serie bellica di
Steven Spielberg e Tom Hanks su Rete4

Dal 4 gennaio su Rete4 in prima visione assoluta debutterà la serie tv evento di stampo bellico firmata da Steven Spielberg e Tom Hanks, The Pacific. L'appuntamento è alle 21,10 per cinque settimane (due puntate a serata) . Non è un telefilm qualunque, non solo per il tema trattato ma anche per i nomi che ci sono dietro. A realizzare questa produzione troviamo infatti, come detto prima, Spielberg e Hanks, che tornano a lavorare insieme dieci anni dopo Band of brothers. The Pacific racconta la Seconda Guerra Mondiale sul fronte orientale, ovvero le ostilità tra americani e giapponesi, la cui narrazione è stata tratta da testimonianze vere di ex soldati di quell'epoca come Eugene B. Sledge e Robert Leckie contenute nelle loro memorie With the Old Breed ed Helmet for My Pillow, ottenendo una serie crudelmente realistica.
The Pacific ha ottenuto buoni ascolti nella sua trasmissione statunitense su HBO ed è stato premiato dalla critica con ben sette Emmy Awards vinti, un esempio di come la televisione e la storia si possono fondere in modo tale da realizzare un prodotto di qualità e di conoscenza.

Prossimi 2 episodi,
giovedì ore 23.35 su rete 4


Se si perde il biglietto dell'autostrada...

... ecco come fare!


Perdere il biglietto del pedaggio autostradale: per molti è uno dei peggiori incubi di quando si è in viaggio e non crediate sia un evento così raro. Basta semplicemente ritirare il biglietto al casello e poggiarlo troppo vicino al finestrino in modo che durante il viaggio o alla prima sosta, il prezioso tagliando possa "prendere il volo".
Come comportarsi allora in quest'infausta eventualità? Fermarsi e cercare il dispettoso pezzo di carta è possibile, ma solo nel caso ci si trovi ancora nel punto dove abbiamo effettuato la sosta, mentre è ovviamente da escludere qualora ci si trovi in piena marcia, troppo pericoloso! Preso atto che il nostro biglietto non è più tra noi, sorge (inevitabile) il ragionevole timore di come effettuare il pagamento una volta giunti al casello d'uscita. Senza contare lo spauracchio del leggendario "casello più distante"; minaccia con la quale sono cresciute intere generazioni di automobilisti: chi entrava a Firenze arrivando a Roma sprovvisto di biglietto, doveva in ogni caso pagare da Milano
Yahoo! Auto - I poteri degli Ausiliari del traffico.

La brutta notizia è che la norma non è cambiata: infatti secondo l'Art.176/16 CdS, per l'utente che "è sprovvisto del titolo di entrata, il pedaggio da corrispondere è calcolato dalla più lontana stazione di entrata per la classe del suo veicolo". A livello pratico, al casello d'uscita, previo intervento dell'operatore, ci verrebbe quindi consegnato uno scontrino di "mancato pagamento" con tutti i dati del veicolo (classe e targa), di transito (data, ora e casello di uscita) e l'importo da versare calcolato secondo quanto previsto dal Codice della Strada.

C'è però un buona, anzi ottima notizia: tutte le autostrade italiane prevedono la possibilità di compilare un'autocertificazione riguardante il casello effettivo di entrata, così che si possa pagare il corrispettivo realmente dovuto, il tutto senza alcuna maggiorazione anche online con carta di credito. Se qualcuno però pensa di poter il furbo per risparmiare sul pedaggio allora è il caso che raffreddi gli entusiasmi: le Società che gestiscono le autostrade possono infatti verificare che quanto dichiarato nell'autocertificazione corrisponda al vero; operazione semplice considerato il gran numero di telecamere presenti in ogni casello. Ovviamente, gli autori di "falsa testimonianza" vanno incontro a conseguenze ben poco piacevoli, anche penali.


13 ottobre 2011
da it.cars.yahoo.com

domenica, gennaio 08, 2012

Foto della settimana

Val di Fassa
18 agosto 2008

Durante una mini vacanza dolomitica in Val di Fassa tentiamo di salire le cinque dita del Sassolungo, fermandoci però, causa freddo (il giorno prima sulla II Torre del Sella nevicava!!!!!! ed era il 17 agosto!!!!), alla forcella tra pollice e indice, non male comunque come posto; durante la discesa, dai prati sopra il Rifugio Passo Sella, si può godere di questa vista sulle Torri del Sella a sinistra, sul Piz Boè e sul Sass Pordoi.
Alessio

sabato, gennaio 07, 2012

Congratulazioni agli sposi

(aspettavo una foto migliore, ma non mi è ancora giunta quindi...)

Un mese esatto fa il nostro Guelfo è convolato a nozze con Silvia



Congratulazioni!!!!

Niente Down in Danimarca

Questa la notizia: http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/nientedowninDanimarca.aspx
Lasciando perdere la fonte e le considerazioni di merito del giornalista, prendendo la notizia nuda e cruda per quello che è, riporto questa intervista fatta a Norberto Bobbio (http://it.wikipedia.org/wiki/Norberto_Bobbio) 21 anni fa.

Alla vigilia del referendum sull’aborto, il «Corriere della sera» dell’8 maggio 1981 pubblicò un’intervista di Giulio Nascimbeni a Norberto Bobbio. Il filosofo, tra i massimi esponenti della cultura laica del dopoguerra, spiega così le sue ragioni a favore della vita.

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Sono con Norberto Bobbio nel suo studio di Torino, fra scaffali gremiti e tavoli coperti da giornali e riviste. «Non parlo volentieri di questo problema dell’aborto» mi dice. Gli chiedo perché. «È un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri».

Quali diritti e quali doveri sono in conflitto?

«Innanzitutto il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. È lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell’aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all’aborto».

Lei parlava di diritti, non di un solo diritto

«C’è anche il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole. E c’è un terzo diritto: quello della società. Il diritto della società in generale e anche delle società particolari a non essere superpopolate, e quindi a esercitare il controllo delle nascite».

Non le sembra che, così posto, il conflitto fra questi diritti si presenti pressoché insanabile?

«È vero, sono diritti incompatibili. E quando ci si trova di fronte a diritti incompatibili, la scelta è sempre dolorosa».

Ma bisogna decidere.

«Ho parlato di tre diritti: il primo, quello del concepito, è fondamentale; gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati. Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l’aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all’aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto soltanto lasciandolo nascere».

Quali critiche muove alla legge 194?

«Al primo articolo è detto che lo Stato "garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile". Secondo me, questo diritto ha ragione d’essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l’interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite».

E se, abrogando la legge 194, si tornasse ai «cucchiai d’oro», alle «mammane», ai drammi e alle ingiustizie dell’aborto clandestino? L’aborto è una triste realtà, non si può negarla.

«Il fatto che l’aborto sia diffuso, è un argomento debolissimo dal punto di vista giuridico e morale. E mi stupisce che venga addotto con tanta frequenza. Gli uomini sono come sono: ma la morale e il diritto esistono per questo. Il furto d’auto, ad esempio, è diffuso, quasi impunito: ma questo legittima il furto? Si può al massimo sostenere che siccome l’aborto è diffuso e incontrollabile, lo Stato lo tollera e cerca di regolarlo per limitarne la dannosità. Da questo punto di vista, se la legge 194 fosse bene applicata, potrebbe essere accolta come una legge che risolve un problema umanamente e socialmente rilevante».

Esistono azioni moralmente illecite ma che non sono considerate illegittime?

«Certamente. Cito il rapporto sessuale nelle sue varie forme, il tradimento tra coniugi, la stessa prostituzione. Mi consenta di ricordare il Saggio sulla libertà di Stuart Mill. Sono parole scritte centotrent’anni fa, ma attualissime. Il diritto, secondo Stuart Mill, si deve preoccupare delle azioni che recano danno alla società: "il bene dell’individuo, sia esso fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente"».

Questo può valere anche nel caso dell’aborto?

«Dice ancora Stuart Mill: "Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l’individuo è sovrano". Adesso le femministe dicono: "Il corpo è mio e lo gestisco io". Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio. Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l’aborto. L’individuo è uno, singolo. Nel caso dell’aborto c’è un "altro" nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l’aborto si dispone di una vita altrui».

Tutta la sua lunga attività, professor Bobbio, i suoi libri, il suo insegnamento sono la testimonianza di uno spirito fermamente laico. Immagina che ci sarà sorpresa nel mondo laico per queste sue dichiarazioni?

«Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il "non uccidere". E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere».

venerdì, gennaio 06, 2012

The lonely island

Oggi sto scoprendo i Lonely Island, sono favolosi!!!!

http://www.youtube.com/watch?v=tLPZmPaHme0&feature=share

http://www.youtube.com/watch?v=GI6CfKcMhjY

http://www.youtube.com/watch?v=lQlIhraqL7o&feature=relmfu

Best lyrics ever!!!

Compleanno del giorno

Ecco a voi il piccolo Fede...


AUGURI FEDE!!!



PS: come "contenuto speciale" eccolo in versione "trasgressiva"


ve lo sareste mai aspettato??!?! hehehe

Compleanno del giorno 2012 propone...

Hola!
innanzitutto, buon annooooooooooooooooooooooooo!

Per il post dei compleanni è un po' che girava in testa quest'idea, vediamo se riusciamo a metterla in pratica x l'anno 2012.


Dopo foto della laurea, canzoni&film preferiti, come post celebrativo del genetliaco ci lanciamo... su "come eravamo"!
Ogni festeggiato sfoglia gli album di quando era piccolo, sceglie una foto, fa una bella scansione e me la invia via mail :)
dai che ci facciamo delle belle risate!

Visto che so già che tutti non ce la farete ;-P anche se mi mandate "in ritardo" la foto, ve lo aggiungo dopo nel post.

giovedì, gennaio 05, 2012

La Storia secondo Oliver Stone

Questa mi era sfuggita...

LA PROVOCAZIONE
"Hitler? Un capro espiatorio"
La Storia secondo Oliver Stone

Il regista realizza 'Secret History of America', dieci puntate per la tv via cavo
per raccontare gli ultimi 60 anni americani. Dalla bomba atomica alla guerra fredda

LOS ANGELES - Oliver Stone ha deciso di dare vita al suo sogno nel cassetto e riscrivere la storia. Lo farà in una miniserie di dieci puntate, Secret History of America, per la tv via cavo 'Showtime', che affronterà temi complessi, guardandoli da dietro le quinte. Non saranno semplici racconti convenzionali, ma una visione della storia a tre dimensioni. E personaggi come Stalin o Hitler saranno analizzati, come ha detto il regista durante la conferenza stampa di presentazione a Pasadena, "nel contesto storico nel quale sono vissuti".

"Stalin, Hitler, Mao, McCarthy. Queste persone sono stati vilipese già abbastanza nel tempo. Stalin ha invece completamente un'altra storia. Non ho intenzione di dipingerlo come un eroe ma vorrei raccontarlo basandomi sui fatti. Lui ha combattuto la macchina da guerra tedesca più di ogni singola persona. Non possiamo giudicare la gente considerandola solo 'buona' o 'cattiva'", ha spiegato Stone.

"Hitler è un facile capro espiatorio per la storia ed è stato utilizzato troppo facilmente. Ma in realtà è il prodotto di una serie di azioni. E' causa, ma è anche effetto... La gente in America non sa neanche la connessione che esiste tra Prima e Seconda Guerra Mondiale. Quello che ho cercato di fare è stato immedesimarmi nei panni di Stalin e di Hitler e di capire il loro punto di vista. Dovremmo cercare di educare, liberare e ampliare la nostra mente. Ma di guardare oltre i pregiudizi. Per esempio bisognerebbe studiare i finanziamenti del partito nazista. Capire quante società americane sono state coinvolte, dalla General Motors all'Ibm. Hitler era solo un uomo che avrebbe potuto essere facilmente assassinato".

Nelle dieci puntate Oliver Stone tratterà eventi storici, che lui stesso definisce "cruciali", degli ultimi sessant'anni. Dalla decisione del presidente Harry Truman di lanciare la bomba atomica, alle origini della guerra fredda con la Russia. "L'importante - ha spiegato il regista di JFK- è cercare un'empatia con il personaggio storico che sarebbe invece molto facile odiare. E' necessario per affrontare la storia, altrimenti avrei fatto una serie per History Channel".

"Non stiamo dicendo che avremo un punto di vista positivo su Hitler - ha aggiunto il professor Peter Kuznick, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Stone -. Ma lo descriveremo come un fenomeno storico e non come un tipo uscito fuori dal nulla". E questo, come Stone sa benissimo, non sarà apprezzato dagli storici più conservatori. Il premio Oscar come al solito sarà polemico, tagliente, controverso e non si mostrerà filoamericano. La visione dei supereroi non è quella che mostreranno le dieci puntate di Secret History. Ma la speranza è quella di arrivare nelle scuole, di mostrare agli studenti la miniserie. "Sarebbe un contrappeso importante alla storia che studiano oggi i ragazzi - ha concluso il regista -. Nessuno vuole imporre un punto di vista, ma sarebbe molto sano provare almeno a mostrarne di diversi".

11 gennaio 2010
da repubblica.it


Curioso di veder cosa ne esce: gli spunti sembrano interessanti. Ovviamente da veder sapendo prima come sono andate le cose e non prendendolo come la verità..

Raccolta firme per stipendi politici

Su segnalazione di PaolaF...

Inizia ufficialmente la raccolta firme per rendere illegale il trattamento privilegiato della classe politica

Da lunedì tutti i municipi sono attivi per la raccolta delle firme.

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l'elenco aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a firmare:


(ci sono già a Brescia, Berlingo, Calcinato, Castelmella, Chiari, Coccaglio, Concesio, CortenoGolgi, Desenzano, Erbusco, Edolo, Malonno, Manerbio, Ome)



Oggetto: Uno spiraglio di cambiamento da realizzare con urgenza

Uno spiraglio di cambiamento da realizzare con urgenza
Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo:
«Adeguamento alla media europea degli stipendi,emolumenti,indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L'iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo facebook "Nun Te Regghe Più", dal titolo della famosa canzone di Rino Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa popolare formata da un solo articolo:
"i parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell'unione europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell'unione per incarichi equivalenti"

L'iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea, eventuali segnalazioni di Comuni sprovvisti di moduli potranno essere effettuate direttamente nel gruppo facebook http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ o all'indirizzo di posta elettronica legge.ntrp@gmail.com

50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare indifferenti costa molto di più. Andate a firmare nel vostro comune e non fatelo da soli.

The Pomodoro Technique

The Pomodoro Technique® is a way to get the most out of time management. Turn time into a valuable ally to accomplish what we want to do and chart continuous improvement in the way we do it.

Francesco Cirillo created the Pomodoro Technique® in the 1980s. It is now practiced by professional teams and individuals around the world.

The basic unit of work in the Pomodoro Technique® can be split in five simple steps:

  1. Choose a task to be accomplished
  2. Set the Pomodoro to 25 minutes (the Pomodoro is the timer)
  3. Work on the task until the Pomodoro rings, then put a check on your sheet of paper
  4. Take a short break (5 minutes is OK)
  5. Every 4 Pomodoros take a longer break

http://www.pomodorotechnique.com/

Io ho provato un pochino... è fantastico!
C'è anche l'ebook gratis e tutta la "modulistica" per il metodo.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Pesci volanti

Su segnalazione di manu...

Pesci volanti, salti in alto nella barca
Lo spettacolare salto delle carpe argentate, originarie dell'Asia e introdotte in Nord America, spaventate dal passaggio di un motoscafo sul fiume Wabash, vicino Montezuma (Indiana). I pesci stanno creando problemi all'ambiente per le elevatissime densità, che alterano le catene trofiche, poiché mangiano qualunque tipo di plancton alterando gli ecosistemi in cui vivono
11 giugno 2011 da tv.repubblica.it

Ferilli perso ricorso per foto osè


Ferilli, niente risarcimento per le foto osè

Cassazione: non si lamenti e paghi le spese

ROMA - Il fascino di Sabrina Ferilli non fa breccia in Cassazione. La Suprema corte, infatti, ha bocciato il ricorso con il quale l'attrice romana chiedeva di essere risarcita per alcune foto senza veli pubblicate su due numeri del settimanale di gossip "Scandali 2000". La Ferilli sosteneva di essere stata diffamata perché quegli scatti erano stati accostati, nell'impaginazione, a quelli di altre donne che, a suo dire, erano star del porno. Ma i supremi giudici dopo aver visionato le foto - alle quali, spiegano, «hanno fatto legittimo accesso essendo il loro contenuto riportato nel capo di imputazione» - le hanno risposto che dalla vicinanza con le altre signore non poteva derivarle nessun danno. Si tratta, infatti, di «fotografie di note donne di spettacolo, apprezzate non solo per la loro venustà - scrive la Cassazione nella sentenza 42130 - ma anche per le loro capacità professionali: si tratta di attrici e modelle di rango» hanno concluso gli alti magistrati, che hanno condannato l'attrice al pagamento delle spese processuali.

La Suprema corte, infine, ha invitato la Ferilli a non prendersela così tanto, visto che una delle foto la cui pubblicazione l'ha spinta alla querela, era un suo «mezzo busto» riprodotto dalla copertina del settimanale "Max" per il quale la Ferilli ha posato per un calendario andato a ruba. Da questa circostanza, ad avviso della Cassazione, si «evince che comunque la foto era destinate alla pubblicazione».

Con questo verdetto, i supremi giudici hanno confermato l'assoluzione di Brunetto Fantauzzi, il direttore di "'Scandali 2000"
che, in primo grado, era stato condannato per quelle foto della Ferilli «nuda e in pose ammiccanti». La Corte di appello di Salerno, invece, il 19 gennaio 2010 lo aveva assolto ritenendo che «le foto di per sé non erano oscene, né avevano altre qualità deteriori, e la rivista non poteva considerarsi pornografica».

16 novembre 2011
da ilmessaggero.it

Ecco qualche foto:

martedì, gennaio 03, 2012

Articolo 18 e giovani

Su segnalazione di PaolaF...

L’articolo 18 e i giovani che non c’entrano

Ammetto di non avere sufficienti elementi per prendere una posizione sulla riforma del mercato del lavoro e sull’articolo 18. La discussione, mio malgrado, non mi appassiona. Non riesco a seguire i dibattiti sulle pensioni e sui contratti a tempo indeterminato, due argomenti che per i nostri nonni rappresentavano un’ovvietà, per i nostri padri un diritto e per noi un privilegio persino anacronistico.

Quando ci troviamo davanti alla parola ‘pensione’ spesso sorridiamo: sono pochissimi i giovani che oggi possono prendere una decisione professionale che garantisca loro un regime previdenziale dignitoso fra quarantacinque o cinquanta anni (perché nel frattempo l’aspettativa di vita potrebbe ancora crescere) e tra quei pochi c’è chi non coglie l’occasione, preoccupato di dover stabilire già oggi, in un mercato del lavoro altamente variabile e imprevedibile, quale carriera perseguire.

Anche il contratto a tempo indeterminato è, a mio avviso, un falso mito. Non credo che la massima ambizione dei miei coetanei sia poter fare lo stesso lavoro per tutta la vita. Piuttosto credo la nostra ambizione sia la stabilità. Un concetto ben diverso dalla fissità. Molti di noi accettano di giocare le loro carte all’interno di un mercato incerto, pieno di opportunità e di rischi, anche perché non conosciamo sistemi diversi da questo.

Di una cosa, però, sono convinto. Dicono che la riforma del mercato del lavoro sia necessaria per i giovani, che serva perché i padri devono rinunciare alle loro tutele per ‘trasferirle’ ai figli: non è così.

È stata già fatta una riforma del mercato del lavoro, nel 2003. A meno che qualcuno non si senta di sostenere che Marco Biagi ha sadicamente progettato una legge che rendesse i giovani più deboli, più precari, più ricattabili, è evidente che non basta una riforma per cambiare davvero gli equilibri tra le forze sociali. Da quella legge è stato estratto il peggio (la flessibilità) e sono state ignorate le tutele. Se non c’è lavoro e c’è forte competitività sociale, è evidente che chi ha bisogno di un’occupazione corre al ribasso e accetta compromessi sempre più vincolanti. Se non ci sono regole, decide solo il mercato.

Un altro sospetto sul fatto che questa discussione sia fatta solo strumentalmente in nome dei giovani è nelle modalità del processo politico che la sta ispirando: nessuno ci ha chiesto cosa ne pensiamo. Eppure gli strumenti per la partecipazione, nei partiti, nelle organizzazioni e online ci sono. Decidono di noi, non decidono con noi.

Noi non c’entriamo niente: si scannano tra partiti, sindacati, poteri, tra vecchi e meno vecchi. Si approfitta di questo governo di tutti e di nessuno per avviare un regolamento di conti all’interno delle forze politiche e sociali che è da anni nella volontà dei protagonisti, spesso conviventi a fatica in un bipolarismo mai maturato.

La richiesta della mia generazione è una sola: equità. Vorremmo un contratto che permetta alle banche di non scappare quando chiediamo un mutuo, vorremmo uno stipendio che ci permetta di mettere i soldi da parte per la pensione che non avremo, vorremmo poter scegliere tra un contratto più tutelato e meno oneroso e un contratto più flessibile ed economicamente soddisfacente. Per farlo, servono incentivi e disincentivi alle organizzazioni pubbliche e private.

Se si parlerà d’altro, non fatelo nel nostro nome.

22 dicembre 2011
da ilfattoquotidiano.it

Babbi Natale particolari

Su segnalazione di manu...

L'altro 25 dicembre
Babbo Natale: scene mai viste
Che fine ha fatto Santa Claus? A giudicare da queste foto, se la spassa proprio bene. Tra balene, spiagge, tuffi e snorkeling, ecco i posti più impensati in cui trovereste Babbo Natale. Seguitelo con noi in 17 luoghi che non vi aspettereste mai

22 dicembre 2011
da repubblica.it

questo è miticoooo :)

















lunedì, gennaio 02, 2012

Twitter Stories


Twitter lancia Twitter Stories:
storie di vite cambiate grazie ad un tweet

Twitter ha da poco lanciato un sito internet chiamato Twitter Stories con lo scopo di illustrare l’impatto che il servizio di microblogging ha avuto nelle vite di alcuni fortunati utenti che grazie ad appena 140 caratteri sono riusciti a fare qualcosa di straordinario.

Al momento il sito è ancora piuttosto scarno e si limita a riportare le testimonianze di alcuni personaggi celebri che dovrebbero fare da traino a tutti quegli utenti che hanno tratto qualche beneficio da un semplice tweet. La storia più incredibile e già molto nota è senza dubbio quella del musicista e produttore Chris Strout che grazie ad un tweet di pochi caratteri, “me**a, ho bisogno di un rene“, è riuscito a trovare un donatore ed ha potuto essere sottoposto con successo al trapianto.

O quella della Yuichi-kai, associazione giapponese di pesca che grazie a Twitter ha dato nuova linfa alla sua attività: ogni mattina i pescatori condividono foto e video dei pesci appena presi e danno la possibilità ai clienti di prenotarli fin da subito. Durante il viaggio di ritorno i vari ordini vengono smistati ed organizzati così da poter essere processati una volta rientrati in porto.

Twitter Stories è stato lanciato ufficialmente il 1° novembre ed è ancora alla ricerca di storie interessanti da aggiungere al database. Tutti possono partecipare alla selezione semplicemente spiegando brevemente il fatto e menzionando @twitterstories o utilizzando l’hashtag #twitterstories. In aggiunta, per illustrare meglio la storia, si possono allegare foto e video.

Ogni mese le storie più interessanti saranno pubblicate sul sito e tradotte in varie lingue, tra cui portoghese, turco, tedesco, francese, giapponese e russo. Se non avete storie da raccontare potete fare da spettatori e leggere le avventure altrui diventando follower di @twitterstories.

2 novembre 2011
da downloadblog.it

domenica, gennaio 01, 2012

Foto della settimana


Tre Cime di Lavaredo

05 luglio 2008

Guardando a nord ancora Dolomia, ovunque...
Alessio

sabato, dicembre 31, 2011