martedì, novembre 01, 2011

Le regole degli uomini

Su segnalazione di manu...





























lunedì, ottobre 31, 2011

Siam 7 miliardi!

Prima o poi ci si dovrà pur fermare...


La terra raggiunge quota 7 miliardi con la neonata indiana Nargis
Le Nazioni Unite lanciano un giochino per sapere che numero di abitante sei, quanti abitanti ha il tuo paese, cha aspettativa di vita hai se sei maschio o femmina

I demografi l'avevano previsto: saremo arrivati a quota 7 miliardi di abitanti sulla Terra, entro fine mese. E così è stato. Questa mattina nello stato di Lucknow, in India, è nata la piccola Nargis, alle 7,20 ora locale. E proprio lei è stata individuata come abitante della Terra numero 7.000.000.000. L'attribuzione a Nargis viene tuttavia "contestata" dalle Filippine, dove un'altra bimba è venuta al mondo a ridosso del 31 ottobre: nata due minuti prima della mezzanotte nella capitale Manila, la piccola Danica May Camacho ha però mancato di poco l'obiettivo.

La previsione del raggiungimento di quota 7 miliardi entro fine mese di ottobre era arrivato dal rapporto sullo Stato della Popolazione mondiale del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) che avrebbe anche rivisto al rialzo le stime demografiche per la fine del secolo: entro il 2100 la popolazione del Pianeta dovrebbe raggiungere e superare i 15 miliardi di persone e non più i 10 precedentemente stimati.

Inoltre, entro il 2050, nella corsa demografica senza sosta l'India (1,17 miliardi di persone oggi) supererà con 1,69 miliardi di abitanti la Cina (oggi a 1,33 miliardi), che grazie alle politiche per il contenimento delle nascite limiterà la sua popolazione a 1,31 miliardi nel 2050. L'Europa manterrà una popolazione stabile con un incremento modesto: nel 2011 la sua popolazione totale è di 502 milioni, nel 2050 sarà di 523 milioni.Altro sorpasso sarà quello della Nigeria che con i suoi 433 milioni di abitanti nel 2050, supererà gli USA, che si fermeranno a quota 423 milioni.

E per sapere che numero di abitante sei, la Bbc inventa un "giochino": inserendo la propria data di nascita, è possibile sapere, con una certa approssimazione, che "numero" di nato è l'utente. Le altre pagine del test permettono di conoscere quanti abitanti ha il tuo paese e che aspettativa di vita hai se sei è maschio o femmina: tutti i dati sulla popolazione sono basati sulle stime della United Nations Population Fund. Solo una piccola avvertenza: se impiegate 30 secondi a fare il test e a"numerarvi", tenete conto che siamo già 60 in più.

31 ottobre 2011
da gqitalia.it

Blasfema ma divertente

Oh lala'...

Condoni

Visto che si parla di nuovo di "condono" dicendo che sarà l'ultimo, ecco una breve storia di questa "pratica" utilizzata un po' troppo spesso da chi ci governa...



Trent'anni di storia patria attraverso quindici condoni
Dal 1973 a oggi si registra in media una sanatoria ogni due anni.
La'tombale' (1982) la più redditizia; in totale incassi per 26 miliardi di euro

Una quindicina di operazioni con un "raccolto" di 26 miliardi di euro (50mila miliardi di lire): è questo il bilancio dei condoni in Italia in 30 anni di storia repubblicana, escludendo la sanatoria in corso. Tributari, previdenziali, assicurativi, valutari, edilizi: dal 1973 a oggi, il Parlamento ha offerto ai contribuenti un ampio ventaglio di opportunità per regolare le proprie pendenze con il fisco e molte più o meno comode vie d'uscita per evitare di essere colpiti dalle sanzioni. Non soltanto a causa di evasioni ultramiliardarie, ma anche semplicemente per una disattenzione nel compilare le carte necessarie all'assolvimento degli obblighi nei confronti dell'erario.

La moderna cronistoria dei condoni parte dunque nel 1973. E' l'anno in cui le tensioni politiche mondiali fanno scarseggiare la benzina, lasciando a piedi gli italiani. Il repubblicano Bruno Visentini presenta una riforma che cambia da cima a fondo il sistema nazionale. Per chiudere i conti con il passato (e per dare ossigeno al bilancio pubblico) prima dell'entrata a regime delle nuove norme, il governo Rumor (il ministro delle Finanze è Emilio Colombo) decide di varare un condono fiscale. La risposta dei cittadini è clamorosa. Aderiscono alla sanatoria 2 milioni e 700mila tra singoli contribuenti e imprese, assicurando alle casse dello Stato 3mila miliardi di lire. Se si pensa che il gettito complessivo in quell'anno è di circa 20mila miliardi e che negli ultimi 30 anni la moneta ha subito una rivalutazione di 25 punti (cioè uno stipendio di 100mila lire al mese di allora corrisponderebbe a 1.250 euro di oggi), si ha una idea della portata dell'operazione.

Nel 1976, un condono valutario frutta all'erario 2mila miliardi di lire. Di ben altra portata la sanatoria fiscale del 1982. Pochi giorni dopo il trionfo della Nazionale ai Mondiali di calcio, il ministro Formica vara un condono che si giustifica con la necessità di disintossicare il sistema dal cumulo delle cause tributarie pendenti, anche alla luce del recente cambiamento dell'impianto normativo. L'operazione, più volte riaperta, ha la durata di un paio d'anni e produce, soprattutto per merito delle imposte dirette, 11mila miliardi di lire (4mila nell'82 e 7mila nell'83). Valutando che dall'82 a oggi, la moneta si è rivalutata di 8 punti, il primo varato da Formica può essere considerato "il padre di tutti i condoni".
Tra l'85 e l'89 arriva infatti una raffica di sanatorie che porta in cassa 12mila miliardi di lire. Dal condono edilizio (contestatissimo nelle piazze) dell'85 a quello immobiliare dell'89 ce n'è per tutti i gusti. Nell'89 se ne registrano addirittura quattro. Tra questi uno per la tassa sui rifiuti e uno per sanare le irregolarità tributarie formali, che frutta 650 miliardi. Nel 1991, il ministro Formica non riesce a replicare la brillante operazione di dieci anni prima. Il suo condono "tombale" si ferma a quota 6mila e 500 miliardi.
Un altro condono edilizio, varato dal governo Dini nel corso del biennio '94-'95, porta in cassa poco meno di 5mila miliardi di lire, a fronte di aspettative molto più robuste. Quell'anno, poi, il ministro Fantozzi vara il "concordato": un'operazione che ha come scopo quello di preparare l'entrata in vigore dei nuovi strumenti di calcolo del reddito, i "parametri" (i vecchi Studi di settore).
Le Finanze chiedono ai contribuenti con partita Iva di verificare se quanto versato nel periodo '87-'94 sia congruo con quanto sarebbe emerso con i nuovi meccanismi di calcolo. Per chi fa emergere materia imponibile, gli sconti sono consistenti: l'erario incassa 9mila miliardi di lire. Seguiti a stretto giro da 2mila miliardi per una sanatoria riguardante le scritture contabili.


Ogni provvedimento è seguito dalla promessa: sarà l' ultimo. Risultati quasi sempre al di sotto delle stime
I condoni «mai più»
e gli incassi dimenticati
Cinque anni dopo non ancora riscossi 5,2 miliardi della misura del 2003.
Dal ' 73 al 2003, per l' Agenzia delle entrate, con i principali condoni sono arrivati 26 miliardi di euro: 15 euro l' anno per abitante

[.....]
In un rapporto del novembre 2008 sulle sanatorie fiscali la Corte dei conti ne ha contati 13, soltanto fra il 2003 e il 2004. E lì i magistrati contabili non hanno avuto timore a chiamare «condono» anche il primo scudo fiscale, papà della nuova sanatoria per i capitali illegalmente esportati. Quella che l' Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che ha definito «una beffa» perpetrata dal «furbetto del governino» dopo essere stato allargato in Parlamento anche ai reati penali. Una bella botta per Tremonti, che avendo all' inizio escluso tassativamente la non punibilità di nefandezze tipo il falso in bilancio, si è poi rassegnato: «Senza le modifiche del Parlamento lo scudo sarebbe stato un suicidio». Un suicidio? Già, «sarebbe stato un' autodenuncia penale». Ci sarebbe da domandarsi che fine abbiano fatto le telecamere alle frontiere (con la Svizzera?) che aveva promesso di installare dopo il primo «scudo fiscale del 2002-2003» per pizzicare gli spalloni che avessero continuato a frodare il fisco. Ma comunque, evviva la sincerità del ministro dell' Economia. Ma quella del deputato del Pdl Michele Scandroglio non è forse sincerità? «Non c' è dubbio che la teoria dei condoni sia passibile di critiche. Però non dobbiamo nasconderci dietro un dito: gli italiani sono anche questo. Noi dobbiamo rappresentare al meglio la realtà che abbiamo, si fa quello che si può con quello che siamo».
Poco prima delle elezioni del 2008 Tremonti ha giurato davanti alle telecamere di Repubblica Tv: «Oggi non ci sono più le condizioni per fare i condoni, che non certo ho fatto volentieri ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato».
Concetto ribadito addirittura dal futuro premier Silvio Berlusconi, questa volta durante una video chat con il Corriere.it: «Basta con la stagione dei condoni. La prossima sarà una stagione di forte contrasto all' elusione e all' evasione fiscale». (31 marzo 2008)
Adolfo Urso, esponente di An ora viceministro, dichiarava un paio di mesi prima: «Vengo dalla cultura della legalità della destra e dico: mai più condoni di nessun tipo, nemmeno l' indulto». Poi, quando l' Unione europea bocciò il condono Iva varato dal precedente esecutivo di centrodestra nel 2003 ritenendo che avesse «seriamente» danneggiato il mercato comune e favorito i contribuenti colpevoli di frode fiscale, Tremonti commentò: «Messaggio ricevuto, per il futuro è impegno del governo escludere provvedimenti del tipo oggetto della sentenza». (luglio 2008).
Ma non si potrebbe dire che il ministro dell' Economia non avesse mai manifestato ostilità verso le sanatorie.
Diciotto anni fa (1991), mentre l' ultimo governo di Giulio Andreotti stava per approvare la terza sanatoria fiscale della storia repubblicana Tremonti scrisse in un editoriale del Corriere: «In Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge». Passato quel condono, l' allora segretario generale delle Finanze Giorgio Benvenuto, in seguito parlamentare del centrosinistra, promise: «Questo condono sarà l' ultimo».
Quattro anni più tardi (1995) arrivò il concordato fiscale. Ma il ministro Augusto Fantozzi sentenziò: «Credo che ormai l' epoca dei condoni sia tramontata». Mai previsione fu meno azzeccata.
Sei anni dopo (2001), ecco lo scudo fiscale e la raffica di sanatorie tributarie. Le polemiche si erano appena smorzate quando, nell' estate del 2003, il sottosegretario Giuseppe Vegas oggi viceministro all' Economia, azzardò: «In futuro non ci saranno altri condoni». Mentre il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani ammoniva: «Siamo di fronte all' ultimo giro di boa di una riforma fiscale. Il cittadino sa benissimo che una volta varata non ci sarà più spazio per la clemenza».
Pochi mesi dopo, la finanziaria 2004 reiterò il condono fiscale tombale. E toccò al successore di Tremonti, Domenico Siniscalco, ripetere ancora nel 2004: «La stagione dei condoni è finita». Arriviamo quindi ai giorni nostri. Non che nel frattempo i vari condoni non siano stati rivendicati. Durante la campagna elettorale del 2006 Berlusconi arrivò ad affermare che «i condoni non sono poi così negativi, visto che l' Unità, l' Unipol e il signor Prodi, in una società in cui è presente un suo familiare, ne hanno usufruito». Per concludere: «I condoni hanno portato molti soldi all' erario e vi ha ricorso chi aveva evaso le tasse durante il governo Prodi». Sul fatto che i condoni abbiano fatto ricco il Fisco, tuttavia, si potrebbe discutere. Secondo la Cgia di Mestre tutti i condoni, compresi quelli edilizi e previdenziali, varati dal 1973 a oggi avrebbero garantito un incasso, attualizzato in valuta 2005, di 104,5 miliardi di euro. Se fosse così, in trent' anni l' Erario avrebbe recuperato con le sanatorie l' evasione fiscale di un solo anno, che è appunto stimata in circa 100 miliardi di euro. Ma se fosse così. Una fonte al di sopra di ogni sospetto, e cioè la rivista on-line dell' Agenzia delle Entrate Fiscooggi.it ha calcolato invece che dal 1973 al 2003 lo Stato ha incassato con i principali condoni tributari, previdenziali, assicurativi, valutari ed edilizi 26 miliardi di euro. Fatevi i conti sul numero degli abitanti: 15 euro a testa l' anno. L' equivalente di una pizza e una birra, per fare strame di quel minimo di correttezza civica che esisteva in Italia.
Soltanto in due casi, vale a dire con i condoni fiscali del 1982 e del 1992, si è superata la previsione di gettito. In altri casi, si è andati ridicolmente sotto le stimeme. Come se non bastasse, c' è stato pure chi ha aderito al condono ma poi non ha nemmeno pagato o pagato tutto. La Corte dei conti nel novembre 2008 ha rivelato che a quella data restavano da incassare ancora 5,2 miliardi di euro dei 26 miliardi attesi per il condono 2003-2004, in base alle dichiarazioni pervenute alle Finanze. Cinque miliardi su 26: il venti per cento. In quel rapporto si racconta anche un altro particolare. E cioè che 34 mila persone fecero il condono tombale in forma anonima, avvalendosi di una facoltà prevista da quella sanatoria: presentare al Fisco una «dichiarazione riservata», come per lo scudo fiscale. Con il risultato di restare nell' ombra pure in quel caso. Ma il numero di 34 mila è soltanto una stima. Quando il magistrato della Corte dei conti ha chiesto di avere i dati relativi a quelle dichiarazioni «riservate» si è sentito rispondere dall' Agenzia delle entrate che, «trattandosi di dati sensibili», erano «in possesso unicamente del ministro». Ma potevano avere sulla coscienza 34 mila suicidi?





Ma quante volte avevano già detto che non se ne sarebbero più fatti?!? !?!?!
Sta di fatto che continuando a fare condoni, il cittadino "furbo" si sente libero di far quel cazzo che vuole (costruire senza permessi, evadere tasse) tanto prima o poi gli fanno un condono e pagando 1/5 di quello che dovrebbe se la cava... gran bel messaggio...

domenica, ottobre 30, 2011

Foto della settimana


Tower Bridge

25 aprile 2008

Tower Bridge, in una delle sue rare aperture, qui per far passare il veliero...
Alessio

sabato, ottobre 29, 2011

Stanotte cambio dell'ora


torna l'ora solare

One could doom the euro; another could save it

Inserisci linkA tale of two Italians
http://www.economist.com/node/21534815


Convertitore audio e video

FormatFactory, convertire audio e video gratis

Tra video catturati da servizi come YouTube (in formato flv), classiche copie di backup di film in DVD (in formato avi), filmati e musica da caricare su lettori multimediali, console portatili (in formati come mp4 ed mp3 per iPod e/o PSP) e telefoni cellulari (in formato 3gp), ormai è davvero un’impresa da titani destreggiarsi tra le tantissime tipologie di file audio/video che si trovano sul web, almeno quanto lo è adattarli per gustarseli sul dispositivo desiderato allo scopo.

Ecco perché, oggi, vogliamo segnalarvi uno strumento del tutto gratuito, in grado di semplificare tantissimo la vita proprio a chi, ogni giorno, ha a che fare con diverse tipologie di file/formati audio/video, ed ha quindi la necessità di convertirli rapidamente tra loro:

FormatFactory permette, in soli due click, di trasformare:
  • Tutti i video in MP4, 3GP, AVI, MPG, WMV e FLV
  • Tutti i file audio in MP3, WMA, M4A, AAC, OGG e WAV
  • Tutte le immagini (sì, converte anche quelle!) in JPG, PNG, ICO, BMP, GIF e TIF
Da sottolineare infine le funzionalità che permettono di:
creare ISO di DVD, convertire DVD video in DivX e convertire ISO in CSO
. Insomma, c’è proprio tutto il necessario per non trovarsi “impreparati” quando si ha il bisogno di trasformare un qualsiasi file multimediale in un formato diverso da quello di origine, con la possibilità di convertire intere cartelle di file contemporaneamente.

6 luglio 2008

venerdì, ottobre 28, 2011

Foto divertenti II

Su segnalazione di manu...






ma quanto tempo avranno perso x costuir sta "Mini-Golf"?!?!?

Krokodile drug... follia....

Ci sono parecchi video e articoli in rete sull'argomento, quindi non dovrebbero esser fake...


Krokodile Drug,una nuova droga alluncinante diffusa in Russia

(l'articolo non contiene immagini o altro di estremamente forte)

Ecco 2 video:
(immagini decisamente crude, quindi chi è impressionabile eviti)

La miscela è composta da: The active component is codeine, a widely sold over-the-counter painkiller that is not toxic on its own. But to produce krokodil, whose medical name is desomorphine, addicts mix it with ingredients including gasoline, paint thinner, hydrochloric acid, iodine and red phosphorous, which they scrape from the striking pads on matchboxes. In 2010, between a few hundred thousand and a million people, according to various official estimates, were injecting the resulting substance into their veins in Russia, so far the only country in the world to see the drug grow into an epidemic. Codeina, benzina, acquaragia, acido idroclorico, iodio e fosforo rosso (quello delle scatole di fiammiferi). Il punto è che costa molto ma molto meno dell'eroina,oltre appunto a trovare le pastiglie in farmacia. In Russia ovviamente volevano mettere quelle pastiglie per il mal di testa con obbligo di ricetta,ma le case farmaceutiche si ribellano,perchè ci perderebbero soldi.

Festa Halloween

Su segnalazione di Lucio...

OTTOBRE IN FESTA A POLPENAZZE
5° ED ULTIMO FINE-SETTIMANA DI FESTA
CON WEEK-END DI HALLOWEEN


giovedì, ottobre 27, 2011

Foto storiche di Yosemite

Su segnalazione di manu...

Ansel Adams. A Modena l'uomo che immortalò Yosemite

Immagini in bianco e nero, splendide, che sono diventate il totem di tutti i fotografi di paesaggio del mondo, anche di quelli del partito del colore. Si tratta dei celeberrimi, inarrivabili, scatti che il grande Ansel Adams (1902-1984) ha prodotto nell'arco di una carriera durata decenni, all'insegna del perfezionismo. "Ritratti" della natura delle grandi aree protette nordamericane, ma soprattutto del suo parco feticcio - Yosemite, lo splendido concentrato di foresta e roccia che si trova a 4 ore di auto a nord-est di San Francisco, California, e che i suoi scatti, a cavallo delle due guerre, hanno contribuito a salvare e a proteggere. Per la prima volta, approdano in Italia, in una grande mostra che si tiene, dal 16 settembre al 29 gennaio 2012, nell'ex ospedale Sant'Agostino, Modena. Un grandissimo dello scatto e della camera oscura, le cui lastre (solo a fine carriera si rassegnò al formato 6x6 Rollei-Hasselblad) del "Capitan" e dell'Half Dome - le due pareti di roccia più famose dello Yosemite National Park, hanno iniziato milioni di persone alla fotografie e al viaggio naturalistico nell'infinito ovest degli Stati Uniti. E non solo

da viaggi.repubblica.it
15 settembre 2011


Il panorama del Parco Nazionale di Yosemite, California, dominato dal "Capitan"

















Alluvione in Liguria

Le immagini fanno paura...

http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2011/10/26/AOV3uDHB-bilancio_ufficiale_dispersi.shtml

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/10/26/alluvione_liguria_immagini_dall_alto_protezione_civile.html



e quei coglioni fanno rissa in parlamento x la pensione della moglie di Bossi?!?!?!
http://it.paperblog.com/scene-dal-parlamento-italiano-rissa-in-aula-tra-fli-e-lega-653844/


PS: vediamo se la mettono in pratica sta "lettera di intenti":
http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/11/10/26/lettera-intenti-italia-bruxelles.html


mercoledì, ottobre 26, 2011

Biblioteca Bresciana Digitale

Su segnalazione di manu...


Per ulteriori informazioni:
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Ma come funziona la biblioteca digitale? La prima cosa da fare è passare in una delle 270 biblioteche bresciane e farsi dare le chiavi d’accesso al portale online. Dopo aver ottenuto username e password ci si deve collegare al sito brescia.medialibrary.it e loggare. A quel punto si può curiosare tra gli scaffali (virtuali) della biblioteca: ci sono mp3 da ascoltare, audiolibri, video, ma anche immagini, banche dati, e-learning. La sezione più corposa è naturalmente quella degli e-book. Che si possono sia sfogliare online, sia scaricare. In quest’ultimo caso la lettura è consentita per un massimo di 14 giorni, dopo di che bisognerà rinnovare il prestito (infatti stiamo sempre parlando di una biblioteca che, in quanto tale, non regala i volumi ma li presta con una licenza limitata nel tempo). Vi è anche un ricca sezione di quotidiani, italiani ma non solo (nonostante alcune resistenze dei rispettivi editori, entro fine anno dovrebbero essere disponibili anche quelli locali).
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Animali arrampicatori

Su segnalazione di manu...

Russia, l'orso polare si cala dalla scogliera

Troppo affamato per aspettare, un orso polare si è spinto su una scogliera a picco sul mare per catturare delle uova di gabbiano. La scena si è svolta in Russia, nei pressi del parco naturale di Novaya Zemlya, ed è stata catturata dal fotografo Dylan Coker. A causa dello scioglimento dei ghiacci e della scarsità di cibo il grosso animali si è calato per cento metri fino a raggiungere una colonia di gabbiani. Ad assistere alla scena i passeggeri della nave Aurora Expeditions

31 agosto 2011
da repubblica.it









Il cactus salva la lince dal puma

La posizione non è delle più comode ma per sfuggire al leone di montagna (un puma) che lo aspetta sotto la lince non ha potuto fare di meglio. Il cactus è stato la sua fortuna. Accade in Arizona dove la scena è stata ripresa dal fotografo Curt Funger (Foto Olycom)

31 agosto 2011
da repubblica.it

Botticino sul giornale

Tra i baby-pensionati
che ancora lavorano. In nero

A Botticino, nel Bresciano, dove la parola d’ordine è «arrotondare»

Paola G., 61 anni, ex infermiera, è pensionata dall’età di 52. A Botticino, ricco paesone di diecimila anime alla periferia di Brescia, famoso per i calzifici e le cave di marmo, segue alcuni anziani. «Signora fidata per eccellenza», raccontano al bar con un filo di orgoglio localista. «Spesso le badanti polacche o moldave fregano le famiglie...». E poi la cifra che chiede, 10 euro l’ora in nero, in tempi di crisi è vantaggiosa.

Stefano L., 57 anni, è un ex tornitore coi fiocchi. Per 40 anni ha lavorato in un’azienda metalmeccanica imparando un mestiere pagato fino a duemila euro al mese. Dopo che si è pensionato la sua ditta non ha più trovato uno come lui, capace di creare il pezzo di precisione partendo dal disegno e dal materiale grezzo. Solo operai generici. Che fa allora Stefano? Il pomeriggio si gode pensione e nipotino ma al mattino è tornato in azienda. In nero e pagato bene: 20 euro l’ora su cui la ditta non versa un centesimo di tasse. Michele B., 58 anni di cui 38 trascorsi prima da impiegato comunale poi alla storica municipalizzata locale, la Asm Brescia, è invece in pensione da quasi due. Appena ci è andato ha creato una società in accomandita semplice intestata al figlio grande che frequenta l’università. In questo modo può lavorare da consulente esterno alla multiutility Garda Uno, stipendio netto mensile 2.000 euro. L’escamotage gli permette di non vedersi decurtata la pensione e di intestare le fatture alla Sas del figlio che a sua volta, al termine degli studi, si ritroverà qualche annetto di contributi versati.

Giovanni M., 57 anni, dall’età di 45 fa parte di quel mezzo milione di baby pensionati italiani che costano alle casse dello Stato la bellezza di 9,5 miliardi l’anno (sic). Ex insegnante di musica, il signor Giovanni da 12 anni impartisce lezioni di pianoforte ai ragazzi di Botticino e dei comuni intorno a 30 euro l’ora mentre, nei ritagli di tempo, si diletta a restaurare mobili antichi. Tutto comodamente in nero. Il suo amico Dino S., 62 anni, fino al 2003 faceva il portalettere. Quando lavorava in posta smontava il turno alle 13,30 per rimontare nel pomeriggio sul furgone: consegna calze e filati ai clienti di un noto calzificio del paese. Adesso che è «a riposo» consegna anche di mattina. In nero naturalmente.

Poi ci sono Ottavio R., 57 anni, ex operaio della ditta Camozzi pensionato da 4. Consegna bibite e vino in nero per un’azienda vinicola locale. E Carlo T., 71 anni, in pensione da 16, ex imbianchino di Botticino con trascorsi alla mitica azienda Lonati. Lui continua regolarmente a tinteggiare appartamenti e non solo. Bianche le pareti, nero il guadagno. Come quello di Nadia C., 59 anni, baby pensionata del Comune di Brescia e oggi portinaia presso una fondazione locale controllata dalla diocesi.

«Innocenti evasioni», le chiamano in paese. Mentre la Lega punta i piedi sulle pensioni si continua allegramente a lavorare in nero anche dopo il fatidico «riposo». Botticino e i suoi intrecci sono la grande provincia padana: cugini, fratelli, zie, vicini di casa, vecchi colleghi, istituzioni complici con le mani nel sommerso, sindacati che sanno ma non dicono nulla, ditte che evadono e nascondono collaboratori, preti che chiudono un occhio e bar di paese omertosi verso un’arte di arrangiarsi diventata vizio diffuso, nascosto dietro l’ipocrisia delle troppe tasse, della crisi e della necessità di «arrotondare». Destra e sinistra unite nel partito unico dell’evasione: a Botticino governa una giunta di centrosinistra ma Lega e Pdl insieme (26% dei consensi il Carroccio, 27 il Pdl) sono da anni politicamente egemoni. Naturalmente non significa che ogni giovane pensionato, o pensionando, finisce per coltivare il vizietto. Ma in provincia molti di quei 200 mila lavoratori padani che andranno a breve in pensione di anzianità, la linea del Piave di Umberto Bossi, seguiranno le orme di Paola G., Stefano L. e dei tanti che non si accontentano di passeggiare ai giardinetti.

Anche così si alimenta la grande torta del nero: 3 milioni di lavoratori irregolari in Italia, 100 miliardi di Pil annuo sottratto alle tasse e una bella fetta di quei 125 miliardi di euro in assegni che l’Inps eroga ogni anno, staccati a pensionati 45-59enni che continuano bellamente a lavorare nel sommerso. Un lusso che non possiamo più permetterci. Per questo Botticino siamo noi. E i diktat dell’Europa non c’entrano nulla.

26 ottobre 2011
da lastampa.it

martedì, ottobre 25, 2011

Yatch da oasi


Uno yacht da sogno

Tropical Paradise Island Super Yacht è un'isola tropicale ricostruita su uno yacht di lusso di 90 metri. Il nuovo concept della Yacht Island Design è dotato di un vulcano, una cascata e una piscina enorme circondata da bungalow e palme. Sullo Yacht, che potrà ospitare fino a dieci ospiti, anche un cinema, una biblioteca e una spa. Guarda le immagini.

2 agosto 2011
da it.lifestyle.yahoo.com




Solite facce da culo

Il governo si taglia i tagli: ministri e sottosegretari rimborsati dal Fisco

Un decreto dell'anno scorso decurtava gli stipendi pubblici superiori a 90 mila euro, a partire da gennaio 2011. Ma ora, rivela "Italia Oggi", una circolare del dicastero dell'Economia spiega che i membri dell'esecutivo sono esclusi, in quanto "non dipendenti". Le trattenute saranno quindi restituite "con la mensilità di novembre"

A sentirla pare una notizia inventata dall’ufficio propaganda degli indignati: in piena crisi, tra manovre lacrime e sangue e in attesa del decreto sviluppo, lo Stato restituisce soldi ai membri del governo. A raccontarlo, e a documentarlo, è invece Italia Oggi. Il quotidiano economico riporta una circolare del ministero dell’Economia, che dispone, appunto, la restituzione di quanto è stato trattenuto dalle “paghe” di ministri e sottosegretari in base ai tagli decisi l’anno scorso suglio stipendi pubblici più alti.

Il decreto legge 78 del 2010, che conteneva misure di “stabilizzazione finanziaria”, prevedeva che dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 le retribuzioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni superiori a 90.000 euro lordi annui fossero ridotti del 5 per cento per la parte oltre il “tetto”, e del 10 per cento per la parte superiore ai 150 mila euro.

La riduzione è quindi entrata in vigore e ha pesato sugli stipendi degli statali dall’inizio dell’anno a oggi, ministri, viceministri e sottosegretari compresi. Ma ora, rivela Italia Oggi, la circolare numero 150 del l’11 ottobre 2011, diramata dalla direzione centrale dei sistemi informativi e dell’innovazione del Ministero dell’economia, spiega che chi siede al governo “ricopre una carica politica e non è titolare di un rapporto di lavoro dipendente”. Quindi a ministri e sottosegretari va restituito tutto quello che il fisco ha trattenuto quest’anno. Il rimborso arriverà a stretto giro di posta: “Sulla mensilità di novembre 2011”, promette la circolare, “si darà corso al rimborso di quanto trattenuto”.

E’ lo stesso quotidiano a bollare la vicenda come “un inghippo legale, ma scandaloso”. E infatti l’indignazione monta in Rete, a mano a mano che la notizia viene ripresa dai siti e blog. Data l’aria che tira, checché dicano le norme, è difficile mandare giù il paradosso che a essere rimborsati siano proprio quelli che decidono i tagli, e tutti gli altri paghino. Qualcuno si rifugia nell’ironia: se i ministri non sono dipendenti, significa che sono “precari”.

Il ministero dell’Economia, interpellato da ilfattoquotidiano.it, fa sapere che sta “procedendo alle verifiche”

19 ottobre 2011
da ilfattoquotidiano.it

domenica, ottobre 23, 2011

Misure antismog a Brescia

Vecchie auto e vecchi motorini vanno in letargo fino al 15 aprile. In teoria in città&hinterland non si può accendere camini&stufe... voglio veder come fanno a controllare


Pm10: sì alle targhe alterne, no al blocco
MAL D'ARIA. I Comuni della zona critica, coordinati dalla Loggia, bocciano lo «stop» totale delle auto e pensano a un provvedimento automatico in caso di emergenza. In Broletto pronta una campagna informativa finanziata con 10 mila euro. Da oggi fino al 15 aprile Euro zero in garage

Brescia. Sarà l'anno delle targhe alterne. L'aria di Brescia resta un «malato cronico». E non mostra segni di miglioramento. I 20 comuni della zona critica, guidati dalla Loggia, rispondono con la firma di un protocollo d'intesa che farà scattare automaticamente la limitazione alla circolazione in caso di superi continuativi per un certo numero di giorni. Intanto il Broletto con l'assessore Corrado Ghirardelli è pronto a lanciare una campagna informativa per ridurre i consumi energetici e spingere al rispetto delle norme regionali. E Regione Lombardia conferma la serie di provvedimenti già sperimentati gli anni scorsi, compreso il blocco delle auto più inquinanti da oggi al 15 aprile prossimo.
LE MISURE che il Capoluogo e i comuni dell'area critica si apprestano ad adottare per fronteggiare la stagione delle polveri si conosceranno nel dettaglio prima della fine del mese, quando l'assessore all'Ambiente in Loggia, Paola Vilardi, convocherà i sindaci per la firma del protocollo. Ma il documento è in gestazione dall'anno scorso e già si sa che punta soprattutto sulle targhe alterne per mantenere l'unità d'azione in tutta l'area critica. La misura pare ottenga il placet pure dei municipi della Valtrompia, ostili ai blocchi domenicali che nella valle creerebbero grossi problemi al turismo invernale.
In questi giorni Vilardi sta contattando i sindaci per mettere a punto gli ultimi dettagli. Tra l'altro, bisogna ancora decidere il numero di giorni di superi continui per far scattare in automatico i limiti alla circolazione. Il protocollo dovrebbe recepire anche l'esperienza di alcuni comuni sulla pulizia delle strade, insieme a una serie di raccomandazioni e controlli sul riscaldamento e quant'altro. Ma sul fronte del traffico tutto si giocherà sul «pari e dispari». Quanto alle domeniche a piedi, Vilardi mostra prudenza e si limita a dire che «forse ci sarà una domenica ecologica», soprattutto con intenti «educativi».
Intanto Ghirardelli aspetta la sigla del protocollo per convocare a sua volta i 20 sindaci e lanciare la campagna d'informazione. «Abbiamo già pronti depliant per le scuole, manifesti, locandine per i bus dice e aspettiamo solo la firma del protocollo per consegnarli gratuitamente ai comuni». La Provincia ha speso 10 mila euro, non molti ma pur sempre qualcosa in tempi di ristrettezze. Nella passata stagione la lotta alle Pm10 aveva scatenato una piccola guerra tra Provincia e Comune, con Ghirardelli e Vilardi in contesa per il ruolo di coordinamento dell'area critica. Alla fine furono gli stessi municipi a preferire la leadership della Loggia. E stavolta i due assessori cercano di non incrociare le loro strade. La Loggia si occupa del coordinamento, il Broletto della campagna d'informazione. Quanto alla Regione, giovedì si è riunito il Tavolo dell'aria che ha riproposto una vasta gamma di limitazioni e incentivi su tutti i fronti.
SUL VERSANTE del traffico veicolare resta confermato da oggi al 15 aprile il blocco degli Euro 0 diesel e degli Euro 0, 1 e 2 benzina dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 10.30 nella zona A1 dell'area critica che comprende pure i 20 comuni bresciani. In tutta la Regione, invece, sempre da oggi scatta il blocco permanente per 24 ore da lunedì a domenica dei motoveicoli e ciclomotiri due tempi Euro 0 (si prevede il fermo di oltre 400 mila motorini). E stesso blocco per i bus del Tpl Euro 0, 1 e 2 diesel senza filtro antiparticolato.
Nello stesso periodo (15 ottobre-15 aprile) nella zona A1 bisogna «limitare» l'uso di apparecchi obsoleti a legna (camini e stufe) nei comuni sotto i 300 metri sul livello del mare. Torna il divieto di bruciare legna all'aperto e di usare olio combustibile in impianti di riscaldamento di potenza inferiore a 10 Mw.
OLTRE AI DIVIETI, il Pirellone conferma pure incentivi e controlli su tutte le fonti di inquinamento atmosferico. Sul versante trasporti, restano le misure per il Tpl, per la promozione della mobilità sostenibile e l'installazione di filtri antiparticolati con contributi da 4 a 5 mila euro e fino a un massimo di 5 domande per azienda. Negli ultimi due anni la Regione ha messo sul piatto 127 milioni di euro per i filtri sui diesel e per la sostituzione con veicoli di minore impatto. I diesel, d'altronde, risultano la maggiore fonte di inquinamento con 93.526 tonnellate/anno di Nox e 4.389 di Pm10, seguiti dalla legna con 3.500 e 5.968 tonnellate nell'ordine.
Per il riscaldamento domestico, dal 2010 è scattata la rendicontazione di almeno il 5 per cento degli impianti termici per comune (al momento solo Milano supera il minimo imposto). E da quest'anno c'è la possibilità di sostegno pure per quelli al di fuori della zona A1. Ma i municipi bresciani della zona critica che hanno aderito al protocollo 2010 sono solo quattro, e appena 3 quelli del protocollo 2011. In ogni caso, sono stati censiti oltre 3 milioni di impianti (più del 90 per cento), con 620 mila attestati di certificazione energetica rilasciati dal settembre 2007 allo stesso mese di quest'anno. Pure il programma energetico illustrato giovedì tende a ridurre l'inquinamento atmosferico attraverso misure per la riduzione dei consumi, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per il sostegno alla realizzazione di impianti di teleriscaldamento sovracomunali e provinciali. Si interviene persino in Agricoltura, con la Direttiva nitrati. L'uso di fertilizzanti (soprattutto derivanti dal ciclo dei liquami) è una pesante fonte di ammoniaca nell'atmosfera, e questa risulta il principale componente di Pm10 secondario. La Direttiva dà indicazioni operative per mitigare le emissioni. Ci vorrebbe solo qualche risultato in più.

15 ottobre 2011
da bresciaoggi.it

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Alessio