mercoledì, dicembre 08, 2010

AIDO

Vi ho "stressato" più volte ( e lo farò ancora a breve :D ) informandovi riguardo ad AVIS per quanto riguarda la donazione del sangue ed all' ADMO per la donazione del midollo osseo.

La terza associazione che mi "manca" è l'AIDO: visto la delicatezza dell'argomento,
questa volta non insisto, non ho nessuna intenzione di cominciar una discussione sull'argomento, ne intenzione di convincer nessuno...

... l'unico scopo delle righe qui sotto è far saper, a chi è interessato, come sia facile iscriversi all'AIDO.
Io, come credo molti altri, pensavo ci volessero mille trafile, invece bastano veramente pochi minuti, direttamente da casa vostra senza dover andar in nessuna sede, sezione o altro.




A.I.D.O.
Associazione Italiana per
la Donazione di Organi


Come si manifesta la volontà di donazione?
Il principio del silenzio assenso (capo II, Legge 1 aprile 1999, n. 91) non è ancora applicato, in quanto non è stata ancora costituita un’anagrafe informatizzata dei cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale che permetta la notifica ad ogni cittadino, da parte di un Pubblico Ufficiale, di un modulo per la dichiarazione di volontà in cui si informa lo stesso che, in mancanza di una esplicita dichiarazione, si presume il consenso alla donazione.
In questo periodo transitorio la legge stabilisce il principio del consenso o dissenso esplicito, per cui a chiunque è data la possibilità di dichiarare validamente la propria volontà scegliendo una delle modalità di seguito indicate:

* il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000 da portare sempre con sé;
* la registrazione della volontà effettuata presso gli appositi sportelli delle Aziende Sanitarie Locali e dei Comuni;
* una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma;
* la tessera o l’atto olografo dell’A.I.D.O.

In mancanza di una esplicita dichiarazione espressa in vita, i familiari (coniuge non separato o convivente more uxorio o figli maggiorenni o genitori) possono presentare opposizione scritta al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. L’opposizione non è consentita se dai documenti personali di cui sopra o dalle dichiarazioni depositate presso le ASL di appartenenza, risulta che il soggetto abbia espresso volontà favorevole al prelievo di organi e tessuti. Il prelievo non ha luogo se viene presentata una dichiarazione del potenziale donatore, contraria alla donazione, successiva alla precedente dichiarazione favorevole.


Cosa devo fare per iscrivermi?
Per aderire all'A.I.D.O. è sufficiente compilare il modulo di adesione, firmarlo (3 firme) ed inviarlo in busta chiusa con affrancatura prioritaria (non occorre raccomandata) presso la sede Provinciale A.I.D.O. del luogo di residenza/domicilio.
Il modulo di adesione non può essere inviato tramite e-mail o fax in quanto nei nostri archivi deve essere "conservato" il documento con la firma originale.
L' iscrizione all'A.I.D.O. è gratuita e pertanto non è obbligatorio indicare, nel modulo, il versamento di una somma.
Ricevuto il modulo compilato e firmato, la sede A.I.D.O. provvederà, entro 30 gg., ad inviare il tesserino di adesione (Carta del donatore) all’indirizzo specificato nel modulo stesso.
Il tesserino dovrà essere da firmato e conservato con i documenti personali.
Inoltre, il nominativo dell’associato sarà inserito nel database del S.I.A. (Sistema Informativo A.I.D.O.) consultabile in tempo reale dalle Strutture Sanitarie competenti.

Recesso
E’ facoltà del donatore di recedere in qualsiasi momento dall’Associazione dandone opportuna comunicazione scritta alla Sede A.I.D.O della propria provincia di residenza, con la quale si richiede la restituzione del modello di adesione compilato e firmato al momento dell’iscrizione.

» Sedi Provinciali

Chi può divenire donatore di organi?
I donatori di organi sono persone di qualunque età che muoiono in ospedale nelle Unità di Rianimazione, a causa di una lesione irreversibile al cervello (emorragia, trauma cranico, aneurisma etc.) o di un prolungato arresto cardiaco, accertato tramite elettrocardiogramma per almeno 20 minuti, che abbiano prodotto la totale distruzione delle cellule cerebrali causando la morte del paziente per irreversibile e completa cessazione dell'attività cerebrale.
Tutti gli organi sono prelevabili. In presenza di malattie infettive trasmissibili, l’idoneità dell’organo al trapianto è scrupolosamente valutata dai medici con specifici esami. In qualche caso, la malattia di uno o più organi non pregiudica la utilizzazione di altri organi o tessuti per il trapianto.

Quando avviene il prelievo degli organi?
Quando sia stata accertata e documentata la morte encefalica o morte cerebrale, stato definitivo e irreversibile. L’accertamento e la certificazione di morte sono effettuati da un collegio di tre medici (medico legale, anestesista-rianimatore, neurofisiopatologo) diversi da chi ha constatato per primo la morte e indipendenti dall’équipe che effettuerà il prelievo e trapianto. Questi medici accertano la cessazione totale e irreversibile di ogni attività del cervello per un periodo di osservazione non inferiore a 6 ore.

Si può vendere o acquistare un organo?
No, è illegale vendere o comprare organi umani. La donazione degli organi e tessuti è un atto anonimo e gratuito di solidarietà. Non è permessa alcun tipo di remunerazione economica e non è possibile conoscere l’identità del donatore e del ricevente.



Qui ci sono altre "domande-risposte"
http://www.aido.it/index.php?id=1&faq=15


Questo è l'indirizzo della sede locale:

Brescia
Via Monte Cengio, 20 25128
Tel 030.300108
Fax 030.300108
Sito
brescia.provincia@aido.it


martedì, dicembre 07, 2010

Sinterklaas esiste

e mi fa trovare patatine delle macchinette sulla scrivania, quando resto in ufficio senza cena.

C'e' un tempo per dimagrire...

Lui: Allora ti rapisco e a natale facciamo lo bagno caldo.
Lei: Alle terme?
Lui: Si.
Lei: In costume da bagno d'inverno? Giammai!
Lui: A me piace, cosi' grassa.
Lei: ...

Cruciverba "bresciano"


Ci sono delle cose che fanno molto vacanza, che in spiaggia non possono mancar... la settimana enigmistica è una di queste!
Dopo infinite partite a racchettoni & bocce, 2 tiri a beach, bagni a ripetizione, relax sul salviettone ( o "tovaglia" cit.) con le cuffie nelle orecchie, una letta a giornali di "alta cultura" e altre ludiche attività... sul finire del soggiorno in Sicilia quest'estate ci è venuta una balzana idea.
Tutto nasce quando il nostro Giangi impreca contro Bartezzaghi e i suoi cruciverba con alcune definizioni impossibili da capir...
"ma si, che vuoi che sia! Se vuoi te lo faccio io un cruciverba da cui veramente non ne esci"!
Detto... fatto! :-D

Unisci un uomo della bassa, la mocasinese, un pizzico di Franciacorta ed il conte a suggellare il tutto con la "preparazione classica"... e ualà: ecco a voi
LE PAROLE CROCIATE... BRESCIANE!

Tutto molto semplice, come un "vero" cruciverba:
ci sono parole verticali ed orizzontali, la definizione può esser in italiano o bresciano e la parola da scriver negli appositi spazi è rigorosamente in dialetto bresciano.
Visto che l'abbiam fatto "a mano" in mezza giornata, ovviamente non tutte le caselle si incrociano... quindi per dar un aiuto, ho lasciato l'iniziale.
Scagate anche accenti, dieresi ed affini.




Basta scaricar il jpg, dargli una stampata e provar a risolverlo!
Preveniamo le polemiche: lo so, è stradifficile perchè a seconda della zona della provincia la stessa parola si può dire in modi diversi.... ma è nata come una cosa per farsi 2risate!

Quindi provateci e vediamo che succede :)

La soluzione a settimana prossima!

Ok, vi lascio domani che è festa e da giovedì si può chieder qualche aiuto


LA SFIDA E' APERTA!!!!


PS: se trovate errori (ed è facile), segnalate pure

DURISSIMO COLPO ALLA FLOTTA AMERICANA A PEARL HARBOUR

da emerotecaitaliana.it

Corriere della Sera

DURISSIMO COLPO ALLA FLOTTA AMERICANA A PEARL HARBOUR

Due corazzate affondate altre otto grosse unità danneggiate. Una portaerei silurata. La Tailandia concede il transito alle truppe nipponiche. Sbarchi a nord di Singapore. Hongkong attaccata. Cento milioni di giapponesi uniti nella lotta contro l'egemonia anglosassone. Gli inglesi costretti a retrocedere nella zona di Bir-el-Gobi. L'allargamento del conflitto e i suoi aspetti militari. La dichiarazione di guerra degli Stati Uniti all'Impero nipponico è ormai considerata imminente. Il Giappone, provocato, non potrà fare a meno di accettare la guerra, e di accettarla subito, scegliendone esso il momento. Questa diventa la prima vera "guerra mondiale"; ora i cinque continenti sono coinvolti tutti nell'agone bellico.

DURISSIMO COLPO ALLA FLOTTA AMERICANA A PEARL HARBOUR

Tokio, 6 Dicembre 1941 - Edizione del mattino

L'agenzia "Domei" informa che la sezione navale del Quartier Generale Imperiale comunica che i primi risultati degli attacchi aerei nipponici si compendiano, per ora, in due corazzate americane affondate, quattro corazzate e quattro incrociatori gravemente danneggiati e un gran numero di apparecchi nemici distrutti, mentre le perdite aeree nipponiche sono state lievi. Una nave portaerei nordamericana, inoltre, è stata affondata da un sommergibile nipponico al largo di Honolulu. Manca però la conferma ufficiale. La nave spazzamine americana "Penguin", di 2000 tonnellate, è stata affondata nelle prime ore di stamane da aerei giapponesi nel corso di un attacco all'isola di Guam. Parecchie navi mercantili americane sono state catturate dai Giapponesi nelle acque del Pacifico. Nessuna nave nipponica è andata perduta nel corso di queste prime operazioni. Stamane il Quartier Generale aveva diramato il seguente comunicato sulle operazioni militari: "Le flotte e le basi aeree delle Hawai sono state attaccate con grande successo. La flotta giapponese ha colato a picco, a Sciangai, una cannoniera inglese ed ha catturato una cannoniera americana sullo Yangtze. Anche su Singapore sono stati compiuti attacchi aerei con grande successo. "Altri attacchi aerei sono stati diretti contro Davao, l'isola di Wake e su Guam". Davao è una località portuale nell'isola di Mindanao, nelle Filippine. La sezione dell'esercito del Quartier Generale ha inoltre comunicato che forze aeree nipponiche hanno attaccato la parte settentrionale della base di Hongkong causando gravi danni alle posizioni nemiche. Dodici su quattordici apparecchi nemici al suolo sono stati distrutti. Si annuncia pure che formazioni aeree nipponiche hanno attaccato in massa importanti basi nelle Filippine causando gravi danni e nel frattempo si ha notizia di un nuovo attacco aereo su HongKong.

Lo scoppio della guerra fra il Giappone, gli Stati Uniti e l'Inghilterra non può sorprendere. Esso era nella logica delle cose, da quando si è compreso che nelle discussioni di Washington il Governo americano, strumento cieco mosso dalla volontà bellicista di Roosevelt, aveva assunto un atteggiamento d'assoluta intransigenza. Le ultime parole di violento rammarico dirette da Cordell Hull ai plenipotenziari del Giappone nella loro grossolanità esprimono perfettamente lo stato d'animo dei dirigenti degli Stati Uniti. Questi hanno provocato la guerra, l'hanno voluta e preparata da tempo. Roosevelt, l'uomo dei plutocrati, l'aveva resa inevitabile fin dal giorno in cui ordinò alla flotta americana di aprire il fuoco sulle navi dell'Asse. Questa brutale decisione fece capire che l'America non si sarebbe arrestata di fronte alle più gravi conseguenze della sua assurda politica. Il Giappone, provocato, non poteva fare a meno di accettare la guerra, e di accettarla subito, scegliendone esso il momento. Come è accaduto quasi sempre nella loro storia, i giapponesi hanno discusso fino all'ultimo istante; non hanno voluto lasciar passare una qualsiasi formula di accordo senza esaminarla con scrupolo; hanno cercato, infine, di procrastinare l'urto, con quella calma imperturbabilità che è propria del loro temperamento; alla fine sono scattati.

Così il dado è tratto. La guerra si estende all'Estremo Oriente e all'Oceano Pacifico. Essa può dirsi la prima guerra veramente mondiale, poiché quella che la precedette, e pure ebbe questo nome, fu mondiale piuttosto in diritto che in fatto. Benché una trentina di Stati partecipassero giuridicamente, solo alcuni di essi vi ebbero una funzione attiva. I due grandi protagonisti di oggi non vi logorarono se non una parte minima delle loro forze, mentre ne trassero grandi vantaggi. In sostanza quello del 1914-18 fu un conflitto eminentemente europeo; mentre quello odierno era destinato, per la sua natura stessa, a diventare universale. In esso sono implicati non solo interessi materiali e territoriali, ma anche principi ideali d'importanza vitale. Si tratta di vedere se il mondo intero è destinato a soggiacere al predominio della duplice anglosassone, che a sua volta è dominata da una ristretta cricca affaristica e reazionaria. Si tratta di decidere se i popoli giovani, produttivi, demograficamente fecondi, debbono poter affermare i loro diritti alla necessaria espansione. Si tratta di creare in Oriente come in Occidente quell'ordine nuovo che, basato sulla ridistribuzione dei compiti internazionali e sull'equa divisione delle ricchezze, permetterà a tutti i popoli liberi di contribuire, nel loro campo e secondo le rispettive forze, allo sviluppo della comune civiltà secondo lineamenti d'una maggiore giustizia.

Dura è la prova, perché quelle forze conservatrici che dobbiamo scardinare, quelle cieche resistenze egoistiche che dobbiamo vincere, si appoggiano a posizioni privilegiate nel campo economico e geografico; e per ciò anche militare. Gli Stati giovani, lavoratori e guerrieri, debbono pertanto trovare nella loro energia spirituale i mezzi per compensare la superiorità bruta delle materie prime e dell'oro, che favorisce i loro avversari. Italia e Germania, con i loro minori alleati europei, hanno già dimostrato come questo compito non sia superiore alle loro forze; tocca ora all'Impero nipponico di darne la luminosa conferma lottando felicemente nel più remoto Oceano contro la prepotenza anglosassone, che ha fatto colà sfoggio delle sue più provocanti e insopportabili manifestazioni.

La necessità in cui si è trovato il Giappone di entrare nel pieno del conflitto mondiale è apparsa evidente soprattutto quando l'amicizia anglo-americana ha assunto il carattere di una vera alleanza di guerra. Mettendo Singapore e le altre sue basi dell'Oceano Indiano e del Pacifico a disposizione della marina americana, l'Inghilterra contribuiva ad aggravare enormemente la minaccia già gravante sul Giappone e sulle sue linee essenziali di rifornimento. Trascinando la Cina di Ciang Kai-scek e le Indie Olandesi nella quadruplice dell'A B C D (America, Britannia, China, Duch India) gli anglosassoni venivano a creare una specie di tragico anello intorno all'Impero nipponico. Questi aveva il diritto e il dovere di spezzare questo cerchio, ed è quanto si è accinto a fare con quell'energia che aveva saggiamente dissimulato sotto il velo di una lunga e faticosa sopportazione.

Quali gli aspetti militari del conflitto? Nessun'altra guerra forse ha avuto finora un teatro tanto sterminato e complesso, che si presta a combinazioni strategiche quasi infinite. Se le grandi distanze che separano i due paesi belligeranti sembrano mettere un limite alle loro mosse, esse favoriscono d'altra parte il segreto, la sorpresa, le iniziative geniali e audaci. Ne abbiamo avuto qualche esempio nelle prime ore del conflitto, coi duri colpi assestati dall'arma navale e aerea nipponica a talune importantissime basi americane. Che la guerra debba, sullo scacchiere estremo-orientale, assumere aspetti prevalentemente aero-navali, è stato più volte ripetuto e appare perfettamente ragionevole, perché i fattori strategici sono condizionati di solito da quelli geografici. Proprio in merito all'arma aerea, nonostante la grande autonomia degli apparecchi moderni, essa è legata inesorabilmente alle basi; sotto questo aspetto il Giappone si trova in condizioni relativamente più favorevoli dei suoi avversari. Grande importanza assumerà naturalmente la guerra al traffico che impegnerà forze navali e aeree; assisteremo quasi certamente ad azioni di sbarco e ad episodi grandiosi di guerra anche in terraferma. Si può dire che un'altra metà del mondo si è gettata nella mischia; noi ci auguriamo con tutto l'animo che il prode popolo nipponico vi ottenga i più brillanti successi. La sua causa è anche la nostra. E ora, attendiamo.

lunedì, dicembre 06, 2010


La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano. Stendhal
Ogni silenzio è diverso da un altro

Ci sono silenzi di cui non ci accorgiamo
Altri che ci prendono alle spalle e ci imprigionano nel gelo
Silenzi che ci cullano
E altri che ci riempiono di inquietudine
Silenzi che rendono tutto più chiaro, come una vampata di luce
E silenzi oscuri, in cui brancoliamo storditi
Silenzi in cui nasce una bufera di pensieri
E silenzi che generano altri silenzi da cui altro silenzio nasce

Tra una parola e l’altra c’è sempre un breve silenzio
In cui puoi sentire il respiro e il pensiero
E nel concerto, una sola nota e poi silenzio
E il silenzio dopo una nota diventa silenzio prima di qualcosa, silenzio che attende
Blues, urlo, sparo o voce amica
La natura, la notte, la malattia, hanno musiche di silenzio
E così gli sguardi di amore e la notte prima della battaglia
E ci sono silenzi che parlano
E altri che si chiudono dietro di sé come una porta di acciaio
Il silenzio del malato nel letto
E degli amanti che dormono
Il silenzio della mia solitudine vicina e della tua voce lontana.

Stefano Benni

L'orologio ad acqua

Idea regalo per Natale?


Bedol Watch Water:
acqua e limone e l'orologio
eco-sostenibile è servito!




Stanchi di ricordarvi sempre delle batterie per l'orologio quando sono esaurite? Stufi di inquinare con i residui delle pile scariche e di doverle ricomprare ogni volta? La soluzione è facile e green come bere un bicchiere d'acqua, o forse anche di più.

Dalla Bedol arriva un rivoluzionario orologio, il Bedol Watch Water, che ha detto basta alle normali batterie e trae l'energia per funzionare da un po' d'acqua e limone! Questo piccolo prodigio ( le sue misure sono di circa 8 cm in larghezza e 10 cm in altezza ) permette di poterlo ricaricare in maniera totalmente ecologica ovunque siamo, senza dover trovare per forza un negozio aperto (deserto escluso ovviamente, ma nessuno è perfetto...). La procedura è piuttosto semplice e a prova di sbadato: basta riempire la sua vaschetta d'acqua e poi aggiungervi un po' del succo di un limone appena tagliato. Il gioco a questo punto è fatto e per 5-7 settimane avremo il nostro orologio perfettamente funzionante.
Nessun pericolo per quando procederemo al ricambio delle "batterie" riguardo la perdita dell'orario: una funzione di memoria è in grado di conservare durante la procedura di ricambio dell'acqua tutti i dati inseriti.
Per acquistare il Bedol Watch Water ( prezzo $ 16 ) o avere altre informazioni sul suo funzionamento basta seguire il link e andare sul sito BedolWhatsNext.

domenica, dicembre 05, 2010

Foto della settimana


Val Leno
16 dicembre 2006

Sabato mattina, siamo in Val Leno, una laterale della Val Daone, alla ricerca disperata di ghiaccio che purtroppo non troviamo... Troviamo in compenso paesaggi incantati e 5 simpatici amici di Brescia con i quali facciamo una merenda un pò "pesante" alla Malga Gelo...
Alessio

sabato, dicembre 04, 2010

Tradimenti... quasi certi???

Su segnalazione di Giangi...

Sta notizia era giù uscita l'anno scorso:
ma evidentemente è sempre d'attualità...


LA CITTÀ PIÙ «COLPITA» È MILANO, SEGUITA DA ROMA
Tradimenti coniugali per il
55% dei mariti e il 45% delle mogli
Nel 70% dei casi si tratta di scappatelle, nel restante 30% di relazioni stabili

ROMA - Italiani traditori, più gli uomini che le donne. È quanto emerge dall'analisi dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami), che segnala che il numero delle infedeltà coniugali è in aumento. Se il 55% dei mariti ha tradito almeno una volta, lo ha fatto anche il 45% delle mogli. La città dove si tradisce di più è Milano (il 55% secondo unostudio del 2009 dell'Associazione italiana di sessuologia applicata alla coppia), seguita a ruota da Roma, e aumenta la percentuale dei «traditori seriali» tramite i social network.TRADIMENTI - Sei tradimenti su dieci avvengono sul luogo di lavoro approfittando della pausa-pranzo (invece uno studio del 2007 di Riza Psicosomatica diceva che i tradimenti in pausa pranzo sono solo uno su tre e non il 60% come dice l'Ami). Nel 70% dei casi si tratta di scappatelle, nel restante 30% di relazioni stabili. «Nel 50% dei casi le corna sono tuttavia tollerate», assicura il presidente nazionale dell'Ami, Gian Ettore Gassani. «Si è elevata di molto l'età del traditore: la media tra uomini e donne è di 44 anni». I più inclini in assoluto a tradire il coniuge sono però i maschi cinquantenni. Anche l'età delle donne infedeli però si è alzata di molto, specie con uomini più giovani. Un sito specializzato per traditori in Italia conta già oltre 90 mila iscritti (un terzo donne). Poche le regole da rispettare: essere sposati e desiderare un'esperienza extraconiugale. Attualmente il sito è attivo in 158 Paesi ed è stato creato uno pulsante che permette di disconnettersi in fretta nel caso di arrivo del consorte.TEORIA - Katoshi Kanazawa, psicologo giapponese dell'evoluzione, informa l'Ami, ha elaborato una teoria secondo la quale i traditori sarebbero più stupidi della media e più inaffidabili nell'ambito lavorativo perché troppo distratti dalle loro relazioni. Nel 50% dei casi l'infedeltà viene scoperta curiosando sul cellulare del coniuge, nel 20% entrando furtivamente nella posta elettronica, nel 20% attraverso telecamere nascoste o «cimici». Soltanto nel 10% dei casi la scoperta avviene attraverso lettere anonime, investigazioni o confessione del traditore. Emerge pure il fenomeno dei tradimenti a sfondo omosessuale (il 7% dei mariti tradisce con un partner dello stesso sesso contro il 4% delle donne). Gli uomini scelgono più facilmente tra le amiche o le conoscenti delle proprie mogli, mentre in ambito femminile si «pesca» tra i colleghi di lavoro, il personal trainer, il maestro di sci e quello di ballo.

24 ottobre

venerdì, dicembre 03, 2010

Domino Birre

Vex, accumula ancora un po' di bottiglie a casa tua e poi lo facciamo!




hehehe, anche il finale!

Sito Sicurezza Cantieri

Prevenzione cantieri,
in cinque per fare il sito
Non è della sola Inail il sito www.prevenzionecantieri.it indicato come carente di informazioni nello scorso numero. Al portale hanno collaborato cinque soggetti: i ministeri del Lavoro e della Salute, l`Inail stessa, Ccm (centro prevenzione e controllo malattie) e la conferenza delle Regioni e Province autonome. [.]






Il portale www.prevenzionecantieri.it , ora avviato e in aggiornamento continuo, si pone come punto di raccolta e diffusione delle informazioni e dei materiali utili a risolvere correttamente i problemi di sicurezza e salute nel lavoro di cantiere. Con il contributo delle Istituzioni e delle Parti Sociali che lo sostengono, ma anche grazie ai suggerimenti di tutti gli interessati, sarà possibile migliorarlo nella forma e nei contenuti fino a farlo a diventare un importante riferimento per la prevenzione del settore.




giovedì, dicembre 02, 2010

Francy sei pronta?


Arriva la «Maratona dell'acqua»
per rilanciare il lago d'Iseo





Manca ancora molto, ma il conto alla rovescia è già partito. L'11 settembre 2011 attorno al lago d'Iseo scatterà la prima edizione della «Maratona dell'acqua», una classica da 42,195 chilometri dove lo sport farà rima con turismo, eventi, arte, cultura e in generale con le ricchezze di un territorio che nulla ha da invidiare – almeno quando a scenari – ad altri «set» di maratone più o meno celebri in giro per il mondo.

Sarà la prima vera uscita sul campo del coordinamento del sindaci sebini – il G16 del lago – che hanno sottoscritto il progetto presentato l'altro giorno a Montisola e affidato al medico sportivo loverese – iseano d'adozione –, Gabriele Rosa.

Allenatore di alcuni tra i più famosi maratoneti del pianeta, con la sua Rosa&Associati organizza eventi sportivi di livello internazionale, tra cui la Milano City Marathon, la Maratona Fin del Mundo in Patagonia, la Discovery Kenya, la Brescia Art Marathon e via a correre.

«Non sarà solo una gara, ma un evento sportivo – spiega – che punta a valorizzare il territorio del Sebino, della Franciacorta e della Valcamonica, legati dall'acqua dell'Oglio e del Sebino. Ci saranno i runner, magari celebri, ma la manifestazione punta anche ai giovani, alle famiglie, ai gruppi di amici», che troveranno attorno al filo conduttore della maratona una serie di iniziative collaterali per tutti i gusti.

1 novembre 2010

Imparare senza pensare è fatica perduta; pensare senza imparare è pericoloso. Confucio

Le stranezze di Google Street View

Google Street View fotografa
un parto sul marciapiede!

Google Street View ne ha combinata un’altra delle sue: gli occhi indiscreti delle Google Car che scorrazzano per il mondo hanno infatti immortalato un vero e proprio miracolo, un parto sul marciapiede. Nell’immagine qui sopra infatti si possono osservare tre persone stese a terra: una donna è sorretta da un’altra persona alle spalle, mentre una terza sta aiutando il bambino a vedere la luce. Uno di quegli avvenimenti che accadono – per fortuna – molto raramente al giorno d’oggi e che, a quanto pare, è finito anche nel migliore dei modi. E’ solo l’ultimo degli scatti incredibili pubblicati online.Come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, le Google Car sono state sguinzagliate in giro per la Germania (e in Antartide!) per fotografare e mappare a livello-umano le strade teutoniche, non certo al di fuori delle polemiche globali.
Più precisamente il fatto è avvenuto nella cittadina di
Wilmersdorf e daMountain View hanno avuto la sensibilità di togliere dal portale online l’immagine del parto prima di sostituirla con un’altra più “tradizionale“. Ma sul web ormai la foto ha fatto il giro del globo.

Ecco le
immagini più belle e le notizie più curiose su Google Street View, nei nostri molteplici articoli. Intanto in Germania la polemica infuria – come nel resto del mondo, Italia compresa – con i cittadini che chiedono una maggiore privacy.



24 novembre 2010



Google Street View: il mistero
tedesco dell’uomo ignudo nel baule

Google Street View è nuovamente protagonista di un fatto davvero curioso avvenuto ancora una volta in Germania: dopo la partoriente immortalata sul marciapiede è il turno di uno stranissimo personaggio o meglio di una composizione simile a una natura morta grottesca con un uomo nudo che sbuca fuori da un baule di un’automobile. Ai piedi dell’auto troviamo un cane che si spera sia addormentato e vicino alcuni oggetti emblematici come un ombrello rotto, ma forse il più significativo di tutti è una bottiglia vuota che dà probabilmente senso a tutto il quadretto spiegando come mai si è arrivati a questo.
Proprio ieri vi abbiamo mostrato le immagini di una donna in travaglio sul marciapiede di una cittadina tedesca proprio mentre in quel momento stava passando la Google Car per mappare le strade teutoniche, uno degli ultimi paesi scelti da Mountain View.
Dal miracolo della vita agli scherzi della
natura, come normalmente ci ha abituati questo fantastico servizio qual è Google Street View: da una donna che sta partorendo – e sembra sia andato tutto bene – a un uomo al centro di un caso che ha stuzzicato l’attenzione del web intero.
Cosa diavolo ci fa questo
signore senza vestiti uscendo dal baule della sua auto parcheggiata a Zwerchgasse 39 a Mannheim, Germania? Ovviamente l’immagine è stata poi cancellata e sostituita, ma il quotidiano tedesco Der Spiegel ha salvato in tempo lo screenshot.

25 novembre

mercoledì, dicembre 01, 2010

Il nome è tutto un programma

Quando si dice un nome che "dice tutto"
Twisted Evil



Minka, la più sexy del pianeta
La donna più sexy del mondo per il 2010, secondo la rivista «Esquire», è Minka Kelly, attrice Usa figlia del chitarrista degli Aerosmith, e ora fidanzata con il campione di baseball Derek Jeter.


Qui altre foto:
http://www.corriere.it/gallery/spettacoli/10-2010/minka/1/minka-piu-sexy-pianeta_e7e62574-d577-11df-a471-00144f02aabc.shtml#6

Neve!

Post rapido e considerate che i vetri del cristal sono verdognoli...






Se va avanti così stasera la vedo grigia andare in quel di Desenzano...
È in ritardo... per Amélie ci sono due spiegazioni possibili. La prima: non ha trovato la foto. La seconda: non ha ancora avuto il tempo di ricomporla, perché tre banditi, multirecidivi, che assaltavano una banca, l'hanno preso in ostaggio. Seguiti da tutti i poliziotti della zona, sono riusciti a seminarli, ma lui ha provocato un incidente. Quando ha ripreso conoscenza, non ricordava nulla. Un camionista ex detenuto l'ha raccolto, e credendolo in fuga l'ha messo in un container in partenza per Istambul. Là, è finito tra avventurieri afgani, che gli hanno proposto di andare a rubare testate missilistiche sovietiche. Ma il camion è saltato su una mina alla frontiera col Tagikistan. Unico superstite, è stato accolto in un villaggio di montagna, ed è diventato militante muj iddin. Perciò, Amélie non vede perché deve stare in quello stato per uno scemo che mangia la minestra di cavolo per tutta la vita con uno stupido portavasi in testa.
da IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE

martedì, novembre 30, 2010

GIANLUCA VECCHIO PENSA:

nel profondo del cuore, e con sincerità e pacatezza , senza rancore, che quei viziati figli di papà, genericamente noti come manifestanti, più nello specifico studenti di scuole universitarie e superiori, mischiati a elementi dei centri sociali, che giocano con i binari delle ferrovie e con la vita delle persone, dovrebbero venire irrorati di letame dalla polizia, e poi lavati con idranti a pieno getto di acqua ghiacciata. Niente manganellate, che il sangue mi impressiona, e i lividi e le ferite son fregi da mostrare, indici di coraggio. MERDA E ACQUA GHIACCIATA. Così forse ci penserebbero su due volte. E quantomeno si troverebbero a dover buttare i loro vestiti fintoetnici griffati, e anche il loro bell'Iphone. E se qualcuno pensa che stia esagerando, bene vi dico i ritardi che ho letto sul tabellone della stazione di Verona oggi alle 18e35: TRENO REGIONALE PER MILANO CENTRALE, delle 16e45 RITARDO 2h,40 minuti, EUROSTAR per GINEVRA delle 17e 25 1h e 20 minuti, Eurostar per MILANO delle 18:02 60 MINUTI di ritardo (che poi è il treno che ho dovuto prendere e alla fine son arrivato a casa con solo 20 minuti di ritardo ma su un treno per cui non avevo il biglietto) EUROSTAR per MILANO delle 18e32 SOLO 20 minuti di ritardo, REGIONALE PER MILANO delle 18e45 (che è quello che avrei dovuto prendere) RITARDO di 1h e 20 minuti. E questo per un migliaio di rotti in c...o che non sanno nemmeno per che c..o stanno manifestando???? in effetti forse un paio di manganellate non sarebbero nemmeno male...

Il tiro alla Holly&Benji

Il tiro a effetto alla Holly e Benji diventa realtà

Sta facendo il giro della rete questa straordinaria punizione a effetto tirata (e mandata a segno) da Keisuke Honda, centrocampista del CSKA Mosca e della Nazionale giapponese, durante l'incontro Giappone-Hong Kong

Ecco il video

Un mese da fusi di testa. Il novembre «schizzato» del Pdl...

di Alessandro Capriccioli

2 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, dice che è “meglio essere appassionati di belle ragazze che essere gay”.

3 novembre 2010
Daniela Santanchè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, afferma che tutti gli italiani preferiscono avere figli eterosessuali piuttosto che avere figli gay.

8 novembre 2010
Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dichiara che gli aiuti di stato vanno dati solo alle coppie sposate che hanno figli.

10 novembre 2010
Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato, afferma che lo spot sull'eutanasia non può essere mandato in onda perché l'eutanasia è un reato e quindi un video che ne pubblicizzi l'introduzione è illegale, con ciò sostenendo che dovrebbe essere proibita qualsiasi campagna per modificare una legge.

11 novembre 2010
Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, dichiara che la sua collega di partito Alessandra Mussolini è una “vajassa” (leggi “fantesca, serva, donna sguaiata e volgare, incline al pettegolezzo e alla rissa”).

14 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, dice che avrà la fiducia al Senato, e se non la otterrà anche alla Camera scioglierà solo quella.

17 novembre 2010
Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, afferma che Roberto Saviano versa in “uno stato di alterazione psicologica dovuto a una evidente ubriacatura di se stesso”.

18 novembre 2010
Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali, su espressa richiesta di Berlusconi spende 70mila euro per mettere un pisello posticcio alla statua di Marte collocata a Palazzo Chigi.

19 novembre 2010
Mariastella Gelmini, ministra dell'Istruzione, incontra a teatro Michela Vittoria Brambilla, ministra del Turismo, e le dà della “cagna”.

23 novembre 2010
Alessandra Mussolini, deputata del PDL, decide che voterà la fiducia al governo, e per sugellare la sua decisione bacia in bocca Nicola Cosentino, coordinatore campano del Pdl, già sottosegretario costretto alle dimissioni per presunti legami con la camorra.

23 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, noto per aver raccontato barzellette sugli ebrei, per aver più volte ribadito che gli piacciono le belle gnocche, per aver fatto le corna dietro la testa di un collega nella foto ufficiale di un vertice dell'UE, per aver mostrato il dito medio durante un comizio elettorale e per altre simili amenità, invita i membri del suo partito “al senso di responsabilità, alla sobrietà, al rispetto dei nostri militanti e dei nostri elettori che non approvano certo personalismi ed esibizionismi”.

23 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio noto per aver telefonato in questura dicendo ai poliziotti che una minorenne marocchina era la nipote di Moubarak, telefona a Ballarò e afferma che Floris è un mistificatore.

24 novembre 2010
Ignazio La Russa, ministro della Difesa, se ne va in giro per l'Afghanistan lanciando volantini da un elicottero al grido di “La Russa come D'Annunzio”.

24 novembre
Mentre infuria la protesta degli studenti contro la riforma delle università Renato Schifani, presidente del Senato, tanto per calmare gli animi dichiara che prima o poi ci scapperà il morto.

25 novembre 2010
Mara Carfagna, ministra per le Pari Opportunità, prima annuncia le dimissioni perché le impediscono di condurre la sua battaglia per la legalità, poi parla con Berlusconi e anche se la conversazione non riguarda il merito della vicenda ritira le dimissioni perché dice che lui la capisce.

25 novembre 2010
Paolo Romani, ministro per lo Sviluppo Economico, afferma che se uno ha la corrente elettrica a casa allora deve avere per forza anche la televisione, e quindi dev'essere obbligato a pagare il canone.

26 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, dichiara che non bisogna indagare sui presunti illeciti compiuti da un'impresa, se quest'ultima è strategica per l'economia del paese.

26 novembre 2010
Mariastella Gelmini, ministra dell'Istruzione, e Angelino Alfano, ministro della Giustizia, sbagliano e votano a favore di un emendamento presentato contro la maggioranza a cui appartengono.

26 novembre 2010
Franco Frattini, ministro degli Esteri, dichiara che è in atto una strategia contro l'Italia, ma che non si tratta di un complotto.

28 novembre 2010
Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, dice che chi non voterà la fiducia al governo è un traditore.

RIFORMA UNIVERSITARIA

dA http://www.corriere.it/

UNIVERSITA', IL REALISMO NECESSARIO

Riforma che va difesa

UNIVERSITA', IL REALISMO NECESSARIO

Riforma che va difesa

«Del valore dei laureati unico giudice è il cliente; questi sia libero di rivolgersi, se a lui così piaccia, al geometra invece che all'ingegnere, e libero di fare meno di ambedue se i loro servigi non gli paiano di valore uguale alle tariffe scritte in decreti che creano solo monopoli e privilegi». (Luigi Einaudi, La libertà della scuola, 1953).

Il ministro Gelmini non ha il coraggio di Luigi Einaudi, non ha proposto di abolire il valore legale dei titoli di studio. Né la sua legge fa cadere il vincolo che impedisce alle università di determinare liberamente le proprie rette, neppure se le maggiori entrate fossero interamente devolute al finanziamento di borse di studio, cioè ad «avvicinare i punti di partenza» (Einaudi, Lezioni di politica sociale, 1944). Né ha avuto il coraggio di separare medicina dalle altre facoltà, creando istituti simili a ciò che sono i politecnici per la facoltà di ingegneria. Perché a quella separazione si oppongono con forza i medici che grazie al loro numero oggi dominano le università e riescono a trasferire su altre facoltà i loro costi.

Ma chi, nella maggioranza o nell'opposizione, con la sola eccezione del Partito Radicale, oggi appoggerebbe queste tre proposte? La realtà è che la legge Gelmini è il meglio che oggi si possa ottenere data la cultura della nostra classe politica.

Il risultato, nonostante tutto, non è poca cosa. La legge abolisce i concorsi, prima fonte di corruzione delle nostre università. Crea una nuova figura di giovani docenti «in prova per sei anni», e confermati professori solo se in quegli anni raggiungano risultati positivi nell'insegnamento e nella ricerca. Chi grida allo scandalo sostenendo che questo significa accentuare la «precarizzazione» dell'università dimostra di non conoscere come funzionano le università nel resto del mondo. Peggio: pone una pietra tombale sul futuro di molti giovani, il cui posto potrebbe essere occupato per quarant'anni da una persona che si è dimostrata inadatta alla ricerca.

«Non si fanno le nozze con i fichi secchi», è la critica più diffusa. Nel 2007-08 il finanziamento dello Stato alle università era di 7 miliardi l'anno. Il ministro dell'Economia lo aveva ridotto, per il 2011, di un miliardo. Poi, di fronte alla mobilitazione di studenti, ricercatori, opinione pubblica e alle proteste del ministro Gelmini, Tremonti ha dovuto fare un passo indietro: i fondi sono 7,2 miliardi nel 2010, 6,9 nel 2011, gli stessi di tre anni fa. «La legge tradisce i giovani che oggi lavorano nell'università, non dando loro alcuna prospettiva». Purtroppo ne dà fin troppe. Per ogni dieci nuovi posti che si apriranno, solo due sono riservati a giovani ricercatori che nell'università non hanno ancora avuto la fortuna di entrare: gli altri sono destinati a promozioni di chi già c'è.

La legge innova la governance delle università: limita l'autoreferenzialità dei professori prevedendo la presenza di non accademici nei consigli di amministrazione (seppure il ministro non abbia avuto la forza di accentuare la «terzietà» del cda impedendo che il rettore presieda, al tempo stesso, l'ateneo e il suo cda). Per la prima volta prevede che i fondi pubblici alle università siano modulati in funzione dei risultati.

La valutazione è l'unico modo per non sprecare risorse, per consentirci di risalire nelle graduatorie mondiali e fornire agli studenti un'istruzione migliore. Per questo l'Anvur, l'Agenzia per la valutazione degli atenei, è il vero perno della riforma. Purtroppo il ministro Mussi, che nel precedente governo la creò, ne scrisse un regolamento incoerente con la legge. Fu bocciato dal Consiglio di Stato e ha dovuto essere riscritto da zero con il risultato che l'Anvur parte soltanto ora.

La legge però non deve essere approvata ad ogni costo. Agli articoli ancora da discutere sono opposti (dall'opposizione, ma anche dalla Lega) emendamenti che la snaturerebbero. Uno alquanto bizzarro, dell'Udc, abroga il Comitato dei garanti per la ricerca, introdotto su richiesta del Gruppo 2003, i trenta ricercatori italiani i cui lavori hanno ottenuto il maggior numero di citazioni al mondo. La scorsa settimana Fli ha proposto che i 18 milioni che la legge finanziaria destina ad aumenti di stipendio per chi nell'università già c'è non siano riservati ai giovani, ma estesi a tutti. Così quei 18 milioni si sarebbero tradotti in venti euro al mese in più per tutti, anziché quaranta al mese per i giovani. Fortunatamente quell'emendamento non è passato. Ma altri sono in agguato, tra cui alcuni che introducono ope legis di vario tipo. Se passassero, meglio ritirare la legge.

Il Pd ha annunciato che voterà contro. Davvero Bersani pensa che se vincesse le elezioni riuscirebbe a far approvare una legge migliore? Migliore forse per chi nell'università ha avuto la fortuna di riuscire a entrare. Dubito per chi ne è fuori nonostante spesso nella ricerca abbia ottenuto risultati più significativi di chi è dentro.

Francesco Giavazzi
30 novembre 2010

Bella, bellissima, un'altra volta

E non l'ho ancora finita.
Vieni via con me, 29-11-210

Momenti di trascurabile felicità (3)

Gli sms dopo le undici di sera che dicono: "dove sei?", che significano molto di più di quello che dicono. FRANCESCO PICCOLO

lunedì, novembre 29, 2010

Conguaglio Inarcassa ad aprile

Per chi non avesse visto/ricevuto la mail...

Gentile Associato,

La Informiamo che il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa ha deliberato di consentire in via eccezionale che il saldo del conguaglio dei contributi previdenziali relativi all'anno 2009, previsto per il 31/12/2010, possa essere versato entro il 30/04/2011 con l'applicazione di un interesse dilatorio nella misura dell'1% fisso.

Pertanto, se vorrà usufruire di tale facilitazione, dovrà semplicemente conservare il bollettino MAV relativo al conguaglio 2009 - che il nostro Tesoriere, Banca Popolare di Sondrio, provvederà ad inviarLe regolarmente per la scadenza del 31 dicembre - e versare l'importo corrispondente, on line con Inarcassa Card o tramite i canali tradizionali, entro e non oltre il 30 aprile 2011. Il versamento entro la scadenza suddetta non genererà alcuna sanzione e l'importo relativo all'1% fisso d'interesse sarà oggetto di riscossione da parte di Inarcassa con la prima o la seconda rata dei minimi contributivi 2011.

Il mancato versamento dell'importo dovuto entro il 30/04/2011 genererà sanzioni ed interessi per il ritardato pagamento calcolati a far data dal 31/12/2010, scadenza naturale del debito.

Nel caso desideri ricevere le comunicazioni ad altro indirizzo e-mail, La preghiamo di utilizzare l'apposita funzione di "Gestione e-mail" dal menù laterale della Sua area riservata su Inarcassa ON line.

Cogliamo l'occasione per inviare cordiali saluti,

Inarcassa ON line

NovemberPorc sarai Tu....

Me Magno l'Impossibile....

Sabato sera abbiamo fatto una gita "sociale" in quel di Busseto, alla Trattoria Campanini.
Al di là delle leccornie che abbiamo gustato, e che gli assenti avranno modo di assaporare la prossima volta, per tutti ecco pronto un bel Quiz:

Uno/una di noi è riuscito/a a pappare il seguente menù:

Antipasto:
  • Culatello di Zibello
  • Coppa della Bassa
  • Strolghino della Bassa
  • Spalla Cruda
  • Spalla cotta verdiana ad uso S. Secondo
Accompagnati da:
  • Cipolline calde all’aceto balsamico a profusione
  • Insalata Russa
  • Gorgonzola

Il tutto da gustare con Torta Fritta in quantità (Gnocco fritto)

Primo piatto:
Caramelle di Taleggio con Culatello di Zibello e toma di Bruna

Secondo Piatto:
Guanciale di maiale al Lambrusco con polenta
Contorno:
Patate al forno per 3 mangiate in 2

Dolce:
Budino al cioccolato con crema al rhum

Distillati:
Nocino della casa

Il tutto innaffiato da Guttunio Frizzante e Gutturnio fermo
Prosit!

Chi è stato/a?

Per il vincitore ricchi premi e cotillons

Momenti di trascurabile felicità (n)

Il momento esatto il cui di notte i semafori cominciano a lampeggiare, che vuol dire che ormai le auto sono poche e quasi tutte stanno tornando verso casa. Due che stavano per lasciarsi e poi non si lasciano più e si abbracciano a lungo, senza accorgersi che la gente si è fermata a guardarli. Un piccolo incidente e il ragazzo in motorino si alza subito perché non si è fatto niente. Tutte le nonne che portano al parco i nipoti e i loro sorrisi apprensivi quando li guardano correre. Le persone che devono cominciare a parlare per dire una cosa importante. Ogni palazzo che ospita uffici ricolmi di lavoro e tutte le vite che ci sono dietro coloro che stanno dietro alle scrivanie. Il suono prolungato e familiare di campanelle scolastiche, e un rumore di scale percorse con tumulto che si diffonde in molti quartieri, rumore di bambini, ragazzi e adolescenti, che creano per qualche secondo una tensione barbara, lì fuori, una scenografia dell’attesa di qualche secondo – e poi tutti questi ragazzi che vengono espulsi quasi all’unisono, le scuole si svuotano e la città si riempie di nuovo, i vigili urbani hanno molto da fare, le madri e i padri tornano a fare i genitori, i pranzo sono quasi tutti pronti, le organizzazioni complicate dei pomeriggi.
L’odore di pane del primo mattino; le macchinette del caffè nel momento in cui vengono spente. Le passeggiate. Gli aperitivi con le mani unte dalle arachidi. Il primo scontrino battuto in un negozio. E anche la prima volta che una ragazza fa tardi la sera e la tensione nascosta dei genitori. Il bis tanto atteso di un concerto. Il giorno in cui fa abbastanza freddo da dover tirare fuori dall’armadio il primo maglione e infilarlo mentre scarica corrente. Quelli che alzano le serrande, che rifanno le strade, che svuotano i cassonetti; quelli che aspettano e guardano l’orologio e poi finalmente in fondo alla strada vedono chi aspettavano, quelli che attraversano strisce pedonali e guardano male gli automobilisti che frenano un po’ tardi, quelli che smettono di fumare, quelli che escono la mattina dai portoni e coprono gli occhi dalla luce. Le lacrime che scendono sui visi degli spettatori al cinema, le risate di una sera a cena. Quelli che lottano per pagare il conto, che spengono la luce a letto e poi si girano di lato, tirandosi su le coperte. Tutti i traslochi di una giornata, tutte le auto che escono nuove dai concessionari, tutta la musica che viene ascoltata. Un litigio furioso per una questione di principio. Le chiacchiere negli uffici postali, le difficoltà nel riempire i moduli, le borse della spesa da svuotare, i clacson che smettono di suonare, Uno che corre per arrivare prima che scada il tempo per qualsiasi cosa. I bambini quando chiudono il quaderno perché hanno finito i compiti, i balconi con i panni stesi e il vestito da mettere alla festa. Il momento in cui i padri dicono: e va bene, i risvegli dalle operazioni chirurgiche, le strade appena bagnate dal camion che le pulisce, il profumo del giornale quando lo prendi tra le mani, le bocche impiastricciate dei bambini quando hanno finito il gelato, il responsabile che all’alba chiude la discoteca facendo scattare il lucchetto, il professore che corregge i compiti. Tutti i sogni di una notte, gli ultimi giorni del sindaco, tutte le feste a sorpresa, e il rumore della carta da regalo quando viene scartata. Lo scatto della penna che vola più in alto possibile, come la partenza di un missile. La prima pubblicità degli slip Roberta. Il fatto che nessuna donna al mondo riesca ad ottenere dal parrucchiere la pettinatura che desiderava. Restare in città ad agosto e andare nelle case vuote degli amici a innaffiare le piante. Il ragionamento che bisogna fare, per un attimo, per mettere in relazione una parte del corpo o un organo interno e il nome del reparto specialistico a cui corrisponde. Stare davanti alla stazione e assistere all’entrata in macchina di tutti quelli che arrivano da un viaggio in treno, e sono venuti a prenderli: vedere quando salgono sul sedile anteriore o posteriore e come sono felici di vedere chi è venuto, come li salutano. Tutte le donne nel gesto di legarsi i capelli. E anche tutte le donne che non dimenticano gli assorbenti macchiati in bagno.
Gli amori che cominciano, che è molto prima di quando cominciano – cioè il momento in cui un innamoramento nasce senza che la persona che si innamora se ne sia ancora accorta. E poi certi pomeriggi di pioggia e la gente che aspetta che spiova sotto i portoni e si conosce e si parla. Gli amici che si incontrano al caffè e si raccontano i segreti. Le manifestazioni, quando la città è occupata da molti di coloro che la abitano. E la notte di Capodanno, quando la maggioranza dei cittadini è in strada e non nelle case. L’elenco di tutte le case che si abitano nel corso della vita. Il numero esatto di baci che si stanno dando in questo momento. Mi piacerebbe che nessuna porta stesse sbattendo, che nessun essere umano stesse tossendo, che nemmeno un cittadino non si sentisse un cittadino; e sempre in questo momento che qualcuno stesse dicendo: però com’è bello vivere qui. Anche tra sé e sé.
FRANCESCO PICCOLO