venerdì, novembre 19, 2010
giovedì, novembre 18, 2010
La partita punto a punto

Primo 95punti, secondo 94punti, terzo 93punti, quarto 91punti!
Ryanair aumenta le tariffe
Il vettore low cost Ryanair nel prossimo semestre aumenterà le sue tariffe del 10% che, sommate al rincaro del 12% nel precedente semestre, porta un rincaro complessivo del 22% in un anno. Per Adoc, che ha chiesto all’Antitrust di indagare sulla compagnia irlandese, è un voltafaccia verso i clienti.
“L’aumento delle tariffe deciso da Ryanair è un vero e proprio schiaffo ai clienti – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – che scelgono la compagnia low cost irlandese sia per i prezzi contenuti che per l’esclusività delle rotte. Non accettiamo il fatto che Ryanair ora volti le spalle ai consumatori aumentando i prezzi dopo essersi accaparrata in esclusiva importanti rotte sia italiane che internazionali, grazie ai prezzi bassi che hanno di fatto eliminato i concorrenti e creato una vasta clientela. Considerando anche che gli standard qualitativi del servizio offerto rimangono gli stessi di oggi. Per questo abbiamo inviato una segnalazione all’Antitrust in merito a questo comportamento, riteniamo si stata messa in atto una distorsione del mercato del trasporto aereo a danno sia dei consumatori che di altri vettori. Vorremmo inoltre che fosse adottata una regolamentazione nel settore che prevede di classificare le compagnie in base ai servizi offerti e ai prezzi praticati come avviene per l’assegnazione delle stelle agli alberghi. Vorremmo, infine, che a fronte di una maggiorazione di prezzo sia assicurato un innalzamento degli standard, a cominciare dall’assistenza a terra spesso carente o assente, soprattutto in caso di ritardi o problemi gravi. Migliaia di consumatori ricordano tristemente quanto avvenne in occasione dell’eruzione del vulcano islandese la scorsa primavera. Centinaia di voli cancellati e passeggeri a terra senza il minimo di assistenza”.
mercoledì, novembre 17, 2010
Silvio special
http://www.youtube.com/watch?v=wYkYgrvYVx0Succede...
Ha passato la notte a casa di qualcuno e adesso cerca un bar che non sa dove sia per prendere un cappuccino prima di tornare a casa. È fuori luogo; appartiene al giorno prima e non c’entra nulla con la domenica mattina; eppure è bellissima, è pallida e confusa, stordita dalla stanchezza. Esausta. Ma di una felicità sottile che si nasconde sotto l’aria confusa come sotto un tappeto.
Subito la seguo nel bar, prendo anch’io un cappuccino, un po’ distante ma potendola guardare, senza parlare, senza alcuna intenzione di rivolgerle la parola, solo seguendo ogni movimento, quel modo di girare il cucchiaino in modo lento, fissando di continuo un punto vuoto, sbadigliando, a volte dimenticandosi di pagare. Fino a quando non si dirige verso l’uscita, il rumore dei tacchi nel silenzio. Apre la porta del bar e va. E solo adesso è davvero il momento in cui ieri sera è finito.
FRANCESCO PICCOLO, Momenti di trascurabile felicità
Preview nelle ricerche con Google
Ancora una novità dal motore di ricerca più usato sul web: l’Instant Preview permette di dare uno sguardo alle pagine elencate nei risultati di ricerca senza abbandonare Google.
Di fianco ai link compare una piccola lente di ingrandimento e, al passaggio del mouse sui risultati, su lato destro compare immediatamente un popup con l’anteprima della pagina relativa. Questa anteprima non viene prodotta casualmente ma riguarda esattamente il settore della pagina in cui sono contenute le parole chiave digitate.
Per adesso la funzione è disponibile solo per la ricerca di pagine web, ma pare che Google la stia sviluppando anche per aumentare la potenzialità degli ads: quelle piccole porzioni di testo che ci propongono sponsor o pubblicità legati alla nostra ricerca (o al contenuto delle nostre email su Gmail). Insomma ancora una gatta da pelare per Microsoft che con il suo motore di ricerca Bing cerca di rincorrere il più famoso concorrente. Da un sondaggio effettuato dalla stessa Google, il livello di soddisfazione degli utilizzatori sarebbe aumentato addirittura del 5% in fase di test.
La velocità con cui le anteprime sono prodotte è senza dubbio notevole ed insieme a Google Instant, introdotto a settembre, grazie al quale i risultati della ricerca vengono proposti agli utenti in tempo reale mentre digitano le parole chiave, anche Instant Previews punta a velocizzare i tempi di ricerca. Secondo gli studi di Google questo permetterebbe agli utilizzatori di effettuare più ricerche e probabilmente accedere anche più messaggi pubblicitari, con conseguente aumento di guadagno per l’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin.
martedì, novembre 16, 2010
Contributi per solare termico
Gentili Signori,
vi segnaliamo l’opportunità offerta da Regione Lombardia che finanzia l’adozione di impianti basati sull’uso del calore prodotto dall’energia solare a servizio di strutture ad uso pubblico o ad uso residenziale (solo alloggi ERP come da art.1 Reg. Reg. n.1/2004).
BENEFICIARI
Enti Locali e loro associazioni o consorzi, ALER, fondazioni pubbliche, società a capitale interamente pubblico, organismi di ricerca pubblici, ASL. Possono presentare domanda di contributo oltre ai precedenti soggetti anche: Enti gestori, ESCO.
INTERVENTI AMMISSIBILI
Sono ammissibili progetti appartenenti alle seguenti tre linee di sviluppo:
1. Impiego innovativo della tecnologia solare per la coltura e produzione delle biomasse;
2. Installazione impianti solari termici per la produzione di calore a media temperatura;
3. Installazione impianti ibridi di climatizzazione estiva e invernale ad alta copertura solare.
SPESE AMMISSIBILI
Tra le spese ammissibili ricordiamo le seguenti:
Acquisto di macchine e materiali;
Realizzazione di opere civili;
Installazione dell’impianto;
Sistema di monitoraggio.
AGEVOLAZIONE
Contributo a fondo perduto del 50% del costo totale ammissibile fino ad un massimo di € 500.000.
TEMPISTICA
Le richieste di contributo potranno essere presentate entro e non oltre il 27 gennaio 2011.
Il bando 2. è aperto dal 28 novembre al 28 dicembre.
Riferimento: Tecnologie solar
DO_Donne Orribili
di Maria Laura Rodota
(IO DONNA – 13 novembre 2010)
Solare costa meno del nucleare?
Solare pulito ma più costoso del nucleare? Forse ieri, ma ora non più.
Al di là dei possibili problemi legati al loro smaltimento, gli impianti fotovoltaici sono generalmente visti come un modo più pulito e sostenibile di produrre energia rispetto all’energia atomica, ma molto più dispendioso. Secondo lo studio americano “Solar and Nuclear Costs — The Historic Crossover”, non è più così. Un recente rapporto della Duke University, in North Carolina, rivela infatti che l’energia solare è diventata ormai più conveniente di quella nucleare non solo a livello ambientale (smaltire o riciclare i moduli è generalmente ritenuto meno problematico che gestire scorie che rimangono radioattive per migliaia di anni), ma anche economico. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le alternative a più basso costo all’energia nucleare», ha affermato il professor John O. Blackburn, docente di economia presso la Duke University e autore dello studio. Nel rapporto di Blackburn viene dimostrato come i costi dei sistemi fotovoltaici siano scesi a un punto che è ormai inferiore a quello dei costi previsti per la costruzione di nuove centrali nucleari, e che potrebbe succedere lo stesso nei confronti delle fonti fossili di energia già entro il 2013. Questo “passaggio storico” sarebbe dovuto al fatto che negli Usa il costo del solare è, in questo momento, di 16 centesimi di dollaro al kWh.
Secondo Mark Cooper, analista specializzato nell’individuare i costi dell’energia nucleare presso l’Institute for Energy and Environment della Vermont Law School, questi 16 centesimi potrebbero scendere a 6, se si implementassero maggiormente “efficienza energetica, co-generazione e utilizzo di fonti rinnovabili”. Cooper ha poi affermato che mentre i costi del solare sono costantemente diminuiti negli ultimi otto anni, quelli stimati per costruire negli Stati Uniti una centrale nucleare sono passati dai 3 miliardi di dollari nel 2002 agli attuali 10 miliardi per reattore. Nel rapporto “All Risk, No Reward for Taxpayers and Ratepayers”, Cooper ha riportato inoltre che questo aumento dei costi è «nulla in confronto ai rischi finanziari e ai sussidi che affiancheranno la nuova ondata di centrali nucleari in costruzione». Sussidi che «producono una distorsione del mercato», afferma Doug Koplow, economista dell’Earth Track di Cambridge, in Massachusetts, un’associazione che si oppone ai sussidi nel settore dell’energia, i quali rischiano di «chiudere il mercato a fonti di energia più competitive». Rendendo ancora più complicata l’identificazione di quelli che sono i costi reali delle tecnologie energetiche in competizione fra loro.
A Koplow ha fatto eco Peter Athrton, analista del colosso finanziario Citigroup e autore di uno studio che ha dimostrato come l’industria nucleare non potrebbe sopravvivere, senza trasferire i costi e i rischi economici sui contribuenti. Fatto confermato dalle condizioni poste dalle compagnie che dovrebbero costruire i nuovi reattori nel Regno Unito. Nuovi reattori che, nei luoghi in cui sono già in fase di costruzione, stanno subendo enormi ritardi e importanti lievitazioni dei prezzi. Ne è un ottimo esempio quello di Olkiluoto in Finlandia, che ha già accumulato un ritardo di oltre tre anni rispetto alla sua prevista data di ultimazione, e del quale i costi finali sono più che raddoppiati. La spesa prevista del reattore finlandese era infatti di 2,5 miliardi di euro nel 2002, quando fu approvato; nel 2005, alla firma del contratto, era salita a 3,3 miliardi; nel 2009, con i lavori già in grande ritardo, la spesa preventivata era giunta a 5,3 miliardi; oggi, dopo un altro anno di ritardo accumulato, la stessa avrebbe già abbondantemente superato i 6 miliardi di euro. Da questi studi traspare il fatto che in un sistema nel quale si tende a aumentare l’offerta di energia piuttosto che diminuirne la domanda (e gli sprechi), se si calcola solo la quantità di energia prodotta le rinnovabili sono ancora perdenti nei confronti del nucleare, che ne produce una enorme quantità. Ma se si calcolano nel bilancio i costi economici e ambientali, incrementando il generale livello di efficienza energetica, è evidente che bisogna cambiare prospettiva, e che non serve produrre più energia, ma bisogna consumarne di meno. Nonostante tutti questi segnali che giungono dall’estero, però, in Italia sembrerebbe imminente un “rinascimento atomico”, accompagnato dalla promozione di metodi di produzione di energia tanto costosi quanto rischiosi per la collettività. Già nel 1985 la prestigiosa rivista americana Forbes, specializzata da quasi un secolo in economia e finanza, definì la costruzione degli impianti nucleari americani di prima generazione «il più grande disastro gestionale della storia del business». Le classi dirigenti italiane, invece, non hanno ancora capito nel 2010 che di disastri gestionali, in Italia, ne abbiamo e ne abbiamo avuti a sufficienza.
( “L’energia solare costa meno del nucleare, ma l’Italia discute solo di nuovi reattori”, da “Il Fatto Quotidiano” del 14 ottobre 2010).
Non ho idea se questa "ricerca" sia una "sparata" o davvero sia così: vedrem nei prossimi mesi se altri studi arriveranno alla stessa conclusione.
Cmq per quanto riguarda il nucleare in Italia, la minchiata è stata fatta nell'87 quando è stato fatto il referudum a 2 anni dal disastro di Chernobyl... geniale no?!?!! A quanto pare allora eravam anche tra i "migliori" al mondo nel campo, ma dopo 30anni di stop il ritorno al nucleare sa tanto di "moda del momento"... anche perchè rimane il "problemino" delle scorie:abbiamo ancora tutte quelle "vecchie" ancora stoccate nelle centrali, non abbiamo individuato un sito in cui mettere le scorie a medio-bassa radiottività (quindi le mandiam all'estero... con relativi costi) e non c'è un sito permanente&definitivo per quelle ad alta radiottività (il problema è che non ne esiste nessuno al mondo... ). Quindi prima di lanciarsi nel nucleare di ultima generazione (che sta dando problemi in tutto il mondo... chiedere a Finlandia&Francia) cominciam ad affrontar i problemi concreti che ci sono e poi possiam cominciar a ragionar su nuove centrali.
lunedì, novembre 15, 2010
Napoletani-cinesi
Inoltre la cosa più preoccupante secondo la polizia giudiziaria dell’Ufficio di Frontiera risulta che l’utilizzo del copri-targa avrebbe permesso per compiere azioni criminose.
Nel video viene illustrato il semplice funzionamento del copri-targa che si attiva tramite un telecomando.
Momenti di trascurabile felicità (1)
domenica, novembre 14, 2010
Foto della settimana

sabato, novembre 13, 2010
Flash mob a Freccia Rossa
Il video ufficiale del + flash mob tenutosi sabato 2 ottobre presso il centro commerciale Freccia Rossa a Brescia...

venerdì, novembre 12, 2010
La "profanazione" dei Lucchetti

giovedì, novembre 11, 2010
UN AIUTO CONCRETO PER IL VENETO

Un sms al 45501 anche senza messaggio da tutti gli operatori (Tim, Vodafone, Wind e 3) o una chiamata da rete fissa Telecom si tradurranno in due euro, soldi che serviranno per aiutare a ricostruire case, scuole e fabbriche
mercoledì, novembre 10, 2010
Twitterare... al vento
tweet cade nel vuoto
Avete mai avuto la sensazione che nessuno si interessi dei vostri tweet? Un recente studio lo ha appena dimostrato: avete ragione. Gran parte dei messaggi del microblogging sono totalmente ignorati.
Ne ha parlato anche Wired in un recente articolo, simpaticamente intitolato “Non capita soltanto a te”: il monitoraggio ha esaminato un milione e 200.000 tweet inviati nei mesi di agosto e settembre e il risultato è stato crudele oltre ogni aspettativa:
Più di 7 tweets su 10 affondano nel Web senza alcun tipo di reazione da parte del mondo. Dei rimanenti, solo il 6 per cento guadagna un retweet, e il 92 per cento di questi avviene entro la prima ora. Moltiplicando queste probabilità, significa che meno di un messaggio su 200 viene re-tweettato dopo un’ora. In sostanza, una volta che è postato, il tuo messaggio ha un’ora di vita e poi è storia antica.
Lo studio non indaga sulle ragioni di un numero così alto di tweet che non riescono a generare una risposta. Sicuramente il sistema di microblogging tende a spingere verso il basso i contenuti meno recenti, privilegiando l’aggiornamento. Secondo alcuni commentatori, sarà interessante vedere come il nuovo Twitter saprà incoraggiare le relazioni più lunghe all’interno del sito.
Bisogna comunque fare attenzione a non sopravvalutare l’importanza del retweet rispetto alla capacità di Twitter di dare visibilità alle nostre emozioni, e anche le nostre informazioni. È esperienza comune, ad esempio, che mettendo sempre un link che pubblicizza un proprio post, magari a scadenza costante, il numero di accessi verso un sito Web aumenti anche in assenza di retweet.
Questo perché se si riesce a creare interesse chi ci segue clicca sul link e visita il sito. Per non parlare della scansione dei motori di ricerca tramite parole chiave. Insomma, la costellazione di Twitter è molto complessa, una vertigine di opportunità.
[....]
Il primo passo?
ROMA - Basta con i colleghi-parenti. Una norma, approvata nel comune di Pistoia, stabilisce che non ci potranno più essere relazioni familiari tra capi e sottoposti, bisognerà evitare che cugini, zii e cognati abbiano rapporti di lavoro negli stessi uffici e che marito e moglie possano influire l'uno sulla carriera dell'altra. L'hanno già chiamata la regola anti-nepotismo, combatte quella rete capillare e insidiosa, quel muro invisibile presente in tutti i posti di lavoro fatto di "colleghi in ufficio e a casa parenti". Legami esibiti o occultati ma che suscitano sempre invidie e insofferenze, bloccano o favoriscono carriere.
La rivoluzione amministrativa fa discutere il comune toscano dove hanno deciso di disciplinare la presenza nello stesso servizio di persone legate da un vincolo di parentela. "Da quanto mi risulta è la prima volta in Italia che si verifica nell'amministrazione pubblica, e credo che non ci sia niente di simile in Europa", spiega soddisfatto Andrea Betti, consigliere comunale dell'Italia dei Valori, che ha presentato la mozione approvata. "Ci sono ovunque queste situazioni di rapporti "misti" in ufficio, da noi c'è una dirigente che ha la sorella come funzionario nel suo servizio: un conflitto d'interesse evidente. La norma che è stata approvata stabilisce che quando c'è una posizione gerarchica non possono coesistere né coniugi né parenti entro il terzo grado". E poco importa se spuntano ciclicamente indagini che dimostrano che l'amore tra le scrivanie favorisce la produttività, in questo caso non ci sarà comprensione neanche per le coppie conviventi.
Nel testo si legge infatti "che in un Ente Pubblico è doveroso non mischiare famiglia e lavoro. Che nell'ottica di una produttività dei servizi è necessario valorizzare le capacità in una cornice di trasparenza che valichi ogni parzialità familiare". Il comune di Pistoia è governato dal centro sinistra ma la norma è stata accolta favorevolmente in modo trasversale da tutti i partiti, anzi, "accettata come una liberazione". Anche perché, dicono, non si dovrà più essere testimoni involontari di litigi di coppia, o fingere di non sentire noiosi battibecchi e resoconti familiari. Andrea Betti ha promosso questa crociata per smantellare i gruppi parentali proprio partendo dalla propria quotidiana esperienza: "In ogni lavoro che ho cercato e fatto mi sono sempre trovato davanti il "parentame", al consiglio comunale ci sono arrivato da eletto ma ho trovato le stesse situazioni. Nelle aziende private ci sono codici etici che però spesso sono solo una vetrina. Solo alla Coop, dove lavoro adesso, questa regola viene rispettata".
Ora il regolamento andrà applicato, ci vorranno 60 giorni perché entri in vigore. "Sembra una cosa ovvia ma nessuno la mette in pratica", aggiunge Alberto Niccolai, l'assessore al personale che ha portato avanti il provvedimento. "Vorrei precisare però che non è esatto definirla norma anti-nepotismo perché non riguarda ciò che accade sul lavoro nel momento dell'accesso, se ci sono o no favori, qui si tratta dei rapporti gerarchici tra persone legate da un vincolo di parentela, della compresenza negli stessi uffici di parenti o coppie, un legame che può di fatto influire sullo svolgimento del lavoro, creando favoritismi". L'applicazione della regola avrà un suo iter burocratico. Bisognerà fare una mappatura di tutti gli uffici e poi procedere agli spostamenti. In comune sono ottimisti, le rivoluzioni sono possibili. Meno entusiasti, o forse no, gli "spostati".
martedì, novembre 09, 2010
Benigni - E' tutto mio
Compleanno del giorno
lunedì, novembre 08, 2010
Dal Corriere del 3 novembre
L'immagine di un paese
L'immagine di un paese
di SERGIO ROMANO
da corriere.it
Il lettore troverà in altre parti del giornale le parole inaccettabili che il presidente del Consiglio ha pronunciato ieri alla Fiera di Milano. Posso quindi esimermi dall’obbligo di ripetere ciò che è stato detto sui gay e sui mezzi d’informazione. Ma non posso impedirmi di pensare che Berlusconi stia distruggendo ciò che è riuscito a fare in questi anni. Conoscevamo il suo carattere, le sue debolezze, il suo conflitto d’interessi, le leggi ad personam e certi aspetti goliardici della sua personalità. Sapevamo che i suoi continui scontri con la magistratura rappresentavano un rischio per la tenuta delle istituzioni e l’equilibrio fra i poteri dello Stato.
Ma non ho mai pensato, a differenza di altri, che i suoi governi fossero inetti e impotenti. Mi sarebbe sembrato assurdo ignorare i risultati della lotta contro la criminalità organizzata, la riforma universitaria del ministro dell’Istruzione, gli entusiastici furori riformatori del ministro della Funzione pubblica, i passi compiuti sulla strada del federalismo fiscale, le missioni militari all’estero, l’attenzione dedicata ai problemi dell’energia, il progetto sulla legislazione del lavoro, la maggiore sensibilità per le opere pubbliche, certi interventi della Protezione civile, il recupero dell’evasione fiscale, la prudenza e l’abilità con cui è stata affrontata la crisi del credito. So che il bilancio deve tenere conto anche delle molte cose promesse e non fatte o fatte male. Ma se mi guardo attorno e confronto la politica italiana con quella di altri Paesi dell’Unione europea, non mi sembra che l’Italia, quando la partita si gioca sulle cose fatte e da fare, sia rimasta indietro. E guardandomi attorno non vedo altro Paese dell’Unione europea in cui lo stile di vita del premier, spesso per sua deliberata volontà, sia divenuto il tema centrale della politica nazionale.
Berlusconi non sembra rendersi conto che questa pubblica rivendicazione delle sue debolezze private sta divertendo il mondo, riaccendendo tutti i più triti pregiudizi sul carattere degli italiani e soprattutto oscurando quello che il governo è riuscito a fare in questi momenti difficili. Non credo che il presidente del Consiglio possa continuare a polemizzare con tutti, a braccio e nelle occasioni più disparate, senza neppure calcolare gli effetti delle sue parole su coloro che non gli sono pregiudizialmente ostili. Voglio sperare invece che Berlusconi possa ancora, se lo vuole, lasciare la tribuna delle dichiarazioni improvvisate per tornare a Palazzo Chigi dove lo aspettano molte cose da fare e molti problemi da risolvere. Se vi è ancora spazio per un accordo con Fini, tanto meglio. Il Paese non ha bisogno di una crisi che rischierebbe di frantumare il quadro politico nazionale con conseguenze forse devastanti.
La nazione ha il diritto di essere rappresentata autorevolmente nelle sedi in cui si sta disegnando il nuovo profilo della finanza internazionale e soprattutto a Bruxelles, dove nei prossimi mesi si deciderà, tra l’altro, la politica fiscale dell’Europa. Ma se la prospettiva razionale non fosse praticabile, è meglio tornare alle urne senza la scorciatoia di improbabili governi tecnici. Temo che dalle elezioni anticipate possano uscire equilibri ancora più traballanti degli attuali. Ma niente è più grave di questo continuo stillicidio di picche e ripicche, questa sciagurata confusione di pubblico e privato. Gli italiani non lo meritano.
Sergio Romano03 novembre 2010
Non credo a ciò che vedo!!!
MILANO - Stambecchi golosi sfidano la forza di gravità: le incredibili foto di un branco di stambecchi delle Alpi (Capra ibex) che scalano senza apparente difficoltà la parete quasi verticale della diga del lago Cingino a quota 2.250 metri nel parco naturale della Valle Antrona, in Piemonte, fanno il giro di Internet. Gli animali non stanno cercando di portare a termine una missione suicida, bensì vengono attirati dalle pietre incrostate di sale.
DATTAMENTO ALL'AMBIENTE - Le foto scattate da Adriano Migliorati trovano ampio spazio sulla stampa inglese. Ne ha parlato il Daily Mail e in questi giorni pure il Guardian. Su YouTube sono presenti anche alcuni video che documentano l'impresa a dir poco sbalorditiva dei mammiferi di Cingino. Tuttavia, non c'è nulla di inusuale. E' un classico esempio di come questa specie si sia adattata al suo ambiente. A
IN CERCA DI SALE - Aggrappati alle pareti della diga alta quasi 49 metri, al confine con la Svizzera, sembra possano precipitare da un momento all'altro data la pendenza impossibile. Invece, questi grossi bovidi sono semplicemente alla ricerca di sale, minerale che trovano in natura sotto forma di salnitro, presente in quantità insufficiente nella dieta da pascolo. Questi erbivori, il cui habitat sono le praterie d'alta quota e le pareti rocciose, riescono a scalare il muro della diga grazie soprattutto agli zoccoli larghi ed elastici che fanno presa come una tenaglia nelle fessure della roccia.
domenica, novembre 07, 2010
Foto della settimana
Non poteva avere nome più azzeccato questa splendida costruzione di calcare grigio, ruvido e compatto, che si trova a Cala Goloritzè, nel Golfo di Orosei, costa orientale della Sardegna; per la cronaca l'abbiam scalata per la via "Sinfonia dei mulini a vento", di Manolo e Gogna, dura, ma molto gratificante...








