"Cosa, papà?"
"Quando nasce qualcosa."
MARGARET MAZZANTINI, Venuto al mondo
"A bunch of crazy people"

http://en.tackfilm.se/?id=1268906214460RA68
(chi ha una bella memoria se la dovrebbe ricordare in una camera di Riva...quindi grazie Marco),
e grazie a tutti quelli che mi hanno sopportato perchè mi è partito l'unico neurone superstite per la pallavolo!!!!
Vi aspetto stasera a Rovato alle 21 all'ultima nostra partita di campionato per festeggiare questo traguardo!!!! e ricordate...
MA IL CIELO E' SEMPREEEE PIU' BLUUUUUUUU!!!!!!!!!
E' stato approvato dal Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi a Palazzo Chigi, lo schema di regolamento sul telemarketing proposto dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Verrà istituito, dunque, il registro pubblico delle opposizioni: gli abbonati potranno chiedere, gratuitamente e secondo modalità semplificate (compilazione del modulo elettronico, chiamata, posta elettronica, raccomandata o fax), che il proprio numero telefonico sia iscritto nel registro se non desiderano ricevere chiamate con finalità promozionali, dirette all'invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
"Abbiamo trovato un punto di equilibrio tra le esigenze degli abbonati telefonici che non vogliono essere contattati e quelle delle imprese che così potranno utilizzare con maggiore efficacia gli strumenti del telemarketing in un quadro di certezze e di concorrenza, che stimolerà la competitività", ha commentato il Ministro Claudio Scajola. Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti-CNCU, promuoverà una campagna di informazione per gli abbonati telefonici per favorire la conoscenza delle nuove disposizioni e dei loro diritti.
Lo schema di regolamento verrà sottoposto al parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari nonché, per i profili di competenza, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali. L'iter dovrà concludersi entro il 25 maggio.
Il 25 maggio entrerà in vigore il decreto Ronchi (convertito con modificazioni nella legge 166/2009) che cambierà il rapporto tra call center e cittadini, rendendo contattabili tutte le utenze, comprese quelle che non hanno dato il proprio consenso. Chi non vorrà essere contattato, dovrà iscriversi al registro pubblico delle opposizioni, che dovrà essere istituito entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto.
Come vivono i call center questo cambiamento? Con quale spirito si preparano a vivere il passaggio? "Si tratta di un rivoluzione copernicana -commenta Roberto Lorenzetti, AD di Siseco - Con il decreto Ronchi si passa da un sistema di opt-in, quello introdotto dal decreto sulla privacy, in cui era la società che doveva ottenere il consenso del cliente per inviare comunicazione commerciali, a una logica di opt-out, in cui è il cliente che non desidera più essere contattato a dover manifestare il proprio dissenso. Per i call center si tratta di un'occasione importante da cogliere: per questo è fondamentale avere i mezzi giusti".
Dopo le restrizioni imposte dal decreto Bersani nel 2007, che rendeva contattabili solo le banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici precedenti al 1° agosto 2005, per i call center la nuova direzione normativa è una boccata d'ossigeno: "Pur essendo un decreto migliorativo, restano molti interrogativi -afferma Claudia Castorina di X Bound di Cagliari - L'idea del registro delle opposizioni è buono, ma come funzionerà? Sembra che si stiano ispirando agli Stati Uniti, dove il cittadino che non gradisce essere contattato si iscrive a una lista on line, che può essere consultata anche dalle agenzie di telemarketing. E c'è anche molto controllo, quindi chi non la rispetta viene multato severamente. Da noi, invece, non si sa ancora molto. È anche nostro interesse che sia organizzato bene, altrimenti il telemarketing rischia di chiudere: se non c'è regolamentazione noi continueremo a chiamare indiscriminatamente e, da consumatore, devo riconoscere che ci sono operatori prepotenti. Da parte nostra cerchiamo di rispettare la fascia oraria indicata per chiamare e, nel caso in cui l'utente non vuole essere contattato, lo cancelliamo. Insomma, la privacy è un diritto, ma noi ci troviamo nel limbo. Il futuro è incerto anche per noi, non ci permette di fare progetti. Di sicuro, per ora, c'è che riassumeremo le persone che avevamo lasciato a casa nel 2007. Poi si vedrà".Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009 stabilisce che, a ciascun cittadino che ne faccia richiesta, il "Dipartimento per la digitalizzazione della PA e per l'innovazione tecnologica" assegni a titolo non oneroso un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), da utilizzare per tutte le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione.
I Servizi Base sono forniti gratuitamente e consentono di stabilire un canale di comunicazione semplice, diretto e sicuro tra il Cittadino e la Pubblica Amministrazione.
I Servizi Avanzati (di prossima attivazione) sono invece attivabili a pagamento e rendono disponibili molte altre funzionalità della PostaCertificat@.
Attraverso semplici e intuitive operazioni è possibile, alla sezione Attiva Servizi accessibile dalla propria Home Page, attivare o disattivare in qualunque momento i servizi disponibili e scegliere le diverse opzioni relative a ogni servizio.
I servizi base forniti in forma gratuita al Cittadino, ossia l'insieme dei servizi necessari a garantire la creazione di un canale di comunicazione semplice, diretto e sicuro tra Cittadino e Pubblica Amministrazione, sono:
Per le Pubbliche Amministrazione che ne facciano richiesta, è possibile attivare gratuitamente la casella PostaCertificat@ per i propri dipendenti.
Ai cittadini che ne facciano richiesta, saranno messi disposizione, a pagamento, ulteriori servizi accessori, di prossima attivazione, quali:
Sono inoltre previsti ulteriori servizi aggiuntivi a pagamento per il Cittadino:
Mosca - Traffico impazzito la scorsa notte a Mosca, quando un film pornografico apparso su un enorme schermo pubblicitario - forse lo "scherzo" di un hacker - ha mandato in tilt gli automobilisti. Il video dell’incidente è circolato oggi su Youtube e altri siti internet.
Un film porno per scherzo Il proprietario dello schermo pubblicitario, collocato su una strada principale della capitale russa a circa due chilometri dal Cremlino, ha detto all’agenzia di Stato Ria che alcuni hacker sono riusciti a entrare nel sistema e a inserire il video pornografico. "Sono stati dei teppisti oppure persone di un’azienda avversaria", ha commentato il direttore commerciale dell’agenzia pubblicitaria, Viktor Laptev. Secondo quanto riferito dalla Ria, le autorità stanno investigando. In Russia il nudo in televisione è vietato da prima della caduta dell’Unione Sovietica nel 1991.
Ciao a tutti,