giovedì, febbraio 04, 2010
Sordi, ciechi e solitari la nostra vita al tempo dell'iPod
Oggi mi sono recato a Milano in treno. Ne ho approfittato per accompagnare mio figlio Nicola a Vicenza. A scuola. Si è seduto in auto, nel sedile dietro. Io ho cominciato a parlargli. Delle lezioni del mattino, del Chievo, di suo fratello, del viaggio a Londra, ormai prossimo. Così, per risvegliarmi insieme a lui, vista l'ora. Nessun segnale. Nessuna risposta. Non dormiva, come immaginavo. Semplicemente, era altrove. Da solo con se stesso. IPod e cuffie. Immerso nel suo metal, in grado di svegliarlo, sicuramente, più di ogni chiacchiera con me. Così ho rinunciato.
Ho proseguito fino all'incrocio accanto al suo liceo. Mi sono fermato con il rosso, la porta si è aperta. E lui se n'è andato con un ciao distratto. Risucchiato dal flusso degli studenti. Tutti rigorosamente attrezzati di cuffia e Ipod. Tutti soli in mezzo agli altri. Ho tirato dritto fino alla stazione. Parcheggiata l'auto, ho preso al volo il Freccia Rossa (o forse Argento, non ricordo). E mi sono sistemato al mio posto. Il vagone, pieno di professionisti, in missione. Tutti con il portatile aperto, sul tavolino di fronte a loro. Intenti a navigare, comunicare via email, Facebook, Twitter. Alcuni immersi nella visione di un film o di un video. Con cuffia. Per non disturbare e non essere disturbati. Poi i cellulari. Un concerto di suonerie, le più diverse. Sinfonie, riff di James Brown, accordi dei Deep Purple, rombi di monoposto di Formula 1. Cani che abbaiano e bimbi che piangono. Meno fastidiosi, certo, dei dialoghi e delle risposte. I cazzi loro recitati ad alta voce, ci mancherebbe. Abituati ad essere soli in mezzo al mondo. Sempre soli. Tutti soli. Ovviamente, armati di occhiali neri. Per guardarsi intorno senza mostrare gli occhi. Cioè: senza essere visti. In mezzo al vagone, tre persone (sindacalisti, mi pare) impegnate a discutere. A voce alta, ma non più degli altri che telefonavano. Le ho trovate irritanti, tanto era strano vedere e sentire dei passeggeri parlare tra loro. Uno davanti all'altro. Gli unici a comportarsi come non fossero da soli. Insopportabile. Per cui ho aperto la mia cartella, ho estratto il Mac Air, mi sono connesso alla posta elettronica e ho indossato gli occhiali neri. Poi, ho acceso i'iPod. E, mentre dalle cuffie uscivano le note di Karma Police dei Radiohead, mi sono sentito tranquillo. Anch'io: finalmente solo.
Ilvo Diamanti
mercoledì, febbraio 03, 2010
Conto alla rovescia per imbavagliare il Web
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Ci interessa!!!
Atteso entro il 4 febbraio il parere del Parlamento sul decreto Romani
di Giampaolo Scaglione
A voler imporre un pesante giogo alla libera diffusione delle idee via Internet la Cina non è sola. C’è un partner d’eccezione, che risponde al nome di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, nelle vesti stavolta, di tycoon.
La faccenda è recentissima e poco nota, oscurata com’è stata dalle ultime notizie di reato sul fronte Mediaset (ipotesi di compravendita di titoli cinematografici a prezzi gonfiati con relativa frode fiscale etc. etc.). Oltreoceano se n’è parlato, in compenso, persino su Time.
In apparenza, si tratta di misure che accoglierebbero nella nostra legislazione una direttiva comunitaria (la 2007/65), che prevede di mettere al bando de lege la pornografia dagli schermi degli internauti in tenera età. Non solo: anche i siti dal contenuto violento sarebbero d’ora in poi territorio proibito per bambini e adolescenti. Un’iniziativa in sé lodevole, insomma.
Tanta solerzia da parte del governo nei confronti di navigatori meno…scafati per ragioni anagrafiche ha un suo perché: si vuole de facto attribuire agli Internet provider – cioè le aziende che permettono lo smistamento del traffico in Rete – la responsabilità di quel che accade sul Web: a partire, come è ovvio, dalla liceità dei contenuti.
Con una similitudine non troppo azzardata, sarebbe come rendere la concessionaria di un’autostrada responsabile della guida pericolosa di un’automobilista in stato di ebbrezza. Basterebbe ben poco, in definitiva, a mettere fuori legge un qualsiasi video o un qualsiasi blog, senza che esso sia in sé "pornografico" o "violento": una (anche) piccola violazione di copyright e il gioco (del governo) è fatto.
È altrettanto chiaro che i contenuti "vietati" per ragioni di salvaguardia del diritto d’autore potrebbero tornare in gioco…a pagamento su siti che la stessa Mediaset potrebbe fornire, in un domani non troppo lontano.
Da notare che, a ovest dell’ex-cortina di ferro, l’Italia sarebbe il primo e unico Paese ad avere in vigore misure di legge di questo genere. Il pericolo "censura" comincerebbe così a concretizzarsi. Molto presto, peraltro, dato che entro il 4 febbraio le commissioni di entrambe le Camere che sono state interpellate sulla questione dovranno esprimere un loro parere; poi sarà il Consiglio dei Ministri, in una delle sue prossime riunioni, a prendere l’ultima decisione, ovvero a ratificare la volontà delle alte sfere governative, senza fare sconti a chicchessia.
A prevenire ogni possibile obiezione è sceso in campo Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni nonché berlusconiano della primissima ora nonché ispiratore del decreto legislativo in questione (che verrà deliberato dal Consiglio dei Ministri il prossimo 4 febbraio) "non intende mettere il bavaglio all’informazione on-line né limitare la possibilità di espressione di blogger e utenti dei social network". E tanto per essere chiari, a finire sotto la lente d’ingrandimento del governo sono Youtube e Facebook. Il primo, per essere il più importante punto di riferimento per chi cerca immagini in Rete – e Mediaset non può non essere danneggiata da eventuali violazioni di copyright.
Per Fb il discorso si fa più complesso: in gioco, le pagine che inneggiano alla violenza contro Berlusconi, da dove sarebbe partito secondo il ministro Maroni l’input per l’attentato di Milano al premier nello scorso dicembre.
Tartaglia, il mancato carnefice, vittima di una suggestione mediatica di origine non televisiva, insomma. Pesanti le sanzioni previste dal governo per i siti che non rispetteranno le indicazioni contenute nel decreto: multe fino a 150.000 euro, per intenderci. Niente, però, rispetto ai 500 milioni di euro che Mediaset avrebbe intenzione di chiedere a Youtube-Google a titolo di risarcimento danni per l’abuso del materiale video prodotto dall’azienda del premier.
Come a dire: la libertà ha un prezzo. Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, la strategia del Biscione ha come obiettivo un rilancio in grande stile della tv (privata, come è ovvio) quale asse portante della comunicazione di massa. I cinesi, dal canto loro, lo fanno per una questione ideologica e per introdurre una sorta di autarchia dell’e-commerce.
Ma attenzione: c’è chi crede, come Carlo Carnevali Maffe, docente alla Bocconi di Milano, che la direttiva europea recepita dal governo italiano possa introdurre una sorta di "fattore di regolazione" della Rete: "Io non posso considerare Youtube un qualcosa che ha apportato dei benefici all’umanità – ha chiarito il professore in un’intervista – piuttosto diamoci una piattaforma legale più aggiornata per dare a tutti pari opportunità nella competizione in Rete".
Dal quartier generale in Europa di Youtube-Google si spera in un ripensamento del governo italiano prima del fatidico 4 febbraio. Ma a voler considerare i precedenti in questo senso (vedi innalzamento dell’Iva a Sky), non c’è da essere troppo ottimisti: sarà una coincidenza, ma Internet è (o era?) l’unico ramo della comunicazione ancora non dominato dalle aziende del premier.
Su segnalazione di Paola.
La nostra CicaCicà in tv
... riconoscete la "faccina" che compare laboriosa al minuto 0.39 ??
Un'attrice nata: questa performance è seconda solo a quella di "Sciao Michele" di qualche capodanno fa, immortalata del noto regista Vezzoli :-)
La Lega ogni tanto ce l'ha ancora duro!
martedì, febbraio 02, 2010
Ultima serie di LOST
L'ULTIMA STAGIONE DI "LOST"
La quinta stagione si è chiusa con l'ennesimo colpo di scena: il tentativo di far esplodere un ordigno nucleare per consentire ai protagonisti, intrappolati nel passato, di tornare al presente. Ben poco si sa della sesta: al centro della narrazione resterà l'eterno dilemma tra ragione e fede, incarnate da Jack (Matthew Fox) e Locke (Terry ÒQuinn). Continuerà anche il conflitto tra Charles Widmore (Alan Dale) e Benjamin Linus (Michael Emerson), uno dei personaggi più controversi. Il pubblico rivedrà gran parte degli attori delle precedenti stagioni, a cominciare da Charlie (Dominic Monaghan) e Boone (Ian Sommerhalder), e ritroverà anche Kate (Evangeline Lilly), Sawyer (Josh Holloway), Desmond (Henry Ian Cusick), Sahid (Naveen Andrews), Hurley (Jorge Garcia), Sun (Yunjin Kim), Claire (Emilie de Ravin) e naturalmente l'ambiguo Ben (Michael Emerson).
da leggo.it
xò son proprio curioso di veder cosa si son inventati per far finire sto trip mentale :-)
AAAAHHHHH......SARO' UN HIGHLANDER!!!
Il grasso sui glutei? Fa bene al cuore.Secondo uno studio è meno pericoloso di quello che si accumula in vita, protegge il cuore e ha un effetto positivo grazie a un'azione ormonale.
Secondo uno studio, pubblicato sull’International Journal of Obesity da parte del dottor Konstantinos Manolopoulos dell’Oxford Centre for Diabetes, il grasso accumulato sulle cosce e sui glutei non ha un effetto negativo sulla salute cardiovascolare.
Grasso
Anzi avrebbe un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiache e del diabete. La ragione di questo sta nel fatto che il grasso accumulato nella parte inferiore del corpo rappresenta una specie di "magazzino a lungo termine", dal quale viene mobilizzato con molta parsimonia. Inoltre questo grasso secerne ormoni dotati di un effetto regolatorio, come la leptina.
Girovita
Il grasso localizzato intorno alla vita, invece, è continuamente mobilizzato nel sangue e va a depositarsi negli organi, danneggiandoli. Inoltre questo tipo di tessuto adiposo produce molecole come le citochine che hanno un’azione favorente l’infiammazione ed è anche associato con condizioni come il diabete e le malattie cardiache.
Uomini e donne
La distribuzione del grasso è abbastanza differente tra uomini e donne. Nei primi l'accumulo adiposo si localizza principalmente attorno alla vita, nel gentil sesso, invece, attorno alle cosce, alle anche e sui glutei. Ed è per questo che il genere maschile è più soggetto alle malattie cardiache.
Alimentazione
Per quanto riguarda l'alimentazione, il consiglio resta quello di mangiare con moderazione e fare attività fisica perché quando il grasso aumenta attorno alle cosce e ai glutei, inevitabilmente si deposita anche attorno alla vita.
(Quest'ultima osservazione, peraltro, è geniale...)
Pazienza
Vacci piano, no ti prego, senti... credi che sia salutare imparare a conoscerci per un lungo periodo di tempo, di' pure che sono all'antica se vuoi, si' non voglio tuffarmi in un eh... rapporto fisico, vedi non sono.. emotivamente pronto per..un impegno di tale.. rilevanza! E' questa la parola che cercavo, rilevanza! ah... ehi! questo e' contatto fisico non desiderato! ehi! Co-cosa fai? va bene, va bene, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco, io viaggio parecchio ma mi piace un sacco ricevere cartoline, percio'... SHREK
lunedì, febbraio 01, 2010
domenica, gennaio 31, 2010
"Albergo-casa mia? 6 ore e mezzo! Finora l'ho sempre fatto!" (cit.)
Anche se adesso la situazione è diventata questa:

Tutte le uscite sono adesso chiuse...da Faenza fino ad Ancona...Ed io passerò la notte a Cattolica!!!
E guardate cosa sta venendo giu dalle due di oggi pomeriggio (così mi hanno detto):





Puglia...arrivo domani!!!
In attesa di un invito in piscina... Ugo & Giangi...
Foto della settimana
sabato, gennaio 30, 2010
venerdì, gennaio 29, 2010
Interista super esaltato
Ecco come l'hanno vissuta i commentatori di QSVS...
uhahahahha, il telecronista interista a fine filmato con elmetto, occhialini psicehdelici & tromba... uahahah!
Sul Milan che dire.... che amarezza....
giovedì, gennaio 28, 2010
CHE CAVOLO??
Il Partito Democratico dallo psicanalista
1) Schizofrenia di tipo Paranoide. Secondo lo psichiatra svizzero Fabian Zoldan, autore del saggio «Ernesto Galli Della Loggia è lo pseudonimo di Enrico Letta», il Pd soffre di un disturbo della personalità. I sintomi principali sono: poche idee ma fisse («Senza l’Udc non si vince»), allucinazioni («Gianni Letta vuole fare le riforme») e deliri di onnipotenza («Non mi dimetto nemmeno se rinviato a giudizio»). Zolden consiglia una terapia di gruppo, che il paziente in passato ha rifiutato perché voleva andare da solo: comportamento antisociale tipico degli schizofrenci. Zolden si è allora rivolto a un professore italiano, fondatore della comunità di recupero «L’Ulivo», ma il professore ha risposto all’appello del collega svizzero con una criptica cartolina: «Saluti da Madonna di Campiglio».
2) Invidia del pene. Per Dj Orgia, un ragioniere brianzolo che per anni ha esercitato abusivamente la professione medica nei privé delle discoteche pur di tastare le cubiste, il Pd rosica. Vorrebbe essere come Berlusconi, che alcuni dirigenti piddini tentano di imitare alleandosi con Casini, dialogando con Fini, facendo sesso a pagamento. Ma, per quanto si sforzino, messi tutti insieme non riescono a combinarne quante il premier da solo.
3) Presenza del demonio. Per Monsignor Bonanza, vescovo esorcista, il Pd è in realtà la Dc posseduta dal diavolo, che si manifesta sotto le mentite spoglie di elettori laici.
4) Depressione Post-partum. Per la pedagogista canadese Molly Watson, i fondatori del Pd non si sono mai ripresi dalla travagliata nascita del partito, venuto al mondo con la fecondazione in vitro e nato con una malformazione: ha un corpo e due teste. Ma la sfiga principale, lamentano gli elettori, è che è sordo da tutte e quattro le orecchie.
FRANCESCA FORNARIO
4° Sagra del Porsèl
mercoledì, gennaio 27, 2010
Giorno della memoria
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo.
Come una rana d'inverno
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Se questo è un uomo - Primo Levi
Grandi riforme: abolire gli elettori
MARCO TRAVAGLIO
martedì, gennaio 26, 2010
Abortista & Presidente
Compleanno del giorno
lunedì, gennaio 25, 2010
domenica, gennaio 24, 2010
Compleanno del giorno
sabato, gennaio 23, 2010
da guerrillaradio.iobloggo.com
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un giovane di colore che stava leggendo il giornale. Quando cominciò a prendere il primo biscotto,anche il giovane ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e lei pensò: "Ma tu guarda che schifo,che arroganza,che maleducazione…se solo avessi un po' più di coraggio, gliene direi quattro, tornatene al tuo Paese, prima di viaggiare impara ad essere civile...". Così ogni volta che lei prendeva un biscotto,il giovane di colore accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa farà.…!" Il giovane di colore prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà!
"Ah, questo è troppo", pensò e cominciò a sbuffare ed indignata si alzò di scatto,borbottò a bassa voce "i cafoni dovrebbero restare a casa", prese le sue cose, il libro e la borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.
Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione e per evitare altri incontri spiacevoli. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando....nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era del giovane di colore che si era seduto accanto a lei e che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, schifato, nervoso. Al contrario di lei che aveva sbuffato,ma che ora si sentiva sprofondare nella vergogna…
venerdì, gennaio 22, 2010
Storia di Haiti
I conti in sospeso di Parigi
Qual è esattamente il problema dell’isola di Haiti? Secondo i geologi è la faglia che divide la placca tettonica nordamericana e quella caraibica. Secondo altri, il terremoto è la prova indiscutibile della collera divina. Per i più sensibili è la serie di tiranni che hanno saccheggiato Haiti nel corso degli anni. Ma per moltissimi haitiani tutto è cominciato circa 200 anni fa, con il colonialismo francese.
Nel diciottesimo secolo Haiti era il gioiello della corona francese, la Perla dei Caraibi, il più grande esportatore di zucchero al mondo. Perfino per gli standard coloniali, il modo col quale erano trattati gli schiavi ad Haiti nelle piantagioni era particolarmente spregevole. Dato che morivano molto rapidamente, per mantenere il loro numero costante la Francia importava fino a 50mila nuovi schiavi l’anno. Ispirandosi ai principi della rivoluzione francese, nel 1791 gli schiavi si ribellarono agli schiavisti sotto la guida dell'autodidatta Toussaint Louverture. Dopo una violenta guerra, le forze di Napoleone furono sconfitte e Haiti dichiarò la propria indipendenza nel 1804.
La Francia però non poteva perdonare l’impertinenza degli schiavi e soprattutto i suoi mancati guadagni: 800 piantagioni di zucchero distrutte, 3.000 coltivazioni di caffè andate perdute. Fu imposto così un rigido blocco commerciale. Nel 1825, in cambio del riconoscimento dell’indipendenza di Haiti, la Francia chiese un prezzo esorbitante, pari a 150 milioni di franchi d’oro, equivalente al quintuplo degli introiti annuali derivanti dalle esportazioni del paese. Il decreto reale fu fatto rispettare da 12 navi da guerra francesi, dotate complessivamente di 150 cannoni. Sui termini del decreto non ci fu nulla da contrattare. Alla fine la giovanissima nazione accettò, non avendo altra scelta. Haiti dovette pagare per la propria libertà, e così ha fatto, controvoglia, per i successivi 122 anni. Anche quando l’indennità complessiva fu abbassata a 90 milioni di franchi, Haiti rimase indebitata fino al collo, tanto da dover chiedere prestiti a tassi da estorsione alle banche statunitensi, tedesche e francesi. Per farsi una chiara idea della cifra, è sufficiente pensare che nel 1803 la Francia acconsentì a vendere agli Stati Uniti il territorio della Louisiana, un’area grande 74 volte più di Haiti, per 60 milioni di franchi.
Una commissione per lavarsene le mani
A causa di questo debito, si può dire che Haiti sia nata in bancarotta. Nel 1900 una cifra pari all’80 per cento del budget nazionale era ancora destinata a ripagare gli interessi accumulati sul debito. Per legare i contadini alla terra e ottenere la massima produzione possibile di raccolto, in modo da pagare l’indennità, Haiti fece entrare in vigore il cosiddetto Codice Rurale, istituendo una divisione di fatto tra città e campagne, tra un’élite dalla pelle chiara e la maggioranza dalla pelle scura.
Il debito è stato saldato soltanto nel 1947. A quella data, però, l’economia haitiana era ormai senza speranze, il territorio era deforestato, la popolazione viveva nell'instabilità politica ed economica e nella miseria più nera, esposta alle calamità naturali e al dispotismo dei tiranni. Sette anni fa il governo haitiano ha chiesto a Parigi la restituzione di una somma pari a circa 22 miliardi di dollari (compresi gli interessi) per aver fatto di quest’isola il paese più povero dell’intero emisfero occidentale.
In seguito al devastante terremoto della settimana scorsa, le cui conseguenze hanno messo in luce le drammatiche condizioni dell'isola, si sono moltiplicati gli appelli alla Francia a onorare il suo debito morale. Ma Parigi è sorda: per l’Eliseo il caso si è chiuso nel 1885. Nel 2004 Jacques Chirac aveva istituto una Commissione di riesame, guidata dal filosofo di sinistra Régis Debray, incaricata di esaminare le relazioni della Francia con Haiti dal punto di vista storico. La commissione giunse alla conclusione che la richiesta di risarcimento era “non pertinente, sia in termini legali, sia in termini storici”.
Ora che Haiti si trova alle prese con una devastazione sociale completa, con la paralisi al governo e con un numero di morti ancora indefinito, il ministro delle finanze francese ha lanciato un appello per accelerare la cancellazione del debito di Haiti. Che triste ironia! Se la Francia non avesse oppresso questo paese con i debiti sin dalla sua nascita, Haiti sarebbe stata più capace di affrontare le calamità naturali. Bernard Kouchner, il ministro degli esteri francese, ha fatto appello per una conferenza sulla “ricostruzione e lo sviluppo”: "Si tratta di un’occasione da cogliere al volo per far uscire Haiti dalla maledizione che la perseguita da lunghissimo tempo", ha detto il presidente Sarkozy.
Haiti in realtà non ha bisogno di tante parole, conferenze o commissioni. Ha bisogno soltanto di soldi. E presto. Finora le donazioni ufficiali provenienti dalla Francia sono meno della metà di quelle provenienti dalla Gran Bretagna. L'eredità del colonialismo è amara in tutto il mondo, ma in pochi paesi il legame tra i peccati del passato e gli orrori del presente più diretto. Forse a lenire le ferite di Haiti potrebbe bastare anche la semplice ammissione da parte dei francesi che la catastrofe sotto i nostri occhi in questi giorni è almeno in parte una conseguenza della storia, e non di un cieco destino.
La Francia non intende pagare per la propria storia. Ma provate a immaginare che succederebbe se di fronte al conto di un ristorante francese affermaste che il saldo non è pertinente, incaricaste una Commissione di riesame di appurare come stanno le cose e ve ne andaste in tutta tranquillità. (ab)
pubblicato su "The Times" il 21 gennaio 2010
Presseurop.eu
Qui si trovano tradotti in italiano i più importanti giornali del mondo
Con l'inglese ce la si può ancora ancora cavar, ma francese, tedesco, ecc. sono decisamente tabù quindi direi che è uno strumento molto utile!
giovedì, gennaio 21, 2010
E io pago
Fortuna che prima di Natale ho comprato un HD da 500GB... ora quanto me lo facevam pagare in più??!?!?
Arriva la tassa su cellulari
e pc, più soldi alla Siae
In arrivo, tra pochi giorni, la tassa su telefonini e pc. In generale su tutti i dispositivi che hanno una memoria.
È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata.
L’equo compenso esiste in tutta Europa e consiste in una tassa su alcuni supporti, ad esempio Cd e Dvd vergini, da versare alla Siae come compenso appunto per le copie legittime che l’utente farà dei propri file regolarmente acquistati.
Si tratta di un provvedimento che aumenterà sicuramente gli introiti della Siae: secondo le stime di Confindustria e Assinform infatti nel 2010 si passerà dagli attuali circa 70 milioni di euro a oltre 300, un salto di qualità notevole, soprattutto perché saranno tassati tutti i dispositivi, anche quelli che palesemente è quasi impossibile utilizzare per metterci sopra film o musica.
Il decreto contiene i dettagli del compenso per ciascun prodotto. In alcuni casi, come i cellulari, c’è una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c’è una quota (in centesimi) per ogni GB. Considerato che ormai è comune trovare 250 GB di hard disk nei pc e che ne sono stati venduti 6,9 milioni nel 2008, solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni di euro l’anno. Destinati a salire di molto nei prossimi anni, visto che la quantità di GB degli hard disk cresce nel tempo.
mercoledì, gennaio 20, 2010
Viaggiare. Lasciare paesi.
Essere altri costantemente,
perché l'anima non ha radici
per vivere per vedere soltanto.
Non appartenere neppure a me.
Andare avanti, andare indietro
l'assenza di avere un fine
e dell'ansia di raggiungerlo.
Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio senz'aver di mio
altro che il sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.
Fernando Pessoa
martedì, gennaio 19, 2010
Ai nostri siculi...
Valide fino al 30 giungno
lunedì, gennaio 18, 2010
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.
Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.
Arsenij Tarkovskij

















