giovedì, febbraio 04, 2010

Sordi, ciechi e solitari la nostra vita al tempo dell'iPod

http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2010/02/03/news/sordi_ciechi_e_solitari_la_nostra_vita_al_tempo_dell_ipod-2179413/

Oggi mi sono recato a Milano in treno. Ne ho approfittato per accompagnare mio figlio Nicola a Vicenza. A scuola. Si è seduto in auto, nel sedile dietro. Io ho cominciato a parlargli. Delle lezioni del mattino, del Chievo, di suo fratello, del viaggio a Londra, ormai prossimo. Così, per risvegliarmi insieme a lui, vista l'ora. Nessun segnale. Nessuna risposta. Non dormiva, come immaginavo. Semplicemente, era altrove. Da solo con se stesso. IPod e cuffie. Immerso nel suo metal, in grado di svegliarlo, sicuramente, più di ogni chiacchiera con me. Così ho rinunciato.

Ho proseguito fino all'incrocio accanto al suo liceo. Mi sono fermato con il rosso, la porta si è aperta. E lui se n'è andato con un ciao distratto. Risucchiato dal flusso degli studenti. Tutti rigorosamente attrezzati di cuffia e Ipod. Tutti soli in mezzo agli altri. Ho tirato dritto fino alla stazione. Parcheggiata l'auto, ho preso al volo il Freccia Rossa (o forse Argento, non ricordo). E mi sono sistemato al mio posto. Il vagone, pieno di professionisti, in missione. Tutti con il portatile aperto, sul tavolino di fronte a loro. Intenti a navigare, comunicare via email, Facebook, Twitter. Alcuni immersi nella visione di un film o di un video. Con cuffia. Per non disturbare e non essere disturbati. Poi i cellulari. Un concerto di suonerie, le più diverse. Sinfonie, riff di James Brown, accordi dei Deep Purple, rombi di monoposto di Formula 1. Cani che abbaiano e bimbi che piangono. Meno fastidiosi, certo, dei dialoghi e delle risposte. I cazzi loro recitati ad alta voce, ci mancherebbe. Abituati ad essere soli in mezzo al mondo. Sempre soli. Tutti soli. Ovviamente, armati di occhiali neri. Per guardarsi intorno senza mostrare gli occhi. Cioè: senza essere visti. In mezzo al vagone, tre persone (sindacalisti, mi pare) impegnate a discutere. A voce alta, ma non più degli altri che telefonavano. Le ho trovate irritanti, tanto era strano vedere e sentire dei passeggeri parlare tra loro. Uno davanti all'altro. Gli unici a comportarsi come non fossero da soli. Insopportabile. Per cui ho aperto la mia cartella, ho estratto il Mac Air, mi sono connesso alla posta elettronica e ho indossato gli occhiali neri. Poi, ho acceso i'iPod. E, mentre dalle cuffie uscivano le note di Karma Police dei Radiohead, mi sono sentito tranquillo. Anch'io: finalmente solo.

Ilvo Diamanti

mercoledì, febbraio 03, 2010

Conto alla rovescia per imbavagliare il Web

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?
id_blog=96578&id_blogdoc=2431219&yy=2010&mm=02&dd=02&title=conto_alla_rovescia_per_imbava


Ci interessa!!!


Atteso entro il 4 febbraio il parere del Parlamento sul decreto Romani

di Giampaolo Scaglione

A voler imporre un pesante giogo alla libera diffusione delle idee via Internet la Cina non è sola. C’è un partner d’eccezione, che risponde al nome di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, nelle vesti stavolta, di tycoon.

La faccenda è recentissima e poco nota, oscurata com’è stata dalle ultime notizie di reato sul fronte Mediaset (ipotesi di compravendita di titoli cinematografici a prezzi gonfiati con relativa frode fiscale etc. etc.). Oltreoceano se n’è parlato, in compenso, persino su Time.

In apparenza, si tratta di misure che accoglierebbero nella nostra legislazione una direttiva comunitaria (la 2007/65), che prevede di mettere al bando de lege la pornografia dagli schermi degli internauti in tenera età. Non solo: anche i siti dal contenuto violento sarebbero d’ora in poi territorio proibito per bambini e adolescenti. Un’iniziativa in sé lodevole, insomma.

Tanta solerzia da parte del governo nei confronti di navigatori meno…scafati per ragioni anagrafiche ha un suo perché: si vuole de facto attribuire agli Internet provider – cioè le aziende che permettono lo smistamento del traffico in Rete – la responsabilità di quel che accade sul Web: a partire, come è ovvio, dalla liceità dei contenuti.

Con una similitudine non troppo azzardata, sarebbe come rendere la concessionaria di un’autostrada responsabile della guida pericolosa di un’automobilista in stato di ebbrezza. Basterebbe ben poco, in definitiva, a mettere fuori legge un qualsiasi video o un qualsiasi blog, senza che esso sia in sé "pornografico" o "violento": una (anche) piccola violazione di copyright e il gioco (del governo) è fatto.

È altrettanto chiaro che i contenuti "vietati" per ragioni di salvaguardia del diritto d’autore potrebbero tornare in gioco…a pagamento su siti che la stessa Mediaset potrebbe fornire, in un domani non troppo lontano.

Da notare che, a ovest dell’ex-cortina di ferro, l’Italia sarebbe il primo e unico Paese ad avere in vigore misure di legge di questo genere. Il pericolo "censura" comincerebbe così a concretizzarsi. Molto presto, peraltro, dato che entro il 4 febbraio le commissioni di entrambe le Camere che sono state interpellate sulla questione dovranno esprimere un loro parere; poi sarà il Consiglio dei Ministri, in una delle sue prossime riunioni, a prendere l’ultima decisione, ovvero a ratificare la volontà delle alte sfere governative, senza fare sconti a chicchessia.

A prevenire ogni possibile obiezione è sceso in campo Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni nonché berlusconiano della primissima ora nonché ispiratore del decreto legislativo in questione (che verrà deliberato dal Consiglio dei Ministri il prossimo 4 febbraio) "non intende mettere il bavaglio all’informazione on-line né limitare la possibilità di espressione di blogger e utenti dei social network". E tanto per essere chiari, a finire sotto la lente d’ingrandimento del governo sono Youtube e Facebook. Il primo, per essere il più importante punto di riferimento per chi cerca immagini in Rete – e Mediaset non può non essere danneggiata da eventuali violazioni di copyright.

Per Fb il discorso si fa più complesso: in gioco, le pagine che inneggiano alla violenza contro Berlusconi, da dove sarebbe partito secondo il ministro Maroni l’input per l’attentato di Milano al premier nello scorso dicembre.

Tartaglia, il mancato carnefice, vittima di una suggestione mediatica di origine non televisiva, insomma. Pesanti le sanzioni previste dal governo per i siti che non rispetteranno le indicazioni contenute nel decreto: multe fino a 150.000 euro, per intenderci. Niente, però, rispetto ai 500 milioni di euro che Mediaset avrebbe intenzione di chiedere a Youtube-Google a titolo di risarcimento danni per l’abuso del materiale video prodotto dall’azienda del premier.

Come a dire: la libertà ha un prezzo. Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, la strategia del Biscione ha come obiettivo un rilancio in grande stile della tv (privata, come è ovvio) quale asse portante della comunicazione di massa. I cinesi, dal canto loro, lo fanno per una questione ideologica e per introdurre una sorta di autarchia dell’e-commerce.

Ma attenzione: c’è chi crede, come Carlo Carnevali Maffe, docente alla Bocconi di Milano, che la direttiva europea recepita dal governo italiano possa introdurre una sorta di "fattore di regolazione" della Rete: "Io non posso considerare Youtube un qualcosa che ha apportato dei benefici all’umanità – ha chiarito il professore in un’intervista – piuttosto diamoci una piattaforma legale più aggiornata per dare a tutti pari opportunità nella competizione in Rete".

Dal quartier generale in Europa di Youtube-Google si spera in un ripensamento del governo italiano prima del fatidico 4 febbraio. Ma a voler considerare i precedenti in questo senso (vedi innalzamento dell’Iva a Sky), non c’è da essere troppo ottimisti: sarà una coincidenza, ma Internet è (o era?) l’unico ramo della comunicazione ancora non dominato dalle aziende del premier.

Su segnalazione di Paola.

La nostra CicaCicà in tv

Ecco un servizio del TG1 su una nota azienda della Bassa...
... riconoscete la "faccina" che compare laboriosa al minuto 0.39 ??



Un'attrice nata: questa performance è seconda solo a quella di "Sciao Michele" di qualche capodanno fa, immortalata del noto regista Vezzoli :-)

La Lega ogni tanto ce l'ha ancora duro!

http://www.repubblica.it/politica/2010/02/03/news/stop_maroni-2171024/

" subito Napolitano si è preoccupato di capire cosa ci fosse scritto in una legge che, entrata in Gazzetta Ufficiale, avrebbe fulminato l'ultimo ventennio di indagini sulla mafia"

Gianlu... Non stanno mica sfasciando tutto un pò troppo per salvare il culo al nano perseguitato?

martedì, febbraio 02, 2010

Ultima serie di LOST

TV, IN ARRIVO NEGLI USA
L'ULTIMA STAGIONE DI "LOST"


L'ultima, attesissima sesta stagione di 'Lost' debutta stasera negli Usa sulla Abc e dopo sole 24 ore sbarca in Italia. Le diciotto nuove puntate - destinate a sciogliere i misteri dell'isola del sud del Pacifico dove si sono ritrovati i superstiti dell'incidente aereo dell'Oceanic 815 - arrivano dal 3 febbraio con cadenza settimanale in modalità on demand, in lingua originale con sottotitoli in italiano, sulle piattaforme Ip di Telecom Italia, in collaborazione con The Walt Disney Company. Il 10 febbraio tocca poi a Fox, che manderà in onda gli episodi doppiati in italiano a tempo di record (con la possibilità, comunque, di visione in lingua originale e con i sottotitoli) e in alta definizione. Infine la prossima estate l'ultima serie di 'Lost' arriverà in chiaro su Raidue.
La quinta stagione si è chiusa con l'ennesimo colpo di scena: il tentativo di far esplodere un ordigno nucleare per consentire ai protagonisti, intrappolati nel passato, di tornare al presente. Ben poco si sa della sesta: al centro della narrazione resterà l'eterno dilemma tra ragione e fede, incarnate da Jack (Matthew Fox) e Locke (Terry ÒQuinn). Continuerà anche il conflitto tra Charles Widmore (Alan Dale) e Benjamin Linus (Michael Emerson), uno dei personaggi più controversi. Il pubblico rivedrà gran parte degli attori delle precedenti stagioni, a cominciare da Charlie (Dominic Monaghan) e Boone (Ian Sommerhalder), e ritroverà anche Kate (Evangeline Lilly), Sawyer (Josh Holloway), Desmond (Henry Ian Cusick), Sahid (Naveen Andrews), Hurley (Jorge Garcia), Sun (Yunjin Kim), Claire (Emilie de Ravin) e naturalmente l'ambiguo Ben (Michael Emerson).

da
leggo.it

Mi tocca aspettar fino a quest'estate!!
xò son proprio curioso di veder cosa si son inventati per far finire sto trip mentale :-)

AAAAHHHHH......SARO' UN HIGHLANDER!!!

Il grasso sui glutei? Fa bene al cuore.

Secondo uno studio è meno pericoloso di quello che si accumula in vita, protegge il cuore e ha un effetto positivo grazie a un'azione ormonale.

Secondo uno studio, pubblicato sull’International Journal of Obesity da parte del dottor Konstantinos Manolopoulos dell’Oxford Centre for Diabetes, il grasso accumulato sulle cosce e sui glutei non ha un effetto negativo sulla salute cardiovascolare.

Grasso
Anzi avrebbe un effetto protettivo nei confronti delle malattie cardiache e del diabete. La ragione di questo sta nel fatto che il grasso accumulato nella parte inferiore del corpo rappresenta una specie di "magazzino a lungo termine", dal quale viene mobilizzato con molta parsimonia. Inoltre questo grasso secerne ormoni dotati di un effetto regolatorio, come la leptina.

Girovita
Il grasso localizzato intorno alla vita, invece, è continuamente mobilizzato nel sangue e va a depositarsi negli organi, danneggiandoli. Inoltre questo tipo di tessuto adiposo produce molecole come le citochine che hanno un’azione favorente l’infiammazione ed è anche associato con condizioni come il diabete e le malattie cardiache.

Uomini e donne
La distribuzione del grasso è abbastanza differente tra uomini e donne. Nei primi l'accumulo adiposo si localizza principalmente attorno alla vita, nel gentil sesso, invece, attorno alle cosce, alle anche e sui glutei. Ed è per questo che il genere maschile è più soggetto alle malattie cardiache.

Alimentazione
Per quanto riguarda l'alimentazione, il consiglio resta quello di mangiare con moderazione e fare attività fisica perché quando il grasso aumenta attorno alle cosce e ai glutei, inevitabilmente si deposita anche attorno alla vita.

(Quest'ultima osservazione, peraltro, è geniale...)

WiiParlament resort

Pazienza

Vacci piano, no ti prego, senti... credi che sia salutare imparare a conoscerci per un lungo periodo di tempo, di' pure che sono all'antica se vuoi, si' non voglio tuffarmi in un eh... rapporto fisico, vedi non sono.. emotivamente pronto per..un impegno di tale.. rilevanza! E' questa la parola che cercavo, rilevanza! ah... ehi! questo e' contatto fisico non desiderato! ehi! Co-cosa fai? va bene, va bene, facciamo marcia indietro e affrontiamo la cosa un passo alla volta, insomma... prima dobbiamo cercare di conoscerci, intendo come amici, magari ci scriviamo, ecco, io viaggio parecchio ma mi piace un sacco ricevere cartoline, percio'... SHREK

lunedì, febbraio 01, 2010

Compleanno del giorno


Ad una fan sfegatata come te...


AUGURI FABIIIII!!!!

domenica, gennaio 31, 2010

"Albergo-casa mia? 6 ore e mezzo! Finora l'ho sempre fatto!" (cit.)

Oggi Bologna ricoperta da un manto bianco con tutti gli appennini intorno, al tramonto, è stata uno spettacolo impagabile...poi diciamocelo, a me la neve è sempre piaciuta, mi mette di buon umore. Non mi sono mai incazzato in coda quando nevicava. Anche oggi non è successo...
Anche se adesso la situazione è diventata questa:

Tutte le uscite sono adesso chiuse...da Faenza fino ad Ancona...
Ed io passerò la notte a Cattolica!!!
E guardate cosa sta venendo giu dalle due di oggi pomeriggio (così mi hanno detto):
Puglia...arrivo domani!!!

In attesa di un invito in piscina... Ugo & Giangi...






...e tante... ma davvero tante discese... con pranzetto alle 15.30... fortuna che lunedì si torna al lavoro!! :-))

Foto della settimana


Monte Guglielmo

30 dicembre 2004


Scattata mentre salivo al Guglielmo, in Val Trompia, appena arrivato in cresta dopo aver fatto il ratù
Alessio

sabato, gennaio 30, 2010

Non c'è disaccordo nel cielo
né nuvole gonfie o mistero
né pacchi né stupri né soglie
né stanze svuotate d'addio

Solo tutte le lacrime avute
quando siamo stati migliori
e la grazia e l'oscuro segreto
ci scrosta nell'oscurità

VINICIO CAPOSSELA

venerdì, gennaio 29, 2010

Interista super esaltato

Domenica sera il Milan è stato asfaltato&sodomizzato dall'Inter.
Ecco come l'hanno vissuta i commentatori di QSVS...


uhahahahha, il telecronista interista a fine filmato con elmetto, occhialini psicehdelici & tromba... uahahah!

Sul Milan che dire.... che amarezza....
Gli uomini danno tanta importanza alle parole, per loro sono tutto quello che conta, che ha valore. [...] Gli uomini hanno bisogno di parole per consistere. ERRI DE LUCA

giovedì, gennaio 28, 2010

CHE CAVOLO??

Per chi ne avesse voglia, legga questo articolo de La Repubblica. Io non ne ho capito il senso... o meglio quello che ho capito io mi ha nauseato. Ma forse perchè son prevenuto.

Il Partito Democratico dallo psicanalista

Quale male oscuro affligge il Pd? Se lo chiedono gli specialisti di tutto il mondo. Ecco le ipotesi più accreditate:
1) Schizofrenia di tipo Paranoide. Secondo lo psichiatra svizzero Fabian Zoldan, autore del saggio «Ernesto Galli Della Loggia è lo pseudonimo di Enrico Letta», il Pd soffre di un disturbo della personalità. I sintomi principali sono: poche idee ma fisse («Senza l’Udc non si vince»), allucinazioni («Gianni Letta vuole fare le riforme») e deliri di onnipotenza («Non mi dimetto nemmeno se rinviato a giudizio»). Zolden consiglia una terapia di gruppo, che il paziente in passato ha rifiutato perché voleva andare da solo: comportamento antisociale tipico degli schizofrenci. Zolden si è allora rivolto a un professore italiano, fondatore della comunità di recupero «L’Ulivo», ma il professore ha risposto all’appello del collega svizzero con una criptica cartolina: «Saluti da Madonna di Campiglio».
2) Invidia del pene. Per Dj Orgia, un ragioniere brianzolo che per anni ha esercitato abusivamente la professione medica nei privé delle discoteche pur di tastare le cubiste, il Pd rosica. Vorrebbe essere come Berlusconi, che alcuni dirigenti piddini tentano di imitare alleandosi con Casini, dialogando con Fini, facendo sesso a pagamento. Ma, per quanto si sforzino, messi tutti insieme non riescono a combinarne quante il premier da solo.
3) Presenza del demonio. Per Monsignor Bonanza, vescovo esorcista, il Pd è in realtà la Dc posseduta dal diavolo, che si manifesta sotto le mentite spoglie di elettori laici.
4) Depressione Post-partum. Per la pedagogista canadese Molly Watson, i fondatori del Pd non si sono mai ripresi dalla travagliata nascita del partito, venuto al mondo con la fecondazione in vitro e nato con una malformazione: ha un corpo e due teste. Ma la sfiga principale, lamentano gli elettori, è che è sordo da tutte e quattro le orecchie.
FRANCESCA FORNARIO

4° Sagra del Porsèl


Ecco una "succulenta" proposta...





io quel sabato sera ho la partita a Sarezzo... in caso vi raggiungo:dopo lo sforzo fisico, la carne suina è molto meglio del gatorade! heheheh
Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla. ALESSANDRO BARICCO, Novecento

mercoledì, gennaio 27, 2010

Giorno della memoria

Per non dimenticare...


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo.
Come una rana d'inverno
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Se questo è un uomo - Primo Levi

Grandi riforme: abolire gli elettori

C’è un che di pervicacemente odioso nel comportamento degli elettori pugliesi del Pd. Alle primarie di cinque anni fa D’Alema ordina di votare Boccia e loro votano Vendola al 51%. Ora D’Alema riordina di votare Boccia e loro rivotano Vendola, ma al 75%. Percentuale che a Gallipoli, casa D’Alema, sale all’80 e a Fasano, casa Latorre, all’85. Più passa il tempo e meno gli elettori capiscono le alte strategie dell’Attila del Tavoliere. Non che Boccia fosse proprio senza speranze: le ha perse quando D’Alema ha deciso di dargli una mano. In quel preciso istante persino Vendola, con tutte le cazzate che ha fatto in questi ultimi mesi, è parso uno statista. Quando poi Max ha dichiarato che “Vendola ha fallito come leader” e “io non ho mai perso un’elezione in vita mia”, è apparso chiaro che Nichi avrebbe stravinto. Quando infine Max ha assicurato a Boccia che, alla peggio, avrebbe “perso bene”, il giovanotto ormai terreo si è visto definitivamente perduto. Infatti, candidato di un partito al 30%, s’è fatto doppiare da quello di un partito al 2%. Un trionfo. Qualche schizzinoso osserva che non è stata una mossa geniale contrapporre a Vendola un candidato già sconfitto da Vendola e poi, per giunta, meravigliarsi se ha riperso con Vendola. Ma questa è gente che non capisce l’intelligenza di Max. Che ora, per così poco, non deve darsi per vinto, anzi, insistere nell’opera di rieducazione delle masse. Magari, fra cinque anni, quando si ripresenterà per la terza volta in Puglia con Boccia al fianco, prenderà solo i voti di un paio di anziane prozie, ma nel frattempo i voti complessivi del Pd saranno scesi a tre: vittoria assicurata col 66%. L’importante è continuare a seguire gli amorevoli consigli del Pompiere della Sera, che con i suoi Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Battista e Franco ha gioiosamente sospinto il Pd verso la proficua alleanza con l’Udc di Casini, Cesa e Cuffaro, infinitamente più graditi al popolo del centrosinistra che non, poniamo, un Vendola o un Di Pietro. Da anni questi giganti del pensiero si affannano a invitare il Pd al dialogo con Berlusconi e a metterlo in guardia dall’antiberlusconismo, come se il travaso di voti del Pd all’Idv fosse colpa di Di Pietro e non merito del Pd. Ora finalmente assaggiano il risultato dei loro amorevoli consigli: nel giro di un mese l’Attila di Gallipoli ha trasformato il centrosinistra in un campo di Agramante in una delle poche regioni in cui, nonostante lui, aveva ancora un senso e qualche voto. Ma niente paura: nemmeno le primarie in Puglia serviranno da lezione. E’ già pronto l’alibi: non potendo dare la colpa a Di Pietro (che si è detto pronto a sostenere tutti i candidati indicati dal Pd, purché gli vengano comunicati prima delle elezioni), il capro espiatorio è già stato individuato nel sindaco di Bari, Michele Emiliano, che per dar retta a Max è uscito pure lui con le ossa rotte dal Risiko dalemiano. Come se alle primarie non votasse la gente, ma le nomenklature. Michele Vietti dell’Udc ha le idee ancora più chiare: “Il Pd o abolisce le primarie, o si suicida” (l’Udc le ha abolite prima ancora di farle, anche perché verrebbero continuamente interrotte da retate delle forze dell’ordine). Ecco, è colpa delle primarie: finché si interpelleranno gli elettori, l’Udc non potrà mai allearsi col Pd. E manco col Pdl, visto che Casini, Cuffaro e Cesa sono molto popolari anche a destra. Massimo Franco, sul Pompiere, concorda: guai se il Pd arguisse dalle primarie che i suoi elettori non vogliono l’Udc, guai se tornasse all’“Unione prodiana già bocciata dagli elettori alle politiche del 2008” (in realtà nel 2008 non c’era nessuna Unione prodiana, ma il Pd di Veltroni che l’aveva appena fatta cadere). Ora, sempre col Pompiere nel taschino, Attila è atteso dalla mission più impossible della vita: dopo aver perso tutte le elezioni e averle fatte perdere anche a Boccia e al Pd, deve riuscire a perdere pure la Puglia contro un Carneade scelto da quel genio Raffaele Fitto. Ma, con un po’ d’impegno, ce la può fare.
MARCO TRAVAGLIO

SONO UN EROE!!

...sono i casi della vita. Non importa quanto sei bravo a evitare i pasticci, ma come sai uscirne quando ti capitano. PAUL AUSTER, Il libro delle illusioni

martedì, gennaio 26, 2010

Abortista & Presidente


A cosa si arriva durante una campagna elettorale ('sto partito dell'amore mi confonde):


E risposta di Facci (sempre per Libero):

Compleanno del giorno


Non potevano che esser loro e non poteva che esser la "7"...


AUGURI MARGHE!!!!!!

lunedì, gennaio 25, 2010

Compleanno del giorno


"DJ Stazzi" ha scelto per te questa canzone...


AUGURI UGO!!!!!

domenica, gennaio 24, 2010

Foto della settimana


Cima Lavanèc

19 dicembre 2004


Scattata scattata sotto cima Lavanèc (di cui non conosco la quota) salendo dalla Val Daone, famosa per cascate ghiacciate

Alessio

Compleanno del giorno

Non ho trovato il video da nessuna parte, ma questa canzone era troppo "giusta"...

AUGURI FRA!!!!!


sabato, gennaio 23, 2010

E' la più certa prova d'amore quella di un uomo che cambia parere per essere d'accordo con la donna. ERRI DE LUCA, In nome della madre
La storia e`originariamente di Douglas Adams: la racconta ne "Il salmone del dubbio"
da guerrillaradio.iobloggo.com

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un giovane di colore che stava leggendo il giornale. Quando cominciò a prendere il primo biscotto,anche il giovane ne prese uno; lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e lei pensò: "Ma tu guarda che schifo,che arroganza,che maleducazione…se solo avessi un po' più di coraggio, gliene direi quattro, tornatene al tuo Paese, prima di viaggiare impara ad essere civile...". Così ogni volta che lei prendeva un biscotto,il giovane di colore accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "Ah, adesso voglio proprio vedere cosa farà.…!" Il giovane di colore prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà!
"Ah, questo è troppo", pensò e cominciò a sbuffare ed indignata si alzò di scatto,borbottò a bassa voce "i cafoni dovrebbero restare a casa", prese le sue cose, il libro e la borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.
Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione e per evitare altri incontri spiacevoli. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando....nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era del giovane di colore che si era seduto accanto a lei e che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, schifato, nervoso. Al contrario di lei che aveva sbuffato,ma che ora si sentiva sprofondare nella vergogna…

venerdì, gennaio 22, 2010

Storia di Haiti

Ovviamente non so nulla della storia di questa nazione... a parte le conclusioni dell'autore, questo articolo ha messo qualche "toppa" alla mia totale ignoranza.



Haiti
I conti in sospeso di Parigi
Secoli prima del terremoto del 12 gennaio, Haiti era già vittima di un disastro economico alimentato dalle esose richieste degli ex colonialisti francesi. L'accusa di Ben Macintyre.

Qual è esattamente il problema dell’isola di Haiti? Secondo i geologi è la faglia che divide la placca tettonica nordamericana e quella caraibica. Secondo altri, il terremoto è la prova indiscutibile della collera divina. Per i più sensibili è la serie di tiranni che hanno saccheggiato Haiti nel corso degli anni. Ma per moltissimi haitiani tutto è cominciato circa 200 anni fa, con il colonialismo francese.

Nel diciottesimo secolo Haiti era il gioiello della corona francese, la Perla dei Caraibi, il più grande esportatore di zucchero al mondo. Perfino per gli standard coloniali, il modo col quale erano trattati gli schiavi ad Haiti nelle piantagioni era particolarmente spregevole. Dato che morivano molto rapidamente, per mantenere il loro numero costante la Francia importava fino a 50mila nuovi schiavi l’anno. Ispirandosi ai principi della rivoluzione francese, nel 1791 gli schiavi si ribellarono agli schiavisti sotto la guida dell'autodidatta Toussaint Louverture. Dopo una violenta guerra, le forze di Napoleone furono sconfitte e Haiti dichiarò la propria indipendenza nel 1804.

La Francia però non poteva perdonare l’impertinenza degli schiavi e soprattutto i suoi mancati guadagni: 800 piantagioni di zucchero distrutte, 3.000 coltivazioni di caffè andate perdute. Fu imposto così un rigido blocco commerciale. Nel 1825, in cambio del riconoscimento dell’indipendenza di Haiti, la Francia chiese un prezzo esorbitante, pari a 150 milioni di franchi d’oro, equivalente al quintuplo degli introiti annuali derivanti dalle esportazioni del paese. Il decreto reale fu fatto rispettare da 12 navi da guerra francesi, dotate complessivamente di 150 cannoni. Sui termini del decreto non ci fu nulla da contrattare. Alla fine la giovanissima nazione accettò, non avendo altra scelta. Haiti dovette pagare per la propria libertà, e così ha fatto, controvoglia, per i successivi 122 anni. Anche quando l’indennità complessiva fu abbassata a 90 milioni di franchi, Haiti rimase indebitata fino al collo, tanto da dover chiedere prestiti a tassi da estorsione alle banche statunitensi, tedesche e francesi. Per farsi una chiara idea della cifra, è sufficiente pensare che nel 1803 la Francia acconsentì a vendere agli Stati Uniti il territorio della Louisiana, un’area grande 74 volte più di Haiti, per 60 milioni di franchi.

Una commissione per lavarsene le mani

A causa di questo debito, si può dire che Haiti sia nata in bancarotta. Nel 1900 una cifra pari all’80 per cento del budget nazionale era ancora destinata a ripagare gli interessi accumulati sul debito. Per legare i contadini alla terra e ottenere la massima produzione possibile di raccolto, in modo da pagare l’indennità, Haiti fece entrare in vigore il cosiddetto Codice Rurale, istituendo una divisione di fatto tra città e campagne, tra un’élite dalla pelle chiara e la maggioranza dalla pelle scura.

Il debito è stato saldato soltanto nel 1947. A quella data, però, l’economia haitiana era ormai senza speranze, il territorio era deforestato, la popolazione viveva nell'instabilità politica ed economica e nella miseria più nera, esposta alle calamità naturali e al dispotismo dei tiranni. Sette anni fa il governo haitiano ha chiesto a Parigi la restituzione di una somma pari a circa 22 miliardi di dollari (compresi gli interessi) per aver fatto di quest’isola il paese più povero dell’intero emisfero occidentale.

In seguito al devastante terremoto della settimana scorsa, le cui conseguenze hanno messo in luce le drammatiche condizioni dell'isola, si sono moltiplicati gli appelli alla Francia a onorare il suo debito morale. Ma Parigi è sorda: per l’Eliseo il caso si è chiuso nel 1885. Nel 2004 Jacques Chirac aveva istituto una Commissione di riesame, guidata dal filosofo di sinistra Régis Debray, incaricata di esaminare le relazioni della Francia con Haiti dal punto di vista storico. La commissione giunse alla conclusione che la richiesta di risarcimento era “non pertinente, sia in termini legali, sia in termini storici”.

Ora che Haiti si trova alle prese con una devastazione sociale completa, con la paralisi al governo e con un numero di morti ancora indefinito, il ministro delle finanze francese ha lanciato un appello per accelerare la cancellazione del debito di Haiti. Che triste ironia! Se la Francia non avesse oppresso questo paese con i debiti sin dalla sua nascita, Haiti sarebbe stata più capace di affrontare le calamità naturali. Bernard Kouchner, il ministro degli esteri francese, ha fatto appello per una conferenza sulla “ricostruzione e lo sviluppo”: "Si tratta di un’occasione da cogliere al volo per far uscire Haiti dalla maledizione che la perseguita da lunghissimo tempo", ha detto il presidente Sarkozy.

Haiti in realtà non ha bisogno di tante parole, conferenze o commissioni. Ha bisogno soltanto di soldi. E presto. Finora le donazioni ufficiali provenienti dalla Francia sono meno della metà di quelle provenienti dalla Gran Bretagna. L'eredità del colonialismo è amara in tutto il mondo, ma in pochi paesi il legame tra i peccati del passato e gli orrori del presente più diretto. Forse a lenire le ferite di Haiti potrebbe bastare anche la semplice ammissione da parte dei francesi che la catastrofe sotto i nostri occhi in questi giorni è almeno in parte una conseguenza della storia, e non di un cieco destino.

La Francia non intende pagare per la propria storia. Ma provate a immaginare che succederebbe se di fronte al conto di un ristorante francese affermaste che il saldo non è pertinente, incaricaste una Commissione di riesame di appurare come stanno le cose e ve ne andaste in tutta tranquillità. (ab)

pubblicato su "The Times" il 21 gennaio 2010

da presseurop.eu

Presseurop.eu

Mi son imbattuto in questo interessante sito:


Qui si trovano tradotti in italiano i più importanti giornali del mondo

Con l'inglese ce la si può ancora ancora cavar, ma francese, tedesco, ecc. sono decisamente tabù quindi direi che è uno strumento molto utile!

"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

giovedì, gennaio 21, 2010

E io pago

Su segnalazione di Ciccio...


Fortuna che prima di Natale ho comprato un HD da 500GB... ora quanto me lo facevam pagare in più??!?!?


Arriva la tassa su cellulari
e pc, più soldi alla Siae

Per i cellulari la tassa sarà di 90 centesimi su ogni prodotto venduto - Per hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c'è una quota (in centesimi) per ogni GB - solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni di euro l'anno

In arrivo, tra pochi giorni, la tassa su telefonini e pc. In generale su tutti i dispositivi che hanno una memoria.

È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto aggiorna ed estende, a livelli inauditi in Europa, il cosiddetto “equo compenso”: una somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata.

L’equo compenso esiste in tutta Europa e consiste in una tassa su alcuni supporti, ad esempio Cd e Dvd vergini, da versare alla Siae come compenso appunto per le copie legittime che l’utente farà dei propri file regolarmente acquistati.

Si tratta di un provvedimento che aumenterà sicuramente gli introiti della Siae: secondo le stime di Confindustria e Assinform infatti nel 2010 si passerà dagli attuali circa 70 milioni di euro a oltre 300, un salto di qualità notevole, soprattutto perché saranno tassati tutti i dispositivi, anche quelli che palesemente è quasi impossibile utilizzare per metterci sopra film o musica.

Il decreto contiene i dettagli del compenso per ciascun prodotto. In alcuni casi, come i cellulari, c’è una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto. Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c’è una quota (in centesimi) per ogni GB. Considerato che ormai è comune trovare 250 GB di hard disk nei pc e che ne sono stati venduti 6,9 milioni nel 2008, solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni di euro l’anno. Destinati a salire di molto nei prossimi anni, visto che la quantità di GB degli hard disk cresce nel tempo.

Fuori tutto accade anche senza di noi. VINICIO CAPOSSELA

mercoledì, gennaio 20, 2010

Viaggiare

Viaggiare. Lasciare paesi.
Essere altri costantemente,
perché l'anima non ha radici
per vivere per vedere soltanto.

Non appartenere neppure a me.
Andare avanti, andare indietro
l'assenza di avere un fine
e dell'ansia di raggiungerlo.

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio senz'aver di mio
altro che il sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

Fernando Pessoa

martedì, gennaio 19, 2010

Ai nostri siculi...

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lunedì, gennaio 18, 2010

E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.

Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.

Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.

La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.

Arsenij Tarkovskij

domenica, gennaio 17, 2010

Foto della settimana


Monte Castello di Gaino
14 novembre 2004



Scattata sulla vetta del Monte Castello di Gaino, sopra Toscolano Maderno
Alessio